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Le previsioni di Ben Bernake non sono veritiere


La domanda che ho ricevuto: ieri guardavo il telegiornale e ho visto una previsione economica di Ben Bernanke, la persona a capo dello sviluppo dell’intera economia Americana. Ha affermato che se le banche useranno i soldi che il governo ha fornito per uscire dalla crisi e lo immetteranno nel circuito degli affari, il paese potrà uscire dalla recessione nel corso del prossimo anno. Che cos’hai da dire circa questa sua previsione dal punto di vista della Kabbalah?

La mia risposta: penso che le sue previsioni non si avvereranno. Ciò che ha detto potrebbe avverarsi per un breve periodo di tempo, perché se si cominciasse a dare dei miliardi alle persone e queste decidessero di acquistare nuovi beni, questo creerebbe dei deficit nelle scorte. Il deficit provocherebbe nuovi ordini di prodotti manifatturieri, che stimolerebbero la produzione per un breve periodo di tempo. Ci sarebbero  nuovi posti di lavoro e  soldi nelle tasche della gente.

Ma non durerebbe a lungo. Dopo tutto, il problema è la mancanza di connessione tra gli uomini e la nostra perdita di controllo sul sistema delle relazioni umane. Queste cose non possono essere corrette con l’infusione di denaro o l’uso della forza.

Naturalmente, ognuno è libero di dire la propria opinione. Tuttavia, il fatto è che noi esistiamo in un nuovo sistema di leggi, dove non possiamo avere successo usando i vecchi metodi. I piani di chiunque volesse usare questi metodi sono destinati a fallire.

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C’è un modo per aggirare la morte


Quando un uomo si avvicina alla mezza età, incomincia gradualmente a scivolare verso la morte. Un uomo non muore in un istante proprio come un uomo non diventa adulto all’improvviso. La sua candela – il desiderio egoistico che brucia dentro di lui – scompare un pò per volta.

Fino all’età di 40-45 anni, si pensa di avere tutta una vita davanti e di essere in grado di realizzarsi. Ma a 40 anni, un uomo avverte la delusione e vede che non ha senso aspettare che dei grossi cambiamenti arrivino nella sua vita. Ed è così che comincia a lasciarsi andare.

Il proprio desiderio egoistico diventa sempre più debole, accetta ciò che ha, finché il desiderio di progredire scompare del tutto. Dunque, muore. Quindi non è il nostro corpo che muore, ma è il nostro desiderio di andare avanti che si indebolisce.

C’è qualcosa che possiamo fare a riguardo? Tutti siamo alla ricerca di sistemi per vivere più a lungo. Ma perché gli uomini vogliono vivere di più – non ne abbiamo abbastanza della sofferenza? Vogliamo soffrire per 140 anni invece che per 70? Lo vogliamo perché siamo spaventati più dalla morte che dal perdere qualcosa in questa vita.

Tuttavia, se un uomo si trova in una società che si impegna nello sviluppo spirituale, la società gli fornisce l’energia e il desiderio di avanzare. Così, si sente sempre come un bambino con tanti desideri. E oltre al suo egoismo, egli sviluppa un nuovo desiderio – quello di donare. Questo desiderio cresce diventando sempre più grande, brillando sempre di più e non scompare mai.

Questo crescente desiderio, rivitalizza una persona costantemente, così egli rimane attivo e vivace come un bambino per tutti gli anni della sua vita. Durante i 70 anni o più della sua vita, rimarrà vivo. Inoltre, non sentirà alcuna perdita nel momento della morte del suo corpo fisico, ma la vedrà come un salto verso un livello più alto dei suoi desideri e della sua anima.

