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Allenamento psicologico

Noi dovremmo provare a mettere in pratica il sistema che ci è stato offerto dai Kabbalisti, il metodo che possiede la capacità di cambiare il mondo.

Noi tentiamo di mettere in pratica il consiglio dei Kabbalisti come sola possibilità per il nostro inizio di sentire il nostro prossimo passo, l’unità, al di fuori di questo regno materiale.

In questo tempo, le persone cercano di essere minimamente connesse ed equilibrate con la natura integrale. Tuttavia, attraverso la nostra unità con gli altri, nel grado degli sforzi che applichiamo per connetterci con la natura eterna e globale e della nostra ispirazione di sentirla come qualcosa di tangibile tra noi, probabilmente finiremo con lo sperimentare una sensazione genuina di dazione ed amore, un sentimento caldo, un’onda che ci abbraccia tutti.

Questa forza è stata nascosta a noi fin qui, ma essa può apparire se noi tutti ci sforziamo per essa. Se noi abbiamo anche un minuscolo desiderio di raggiungere questo stato che in realtà ci è stato concesso e se facciamo uno sforzo di unirci, possiamo essere sicuri che già possediamo tutti i prerequisiti necessari per raggiungere l’unità.

Tutto quello che dobbiamo fare è desiderare di acquisire una sensazione di unità utilizzando le possibilità che abbiamo già ricevuto. La nostra aspirazione dovrebbe essere diretta a vedere e sentire il potere che riempie l’intero universo. Allora, realizzeremo che siamo piazzati all’interno del Kli unito (vaso) che è riempito di calore, Luce e dazione, come un feto nel grembo materno.
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Lezione 1)

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L’ambiente crea la consapevolezza

Nelle News (Socioline.ru): Gli psicologi e sociologi hanno a lungo detto che i comportamenti antisociali si possono espandere come delle epidemie, ma questa teoria è sempre stata controversa. Gli esperimenti hanno dimostrato che le persone violano frequentemente le norme comportamentali accettate quando vedono che altri lo fanno. Il “cattivo esempio è contagioso” è interpretato ampiamente: vedere qualcuno violare leggi accettate, fa sì che le persone permettano a se stesse di violare altre leggi.
In base alla teoria “della finestra rotta” di James Q. Wilson e George I Kelling:

A livello della comunità, il disordine e il crimine sono inestricabilmente collegati, in un tipo di sequenza di sviluppo. Gli psicologi sociali e gli ufficiali di polizia tendono a concordare che se una finestra in una costruzione è rotta e rimane così, senza essere riparata, anche le altre finestre saranno rotte molto presto.

Questo è vero in quartieri alti così come nei bassifondi. La rottura delle finestre non succede necessariamente a larga scala perché in alcune aree gli abitanti sono determinati rompi-finestre, mentre in altri, gli abitanti sono amanti delle finestre; piuttosto, una finestra rotta è segno che nessuno s’interessa, e quindi romperne delle altre non costa niente.

Ma il vandalismo può accadere là dove le barriere comunitarie – il senso dell’interesse comune e l’obbligazione di civiltà – sono abbassate da azioni che sembrano indicare che “nessuno s’interessa”. Noi suggeriamo che un comportamento “trascurato” conduca anche alla rottura del controllo comunitario. Un quartiere stabile dove le famiglie s’interessano delle proprie abitazioni, dei figli dei vicini, e confidenzialmente disapprovano degli intrusi non graditi che nel giro di pochi anni, o addirittura di pochi mesi potrebbero cambiare la zona in un posto inospitale e in una giungla spaventosa. Un posto di terra è abbandonato, ci crescono delle erbacce e le finestre sono rotte. Adulti che si fermano e sgridano bambini chiassosi, i ragazzi, incoraggiati diventano più turbolenti. Le famiglie escono, quelli che sono soli entrano. I teenager si riuniscono fuori dal negozio all’angolo. Il negoziante chiede loro di andarsene, loro rifiutano. Inizia una lite. La sporcizia si accumula. Le persone bevono davanti a un negozio, un ubriaco cade a terra e  si addormenta. I pedoni vengono avvicinati dagli accattoni.

