Allontanarsi dalla via della sofferenza

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 26:36 – 26:37: A quelli che fra di voi saranno superstiti infonderò nel cuore costernazione, nel paese dei loro nemici: il fruscio di una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che alcuno li insegua. [37] Precipiteranno uno sopra l’altro come di fronte alla spada, senza che alcuno li insegua. Non potrete resistere dinanzi ai vostri nemici.

Se la nazione di Israele non sceglie di correggersi volontariamente, allora si viene a creare la necessità di una forza molto potente che sopprima l’ego e che lo forzi a comportarsi in modo adeguato. Questa è detta la via della sofferenza. Lungo questa via le persone realizzano quello che stavano facendo e come si sono allontanate dal loro obiettivo e che devono comprendere tutto questo in modo completo per poter tornare a fare il loro dovere. Ma per far questo, i loro occhi devono essere aperti in modo da diventare consapevoli delle due forze della natura e di come questo operino.

Puoi richiedere qualcosa a qualcuno solo nella misura del suo grado di sviluppo. Quad’è che un bimbo comincia a capire di essere in un certo sistema? Prima va all’asilo dove gli viene insegnato quello che è permesso e quello che è vietato. Questo continua a scuola. Solo a 14-15 anni diventa responsabile per le sue azioni e capisce che ci sono certe leggi del comportamento e che, se le infrange, può essere arrestato dalla polizia. Dopo l’età di 18 anni egli è un adulto, anche se non è ancora completamente maturo.

In ogni caso dobbiamo portare una persona a riconoscere quello che è necessario fare in modo che egli possa realizzare questo requisito. Solo allora potremo ritenerlo responsabile. Questo è il motivo per cui dobbiamo trascorrere un periodo di preparazione così lungo per migliaia di anni. Il problema oggi è che anche le sofferenze che subiamo non ci aiutano.

Il punto è capire se sono state abbastanza. Per esempio all’inizio del diciannovesimo secolo sono arrivati i primi coloni ad Israele. Erano pronti a vivere in condizioni difficili come un clima secco e molto caldo, paludi che avevano bisogno di essere drenate, e le sofferenze della Malaria, per poter costruire i Kibbuzim. In 10 o 20 anni le persone hanno iniziato a dimenticare tutto. La seconda Aliya (ondata di immigrazione) iniziò e poi la terza, ma queste erano persone diverse visto che l’ego continua a rinnovarsi. Una persona non crede che quello che le è successo ieri possa tornare a ripetersi oggi. Non è nemmeno colpa sua visto che tutto viene cancellato dalla sua memoria visto che è una nuova persona ogni giorno. Quindi, la cosa principale è l’educazione e l’insegnamento dei principi dell’unità nazionale e globale.
[158205]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 10.12.2014

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Conflitto pianificato tra gli Stati Uniti e Israele

Dr. Michael LaitmanDomanda: Dal primo giorno di presidenza in carica di Obama era chiaro che lui avrebbe cercato di cambiare la politica statunitense in Medio Oriente, avvicinandosi al mondo islamico in generale, e alle nazioni arabe, in particolare, migliorando le relazioni con l’Iran.

La violenza e la crisi che sono arrivate una dopo l’altra in Medio Oriente hanno costretto Obama a deviare leggermente dalla direzione che aveva scelto. Ma sia per quanto riguarda la questione palestinese e nei ripetuti tentativi di avvicinarsi all’Iran a scapito dei tradizionali alleati degli Stati Uniti nella regione, vediamo che la sua linea di condotta è rimasta com’era. Come possiamo e quanto saremo in grado di opporci a questo?

Risposta: E’ stato proprio quando il faraone era diventato cattivo che abbiamo lasciato l’Egitto. Non si può dire in modo inequivocabile che Obama è un male per noi, il suo odio verso gli ebrei e Israele in particolare rappresenta un potenziale per il nostro sviluppo.

Il suo odio e le sue politiche accelerano la nostra veglia e influenzano sul nostro destino attraverso la Luce Superiore, come è scritto in Proverbi 21: 1: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore“. Quindi, noi determiniamo il nostro destino, non Obama. [158429]

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Cerchi intersecanti

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo scegliere un partner appropriato? Da dove cominciamo?

