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Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.06.2011

Scritti di Rabash, Articolo 7
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) “Oro, Argento e Bronzo”, Punto 249, Lezione 10
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TES, Parte 1, Glossario di domande e risposte per il significato delle parole, Punto 24, Lezione 29
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KFS, Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 570, Punto 13, Lezione 8
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Matan Torà (Il Dono della Torà), Punto 7, Lezione 4
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Una domanda retorica: “di chi è la colpa”?

Domanda: Cosa deve succedere perché tutta l’umanità abbracci il metodo di correzione della Kabbalah?

Risposta: La maggior parte degli uomini ancora non capisce da dove arrivano tutti i problemi. Non hanno a che fare con i governi, la disoccupazione, i giochi politici o economici, o con i complotti “segreti”. Lo stress dell’America e il lavoro sottopagato della Cina sono semplicemente la parti del gioco che si vedono, e così gli uomini pensano che ci sia qualcuno nel mondo che abbia ancora un potere su di loro, che potrebbero essere, per esempio, i capi politici come Ahmadinejad, Obama, o la Merkel i quali possono, di fatto, decidere su tutto.

Che senso ha riversarsi nelle strade per urlare il proprio dissenso, se poi non si ottengono dei risultati? Quanti governi devono cambiare per farci capire come si fa? Noi dobbiamo capire una volta per tutte che tutti i cambiamenti possono avvenire solamente dall’Alto, per mezzo del potere della natura, e non per volere di qualche governante. Si tratta di persone uguali alle altre. Cosa sanno questi governanti? Cosa potrebbero fare, concretamente, nel mondo globale, dove il benessere di ogni paese dipende da tutti gli altri?

C’è una semplice logica in tutto questo. Ci sono più di 250 paesi nel mondo. Cosa può fare un primo ministro di un dato paese sotto le condizioni della totale interdipendenza? Quali scelte si hanno in un mercato comune? L’economia globale è governata da leggi crudeli, ed è impossibile fare un passo a destra o a sinistra perché ognuno è legato alla propria zona di influenza. Il capo di un paese ha forse a disposizione una bacchetta magica compresa nel suo ufficio?

Gli uomini sperano in un cambiamento del potere quando, di fatto, la situazione non fa che peggiorare, e non per colpa dei governanti, ma soltanto perché guardano nella direzione sbagliata. Gli uomini devono ancora capire chi è che comanda veramente la situazione. Se non diffondiamo la saggezza della Kabbalah nel mondo, non lo sapranno mai, mentre penseranno che sia tutta colpa loro. Essi non hanno la consapevolezza della Kabbalah che noi teniamo nelle nostre mani, e questi uomini non potranno fare altro che puntare il dito contro di noi.

Allora, essendo la nostra epoca descritta come l’era di Gog e Magog (cioè un’epoca sanguinaria e violenta), il mondo intero rivolgerà la sua protesta contro di noi. Per prima cosa, ci saranno delle guerre tra le nazioni, seguite poi dalle rivolte delle stesse nazioni contro Israele. E’ del tutto naturale che avvenga così, perché esse sono in conflitto e non hanno la minima idea di cosa fare a questo riguardo.

Questi uomini, di queste nazioni, rimprovereranno gli altri uomini fino a quando non capiranno che tutti sono in pericolo, tutti sono disperati, e che non c’è salvezza in niente. Da dove arrivano queste sciagure? Di chi è la colpa? No, non è di Obama, di Ahmadinejad, della Merkel o di Sarcozy. Non sono loro da rimproverare; riguarda solo gli ebrei. Come mai è così? Perché è così che si sentono loro.

E’ una naturale reazione dell’anti-semitismo: “E’ tutta colpa vostra!”. Francamente, hanno davvero tutta questa colpa? No, non ce l’hanno. Ma è così che sarà se non diffonderemo il metodo della correzione al momento giusto e ci mostreremo disponibili a condividerlo con il resto del mondo.