Il mio commento: L’ambiente forma la consapevolezza ed il comportamento delle persone, che non sono capaci di resistere alle condizioni ambientali. L’abilità di formare te stesso in base al tuo desiderio e decisione arriva a trovare un ambiente adeguato che ti possa formare. Perciò, il libero arbitrio è scegliere chi ti possa “plasmare”.
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Avanzare attraverso i colpi

Rabash descrive l’ascesa spirituale di una persona e porta l’esempio di un palazzo a due piani: sul primo piano ci sono gli amici e sul secondo piano c’è il Creatore. Dobbiamo unirci con gli amici in modo tale da avere un solo cuore, un solo desiderio, una sola intenzione. Se ciascuno abbassa la testa ed annulla se stesso, se la nostra interiorità è un sola collettiva, noi creiamo un sistema adatto alla dazione.

Allo stesso tempo, manchiamo del vero potere della dazione, ma facciamo del nostro meglio per mantenere le connessioni tra di noi. Anche se sappiamo che non potremo adempiere a questo, facciamo ancora del nostro meglio per mantenere l’intensità. Non dobbiamo fermarci qui, non possiamo attraversare la linea di arrivo e sederci ed aspettare che la Luce arrivi. Al contrario, dobbiamo costantemente esercitarci per raggiungere il centro, il che significa che ciascuno annulla se stesso in relazione allo scopo collettivo.

Nel centro ci sono tutte le nostre scintille, tutti i desideri che sono diretti alla dazione reciproca ed all’amore reciproco. Se puntiamo correttamente all’attributo desiderabile per dare al Creatore attraverso di esso, per darglielo come un regalo, allora la Luce che Riforma, che costruisce l’attributo della dazione, arriva al centro, nella nostra connessione reciproca, nella nostra unità.

In altre parole, riveliamo la Luce di Hochmà nella Luce di Hassadim. In questo modo il divino attributo Elokim è connesso con la struttura di HaVaYaH ed è in questa connessione tra gli essere creati ed il Creatore che la Luce di Hochmà può essere rivelata. Il Creatore in sé è la Luce di Hassadim e Hochmà è la dazione che è diretta a colui che lavora per essa.

Domanda: Possiamo comparare i nostri congressi al primo piano del palazzo del quale Rabash parla?

Risposta: Non solo al primo piano. Nella nostra unione generale globale, nel vaso globale, vogliamo salire anche al secondo piano. Se sto andando al congresso in Brasile, non significa che io non sia anche in altri posti. Noi siamo tutti connessi in un solo desiderio. Nel momento in cui il primo piano viene costruito, anche il secondo piano viene immediatamente creato e la Luce da esso discende ed approda nel vaso pronto.

E così, insieme al nostro lavoro quotidiano nel serrare la nostra connessione reciproca, dovremmo avanzare verso lo stato cruciale nel quale viene dato il colpo finale.

La Torà ci dice come finisce lo stato dell’esilio: dopo molte difficoltà e colpi, noi raggiungiamo la libertà. Quindi i nostri colpi nei congressi sono le “piaghe d’Egitto”. Tutto è nell’occultamento e nell’oscurità e non possiamo distinguerle, ma più tardi lo scopriremo.

Così, ci riuniamo qui per colpire il nostro ego, per neutralizzarlo ed annullarlo attraverso questi colpi di connessione e divulgazione ed essendo pronti per la redenzione. Io vedo queste azioni come gli ultimi passi prima di raggiungere la libertà.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2012, Scritti del Rabash)

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I livelli dell’ascesa

Non importa quanti ostacoli incontriamo lungo la strada, quanta disperazione, sconforto, idee diverse, pensieri e sentimenti egoistici e cattivi, pena, indifferenza, tutto questo crescerà piano piano e creerà un enorme desiderio che è chiamato la sensazione dell’ “esilio in Egitto”. Solo scoprendone la totale grandezza, saremo in grado di intravvedere la redenzione dalle sue oscure profondità.

