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Torah, Porzione Settimanale – 4.01.11

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Trumah”, Brani selezionati
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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 23

Cari amici, per favore fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Cos’ è una preghiera?

“…Dall’ altra parte, la preghiera deve essere completa, cioè dal più profondo del cuore, ed uno deve avere la certezza al cento per cento che non esista nessuno al mondo capace di aiutarlo tranne il Creatore Stesso.

Anche cosi, come può avere uno la certezza che soltanto il Creatore possa aiutalo? Uno può ottenere questa nozione se ha già utilizzato tutte le forze alla sua portata e non ha conseguito niente. Cosi, uno deve fare tutto quanto sia possibile nel mondo per raggiungere il livello di lavoro a Suo beneficio. Ed è allora quando uno può elevare una preghiera dal fondo del proprio cuore in modo che il Creatore la possa ascoltare.”.

-Baal HaSulam, Shamati, art. n.5 “Lishmà é un risveglio dall’ Alto, e perché occorre un risveglio dal basso?

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.02.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 348
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Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Trumah”, Brani selezionati
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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Spiegazione dell’ articolo, Lezione 12
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Lo studio della Saggezza della Kabbalah
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Non dare il bambino ai lupi

Prima di tutto devo essere grato e “benedire” il fatto che ho una connessione, che non sono diviso dal governo superiore, non importa come mi sembri adesso, se buono o cattivo. La cosa più importante è che ho un punto di unità: so dell’ esistenza della Forza Superiore, la Natura. È Buono e Benefattore, ha una mente e sensazioni come noi le intendiamo. Ci crea e desidera che ci sviluppiamo. Di tutta l’ umanità, proprio adesso ha evocato un desiderio dentro di me per dirigermi ad essa e devo essere grato per questa aspirazione, anche se mi porta disagio.

Tratto la mia nuova aspirazione allo stesso modo di tutti gli altri miei desideri: voglio riempirla non appena possibile per il bene della ricezione. Tuttavia, questo vuoto sarà riempito solo se opero nel modo della dazione. Questo è un tipo differente di desiderio: prova piacere solo quando l’abbondanza esce da lui, quando fa il bene a qualcun altro.

Devo trattare il desiderio spirituale che si è svegliato in me come una nuova creazione. È impossibile continuare una vita regolare con questo; semplicemente, non ne sarei capace. Per questo vengo portato al gruppo, al maestro ed agli studi; mi viene presentato il metodo kabbalistico affinché possa capire che è arrivato il momento di lavorare su una nuova creazione.

Questa nuova Reshimo o nuova inclinazione in me non ha ancora un vettore ed una forma. Adesso devo immergermi nell’ ambiente come un seme nella terra con il fine di ricevere le sostanze nutrienti dal gruppo. Solo allora l’ embrione del mio desiderio spirituale comincerà a svilupparsi.

Inoltre, si svilupperà in una direzione completamente differente perché questo desiderio appartiene ad una dimensione completamente nuova per me. Ciò significa che devo trattarlo in maniera differente dall’ inizio e non esigere la stessa cosa che sono abituato ad esigere dai miei desideri abituali.

Anche se vivo nei miei desideri precedenti nella maniera in cui ero solito vivere, adesso però dedico tutta la mia attenzione e l’ energia a sviluppare questo nuovo germoglio. Studio la scienza della Kabbalah per trovare l’ opportunità di realizzare questo desiderio, di esprimerlo e rivelare un riempimento dentro di esso. Questa è la chiave di tutta la saggezza.

Non agisco istintivamente, come facevo fino ad ora. Il nuovo desiderio esige da me un nuovo “stile di lavoro”. Per questo, prima devo imparare un nuovo metodo e sviluppare un nuovo approccio.

Tuttavia, se non voglio studiare e continuo ad agire alla vecchia maniera, senza elevarmi dal livello animato al livello umano, allora ricevo dei colpi. Questo perché la mia nuova aspirazione non è assolutamente destinata o adattata alla mia ricezione egoistica. È possibile educare un bambino con le leggi della giungla e tra le bestie selvagge? Non crescerà come una persona e non si eleverà dal livello animato.

