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Perché mi alzo per la lezione?

Domanda: Tre o quattro volte a settimana mi alzo per la lezione e non capisco davvero perché. Cosa succede qui? Perché lo faccio?

Risposta: Tu ricevi un esempio dall’alto: il Creatore ti forza ad uscire dal tuo sonno, e vieni alla lezione. Ciò è destinato a mostrarti che sei capace di alzarti e di venire alla lezione, ma solo tre volte a settimana, quando il Creatore ti sveglia. Il resto lo lascia alla tua decisione. Adesso vediamo cosa fai quando non ti da questo impulso. Se non capisci perché sei qui, devi analizzare la situazione. All’apparenza vieni qui perché se non lo fai, ti senti male. In conclusione, vieni per sfuggire al male.

Domanda (continuazione): Allora cosa devo fare per cominciare a venire tutti i giorni e per mia scelta?

Risposta: Per questo hai bisogno di un altro tipo di combustibile. Hai bisogno di venire qui non per sfuggire al male, ma per prendere coscienza dell’importanza dello scopo. Hai bisogno di alzarti non perché diversamente succederanno cose spiacevoli, ma perché ti sta aspettando uno scopo elevato.

Domanda (continuazione): Come elevo lo scopo ai miei occhi?

Risposta: Sei incapace di farlo da solo. Lo scopo non può essere ottenuto individualmente. Qui hai bisogno di vedere il tuo vero stato. C’è un solo sistema di anime, simile al Creatore, dentro il quale la Luce interna della vita (NRaNJaY) è rivelata. Questo è il Creatore. Siamo separati da questo stato da 125 “filtri” che indeboliscono la Luce. Voglio ricevere la forza per ritornare a questo stato.

Osservando il sistema delle anime, vedo che unisce tutti in un tutt’uno, e grazie a questo, la Luce le riempie e da loro vita. Di conseguenza, per ascendere, devo stabilire una connessione più forte con gli amici.

Il Creatore non si relaziona con nessun individuo solo. Qualsiasi passo verso la correzione deve essere considerato come un livello più grande di unione nel gruppo.

Si conclude che se ci unissimo in anticipo con gli amici, riceveremmo da loro l’aspirazione ed il combustibile per venire alla lezione quotidiana. Mentre adesso sei isolato da loro, anche a livello corporeo, la fiamma che brucia dentro di loro non ti si attacca.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26 ottobre 2010 – Tutto Israele ha una parte nel mondo a venire.)

Lezione virtuale “Nozioni fondamentali di Kabbalah”- 21.11.2010

Lezione virtuale : “Nozioni fondamentali di Kabbalah
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Misticismo o forza della vita?

Domanda: Le persone nuove che studiano la kabbalah sono sconcertate dalla parola “Luce” e la associano a qualcosa di misterioso.

Risposta: La Luce Superiore è una forza vitale che ci anima come la luce del sole, dalla quale dipendono le nostre vite e la nostra salute. Questa è la ragione per la quale la Forza Superiore è anche denominata “Luce”. Come la luce del sole “anima” la nostra vita materiale, allo stesso modo la Luce Superiore ci trasporta alla spiritualità.

Tutto il sistema che opera in questo mondo (la terra il sole e la luna) corrisponde al lavoro del Mondo di Atzilut dove si originano tutte le influenze e dove la Luce di Chockma (Saggezza) si veste con la Luce di Binà e discende alle nostre anime. Questa è la ragione per la quale agli oggetti spirituali vengono assegnati questi nomi, in accordo al “linguaggio dei rami”.

La Luce Superiore, come la luce del sole, ci offre la vita; però in questo mondo, non siamo circondati dalla vera Luce. Al contrario, siamo avvolti solo dalla luce che anima la nostra “materia proteica”, che mantiene il nostro metabolismo ed in questo modo, ci permette di restare vivi per circa 70 anni.

Ci sforziamo per ricevere la vera Luce della vita che illumina le nostre anime ed è capace di garantirci una vita pienamente perfetta ed eterna. La saggezza della Kabbalah è un metodo per le persone di attrarre e ricevere questa Luce. Quando una persona riceve la Luce significa che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, la quale fa restare “vivi” coloro che la posseggono.

La nostra vita deriva dalla Luce di Chockma. La Luce di Hassadim (misericordia) rappresenta la correzione, ma tutte le persone in questo mondo desiderano essere riempiti dalla Luce di Chockma. Questa è la ragione per la quale la scienza della Kabbalah porta il nome della “saggezza della ricezione”, visto che ci insegna a ricevere la Luce di Chockma.

