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Un canale vivo di collegamento

Si dice: “Un uomo e una donna e la Divinità tra di loro. Chi sono questo uomo e donna? Nel mondo spirituale, tutto dipende da un ruolo specifico: una volta dò, un’altra volta ricevo. Infatti, per dare, devo anche ricevere, e per ricevere, devo anche dare.

Ne consegue che ognuno di noi una volta dà all’ amico e una volta riceve, cioè, esegue sia il ruolo maschile che femminile. Così si realizza: “Un uomo e una donna e la Divinità tra di loro.” Se siamo in questa connessione reciproca, allora il Creatore si rivela tra noi. E’ all’interno di questi canali di trasmissione di ricezione e di dazione che costruiamo l’immagine del Creatore (Borè), che vuole dire “Vieni e Vedi” (Bo-re).

Se costruiamo il rapporto corretto tra di noi secondo la legge dell’ equivalenza della forma, questo canale di collegamento sarà rinato, acquisterà la vitalità. Ci viene richiesto solo di fare uno sforzo per realizzarlo, e all’interno di esso, scopriremo che è vivo.
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(Dalla Prima Parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.01.2014 – Workshop)

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I talenti non aiuteranno

Lo sviluppo nel gruppo è sorprendente e bello perché durante un tempo molto breve passo tali stati e dettagli della percezione e senza gli amici, ciò avrebbe richiesto alcune reincarnazioni della vita fisica, lunghe trasformazioni delle Reshimot. Tra questi meravigliosi amici acceleriamo lo sviluppo.

Nulla in questo percorso può essere “passato”, “saltato”, “rimosso dalla lista”. Il processo della realizzazione delle Reshimot è impostato dall’ inizio e devo passare attraverso tutta questa spirale. Ma il ritmo del progresso dipende da me ed è determinato da quanto mi integro nel gruppo.

Anche se mi siedo in classe impassibile “come un sasso”, privo di comprensione, non importa. Ognuno passa attraverso questo.

Il gruppo è un sistema meraviglioso in cui ci completiamo, aggiungiamo, gli uni agli altri. Alcuni rivelano nuovi “spessori” del desiderio, altri sono permeati con l’ impulso spirituale, e noi interagiamo come un tutto.

La cosa principale è vivere nel gruppo il più profondamente possibile, chinandosi di fronte a lui in tutto, chinandosi in ogni stato, sia quando sono pieno di vita, unità e quando sono “morto”.

I talenti e l’abilità non aiuteranno qui, non è colui che è saggio che imparerà la spiritualità. Prima di tutto, io sono tenuto ad arrendermi.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.01.2014,Scritti di Baal HaSulam)

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