All’interno della testa di ogni grado (Rosh) si produce una collisione tra la Luce e lo schermo, cioè tra l’intenzione “per il bene della dazione” ed il piacere che sentiva direttamente all’interno del desiderio di ricevere. Piacere diretto è come se io sentissi qualcosa di saporito nella mia bocca e questo gusto è direttamente relazionato al mio desiderio.
Adesso però, devo causare un colpo, cioè devo introdurre un nuovo calcolo, devo mettermi tra il piacere e il desiderio che stanno insieme dentro di me. Devo stare tra di loro e dare loro una nuova forma di connessione, perché da loro due, voglio costruire il Creatore affinché possano trattarsi reciprocamente con la dazione!
Questo si chiama un colpo (Hakaa), poiché vengo in contro a questa connessione diretta tra il piacere e il desiderio, ed in virtù di questo, costruisco la testa del grado.
Il “volto” del Partzuf è la forma della sua dazione, che la persona deve costruire partendo dalle nuove relazioni che vuole stabilire tra il piacere e il desiderio. Lei si interpone tra loro e non li lascia in contatto diretto perché vuole che si relazionino tra loro nella forma della dazione. È così che si costruisce la forma del Partzuf spirituale.
Cioè, la forma del Partzuf si costruisce sulla base delle nuove relazioni tra il piacere e il desiderio, dopodiché il Partzuf non vuole accettare tutte le altre parti dei piaceri e dei desideri che non hanno potuto prendere la forma della dazione, la forma del Creatore. Risulta che si trova con un eccesso di desideri e di Luci che sono al di là dei suoi calcoli.
È li che allora nasce un conflitto tra questa forma diretta che resta, questo Partzuf aggiuntivo, separato, nel quale sono connessi direttamente il desiderio ed il piacere ed il nuovo Partzuf santo che è stato costruito, il quale contiene la corretta connessione tra il piacere e il desiderio, ciò che crea un “volto”. La persona sente lo scontro tra queste due forme: tra la ricezione di tutto per se stessi, come lo convince a fare il Creatore e la nuova forma di dazione che ha appena creato. Lo scontro reciproco di queste due forze si chiama “collisione delle Luci, quella circondante e quella interna”.
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Opinione: (Giulio Tremonti, il ministro delle finanze e dell’economia dell’Italia, msnbc.msn.com): “Rivolgendosi brevemente al senato prima del voto, il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha detto che l’Europa ha bisogno di una soluzione politica per superare la crisi, perché nessun paese sarebbe risparmiato dalle disastrose conseguenze.
‘Nessuno si faccia delle illusioni di potersi salvare. Proprio come sul Titanic, neanche i passeggeri di prima classe si salverebbero’, ha detto rivolgendosi alle economie europee più forti.”
Il mio commento: Il mondo è si trova oggi nei guai se guardiamo alla sua situazione dal punto di osservazione abituale. Oppure la situazione è assolutamente l’opposto se comprendiamo che la natura ci ha dato un problema da risolvere: svilupparci verso una società intregrata e completa, e dobbiamo farlo adesso, senza pigrizie o decisioni tardive. Altrimenti, dovremo “lavorare sugli errori”, e sarebbe ancora più difficile.
Il problema consiste in un nuovo atteggiamento verso il mondo: dobbiamo imparare il modo di vederlo come un solo insieme, legato ed interconnesso e comprendere che queste connessioni si sono manifestate da dentro la società umana che si è sviluppata fino a questo livello. Non c’è una strada di ritorno.
C’è solamente una via d’uscita: imparare a vivere nel nuovo sistema cambiando gli uomini in base ad esso. Vale a dire, abbiamo bisogno di una nuova educazione universale: studiare una nuova natura del mondo.
Il mondo è diventato completo ed unito, e ciò significa che noi tutti siamo completamente dipendenti gli uni dagli altri. Nella misura in cui riusciremo a comportarci così, ce la faremo. Altrimenti, perderemo.
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Domanda: Si suppone che dobbiamo cominciare la nostra correzione con il livello animato, vale a dire ridurre il nostro consumo solo al livello del bisogno?
Risposta: No, non lo dovremmo fare. Non si tratta solo di ridurre unicamente lo sfruttamento della natura, per di più, non sappiamo davvero in che modo limitarci.