Risposta: Seguendo la generale legge della natura, nella quale tutto cerca un equilibrio. Allora, più c’è somiglianza fra i partner, più compatibili si è l’uno con l’altro. La somiglianza sta nell’educazione che hanno ricevuto, nei loro valori, nella loro visione del mondo, e nel loro comportamento in situazioni varie interne ed esterne. È necessario cercare la compatibilità, e più le coppie sono simili l’un l’altro, più la famiglia ha una possibilità di avere successo.

Per prima cosa quindi, spetta alla persona esaminare se stessa per capire chi è veramente, e questo viene fatto con l’aiuto, parlando, con attività in comune e workshops. Una persona deve per prima cosa conoscere la natura umana, studiarne psicologia attraverso la quale comincio già a capire chi sono, che cosa mi motiva, e come e perché reagisco in tale modo.

È necessario scoprire che tipo di reazione hanno delle persone diverse riguardo uno stesso problema, una situazione comune della vita, e controllare quanto simile è la nostra reazione in modo che possiamo capirci a vicenda. Forse, sono in una situazione completamente diversa ora, ma la risposta del mio partner mi è chiara, e avrei reagito esattamente allo stesso modo se mi fossi trovato in una situazione simile.

Per questo, dobbiamo insegnare alla persona ad uscire da se stessa ed essere “vestita” in altre situazioni, guardando se stessa da un lato. Dovrà controllare le sue risposte nelle diverse situazioni, e poi potrà capire i diversi tipi di comportamenti che esistono in lui, le reazioni diverse e gli schemi diversi da cui è composto, e ora spetta a me capire da quali schemi è composta l’altra persona.

Dobbiamo usare un approccio come questo non solo nella ricerca di un partner, ma in generale, per capire un’altra persona. Dobbiamo chiarire quante situazioni diverse esistono, quante reazioni, cambiamenti d’umore, e cambiamenti, nella misura in cui posso capire ed essere rivestito nella sua immagine. Posso immaginarmi al suo posto? Diamo ogni altro segno di capirci reciprocamente, che siamo d’accordo e ci accettiamo a vicenda.

Si tratta di uno studio della persona, chi è e quale forma può avere il suo comportamento. Ci sono vari tipi di persone: testa calda, ottimista, malinconica, e indifferente (collerica, sanguigna, malinconica e flemmatica). La psicologia ha criteri chiari per questo tipo standard ed è capace di determinare quali di questi sono compatibili a vicenda. In questo modo, non è un problema classificare le persone secondo i gruppi. Come risultato dei workshop, delle discussioni e dei legami creati durante i giochi, si capisce chi è più compatibile.

L’apprendimento comincia con le discussioni e le lezioni che sono progettate per aiutare i singoli a capire che cos’è la natura umana, con quale intensità egoistica vengono scoperte le inclinazioni, quanto dipendiamo dall’opinione dell’ambiente, in altre parole, che siamo costretti a sottoporre i nostri impulsi interiori e le pressioni sociali. Il nostro comportamento è determinato da abitudini che prendiamo dall’educazione precedente. Dobbiamo provare a vedere da quali abitudini siamo intessuti e capire che la persona davanti a noi è una personalità complessa con innumerevoli abitudini e che non posso “cambiarla” secondo il mio desiderio.

Dopo tutto, ognuno di noi si aspetta che il nostro partner reagisca esattamente come noi in ogni momento della vita e si comporti come voglio io, ma io devo capire l’altra persona e siamo d’accordo che, in ognuno di noi, ci sono una serie di diverse immagini umane con le quali devo accomodare me stesso, altrimenti non sarò in grado di essere collegato con lui. In questo modo, comincio a scoprire la flessibilità riguardo gli altri, costruendo qualcosa compatibile per entrambi in ogni momento all’interno di tutti i suoi e i miei schemi interiori. Ecco come si apprende la più semplice sociologia del comportamento umano e di una qualsiasi società umana.

Dobbiamo agire esattamente in questo modo, perché tutta la natura cerca l’equilibrio, la connessione e l’accomodamento all’equivalenza della forma in ogni momento. Nel sistema generale, tutto dipende da quanti elementi e da quanto l’integrazione degli elementi diventa compatibile, finché si arriverà ad ottenere una società omogenea. Ognuno viene lasciato con la sua libertà, poi capisce come accomodare se stesso a tutti gli altri. Il consenso comune dipende da questo.