Dunque, il pensiero della redenzione si aggiunge alla sensazione dell’esilio e ci porta alla libertà. L’oscurità che sentiamo trovandoci davanti al Faraone e la fuga da questa oscurità, sono tutti importanti chiarimenti dentro la Luce che è rivelata ad un uomo che lavora per uscire dall’esilio.

La Luce gli fa sentire un’oscurità che cresce sempre di più ed ha paura del posto in cui si trova, delle sue stesse qualità. La cosa principale a questo riguardo è non torturarci e non lasciarci andare, ma capire che dobbiamo attraversare fino in fondo la sensazione dell’esilio. Infatti, questa è la rivelazione della natura della creazione, della quale è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male”. Adesso il nostro lavoro consiste solamente nel chiedere la Luce che Corregge.

Quando tutta questa situazione sarà completamente chiarita nella percezione di un uomo, egli capirà che i cambiamenti non avvengono a livello fisico, ma al livello delle caratteristiche che rivelano la relazione tra di loro. Esiste un sistema generale e tutte le sue parti sono interconnesse in totale interdipendenza. Questo è il modo in cui tutta la creazione è stata creata.

Ma, poiché questa connessione arriva dall’Alto, ne viene rivelata solamente la Luce più debole, la Luce di Nefesh, e allora la forza della repulsione e dell’odio, l’ego, viene rivelato tra tutte le parti separate e lentamente cresce. Questa era già la creazione reale che era stata creata al di fuori del precedente stato perfetto. L’essere creato fu frantumato e adesso dobbiamo lavorare per rimetterlo insieme.

Non cambia niente nel mondo fisico. Dobbiamo immaginare un quadro nel quale le qualità interiori delle cose cambiano, le relazioni, che sono totalmente staccate dalle forme fisiche del tempo, movimento e spazio. Questo sarebbe molto di aiuto.

Dovremmo capire che un uomo non ha alcuna connessione con la Luce in cui si trova, se non desidera connettersi con gli altri. Solamente se fa degli sforzi per connettersi con gli altri al di sopra del naturale sentimento di rifiuto, richiama e attira su di sé la Luce che lo circonda.

D’altra parte, possiamo dire che un uomo si connette al Creatore solamente attraverso il sistema generale. Nella misura in cui l’uomo compie questa connessione, egli realizza un contatto con la Luce superiore.

Non ci sono altri mezzi per avvicinarsi al Creatore, alla Luce, se non attraverso il sistema generale. Se un uomo è parzialmente connesso al sistema delle anime, allora la sua connessione alla Luce non sarà allo stesso modo completa. L’ordine dei livelli spirituali è determinato da questo. Se io mi connetto con gli altri al 20%, allora mi connetto al Creatore al 20% e mi elevo all’altezza del 20% sulla scala dei livelli spirituali. Tutto viene misurato in relazione ai desideri. Quindi, il nostro lavoro è di intensificare le connessioni con tutta l’umanità, con tutta la realtà, e allora saremo in grado di stabilire un contatto con il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2012, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Il Creatore – L’insegnante

Domanda: Mi piacerebbe che restassi con noi il più a lungo possibile.

Risposta: Primo, quando gli uomini si trattano bene a vicenda, pensano che sia una cosa bella stare vicini. Io non so se questo sia il posto migliore – per essere vicino a voi.

Secondo, se parli di me, l’insegnante resta con i suoi studenti fino a quando ne hanno bisogno. Non appena il loro bisogno scompare, c’è dell’altro lavoro, ed egli si trasferisce in un altro posto.

Quindi, non c’è niente di grave in tutto questo. Devi pensare solamente a come mettere in pratica quello che è scritto nelle fonti principali e questo è tutto. La presenza o meno di un insegnante non dipende da noi. E la cosa più importante è quello che stiamo facendo adesso. Se ci sono dei gruppi, se le donne li aiutano attivamente, li sostengono, indirizzando verso il centro del gruppo il desiderio di rivelare il Creatore, allora tutto andrà bene.

Non c’è bisogno di avere un insegnante: il Creatore, la Luce ti faranno da maestro. In realtà, questo è ciò che stiamo cercando di “afferrare” qui – il metodo di lavoro con la Luce.
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(Dal Congresso di Vilnius del 25.03.2012, Workshop 4)

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Lotta e troverai

Domanda: La transizione al prossimo livello deve essere coscienziosa. Di che cosa abbiamo bisogno esattamente perchè le azioni siano coscienziose?

