Che il Creatore ci sia rivelato

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico (Shemini),” 9:1-9:4 L’ottavo giorno, Mosè chiamò Aronne, i suoi figli e gli anziani d’Israele e disse ad Aronne: “Prendi per te un vitello per il sacrificio col fuoco e un ariete per il sacrificio da bruciare, tutti e due senza difetto, e portali vicino innanzi al Signore”.

Una persona deve prendere due tra i suoi desideri (un vitello ed un ariete) e purificarli dalle intenzioni egoistiche, il che significa innalzarli verso l’uso corretto: dal più basso e pieno di peccato in alto verso la luce.

“Ed ai figli di Israele parlerai, dicendo: Prendete un capro per il sacrificio espiatorio, un vitello e un agnello, tutti e due di un anno, senza difetto, per il sacrificio col fuoco, un toro e un ariete per il sacrificio di pace, per immolarli davanti al Signore, l’offerta del pasto intrisa nell’olio, perché oggi il Signore si manifesterà a voi”

Se una persona non porta un’offerta, il Creatore non sarà rivelato. Perchè sia così, egli deve prima preparare tutto quanto: il giorno, il posto ed il momento. Inoltre non possono essere le nazioni del mondo a portare un offerta, nemmeno possono farlo i bimbi di Israele, non i Leviti e nemmeno Mosè, ma solo i Cohanim (preti) e tra i Cohanim, solo Aronne.

Tutto deve essere pronto nel modo esatto come spiegato da Mosè. Preparare significa scegliere i tuoi desideri, un luogo ed un momento. Questo significa che il gesto, il tempo ed il desiderio e l’intenzione devono tutte alla fine fornire un desiderio corretto di dare, di connettersi agli altri. Questo significa che dovrebbe esserci l’attributo di Aronne in tutte le persone che prendono un desiderio (un vitello o un ariete) e immolarli secondo un modo determinato e prepararli sempre in un modo speciale e poi servirli al Creatore affinchè lui li possa assaggiare.

L’ascesa dei desideri per poter amare e dare è descritta un questo modo allegorico. E’ così perché nel nostro mondo non ci sono altre parole per descrivere l’ascesa dei desideri di dare entro la società e attraverso di questo verso il Creatore. Allo stesso tempo, il sentimento del Creatore discende nella società ed ad alla persona stessa che sta agendo nel ruolo di Aronne.

Domanda: La Torà fornisce così tanti dettagli! Per esempio un vitello ed un agnello entrambi di un anno e senza difetti, etc …

Risposta: Quando inizi a lavorare non hai tutti questi dettagli. Allora all’inizio che la Mishna (l’insieme delle leggi) che ti dicono esattamente come eseguire queste azioni. Poi la Mishna diventa incomprensibile perché l’ego cresce e non si capisce più come lavorare. Se una persona sapesse cosa fare con un in chilo del suo ego, cosa tagliare e cosa pesare, allora il suo ego sarebbe adesso cresciuto sino a cento chili. Ora abbiamo nuove possibilità: avarizia, invidia, lussuria, etc.. e quindi non sappiamo più come preparare le offerte, quali parti usare e quali no. Ecco che quando apparve questo problema relativo al soddisfacimento delle regole, è giunto l’insegnamento del Talmud Babilonese.

Ogni cosa inizia dalla Torà, ma visto che l’ego cresce c’è un bisogno crescente di commenti alla Mishna, e quando l’ego cresce sino a diventare incontrollabile, appare il Talmud. Allora le persone non hanno altra scelta se non semplicemente studiarlo. Questo stato è chiamato l’esilio (Galut).
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 18.12.2013)

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Un giorno d’illuminazione speciale di Rashbi

Dr. Michael LaitmanLag B’Omer è una festa molto importante soprattutto perché simbolizza la fine della correzione dei vasi. Nel complesso ci sono sette Sefirot: Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod, e Malchut (HGT NHYM), e ognuna include lo stesso sette Sefirot.

Complessivamente si tratta di 7×7=49 Sefirot, e nel cinquantesimo giorno viene la festa di Shavuot. La correzione dei vasi finisce in Hod di Hod poiché Hod corrisponde a Malchut: Hesed è Keter, Gevura è Hochma, Tifferet è Bina, Zeir Anpin è Netzach, Malchut è Hod. Così la correzione finisce in Lag B’Omer (il trentatreesimo giorno di Omer): 7 Sefirot di Hesed, 7 Sefirot di Gevura, 7 Sefirot di Tifferet, 7 Sefirot di Netzach, e 5 Sefirot di Hod, un totale di 33 Sefirot.

