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Essere sempre giovane

Domanda: Da quando ho iniziato a studiare la saggezza della Kabbalah ed sono entrato nel gruppo, è stato come sentire il mio desiderio per il sesso e gli altri piaceri mondani crescere in me. Come faccio a  lavorare con loro?

Risposta: E’ scritto: “Colui che è più grande del suo amico, il suo desiderio è più grande di lui.” Durante l’ intero corso della nostra storia, siamo sviluppati in modo egoistico, il nostro ego è stato in costante crescita. Alla fine, siamo arrivati ad uno stato in cui stiamo utilizzando tutti l’ egoismo enorme che contiene questo mondo.

Pertanto, le persone si sentono disperate, vanno in depressione e fanno abuso di droga, il terrorismo e altre disgrazie si espandono. Non sappiamo più cosa fare con le nostre vite. Ora, dobbiamo fare un ulteriore salto con maggiore egoismo al fine di raggiungere il mondo spirituale e il Creatore.

Pertanto, le persone che vengono alla saggezza della Kabbalah pensano che ora saranno come “angeli con le ali”, come se le ali fossero l’ unica cosa che manca quando con non piaceri mondani non ci si riempie più. Tuttavia, quando una persona inizia a studiare, scopre improvvisamente più desiderio per il cibo, il sesso, i viaggi, e altri piaceri corporali.

Perché è così? L’ ego è in aumento, e non c’ è niente che possiamo fare. L’ età non ha importanza. Una persona può essere di 80 o 90 anni, lui inizia ancora ad avere i desideri, come farebbe un giovane. Non vogliamo fare pubblicità, o rivolgerci a un gruppo di vecchi. Ma, in verità, non c’ è salvezza, in una persona che studia la saggezza della Kabbalah, tutti i desideri devono continuare a crescere.

Il fondamento di tutti i desideri è il piacere sessuale, la cui radice è l ‘adesione alla Luce e al desiderio ( Kli, vaso), l’ accoppiamento delle parti maschili e femminili della Creazione. Per questo motivo, una persona esperimenta per prima cosa un aumento del desiderio sessuale di un così alto grado, come non era mai accaduto prima.

In precedenza, era una persona stabile e tutti i suoi desideri erano sotto controllo. Tuttavia, ora, si manifestano in una forma grottesca come non erano mai stati nella sua vita normale. Tutto questo è vero, e sappiamo che come una persona inizia lo studio della saggezza della Kabbalah, tutti i nostri desideri e le tendenze vengono rinnovati.

Che cosa facciamo per questo? Si può apprendere dalla saggezza della Kabbalah, che è vietato resistere ai propri desideri. Non sfidate l’ “inclinazione al male” direttamente, come se steste combattendo come un eroe, non vincereste. Proprio immergendovi negli studi, nel gruppo, e connettendovi con loro al meglio delle vostre capacità  farete in modo che la Luce Superiore possa incidere più fortemente. Solo in questo modo sarete in grado di passare attraverso questa, con tutti i tipi di ostacoli che vi circondano.

Inoltre, non vi è altra scelta. Tutto è stato progettato per purificare l’ intenzione e i pensieri per cercare in tutti questi ostacoli  il punto di legame con il gruppo e il vostro libero arbitrio si trova solo in esso.

Sono stati dati tali Stati in modo che si possano chiarire per sempre nella vostra scelta, anche sulla base di tutti i desideri di ricchezza, sesso, famiglia, e altri piaceri del mondo corporeo. Su questo terreno, il legame più stretto con il gruppo realizza la vostra unica libera scelta.

Non avete il potere di combattere i vostri desideri. Non siate uno sciocchi iniziando una guerra con loro. Dopo tutto, non ne siete in grado, non è il vostro lavoro. Sono date tali condizioni esterne in modo che si possa esercitare il proprio libero arbitrio in misura maggiore.

Questo deve essere recepito per affrontare qualsiasi situazione nella nostra vita. Atto normale nel nostro mondo. Non ci dovrebbe essere alcun cambiamento in casa, nella famiglia, nelle vacanze, e nella salute. Tuttavia, tutta la vostra attenzione dovrebbe essere focalizzata sulla propria unica libera scelta.
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Rendere il creatore importante

Il Creatore ha voluto creare la creatura identica a lui. E questa è una vera benedizione. Perché allora la creatura non diventa come il Creatore sin dall’inizio? È perché la creatura deve costruire se stessa.

Il rapporto tra il Creatore e la creatura viene eseguito per mezzo della ricezione e dazione. Il Creatore concede prontamente l’ appagamento alla creatura e, inoltre, dà alla creatura l’opportunità di fare la stessa cosa in cambio. Più importante è il Creatore agli occhi della creatura, più questa può dare a Lui. Alla fine, diventerà davvero indipendente e pari al Creatore.

Pertanto, loro stabiliscono una totale reciprocità. Uomo riceve appagamento crescente a livello del Creatore, ma solo se egli vuole diventare identico a lui.

