Tutto il nostro lavoro consiste nell’acquisire la qualità di dazione di sopra della struttura di ricezione così in ogni momento io chiarisco che tutto ciò che accade dentro di me e intorno a me, in tutti i miei pensieri e desideri, in tutta l’immagine della realtà, viene solo dal Creatore. Chiarisco questo nonostante tutti i disturbi che mi arrivano dal mondo. Il mondo mostra che, presumibilmente, in esso lavorano una moltitudine di diverse forze e fattori esterni, che stabiliscono il mio stato e che mi riguardano. Ma dietro tutto questo devo vedere il Creatore.
È più facile farlo se il mondo si rapporta a me con ostilità e cerco di fuggire da esso. Ma quando divento abbastanza forte, mi vengono inviate forze che sembrano buone, attirandomi in questo mondo. Io devo oppormi a loro dicendo che questo è male, anche peggio di quello che era prima.
Ho bisogno di essere grato per il male almeno come per il bene ed essere grato per la sofferenza più che per le tentazioni che mi attirano in questo mondo. Alla base di tutto devo vedere il governo di un Creatore, il Bene che fa il bene.
Questo lavoro si chiama l’opera del Creatore, perché, attraverso di essa, imparo come il Creatore si rapporta con me, insegnandomi le sue “abitudini”. Scopro che il Creatore mi circonda con tutta questa realtà virtuale, in modo che attraverso questo mondo, sopra questa realtà, io possa scoprire la forza che mi attiva e crea per me tutta la realtà.
Ho bisogno di vedere sempre che questo è il dito del Creatore che mi dirige nello scegliere, di essere nella Klipat Noga, al terzo medio di Tiferet. Con questo io riconosco che tutto ciò proviene da una fonte unica, da Keter, dal Sole. Devo aderire a Lui come Luna, per riflettere al Sole la Luce che ho ricevuto da esso.
Ma benedico lo stato della luna nuova, che è completamente buio e non brilla. Mi è sufficiente rimanere nella fede al di sopra della ragione, nella dazione al di sopra della ricezione. Benedico questa forma particolare, la forma a cui aspiro nel mio lavoro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.04.2013, Scritti del Rabash)
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Domanda: Cosa vuol dire lavorare su me stesso al fine di amare gli amici?
Risposta: Devi immaginare che l’amico sia una persona importante, piacevole e speciale. In caso contrario, perché lo dovresti amare? Primo, devi trovare una ragione. Quale può essere la ragione per amare l’altro se provi dell’odio? Per essere onesti, non è neanche indifferenza, ma vero odio.
Puoi provare quanto segue: immagina che il tuo amico abbia vinto un milione di dollari alla lotteria. Proprio il giorno dopo, ti sentirai diverso rispetto a lui. Lo invidierai e lo odierai ancora di più. Non è così? Cosa vuol dire che lo odi? Significa che preferiresti che non avesse vinto, e questo è già abbastanza. E’ molto facile da verificarlo, poiché la penseresti in modo diverso se si trattasse di tuo figlio.
Quindi, possiamo lavorare per amare l’amico se odiamo tutti coloro che sono nel mondo tranne noi stessi? Ora, tu ti sei risvegliato per uno scopo sublime chiamato “il Creatore“, e lo vuoi raggiungere. Non fa differenza che tu non sappia chi è il Creatore. Desideri ardentemente una conoscenza e un potere che siano più elevati per arrampicarti sulla vetta che é più eccelsa rispetto a questa intera vita. Si tratta proprio di un desiderio egoistico.
Però, al fine di elevarsi fino alla vetta, devi soddisfare una condizione: amare colui che odi. Il Creatore ti spiega gradualmente che non puoi amare Lui perché se Egli si rivelasse un pochino, tu Lo odieresti poiché la tua natura è opposta alla Sua. Questo contrasto provocherà in te il rifiuto e l’odio.
Quindi, per evitare queste brutte relazioni con il Creatore, per il momento devi imparare a migliorarti per raggiungere uno stato diverso. Ti è stato dato questo mondo: la natura inanimata, vegetativa ed animata, e gli uomini, per provare ad andare d’accordo con loro.