La trentatreesima Sefira è Hod di Hod, il quale è come Malchut delle prime nove Sefirot, dove finisce la dazione superiore. Se eseguiamo la correzione fino a Hod di Hod, poi la correzione avrà luogo certamente nelle Sefirot rimanenti perché il lavoro di correzione è in realtà finito e poi è solo messo in pratica da Yesod di Hod attraverso la Yesod generale e la Malchut generale.

Allora Lag B’Omer si celebra come un giorno speciale nella correzione dell’anima comune; il lavoro è già completato. Poi, indubbiamente tutto sarà realizzato correttamente.

Pertanto, è consuetudine accendere falò, perché sia la festa della luce. E’ anche chiaro che da questo giorno in avanti, Rabbi Shimon non fu obbligato a rimanere con i suoi studenti perché lui ha finito il suo lavoro, e dunque lui ha lasciato questo mondo.

Continuiamo a contare e chiarire i giorni dell’Omer alla fine, fino a Shavuot, ma, dall’alto verso basso, tutte le Sefirot sono già riempite con la Luce e l’intero stato è pronto. Pertanto, è il giorno della grande illuminazione chiamato partenza di Rashbi.
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(Dalla prima parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah, Lezione 18.05.14, Lo Zohar)

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Il Proiettore del Film è dentro di Me

In realtà io non sono nel mondo, ma è il mondo che è dentro di me.

Il processo di “leggere” la realtà esterna come interna è divisa in quattro fasi, e immediatamente alla prima fase, dovrei essere guidato solo da quello che vedo.

E vedo che è il Creatore che fa questa “proiezione” per me. E come se un proiettore fosse messo dentro di me, mostrando il mondo intero e tutto ciò che succede. La luce dalla “lampadina” di questo “proiettore” passa attraverso il “filmato”, viene diviso in pellicole e cade sullo “schermo”, cioè mia testa, e di conseguenza vedo l’attuale immagine del mondo. Il Creatore Stesso è la luce Superiore astratta, la Luce dell’Infinito.

Quindi, in effetti, il “filmato” sono  le mie Reshimot, che creano questa o quest’altra immagine per me. E se non fosse per questo meccanismo, non avrei distinto quello che succede perché le Reshimot sarebbero rimaste fuori. Ma, il Creatore li illumina, rivelando il mio mondo interiore come una realtà esterna.

Baal HaSulam lo scrive nella sua “Introduzione al Libro dello Zohar
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013 Gli Scritti di Baal HaSulam)

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All’ingresso della galleria

Progredire tramite “l’accelerazione del tempo” (Achishena) è possibile soltanto se si cammina come un uomo vecchio piegato che sta cercando qualcosa che apparentemente ha perso. Poi, quando voi rilasciate il male, il bene sarà rivelato immediatamente di fronte ad esso, perché ho già cercato difetti mentre ero in uno stato buono.

Tutto dipende dall’andamento dell’ avanzamento. Vedo una tavola apparecchiata davanti a me, poi mi interessa avere un buon appetito per godere del rinfresco, cioè, cerco una mancanza.

Se otteniamo abbastanza influenza dall’ambiente, poi non è importante ciò che ci accade. In questi giorni siamo seriamente coinvolti in chiarimenti su ciò che è la garanzia reciproca, è chiaro che in accordo con questo sperimentiamo colpi forti, problemi comuni, ma noi li superiamo velocemente e facilmente. Tutto dipende dall’andamento.

Significa che non avrò mai fiducia nella mia forza e avrò sempre bisogno della garanzia reciproca. Non sarà mai sufficiente. Infatti, in questo momento, come io mi attrezzo con una qualche quantità di garanzia reciproca, immediatamente divento distante e vari disturbi sorgono, che posso trasformare nella linea mediana con l’aiuto della garanzia reciproca, trasformandoli in avanzamento.

