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Una nuova educazione per tutti

Domanda: Quali sono i nostri piani rispetto all’educazione dei bambini palestinesi?

Risposta: Abbiamo studenti dei paesi arabi e di altre regioni musulmane. Non vedo nessuna differenza tra loro e tutti gli altri. Abbiamo studenti dell’Autorità Palestinese, dell’Iran, durante le lezioni riceviamo domande dalla gente della Siria e da altri luoghi. Una delle riunioni internazionali sui temi educativi nell’ambito dell’UNESCO fu organizzata dal principe Saudita ed abbiamo ricevuto un invito personale da lui.

L’educazione è un problema mondiale e attraverso di essa, possiamo stabilire le connessioni tra i paesi e le loro differenze. Certamente, c’è il discorso della religione e questo continuerà ad essere una fonte di profonda separazione tra le persone fin quando noi, con parole di Baal HaSulam, stabiliamo una sola religione, quella dell’amore e della dazione.

Baal HaSulam scrive nel suo articolo “L’Essenza della Religione ed il Suo Scopo” che non c’è altra religione a parte l’amore. Tutto il resto sono costumi che la gente ha accettato. Speriamo che le diverse crisi, insieme alla nostra divulgazione, facciano si che il mondo capisca che ha bisogno di elevarsi al di sopra delle differenze.

L’educazione che stiamo sviluppando è comune a tutti, non ha nessun tipo di specificità. Così credo che non appena i nostri fratelli arabi vogliano accettarlo e ne siano pronti, ci sarà un metodo ad aspettarli; lo stiamo preparando anche in arabo.

Inoltre, dai tempi di Abramo, l’Islam ha un movimento chiamato Sufismo. Mi sono riunito con i loro rappresentanti in molte occasioni. Naturalmente, loro capiscono di cosa stiamo parlando e possiamo lavorare con loro per diffondere il nuovo metodo educativo.

Il problema è che i circoli radicali islamici non li riconoscono: i sofisti sono stati esiliati dai paesi arabi e vivono negli Stati Uniti ed in Inghilterra. Spero che questa posizione cambi, perché la natura si impone con indipendenza. Dobbiamo attraversare questi stati, lo Zohar descrive questo corso particolare dello sviluppo. Presto il periodo di transizione sarà finito e la gente sentirà che esiste un mondo globale.
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(Dalla Lezione 6 del Congresso WE! Del 3.04.2011)

Non sperimentare con i bambini

Domanda: Mia figlia di tre anni guarda le sue lezioni insieme a me. Questo materiale può bastarle oppure ha bisogno di altri contenuti?

Risposta: Sto sentendo molte domande similari qui, e questo mi sorprende molto. Cosa vi aspettate da questi piccoli bambini? Chi ti ha detto che potevi trascinare una bambina di tre anni alla lezione? Dove hai visto questo? Perché non impari da quello che stiamo facendo con i bambini?

Noi non facciamo questo. Guarda quello che facciamo e fa la stessa cosa. Gradualmente facciamo cantare con noi i bambini dai sei anni in poi.
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(Dalla lezione n.7 della Convenzione WE! del 04.03.2011)

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Molta sofferenza per un solo motivo

Domanda: Io lavoro in una scuola di medicina e vedo molta sofferenza intorno a me. Come faccio per alleviare questo dolore?

Risposta: Tutta la sofferenza viene dal fatto che non siamo bilanciati con la forza comune della natura; non siamo nello stato della mutua dazione. Ogni persona riceve colpi in base alla radice della propria anima e dello stato generale del suo posto nel sistema comune.

Alcune persone non sentono né i colpi né le crisi. Sembra che gli passino accanto. Altri invece vivono nella paura costante.

Le persone sono differenti: alcune raggiungono correzioni spirituali e innalzano le loro anime, mentre altre vivono il momento presente senza pensare al futuro. Ogni persona vive in base al livello del proprio sviluppo. È soltanto ora che la grande massa sta arrivando alla correzione.