Questo desiderio supplementare che dobbiamo acquisire viene chiamato aspirazione. Esso deriva dal rendersi conto dell’ importanza del Creatore. Osserviamo lo stesso nel nostro mondo: se qualcuno è importante ai miei occhi, mi sforzo di dare qualcosa a quella persona. Per esempio, un bambino è importante per i suoi genitori, e loro si sforzano di dare a lui doni.

Si scopre che devo lavorare costantemente per rendermi conto dell’ importanza di questo gradino, la proprietà denominata “Creatore”. In questo modo otteniamo la somiglianza con il Creatore, naturalmente trovando ciò che è importante per noi: la proprietà di dazione.
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Una rosa tra le spine

“Introduzione del Libro dello Zohar”, articolo “La Rosa”: “Katnut (infanzia, piccolezza) si chiama “una rosa tra le spine”, poiché i suoi nove inferiori furono svuotati della luce di Atzilut e si mantennero come spine. Gadlut è chiamata semplicemente “una rosa” o “l’ Assemblea di Israele”. È per questo che fu detto: “C’ è una rosa e c’ è una rosa”.

Domanda: Che consiglio darebbe ad un nuovo studente che si trova in una lezione di Kabbalah per la prima volta?

Risposta: La nostra Fonte è chiamata “Infinito” (Ein Sof). Da lì e attraverso il mondo di Adam Kadmon (AK), la luce discende al Tabur comune (ombelico). Di seguito, si presentano i Partzufim del Mondo di Atzilut: Atik, Arich Anpin (AA), Abba ve Ima (AVI) e ZON (Zeir Anpin e Nukva). Al di sotto di essi ci sono i mondi di Beria, Yetzira e Assiya (BYA).

Studiamo quello che succede nel mondo di Atzilut. Per noi, è di grande importanza perché è qui che il governo si compie, dove passato, presente e futuro sono contenuti. Si conclude con il Parsa (frontiera, linea che separa) che restringe la diffusione della Luce di Chokhmà (Saggezza).

Sotto, nei Mondi di BYA, ci sono le anime frammentate, mentre il nostro mondo è tutto il cammino nella parte inferiore, al di sotto della comune consumazione (Sium), linea che deriva dall’ Infinito. Qui, esistiamo nei nostri corpi fino a che veniamo risvegliati spiritualmente.

Le anime elevano il loro desiderio, la loro richiesta per la correzione a Malchut del Mondo di Atzilut. Questa utilizza la sua connessione con Zeir Anpin ed eleva il desiderio dalle anime ad esso.

Nella misura in cui Zeir Anpin si connette a Malchut, diventano un Partzuf unito, chiamato ZON ed ascende ad AVI. Zeir Anpin ascende ad Abba, il Partzuf paterno, mentre Malchut ascende ad Ima, il Partzuf materno.

ZON obbliga “il padre e la madre” a dargli tutta le Luci Necessarie, le correzioni ed i riempimenti, e poi ritornano ai loro luoghi. Lì, diventano “grandi”, acquisiscono lo stato adulto di Gadlut. Questo ci aiuta a chiarire il significato dei due stati della “rosa” o Malchut: Katnut e Gadlut.

Nel primo stato, essa rappresenta solo il punto della Sefirà Superiore, Keter, mentre le sue altre nove Sefirot sono al di sotto del Parsa. Anche qui ci sono le forze impure (Klipot, gusci). Questo è il significato della frase “una rosa tra le spine”: Malchut tra le Klipot. È il primo e più piccolo stato di Malchut.

Nel suo stato adulto, Malchut eleva le sue nove Sefirot inferiori, facendo uno Zivug (accoppiamento, copula) con Zeir Anpin mediante l’ unione con esso, e pertanto diventa una vera rosa, fioritura della sua bellezza. Malchut può diventare così solo quando le sue “spine”, cioè i Kelim (i vasi) che sono estranei e senza il riempimento di Zeir Anpin, ascendono ad uno Zivug con lui.

Tutto questo è evocato dalle anime frammentate quando si uniscono, e sono loro che portano a compimento la correzione di Zeir Anpin e Malchut. In questo risiede tutto il nostro lavoro, nell’ ottenere la correzione di ZON, fino a che essi raggiungano il loro stato finale.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28 Novembre 2010, “Introduzione del Libro dello Zohar”, articolo “La Rosa”)

Lezione introduttiva: “Il cuore comprende” – 21.12.2010

Kabbalah per il Popolo, Lezione introduttiva “Il cuore comprende”
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Un punto nero contro la luce dell’ infinito

Domanda: Lei dice che “la Luce dell’ Infinito” è al di fuori di noi. Cosa vuol dire al di fuori di noi?

Risposta: “Al di fuori di noi” significa “al di fuori” del punto del nostro desiderio, all’ interno del quale, percepisco questo mondo, me stesso e tutti gli altri. Oltre a questo punto, non c’ è niente, dato che il Creatore, ha creato un solo punto. Tutto ciò che percepiamo (i mondi e ciò che li riempie) è la sensazione di questo stesso punto.

C’ è solo un piccolo punto nero, contro il bianco della Luce dell’ Infinito.
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(Dalla serie di letture introduttive, “Percezione della Realtà” del 23.11.2010)

Educa tuo figlio secondo il suo cammino

La regola “educa tuo figlio in accordo al suo cammino” non implica assolutamente la permissività. Al contrario, è un approccio molto severo.

