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La casa della porta delle intenzioni

Domanda: Che libro è il Beit Shaar HaKavanot che abbiamo cominciato a leggere oggi? Quale deve essere la corretta attitudine durante il suo studio?

Risposta: Il titolo di questo libro dice tutto: Beit Shaar HaKavanot (La casa della Porta delle Intenzioni) significa “i principi delle intenzioni”.

L’intenzione durante il suo studio deve essere la stessa che durante lo studio di altri libri cabalistici, cioè, deve essere diretta allo sviluppo dell’anima.

Tutto ciò che leggo influenza in diversa maniera il mio cuore e la mia mente (a livello materiale) e dipende dallo stile dell’esposizione, in tutti i livelli del PARDES (pshat, remez, drush, sod: il semplice commento, l’allusione, la parabola, il mistero). Uno dei libri influenza di più i miei sentimenti ed un altro influenza di più la mia mente. In quanto al terzo, non lo capisco completamente.

Devo cercare di tirar fuori da questo libro solo una cosa: la forza della dazione, la luce che riporta alla fonte!

Insieme a questo, devo cercare di unirmi con questo libro il più forte possibile, cercare di comprenderlo.

Questa ultima cosa devo realizzarla una volta ottenuta l’intenzione corretta per poter ricevere detta forza o la luce della dazione nella massima forma.

Non si può aspirare alla conoscenza invece della correzione. In caso contrario, ciò viene definito “razionalizzare piuttosto che fare”.

Il ciclo perpetuo della vita


Domanda: Quando una persona termina il suo gradino anteriore che scompare e diviene la sua “tomba”, sa che ritornerà alla vita cominciando dallo stesso gradino?

Risposta: Ciò non la preoccupa; non può restare nel suo vecchio desiderio. Questo desiderio diventa ripugnante per lei!

Tutto muore, è impossibile vivere in questo gradino, perché diventa un gradino di ricezione mentre lei vuole vivere con una grande dazione.

Non la preoccupa ciò che la attente in avanti, lei non può restare dove è perché significa la morte per lei.

La sensazione della morte nel suo livello anteriore gli porta la rinascita nel successivo livello. La tomba diventa l’utero e tutto comincia a svilupparsi di nuovo, fino a che l’utero diventa un’altra volta la sua tomba (l’utero, “rechem”= tomba, “kever”). In questa maniera il gradino inferiore diventa il gradino superiore. Così noi avanziamo.

Però non riceviamo niente di preparato dall’alto, lavoriamo con lo stesso desiderio che investighiamo nella sua profondità grazie alla luce che riporta alla fonte e riveliamo che non possiamo restare di più in questo desiderio e che dobbiamo nascere nel nuovo livello, costi quello che costi!

Stiamo correndo al buio! Non vediamo davanti a noi un gradino nuovo che sia illuminato dalla luce! Questo è come l’esilio in Egitto: in oscurità, di fretta, con un desiderio di fuggire.

Poiché il mio stato attuale diventa totalmente intollerabile per me, meglio una morte invece di una tale vita. Dunque allora io nasco …

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La somministrazione per il cammino che ancora resta


Domanda: Può avanzare il gruppo che resta senza maestro?

Risposta: Tutto il necessario si trova nelle decine di migliaia di lezioni che si trovano nel nostro archivio. Quanto più si uniscono, più gradini scopriranno in esse.

Tutto dipende dal Kli, dal vaso e non da chi lo sta riempiendo. Nelle lezioni di dieci anni fa scoprirete cose nuove in altri di dieci (anni). Tutto dipende dal “utente”, dalla sua sensibilità e dalla sua apertura.

Negli stessi materiali scoprirete nuovi livelli. I cambiamenti interiori vi permetteranno di fare scoperte sempre più profonde. Grazie all’unione scoprirete nelle lezioni precedenti tutti gli stati posteriori.

La scomparsa del maestro non è una fine. La vita continua, dall’alto arriva la nuova forma di direzione ed il gruppo avanza. Così deve essere il processo di crescita.

Seguiamo lo stesso principio rispetto alla nostra attitudine verso il bambino, man mano che va crescendo. Con il tempo, lui stesso comincia a sentire la necessità della separazione.