Risposta: Non c’è niente di specifico che possiamo fare perché le nostre azioni di transizione e il nostro viaggio siano coscienziosi. Dobbiamo unicamente attendere i cambiamenti che accadranno dentro di noi sotto l’influenza della Luce superiore. I miei sforzi evocano unicamente la Luce superiore, l’energia superiore, che mi influenza.

Anche adesso non so quello che mi accadrà nel momento successivo, perfino nella mia vita quotidiana. Tutto questo arriva dall’esterno ed è rivelato dall’Alto ogni momento della mia vita.

È la stessa cosa nel lavoro spirituale. Io dirigo me stesso verso la qualità di dazione, ma deve venire da me e influenzarmi, e allora io inizierò a comprendere quello che mi sta accadendo. Io posso solamente contribuire con l’aspirazione, ma sono incapace di comprendere.

Qui dobbiamo stare molto attenti al fatto che il nostro cammino in alto, in avanti, sia sempre accompagnato da una richiesta, un desiderio perché in effetti accada. La Luce superiore viene dall’Alto e fornisce una risposta. Essa ci da’ la risposta poiché non può venire niente da noi. Io aspetto solamente che la Luce si manifesti tra di noi.

Dato che non ho ancora un grande quesito, desiderio di andare ancora avanti, Ohr Makif (Luce Circostante) non si manifesta ancora in maniera sufficiente. Il quesito è uguale alla porzione di Luce che abbiamo ricevuto nella stessa intensità di desiderio che è apparso in noi? Questo è ciò che conta.

Raggiungere questo livello significa che stiamo arrivando alla soglia di valore della nostra domanda, della nostra aspirazione, del nostro desiderio. E allora troviamo la risposta al momento. La Luce opera sempre in maniera discreta, come dentro un atomo. Quando l’elettrone cade da un’orbita all’altra, rilascia un quarto di luce.

Per poter sollevarlo verso un’altra orbita, deve essere caricato con un quarto di luce. Allora si solleva e ancora una volta cade e rilascia un quarto di luce, e così via, in base al principio del laser. La natura è la stessa dappertutto. È per questo che lo stesso principio opera qui.

Dobbiamo sollevarci al livello limite.

Adesso siamo in un livello e continuiamo a saltare per raggiungere il secondo livello, ma ancora non ci stiamo arrivando. Scivoliamo costantemente in basso, perdendo questo livello, cercando di sollevarci ancora, e ancora una volta lo perdiamo. Come possiamo saltare per raggiungere il prossimo livello? Una volta raggiunto, non scenderemo più, né cadremo da esso.

Diciamo che state cercando di saltare sul tavolo. Saltate a metà, a tre quarti del punto, o a un quarto dal punto. Ogni volta cadete per terra. Una volta che riuscirete a raggiungere il tavolo, continuerete a stare lì.

Questo è quello che abbiamo bisogno di fare. Non vogliamo accettare niente che sia inferiore a  questo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Un uomo e una donna come caratteristiche della natura

Domanda: I miei genitori hanno divorziato e hanno lasciato questo segno in me. Io so che ci sono molte persone della mia generazione che hanno sofferto a causa di questo. Ci spaventano le donne. È molto difficile credere in loro.

Risposta: Io non capisco i tuoi problemi perché qui parliamo di cose completamente diverse. Non parliamo di uomini e donne come corpi biologici, un gruppo di cromosomi, geni e ormoni.

Parliamo di uomini e donne come caratteristiche della natura (ed è molto importante per noi!), quando noi come adulti comprendiamo come usare le nostre forze e le nostre debolezze in modo adeguato per poter raggiungere un traguardo comune. Persone serie riunite qui che vogliono raggiungere questo e non si preoccupano dei problemi giornalieri di uomini e donne nella nostra vita quotidiana. Ci stacchiamo dalla vita materiale e ci solleviamo da essa. Vogliamo usare le nostre qualità spirituali, maschili e femminili, per supportarci uno con l’altro e sollevarci. Dobbiamo muoverci insieme verso il traguardo per poterlo raggiungere.

