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Un’ombra di inclinazione negativa sullo sfondo della Luce

All’inizio, io ho non alcun desiderio di rivelare il male, cioè, non voglio vedere che odio gli altri, e che questo è il male. E se odio gli altri nella mia vita quotidiana, questa non è considerata come l’inclinazione negativa perché si tratta del mio naturale egoismo animato e non di qualcosa che ho scoperto con l’aiuto della Luce.

Se oggi, sono qui in questo mondo e odio gli altri uomini, desiderio approfittare di loro per aver del cibo, il sesso, una famiglia, il potere, e la conoscenza, questo mio comportamento non è considerato come l’inclinazione al male. Infatti, ho bisogno di rivelare non l’ordinario egoismo fisico, ma l’egoismo spirituale che si trova contro il Creatore, contro la forza di unione tra le parti dell’anima completa. Un tempo le nostre anime erano una cosa sola, ma sono state divise dalla forza della separazione che si è inserita tra di loro.

L’inclinazione negativa è al di sopra della nostra natura. Qui, al di sotto, in questo mondo, ho solo il meschino egoismo terreno. Ma se entro in un gruppo ed incomincio a studiare allora, in questo modo, incomincio ad attirare dall’Alto la Luce che c’è dietro il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). Essa incomincia a lavorare su di me come Luce Circostante che mi rivela la forza del cambiamento. Questo è qualcosa di nuovo che non ho mai percepito prima.

In questa forza del cambiamento, conseguo anche la sua natura opposta: mi rendo conto che essa deriva dal Creatore, dalla forza usata per connetterci. L’una è opposta all’altra, e adesso io sono in grado di distinguerle. Se così non fosse, non ci sarebbe alcun conseguimento perché non ci sarebbero i due opposti da poter paragonare. Io riesco a vedere qualcosa solamente in contrasto con la Luce o con le Tenebre.

(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2011 sull’argomento “Io ho creato l’inclinazione negativa ed ho creato la Torà come spezia)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.04.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 645
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Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Tu non avrai”, Punto 533, Lezione 12
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione alla Prefazione della Saggezza della Kabbalah, Punto 9, Lezione 4
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Rav Yehuda Ashlag: Articolo “La Libertà”, Lezione 16
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Torah, Porzione Settimanale – 07.04.2011

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Metzura”, Brani selezionati
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L’egoismo su scala globale

Domanda: Ci sono molte organizzazioni di volontariato non governative nel mondo che aspirano onestamente ad aiutare la gente. Cosa c’è di sbagliato in questo? Dopo tutto, questi filantropi sembrano sentire che il loro benessere dipende dal benessere del mondo.

Risposta: Questa è la radice del problema: loro aiutano perché così si sentono in pace. Una piccola parte della popolazione del mondo sente di dover aiutare gli altri. Una persona si sente di più a suo agio, e da questo ne ricava una personale soddisfazione.

Nelle organizzazioni caritatevoli, ci sono molti uomini che hanno un naturale bisogno di protendersi verso gli altri. E’ un istinto che sentono da dentro. Devono offrire aiuto per appagarsi. Baal HaSulam scrive che nel mondo il 10% circa degli uomini è così e, in base alle statistiche, è un 7-8%.

Ad ogni modo, tutto questo deriva dall’egoismo ed è una delle sue manifestazioni. Io amo il mondo come se fosse mio figlio, e mi sento male se il mondo sta male. Devo aiutare l’Africa per liberarmi del malessere. E’ tutto qui.

Questo modo di aiutare non sarà di aiuto a nessuno. Al contrario, danneggerà poiché più gli altruisti danno, più i loro beneficiari si abitueranno a non fare niente e a non progredire.