Durante un periodo, all’uomo viene dato un maestro, però dopo gli viene tolto. Il maestro riceve un altro compito ed anche l’alunno. Bisogna trattare questo argomento come una corrente infinita delle connessioni tra i Kelim

La colpa, il giudizio ed il perdono


Ho ricevuto tre domande sulla nostra relazione con gli altri:

Domanda: Devo ancora capire, come è che si può incolpare l’uomo di qualcosa se non c’è nessuno tranne Lui. Tutto è determinato da Lui, allora come si possono criticare i fatti di questo mondo? Inoltre, nel cercare di credere che esista soltanto Lui, non sarebbe nocivo per una persona criticare tutto ciò che la circonda, visto che si dice che tutto è un riflesso di se stessi?

Risposta: L’egoismo è stato creato per trasformarsi, mentre tutto il resto è stato creato per essere utilizzato nella sua forma originale.

Domanda: Se potessimo osservare senza giudicare e vivessimo ogni momento nell’amore e la comprensione, cesserebbe di esistere la sofferenza nel mondo?

Risposta: No, non è sufficiente. Dobbiamo aggiungere la somiglianza alla Forza Superiore, perché soltanto così raggiungeremo il vero amore invece di un amore immaginario. Soltanto in questa maniera cesseranno di esistere i problemi.

Domanda: In tutto ciò che ho letto della sua opera sulla Kabbalah, non ho mai sentito un discorso sul perdono verso un altro essere umano. Ho diretto un gruppo di sostegno ebraico e noi eravamo focalizzati sul perdono. Sento che questo è molto importante per la salute spirituale. Mi piacerebbe sapere che ne pensa lei.

Risposta: Quando una persona si trova al di sopra di questo mondo, non è necessario perdonare nessuno, a causa del fatto che non prende in considerazione il risentimento.

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Conta soltanto il tempo libero nella Kabbalah


Ho ricevuto due domande su come studiare correttamente la Kabbalah:

Domanda: Come può qualcuno dedicare il tempo appropriato agli studi, se lui o lei scopre la Kabbalah, più o meno all’età di quaranta anni, nella quale si dedica la maggior parte del giorno a lavorare, a sostenere una famiglia ed il poco tempo libero che resta alla propria moglie ed ai figli? In questi giorni è molto difficile fermarsi per dedicare alcuni minuti allo studio o alla riflessione; e la routine lavorativa di quaranta ore settimanali sembra qualcosa di così difficile da cambiare o evitare.

Risposta: Non è una questione di tempo. Conta soltanto il tuo tempo libero e se lo dedichi interamente alla tua correzione.

Domanda: Vivo in Israele ma ancora non parlo, né leggo l’ebraico. Un mio amico che studia in una Yeshiva , mi ha detto che se imparo l’ebraico potrò leggere molti libri sulla Kabbalah, come quelli del Rav Kook, il Rav Nachman, ecc … Mi ha detto, mentre parlavamo, che sembro avere buone nozioni ed ho la possibilità di imparare l’ebraico, però posto che leggo soltanto libri tradotti in inglese da Bnei Baruch, ho molte opzioni, ma sono limitato poiché leggo soltanto il Rabash ed il Baal HaSulam.

Penso sinceramente che questi libri, lei ed il gruppo siate sufficienti per me, ma io che ne so? Così la mia domanda è: posso arrivare molto lontano come si suppone che devo, soltanto con i libri tradotti in inglese, o progredirò di più e più velocemente se posso anche leggere i libri del Rav Kook e del Rav Nachman?

Risposta: Ciò che lei sta leggendo adesso è assolutamente sufficiente. Inoltre, ci guardi continuamente sul canale televisivo di Kabbalah, il canale 66. Da lì otterrà la Luce.

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Cambiare strada: verso la contemplazione esterna


Domanda: Realizzando i nostri desideri a livello dell’impressione, stiamo obbligando la materia ad essere più benevola?

Risposta: Tutti noi siamo creati del materiale che viene chiamato “il desiderio di dilettarsi”.

Sotto l’influenza della Luce, questo desiderio ha raggiunto il suo peggiore stato: gode solo per ricevere ed ha solo conto di se stesso, è egocentrico e sente solo ciò che avviene dentro di sé. Questo “cortocircuito” crea in lui l’immagine di questo mondo.

Correggendo il nostro desiderio, sentiremo la realtà che è al di fuori di esso. Ciò che sento al di fuori del mio desiderio, in altri desideri, viene chiamato il superiore, il mondo spirituale. Lì viviamo una vita eterna.

Tutta la correzione consiste nel sentire la nostra esistenza non dentro, ma al di fuori; e la difficoltà è solo psicologica.

