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Mi piacerebbe piuttosto buttarmi in acqua

Domanda: Qual è la connessione tra la depressione e la nostra natura?

Risposta: La depressione è una sensazione di vuoto nel desiderio. Ci sono desideri, ma non c’è appagamento. E’ la manifestazione più dinamica della nostra natura. Dopo tutto, il Creatore ha creato il desiderio, e questo desiderio anela ad essere soddisfatte. Questa è la nostra essenza.

Il desiderio collettivo dove tutti noi risediamo o quello individuale, il piccolo desiderio, contengono la richiesta di essere soddisfatti. Quando il desiderio manca di realizzazione interiore, la questione è dove è l’appagamento. Se è vicino da qualche parte e il desiderio sente che è vicino ma non dentro, si verifica la depressione.

Se questo appagamento non esistesse, in primo luogo, non ci sarebbe la depressione. Chi sa che tipo di vuoto sento? Come fa un contadino africano a sapere che gli manca un computer portatile o una lavatrice? Ma se l’appagamento futuro, che potrebbe esserci ma non c’è ancora, appare nella sua visione, la vostra sensazione, dà origine alla depressione.

Così, la depressione non caratterizza una persona primitiva, ma piuttosto qualcuno che è avanzato. E quanto più ci si sposta indietro, più la depressione ci sarà, dato che i desideri maturano e anche la consapevolezza della mancanza della loro realizzazione.

E ‘evidente come per gli ultimi 40 anni la depressione è sempre più diffusa nell’ umanità. Oggi è uno dei problemi preminenti. Inoltre, è anche diventata una malattia. Continuerà a crescere, e non ci sarà modo di fermarla.

Nel prossimo futuro, sarà legalizzata la vendita dei farmaci a chi li vuole. In pratica, saremo lieti di prendere qualcosa per non sentire questa depressione. Ma non saremo in grado di superarla lo stesso. Si arriverà al punto in cui una persona che vedrà la “dose” davanti a lui o lei, ma non sarà in grado di utilizzare il farmaco. Perché? Perché si sente che non è la risposta alla loro domanda, non la “dose” per il loro vuoto interiore.

Pertanto, la battaglia con la depressione è la grande battaglia dell’ uomo con il suo vuoto che è proprio ciò che lo spinge via. Quindi, per il numero di coloro che sono depressi, siamo in grado di giudicare quanto l’ umanità è vicina a diventare consapevole del suo male.

Nulla potrà aiutare una persona ad eccezione di una decisiva, ferma, e l’ impegno nella società dinamica corretta. Solo lì sarà in grado di sopprimere la sua depressione, e molto intensamente a questo: passando in se stessi, spegnendo i loro sentimenti, e la spinta si nell’ambiente, come se stesse buttando in acqua. Non c’ è altra medicina ma l’ influenza dell’ ambiente. E come risultato, la realizzazione verrà e provvedere immediatamente ad eliminare la propria depressione.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino 28.01.11)

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 27

Cari amici, per favore fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Cos’è una preghiera?

Non essendo capace di uscire dal desiderio di ricevere per se stesso e sentire il bisogno dell’ aiuto del Creatore, nasce all’ interno la necessità dell’ aiuto del Creatore. E il Suo aiuto è attraverso la Torà poiché la Luce che Riforma in questa, lo riforma, cioè lui riceve vasi di dazione.

Rabash, Gradini della scala “Qual è la base sulla quale è costruita la santità?”

…dalla sua preghiera a Lui, per avvicinarsi a Lui per mezzo del Dvekut (adesione) che si denomina “equivalenza della forma”, la quale si discerne come l’ annullamento del desiderio di ricevere perché questo sia con il fine di donare. Riguardo a questo il Creatore dice: “I miei figli mi hanno sconfitto”. Cioè vi ho dato il desiderio di ricevere e voi Mi chiedete, a cambio, che vi dia il desiderio di donare…”

-Baal HaSulam, Shamati art.19 “Cos’ é che Il Creatore odia I Corpi, nel Lavoro

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Salire i gradini dei Congressi

Domanda: Possiamo dire che ora, dopo il Congresso di Berlino, siamo uniti?

Risposta: Abbiamo raggiunto un nuovo stato nella nostra unità. Sono felice di ciò che si è svolto a Berlino e poi a Parigi. Abbiamo raggiunto l’ unità, la coesione. Per la prima volta abbiamo scoperto molti amici in Europa che già capiscono il percorso e sentono lo sviluppo. Sono stato davvero piacevolmente sorpreso da alcuni eventi.