Il Creatore ti dice che Egli ti aiuterà tanto più tu proverai ad amare l’altro al di sopra dell’odio che senti. Ora, tu disprezzi tutti: “Che vadano tutti all’aria” ma il Creatore ti fa percepire queste sensazioni di proposito. Nel momento in cui vorrai ascendere al di sopra del tuo odio, Egli ti aiuterà in modo che tu possa riuscirci. Provaci e Lui ti aiuterà. In questo modo, insieme, cambierà la tua precedente natura in un’altra natura. La seconda natura non annullerà la prima, ma farai di te stesso un abito, una forma proprio come il Creatore, e diventerai come Lui.
Sarai in grado di fare la conoscenza del Creatore. Allora, sarai capace di abbracciare, di connetterti, e di fonderti in un solo corpo. Questa è la ragione per cui Egli ha creato l’ambiente che tu odi, e nel momento in cui proverai ad amarlo, Egli farà in modo che i tuoi sforzi abbiano successo. Se riuscirai a compiere anche il minimo conseguimento, non tanto amare ma almeno causare minor danno agli altri, nel senso che riuscirai a neutralizzare il tuo ego, Egli si rivelerà. E questo perché allora tu non Lo potrai più danneggiare, e sarai in grado di avvicinarti e di connetterti.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05.2013, Gli Scritti del Rabash)
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Domanda: Che cos’è la “Nazione di Israele“?
Risposta: La “Nazione di Israele”, proprio come ogni altra nazione, è un insieme di diverse persone, ma, a differenza delle altre nazioni, queste persone sono unite in base al principio speciale di “Ama il prossimo tuo come te stesso“.
Una volta, gli uomini vivevano in tribù nell’antica Babilonia, e poi si sono divisi e dispersi in differenti direzioni e differenti nazioni, materialmente collegate tra loro, sono state create attraverso i loro desideri materiali.
In quei giorni, Abramo raccolse intorno a sé circa quattro o cinque mila uomini sui molti milioni che componevano l’umanità nell’epoca di Babilonia. Coloro che si unirono ad Abramo erano uomini nei quali ardeva una scintilla per qualcosa d’altro, la scintilla che risveglia gli uomini a porsi al di sopra della natura. Questi uomini lo seguirono con grandi speranze, nell’attesa di trovare il Creatore.
Essi ricevettero da Abramo il metodo per la rivelazione del Creatore che permette ad un uomo di imparare ad amare gli altri al fine di conseguire l’amore per il Creatore grazie a questo.
Questo gruppo lasciò la Babilonia ancor prima della grande diaspora e con il tempo diventò la nazione di Israele. Primo, le scintille non erano unite e tutti avevano dei desideri differenti e non potevano unirsi.
Tuttavia, Abramo iniziò a lavorare con loro e ad unirsi a loro attraverso un’idea comune ed un solo obbiettivo, attraverso la percezione che è al di sopra del desiderio egoistico.
Egli agiva in base al principio che “l’Amore copre tutte le trasgressioni”. Però, gli uomini possono sentire l’amore solamente se il desiderio per il piacere cresce in loro. Essi acquisiscono una sufficiente forza per rifiutare il piacere e quando lo superano, ascendono all’amore. In caso contrario, l’indifferenza e la divisione tra loro può annullare ogni scintilla.
La dinastia dei nostri progenitori, Abramo, Isacco, e Giacobbe inizia qui. Il gruppo adempì la sua misura di iniziale unità, e allora una nuova ondata di ego lo coprì e, di conseguenza, il successo e l’insuccesso dei tentativi di unirsi si trasformarono in una specie di lavoro che noi chiamiamo l’ “esilio in Egitto”.
E’ lo stesso gruppo. Non importa in quale tenda abiti, cosa studi, ed in cosa si impegni, il suo stato attuale è chiamato semplicemente “Egitto”. “Il Faraone” compare tra gli amici, nell’odio reciproco, e nella Torà, e nel metodo con il quale Giuseppe sostiene il gruppo, e poi, in Mosè.
