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Tutto dipende da voi

La confusione che sentite dopo la lezione è buona. Avete attraversato diversi stati e non sapete cosa fare.

Venite la sera al Workshop e parlate del vostro futuro. Nel livello che riuscirete a unirvi avrete la risposta. Non c’è un altro modo di rivelare niente.

Speriamo che questo accada. Perciò, prepariamoci mentre ci avviciniamo, pensiamoci di più, mentre cancelliamo tutti gli altri pensieri in modo di prepararci meglio a unirci con gli amici.

Inoltre, non aspettatevi niente da me, un altro potrebbe sedersi al mio posto. Tutto dipende unicamente dall’unione tra gli amici. Ovviamente io cercherò di guidare la direzione del Workshop, ma tutto dipende da voi.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.05.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Tutti i cambiamenti sono dentro di me, non al di fuori

L’umanità si è sviluppata per millenni, ma in quale direzione? Se guardiamo la natura, vediamo che essa tende verso l’equilibrio. Caldo e freddo, pressione e vuoto, si bilanciano uno con l’altro.

Tutti i fenomeni naturali tendono verso l’equilibrio delle forze e l’inclusione reciproca, poiché questo è lo stato più costante e stabile, libero dalla pressione. Alla fine, tutto sarà in equilibrio. Da questo possiamo comprendere ciò che ci dicono i Kabbalisti riguardo alla nostra situazione e sul fatto che dobbiamo raggiungere lo stato di equilibrio con il Creatore, con la natura, giacché il Creatore e la natura sono la stessa cosa.

Che cosa significa arrivare allo stato di equilibrio con Lui? Il Creatore è l’attributo di dazione e amore, e noi dovremmo raggiungere la stessa cosa che ci piaccia o no. Il Creatore ci dona costantemente, e dall’interno, mette in funzione il “motore” del nostro ego crescente in modo che sentiamo che siamo sotto una pressione crescente, in uno stato che è in disequilibrio crescente con il Creatore.

Questo ci costringe a fare qualche cosa. Fino ad ora e sempre nel corso della nostra storia, cioè del nostro sviluppo, abbiamo cercato di bilanciare la pressione con l’aiuto di diverse tecnologie, strutture sociali, abitudini e mezzi per proteggerci dal caldo e dal freddo, dalla pressione e da altri cambiamenti del genere.

La natura è costante, mentre noi siamo in costante sviluppo dall’interno da una catena di Reshimot (reminiscenze) che cambiano costantemente. La nostra resistenza verso la natura cresce costantemente.

Tutti i cambiamenti hanno luogo dentro di noi. Anche se vediamo i cambiamenti nel mondo esteriore, come periodi geologici e storici, generazioni e quant’altro, tutto ha luogo dentro di noi.

Noi irradiamo questa realtà verso l’esterno, anche se all’esterno non c’è niente. Una persona è una “scatola” chiusa, e il disegno del mondo è dipinto al suo interno. Tuttavia, lei sente questo disegno come se fosse all’esterno.

In maniera similare, i nostri occhi capovolgono questa immagine. L’occhio coglie il mondo intero in maniera opposta, e poi il cervello la gira di nuovo. Se ci mettessimo degli occhiali che fanno la stessa cosa, dopo un po’ il cervello si abituerebbe e metterebbe il disegno nella giusta direzione. Questo illustra il fatto che tutti i cambiamenti hanno luogo dentro di me, e non all’esterno.

Perciò diciamo, com’è scritto: “Non esiste nulla tranne Lui”, l’unica forza costante che opera e mi influenza. Lui ha preparato tutte queste Reshimot (geni informativi) dentro di me, e tutto quello che scopro nella mia vita, nel mio mondo, nella mia realtà, sono il risultato delle mie Reshimot. Sono responsabili di tutto ciò che posso vedere, udire, gustare e sentire.

Devo cercare costantemente di ricordare questo, se c’è qualche cosa da cambiare, sono io. Il metodo Kabbalista non è inteso per la correzione del mondo, ma, con il suo aiuto, una persona corregge sé stessa e la sua propria percezione. E quindi, malgrado la conoscenza comune, se una persona vuole entrare nel disegno spirituale, deve focalizzare di nuovo la propria visione.

I disegni tridimensionali si basano sullo stesso principio. Per poterli vedere, la persona deve focalizzare di nuovo la propria visione. Come facciamo a cambiare la focalizzazione per poter vedere il nuovo strato della realtà? È molto semplice. Dobbiamo accettare il mondo come una realtà controllata da una forza e che tutti i cambiamenti hanno luogo attraverso le mie Reshimot.

Io cerco costantemente di percepire e di comprendere la situazione, che sono sempre davanti a quest’unica forza dentro di me e che le Reshimot, che cambiano costantemente dentro di me, sono opposti a questa forza. Allora, io devo raggiungere l’equilibrio del quale parliamo in ogni momento della mia vita.

La legge principale della natura è questa, nonostante tutto ciò che è evocato dentro di me, io costruisco me stesso in modo da somigliare al Creatore il più possibile, e non essere diverso da Lui nei miei attributi. Questa è la cosa principale.