Noi dobbiamo agire sulla spinta di tutte le proteste di questi uomoni e dobbiamo essere pronti a rispondere al desiderio del mondo. Dobbiamo ricorrere alle medicine prima che la malattia diventi troppo grave. Attenzione, non lo dobbiamo fare perché abbiamo paura di loro, ma perché questa è la volontà del Creatore, che non vuole vedere soffrire nessun uomo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011 “La Pace”)

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Kabbalah per il Popolo, Lezione Introduttiva: “Libro – Strumento per la divulgazione della Luce”
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Così semplice come moltiplicare due per due

La Kabbalah prima di tutto è una scienza; ed una scienza non si può dominare mentre sei sdraiato su un sofà con un libro nelle mani. Senza dubbio anche questo conta, ma una scienza richiede studio.

Pertanto, stiamo avviando dei corsi speciali affinché le persone acquisiscano una maggiore quantità di conoscenze di base in pochi mesi. In primo luogo, le persone devono capire cos’è la scienza della Kabbalah. Noi non le pressiamo, non si spera che una persona lavori sulla sua correzione. I principianti, vengono e ricevono una certa quantità di informazioni, senza le quali non potrebbero capire dove sono.

La persona riceve una spiegazione sulla nostra struttura e quella dei mondi spirituali, sulla connessione tra di loro, sul passaggio alla spiritualità, sul governo superiore, sull’origine della radice spirituale ed il modo per raggiungerla. Arriva a sapere cos’è il “fato” (Mazal), cosa sono le Luci che “gocciolano” fino a noi (Nozel), come si relaziona la Kabbalah alla religione, alle credenze, alla scienza e ad altre cose, qual è il significato dello spazio e del tempo e cos’è il movimento, come focalizzare correttamente la percezione della realtà, quali implicazioni ha la libertà e molto altro.

La persona deve imparare tutto questo in maniera semplice, limpida e condensata, facendo delle domande ad un istruttore competente che ha studiato con noi per molti anni, che ha portato a termine i corsi necessari e superato gli esami. I nostri istruttori sono professionali nelle loro aree; in poco tempo loro vi forniranno le conoscenze basilari. Lo garantisco personalmente.

Tuttavia, se la persona non segue l’ordine corretto dell’apprendimento, continuerà ad avere carenza di esse. Sarà come il laureato che è stato un cattivo studente a scuola e adesso non può trovare un lavoro, visto che non conosce la tavola delle moltiplicazioni.

Pertanto, vi raccomando energicamente di iscrivervi a questi corsi. Consistono di tre semestri: i primi due forniscono le conoscenze di base, mentre il terzo offre un ampio livello di opportunità aggiuntive ed è progettato per l’educazione continua. Alcuni studenti non vogliono portarlo a termine e continuano a studiare da diversi anni.

Buona fortuna!
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.04.2011, “La Libertà”)

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Il gioco “dietro le quinte”

I livelli della nostra connessione, di quanto sia stretto il legame tra di noi, sono i gradini spirituali della scala, la scala dei mondi. Ci uniamo al livello minimo, superiamo la compattezza del nostro desiderio (Aviut Shoresh), quindi conseguiamo il Creatore solo al livello della Luce di Nefesh.

Quando ci uniamo ad un livello maggiore, conseguiamo Lui come Luce di Ruach, seguita dalla Luce di Neshama, Haya, e Yechida. Quindi proseguiamo in avanti dal mondo di Assiya verso il mondo di Yetzira, e a seguire verso i mondi di Beria, Atzilut, Adam Kadmon, e finalmente raggiungiamo il mondo dell’Infinito, dove la nostra unione non ha confine e tutto è collegato in un solo insieme.

Fino ad allora, questa straordinaria forza continua a lavorare tra di noi, confondendoci, e nutrendoci in tutti i modi possibili in modo che possiamo sviluppare il bisogno di unirci tra di noi e fonderci con essa. Ad ogni modo, questa forza agisce da “dietro le quinte”. E’ lo stesso modo con cui giochiamo con i nostri figli, quando vogliamo che si “facciano venire delle idee brillanti” ed usino le loro capacità per conseguire qualcosa in modo autonomo. Sappiamo che solamente quando un bambino impiega uno sforzo personale consegue la conoscenza e la sapienza della vita. A questo riguardo, noi siamo lo stesso.