La stessa regola generale opera anche dentro la famiglia. Questo è ciò che dobbiamo insegnare a tutti. È opportuno che la persona si trovi all’interno della società più ampia così come nella pace familiare. Le stesse regole valgono ovunque.

Per stabilire una famiglia, tutti devono essere psicologi. Non abbiamo scelta! Stiamo affrontando una situazione dove non possiamo connetterci fra noi in qualsiasi altro modo. In precedenza, questa connessione avveniva in maniera naturale così come avviene per le bestie, ma noi non ci troviamo più al livello animale. Siamo saliti al nuovo livello di Adamo (Uomo). Allora, dobbiamo imparare a costruire le connessioni apparentemente artificiali che non derivano dalla nostra natura.

L’uomo non è una creatura egoista e primitiva. Lui deve completare il suo egoismo in modo da non alienarsi dagli altri ma raggiungendo una connessione con loro. Per fare questo, spetta a me concedere costantemente un po’ del mio ego per rendere possibile agli altri di intromettersi nel mio spazio, e il mio partner mi rende possibile penetrare nel suo. Allora stabiliremo una connessione fra noi.

Io sono un cerchio, e il mio partner un altro. Cominciamo ad avvicinare i nostri cerchi in modo che ognuno di noi penetri in un segmento comune, anche se questo è ancora un sentimento piccolo. Questo è possibile solo negando me stesso.
[132409]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 9.06.2013

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Tutti potranno scoprire il Mondo Superiore

Dr. Michael LaitmanLa saggezza della Kabbalah è la rivelazione del sistema superiore che ci governa. Se riveliamo, questo sistema, possiamo ricevere tutte le risposte attraverso esso. E’ solo attraverso il mondo superiore che possiamo imparare riguardo il mondo inferiore.

Non capiamo nulla di ciò che succede in questo mondo. Possiamo leggere quel che dicono i libri, ma non capiamo perché dicono così e da dove viene tutto.

Pertanto, secondo la saggezza della Kabbalah, una persona prima deve fare tutto quanto in suo potere allo scopo di ottenere il sistema superiore, il mondo superiore, e da esso, imparerà sul mondo inferiore. Poi, capirà qual è la struttura del nostro mondo, l’immobile, vegetale, animato e la natura dell’uomo, e come tutti sono interconnessi, ciò che è il dovere dell’uomo in questo mondo, e in particolare quello della nazione di Israele, e così via…

La rivelazione del sistema superiore si svolge su due dimensioni, in due direzioni, che sono chiamate il generale e l’individuale. La dimensione generale, come ha detto Baal HaSulam, significa che, eventualmente, tutte le persone nel mondo, senza eccezione, devono ottenere il sistema superiore, salire al livello di riconoscimento, di sentimento, la rivelazione, e l’adesione ad esso, entrarvi, e vivere in esso in integrità. Significa che essi raggiungeranno il mondo superiore spirituale e acquisiranno un’esistenza integra ed eterna.

Domanda: Però tante persone non sono così intelligenti.

Risposta: Non si deve essere intelligenti per raggiungere questo. La saggezza della Kabbalah non richiede alcuna abilità speciale da una persona, tranne il desiderio che una persona riceve quando comincia a studiare questa saggezza. Essa lo richiama più vicino, poiché vede in che misura tutto ciò che gli accade concerne il sistema di comando superiore.

Vede com’è gestito e da dove viene tutto. Questo suscita la sua grande curiosità. Come se adesso dovessi mettere degli occhiali speciali e con questi posso vedere come questo mondo viene gestito, come i fili sono tirati, come le persone si muovono da un lato ad un altro come se fossero forzate ad eseguire determinate azioni e quali sono i risultati delle loro azioni. Scopro tutto, includendo me stesso.

Questo è il motivo per cui la gente trova la saggezza della Kabbalah così attraente, perché è connessa alla radice della sua anima. Questa è la ragione per cui tutta l’umanità dovrà scoprire il sistema superiore e vivere in esso, come scritto, “ … perché tutti Mi conosceranno, dal più piccolo di loro al più grande di loro”, e “… per la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli.”

Così, tutto ciò che riguarda l’evoluzione generale sarà alla fine della nostra evoluzione.