Questo stesso problema si è manifestato in Russia in questi giorni. Ne è risultato infatti che l’alto prezzo del petrolio non è un fattore favorevole. Di primo acchito, riempie ogni giorno le casse dello stato, ma non è di vantaggio. Infatti, non è così che ci svilupperemo. Ci ritroveremo seduti sulle tubature del petrolio, a fare dei banchetti, a costruire palazzi d’oro ma, allo stesso tempo, come paese, come nazione, ci degraderemo. E’ impossibile svilupparsi senza un bisogno. Dunque, a dispetto della logica elementare, gli uomini non desiderano più raccogliere “soldi di petrolio” e stanno incominciando a rendersi conto di queste cose.

Tutto lo sviluppo attuale del mondo, insieme alle associazioni di volontariato e al mercato comune, non è altro che il dominio dell’egoismo. Non si ricaverà nulla di buono da questo, non importa cosa sia. D’altro canto, tutte le parti in campo si stanno facendo pressione a vicenda. Abbiamo trovato la legge della interconnessione globale, ma tutti la vogliono usare egoisticamente. “Ah, si tratta di questo! La globale interdipendenza? Allora impadroniamoci del mondo. Metteremo tutti al loro posto, e se qualcuno si ribella, lo minacceremo di togliergli l’ossigeno”. Questo è il modo in cui si desidera utilizzare il sistema completo che la natura ci rivela.

Adesso noi ci troviamo in una situazione molto pericolosa poiché, se il nostro egoismo è legato all’interconnessione globale, significa che può controllare il mondo intero, e ogni uomo allo stesso momento. Questo è il pericolo che ci minaccia se gli uomini mancano della saggezza, della percezione e della comprensione di ciò che il futuro ha in serbo per noi.

Gli uomini orientano velocemente il destino del mondo per adattarlo ai loro insignificanti scopi, non avendo alcuna intuizione di ciò a cui stanno andando incontro nel prossimo futuro, se non domani. Afghanistan, Pakistan, Iraq, e Iran sono dei chiari esempi di tutto questo. Alla fine, ogni cosa produrrà un risultato opposto.

I giochi sono finiti. Non possiamo più dare il potere al nostro egoismo. Quando il mondo si chiude in un sistema globale, non ci si può più comportare come prima, secondo le regole dell’oro o della forza. Non funzionerebbe. L’iraq ne è la dimostrazione lampante. La vergogna dell’America è davanti a tutto il mondo, e loro ancora sono lì. Si tratta solamente della mancanza di comprensione delle leggi integrali o globali.

Nessuna forza e nessun cervello risolverà questo problema. La Russia è caduta, nonostante tutte le sue ricchezze, e gli Stati Uniti cadranno ancora più in basso.

Oggi, l’approccio deve essere in linea con la grande tendenza del mondo verso l’integrazione globale. Altrimenti, la partita sarà persa.

Ci vorrà un po’ di tempo, e vedremo come anche le organizzazioni terroristiche incominceranno a comprenderlo. Non sarà più possibile controllare il mondo con la forza. I problemi che si presenteranno faranno riflettere ogni uomo su quello che si dovrà fare dopo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 su “Il Mondo integrale”)

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La chiave per capire

Domanda: Fino a quando non abbiamo incominciato a studiare il mondo di Atzilut nella parte 9.a, Talmud Eser Sefirot (TES), mi sembrava di aver capito il contenuto del materiale. Ma in questa parte, non capisco assolutamente niente. Puoi dirmi in parole povere cosa mi sta succedendo qui?

Risposta: Posso dirti quello che sta succedendo a te, perché non capisci niente. La ragione è che non hai alcuna relazione con questa parte.

Ci sono parecchi livelli di percezione del materiale di studio: “Non lo conosco”, “non sono pratico”, “non lo capisco”, e “non sono in grado di capire”. Quest’ultimo si ha quando la nostra mente non corrisponde alla mente del libro.

Se il contenuto fosse scritto in cinese e non capissimo la lingua, ci sarebbe una sola motivazione. Se dipendesse dal nostro livello di educazione e non comprendessimo certe formule o le definizioni elementari per padroneggiare la materia, avremmo comunque qualcosa da studiare.

Ad ogni modo, qui si può studiare quanto si vuole, un anno dopo l’altro, e non si capirà comunque niente fino a quando i nostri Kelim (vasi, desideri) non saranno uguali in qualche modo ai desideri descritti nel libro.

