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Cambiamenti favorevoli

Domanda: Supponiamo che i lavoratori della nostra compagnia facessero un corso di educazione integrale e lavorassero secondo questi principi. Improvvisamente si presenta un nuovo capo. Vedrà quali cambiamenti sono successi dentro di noi?

Risposta: Certamente, egli vedrà che le persone di questa compagnia lavorano in base ad un altro principio: persona a persona – un amico, non un lupo. Gli spiegheremo che abbiamo lavorato con dei bravi psicologi che hanno migliorato il nostro gruppo, lo hanno reso sano, e questo ha avuto come conseguenza che le cose fossero più economiche, più efficienti, e più flessibili di prima. Abbiamo dei costi minimi, nessun assenteismo, le persone hanno meno incidenti e malattie perché tutti cercano il modo per aiutare gli altri.

In altre parole, spieghiamo tutto dal punto di vista del vantaggio per gli affari, il che sarà comprensibile a tutti. Non sorprende che svariate compagnie abbiamo dei preparatori, degli psicologi, ed altri esperti.
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(Da “Attraverso il Tempo” di Kab.TV del 23.09.2013)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 03.01.2014

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Zohar per tutti, Capitolo “VaYakhel Articolo: “L’ascesa della preghiera” Punto 131
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Scritti di Baal HaSulam, TES Volume 1, Parte 2 “Histaklut Pnimit” (Osservazione Interiore), Capitolo 7, punto 85
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Scritti di Rabash, Lettera 40
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Domande riguardo il Congresso
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Lezione di Rav (maor ve shemesh)
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Workshop di Unità: Preparazione per il Congresso
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Andare in esilio di propria volontà

Sono pienamente consapevole dall’atteggiamento della gente verso di me. Quando visito altri paesi europei sento l’opposizione interiore antagonistico locale. Cerco di non giustificare il Creatore per non annebbiare questa sensazione di esilio che mi da l’opportunità di lavorare spiritualmente, anzi ne provo piacere.

Dopotutto, vengo da un paese con una società alla quale è stata trasmessa una forte sensazione di antisemitismo. Certo, è stato tutto programmato in questo modo appositamente.

La cosa interessante è che è più evidente e rivelato semplicemente nell’Europa dell’Est che non in Francia, per esempio, dove è sottile ed elegante. Quando le sensazioni negative si rivelano in maniera più semplice, puoi parlarne, discuterne, e disapprovare direttamente l’odio che le persone sentono verso di te, e puoi analizzare questi stati, anche insieme ai tuoi nemici. Mentre nell’Europa Occidentale tutto è velato.

É intrigante, sono sempre contento di sentire questa cosa e cerco spesso di richiamare questi sguardi corrotti per sentire l’atteggiamento negativo verso di me. É essenziale.

Domanda: Che cosa ricavi da questo come Kabbalista?

Risposta: Sappiamo che Rav Zosha e altri Kabbalisti nell’Europa dell’Est, in Russia uscivano in esilio appositamente. Lasciavano i loro villaggi dietro di loro per andare in posti dove vivevano solo persone non ebrei: Russi, Ucraini ecc per poter provare la ripulsione e l’odio, l’atteggiamento negativo gli altri hanno verso di te come persona.

La sensazione di esilio è essenziale per avere bisogno del Creatore, specificamente, dall’opposizione dell’attributo. Non è un indole per la sofferenza ma piuttosto il riconoscimento dello stato in cui sei veramente, ma che forse nascondi da te stesso.
Non dovremo offuscare questi stati. Devi vivere con tutti e sentirli profondamente; quello che sono veramente.
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(“I Segreti del Libro Eterno” 12.08.2013)

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Un canale di Luce

I nostri amici sono parti della nostra anima. Il fatto che abbiamo aderito al gruppo non è casuale: Siamo stati portati al gruppo dall’alto. Dobbiamo renderci conto che è il Creatore che ci ha dato questo particolare gruppo di amici. Egli è Colui che ha “messo le mani” su un buon destino, e ha detto: “Prendilo!” Da ora in poi, tutto quello che dobbiamo fare è rafforzare la nostra connessione e unione con gli altri.

Noi creiamo delle regole di base di unione che comprendono: workshop, pasti comuni, e attività. Ci riuniamo almeno diverse volte alla settimana. In questo modo, noi stabiliamo e estendiamo i fili che ci collegano. Tuttavia, non importa quanto ci sforziamo per migliorare la nostra connessione, non saremo in grado di creare una forza che è abbastanza forte per rivelare la Luce Superiore. Noi semplicemente non raggiungeremo una “tensione” sufficiente per “accenderla”.