D’altro canto, però, i bambini hanno un naturale e gigantesco desiderio di crescere; sono sempre pronti ad agire e ad imparare cose sul mondo, mentre noi siamo pigri e incapaci di spingerci a fare gli sforzi necessari. E qui è dove la forza esterna, la forza del gruppo (e mai la forza del Creatore!) può riuscirci, come è scritto: “Essi autarono ognuno il suo amico.”

(Dalla lezione 8 al congresso WE! dello 03.04.2011)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.06.2011

Scritti di Rabash, Lettera 33
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Il Libro dello Zohar, Trumà (Donazione) “L’ Anima di ogni cosa vivente”, Punto 217, Lezione 9
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Matan Torà (Il Dono della Torà), Punto 5, Lezione 3
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Il desiderio delle donne come motore della creazione

Domanda: Cosa significa rafforzare il desiderio collettivo delle donne? Come posso aggiungervi il mio desiderio?

Risposta: Nella scienza della Kabbalah, studiamo che l’intero universo è composto da due parti: la Luce ed il vaso, il desiderio. Il desiderio è considerato la parte femminile, ed il mezzo per il suo appagamento è considerato come parte maschile. Questa è la ragione per cui è molto importante rafforzare il desiderio delle donne. Virtualmente ogni cosa si sviluppa attraverso questo desiderio, sia la parte superiore che la parte inferiore.

Anche nel nostro mondo, sappiamo che se non fosse stato per le donne e i loro desideri, il mondo avrebbe cessato di esistere molto tempo fa. Una donna spinge l’uomo, lo obbliga a lavorare, ad avere o a costruirsi una casa. Lei porta avanti la casa: cura le faccende, dona la vita, e alleva.

Dunque, in base alla natura, l’uomo è un fornitore di energia, di forza, e la donna è la forza che crea ogni cosa, cresce i bambini, li educa, e si prende cura di loro. Quindi, non importa quello che fa l’uomo, per definizione e anche senza esserne consapevole, lo fa perché la donna risveglia in lui questi desideri. Questo meno, la parte femminile, provoca sempre l’azione del più, la parte maschile.

Tutto in natura funziona in questo modo: gli animali, le piante e, naturalmente, noi. Probabilmente non ce ne rendiamo conto a causa delle nostre proprietà egoistiche; fuggiamo da questa consapevolezza, ci impediamo di sentirla. Tuttavia, nella realtà la parte femminile è sempre la base fondamentale, l’elemento determinante del nostro movimento in avanti.

L’uomo, inconsciamente, senza saperlo, si domanda se avrà l’approvazione della donna come conseguenza delle sue azioni. E’ veramente così che succede: questa è la natura.

Dunque, le donne dovrebbero assumersi la responsabilità di guidare, incoraggiare, e riordinare gli uomini nel modo corretto, come fa una mamma con i suoi bambini. Nella misura in cui le donne si assumono questa responsabilità e sostengono gli uomini, nella stessa misura gli uomini si comporteranno in modo diverso, studieranno, e comunicheranno tra di loro, e si faranno coinvolgere.

Radicalmente e categoricamente, dobbiamo allontanarci da ciò che sta succedendo nel nostro mondo perché è tutto sotto-sopra. Dobbiamo rendere la parte femminile decisiva, vale dire che dobbiamo sentire il bisogno delle donne per conquistare il traguardo, mentre la parte degli uomini deve rendersi responsabile di colmare questo bisogno, questo desiderio di appagamento.
[45535]

(Dalla 2.a lezione del congresso di Mosca del 10.06.2011)

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La formula del Creatore

Nel nostro lavoro spirituale non possiamo fare niente da soli perché non sappiamo come riconoscere la forza che è unica e completa e come relazionarci ad essa nelle molte situazioni della nostra vita. Con cosa ci dobbiamo mettere in sintonia? Dire semplicemente che il Creatore è dappertutto non aiuta.