Quando ogni parola riecheggerà un cambiamento dentro di noi, incominceremo a comprendere cosa viene descritto nel testo.

Si potrebbe domandare: “Ma non avevo capito qualcosa nelle prime tre parti di TES?” No, non avevi capito. Le tre parti in questione descrivono le azioni di dazione assoluta che sono così distanti e opposte da noi che questa opposizione ci dà l’illusione di capire. In realtà, le interpretiamo in modo assolutamente non corretto.

E’ facile disegnare un Kli (il vaso), la Luce, e lo schermo in mezzo, le frecce che puntano in differenti direzioni, la percentuale di Luce ricevuta e respinta. Ma è impossibile immaginare questa azione nella realtà. Infatti, si tratta di una cosa talmente inaccessibile ed opposta a noi da farci pensare di capire.

Nel frattempo, le azioni descritte nella 9.a parte di TES ci sono molto vicine. Nel momento in cui avremo almeno un’oncia di desiderio di donare, penetreremo nella stessa azione.

Dunque se ci rendiamo conto di non capire vuol dire che la nostra mente deve diventare uguale a quella spirituale –allora la connessione apparirà e noi saremo in grado di capire. Questo è il solo modo!
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(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011 Talmud Eser Sefirot)

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La luminosità dell’anima unica

Domanda: Cosa significa penetrare nel sistema unico e completo delle anime di cui parla lo Zohar?

Risposta: Non lo si può spiegare con le parole. Se noi potessimo entrare dentro questo sistema, vivremmo i fenomeni spirituali che sono dietro le parole dello Zohar e percepiremmo il significato di ogni parola. Saremmo capaci di riconoscere tutte queste proprietà e questi desideri. Capiremmo il perché del nome che hanno e perché sono indicate attraverso le varie relazioni che hanno tra di esse. Tutto ci risulterebbe chiaro.

Ad ogni modo, tutto questo si presenta dalla visione interiore del sistema. Le anime sono collegate tra di loro in un unico organismo, nella mutua garanzia, sostegno e rapporto, e dall’annullamento di ogni anima davanti a tutte le altre, in misura maggiore o minore, a tutti i livelli possibili, mentre ogni anima funziona sempre al di sopra del proprio ego.

In un sistema in cui siamo connessi tra di noi ad un livello interiore, ci uniamo al di là del nostro egoismo. In questo caso, si arriva a vedere l’intero sistema. Allo stesso tempo, si è anche capaci di vedere questo mondo come più esterno rispetto al sistema interiore, poiché questo mondo rimane nell’egoismo ed è controllato da esso.

Nel sistema spirituale, siamo motivati dall’aspirazione a raggiungere l’unione o unicità, mentre in questo mondo siamo dominati dall’inclinazione verso la separazione, ci allontaniamo tra di noi, desideriamo il potere personale e rincorriamo il vano orgoglio. Si tratta di due forze che si oppongono.

In questo mondo, io cancello gli altri ed esalto me stesso, mentre nel sistema interiore, io annullo me stesso ed esalto gli altri. Questa è la tendenza, e questa è la ragione per cui entrambi questi sistemi sembrano così tanto diversi.

Nella misura in cui un uomo si fa coinvolgere dal sistema interiore, egli inizia a vedere i legami tra tutte le anime. Egli sente come ogni cosa sia completamente armonizzata e come la forza della vita, la reciproca dazione che forma milioni di canali tra le anime, circoli tra di esse, mentre questa moltitudine di canali luminosi diventa una Luce perfetta che colma il rapporto tra tutte le anime.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011 Il Libro dello Zohar)

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Tutto dipende dalla preparazione corretta

Un’azione spirituale dipende completamente dalla preparazione. Questo è dovuto al fatto che l’azione in sé è già predeterminata in anticipo e deve avere luogo. Niente può cambiare tutto il programma dal principio alla fine della creazione. Tutte queste fasi sono già determinate in modo definitivo.