Allo stesso modo, devo studiare per alimentare appropriatamente questo seme e creargli l’ ambiente corretto. Devo fornirgli l’ umidità, i minerali, il calore e la luce, tutte cose necessarie per il suo sviluppo.

Questo è il significato di studiare la scienza della Kabbalah: studio come correggere e sviluppare in modo ottimale il mio desiderio spirituale.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2011, Scritti di Rabash)

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Il saper leggere e scrivere l’ ambiente

Quando ascoltiamo notizie in televisione e in radio che riguardano l’ ambiente, abbiamo bisogno di capire come la gente confonda la causa e l’ effetto senza vederne lo scopo. L’ obiettivo è di ristabilire l’ equilibrio per ritornare ad uno stato confortevole. Ma la prospettiva della Kabbalah su questo è completamente diversa.

Quando si parla di far tornare il mondo ad un buon stato, noi non perseguiamo lo stesso obiettivo, del resto del mondo. Siamo consapevoli che la forza esterna della natura ha creato specificamente la situazione attuale in base ad un particolare programma. I Kabbalisti hanno preannunciato questo, dandoci scadenze precise e prevedendo l’ anno effettivo di queste ricorrenze. Lo Zohar ha previsto eventi 1.800 anni prima che avvenissero effettivamente.

Il problema non è la contaminazione del nostro ambiente. Come potevano i Kabbalisti avere una conoscenza così specifica su questo? Lo scopo del programma della Natura non è quello di contaminare o ripulire qualcosa . E questo è il motivo per cui non aiuterà investire denaro in misure anti-inquinamento. E come fare nuove leggi contro il furto e l’uso di droghe. Sappiamo che questo non risolve il problema. Incarcerare le persone vuol dire escluderle dalla società, ma non è possibile educarle in questo modo.

Ed è per questo che noi non guardiamo agli eventi naturali come avvertenze morali, ma solo come motivo per noi di cambiamento all’ interno della relazione con gli altri. Non saremo mai in grado di fare qualcosa di buono per noi o per la natura interrompendo l’inquinamento. Fin dall’ inizio, tutto è fatto in questo modo al fine di elevarci al prossimo mondo, piuttosto che trasformarci in buoni egoisti in questo mondo.

Ecco la vera differenza tra il nostro atteggiamento verso gli avvenimenti e l’ atteggiamento del resto del mondo. Anche quando il mondo si rende conto della catastrofe imminente, tutti vogliono solo tornare indietro, “cancellare l’ oscenità” della natura. Ma noi percepiamo tutto questo come una ragione, un messaggio per correggere noi stessi, elevarci al di sopra e creare equilibrio tra noi a livello umano, invece di creare equilibrio con l’ ambiente.

E questo è il motivo per cui è necessario un po’ di tempo per capire di che cosa parla la Kabbalah. Non saremo in grado di spiegare alla gente in maniera semplice e veloce.

(Dalla Lezione 2, Congresso di Berlino 28.01.11)

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I Kabbalisti sulla Torà e i Comandamenti, Parte 22

Cari amici, per favore fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Cos’è una preghiera?

Una supplica è qualcosa della quale una persona sente la carenza. Si trova nel cuore. Non fa nessuna differenza quello che uno dice, dato che una “supplica” significa che uno chiede quello che gli manca, e tutto quello che uno desidera non si trova nella bocca, ma nel cuore. Pertanto non fa nessuna differenza quello che uno dice, ma il Creatore conosce i pensieri. Pertanto, in Alto è soltanto ascoltato quello che il cuore chiede, non quello che si chiede con la bocca, ed è per questo che la bocca non ha mancanze e non ha bisogno di essere soddisfatta.

-Rabash “I Gradini della Scala” “Cos’ è una donna che s’ insemina prima, porta alla luce un uomo, nel lavoro?”

Il Creatore ascolta una preghiera, e aspetta solamente una preghiera completa.

Baal HaSulam Lettera n. 57

[32282]

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Liberati da ogni livello animato

Domanda: Rivelare il male dentro renderà tutto più difficile affinché una persona acquisisca l’ amore per gli altri?

