Il lavoro con la Luce e con lo schermo (Zivug de Hakaa) è un genere di azione in cui un uomo verifica con attenzione tutte le proprie impressioni, sensazioni, amore e odio, e decide come usare tutto questo, riducendo e, allo stesso tempo, sviluppando le proprie sensazioni. E’ detto:”Tanto più grande è una persona, tanto più grande è il suo egoismo,” nel senso che sono più forti le sue sensazioni.
Egli è grande in base al proprio livello nel quale può bilanciare linea di destra e quella di sinistra, la mente ed i sensi, e mettere insieme le due linee formando la linea di mezzo, unendo cioè le due linee nella dazione.
Perciò, ci sono due stati nel lavoro spirituale: l’amore ed il timore, che sono uniti insieme nel lavoro stesso. Amore significa che un uomo scopre un’opportunità di aggrapparsi a colui che è superiore e, di conseguenza, di comprendere e percepire i modi che usa il Creatore, tutti i Suoi modi. La chiave è comprendere!
E prima di questo, un uomo lavora, elevandosi al di sopra delle sue sensazioni e lavorando con la sua ragione, e fa tutto questo mentre consegue la ragione di colui che è superiore. In questo modo egli continua a muoversi lungo due linee, una per gamba.
Nel nostro mondo, la ragione ed i sentimenti sono sempre in conflitto e ci spingono a commettere degli errori. Tuttavia, nel mondo spirituale, ci assistono e si uniscono per un solo scopo, ed in questo modo un uomo diventa perfetto.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.08.2011 Shamati 45)
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 9 “Quali sono le tre cose che ampliano la Ragione dell’ uomo, nel lavoro”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo “Chiunque sia di cuore generoso, lascialo portare”, Punto 52, Lezione 4
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Punto 5, Ohr Pnimi Punto 100, Lezione 13
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 600, Punto 72, Lezione 38
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Scritti di Baal HaSulam “La Nazione” (Inizia con: “In questo senso, siamo come un mucchio di noci…), Lezione 5
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Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.
La Libertà del collettivo e la libertà dell’individuo sono uguali
La garanzia mutua di tutte le persone del mondo per il loro benessere generale, è simile a due persone in una barca. Se una di loro fa un buco nella barca, affoga anche l’altra.
-Baal HaSulam, “Arvut” (Garanzia Mutua), articolo 18
Ogni persona del mondo è responsabile per tutti. Se qualcuno si corregge in qualcosa, porta il mondo intero più vicino alla correzione generale. Al contrario, usando il suo egoismo individuale, peggiora lo stato del mondo intero.
-Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, articolo 110
Ogni persona ispira l’elevazione o la discesa di tutto il mondo, visto che le azioni di una persona abbassano o elevano il mondo intero.
-Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo 68
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Opinione: (Javier Solana, ex alto rappresentante dell’Unione europea per la politica comunitaria estera e per la sicurezza, ex segretario generale della NATO, presidente del Centro Economico e Geopolitico Globale ESADE): “Poiché l’interdipendenza tocca tutti coloro che sono nel mondo in un modo che non si è mai visto prima, i rischi di un governo globale sono la grande sfida dell’umanità. Pensiamo ai cambiamenti climatici; i rischi dell’energia nucleare e dell’inquinamento; le minacce del terrorismo (qualitativamente differenti dei danni di una tipica guerra); gli effetti collaterali dell’instabilità politica; le ripercussioni economiche delle crisi finanziarie; le epidemie (i cui rischi aumentano con il libero commercio e gli spostamenti più facili); e poi, il panico alimentato dai mezzi di informazione, come la recente crisi europea dei cetrioli…
“L’interdipendenza è, infatti, reciproca dipendenza – un’esposizione condivisa ai rischi. Niente è completamente isolato, e gli “affari esteri” non esistono più: tutto è diventato nazionale, anche personale. I problemi degli altri uomini sono adesso i nostri problemi, e non possiamo più guardarli con indifferenza, o sperare di realizzarci qualche guadagno personale…
“Dobbiamo imparare una nuova grammatica del potere in un mondo che è fatto più di bene comune – o male comune – che da personali o nazionali interessi. Questi non sono scomparsi, naturalmente, ma hanno provato di essere indifendibili al di fuori di una struttura capace di fronteggiare le minacce e le opportunità comuni.
Mentre il vecchio gioco del potere cercava la protezione dei propri interessi senza considerare quelli degli altri, la sovraesposizione ha spinto la reciprocità dei rischi, lo sviluppo dei metodi di cooperazione, e la condivisione delle informazioni e delle strategie. Un vero ed efficace governo globale è l’orizzonte finale che l’umanità deve inseguire oggi con tutta la sua energia.”