Davanti a noi abbiamo un congresso ad aprile a New Jersey. Speriamo di arrivare ad un nuovo grado di unità negli Stati Uniti. Così, unendoci nel corso del congresso, sarà accumulata la forza necessaria per la rivelazione del Creatore alla creatura.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 4.02.2011, “Quando il Creatore ama l’uomo”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.02.2011

Scritti di Rabash, Shlavey ha Sulam, Pagina 938
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Il Libro dello Zohar: Punto 180, Art. “Torah e Preghiera”, Lezione 2
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 75, Lez. 41
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Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 7
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Il Libro dello Zohar: Punto 189, Articolo: “Mitzvot Torah”, Lezione 1
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La lezione quotidiana per tutto il giorno

Dobbiamo capire che il nostro studio quotidiano non è per acquisire conoscenza, ma è per il nostro sviluppo. Ogni lezione alla quale assistiamo, che sia quella di oggi, di ieri o dell’ altro ieri, sono fasi del nostro sviluppo.

Questo non è uno studio di un articolo in particolare o di una parte del Talmud Eser Sefirot. Studiando questo materiale, tu individui quali livelli dovresti sviluppare. Pertanto, più tardi, nel corso della giornata, è molto importante restare all’ interno di quello che hai studiato nella lezione.

Tu devi investire tutto il tuo giorno girando intorno alle ore nelle quali ci siamo trovati a lezione. È necessario lavorarla ed elaborarla, cercando di non perderla e leggere il mio blog. Tu devi elaborare questo materiale il più possibile. Facendo questo, ci uniamo già nei nostri pensieri e troviamo noi stessi nella nostra fase specifica e comune di sviluppo. Questo è molto importante, visto che attraverso questo, produciamo già un pensiero comune.

Io ho visto che anche il Rabash faceva lo stesso lavoro; nel corso della giornata ritornava al materiale che avevamo studiato la mattina. Lui parlava di questo, usando anche le stesse parole, ricordando l’ articolo che abbiamo letto. Questo è un bene, perché significa che una persona lo vive, lo trasferisce dalla sua testa al suo cuore.

Ogni giorno Rabash ed io facevamo una passeggiata, e se io arrivavo un po’ prima lo trovavo seduto a leggere o a scrivere qualcosa che aveva a che fare con la lezione del mattino. Dopo, quando andavamo in macchina, parlavamo solo dell’ articolo o della parte del Talmud Eser Sefirot che avevamo studiato durante la lezione.

Se dovevamo andare ad un appuntamento con il dottore, lui prendeva con sé degli articoli o un volume del Talmud Eser Sefirot e mentre eravamo seduti nella sala d’ attesa, parlavamo di questo e lo studiavamo. Era di solito lo stesso materiale che avevamo studiato la mattina.

(Dalla lezione sul Talmud Eser Sefirot del 7.01.2011)

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Una creazione che vive o una sagoma inanimata

Domanda: Baal HaSulam ci fornisce una dettagliata spiegazione dell’ influenza che SAG (Binà) esercita su NHY de Galgalta (Malchut), proprio come un gruppo influenza una persona che si è annullata davanti ad esso. Ma come è stata capace NHY de Galgalta di raggiungere questo tipo di auto-annullamento e di restrizione?

Risposta: La stessa restrizione che si ha nel mondo dell’ Infinito funziona in NHY de Galgalta. Tutto in Galgalta è uguale nel mondo dell’ Infinito. E’ una restrizione attraverso la forza della Luce che domina da dentro il desiderio di godere e che può fare tutto quello che desidera con il desiderio perché è la Luce che lo ha creato.

La Luce desidera rendere uguale a sé il desiderio, ma a condizione che ad ogni passo il desiderio mantenga il libero arbitrio. Altrimenti non ci sarebbe una creazione. La Luce non farebbe altro che realizzare un’ impronta o una copia di se stessa, come una fotocopiatrice, e allora non ci sarebbe una creazione che vive, una persona.

Questa è la ragione per cui la Luce compie tutte le azioni, ma lascia “spazio” in esse affinché l’uomo aggiunga la propria partecipazione. Per esempio, andiamo ad una lezione e ci viene un grandissimo desiderio di dormire. Ed è qui che dobbiamo esprimere la nostra partecipazione, lavorando contro il nostro desiderio. Gli stati che ci giungono sono quelli che non siamo in grado di superare da soli. Ma dobbiamo organizzare un ambiente per noi stessi che ci influenzerà e che ci aiuterà a far fronte a questi disturbi – non che le nostre sole forze, ma attraverso il potere dell’ influenza del gruppo.

Le cose sono organizzate in questo modo allo scopo di farci sentire la necessità di annullarci davanti al gruppo perché questo è il solo modo in cui ci possiamo avvicinare alla dazione e ci allontaniamo dal nostro egoismo meschino. Proprio come aspettiamo che la Luce ci influenzi, così la Luce aspetta che usiamo il gruppo come una leva e che incominciamo a fare qualcosa di noi stessi. Il gruppo è come uno strumento, come un cacciavite o una chiave inglese: prendiamolo in mano e incominciamo a lavorarci insieme! Non abbiamo nessun altro strumento.

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(Dalla lezione sul Talmud Eser Sefirot del 27.01.201o)

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 26

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Cos’ é una preghiera?