“In accordo al suo cammino” significa in conformità all’ inclinazione del bambino. Se un bambino ha un talento per la matematica, mettilo in una scuola di matematica ed obbligalo a studiare usando tutti i metodi possibili. Se qualcuno ha un talento per il ballo, permettetegli di prendere lezioni di ballo e che lo faccia seriamente. “In accordo al suo cammino” non significa “quello che il bambino vuole”. Altrimenti, quando “educhi tuo figlio?”.

I bambini devono ricevere solo esempi positivi. Dopotutto nasciamo con la natura egoista, come è detto dal Creatore: “Ho creato l’ inclinazione al male”. Nessuna buona inclinazione è stata creata contro di essa, piuttosto, solo la Luce che riforma può essere attratta dagli studi di Kabbalah.

Pertanto, quando mostriamo ad una persona qualcosa di male e le diciamo che non è bene comportarsi in questo modo, lei non è d’ accordo: “È male però lo voglio!”. Lei non connette le parole con le azioni, dice che è male, però lo fa.

Per questa ragione, non è consigliabile dare ai bambini esempi negativi insieme a quelli positivi affinché possa scegliere. Loro non scelgono mai bene. Seguiranno la loro natura e saranno sempre attratti dagli esempi e dalle azioni negative, malgrado le numerose prediche. Al contrario, vedendo solo esempi positivi e discutendone in diversi modi, facciamo gradualmente il passaggio verso il bene. Con la pratica, diventa una seconda natura.

Cosa può essere considerato come un esempio positivo? Una persona diventa un esempio se rimane fortemente connessa al gruppo, inspirando i suoi amici e lavorando insieme a loro.

I bambini devono sapere come valutare loro stessi rispetto al gruppo ed alle sue azioni. Per questo, hanno bisogno che venga data loro una scala di valutazione, visto che un bambino non sa come valutare i suoi atti. Dare al gruppo, deve avere una forma esterna che possa essere usata come uno strumento di misura.
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(Dalla lezione quotidiana del 03.12.2010, Discorso sull’ educazione)

Cos’ è la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah è un metodo della rivelazione del Creatore o della correzione dell’ uomo?

Risposta: Quando una persona arriva alla Kabbalah, crede che sarà capace di raggiungere il mondo Superiore per mezzo dell’ accumulo di conoscenza e di acquisizione di potere nel gruppo. Tuttavia, mentre passano gli anni, comincia a rendersi conto che tutto dipende solo da quanto cambierà se stessa e non da quelli che le stanno intorno. Solo in quel momento comincia a studiare la Kabbalah correttamente.

Vale a dire, da un lato la Kabbalah è il metodo della rivelazione del Creatore all’ uomo in questo mondo e dall’ altro, è un metodo per cambiare se stessi per arrivare ad essere come il Creatore, che si rivela ad una persona nella misura in cui quest’ ultima diventa simile a Lui.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.12.2010

Il Libro dello Zohar: Introduzione “Manula e Mifteha”, Punto 42, Lez.2
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 29, Lez. 16
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 88, Lez. 43
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Rav Yehuda Ashlag: “Pace nel mondo”, Lezione 2
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Un passo avanti nella terza dimensione

Le industrie di film e televisione stanno passando a immagini 3D. Così anche noi dobbiamo partecipare con la  percezione superficiale bidimensionale, e arrivare a vedere la profondità della spiritualità nella nostra realtà.

Nella mia percezione, ci sono tre dimensioni: larghezza, altezza e profondità. Questo è il mio schermo. In questo  schermo tridimensionale, io vedo le persone, gli animali, gli edifici, il sole e il mondo che mi circonda.

Esperimento in tutto questo la mia volontà di ricevere (desiderio). Quindi, disegno l’ immagine del mondo per me, non su una superficie piana, ma in tre dimensioni, dentro di me. Poiché oltre a questa immagine non c’ è nient’ altro, sperimento questa come verità e l’ unica esistente.

Questa immagine assemblata durante la rottura delle anime (Kelim, vasi ) quando le mie parti si sono staccati: il mio “io” che è GE (Galgalta ve Eynaim) e, fuori di me, il mio AHP (Awzen, Hotem, Peh) che non sperimento come mio.

Ora, finalmente, invece delle manifestazioni del mio AHP, inizio a lavorare con il gruppo e interagire con gli amici. Gravitano verso di me e io verso di loro.

Stiamo cercando di lavorare insieme, come se ci trovassimo in Arvut (responsabilità mutua o garanzia), e questa pratica mi aiuta a capire che il gruppo, nonché tutto il resto è effettivamente una miniera. Dopo aver modificato il mio atteggiamento verso la realtà “esterna”, scopro che questa diventa più vicino a me e lo “sversamento” diventa dall’ esterno verso l’ interno.

Di conseguenza, il gruppo è una sorta di laboratorio dove dobbiamo tentare di correggere dentro di noi i desideri (Kelim) corrotti in modo che essi potrebbero tornare nella profondità incamerata della nostra realtà.
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