Perché alla fine desideriamo godere, cercando di fare qualcosa di buono; e raggiungiamo davvero il bene infinito, però solo a condizione di uscire da noi stessi.

Nell’uscire al di fuori, comincio a relazionarmi con la materia della creazione – con il desiderio di dilettarmi – come me stesso, perché tutto questo desiderio è mio. Allora essa diventa benevola.

L’influenza segreta del Libro dello Zohar


Domanda: E’ evidente che ogni libro influenza l’essere umano, anche se questo tratta di cibo salutare e nutriente.

Quando leggiamo gli articoli del Rabash sul gruppo o gli articoli Matan Torah e Arvut (la Garanzia Spirituale) di Baal HaSulam, è chiaro che essi parlano dell’unione.

Leggendo il Libro dello Zohar, crediamo che anche i cabalisti scrivessero sull’unione, ma ciò non è chiaro nel testo in sé. Come un testo di questo tipo influisce sull’uomo?

Risposta: Ci sono libri che influiscono sulla coscienza. Per esempio, stiamo leggendo un libro con ricette di cucina ecologica. Capiamo di cosa si tratta e ciò influenza la nostra mente.

Poi esiste il libro dello Zohar, scritto in maniera tale che non si dirige alla nostra mente terrena, perché non possiamo capire di cosa ci parla. Non siamo creati con la ragione spirituale ma dobbiamo raggiungere questo livello che per il momento non abbiamo.

Per questo non possiamo comprendere di cosa parlano gli autori del libro dello Zohar. Per farlo dobbiamo ascendere al livello della loro comprensione e delle loro sensazioni.

A volte, possiamo già sentire in noi questi cambiamenti, quando percepiamo all’improvviso quello che prima non potevamo captare. All’improvviso vediamo che esiste un altro angolo totalmente diverso, un altro punto di vista, più interno, che non esiste in questo mondo.

Per ora ciò avviene nella nostra intenzionelo lishmà” (per la ricezione). Continuando, quando capiremo cosa significa “lishmà” (per la dazione) scopriremo una ragione ed alcuni sentimenti spirituali, ciò sarà come una nuova creatura di un altro pianeta, che non esiste in questo mondo.

Lo Zohar è scritto nella forma di due strati sovrapposti che ci portano a questo punto. In uno strato è come leggere racconti su questo mondo, scritti in una maniera un po’ inusuale: sul Tabernacolo, gli animali, il deserto del Sinai, ecc …

Il secondo strato è più interno, con la terminologia cabalistica: ZA, Malchut, tre linee, ascese, discese, Aba ve Ima, ecc …

Tu non sei connesso con nessuno di questi strati. In realtà non sono due strati, ma due linguaggi che parlano dello stesso fenomeno.

Posso immaginare uno strato più vicino a me, che parla come se parlasse di questo mondo: il Tabernacolo, un negozio, la gente che fa qualcosa.

Il secondo strato lo posso anche immaginare: la linea destra e la sinistra, la parte superiore e quella inferiore, il passaggio della luce, ascese e discese dei Partzufim.

Bisogna sforzarsi molto per immaginare questi due strati come un tutt’uno, perché tutto questo è dentro di me e si tratta della mia connessione con le forze della dazione. Tutte queste sono le forze della dazione e non c’è niente a parte esse.

Dove è il Tabernacolo, dove è la Tenda dell’Assemblea, dove è ZA, dove è Malchut? Tutto si trova dentro di me. Devo relazionarmi con gli uni e gli altri come miei attributi spirituali interni. Voglio portarli fuori da me e sentirli. Questo viene chiamato “aprire il Libro”, rivelarlo.

Per questo, qui funziona la “Sgulà” (il mezzo miracoloso). Il libro con le ricette culinarie o i consigli per perdere peso “lavano il cervello”. Io percepisco la ragione dell’autore, ed egli influisce su di me e comincio ad interessarmi grazie alla sua opinione.

Il libro dello Zohar non “lava il cervello”, in esso non c’è violenza, non c’è niente. La “Sgulà” funziona in questo libro solo secondo il mio desiderio. Per questo, il mio desiderio deve essere molto forte, affinché lo Zohar influisca davvero su di me e si riveli in me lo spirituale.

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Concerto Arcadii Duchin. Congresso Zohar 2010

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Rimuovere il maleficio della stregoneria dalla nostra vita

Tutta la nostra vita è un incantesimo ed un grande inganno. Il desiderio egoista ci muove sempre e ci obbliga a lavorare per lui.