Raggiungendo il livello attuale, io mi innalzo al livello seguente. Quindi, io mi equilibrio con il Creatore in ogni parametro, in tutti i 125 gradi, diventando totalmente uguale e simile a Lui, e raggiungendo l’equilibrio totale.

Nell’insieme, è uno schema semplice. Il mondo è costante, ma cambia dentro di me, lo colora di nuovo ogni volta, ed io devo essere in equilibrio con la forza che dà e stabilizza il disegno attuale per me.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso One di New Jersey, 12.05.2012)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 01.06.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 8 “Fai per te un Rav e comprati un’ Amico” – 2
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 121, Articolo “Aza e Azael”, Punto 464, Lezione 110
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KFS, Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 424, Punto 34, Lezione 20
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KFS, Pagina 21, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”, Argomento: “ In torno a cosa gira la Saggezza?”
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Seminario riguardo la Preparazione alla Lezione
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Seminario riguardo i Gruppi in Israele
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Seminario riguardo i Workshop
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Scritti di Rabash, “Ognuno deve sempre vendere le travi della sua casa”
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TES, Parte 1, Capitolo 1, Ohr Pnimi, Punto 6
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Preparazione alla Lezione – 2
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Consumo ragionevole

Domanda: Supponiamo di dividere a metà l’orario per un certo lavoro. In altre parole una persona lavorerà quattro ore e passerà quattro ore a studiare. Dovremo decrescere i salari delle persone, ma far questo gradualmente e garantire uno standard minimo per vivere?

Risposta: Penso che, dopo parecchi mesi, potremo fare un lavoro con loro completamente diverso. Saremmo in grado di iniziare la transizione della città, di tutti i suoi servizi e relazioni sociali, al consumo ragionevole. Il consumo ragionevole avviene quando ci si occupa di tutta la città in modo tale che le persone abbiano un livello normale di vita e non solo uno standard minimo, un livello almeno normale. Si crea un certo paniere per i consumi e ci si assicura che l’intera popolazione lo riceva in un certo contesto, come per esempio se si partecipa all’ educazione, alla formazione, a certi tipi di produzione, ai lavori pubblici. Per esempio per una persona coinvolta nei servizi sociali che deve rimanere al proprio lavoro. Poi, gradualmente tutti giungeranno ad un livello normale di consumo.

Domanda: La quantità normale di consumo varierà secondo l’età ed il genere?

Risposta: Penso che questo dipenda solo dai bisogni fisici e fisiologici di ciascuno e mai dalla sua posizione nella società.

Domanda: C’è un modo di calcolarla? E’ che da persona pratica come sono già mi immagino una coda di persone.

Risposta: Non ci sarà una coda. Dobbiamo creare un servizio comune che semplicemente darà a ciascuno tutto quello di cui ha bisogno. La fornitura minima sarà sotto forma di quanto una famiglia ha bisogno per esistere e forse una parte in denaro.

Domanda: Comunque una città ha dei fondi come le pensioni ed i contributi federali per I bambini.

Risposta: No, stiamo dicendo che vogliamo provare una transizione graduale dell’intera popolazione ad un tipo completamente diverso di esistenza. Che cosa una persona ha veramente bisogno in temimi di soldi quando ha tutti i servizi? Stiamo parlando di una città che vive all’interno del suo sistema chiuso e di un minimo standard di vita che bisogna assicurare alle persone, con la certezza che, assieme all’educazione, non avranno la possibilità di trarne un profitto. Questo potrà essere evitato solo attraverso una disposizione della natura.
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(Da Kab.Tv “La città sperimentale – La soluzione della Crisi” 2.03.2012)

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Connessione attraverso il controllo centrale

Domanda: Esiste una nostra realtà collettiva, oppure ognuno costruisce la propria realtà individuale?

Risposta: La nostra realtà collettiva esiste analogamente al modo in cui sentiamo noi stessi vivere in un unico mondo, ma ognuno lo sente in modo diverso. Noi non possiamo neanche misurare in che modo le nostre sensazioni di questo mondo sono diverse. Nella nostra superficialità, noi non possiamo essere inclusi nei desideri degli altri, io non riesco ad entrare nel vostro desiderio e voi non potete entrare nel mio desiderio. Ognuno ha il suo punto elementare, che determina l’unicità della sua personalità, e che ha ricevuto da parte del Creatore.

Il Creatore è il nostro comune denominatore, il fattore che ci unifica. Solo attraverso di lui possiamo collegarci. Pertanto, il centro del gruppo è il punto di partenza di quel luogo, che è chiamato il Creatore o un desiderio in cui egli è rivelato.

Solo in questo punto centrale possiamo comprendere uno all’altro, e nello stesso tempo, scopriamo che non saremo mai in grado di sentire ciò che sta realmente accadendo nel desiderio di un amico e che cosa lui sente. Ci colleghiamo con l’altro solo attraverso il Creatore, e anche allora è inconsciamente!
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.05.2012, Riguardo il Workshop)

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