Perché funziona così?

Generazioni precedenti di Kabbalisti sono stati integrati in piccoli gruppi, a volte meno di dieci persone. Ecco come hanno rivelato il Creatore tra di loro. Tuttavia, la nostra situazione è molto diversa. Oggi, tutta l’umanità è in uno stato corrotto, l’intero vaso dell’anima comune è andato in frantumi.

Questo spiega perché dobbiamo ricevere molti desideri e bisogni di ogni frammento rotto possibile. Poi dobbiamo “digerirli”, salire insieme a loro al Creatore, e chiedere che Egli ci si riveli. Dovremmo farlo non per il nostro bene (1 %), ma per il pubblico esterno (99/%).

Quindi, dobbiamo essere il canale di guida della Luce in modo che la Luce del Creatore si riveli in noi, per poi tramandarla agli altri.

Per fare questo, prima di tutto, dobbiamo rafforzare noi stessi (1), poi, ci rivolgiamo alle esigenze del pubblico in generale (2), dopo di che, ci appelliamo al Creatore (3). Poi, la Luce e l’abbondanza scenderà dal Creatore a noi (4) e la trasmettiamo in giù (5).

Noi studiamo la Kabbalah, mentre per il pubblico esterno presentiamo l’Educazione Integrale (EI). Di conseguenza, dobbiamo imparare come affrontare il pubblico in generale, in che forma e stile dovremmo presentare i materiali di EI, e quale insieme di termini utilizzare quando si parla con loro.

È detto: “Educare il bambino secondo il suo modo”. In altre parole, educhiamo le persone in modo che possano capire affinché essi saranno attratti da noi e non respinti. E poi, in base a quante persone saranno attirate da noi, saremo in grado di coinvolgere alcune di loro nei gruppi. Dovremmo essere molto gentili con loro in modo da non spaventare coloro che non sono pronti ad unirsi a noi.

I Kabbalisti hanno sempre parlato di lavorare in piccoli gruppi piuttosto che sulla divulgazione di massa progettata per coloro che sono lontani dallo studio della scienza della Kabbalah. Perché fino ad ora, il mondo non aveva mai vissuto una crisi globale e i kabbalisti non hanno dovuto fare questo passo, questo non è stato rivelato in loro. Tuttavia, Baal HaSulam scrisse riguardo “l’ultima generazione” e i problemi contemporanei; pubblicò il quotidiano “La Nazione“, ma tutto questo era solo l’inizio, un “progetto”.

D’altra parte, stiamo assistendo alla crisi, e siamo costretti ad affrontare il mondo intero. Altrimenti, noi non raggiungeremo la spiritualità, noi non sentiremo la necessità di fare appello al Creatore. Dopo tutto, siamo solo Galgalta ve Eynaim (GE), Hafetz Hesed, una parte molto piccola con una “profondità” del desiderio molto bassa, che si limita al livello zero e al primo livello; l’intera umanità rappresenta l’AHP con il secondo, il terzo e il quarto grado.

Quindi, se non riceviamo questo grande “spessore” dei desideri del resto del mondo, non avremo nulla per affrontare il Creatore. Non c’è altra scelta. A differenza delle generazioni precedenti, siamo semplicemente obbligati ad “andare al grande pubblico”, accettare le loro esigenze, e salire al di sopra.

Nei suoi articoliL’Arvut (La Garanzia Reciproca)” e  “Matan Torà (Il Dono della Torà)”, Baal HaSulam scrive che dobbiamo servire il mondo intero come un canale di trasmissione tra il Creatore e le nazioni. Non c’è posto per imparare a farlo, siamo sviluppando costantemente la metodologia chiamata Educazione Integrale. Lo sviluppo è in corso, e di giorno in giorno avanziamo costantemente.
[121142]

(Dal Congresso virtuale “One America” 17.11.2013, Lezione 3)

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La Terza Rivoluzione Industriale

Opinione (Igor Agamirzyan, CEO Russian Venture Company): “La robotica e i nuovi metodi di produzione si trasformeranno in stabilimenti locali deserti, che saranno gestiti da una decina di operatori. Cosa si potrà fare con il tempo libero che la gente di tutto il mondo avrà?

“La prima rivoluzione industriale è iniziata in Inghilterra nel tardo 18° secolo, con la meccanizzazione dell’industria tessile. Il culmine della seconda rivoluzione industriale divennero le linee di montaggio della Ford.