Ciò deve avvenire in maniera naturale, per contro proprio. Se la mia testa è “nelle nuvole”, nell’ispirazione spirituale, istintivamente consumo solo quello di cui ho bisogno per il sostentamento. È assolutamente superfluo mettere in circolazione una tessera di razionamento ed un materasso gonfiabile per tutti. Questo non è quello di cui stiamo parlando.
Lavoriamo in maniera reciproca nell’interconnessione tra noi con il fine di costruire un sistema integrale simile alla natura in tutti i suoi livelli. Il livello parlante ci viene dato affinché organizziamo questo sistema per noi e se lo costruiamo, sicuramente avremo l’attitudine corretta nei confronti di tutta la ricchezza naturale, usando le nostre risorse come questa elevata necessità impone.
Né l’austerità, né “il movimento verde” o uno stile di vita vegetariano ci porteranno al successo. Al contrario, dobbiamo pensare solamente alla nostra struttura interna, alla connessione corretta tra di noi nel grado umano ed allora tutto il resto delle nostre relazioni con i livelli, inanimato, vegetale ed animato, saranno in equilibrio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.05.2011, “La Pace nel mondo”)
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Cari amici, per favore fate delle domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.
La superiorità dell’uomo sulla bestia
E la più importante sensazione è la sensazione noetica data soltanto all’uomo. Per mezzo di questa virtù possiamo arrivare a percepire il Creatore.
-Baal HaSulam, “L’insegnamento della Kabbalah e della sua essenza”
La bestia vede solamente se stessa, non il passato né il futuro. L’uomo sente il passato, e, grazie a questo, può correggere i propri sbagli. Mentre le bestie, non essendo capaci di correggere se stesse, non possono evolversi come fa l’uomo.
-Baal HaSulam, “Gli scritti dell’ultima generazione”
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Incominciamo a svilupparci correttamente quando abbiamo finlamente capito che dobbiamo avere un nuovo desiderio di svilupparci. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di un gruppo per studiare. Il gruppo ci risveglia e ci dona il desiderio e, attraverso lo studio, attiriamo la Luce che Riforma.
La Luce trasforma il desiderio avuto dal gruppo, dall’ambiente, in dazione. Dunque, incominciamo a crescere spiritualmente. Da questo momento in poi, le redini che giudano il nostro sviluppo sono nelle nostre mani, e noi dobbiamo incominciare a cavarcela con l’aiuto dell’ambiente e della Luce Circostante.
L’uomo che ha ricevuto l’invito ad elevarsi deve capire che questo desiderio viene rinnovato continuamente. Ci viene dato il tipico desiderio iniziale, “la sostanza”, ma noi stessi abbiamo bisogno di aggiungere l’aspirazione spirituale che stabilisce la forma attraverso la quale vogliamo usare il nostro desiderio iniziale: per la ricezione o per la dazione.
Perciò, dobbiamo sempre aspirare ad essere in ascesa, in uno stato di ricerca e di richiesta di aiuto dal gruppo e dalla Luce Circostante. Se un uomo sente di non avere alcun desiderio e necessità della Luce, ciò significa che non ha ricevuto il desiderio in più dal gruppo e non sente il bisogno di chiedere questa correzione.
Non soltanto gli uomini che stanno attivamente cercando la correzione e che studiano la Kabbalah, ma oggi tutta l’umanità è ad un punto di svolta, e questo punto si chiama crisi. Si tratta di una crisi vera perché dobbiamo riconsiderare tutto il nostro atteggiamente verso la vita.
Fino ad ora, siamo avanzati compulsivamente ed involontariamente, guidati dal nostro egoismo crescente. La Luce ha lavorato sul desiderio di godere e lo ha sviluppato linearmente e progressivamente. Tuttavia, all’improvviso, un nuovo coefficiente, “il catalizzatore dell’avanzamento”, è stato aggiunto a questo modo di operare.