Pertanto, dobbiamo sforzarci per la garanzia reciproca quanto più possibile, e questo causerà la nostra stanchezza, rifiuto, e sentimenti cattivi. Tutti questi ostacoli sono presenti nel lavoro di garanzia reciproca perché ci sono tre linee nella linea mediana, nella sinistra e nella destra. Con questo, sviluppiamo la nostra anima iniziando a lavorare con i nostri stati interni.

Ci sforziamo di ottenere la più forte garanzia reciproca possibile, e quando sentiamo che la nostra unità ha ottenuto abbastanza forza, poi noi stessi cominciamo a svegliare la linea sinistra, l’appetito, che è chiamato “svegliare l’alba” non aspettando finché “l’alba mi sveglia”. Abitualmente, questa opportunità viene tramite l’ambiente più ampio. Allora, abbiamo bisogno di lavorare sull’importanza del nostro gruppo concernente la società esterna.

Dentro il gruppo, io lavoro in modo che il gruppo sia più importante di me. Ora, devo lavorare con il mio gruppo, unito insieme, in modo che il resto dell’ambiente esterno sia meno importante di questo gruppo. Cioè, il gruppo è più importante di me e la società intera esterna (la società esterna non significa il nostro gruppo mondiale). In tal caso sarò in grado di trarre desideri nuovi da lì e aumentare la nostra garanzia reciproca.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi tranne la garanzia reciproca perché nella misura della forza dell’unità, Ie forze di rottura, un nuovo Reshimot sarà risvegliato. Cominceremo a lavorare con loro in modo da ottenere l’immagine umana, incollando tutti i pezzi insieme. Non dobbiamo preoccuparci del Reshimot che emerge dalla rottura ma soltanto del nostro combustibile ed energia. In garanzia reciproca, riceviamo la forza proprio come “materia grezza”. Disturbi vari che si rivolgono a noi ci aiutano a dare una forma concreta a questa garanzia.

La forza di garanzia non ha forma; la forma viene dal negativo, dai difetti. Se non incontro ostacoli, quindi non sento di esistere. L’aria mette pressione su di me, tutti i miei organi di senso ricevono effetti diversi senza i quali non sento che esisto. La stessa cosa succede con la forza di garanzia reciproca: se ho questa forza, ma non sento la resistenza, allora non sento di essere in un mondo spirituale.

Sentiamo che siamo in un mondo spirituale soltanto a causa delle forze del buio. La Luce da sé non attrae alcuna forma, la forma nasce dal buio.

Passiamo attraverso questi stati in un sentiero finché ci troviamo sul fascio diretto (Kav), lungo il quale continuiamo il nostro movimento verso l’obiettivo. Questo ingresso alla galleria nel “tubo”, la linea mediana, è molto importante e difficile. Per lungo tempo giriamo in cerchi all’ingresso, non osando entrare, facciamo un passo e ci ritiriamo. Però quando entriamo, grazie alle lezioni che abbiamo imparato, continuiamo ad avanzare in esso.
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(Dalla preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2014)

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Dobbiamo dare qualcosa alla gente

Dr. Michael LaitmanUna persona deve essere in un gruppo preferibilmente compreso di dieci persone, ma dieci è il numero ottimale. E’ necessario provare ad organizzare un gruppo da cinque a dieci amici che sono pronti a connettersi, a raggiungere l’obiettivo.

In aggiunta a questo, poiché viviamo in una crisi, è possibile avanzare verso l’alto solo a condizione che divulghiamo all’esterno.

Ci sono tre livelli: superiore, medio e basso. Noi siamo nel mezzo e dobbiamo salire. Nel superiore (1) c’è Luce; è complesso e perfetto. Questo è l’insegnante, il Creatore, tutto ciò che è sopra di noi. In mezzo (2) c’è il nostro gruppo. E in basso (3) c’è il pubblico esterno e la società. Per ricevere la Luce dall’altro, dal Creatore, tramite l’insegnante, ci devono essere quelli che vogliono riceverla sotto di noi. Allora dobbiamo diffondere la saggezza della Kabbalah o il metodo della connessione integrale, che è fondamentalmente la stessa cosa tranne l’insegnamento della fisica dei mondi superiori.

Senza l’inferiore che vuole uscire dalla crisi, è impossibile. Lui non capisce che cos’è la saggezza della Kabbalah e i pensieri sul senso della vita non lo riguardano, però lui ha un ampio disavanzo in banca, nella famiglia, con i suoi figli, e nella sua intera vita, la quale lo ha amareggiato, lo deprime, lo costringe a usare droghe; le cose vanno male per lui.