L’uomo può intervenire in una certa parte di questo programma, ma solo per cambiare la sua velocità. Tuttavia, esiste anche una parte nella quale può cambiare il carattere del programma che viene decifrato dentro di lui, cioè determinare come sperimenterà il suo sviluppo.

Attraverso questa parte del programma, lui stabilisce la sua indipendenza ed ha l’opportunità di esprimere se stesso. In questa maniera ascende come un individuo indipendente che ha potere, è integrale, capisce e realizza tutto il programma della creazione che fu destinato solo a questo proposito.

Pertanto, la preparazione per la prossima azione cambia il suo carattere dal principio alla fine. Tutto dipende dalla preparazione, ragion per cui le attribuiamo tanta importanza.

Adesso, in anticipo al Congresso che si terrà nel New Jersey in un tempo così speciale per tutto il mondo, è estremamente importante che la nostra preparazione sia corretta e dopo darà buoni risultati nella nostra unione al Congresso.

Permettete a queste potenti onde di espandersi verso l’esterno, da questo luogo vicino a New York, il centro dell’America, come uno tsunami buono che bagni tutto il mondo con l’amore e la forza della dazione. Questo permetterà alle persone di capire in che modo dovrebbero relazionarsi le une con le altre in anticipo nel nuovo mondo, ed i cambiamenti che dovremo attraversare in accordo al programma della natura.

Questo aiuterà il mondo ad attraversare questi cambiamenti dolcemente, più rapidamente ed in una buona maniera, preparandolo e facendogli rendere conto di cosa stia succedendo, invece di essere come animali che vengono colpiti ed avanzano grazie alla frusta della storia e non capiscono cosa fare.

Pertanto, tutto dipende dalla nostra preparazione al Congresso, affinché in funzione di questa, prepariamo il mondo ai cambiamenti che in ogni caso dovrà attraversare. Preparandosi bene ad essi, il mondo sarà capace di accettarli correttamente e vedrà che sono per il bene.

Durante i prossimi dieci giorni, nelle ultime ore che ci restano prima del Congresso, dobbiamo realizzare un grande lavoro. Dobbiamo vedere ogni momento come una preparazione per un evento estremamente importante e discernere in che modo vogliamo passare questi momenti per ottenere il risultato sperato per noi e per tutto il mondo.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, Preparazione al Congresso WE!)

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Cerco I miei fratelli…

Scritti del Rabash, “L’amore degli amici”: Un uomo lo trovò che stava vagando in un campo e gli domandò, “Cosa stai cercando?” A questa domanda lui rispose, “Sto cercando i miei fratelli. Dimmi, dove sono?…Si sta parlando di un uomo che si è allontanato dal cammino dello sviluppo spirituale, che non ne conosce la vera strada, che è già arrivato alla disperazione e pensa che non raggiungerà mai il suo traguardo. Questa è la ragione per cui domanda, “Voglio essere in un gruppo dove c’è l’amore degli amici, allora sarò capace di percorrere il cammino che porta al Creatore.”

Questo è il modo in cui anche noi vaghiamo, non sapendo come raggiungere il giusto stato. Non capiamo come stabilire la connessione con la spiritualità e dove trovarla. Di fatto noi siamo già adesso nel mondo spirituale, ed è questa la ragione per cui vaghiamo intorno a questo campo. Abbiamo già l’opportunità di stabilire una relazione con il gruppo e di connetterci con gli amici, ma non siamo capaci di farlo. Dunque, ci muoviamo, come se fossimo ciechi. Siamo già nel posto giusto, ma non siamo capaci di trovare questa connessione, è come se brancolassimo nel buio.

Questo buio non è al di fuori, ma dentro di noi, è la conseguenza della nostra cecità e della nostra incapacità di comprendere. Quello che manca è una qualche forma di manifestazione nelle sensazioni e nella ragione che mi permetta di capire in quale modo mi devo connettere con gli amici. Allora troverò il modo di aprirmi un varco verso lo sviluppo spirituale, verso il primo contatto con la spiritualità che è chiamato  “tre giorni di assorbimento del seme spirituale”.