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Giocando con il mondo


Reportage di (End Game the Movie): “Ti vogliono vedere morto”. Per il nuovo Ordine Mondiale, un governo planetario sta appena nascendo. Una volta al potere, si darà da fare per sterminare l’80% della popolazione del globo, permettendo che “l’elite” viva per sempre con l’aiuto della tecnologia avanzata. Per la prima volta, Alex Jones, produttore cinematografico, fa una campagna per rivelare il progetto segreto dello sterminamento dell’umanità. Jones riporta la cronaca della salita al potere di una feroce elite globale e mostra in quale maniera, questa abbia finanziato i dittatori e le guerre più sanguinarie, creando un ordine del caos, per preparare il cammino al primo impero mondiale.

Il mio commento: ci sono diverse teorie che circolano sulle cospirazioni. Però la risposta è sempre la stessa: nessuno in questo mondo può fare qualcosa indipendentemente. Tutto è determinato secondo la formula della somiglianza con la Natura (il Creatore). Questa è l’origine di tutti i cambiamenti che avvengono nel mondo ed intorno a noi, ed esiste un solo scopo per ogni cosa: che riusciamo ad essere simili al Creatore, questo è l’attributo dell’amore e della dazione. Non c’è una sola persona o un gruppo nel mondo, che prenda le decisioni in una certa maniera. Tutto ciò che possiamo fare è facilitare questa somiglianza oppure ostacolarla, accelerando o ritardando il processo. Per quanto riguarda i Massoni o altri gruppi del genere, lasciateli continuare con i loro giochetti come gli sembra più opportuno.

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Fare calcoli per il beneficio della collettività

laitman_2009-03_7958Oggi giorno si sta rivelando un nuovo sistema generale della Natura. Questo sistema generale è diretto dalla legge generale di interrelazioni. Se tutti siamo connessi, allora ogni azione buona o cattiva mi influenza!

La formula del successo dipende da questo sistema generale e dalla condizione di tutti coloro che agiscono al suo interno. Non esiste al mondo un computer o qualche forma di intelligenza, capace di realizzare calcoli specificamente per il futuro. Che succede se una persona desidera avanzare in conformità al suo desiderio, invece di evitare i colpi che ci sfiancano?

Io dipendo da ciò che gli altri fanno ed è qualcosa che non posso cambiare. Se desidero avanzare per conto mio, devo conoscere tutte le condizioni per riuscirci. Tuttavia, nessuno lo sa in anticipo. Tutti abbiamo libertà di scelta però, in cosa risiederebbe la libertà se dipendiamo interamente dalle condizioni create dagli altri? È un circolo vizioso. Nessuno è capace di prendere il comando della situazione, impiegando gli stessi concetti normali di tempo, spazio e movimento, all’interno della nostra abituale maniera di pensare convenzionale ed egoista.

Esiste, tuttavia, una soluzione semplice e logica. Se desideriamo dirigere questo sistema, abbiamo una possibilità: elevarci al di sopra dei nostri calcoli personali e cominciare a realizzare calcoli che beneficino la collettività, ignorando la nostra situazione o la condotta degli altri. Non importa in che stato si trova questo grande sistema, dobbiamo solo elevarci e “dare” a tutti. Questa è l’unica decisione azzeccata in un sistema chiuso. Non esiste altra formula per il successo!

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La verità appartiene a tutti


Ho ricevuto una domanda: quando lei parla del Creatore, si potrebbe pensare che sta parlando di religione. Può spiegarlo con una terminologia reale, di tutti i giorni?

La mia risposta: capisco che queste parole provochino sgradevoli associazioni e che per molti siano relazionate con una gran quantità di stereotipi. Però, nella radice della narrativa biblica, si trova la rivelazione della Forza Superiore all’uomo e questa narrazione non è la conoscenza privata di nessuna religione. A nessuno è stato concesso il diritto personale di essere il Suo padrone. Al contrario, ogni persona deve scoprire il Creatore da sé. I primi a farlo, sono quelli che sentono che c’è qualcosa dentro di loro, che hanno bisogno di correggere, come è stato detto “Io ho creato l’inclinazione al male e la Torà come metodo per correggerla”.