E basta che ci preoccupiamo di lui, ci prendiamo cura di lui, e innalziamo i suoi desideri fino a noi. E quando cominciamo a occuparci della gente, cominciamo ad essere immersi nei loro bisogni. Loro stanno aspettando di avere qualcosa da noi. Allora ci assale la paura di come fornire loro ciò di cui hanno bisogno.

Dopo tutto, non abbiamo nulla, e sentiamo la mancanza. Però, questa ci sveglia e ci spinge ad innalzarci ancora più in altro con questa mancanza, all’insegnante, e al Creatore, e domandare che loro ci diano l’adempimento che quelli in basso necessitano da noi il più velocemente possibile. Ci vergogniamo di non essere in grado di fornirlo.

Noi interiorizziamo i desideri del pubblico generale, per questo ci forziamo di rivolgerci verso il Creatore. Questo perché dobbiamo per forza portare qualcosa a loro. Dobbiamo metterci in questo posto stretto (Tsar), portare problemi (Tsarot) su di noi, e la gente inizierà a rimproverarci e a domandare ciò che gli è stato promesso da noi. Però questo è necessario perché poi vorremo andare dall’insegnante, chiedere, e lo riceveremo da lui.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno,” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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La mancanza di coraggio di reclamare i nostri legittimi interessi ci sta spingendo inesorabilmente verso la prossima catastrofe”

Opinione (Gordon Brown, ex primo ministro britannico e leader del partito laburista 2007-2010): “Nei modelli di indebitamento di oggi, possiamo già rilevare parallelismi con il boom del credito pre-crisi. Stiamo vedendo sui mercati lo stesso eccessivo affidamento dei capitali a breve termine, che alla fine hanno portato giù Northern Rock, le banche islandesi e Lehman Brothers. […]

“Sono necessarie regole internazionali per le banche internazionali. Senza di loro, come il Fondo Monetario Internazionale ha già avvertito, le banche globali eluderanno le regolamentazioni ‘operando spostamenti, cambiando strutture aziendali, e ridisegnando prodotti.’ […]

“L’opportunismo politico, l’incapacità di pensare ed agire globalmente, e la mancanza di coraggio per prendere decisioni ci stanno spingendo inesorabilmente verso la prossima catastrofe. Avremo presto un altra catastrofe… perché assolutamente nulla è stato risolto. In effetti, le cose sono solo peggiorate dall’ultima crisi.

Il mio commento: Fintanto che non abbiamo definito la nostra propria ristrutturazione come condizione necessaria e sufficiente per la soluzione di tutti i nostri problemi, dovremo inesorabilmente affrontare nuovi problemi.

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Cerchi del mondo spirituale

Dr. Michael LaitmanQuando cominciamo a connetterci fra noi sempre più saldamente contraendoci nel nostro cerchio, la nostra connessione diventa sempre più densa. All’interno della nostra prima connessione abbiamo già scoperto la caratteristica del Creatore, ma viene rivelato in una forma molto debole. Questo si chiama il mondo di Assiya.

Continuando a lavorare sulla nostra connessione, scopriamo il prossimo livello di connessione al suo interno, chiamato il mondo di Yetzira. Una connessione ancora più forte si scopre come mondo di Beria, e una connessione ancora più forte viene rivelata come mondo di Atzilut. Questa indica la fine della correzione. Scopriamo questo mondo spirituale all’interno della connessione fra noi nella misura in cui ci avviciniamo l’un l’altro più strettamente.

Dalla prima connessione all’ultima connessione ci sono 125 livelli di cinque mondi, in ognuno dei quali c’è un Partzufim spirituale con cinque Sefirot in ciascuno di essi. La saggezza della Kabbalah parla di tutto questo.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno”, Giorno Uno 9.05.2014, Lezione 1)

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Da un cerchio nel mondo spirituale

Una vita germoglia dal grano marcito

Il primo articolo di Rabash riguardo il gruppo comincia con le parole: “Siamo riuniti qui per stabilire una società…” siccome senza la società un uomo non può raggiungere l’obiettivo. Soltanto tramite essa uno può realizzare se stesso e soltanto a causa di essa può crescere.