Per riuscirci devo comprendere come legarmi nel modo giusto all’ambiente che mi circonda, e questa è la cosa più difficile in assoluto da fare. Nel nostro mondo conosciamo la situazione delle donne che non riescono a restare incinte. E questo diventa ancora più difficile nel mondo spirituale.

La Torà racconta dei grandi problemi di infertilità che ognuna delle matriarche ha avuto e di come sia stato difficile per loro restare incinte. Si tratta di un simbolo di quanto sia difficile legarsi all’ambiente circostante.

Come, allora, è possibile aiutare un uomo che sente di essersi perso e che non vede alcuna possibilità di avanzare spiritualmente? Dopo aver speso degli anni, egli pensa di sapere e capire ogni cosa, a parte la direzione da prendere. All’inizio pensava che la conoscenza ricevuta lo avrebbe aiutato, e che certe azioni o forse il tempo avrebbero fatto il lavoro.

Ma in seguito egli arriva a capire che niente lo aiuta e allora inizia a confondersi. E questo è il momento in cui un angelo arriva da lui e finalmente gli chiede, “Cosa stai domandando? Cosa stai cercando qui?”. Allora l’uomo si analizza ed incomincia a comprendere che gli manca proprio la connessione con l’ambiente circostante, “Sto cercando i miei fratelli!”

Questo è già un grande conseguimento in cui si comprende di essere in grado di realizzare il proprio sviluppo spirituale solo lungo questo cammino, dentro la connessione con gli altri. Il gruppo diventa un luogo spirituale. Invece del gruppo materiale e fisico che l’uomo vede adesso, egli percepirà la connessione interiore tra tutti e trasformerà questa connessione in reciproca dazione. Egli rivelerà la rete che li unisce, che è chiamata il sistema dei mondi superiori, e tutti i mondi troveranno posto al suo interno.

Questo gruppo diventerà il luogo in cui egli rivelerà gradualmente tutti i livelli spirituali, fino al punto in cui non arriverà così vicino ai 125 livelli che si unirà con essi in un solo insieme. Questa è ciò che sarà chiamata la fine della correzione (Gmar Tikkun).

Se un uomo incomincia a percepire di poter essere in grado di realizzare il proprio sviluppo spirituale in questo modo, attraverso le relazioni con l’ambiente circostante, ciò significa che egli sta vagando nel campo del Creatore e che sta cercando, sapendo cosa cercare e cosa domandare. Egli avrà ancora una strada difficile davanti a sé, ma il momento o il punto in cui decide che il mondo spirituale può essere raggiunto solamente attraverso l’unione con l’ambiente circostante è estremamente importante. Questo perché si tratta di una situazione opposta a tutto il suo precedente sviluppo materiale ed egoistico.

Questo momento segna l’inizio del suo sviluppo e della sua connessione con gli altri “da se stesso verso l’esterno, per il bene della dazione”. Quindi, questo momento segna l’inizio di un nuovo cammino.

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L’intenzione: ciò che importa è il risultato

Domanda: Che cos’è l’intenzione?

Risposta: L’intenzione è ciò che desideri dal tuo stato. La cosa importante non è cosa fai o cosa dici, ma è verso cosa sei diretto, quale risultato ti aspetti dallo stato attuale, e non importa se si tratta del tuo o del nostro.

Per dirlo in modo diverso, come vuoi che sia il tuo prossimo stato? Come te lo immagini adesso? Cosa farai: donare al Creatore, ricevere per te stesso, guadagnare, rubare, tralasciare, abbandonare? Come ti vedi nel prossimo stato? Questa è la tua intenzione.

Questa è la ragione per cui solamente gli esseri umani hanno le intenzioni. L’essere umano è il solo in tutta la creazione che è fuori dal tempo. L’intenzione non funziona nel tempo materiale, ma nel tempo spirituale, che si trova al di sopra del nostro desiderio.
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