Durante i 6 000 anni di evoluzione umana, tutte le persone sul pianeta dovranno raggiungere la rivelazione del sistema superiore. Adesso stiamo vivendo l’anno 5775, significa che, nei prossimi 225 anni, dobbiamo raggiungere uno stato nel quale ogni persona raggiungerà, conoscerà, e scoprirà l’intero sistema superiore e vi entrerà con tutto il corpo e l’anima, con tutti i suoi sensi.

Tuttavia, vi è anche lo sviluppo individuale. Per questo, ci si riferisce al fatto che, prima che tutta l’umanità ottenga questo, ci sono persone speciali che all’ improvviso scoprono di dover rivelare il sistema superiore. Queste persone vengono a studiare la saggezza della Kabbalah e rivelano la realtà intera, oscurata, e poi vivono in due mondi.
[157651]

Dal programma radiofonico israeliano 103FM, 15.02.2015

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Perché le nostre vite sono così difficili?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella mia vita personale, ho sperimentato situazioni che non sono molto semplici, a lavoro, in famiglia, nell’educazione dei bambini, anche economicamente.

Tu parli di queste cose elevate, del sistema superiore. Tutto ciò sembra molto lontano da me. Non capisco. C’è un Creatore? C’e qualcuno che gestisce la nostra realtà? Che vuole da me? Perché la mia vita deve essere così difficile?

Risposta: Come spiega la saggezza della Kabbalah, tutto ciò che ci succede è stato progettato per spingerci verso la scoperta della forza superiore.

Raggiungiamo questo con domande molto precise. Qual è il significato della mia vita? Chi ci provoca tanto male. Perché ci richiede di soffrire così? Se questa forza è buona, a quanto pare non dobbiamo soffrire così, al contrario, e se questa forza è cattiva, com’è possibile una cosa di questo genere? Dopo tutto, la Torà ci dice che il Creatore è buono. Allora, cosa sta succedendo con noi?

Però qualunque cosa possa essere, poiché siamo egoisti, non possiamo avvicinarci alla scoperta della realtà superiore per mezzo di una sensazione positiva. Se le cose mi vanno bene, allora non cerco nulla. Sono soddisfatto, mi rilasso, invece, se ho fame cerco costantemente qualcosa da mangiare. È la stessa cosa qui.

Le nostre vite quindi sono piene di sofferenze senza fine che tutti noi sperimentiamo. Provando a scappare da esse, alla fine, come risultato del nostro sviluppo, livello dopo livello, siamo portati a comprendere che non abbiamo scelta, dobbiamo cogliere questa forza superiore, scoprire il mondo superiore, il sistema superiore.

Cominciamo a sentire che c’è qualcosa che va dritto verso uno scopo e che, anche se le nostre vite sembrano disordinate, per quanto sembra, la nostra costante sofferenza ha una sua legittimità.

Nel nostro mondo contemporaneo, vediamo quanto la gente soffre, prende antidepressivi, fa uso di droghe e così via. Questa è la situazione che veniamo a scoprire.

Il mio consiglio è quindi quello di non porsi questa domanda ma piuttosto provare a risolverla. La saggezza della Kabbalah, che è stata scoperta specificamente nel nostro tempo, rende possibile scoprire la causa di tutto il male nelle nostre vite e trasformarlo in meglio.
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Dal programma radiofonico israeliano 103FM, 15.02.2015

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.05.2015

Scritti di Rabash, articoli “I gradini della Scala”, articolo 22 (1990)
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 3, parte 9, Histaklut Pnimit, punto 2
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Scritti di Baal HaSulam, articoli “Il dono della Torà”, punto 7
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Zohar per Tutti. Articoli per Shavuot, Parashat “Emor”, articolo “Shavuot”, punto 152
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Imparare dai Pigmei

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da psychologies.ru): “Manfred Kets de Vries, un ricercatore antropologico che è vissuto alcuni anni nella foresta pluviale del Camerun con una tribù di Pigmei, ha riportato sette principi dalla loro vita sociale, che a suo parere potrebbero migliorare tutta l’umanità.

1. I membri del gruppo si rispettano, si supportano e hanno fiducia a vicenda. Nelle dure condizioni della foresta si può sopravvivere solo insieme. Non c’è sempre cibo a sufficienza, la caccia può essere pericolosa. Qui la fiducia e l’aiuto sono imperativi. Ci sono diritti uguali nei rapporti fra uomini e donne. Le donne vanno a caccia insieme con gli uomini, sono coinvolte attivamente con la distribuzione del cibo, partecipano alle discussioni e svolgono anche lavori difficili.