Grazie a questo coefficiente, stiamo cambiando il nostro sviluppo sia qualitativamente che quantitativamente. D’ora in poi, non ci svilupperemo seguendo una linea pacifica e tranquilla – ma ci eleveremo qualitativamente verso il Creatore. Dunque, incominceremo a crescere come uomini chiamati Adamo, l’uomo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, Shamati 21)
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Opinione (Boris Wolfson, storico, professore dell’Academia di Educazione Russa, portalus.ru): Dalle enormi conquiste scientifiche, l’uomo non è ancora penetrato nei misteri della coscienziosità – il più profondo dono che gli è stato donato dalla natura. La maggior parte della reale essenza umana rimane un mistero…”
“Nessuna delle teorie filosofiche o pedagogiche sono capaci di determinare gli obiettivi basici e i mezzi dell’educazione…”
“Sta diventando sempre più evidente che per superare la crisi dello sviluppo umano, il nostro ruolo primario non è la trasformazione delle strutture sociali…ma una sfida in più: cambiamenti profondi nella coscienziosità e comportamento dell’uomo moderno che possa nobilitare il suo mondo interiore e colmare le sue aspirazioni con un nuovo contenuto, ideali sociali ed estetici, e nozioni del bene e il male. La sfida è di creare di proposito una coscienziosità umanistica negli individui, gruppi, società, e l’intera umanità…”.
“L’umanesimo non è radicato nella struttura biologica dell’uomo, non è insito in lui dalla nascita. Ogni individuo deve re-imparare alcune nozioni basiche dei valori umani. Quindi, richiede molto più sforzo da parte degli insegnanti, cambiamenti significativi nel sistema educativo, cosi comò una re-valutazione dei provvedimenti fondamentali che sembravano assiomatici poco tempo fa”.
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La superiorità dell’uomo sulla bestia
Tutti gli animali si affidano completamente alla natura e sono incapaci di progredire oltre la natura, cioè oltre le qualità con le quali sono stati creati. L’uomo, tuttavia, ha avuto il dono del potere del pensiero. Usando questo potere, gradualmente si libera dalle catene della sua natura e la sviluppa da ricezione a dazione. Il suo compito è di prendere come esempio la natura e comportarsi come essa.
Non aspetta che la natura gli porti dei pulcini, che la gallina venga e incubi le uova. Anzi, lui costruisce una macchina per incubare le uova e covare i pulcini per lui, come fa la gallina. Avendo compresso lo scopo del proprio sviluppo, l’uomo non aspetta che la natura gli porti la similitudine con il Creatore per il lento e penoso sentiero delle sofferenze, ma piuttosto accelera e migliora il suo sviluppo con il potere della Luce.
-Baal HaSulam, “La Nazione”
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Scritti del Baal HaSulam, lettera 19: Una persona non è pronta per tutta l’adesione con il Creatore in un solo colpo, ma gradualmente, come è scritto, “La bontà e la pietà devono seguirmi”. È per questo che Lui ha creato i desideri, i quali sono l’inizio dell’adesione, come è scritto: “un giusto che soffre”. Egli soffre perché il Creatore non desidera l’adesione con lui. È per questo che la persona sente desiderio ed afflizione senza amore, il che è necessario per l’adesione. La persona sente la sofferenza, la quale diventa la gioia dell’adesione.
Domanda: Come possiamo aspirare alla connessione con il Creatore dagli stati di sofferenza che Lui ci invia?
Risposta: Il Creatore non ci invia la sofferenza. Da Lui proviene solo la bontà, ma nel mio egoismo io sento la Sua attitudine buona nella maniera opposta, il che vuol dire che io sperimento la sofferenza; ma questo è esattamente “il risveglio” di cui ho bisogno per raggiungere la meta, per cambiare il mio egoismo verso la dazione. Quindi la sofferenza diventa piacere.
Non cambia niente, solo la mia attitudine verso il mondo, come è scritto: “Mangerai ciò che è vecchio”. Hai cambiato te stesso ed hai cambiato la tua attitudine verso ciò che succede. Sei asceso al di sopra del tuo desiderio di provare piacere e per questo, invece della sofferenza, sperimenti il piacere.
Aspiravi solitamente a delle fonti immaginarie di riempimento, ma adesso, la tua aspirazione per il Creatore, la tua afflizione e la sofferenza sono diventati riempimento, perché non vuoi nient’altro che questo. Vuoi solo desiderarlo e questo è sufficiente per riempirti.
(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, Scritti del Rabash)
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