Infine, il “gruppo di studio” raggiunge uno stato insopportabile perché l’ego semplicemente li divide ed essi non sanno cosa farci. Essi vogliono connettersi e realizzare una connessione reciproca tra di loro, ma l’ego li separa così tanto che essi si trovano in un vicolo cieco.
Allora, non solo non capiscono, ma entrano anche in un nuovo stato dove c’è un bisogno essenziale e vitale di scappare dal “re dell’Egitto”, per uscire dall’amore per sé e superarlo.
Immaginate quanto forte dovete essere per odiare l’ego, quanto repulsivo ed insopportabile deve sembrare in modo che possiate “saltare” e porvi al di sopra di esso. Semplicemente non avete la forza per entrare in contatto con esso, e questo odio vi solleva. Questo è il significato di “esodo dall’Egitto”.
Tuttavia, la fuga non è sufficiente. Come ci dovremmo unire adesso? Dobbiamo comunque coesistere con l’ego. In questo stato, i figli di Israele si trovano davanti al “Monte Sinai“, non al di sopra dell’odio, piuttosto, intorno ad esso. Allora, arriva la Luce, e grazie ad essa, i figli di Israele arrivano a capire come potersi unire nel modo corretto, il che significa usare ed in che misura usare l’odio al fine di unirsi al di sopra di esso.
Essi iniziano a lavorare reciprocamente in modi diversi, ed è impossibile farlo senza incorporare la forza negativa. Al fine di ricevere la forza positiva, essi fanno un patto tra di loro, tra di loro e la Luce, il Creatore. In questo modo, la loro auto-correzione inizia.
Il gruppo è lo stesso gruppo, ma da adesso in poi è una nazione poiché adesso essi sono veramente uniti come ogni altra nazione, ma sono uniti nel desiderio collettivo, nelle scintille della dazione.
La base della loro unione non è il normale desiderio materiale di una bella vita in questo mondo, ma la necessità di vivere nel Creatore, in Colui che è superiore. Infatti, anche i figli di Israele sono attirati dal una “bella vita”, ma dietro a queste parole, c’è già un diverso significato. Il senso di ciò che effettivamente è “bello” cambia.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 22.02.2013 “Il Sostegno Reciproco”).
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Domanda: Il grande pensatore e medico Rambam ha portato una serie di verità assolute, una delle quali si afferma: “Vivere sano è una necessità spirituale”. Potresti commentarla?
Risposta: La nostra salute è una delle condizioni di equilibrio generale tra l’uomo e la natura, l’equilibrio della persona stessa e la sua adesione con il Creatore. È per questo che l’equilibrio su tutti i livelli, mentale, morale, fisico, etico, spirituale, e fisiologico, è uno e lo stesso sistema di equilibrio completo. Non vi è dubbio che una persona che, in futuro, insieme con l’intero mondo raggiungerà la completa correzione, riceverà da tutti i lati solo feedback positivi, e questo equilibrio generale lo renderà assolutamente sano.
Possiamo parlare di eternità, infinito, e vita eterna, ma tutto questo non fa per noi in questo momento. Non capiamo tutti quegli straordinari cambiamenti che possono verificarsi in una persona in quanto, secondo le nostre nozioni attuali, il corpo materiale non può esistere per sempre. Ma non è questo il punto.
Il fatto è che questo è possibile solo quando l’essere umano sarà incluso nel sistema generale, quando tutte le persone nel mondo saranno interconnesse correttamente, si integreranno e bilanceranno tra loro a tal punto che la salute di tutti, sarà determinata dalla corretta salute di tutti gli altri.
Domanda: Quando Rambam dice che la salute fisica è una necessità spirituale, che cosa si intende con la parola “spirituale”?
Risposta: Il mondo spirituale significa il futuro stato spirituale di una persona, quando essa sale sopra la sua parte animale e comincia a fare la sua parte spirituale sana, la parte che, al momento, non è sentita da nessuno tranne che dai Kabbalisti. Ogni persona lo possiede da qualche parte al suo interno, allo stato embrionale, simile a come un bambino incorpora potenzialmente il suo futuro bambino, cioè, la parte spirituale di una persona non si manifesta in alcun modo.
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(Da Kab.TV “La Medicina del Futuro” 07.04.2013)
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