2. I membri del gruppo si supportano e si proteggono a vicenda. Non c’è coercizione fisica a proposito delle donne. Essi assegnano molto tempo a discutere le differenze di opinione, poi fanno questo mentre mantengono il rispetto di sé. Le cause di conflitti devono essere ‘riesaminate’, trasformandosi in motivi di cooperazione.

3. I membri del gruppo sono aperti al dialogo e alla comunicazione. Le controversie sono risolte con metodi informali. Ogni individuo ha il diritto di rivolgersi ad altri per ottenere aiuto nella risoluzione del conflitto. Allora il villaggio intero comincia a partecipare per risolvere il conflitto finché questo viene risolto. La soluzione degli argomenti non viene rimandata per molto tempo, i sentimenti negativi non rimangono sotto la superficie. Le tecniche per la risoluzione del conflitto sono anche appoggiate a gruppi di lavoro. Un metodo tipico è scherzare, ridere e distrarsi in modo che la gente semplicemente dimentica perché un argomento si è venuto a creare.

4. Tutti i membri del gruppo aspirano ad uno scopo comune. Il miglior metodo per catturare la preda è la caccia di gruppo, dove si deve inseguire gli animali verso le reti. Un obiettivo comune prevede la motivazione per lavorare nel gruppo; le donne seguono l’animale nella rete e gli uomini stanno dietro la rete e uccidono la preda. Dopo la caccia, la carne è divisa tra i partecipanti in base a leggi chiare e precise.

5. I membri del gruppo devono avere valori e punti di vista condivisi. Ad un osservatore straniero, la vita dei Pigmei può sembrare felice e spensierata, ma questa impressione è fuorviante. Apparentemente sotto il caos c’è un ordine nascosto. Tutti i Pigmei assorbono le regole comuni di comportamento dall’infanzia, le quali sono trasmesse oralmente da generazione a generazione. Una disponibilità alla condivisione, cooperazione, indipendenza e autonomia, mantenendo la pace fra i membri del gruppo, questi sono i valori di base della società.

6. L’interesse del gruppo è sopra gli interessi dei suoi membri. Non è possibile mettere i propri interessi sopra gli interessi del gruppo. Il lavoro del gruppo può avere successo solo in un’atmosfera che dà benvenuto alla libertà personale e alla creatività, ma all’interno di questo quadro di obiettivi comuni dell’organizzazione. Così questo equilibrio può essere mantenuto, ogni membro del gruppo deve capire fin dove si estendono i limiti della sua libertà personale.

7. I membri del gruppo hanno diritti uguali nel processo decisionale. Non ci sono ‘persone importanti’ non c’è un leader, non vi è alcun consiglio supremo; la leadership non appartiene a una sola persona. Ogni membro del gruppo ha il diritto di prendere una decisione. Gli adulti sono rispettati per la sapienza, le abilità e le competenze”.

Il mio commento: vedo che tutto torna all’elenco di condizioni per l’unità del gruppo Kabbalistico, la quale contiene alcune condizioni supplementari per attirare la Luce Superiore. Però le condizioni per l’unità sono identiche, nella saggezza della Kabbalah tutto succede secondo la legge della natura, che i Pigmei hanno scoperto istintivamente.
[157731]

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Una città santa circondata da un muro

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 25:29: E quando un uomo vende la sua casa residenziale in una città recinta di mura, il suo riscatto può avvenire fino al compimento dell’anno della sua vendita. Il suo (periodo) di compimento sarà un anno intero.

Se vendo la mia casa, ho il diritto di comprarla di nuovo durante il primo anno che segue. Un anno rappresenta una sequenza ininterrotta di miei desideri e attributi con cui comincio il ciclo della mia correzione e con cui lo finisco.

Ogni insediamento è considerato una città se è circondato da un muro. Altrimenti, non è una città. Non possiamo, per esempio, chiamare Mosca una città, mentre il Cremlino in Mosca è circondato da un muro ed è considerato una città.