Il mio commento: Milioni di eccellenti analisti del mondo hanno tirato le giuste conclusioni: un uomo può governare il mondo solo considerando la sua totale interdipendenza. Ma come possiamo considerare questa interdipendenza? Chi può guidare la società ed il mondo verso la correzione, verso uno stato intregato (reciprocamente interconnesso)? Quest’uomo o questo gruppo di uomini devono trovarsi dentro lo stato, cioè devono essere corretti. Quando il mondo avrà bisogno di queste guide, le troverà…
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Dato che tutti i cambiamenti sono fatti esclusivamente dalla Luce, ogni volta che agiamo, le nostre azioni ci mostrano quanto siamo inadeguati confrontandoci a essa. In altre parole, io devo agire come fa Lui per vedere quanto sono diverso da Lui nel mio attuale livello.
È del tutto simile a quando un bambino cerca di imitare il comportamento di un adulto. Dopo averlo fatto, lui si rende conto quanto le sue azioni siano corrette o incorrette. È come se stesse facendo degli esercizi mentre mette insieme dei piccoli blocchi giocattolo per fare delle strutture o facendo i compiti per la scuola.
Tutto questo è fatto per misurare noi stessi e confrontare i nostri risultati con quelli corretti. Il nostro avanzamento si basa sulle differenze rivelate tra il “desiderato e attuale”, tra quello di cui sono capace e quello che si suppone io sia adesso.
Questo significa che dobbiamo compiere costantemente delle azioni di dazione e di usarle per esaminare e valutare quello che non ho ancora ottenuto. Non devo disperarmi ogni momento che fallisco, ma piuttosto amare questo stato d’illuminazione. Dopo tutto, questo è quello che ci insegna ad andare avanti.
Questo non significa che io deva aver fatto qualcosa di male e per la quale sentirmi adesso in colpa. Per il contrario, ho avuto successo, e quindi mi è mostrato in che cosa devo avanzare. La Luce continua a mostrarmi i cambiamenti per fare il prossimo passo. Se io non ne fossi capace, la Luce non me li rivelerebbe, e si fermerebbe in uno stato nebbioso, come d’incoscienza. Io sarei insensibile e mi sentirei bene. La Luce non illuminerebbe le mie incrinature né mi mostrerebbe cosa fare.
Io non avrò nessuno cui parlare se non mi sarò preparato lavorando nel gruppo, studiando seriamente e facendo altre cose. Perciò, la Luce non mi permetterebbe di fare nessun’altra azione che non abbia delle fondamenta sottostanti. In quel caso, potrebbe sembrare che in me tutto sia a posto e non ci sia niente su cui lavorare. Io entrerei in uno stato illusorio che potrebbe durare molto tempo, addirittura degli anni.
Infatti, tutto si basa sulla preparazione, mentre la preparazione dipende dall’ambiente. Quindi, dobbiamo fare alcune azioni materiali, come studiare, il gruppo, la connessione con gli amici e tutti i discernimenti che lottiamo per fare insieme.
Se io sono entusiasta di unirmi agli altri e di trovare lì la proprietà di dazione, io dovrò formare in me l’attitudine al concetto interiore di “gruppo” e “luogo” dello spazio spirituale, il desiderio integro dove la proprietà della dazione mutua tra tutti quanti è rivelata.
È la Luce che ci insegna la dazione, e quando questa rivelazione raggiunge una certa piena misura al minimo livello, questa ci soddisfarà. Esperimenteremo la dazione in se e il suo origine, cioè della forza superiore che sostiene questa proprietà. Riveleremo non solamente la Luce, ma anche la sua fonte.
Rabash finisce la sua lettera: “Possa il Creatore aiutarci ad accettare il governo superiore oltre il tempo e lo spazio e ad aderire a Lui sempre”.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/05/2011, Gli scritti di Rabash)
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Domanda: Dici che si può risolvere la crisi mediante l’unione delle forze e nella mutua assitenza, ma per capire meglio, in cosa consiste, come si esprime l’unione attraverso la mutua garanzia, a paragone di altri mezzi gia’ provati?