Questa è una causa della sofferenza: disparità con la forza comune della natura. Ed è per questo che la soluzione è diventare come essa. Esiste una sola legge: l’equivalenza della forma.
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(Dalla lezione n.7 del Congresso WE! del 04.03.2011)

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Il punto da dove si comincia

Domanda: Cosa significa chiedere al Creatore e come dovremmo chiedergli qualcosa? Dovremmo soltanto dire dentro di noi: correggi le mie qualità?

Risposta: Quando un uomo al principio inizia a fare così, si rivolge al Creatore come se Lui fosse una persona, un’autorità esterna che sta al di fuori di lui, come se pregasse un “idolo” o qualche immagine della fantasia. Non si può fare niente a questo proposito. Questo è il modo in cui all’inizio immaginiamo il Creatore.

Tuttavia, andando avanti incominciamo a rivelare che questa forza esiste solamente dentro di noi, in base al divieto “Non ti costruirai altri dei per te stesso,” vale al dire degli dei che siano al di fuori di noi.

Scaviamo sempre più in profondità dentro di noi, dove scopriamo il posto in cui si trova il Creatore che è proprio nel punto più profondo. E’ come la nostra mamma che ci ha dato la vita e quindi noi la percepiamo come la forza interiore più potente che ci ha creati, essendo lei il punto della nostra origine, la nostra fonte. Questo è il modo in cui un uomo percepisce il Creatore.

Incominciamo a percepire il Creatore dentro di noi come la fonte più potente dell’ energia, delle sensazioni e della ragione.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.04.2011 Gli scritti del Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.05.2011

Shamati, Articolo 34, “ Il Profitto di una Terra”
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Il Libro dello Zohar, Mishpatim (Ordinanze), Articolo “Spada a doppio taglio”, Punto 398, Lezione 13
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Talmud Eser Sefirot, Volume 1, Punto 1, Histaklut Primit, Lezione 12
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Rav Yehuda Ashlag, KFS Pagina 86, Articolo “Pace nel mondo”, “Bene e male sono valutati in base alle azioni dei singoli verso la Società”, Lezione 3
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Lezione Introduttiva: “Indipendenza” – 10.05.11

Kabbalah per il Popolo, Lezione Introduttiva: “Indipendenza”
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L’atteggiamento corretto verso i libri sacri

Quando leggiamo un articolo Kabbalistico, abbiamo bisogno di sintonizzarci correttamente con la nostra percezione. Non una sola parola nella saggezza della Kabbalah parla del nostro mondo, mai. Noi non esistiamo in questo mondo. E’ un mondo immaginario; non è preso in considerazione affatto e non si accorda con l’intero sistema dei mondi. Semplicemente, non esiste!

Perciò, la Kabbalah non parla di questo mondo, del corpo fisico dell’uomo, o di certi luoghi geografici: la terra di Israele, il deserto del Sinai, l’Egitto, o la città di Babilonia. Si occupa solo degli stati interiori che una persona attraversa nella sua aspirazione a raggiungere la correzione, lo scopo della creazione.

Se una persona ha il punto nel cuore ed ha come obbiettivo lo scopo della creazione, lungo il percorso verso questo obbiettivo, incomincia a vivere vari stati. La saggezza della Kabbalah e tutti i libri Kabbalistici – la Torà, il Talmud, Lo studio delle Dieci Sefirot, il Mishna e così avanti – descrivono in particolare questi stati e questi livelli. Tutti libri “sacri” e spirituali parlano esclusivamente della “santità”, vale a dire del raggiungimento della proprietà della dazione, alla quale ci si riferisce come alla santità.