Ci sono sei città simili in Israele come Gerusalemme, Tiberiade, Akko, e Jaffa. Dal punto di vista spirituale, il mondo di Atzilut è chiamato una città e un muro, il suo Parsa che lo circonda lo protegge dai nemici.

Significa che una persona prende gli attributi corretti che sono dentro di lui e li connette in modo che possano lavorare dentro di lui come un sistema, e così costruisce la protezione intorno ad essa. Il sistema giusto già assomiglia al Creatore in una certa misura. La Luce Superiore illumina dentro di esso, e ha l’attributo del Creatore, l’attributo di amore reciproco e dazione.

Io lo proteggo con il muro, e tutto ciò che sta al di fuori di quel muro sono i miei desideri che non sono ancora corretti–nomadi e ladri, bestie selvagge, e così via. Tuttavia, questo territorio non comincia appena dopo il muro. A una distanza di 70 passi (cubiti) dalla parete ci sono campi e giardini che costituiscono ancora parte della città.

Dopo questo, c’è il territorio dei miei desideri impuri, e non è auspicabile andare là fuori. Pertanto, la legge di compra vendita si intende per impedire i desideri impuri di penetrare nella città. Non solo costruisco guardie della città che sta dentro di me, ma anche la organizzo. Penso sempre a come fortificarla.
[156094]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 8.10.2014

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Amore su una fiamma bassa che non si spegne

Dr. Michael LaitmanCommento: Nella società di oggi c’è una tale convenzione che dopo il primo incontro le persone entrano in una connessione intima molto rapidamente. C’è un’omissione enorme. Nella mente del pubblico la rivoluzione sessuale è percepita come permissiva.

Risposta: E per questo non abbiamo piacere dal sesso. C’è qualche tipo di convenzione sociale che permette di entrare in rapidissima intima connessione dopo appena un incontro e non sapendo nulla dell’altro. E poi ci manca tutto quell’immenso supplemento che ci porta all’esplosione dei sensi.

Dopo tutto, che succede dopo che la coppia ottiene la soddisfazione sessuale? È tutto fatto e nulla rimane. È così che la natura ci costringe ad aggiungere un elemento emotivo a quest’atto, e se sta mancando, andiamo via vuoti. Un momento più tardi, i nostri pensieri sono già da un’altra parte. Forse, già stiamo pensando a qualche altra connessione.

L’adempimento è possibile solo se costruiamo un tale sistema di rapporti dove l’atto sessuale li integra soltanto e non viene eseguito solo per soddisfare il più basso livello di un impulso bestiale. Dobbiamo imparare ad amare! Prima, spetta a noi costruire un sistema comune di connessioni, concessione reciproca, la comprensione reciproca, e contatti piacevoli.

Questi sono i sistemi che rendono possibile per uno sentire la persona internamente e imparare come portargli piacere, e si sentirà quello che piace, quello che fa piacere. Non stiamo parlando di sesso qui. Piuttosto, si tratta di tutti i tipi di connessioni tra noi.

È bello per noi stare insieme, piacevole parlare, vederci l’uno l’altro, bello gustare qualcosa che qualcuno offre, vale a dire che questi sono tipi di espressioni umane attraverso le quali possiamo godere l’un l’altro.

Per amare gli altri come faccio con me stesso, devo prima capire i suoi bisogni e provare a soddisfarli. Lui deve sentire piacere da me, e voglio goderne. Quando una connessione come questa viene creata fra noi, nella quale ognuno si trova dentro l’altro e adempie ai bisogni dell’altro, già possiamo raggiungere una vicinanza intima. Ciò anche indica che ci siamo trovati uno dentro l’altro e stiamo realizzando i nostri partner.

Siamo persone con tanti talenti, coinvolte in una varietà di cose, e non sempre richiediamo attenzione da ogni altro. Nonostante ciò, vi è la necessità latente in ognuno di noi che può essere svegliato in qualsiasi momento ed essere soddisfatto attraverso un po’ di parole dolci o un tocco.

Domanda: Capisco questa tecnica, ma le parole dolci non sempre toccano il cuore di qualcuno. Che cosa devo fare per toccare il punto interiore dentro un partner che sta aspettando segretamente per la mia attenzione.

Risposta: Cominciamo da lontano, con parole dolci, per stimolare una persona. Quest’approccio è lo stesso in ogni altro tipo di rapporto umano, non solo fra le coppie. Si tenta di fornire l’adempimento e l’amore per il partner.