Non esiste uno stato più felice nel mondo di un uomo di quando lui si sente disperato con i propri poteri, il che significa che lui ha già lavorato e fatto tutto quello che ha potuto senza avere una guarigione. Questo è cosi perché in quel momento lui è degno di una preghiera completa per il Suo aiuto, poiché lui sa con certezza che con il proprio lavoro non otterrà alcun beneficio. Finché lui sentirà di avere un potere dal proprio lavoro, la sua preghiera non sarà completa dato che l’inclinazione al male si sbriga e gli dice che in primo luogo lui deve fare tutto ciò che può fare, e allora sarà desiderabile per il Creatore.

Riguardo a questo c’ è detto: “Il Signore è superiore e l’ inferiore lo vedrà”. Dopo aver eseguito tutti tipi di lavori, ed essersi deluso lui arriva a un punto di vera bassezza. Sa di essere la più bassa di tutte le persone perché non c’è niente di buono nel suo corpo intero. In quel momento la sua preghiera è completa e riceve la risposta dalla Sua mano generosa. Le scritture ci dicono su questo che “il popolo d’Israele gemeva a causa del lavoro…e il suo pianto s’ innalzò”.

-Baal HaSulam, Lettera n.57

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Con Amore dalla lontana Africa…

Abbiamo un gruppo poco usuale: Non si trova sulla terra ma invece sull’ acqua. E’ composto da nostri amici marinai dell’ Ucraina che vengono pagati per lavorare al “Servizio del Golfo” una barca che naviga vicino alle coste dell’ Angola.

Il gruppo si formo’ grazie a Maxim. Nel gennaio 2010, lui venne al suo prima Mega Congresso in Odessa, fu talmente ispirato dal congresso che riuni’ un gruppo sulla barca. Adesso loro vedono le lezioni quotidiane di Kabbalah, le riunioni degli amici, e tutte le Convention uniti con noi.

Loro scaricano tutte le lezioni e gli eventi una volta ogni sei mesi, quando sono liberi. I nostri amici di diversi paesi in tutto il mondo mantengono contatto con loro.

Ogni lettera che riceviamo dai nostri amici e’ piena di affetto e amore ed emana la grandezza dello scopo e del gruppo. La distanza non esiste per loro; sono sempre completamente informati e al centro di tutti i nostri.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.02.2011

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Scritti di Baal HaSulam, Art: “L’ essenza della Saggezza della Kabbalah”, Lez. 6
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I Pionieri

La transizione del presente, dalla sensazione interna fino a quella esterna è il passo più impegnativo nel cammino dell’evoluzione. Nel mondo fisico, l’ egoismo è ciò che ci fa crescere, fornendoci una motivazione naturale di ricerca. Nel Mondo Superiore sentiamo quanto sia meraviglioso fare un passo verso la nuova dimensione.

Cominciamo a vederlo, a sperimentarlo, e a sentire le forze che interagiscono con tutte le sue parti. Ci viene svelato l’ arazzo di forze che ci uniscono, le quali naturalmente, risultano nel nostro anelare per il raggiungimento della spiritualità.

Dobbiamo passare dalla nostra percezione attuale ad un’ altra più elevata, e risiedere in ambedue le dimensioni simultaneamente. Questa è una transizione psicologica molto difficile perché è come se stessimo rinascendo.

Così come un neonato esce dal suo precedente luogo di esistenza al mondo esterno, per mezzo dei suoi stessi sforzi e di quelli di sua madre, allo stesso modo dobbiamo passare attraverso gli stessi stati della maturazione interna e della necessità di nascere. Con il nostro sforzo, ci “giriamo alla rovescia”, il che significa che cambiamo completamente la nostra percezione della realtà. La forza della spinta della madre lavora in sincronia con la forza motrice dell’ embrione, e come risultato usciamo al mondo esterno.

Questo è lo stato più serio ed il punto cruciale delle nostre vite. Per la prima volta nella storia dell’ umanità, lo stiamo attraversando su vasta scala. In passato, la rivelazione della dimensione superiore o mondo esterno è avvenuta a livello individuale. La prima persona a farlo fu Adamo, 5.771 anni fa. Dopo di lui, nel corso di migliaia di anni, molti altri hanno scoperto questa possibilità, raggiungendola e descrivendola nei loro libri, che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. In questo modo, il metodo ha continuato a svilupparsi.

Tuttavia, oggi giorno, si sta trasformando da una saggezza individuale ad una su larga scala. Pertanto, sta attraversando cambiamenti molto seri. Siamo i pionieri della sua realizzazione, ed il processo sarà molto più facile per il resto dell’ umanità. Nasceremo per primi e poi tutti gli altri ci seguiranno per mezzo dello stesso principio.

Dobbiamo essere coscienti di quanto impegnativo, profondo e singolare sia il nostro cammino.
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(Dalla lezione a Mosca del 16.01.2011, Scritti del Rabash)

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