È proibito ricevere la Luce di Chockma direttamente, possiamo riceverla solo dentro la Luce di Hassadim. Questa è la ragione per la quale studiamo come mettere la Luce di Chockma dentro la Luce di Hassadim ed eventualmente ottenere tutta la Luce.
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(Estratto dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18 Ottobre 2010-L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua Essenza).

Essere una fonte di riempimento per altri

Oggigiorno il mondo è diventato globale e tutti quanti sono collegati in un unico sistema. Perciò la gioia è possibile soltanto se io sono sicuro che anche gli altri sono soddisfatti.

Se tutti si sentono bene, anche io mi sento bene. Altrimenti qualcosa di inatteso potrebbe accadere da un momento all’altro, e nessuno ha un senso di fiducia o di sicurezza.

Il mondo è diventato una trama molto fitta, minacciosa ed ostile, ed è possibile essere felici solamente con la condizione di unirci; questo viene chiamato la gioia derivata dalle buone azioni o azioni di dazione. Se io sono sicuro di provvedere un riempimento alle altre persone, allora loro hanno un interesse egoista in me. Io sono la fonte del loro riempimento, e questo mi da un senso di fiducia che tutto andrà bene; io riempirò me stesso, ed io riempirò gli altri.

Dall’odio alla perfezione

Domanda: Perché abbiamo bisogno dell’odio?

Risposta: Se non esiste una familiarità tra me e te non ci può essere nessuna inclusione, la connessione tra di noi non è rivelata ed io non sento nessun odio verso di te. Potresti vivere in Alaska e non essere di nessun interesse per me. Tuttavia, più ti avvicini a me, più entri nel mio campo visivo.

Se tu sei mio vicino di casa, io ti guardo attentamente: Lasci la spazzatura dappertutto, ieri c’era molto rumore nel tuo appartamento, e via di seguito. In questa maniera noi riveliamo quanto siamo collegati tra di noi. Comunque, siamo tutti egoisti. Perciò, il nostro ego, più il collegamento tra di noi fa nascere l’odio.

Domanda: Ma quando andrà via questo odio?

Risposta: Non andrà via! Non abbiamo dove andare ne dove scappare uno dall’altro. Questo è il problema! Abbiamo bisogno di raggiungere la pace e l’accordo tra di noi al di sopra del nostro ego senza distruggerlo, ma innalzandoci su di esso. Questo costituisce il conseguimento della perfezione, com’è scritto: “Tutti i peccati saranno coperti dall’amore” La parola “Shalom” significa perfezione in ebraico (Shlemut).

Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.11.2010

Il Libro dello Zohar: Hakdama, Laila de Kale, Introduzione Art. “La notte della Sposa”, Art. 138, Lez. 6
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 56, Lez. 4
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 45, Lez. 21
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Rav Yehuda Ashlag: Art. “L’essenza della Religione e il suo scopo”, Lez. 6
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La scelta del dolce-amaro della verità

Il bene e il male non sono stati definiti in base al piacere che ci procuriamo da loro. Ogni stato può essere buono o cattivo o basato su sensazioni o dal punto di vista della verità e della menzogna. Ogni persona che inizia a sviluppare il suo gene spirituale (la scintilla, Reshimo) percepisce ogni stato in entrambe le direzioni.

In base al suo desiderio, una persona percepisce lo stato sia come “dolce” che come “amaro” perché il desiderio è un “animale”, semplicemente questo. Tuttavia, secondo la scintilla spirituale, egli percepisce il suo stato come vero o falso.

Inoltre, tutto dipende da quanto sia importante per noi la verità o l’amarezza, può essere più importante per una persona, meno importante per un’altra. Il nostro progresso dipende dalla nostra capacità di tollerare l’amarezza per il bene della verità.

Diciamo che oggi posso prendere cinque chili di amarezza, ma persisterò nella verità. Questo significa che sono pronto ad andare avanti. Domani, sarò pronto a prendere anche quindici chili di amarezza. Amarezza significa che è contro la mia natura, il desiderio di ricevere piacere, come è successo durante la scorsa convention, quando abbiamo cercato la connessione, ma ho paura. “Qualsiasi cosa, ma questo!”

Tuttavia, quando sappiamo che la verità è in questa connessione e vogliamo che aumenti al di sopra della nostra amarezza, allora saremo in grado di farlo la prossima volta. Saremo in grado di effettuare un calcolo secondo verità e falsità.

Anche se non sono pronto a connettermi, e mi fa male e mi spaventa abbattere il mio ego e innalzarmi sopra di esso, continuo a vedere che è sbagliato e lo odio. Non posso più rimanere in esso.