La crescita spirituale di ognuno non ha niente in comune con la materia di sviluppo quando uno è nutrito dal gruppo e così ci sviluppiamo. Lo sviluppo spirituale avviene dentro il gruppo per l’estensione della connessione e unità fra gli amici, al grado della mia scomparsa nel gruppo, la mia dissoluzione in esso.

Una volta che una persona capisce che questa è la propria crescita spirituale si concentra solamente su questo e può considerare di essere sulla strada giusta.

Prima di allora, rappresenta se stesso come “un seme non piantato”: è immagazzinato da qualche parte, ma niente può crescere da esso, e nessuno sa se qualcosa potrà mai crescere da esso. E questo è il modo per il quale possiamo valutare una persona che appartiene alla nostra organizzazione e che viene a noi, studia al Centro di Educazione di Kabbalah, all’Academia di Kabbalah o intraprende qualsiasi altro corso di Kabbalah.

Uno può stare con noi per lungo tempo, ma soltanto quando comincia a guardare se stesso non soltanto come una parte del gruppo, ma come un seme che deve essere piantato nella terra, o non crescerà mai ~ quando uno comincia a sentire e valutare se stesso in questo modo, la sua preparazione spirituale è cominciata.

La serietà ed efficacia della nostra preparazione dipende dalla capacità del gruppo di assorbire le persone nuove e farle sciogliere letteralmente in esso e farle sentire come nel posto dove ognuno può essere inserito fisicamente, moralmente, materialmente e spiritualmente.

Dobbiamo inserirci nel gruppo come dei semi che in pratica spariscono mentre stanno crescendo e diventano “nulla e nessuno”. Dobbiamo consideraci una materia che origina una nuova entità qualitativa: il gruppo. Questo è ciò che significa la nostra crescita spirituale.

Dobbiamo misurare e valutare noi stessi in rapporto alla nostra crescita spirituale per quanto riguarda il nostro assorbimento nel gruppo. Pertanto, le nostre salite e discese, tutti i tipi di cambiamenti nei nostri capricci, sensazioni, comprensioni, e così via, devono essere percepiti non individualmente ma collettivamente.

Non importa quanto si sa, se uno può sentire spiritualmente, cosa capisce o realizza, o quanto profondamente conosce la materia di studio. Quelli non sono i limiti, ma le false idee di ciò che è la crescita spirituale, perché la crescita spirituale è misurata solo da una qualità e dalla misura della sua abilità a unirsi con gli altri.

E per questo la prima cosa che dobbiamo raggiungere è un livello zero, quando diventeremo come una goccia di sperma o un seme piantato nel terreno che diventa nulla.

In altre parole, tutto il nostro egoismo, la nostra intera vita, tutto ciò che è accaduto prima, non deve affatto essere considerato. Naturalmente, dobbiamo prenderci cura della nostra vita materiale. Sul piano materiale dobbiamo continuare ad essere la persona che eravamo prima, ma la cosa principale per noi è trasformarsi in una goccia di sperma che inizia la vita spirituale, lo sviluppo del feto. Dobbiamo visualizzarci in questo modo.

Soltanto quando uno ha sentito che ha appena raggiunto questo stato, continua ad aspirare ad esso, valutare se stesso soltanto tramite questo prisma, quando questo stato diventa lo scopo dell’uno, il sogno di uno, quando qualsiasi cosa che uno fa e si sforza allo scopo di raggiungere questo risultato, soltanto in quel momento uno si trova sulla strada giusta. Il resto dei presunti successi e dei risultati non sono più importanti di nessuno. Questa ricarica di base e rivalutazione di se stessi è il cambiamento che è più importante di qualsiasi altra cosa. Questo tipo di rivalutazione pone una persona proprio all’inizio della scala spirituale.

Così, quando uno diventa uno zero, cioè quando la prima restrizione (Tzimtzum Aleph) accade, uno disegna una riga, e da questo momento in poi, il proprio apprezzamento per il gruppo e per l’ambiente continua ad incrementarsi. Una persona chiarisce se si pone soltanto all’interno del gruppo o se ne rappresenta la parte attiva che contribuisce pienamente ad esso ed è in grado di inserire i suoi amici e il gruppo intero come un elemento attivo non al di fuori del proprio passato, ma fuori dal proprio momento presente, quando uno lavora per gli altri come una madre per i suoi bambini, li serve e fa tutto ciò che può per l’ulteriore avanzamento.
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(Dal Congresso a San Pietroburgo 7.12.2013 Lezione 4)

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La vita eterna all’interno della connessione integrale

Dr.Michael LaitmanSiamo all’inizio della correzione della natura umana e della correzione del mondo. Il metodo di Abramo ci insegna che una persona deve salire oltre la sua natura e connettersi con gli altri in una forma tale in cui si crea un cerchio.