Dunque, mentre leggiamo questi articoli, ci dobbiamo completamente staccare da tutte le immagini e figure materiali che ci sono familiari ed immaginare solamente i livelli spirituali, vale a dire i livelli che ci avvicinano o ci allontanano dalla proprietà della dazione. Essi parlano solamente di questo. Questi libri descrivono il desiderio creato dal Creatore, i suoi stati in ognuno di noi, e la nostra esperienza sul cammino quando, dal nostro stato attuale, incominciamo ad aspirare alla proprietà della dazione, ad amarci reciprocamente, il che è chiamato “santità”.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.04.2011 Gli scritti del Rabash)

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Prima del punto di rottura desiderato

E’ scritto che tutti attraversano il Mar Rosso: uomini, donne, anziani, bambini, bestiame e così via. Anche noi dobbiamo raccogliere le nostre forze, ognuno di noi individualmente e tutti insieme. Se ci daremo dentro con questo sforzo, alla fine entreremo nel regno spirituale.

Non è mai successo prima e mai succederà che un persona sia pronta per l’esodo. Infatti, l’esodo dall’Egitto è un colpo che arriva dall’Alto, che ci porta da un posto in un altro. Un uomo non può identificare questo stato in anticipo e non ci sono possibilità di raggiungerlo indipendentemente. Non può essere misurato o prestabilito.

Abbiamo solamente bisogno di riunire le forze e forzare, spingere, finché non succede. Ed in più, accadrà senza un avviso, forzatamente, “in fretta e furia”. Potrebbe succedere domani, o dopo domani o tra una settimana, non ha importanza. Abbiamo solamente bisogno di anticipare la redenzione, e la acquisiremo.

Lasciate che mi rituffi nel passato, nell’inferno egiziano ancora e ancora, senza sentire alcun progresso. Lasciate che gli sforzi fatti un momento fa svaniscano nel nulla, lasciate che mi senta disperato e debole ancora. Lasciate che raccolga le mie forze daccapo ogni volta, per aspirare all’unione. Nonostante tutto questo, ho bisogno di continuare a tentare, sempre più duramente.

Baal HaSulam scrive che un desiderio vero, fisso e duraturo si forma gradualmente. Superando le difficoltà, alla fine raggiungiamo la forza che spara il nostro desiderio come una freccia – e riceve una risposta. Questo è il solo modo per sfuggire all’egoismo.

Dunque, non pensiamo di aver lavorato per niente. Niente affatto. E’ solo che i nostri sforzi si accumulano e alla fine producono un risultato. Dobbiamo soltanto essere sicuri di raccogliere i nostri sforzi; alla fine, raggiungono l’intensità necessaria e ci conducono più vicino al punto di rottura desiderato.

Penso che questo punto sia molto vicino. Dobbiamo solamente anticiparlo in ogni momento.

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(Dal discroso al pasto festivo del 22.04.2011)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.05.2011

Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam, Articolo 2
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Il Libro dello Zohar, Mishpatim (Ordinanze), Articolo “Il Nonno”, Punto 359, Lezione 12
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Talmud Eser Sefirot, Volume 1, Punto 1, Histaklut Primit, Lezione 11
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Baal HaSulam, Articolo “Eredità della Terra”
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La mente attuante del Creatore

Il Creatore è l’autentica forza che agisce nella realtà. Nel nostro cammino possiamo raggiungere il Creatore, il Suo piano, la Sua opera e pertanto diventiamo i “lavoratori del Creatore”, cioè partecipiamo noi stessi a questo lavoro come suoi Soci.

Affinché questo succeda abbiamo bisogno che ci venga rivelata la Sua mente. Dopotutto, alla fine ci eleviamo al grado più alto di tutta la creazione, al suo programma ed allo scopo che la anticipa.

“Il fine di un’azione sta nel suo pensiero iniziale”. Raggiungiamo il punto nella mente del Creatore dal quale Egli ha iniziato l’opera, nel quale Lui pensò alla creazione. Tutto ha origine a partire da questo piccolo punto, è la mente che agisce, che crea, quella che noi acquisiamo.
[41701]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.04.2011, “La mente che agisce”)