Finora, non abbiamo avuto questo odio, ma apparirà. Poi romperemo il guscio impuro, Klipa, e andremo via. Abbiamo solo bisogno di tempo per farlo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah di 17/10/10, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

Il passaggio graduale da Lo Lishma a Lishma

Una domanda che ho ricevuto: Se uno chiede di essere avvicinato alla luce, non è una richiesta egoista? Dopo tutto, egli è guidato dal desiderio di sentirsi meglio.

La mia risposta: Questo non importa. Questo è quello che viene chiamato Lo Lishma (desiderare egoisticamente la spiritualità per se stessi).

Uno vuole il senso del mondo spirituale, di ricevere la vita spirituale, la sensazione di vera realtà e di vedere che la sua vita non è sprecata. Dopo tutto, la vita passa e nessuno sa quanto tempo le rimane, quindi uno non vuole muoversi inutilmente.

Inizialmente, uno non può pensare a qualcosa di diverso dal proprio profitto. Di conseguenza, se uno non volesse la spiritualità egoisticamente prevedendo il beneficio che porterà a lui, egli non si avvicinerebbe mai ad essa.

Pertanto, il percorso spirituale inizia con il raggiungimento egoistico (Lo Lishma). Ma poi, sotto l’influenza della luce superiore (Ohr Makif), l’atteggiamento egoistico verso la spiritualità è sostituito da quello altruistico (Lishma).

Ecco perché l’ego è chiamato “aiuto contro di lui” (Ezer Kenegdo), poiché esso porta a uno Stato dove si realizza improvvisamente che è proprio il suo ego che sta nel suo percorso.

L’ego stesso utilizzato per aiutarsi a spingersi, ora dovrà essere distrutto. Quello che deve essere distrutto non sono i desideri stessi, ma solo la loro intenzione egoistica. Questo è il modo in cui uno viene cambiato gradualmente dalla Luce.

Materiale correlato:

Lezione di Shamati N.64: Da Lo Lishma a Lishma
Shamati N.5: Lishmà è un risveglio dall’Alto, e perchè occorre un risveglio dal basso?
Laitman blog: La correzione può avvenire per mezzo della forza dell’opinione pubblica

Un muro e una mazza per tutti

Se sul nostro percorso spirituale il cammino diventasse piacevole come tutti chiedono, bloccherebbe il nostro desiderio di spiritualità. Questo è il più grande ostacolo nel percorso.

Quindi, alzo un muro che blocca la mia strada. Resto in piedi davanti a lui, anticipando le meraviglie che mi aspettano dall’altra parte. Tuttavia, se tale muro è stato rivelato per me, significa che sono già dotato di una forza di resistenza in modo da non smettere di avanzare ma, piuttosto, di sfondare quel muro.

Anche se non posso realizzare questo in un colpo solo e devo applicarmi in un paio di proteste fino a quando non l’ho distrutto, il muro si lesionerà per poi crollare. Ma ho già la necessaria forza di rottura, la potenza di attacco, pur non avendolo dimostrato.

Se ora vediamo il muro in piedi davanti a noi, il muro che abbiamo dentro, nei nostri cuori, è un segno della nostra capacità di romperlo attraverso essa. In caso contrario, non lo avremmo dimostrato dato che “gli ostacoli non sono posti di fronte alla cieca.” Pensando di essere riusciti a superarlo, è il motivo per cui abbiamo fatto un passo verso l’unità.

Ora, abbiamo la meritata unità, grazie allo studio e al resto del lavoro che facciamo raccogliendo poco a poco, briciola dopo briciola, tutti i nostri sforzi in una forza di rottura collettiva. Abbiamo bisogno di farlo, per scoprire probabilmente, ancora una volta, che questa forza non è sufficiente per sfondare, e che dobbiamo unirci ancora di più.

E così ancora e ancora ci incontreremo con più forza aumentando la pressione fino a quando il muro cadrà. Questa è la fase finale dell’esodo dall’Egitto. Questo è il motivo che porta gioia.

Il problema è che adesso tutti verificheranno questo muro da soli. Nel frattempo, dobbiamo sentire che questo muro è comune a tutti, e nella misura in cui noi operiamo, sentiamo che la forza che stiamo cercando di utilizzare per rompere questo muro è collettiva. In questo modo, non è una persona ma il gruppo ad essere in piedi contro di esso.

E’ simile alla fuga dall’Egitto: una notte, un faraone, una minaccia, alcune piaghe per tutto Israele che uniscono come un sol uomo con un solo cuore. Nessuno è conteggiato separatamente dagli altri, e tutti sono uniti insieme. Questo è come il gruppo deve sentirsi. In questo caso, nonostante l’altezza spaventosa del muro, noi lo vinceremo.

Questo perché quando le persone si uniscono, si scopre che manca la presenza del Creatore in mezzo a loro, e senza di Lui, non possiamo fare nulla! Diventerà la forza di sfondamento che farà crollare il muro.