Questa è la ragione per cui ci viene dato il gruppo, e se ci uniremo insieme, scopriremo tra di noi questa forza unica e completa chiamata “non c’è nessuno tranne Lui”. Il Creatore ha diviso di proposito la creatura che Egli aveva creato in una miriade di parti, in modo che queste parti potessero riunirsi ancora una volta in un unico pensiero, in un unico desiderio. Allora, in questo desiderio comune, esse riveleranno la forza unica e completa che esiste solamente nella connessione che esse stesse hanno formato, nell’unione e nell’adesione reciproca.

Unendosi insieme in un solo desiderio, non conseguiamo questa forza al di fuori di noi, ma riveliamo noi stessi e questa forza insieme come una cosa sola. Infatti, non c’è Luce alcuna senza vaso (Kli), e non c’è Creatore senza la creatura. Più stretto diventa il legame che c’è tra di noi, di più riveleremo il Creatore dentro la nostra unione.

In altre parole, la nostra unione è il Creatore. E così era all’inizio della creazione, dopo la quale ci siamo divisi e siamo discesi in questo mondo sotto forma di piccole creature egoiste.

Perciò, unendoci insieme costruiamo il Creatore. Lo creiamo in modo autonomo, e questa è la ragione per cui Egli è chiamato il Creatore (in Ebraico Bo-Reh o “viene e vedi”). Non c’è altro luogo dove Lo possiamo edificare, comprendere, unirci e aderire a Lui, se non nell’unione con il gruppo. E tutta l’umanità dovrà unirsi nello stesso modo.
[42427]

(Dalla 8 lezione del cogresso WE! dello 03.04.2011)

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La nostra casa a quattro piani

Quando iniziamo a studiare la saggezza della Kabbalah, pensiamo che sarà facile e che continuerà a provvedere ispirazione costante come succede all’inizio. Ma con il tempo, dobbiamo imparare a scavare in profondità, all’interno del nostro egoismo, e allora l’esperienza diventa sgradevole.

Il corpo non ha proprio voglia di alzarsi per le lezioni del mattino, dimenticarsi del riposo, pensare e sentire di essere lontani dalla spiritualità e non desiderare connettersi con gli altri, o preoccuparsi della dazione volendo soltanto ricevere.

Di conseguenza iniziamo a sperimentare la “fossa delle fondamenta” che è scavata nei nostri cuori. E più tardi, tutto è determinato da quanto riusciamo a vedere il nostro ego. Può essere fatto con l’aiuto dell’ambiente, poiché la persona non può farlo da sola. Non importa quanto sia sgradevole e quanto egoismo ferisce, la persona desidererà sapere quanto sia lontana dalla dazione, non possedendo le sue proprietà. E dalla propria disperazione, dalle discese e mancanza d’ispirazione, progredirà.

Questo significa che le fondamenta sulle quali noi costruiamo la struttura spirituale non è cosi gradevole. È un “abisso” vuoto scavato nel nostro cuore; è la scavatura nella “terra”, il nostro desiderio, l’oscurità, la realizzazione del nostro egoismo e l’opposizione alla dazione. E soltanto quelli capaci di sopportare questo e di desiderare lavorare metodicamente, avendo costruito l’ambiente di supporto intorno a se, avranno la forza richiesta e non avranno paura di continuare a scavare dentro di se e di andare avanti.

Quindi, stabilirà le fondamenta sulle quali sarà capace di erigere la propria costruzione, cioè attraverso il gruppo, chiederà la Luce che Riforma che la costruirà per lui. E più in profondità scaveremo, più alta sarà la costruzione che potremo erigere. Dopo tutto è scritto che “il Creatore ha fatto uno contro l’altro”.

Iniziamo con lo stato definito come “zero” e all’inizio facciamo un passo verso il basso, in modo di poter salire un passo in su più tardi. Facciamo due passi in giù, e dopo gli risaliamo ancora. Di conseguenza, gli attraversiamo tutti 0-1-2-3-4, finché, finalmente, arriviamo alla fine della correzione avendo passato i nostri “esili” e le nostre “redenzioni”.

Abbiamo raggiunto l’ultimo stato di esilio adesso, per cui, quello che abbiamo davanti e la finale, totale redenzione.
[42993]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.06.2011

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