“In meno di due secoli, la struttura economica, politica e sociale del mondo è diventata completamente subordinata alla nuova realtà industriale. Ora viviamo nell’era della terza rivoluzione industriale. Tuttavia, non tutti capiscono che è radicalmente diversa dalle due precedenti. E insieme ad essa, la nostra vita sarà fondamentalmente diversa.

“La caratteristica principale della nuova industrializzazione è lo spostamento del centro del valore aggiunto dalla produzione verso lo sviluppo, l’ingegneria e il design. Nell’economia moderna tecnologica, la replica degli oggetti complessi è diventata praticamente gratis.

“Nel settore farmaceutico, il costo di produzione di una pillola si avvicina a zero, mentre le aziende spendono miliardi di dollari per lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi farmaci. Nel prossimo futuro, la capacità produttiva si concentrerà nella forma di una stampante di casa.

“La produzione ritornerà dai paesi in via di sviluppo verso quelli sviluppati perché ora i beni vengono creati nei negozi senza personale. Come risultato, il ruolo dei vari stati cambierà nel mondo globale.

“Le prime due rivoluzioni industriali hanno portato modifiche alla struttura della società. In breve tempo, il numero di persone nel mondo è cresciuto da decine di milioni a sette miliardi. La speranza di vita media si è raddoppiata, per la prima volta nella storia umana, la maggioranza della popolazione non muore di fame, e solo il 5% della popolazione sarà in grado di soddisfare i bisogni fondamentali dell’umanità. Il risultato principale di questa trasformazione è l’emergere di un surplus del tempo libero che le persone avranno. La terza rivoluzione industriale potrà riempire questo tempo con idee e significati.”

Il mio commento: Il nostro sviluppo si sta dirigendo verso la liberalizzazione dell’essere umano dal livello animale in cui è necessario prendersi cura del corpo, in modo che nel momento in cui cominceremo a riconoscere il male del nostro egoismo e della sua finalità, potremmo diventare pienamente impegnati nella nostra rieducazione e somiglianza al grado successivo del nostro sviluppo – il livello “umano”, per l’attuazione della condizione biblica di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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Siamo tutti dei piccoli artisti

Baal HaSulam,” L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”: Inoltre, anche le cose che immaginiamo di ottenere attraverso la loro essenza, come le rocce e gli alberi, dopo un esame onesto ci ritroviamo con zero raggiungimento nella loro essenza, dal momento che raggiungiamo solo le loro azioni, che si verificano in concomitanza con l’incontro dei sensi con loro.

Percepisco e sento tutto solo come un’impressione, creata nei miei organi sensoriali, non nella forma originale. La verità è al di fuori di me e sconosciuta per me. Percepisco solo qualcosa dentro di me, distinguendo ciò che è stato “rappresentato” nella mia vista, udito, gusto, olfatto e tatto, posso prendere in considerazione qualcosa. Tutti i nomi e i simboli, tutti i fenomeni, e le risposte, tutti i tipi di materia, tutto ciò che accade è dovuto alla percezione nei miei organi sensoriali. L’essenza rimane “dietro le quinte”, sfugge alle sensazioni materiali, si trova al di fuori del quadro del mondo che “tirano” per noi.

Domanda: Come possiamo allora comunicare con gli altri e capirci?

Risposta: Noi possiamo capirci perché ognuno ha un programma simile con un modello simile insito nei nostri organi sensoriali. La loro corrispondenza permette ad una persona di passare le proprie emozioni agli altri, perché loro si trovano nella sua stessa illusione. Ci troviamo tutti ad un certo livello di percezione e questa situazione ci permette di discutere tra di noi.

Sulla base dell’ “immagine” attuale, ammettiamo l’esistenza del nostro mondo, nel quale esiste la natura inanimata, vegetale, e animata, così come le persone che percepiscono la realtà. Di che cosa si tratta, in realtà, noi non lo sappiamo. Forse, si tratta solo di onde come dicono i fisici, o il vuoto quasi primordiale perché la distanza tra le particelle subatomiche è incomparabilmente superiore alla loro dimensione.

Come percepiamo il mondo? In che modo questo influisce su di noi? Come possiamo immaginare cosa sta succedendo? Perché la realtà prende specificamente questa forma nella nostra percezione? Come trattiamo i dati ricevuti? Come li confrontiamo con i risultati precedenti? Come e con l’aiuto di quale codice riusciamo a trasmetterci le informazioni a vicenda? Come la memorizziamo in modo da utilizzare l’esperienza accumulata in seguito e trovare qualcosa, per tracciare un’analogia? Tutti questi sono derivati.