Ognuno di noi ha la propria missione, il proprio ruolo, ma non può essere senza gli altri. Solamente la combinazione reciproca fa sì che la nostra connessione sia produttiva.

Impariamo su l’Aviut (desiderio) e Zakut (schermo). È necessario avere entrambi come complementari e uguali uno all’altro. Se lo schermo fosse più grande dell’Aviut, dove potrebbe apparire dall’inizio? Uno schermo non può essere diverso perché appare solo in cima al desiderio. Se il desiderio è più grande dello schermo, significa che non mira verso la dazione, ma verso ricezione. Quindi, è importante avere la giusta combinazione delle qualità maschili e femminili. Vorrei enfatizzare che parliamo di qualità, e non di ormoni o altri tratti materiali. Sotto il concetto di “donna” s’intende un’aspirazione verso la spiritualità, e “uomo” significa la realizzazione di quest’aspirazione e non si applica assolutamente al nostro mondo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Risolvere i problemi

Le donne fanno le stesse domande che fanno gli uomini durante il seminario, loro cercano di sperimentare queste cose insieme agli uomini, in silenzio, partecipano interiormente alla soluzione di questi problemi, e allo stesso tempo spingono gli uomini a risolverli.

Ci sono problemi che riguardano le donne. E ci sono problemi che loro non possono risolvere poiché la soluzione risiede nel collegamento tra le persone. E questo tipo di problemi possono essere risolti solo a livello delle sensazioni tra gli uomini.
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(Dal Congresso di Vilnius 25.93.2012, Workshop 4)

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Assimilare i contenuti del Congresso

Domanda: Lei ha detto che nei prossimi giorni, invece di impegnarsi nella divulgazione è più auspicabile per noi scrutare il punto interiore per rafforzare l’unione…

Risposta: Io credo che voi dobbiate costantemente, in tutto il tempo libero, passare in rassegna tutti i materiali sulla garanzia mutua, sull’unione, sulla reciprocità e integralità. Potrebbe essere più utile il materiale elaborato, piuttosto della versione originale, poiché quella originale è scritta in un linguaggio particolare e può distrarvi dallo sperimentare questi contenuti in modo diretto. Forse dovreste semplicemente guardare il congresso un’altra volta.

Si dovrebbe vivere per questo e ripassarlo ancora e ancora per poter formare il Reshimo più forte, ovvero i ricordi, i sentimenti e lavorare con queste sensazioni. Scoprirete improvvisamente che abbiamo parlato di cose che forse sono sfuggite alla vostra attenzione là, o che forse avete sentito in un contesto diverso, in una prospettiva diversa. Dovete superare quello che è successo là e farlo diverse volte.

Ho constatato molte volte che le persone ascoltano in modo selettivo. Dio ti aiuta a prendere qualcosa dall’informazione che io ho messo lì, non segretamente, ma chiaramente, verbalmente. In realtà, la gente non cattura più del 10 – 15% di quello che ascolta. Personalmente, ripasso almeno due volte al giorno una qualsiasi lezione di Rabash (qualsiasi lezione! Non parlo nemmeno dei nostri congressi), a parte il fatto che vi ho partecipato.

Ho fatto anche un progetto: perché egli spiega in quella maniera particolare, dov’è l’inizio e dov’è la fine, come comincia una domanda, come la conclude, come procede dall’inizio alla fine, come sviluppa un tema, introduce domande aggiuntive, o come prepara un qualche compito non chiaro in mezzo. Provo ad “entrare”nella sua testa, a penetrare il suo approccio. Il risultato ottenuto da questo lavoro meccanico è che incomincio a sentirlo, inizio a percepire meglio.

E’ dunque necessario. Questo è quello che intendevo quando ho detto che non dovreste fare nient’altro. Siete voi quelli che avete sperimentato il congresso e che eravate all’interno, e ora dovete assimilarlo bene.
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(Da Kab.TV “Le Fondamenta della Società Integrale”, 26.02.2012)

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