La scienza della Kabbalah è la vera Torà. In tutta certezza si chiama Torà-emet (“emet” la cui traduzione è “verità”). Per questo tutti devono capire che la Torà, parla soltanto della spiritualità ed appartiene a tutti. Nella misura in cui qualcuno studia la Kabbalah e si corregge, capirà il significato di queste parole.

Per questa ragione dobbiamo cambiare la nostra attitudine verso i riferimenti che fanno il Baal HaSulam e gli altri cabalisti, sulla Torà, i Salmi e la Mishnà. L’obbiettivo non è memorizzare tutte le parole, ma sentirle dentro di sé.

Supponiamo che qualcuno memorizzi tutto il Talmud. Voi pensate che questo significhi che questa persona ha corretto qualche parte della sua anima? Dovrà ritornare su questa terra in un’altra reincarnazione, come se non avesse fatto niente nella sua vita. È meglio conoscere una sola frase e correggendosi, capire anche solo questa parte e sentirla dentro. Questo sarebbe più prezioso che memorizzare mille pagine del Talmud.

Non devono spaventare i riferimenti al Tanah e altre interpretazioni di uomini saggi, bisogna semplicemente comprendere ciò di cui parlano. È molto difficile trasmettere spiegazioni cabalistiche impiegando un linguaggio laico. Però non è necessario. Per esempio, una gran quantità di persone in tutto il mondo, legge il Libro dei Salmi, così come i cinque libri della Torà (il Pentateuco). Tutto il mondo conosce più o meno questi testi. La sola cosa da fare, è spiegare il loro vero significato e l’individuo capirà che il contenuto è diretto a lui dalla sua fonte originale. Questa fonte appartiene a tutta l’umanità e ingloba il metodo per correggere l’anima. Se una persona non utilizza la Luce che riforma, che la Torà racchiude, allora non possiede la Torà. Tutto quello che ha è un libro stampato.

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Un nuovo studio dimostra che il cervello si sviluppa negli stati di caos


News (dall’Università di Cambridge): Il cervello umano vive “ai margini del caos”, in un punto critico di transizione tra il caos e l’ordine. Il cervello può organizzarsi spontaneamente nel punto che sta al confine tra ordine e caos, potrebbe dunque funzionare in uno stato critico auto-organizzato. Questo punto permette ai neuroni di saltare velocemente tra l’ordine e il caso rendendoli capaci di alterare la propria condotta secondo la necessità, permettendo agli esseri umani di rispondere velocemente all’ambiente che li circonda.

Grazie a queste caratteristiche, un auto-organizzata capacità critica, intuitivamente si presenta come un modello per le funzioni cerebrali, come la percezione e l’azione, che permetterebbe di passare velocemente tra gli stati mentali, al fine di rispondere alle mutevoli condizioni ambientali o di cambiarle.

Il mio commento: Quando una persona si trova lungo il percorso spirituale, questi stati sono particolarmente vividi: si passa costantemente dal caos, confusione, incertezza alla chiarezza e alla consapevolezza.

In ebraico la parola sera – Erev, deriva dal verbo Learvev– mescolare. Dunque, quando un uomo si trova nello stato chiamato, “sera”, la chiarezza che l’uomo sentiva prima diventa incertezza, confusione e poi una totale mancanza di comprensione, che è lo stato chiamato “notte”. Questo è esattamente lo stato in cui si trova un uomo che si sta preparando internamente per nuove possibilità e per nuovi obbiettivi. É simile a quando i nostri corpi si riposano prima di una nuova giornata di lavoro.

In aramaico, che è opposto all’ebraico, la parola che sta per “notte” è Orta, che deriva dalla parola ebraica Ohr- luce. Questo mostra che la “notte” è anche luce, ma la sua luce è opposta alla Luce del giorno. Perciò, gli stati di confusione, caos e incertezza sono necessari perché l’uomo interiorizzi le informazioni e ne raggiunga una più profonda consapevolezza.