Risposta: Questo è esattamente quello che state rivelando: il male in relazione all’ amore ed all’ unione con gli altri. Tutti gli altri mali appartengono al livello animato.

Per esempio, ci sono cani che mordono e cani buoni, cani belli che sono mascotte. Anche gli animali hanno personalità diverse. Tuttavia, non ci stiamo riferendo ad un comportamento buono o cattivo, ma alla maniera in cui una persona rivela il male vero, quando comincia ad unirsi agli altri. L’ inclinazione al male si rivela proprio nel rifiuto dello scopo.

Mi unisco agli altri col fine di raggiungere la meta, il Creatore. Noi riveliamo il male solo quando aspiriamo alla meta. Il male non ci viene rivelato senza una connessione alla meta. Posso avere un brutto carattere, potrei perdere la pazienza ed essere irritabile, tuttavia, questo non è chiamato “male”, né appartiene alla spiritualità;

però, quando cerco di raggiungere l’ amore per gli amici, col fine di acquisire l’ amore per il Creatore e scopro quanto mi infastidisce, allora il male è il grado del risentimento e del rifiuto. Il male è l’ avversione all’ unità.

Filtra tutte le proprietà umane e liberati da ogni animale. Ci sono “cani”, “conigli” ed “asini” dentro di noi. Abbandonali tutti; non prenderli in considerazione. I profeti scrissero riguardo a questo: “Io sono venuto e non c’ era nessun uomo”. Il male si associa unicamente all’ unità e all’ aspirazione per il Creatore.

[32488]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’11.01.2011, “Qual è il pane del malocchio nel lavoro”)

Quello che non è stato realizzato non può essere nominato

Domanda: E’ possibile che una persona trovi la sua direzione nel mondo superiore senza conoscere tutti questi termini che usa lo Zohar? Conoscere il mondo superiore dipende dalla comprensione dei termini?

Risposta: Non importa in che lingua una persona legga lo Zohar in quel momento: una totalmente sconosciuta, il linguaggio dei rami o qualsiasi altro. In aggiunta, tutti questi linguaggi non sono per noi. Non so cosa descrivono.

Se io non ho familiarità con nessun fenomeno, oggetto, tipo di riempimento, forze, stati spirituali o risultati, e se non ho raggiunto lo stato spirituale in sé, tu puoi descrivermeli con migliaia di parole, questo non mi aiuterà. Cosa mi importa di questi nomi e parole se non li ho raggiunti?

Allora perché i Kabbalisti scrivono per noi tutti questi testi? Lo fanno affinché non ci focalizzassimo sulle parole stesse, ma perché cercassimo di realizzare questi stati spirituali. Senza la realizzazione, nessuna di queste parole ha valore. Puoi giocare con esse come vuoi; è come se le buttassi in una cassa, le mischiassi e le mettessi insieme a tuo piacimento.

Se non li realizziamo, tutti questi testi sono solamente una Segulà (un rimedio miracoloso), datoci affinché lo utilizzassimo come tale. Altrimenti, sono solo complicazioni. Per tanto, guardiamo il testo dello Zohar solo nella misura in cui siamo capaci di pensare, durante la lettura, alla sua “proprietà miracolosa”. Questa è la chiave.

Lo Zohar ha capitoli nei quali è molto difficile focalizzarsi. Leggo dei diversi volti e dei tratti facciali, o delle linee della mano, il che mi confonde davvero. Ma anche questo è bene, dato che esercito uno sforzo maggiore al fine di riconoscere le proprietà spirituali dietro queste parole.

Pertanto, dobbiamo vedere nel testo dello Zohar solo la sua “forza miracolosa”. E quanto più questo ci confonde, più fortemente dobbiamo essere incentivati a aderire a questa “forza miracolosa” e a chiedere che la Luce che Riforma ci porti alla realizzazione. Dopo tutto, “qualcosa che non realizziamo, non lo definiamo con un nome o con una parola”. Non capiamo neanche una parola e nessun nome farà suonare la campana.
[31967]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.01.2011, “Introduzione del libro dello Zohar”, articolo “Itrò”)

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