La mia risposta: Risponderei in questo modo:
1. Non esiste un altro mezzo per uscire dalla crisi globale ed integrale che ci stringe. Non potremo uscirne se tenteremo di liberarci dalla dipendenza di tutti da tutti, ma dobbiamo trovare in questa assoluta dipendenza il sistema giusto di comportamento ed è : unirci tutti come in un unica massa. In realtà, siamo già tutti uniti dalla natura, ma dobbiamo essere consapevoli di ciò e modificare i nostri rapporti sociali, politici, economici in conformita delle nuove condizioni. Nella crisi integrale e globale si può raggiungere quest’unione solo per mezzo della garanzia mutua. Ogni altro tentativo per migliorare la nostra situazione- non riscontrera’ il successo in nessuna parte del mondo, perchè la crisi, lo squilibrio è lo stesso in tutto il mondo.
2. L’autonomia e sua relizzazione:
A. In ogni altro procedimento di correzione, di trasformazione, di uscita dalla crisi, dipendiamo da vari fattori: fattori interni, sociali esteriori, economici politici. Dobbiamo trattare negoziazioni con i nostri soci ed avversari, portare le nostre idee in parlmento, seguirne la realizzazione – tutto cio’ tramuta le modifiche in qualcosa di impossibile. Infatti, tutti sono egoisti e nessuno desidera il successo dell’altro.
B. Poiche’ la crisi e’ integrale, ognuno di noi dipende da tutto il mondo.
C. Anche noi viviamo in una nazione debole, doviamo eseguire le decisioni politiche di stati piu’ forti, che non si preoccupano di noi ma di loro stessi.
D. Ci troviamo in condizioni che variano in continuazione, percio’ siamo costretti a trasfomarci, a rinunziare, ed in questa maniera riusciamo a concretizzare, se tutto va bene, solo una minima percentuale dei nostri programmi.
3. Vantaggi dell’uscita dalla crisi mediante l’unione:
A. Non si dipende piu’ da nessuno.
B. La popolazione approverebbe una tale richiesta.
C. E’ una cosa che non infastidisce alcuno, cio’e’ nessuno sarebbe contrario a tali richieste, forse, potrebbero non piacere ai politici.
D. Dobbiamo solo divulgare questi concetti – ed allora scopriremo presto grandi mutmenti nella società, senza promulgare nuove leggi mediante le ordinarie vie parlamentari. Siamo liberi – liberi di agire come vogliamo senza dover consigliarci o dover dipendere da altri, perche’ non operiamo su un piano egoista ma al contrario un piano altruista.
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Vogliamo solo indicare le vere realtà del mondo integrale, che oggi non si può ignorare. Da queste realtà progrediremo nella trasformazione della natura umana. Infatti ora, mediante l’educazione all’integralità, l’uomo inzia a pensare in termini di “Sistemi Integrali“.Una volta, l’uomo vedeva e capiva tutto attraverso gli occhiali del suo egoismo : “io e gli altri”.
Mentre ora l’uomo inizia a percepire il mondo differentemente. Indirizza tutto non a proprio beneficio, ma a beneficio di tutta l’umanità. Il suo punto di vista è divenuto un aspetto generale (universale), la sua mente ha un nuovo modo di pensare, la sua percezione passa attraverso tutti gli altri.
Si puo prendere come esempio una casalinga che si occupa dei bambini, del marito, della casa, e si proccupa che tutto proceda al meglio. Guarda il mondo ed il futuro senza prendere in considerazione se stessa, ma solo i propri famigliari. Vede la realtà odierna e futura non attraverso se stessa, ma attraverso loro.
Se l’uomo inizia gradualmente a guardare al mondo in questo modo, eleva se stesso ad un nuovo livello. Si sviluppa in lui un nuovo sistema di percezione della realtà. Non avverte più la realtà in se stesso, in modo egoista e individualista, ma la vede come tutti gli altri la recepiscono.
Questo in verità è la regola dell’amore reciproco. L’uomo arriva gradualmente alla condizione che non solo crea un legame con gli altri, ma inizia a sentirsi immerso in questa “pentola”, proprio all’interno dell’umanità, dentro il sistema generale.
Allora si trasforma la sua percezione , la sua mente , il suo punto di vista, il suo modo di sentire.
Tutta la sua realtà si trasforma. Egli per così dire esce fuori da se stesso e scopre una nuova realtà, che prima non aveva rilevato. Scopre nella sua nuova intuizione una dimensione diversa, modificata.
Se l’umanità progredisse in questo senso, potrebbe arrivare a ciò che possiamo chiamare ” la realtà superiore”. Questo é giusto un sopranome, si tratta in realtà di un cambiamento di percezione: invece di ricevere esclusivamente a proprio beneficio sceglie – il dare in senso assoluto.