Se ognuno dovesse abbandonare se stesso e aderire al centro della connessione generale comune, con questo creeremmo un potere unico, un senso addizionale speciale. Come se indossassimo un paio di occhiali nuovi che consentissero di vedere il mondo tramite una visione integrale che non appartiene a me personalmente.

Nella vita normale siamo costruiti in modo tale che io vedo quello che è utile o dannoso per il mio desiderio di ricevere. E quello che non incide sul mio ego non mi riguarda, quindi non vedo, non sento, e non scopro questo.

Intorno a noi ci sono creazioni intere di sistemi e mondi, ma non li sentiamo. I nostri sensi di vista, udito, olfatto e tatto non percepiscono questa realtà, perché si trovano su un livello completamente diverso.

Però quando ci connettiamo insieme, ognuno con gli altri, acquisiamo il senso integrale condiviso di uno per tutti. Questo senso è chiamato la Neshama (anima). E cominciamo a sentire la vita in un’altra dimensione che non dipende dal corpo o dalla sua vita e dalla sua morte.

Acquisisco un senso integrale che non si trova nel mio corpo, invece, io mi trovo in esso! E così non fa nessuna differenza se il mio corpo vive o muore. Nulla fa differenza per me, per davvero sono salito ad un altro livello di esistenza.

All’inizio ci siamo sviluppati sul livello dell’immobile, e dopo di questo, il livello vegetale. Poi abbiamo raggiunto il livello dell’animato e stiamo vivendo in quel livello attraverso i nostri corpi. Ora dobbiamo salire al livello del parlante, ma non sappiamo ancora che cosa è questo livello. Però salire ad esso è possibile solo a condizione che tutti ci connettiamo e ci uniamo. Questo rende possibile per noi uscire da noi stessi e alzarci oltre i nostri corpi.

Allora la saggezza della Kabbalah parla della nostra connessione generale nel punto centrale del nostro rapporto. Questo è il modo in cui ognuno di noi acquisisce il sesto senso.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno” Primo Giorno 09.05.2014, Lezione 1)

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Trasformare la UE in una Superpotenza

Dr. Michael LaitmanL’opinione (Anton Nevzlin): “Assumendo la presidenza della UE dalla Grecia, che è stata segnata da un totale fallimento e dalla mancanza di coordinazione nell’area internazionale, l’Italia tenta di restituire agli Europei la fiducia nel potere del Vecchio Continente.

“L’Italia intende mostrare all’Europa la nuova prospettiva di una unificazione più intensa, il che dovrebbe risultare in uno stato pan-Europeo, con organismi comuni di potere supremo – “solamente un’Europa forte ed unita è la soluzione alla luce delle sfide del nostro tempo”.

“Abbiamo bisogno di un’Europa più leggera – con regole semplici che tutti possano riconoscere, secondo il principio dell’antica Roma “E Pluribus Unum” (“Da molti uno soltanto” è anche una frase sullo stemma degli Stati Uniti).

“L’idea di una potente nuova Europa rimarrà a livello di retorica, ma è questo che serve a tutti gli Europei adesso. Gli studi sociologici mostrano che in connessione con gli eventi in Ucraina, i residenti dell’Europa Unita si sono sentiti in qualche modo demoralizzati. Come si è poi visto, un’associazione economicamente potente con più di 500 milioni di persone non ha avuto nulla per rispondere alla Russia. In molti hanno avuto paura al pensiero che, in caso di un conflitto più serio, l’Europa sarebbe impotente.

Il mio commento: Questa è, naturalmente, l’intenzione egoistica di procurarsi un vantaggio sugli altri, possibilmente a loro spese, e anche contro altri paesi, perché l’unificazione della UE non è per il bene di una futura unione del mondo. Quindi, questa unificazione potrebbe dare alla UE qualche vantaggio temporaneo, ma sul lungo periodo, ritornerà come un boomerang e distruggerà la UE.
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