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Tutta l’umanità sta uscendo dall’Egitto

La domanda che ho ricevuto: quando ci si trova sotto l’autorità di qualcun altro, si cerca in ogni modo di diventare liberi. Ma quando si raggiunge la libertà, non si sa cosa farne. Perché succede questa cosa? Da dove arriva?

La mia risposta: questo è ciò che succede quando sperimentiamo sofferenze e interruzioni dei periodi di sofferenza. Durante questi periodi di difficoltà, tutti tirano un respiro di sollievo, dicendo “Grazie a Dio!” Fa parte della natura umana agire in questo modo. Il nostro ego funziona così, perché ha bisogno di comprendere cosa succede, momento per momento.

Ma una pausa nel mezzo delle sofferenze non significa che le sofferenze sono finite. Non abbiamo scelta: dobbiamo attraversare questo difficile periodo, che è chiamato l’esilio in Egitto e le dieci piaghe d’Egitto. Queste situazioni che cambiano renderanno capace l’umanità di iniziare a comprendere la necessità di mettere in pratica un nuovo programma per poter progredire. Si deve uscire più velocemente possibile dal precedente programma – l’ego e distaccarsi completamente dalla precedente forma di esistenza.

A quel punto “usciremo dall’Egitto”, lasciandoci alle spalle tutti i nostri modi di vivere, inclusi i sistemi attraverso i quali le banche, le industrie e tutto il resto funzionavano. Accetteremo un nuovo programma e lo faremo “come un solo uomo con un solo cuore ”.

Questo è ciò che tutto il mondo sarà costretto a fare – accettare il nuovo principio, “ama il tuo prossimo come te stesso”, impararlo e scoprire come noi tutti possiamo vivere insieme realizzandolo.

Ma come possiamo farlo? Dopo tutto, non possiamo limitare il nostro ego. Questo è la ragione per cui ci serve un metodo, che ci permetterà di creare un adeguato collegamento tra di noi. Altrimenti, ci sbraneremo e distruggeremo tutte le nostre vite! Alla fine, nascerà in noi il desiderio della forza che ci permetterà di unirci. E in quel momento riveleremo la Luce che Riforma – la scienza della Kabbalah e questa Luce ci aiuterà ad iniziare l’ascesa nella spiritualità.

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Il nostro mondo integrale è un cerchio senza inizio né fine

Ho ricevuto una domanda: come può, una persona odiare il suo egoismo senza odiare gli altri allo stesso tempo?

La mia risposta: il problema nel mondo di oggi, è che tutti danno la colpa agli altri. Però se stiamo parlando di un sistema chiuso, integrale, tutti al suo interno sono colpevoli; nessuno ha ragione o torto. Se il male persiste è il risultato di ognuno di noi.

Se tutte le ruote dentate sono ingranate tra loro, non c’è una ruota che possa salvarsi dalla ricompensa o dal castigo; tutte sono connesse. Non si può dire che qualcuna debba girare o forzare le altre a girare a causa loro, tutte girano simultaneamente. Di conseguenza, la nostra connessione è reciproca. Questo significa che tutti dobbiamo decidere simultaneamente, “smettiamo di girare ognuna dal proprio lato e cominciamo a girare nella stessa direzione, ognuna per il bene dell’altra”.

Tutti siamo colpevoli di ciò che sta accadendo nel mondo. Non esistono criminali o vittime. Tutti siamo ugualmente responsabili per il bene ed il male. Questo, perché viviamo in un mondo integrale e la rappresentazione di un mondo integrale, è un “cerchio” che non ha né principio né fine. Così, non c’è nessuno a cui dare la colpa, tutti contribuiscono a tutto ciò che capita nella società umana.

Dobbiamo comprendere la natura di un sistema integrale completo e cominciare a trattare tutti in maniera diversa. Se io acquisisco il riconoscimento del male, mi accorgerò che sono l’unico criminale al mondo.

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