Anche il “dare” non è inteso nel suo senso comune. Se io sento il legame fra noi, e non mi preoccupo degli altri, e ovvio che a me pure, non rimane niente. Oggi cominciamo a capire ciò, malgrado avvenga tutto a ritmo lento. Questo ci costerà molto sangue, sudore e lacrime, ma se inizieremo ad infiltrare l’educazione globale, la gente comincerà talvolta a prestare orecchio ai diversi esempi dei film, delle commedie teatrali, dei romanzi, programmi televisivi ed a tutti i racconti che dimostrano che il bene ed il male sono valutati solo in rapporto alla società.
Giustamente ci troviamo in un sistema globale in mezzo ad un processo globale, accompagnato da trasformazioni che possiamo realizzare a condizione che si inizi a lavorare sull’educazione. Io ne ho parlato già nel forum spirituale internazionale ad Arosa nell’anno 2005. Malgrado ciò, vediamo come molte persone non sono ancora pronte, sono incapaci, scappano da cio’, anche se ci troviamo già sul bordo del precipizio.
Per esempio, qualche mese fa il debito pubblico degli Stati Uniti è salito superando le risorse in loro potere. In altre parole, anche se venderanno tutto ciò che possiedono, non potranno pagare il loro debito. E se ammetteranno il crollo ed il fallimento, allora il mondo intero crollerà di conseguenza. Percio’ il mondo pretende: “continuate a giocare, a stampare banconote, come se possedeste le dovute coperture”.
Ma nei i giochi che conduciamo non si tratta più dell’economia di una volta, quella classica – avanziamo semplicemente ad occhi chiusi, contando sulla fortuna, invece di inziare le correzioni.
Se non l’educazione integrale , non abbiamo allora, altra via. Oggi tutto cio’ ci è palese. Daltronde l’economia esprime le relazioni egoiste che intercorrono fra noi, dato che l’economia e’ l’essenza del rapporto egoista fra di noi.
Costruiamo questo rapporto secondo determinate regole, secondo il quale possiamo sopravvivere.
Perciò, proprio questo sistema è il primo nel quale avvertiamo la crisi. Infatti i rapporti egoisti hanno raggiunto il loro limite massimo, e non è più possibile proseguire e vivere in questo modo.
Perciò, nelle condizioni attuali, mi rivolgo a voi come una semplice persona preoccupata del futuro dell’umanità. Non mi occorre nulla, voglio solo stimolare la gente a guardare cosa abbiamo davanti a noi, davanti a tutti noi ed in equa misura. Non intendo dare consigli, ne esporre teorie caserecce, non propongo una nuova e particolare scienza. Ma prima di tutto, dico, cominciamo a comportarci secondo i dettami della scienza, sappiamo che e’ accettata ugualmente da tutti.
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Laureato Nobel in economia Prof. Israel Oman: “Nataniau deve continuare il suo percorso economico”. Spiega in un intervista speciale a Walla (Internet israeliano), perchè appoggia la politica del Primo Ministro, perche il grande problema israeliano é la concentrazione economica, perche’ il prezzo degli studi negli istituti superiori deve essere di 120 mila Shekel annue”?
Cari amici, per favore, fate delle domande su questi passaggi dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.
L’influenza dell’ambiente sulla persona
“Fatti un maestro e comprati un amico” significa che per raggiungere la meta, una persona deve realizzare un nuovo ambiente per se stessa: il maestro, gli amici e quelli che la aiuteranno ad ottenere la grandezza del suo Maestro. Ed allora la dazione al Maestro potrebbe diventare la ricezione da lui,fin quando questa possa dar luogo ad azioni per il bene del Creatore. E posto che la grandezza del Maestro dipende completamente dall’ambiente, la persona sola non può raggiungere la meta: la rivelazione del Creatore.
–Baal HaSulam, “Un discorso per la conclusione dello Zohar”
Se una persona vede in che modo il suo ambiente insulta la correzione e non apprezza correttamente l’atto del raggiungimento della similitudine con il Creatore, la grandezza della proprietà dell’amore e della dazione, non può imporsi sull’ambiente. Pertanto, una persona non può ottenere la Sua grandezza e lo offende durante il proprio lavoro, come fanno loro.
E posto che una persona non ha la base per ottenere la Sua grandezza, ovviamente non sarà capace di dare, ma solo di ricevere per se stessa, dato che dare gioia al Creatore non le porterà piacere.
–Baal HaSulam, “Una discorso per la conclusione dello Zohar”
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