Noi amiamo questo desiderio sporco e desideriamo essere ingannati da lui.

Su cosa ci mente? Sulla fine del cammino, promettendoci che lì si trovano la gioia e la luce; però nel cammino riceviamo anche un po’ di piacere.

E anche se non ho niente eccetto le promesse, ne traggo beneficio!

Penso a ciò che otterrò e sento già come se lo avessi ottenuto. Ricevo scintille di gioia che mi danno speranza.

Però nelle scintille non c’è nessuna luce! Essa non discende al di là del Parsa, il limite del mondo di Atzilut!

La luce brilla su di me da lì e risveglia queste scintille, però ho la speranza di ricevere la luce, e così tutta la vita …

A prescindere dal fatto che siamo sempre delusi e non vediamo nessuna luce, ma solo alcune scintille, proprio a causa della disillusione cerchiamo di trovarle, per godere di queste e ricevere ancora un po’ più di denaro, fama, potere, conoscenza, cibo e sesso.

È in questo modo che tutto il tempo ci manteniamo nel cammino con la speranza riposta nel futuro! In quell’istante, quando deve arrivare la luce alla scintilla, questa non arriva ed istantaneamente tutto scompare.

Proprio in questo consiste il lavoro del desiderio egoista: attrarci per mezzo delle promesse di piacere, affinché lo aspettiamo e ci troviamo sempre nel cammino pensando che ne beneficiamo.

Non arriviamo mai al piacere stesso ma arriviamo alla disillusione, quando tutto scompare.

Nel mondo materiale l’uomo vive solo con le speranze per il futuro e crede che questa sia la felicità.

Egli crede che più in avanti lo aspettino alcuni piaceri egoistici e cerca di non pensare che in futuro ci sono l’oscurità e la morte.

Oggi però, l’umanità si è sviluppata ad un tale livello che comincia a capire che le promesse egoistiche non hanno nessuna base.

Allora cosa fare? Giacché non posso vivere di speranze! Non credo né al socialismo, né al futuro radioso nel quale tutto sarà buono.

Cominciano le depressioni e le disillusioni totali, però in qualche modo bisogna vivere; e allora, l’uomo comincia ad ingannarsi ancora di più, egli si ubriaca intenzionalmente per obbligarsi a credere.

Per questo scopo, lavorano tutti i mezzi di comunicazione. È un incantesimo completo, che è appoggiato dalla società.

Sarà così fino a quando questo inganno non arriverà a tal punto che sarà impossibile continuare.

Oltre la Risoluzione


Domanda: Yehuda Ashlag ha scritto di aver ricevuto il permesso di svelare la saggezza della Kabbalah. Che cosa significa “oltre la risoluzione?

Risposta:Un kabbalista raggiunge un tale livello di comprensione, che quando apre questa autorizzazione è vincolata da una missione particolare, si sente in dovere, e poi comincia ad agire.

Questo fa parte della missione affidata a tutti i grandi Kabbalisti, da Abramo a tutti gli altri. L’esempio più eclatante è Mosè, il leader spirituale del popolo.

La risoluzione comprende la conoscenza dell’universo, la creazione del metodo di divulgazione, l’educazione e il metodo di insegnamento della correzione nel suo tempo, e in parte anche nel futuro.

Riceve “l’autorizzazione dall’Alto sopra” e diventa un maestro d’orchestra della conoscenza verso il basso, per la sua capacità di abbassare questa conoscenza affinché tutti possano impararla.

La risoluzione include un vasto sistema di coordinamento tra il Creatore e l’umanità. “Dare il permesso” significa che una persona diventa un rappresentante del Creatore, del rapporto tra il Creatore e le sue creature.

Se non avesse ricevuto “l’autorizzazione dall’Alto”, confonderebbe la gente, perché l’importanza dello scopo, l’obiettivo stesso, il mezzo per raggiungerlo e l’importanza dei mezzi non sarebbero presenti in lui in maniera adeguata.

Lo Scopo è la fusione con il Creatore. Il mezzo per ottenere lo scopo è la correzione dei desideri umani, con l’aiuto della Luce di ritorno alla sorgente, che viene richiamata nel corso dello studio, il desiderio di migliorare, che raggiunge il desiderio di connessione (ad “amare il prossimo tuo”) tra i punti nel cuore “del gruppo”.

Se questo sistema è chiaro e comprensibile allora questo vuol dire che ha ricevuto il permesso dall’Alto.