E la cosa più importante è che le persone in questo mondo materiale percepiscono solo un’immagine soggettiva. Se esse fossero fornite di altri organi sensoriali, vedrebbero un mondo diverso. Se il loro programma di percezione venisse cambiato, l’immagine cambierebbe. Oggi abbiamo già inventato dei dispositivi che ci permettono di modificare e aumentare la realtà percepita, di creare illusioni e false immagini.

Inoltre, gli animali, rispetto a noi, percepiscono il mondo in modo completamente diverso. Un cane si orienta in base agli odori, lui non guarda una persona, ma gli odori e questo significa che costruisce un’immagine umana. Egli riconosce un gatto che corre non tanto dagli occhi, ma nel campo dell’odore. Un serpente determina la temperatura degli oggetti a frazioni di gradi, e questo da’ un quadro chiaro.

In generale, è chiaro che tutto ciò che esiste nel mondo è relativo. È relativo anche tra le persone, anche se per natura, non c’è una grande differenza tra noi.

Domanda: In questo caso, come possono i Kabbalisti discutere il mondo spirituale, capendosi reciprocamente?

Risposta: Un Kabbalista è una persona che risiede in un corpo, come te, e che percepisce il mondo attraverso i sensi corporei, come fai tu. Oltre a ciò, possiede una percezione supplementare, in cui egli distingue le forze che controllano il mondo e la sua connessione con loro. C’è una rete di forze davanti a lui, questo è tutto. Ma è davvero tutto.
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La crisi ha cambiato l’atteggiamento dei giovani

Nelle notizie (dal Christian Science Monitor): “La Grande Recessione ha contribuito a invertire l’aumento pluridecennale del materialismo tra molti giovani. Nonostante un difficile futuro finanziario, loro sono ancora molto preoccupati per gli altri. Questo cambiamento è un regalo per coloro che cercano di fare meno spesa a Natale.

“I sondaggi mostrano costantemente che gli americani vorrebbero poter spendere meno per i regali di Natale. Ebbene, un nuovo studio suggerisce che il loro desiderio potrebbe avverarsi, almeno tra i giovani.

“I ricercatori che hanno rilevato le attitudini degli studenti delle scuole superiori nel corso dei decenni hanno trovato che la Grande Recessione del 2007-09 ha causato una grande inversione: I giovani di oggi sono meno interessati a beni terreni.

“Non è solo perché non possono permettersi tutti i flash e i gioielli bling del consumismo americano. Molti semplicemente non li vogliono. Questo cambiamento estremo di atteggiamento aumenta costantemente nei desideri materialistici dei giovani sin dal 1980, secondo i ricercatori Heejung Parco, Jean M. Twenge, e Patricia M. Greenfield della University di California, San Diego. […]

“Ma i ricercatori hanno anche scoperto che i giovani Millenniali di oggi hanno una mentalità più di comunità e mostrano una maggiore preoccupazione per gli altri. E non sono pessimisti riguardo se stessi. Loro hanno rilevato che ‘La Grande Recessione è stata l’unica nel condurre a più, piuttosto che meno, vista positiva di sé,’. […]

“Per sentirsi sicuri, i giovani sono capaci di comprare molto meno, essendo stati costretti a moderare le loro aspettative. Durante la recessione, il tasso di disoccupazione giovanile era alto quasi come quello degli adulti durante la Grande Depressione del 1930. Più del 13 per cento delle persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni vive ancora con un genitore. Mettendo fine a una transizione di assestamento, stanno mettendo fine anche all’acquisto di materiali di consumo.

“Molti non vogliono possedere una macchina, optando invece per l’utilizzo delle Zipcars, sistemi di bike sharing e trasporto di massa. Le generazioni cablate si connettono con gli altri digitalmente. Essi sono più propensi a noleggiare che possedere una casa e vivere nelle aree urbane rispetto alla generazione precedente.

“Un sondaggio condotto tra gli Junior di successo dai 14-ai-30-anni di età, a novembre, ha trovato che il 71 per cento preferirebbe avere un lavoro che serve agli altri piuttosto che avere un lavoro che promuove un loro marchio personale.”

Il mio commento: La crisi porterà la sua generazione ad essere in grado di esistere in una comunità integrale, nella proprietà di dazione e garanzia reciproca.
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