“Corteggiamento”, significa che, prima di tutto, imparo a capire chi è l’altra persona con l’aiuto di tanti tipi di piccoli e brevi controlli, attenti tentativi. È così che trovo i punti sensibili in lui in modo che, quando li tocco, posso dare piacere. Devo sviluppare i miei rapporti con questi punti sensibili e ampliarli sempre di più.

Attraverso esercizi come questi, sveglio un bisogno dentro la persona per la mia attenzione. Continuo a soddisfarlo: dico a lui parole piacevoli, dando qualche regalo, scopro preoccupazione e attenzione, e, in questo modo, gradualmente creo abitudine nella persona, esattamente come addestro una bestia. Ognuno di noi è costruito così. Grazie a questo, creo un bisogno per la realizzazione in lui, per il mio rapporto buono con lui.

Qui, mi fermo un po’ con le mie azioni, e poi comincio a soddisfare il mio partner di nuovo–mi fermo un po’, soddisfo di nuovo. In questo modo, accendo e risveglio in lui un desiderio ancora più grande. Questo è il gioco che si gioca uno con l’altro. Questo è il gioco fra due persone amorevoli che sanno come mantenere il loro amore su una fiamma bassa in modo che in ogni momento sarà possibile accenderla in una fiamma più grande.

Ciò richiede capacità. Non posso ripetere le stesse frasi fatte, ma devo adattare me stesso precisamente ai desideri del mio partner. Tuttavia, anche questo non è sufficiente. Dopo che mi adatto, devo cominciare a sviluppare il desiderio, ampliandolo tutto il tempo attraverso l’adempimento.. Questo fino a che l’abitudine diventa una seconda natura. Poi, mia moglie sentirà tale bisogno forte per il mio rapporto verso di lei, e io sentirò la stessa cosa per lei.

Allora, segue che stiamo costruendo un’area comune fra noi. Il mio bisogno è costruito dentro di lei, e il suo bisogno è costruito dentro di me. Quest’area comune da cui dipendiamo l’un l’altro è il territorio del nostro amore.

[132948]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 9.06.2013

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I primi passi sono abbastanza

Dr. Michael LaitmanDomanda: E’ veramente possibile unirsi in modo che gli altri diventino più importanti di me stesso, se una persona pensa sempre prima a se stesso?

Risposta: Una persona deve salire al livello, dove pensa prima agli altri.

Domanda: Perché il Creatore ci dà una missione impossibile? Prima Lui ci dà la natura egoistica, poi chiede a noi di ottenere l’amore per il prossimo come se stessi, e quando non possiamo farlo, lui ci manda l’Olocausto?

Risposta: E’ vero che abbiamo provato e fallito? Non abbiamo neanche provato a farlo. Se cominciamo a provare a unirci, vedremo come il Creatore verrà a combattere la battaglia per noi.

Noi non siamo obbligati a fare qualcos’altro oltre che a fare sforzi per raggiungere l’unità. E’ chiaro che non abbiamo il desiderio, le forze o la comprensione per fare questo. Però non ci resta che cominciare a fare gli sforzi, come un bambino che fa i suoi primi passi.

Questi sforzi sono l’unica cosa che ci è richiesta. Sono abbastanza, e il Creatore farà tutto il resto. La legge superiore operando nell’universo completerà questo lavoro per noi.

In tutte le generazioni, la nazione d’Israele è stata perseguitata da altri. In questo modo, siamo spinti avanti verso la correzione, l’unità, e l’amore per il prossimo come per noi stessi. Quando gli altri diventano più vicini a noi che noi stessi, creiamo una connessione integra nella quale tutta l’umanità è connessa in una sfera. Ognuno è unito e dipende da tutti. Nessuno è più o meno importante; tutti sono assolutamente uguali. Questo è quando si rivelerà un mondo nuovo.

Oggi vediamo il mondo attraverso gli occhi dell’egoismo, valutando quanto possiamo utilizzare per il nostro bene. Però se otteniamo l’unità, vedremo una realtà senza fine, perfetta, la quale va oltre il nostro egoismo, oltre l’interesse di approfittare o la paura di perdere. Questa sarà la vita nel mondo eterno e perfetto –una vita da paradiso.

[157763]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 12.04.2015

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