Il Faraone stesso ci aiuterà. Dopo tutto, è lui che caccia Israele dall’Egitto e che poi li segue e li guida, come lo Zohar descrive. Una persona che continua a tentare di tornare indietro, mentre il Faraone lo butta fuori dell’Egitto, è come lui un fedele assistente del Creatore.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  16/10/10, “L’essenza della religione ed il suo scopo”)

Ascendere al primo livello

Nella spiritualità, se non percorri tutto il cammino, allora non stai lavorando con il tuo desiderio completo. Cosicché questo non ha relazione con il tuo progresso spirituale. Tuttavia, non sai neppure dove finisce “tutto il cammino”, quale è il massimo. Puoi solo immaginarlo in qualche modo.

Pertanto, abbiamo raggiunto uno stato nel quale desideriamo rivelare completamente il mondo spirituale, tutto quello potevamo solo immaginare. Con questa massima intenzione arriviamo al Congresso. Vogliamo questo e niente di meno, in modo tale che il “cielo venga rivelato”.

Ma perché non si è rivelato nel suo luogo? Quanto siamo incapaci internamente di arrivare neppure un pollice più vicino di questo! Non possiamo accettare la necessità di unirci, di cancellare noi stessi.

Non appena abbiamo cominciato a parlare della connessione tra di noi e del lavoro interiore che dobbiamo fare, il nostro desiderio si è raffreddato immediatamente. Non siamo pronti per raggiungere il mondo spirituale a questo prezzo!

Ciò significa che abbiamo frainteso il Mondo Superiore e non ci siamo accorti che era la qualità della dazione al di sopra del nostro egoismo. Tuttavia, sentiamo questa necessità. Dopo tre giorni pieni di molte azioni interiori, ne usciamo delusi. Questa delusione proviene dal fatto che siamo incapaci e non desideriamo raggiungere la vera spiritualità. Vogliamo restare nella nostra definizione di spiritualità come qualcosa che è semplicemente buono, eterno e gradevole per i nostri attuali desideri egoistici.

Cosa abbiamo rivelato? La linea sinistra, la nostra inclinazione al male, il fatto che desideriamo ricevere la spiritualità all’interno dei nostri desideri egoisti come nel mondo materiale. Perché non la abbiamo ricevuta? Perché non è necessario ricevere niente nella spiritualità. È aperto, se vuoi dare, allora avanti. Tutto è permesso e tutto è possibile. Nessuno ti può rubare questo.

In altre parole, all’interno del nostro ego riveliamo che la nostra definizione di spiritualità è scorretta; e questo ci sarà rivelato in tutti i 125 livelli! Adesso ancora non vediamo che la nostra natura è opposta a quella spirituale, che siamo incapaci di raggiungerla e che ci resta una sola opportunità: solo di dolersi verso il Creatore per chiedergliela. Questa è già la linea corretta. Dobbiamo elevarci al di sopra di noi stessi e la linea media uscirà da questo. Tuttavia, abbiamo conseguito un grande lavoro. La disperazione che si è impossessata di noi, il dolore e la futilità che si sono rivelati in noi, ci hanno rivelato l’incapacità di raggiungere il mondo spirituale all’interno dei nostri desideri egoistici. In essenza, abbiamo chiesto che venisse rivelata la spiritualità proprio all’interno di questi desideri, invece che nei desideri di dare. Adesso, dopo aver fatto il male, entreremo nella linea destra, ci correggeremo e raggiungeremo la linea media.

Pertanto, quello che abbiamo ottenuto nel Congresso è una grande realizzazione. In realtà è già l’inizio del cammino spirituale. Questo non era mai successo su una così vasta scala e nel grande egoismo dell’ultima generazione. Baal HaSulam scrive: “Sono felice per i peccatori che si rivelano perché la ragione di questo è la “santità del giorno”.

Una grande Luce doveva spargersi dall’Alto per mostrarci che non lo vogliamo molto e quanto siamo incapaci, quanto siamo opposti alla spiritualità, fino a che punto non vogliamo pensare all’unità e all’amore tra di noi. Tutto questo è “la santità del giorno” perché ci uniamo e tuttavia desideriamo ascendere spiritualmente rispetto a qualcosa.

Riveliamo il grado o desiderio al di sopra del quale dobbiamo ascendere. Comunque, per il momento, siamo incapaci di farlo ma dobbiamo farlo per ascendere al primo grado della scala spirituale.

È per questo che sono molto contento dei risultati del Congresso ed ho grandi speranze che in un futuro prossimo riveleremo le tre linee e la linea media.
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(Dalla porzione settimanale della Torà del 12 Novembre 2010)