Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 50

Dal Libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

I Postulati della Teoria Integrale

Nel mondo integrale noi non sentiamo solo i livelli inanimato, vegetale e animato della natura, ma le conessioni tra di loro.

Non c’è niente di innecessario e dannoso in Natura.

L’unico elemento dannoso è la connessione scorretta.

Un microbo in un certo senso è “più saggio” che un essere umano, dato che è in grado di eseguire con precisione i comandi della Natura.

La comunicazione è il fondamento della vita.
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Necessità e Competitività

Domanda: La rivelazione dell’ ego nella nostra vita quotidiana, soprattutto in economia, è espressa dalla crescente aggressività della gente nei confronti di altra gente e dei paesi nei confronti di altri paesi, perché ognuno cerca di ingoiare il più possibile, costruiscono piramidi in ogni area per cercare di ridurre al minimo il numero di attori. Questo trend continuerà?

Risposta: In generale, è per il bene, perché la gente deve capire cosa sta succedendo.

Raggiungeremo lo stato in cui tutto dipende solo da me in tutto quello che faccio, e interpreto il ruolo di primo piano che elimina il gioco ridondante di competizione. Questo diventa privo di valore in ogni caso, e in effetti, mi mette in una posizione in cui posso capire chiaramente quello che faccio e se è necessario o meno.

Il problema è che, anche se io riesco a dettarle quello che devono sentire come al mercato, i desideri delle persone cambiano. Improvvisamente la necessità di ciò che io offro loro scompare, quindi questo mi costringe ad agire in modo diverso.
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Da  Kab.TV “La crisi globale”, 19.03.2013

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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 49

Dal libro: “Il Segreto Essenziale degli Ebrei,” M. Brushtein

Organismi, Uniti

L’organismo è un sistema biologico, che ha diversi livelli di organizzazione: molecolare, cellulare, tessutale, ecc.

L’organismo funziona come una essenza (corpo) unita(o) e vivente e ha una serie di proprietà (il metabolismo, la crescita, lo sviluppo, la riproduzione, l’ereditarietà, ecc ..) che lo distinguono dalla materia non vivente.

Gli organismi prendono dalla staffetta “pubblica” (comune, generale) le cellule uguali a loro e cominciano a collegarsi tra di loro. Stiamo parlando della legge vera.

L’essenza di questa legge è che le strutture viventi ogni volta, quando c’è la possibilità, formano coalizioni. In questo modo i partecipanti della comunità sono in grado di risolvere il problema, che sarebbe impossibile da risolvere separatamente.

Il campo di applicazione di questo principio riguarda tutti i piani del mondo organico dalla comunicazione delle cellule che compongono il corpo, fino alle relazioni sociali in popolazioni di tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta, tra cui l’Homo sapiens.

Siamo d’accordo per un attimo che è la legge. Allora, cosa si pensa di una terribile malattia come il cancro? E’ naturale che le cellule tumorali funzionano esattamente al contrario. Esse sono estranee ai sentimenti sociali.

Le osservazioni degli scienziati sul comportamento delle cellule normali e tumorali negli ambienti nutritivi e artificiali hanno dimostrato che quest’ultime, a differenza delle prime diventano socialmente ingestibili. Ciò significa che le cellule tumorali non rispondono ai segnali vitali, che provengono dalle cellule-partner, e cominciano a comportarsi come individui anti-sociali, unici.

Il modo più semplice è dire che è l’eccezione che conferma la regola. Comunque, questo non è il nostro caso. Si scopre che le cellule tumorali, sono forse anche più sociali, rispetto alla parte lesa.

Un fisico della Rice University di Houston, Eshel Ben-Jacob afferma:

Il cancro è uno dei nemici più malvagi dell’uomo. Abbiamo sempre più prove che le cellule tumorali fanno accordi l’una con l’altra per lavorare con determinazione insieme schiavizzando le cellule normali, creando metastasi, resistendo alla medicina e ingannando il sistema immunitario umano.

Sembra che tutte le cellule preferiscano la cooperazione rispetto all’individualità. Anche il cancro. Continuiamo la nostra ricerca su un livello più avanzato – vegetale.
[143266]

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[1] L’enciclopedia moderna, del 2000.
http://dic.academic.ru/dic.nsf/enc1p/34614
[2] E.N. Panov Fuga dalla solitudine. M:. “Azure”, 2001, p. 13.
[3] E.N. Panov Fuga dalla solitudine. M:. “Azure”, 2001, p. 56.
[4] Rice Unconventional Wisdom
http://rnd.cnews.ru/natur_science/news/top/index_science.shtml?2012/09/06/502040

Equipaggiato con la forza della Luce

Domanda: L’ego continua a crescere dopo l’ascesa al livello superiore?

Risposta: Certo! La differenza è che ora abbiamo un ego a livello corporeo, e nella transizione verso il primo livello spirituale, acquisiamo un ego spirituale. Come si dice: “Colui che è più grande del suo amico, anche il suo ego è maggiore”.

 

Come può una persona salire altrimenti? Non abbiamo un ego spirituale ora. Siamo trasportati dal nostro semplice, piccolo, corporeo ego animale. In realtà è una sciocchezza. Se il Creatore vuole darci il mondo di Ein Sof (Infinito), dovremmo avere un enorme ego infinito.

Ci aspettano dei desideri molto seri, desideri tali che ci faranno a pezzi. Ma essi ci verranno rivelati se possiamo controllarli in “fede al di sopra della ragione.” Questo è il motivo per cui la salita lungo il sentiero spirituale avviene attraverso la Luce ed è una salita regolare. Avanziamo solo se facciamo tutto correttamente, e se non lo facciamo, restiamo allo stesso livello o cadiamo. Noi possiamo solo andare avanti quando siamo attrezzati in anticipo e ci assicuriamo di avere la Luce.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabalah del 21.07.2013, “Fede al di sopra della Ragione”

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Il vento in poppa delle interruzioni

Un uomo può avere un’anima speciale che lo risveglia sempre e che lo costringe a lavorare nonostante l’indurimento del cuore e la confusione. Ma se egli non ce l’ha, la sola opzione che egli ha per rimanere sulla strada giusta è il giusto ambiente che non lo lascia scappare e che fa sì che egli abbia gli strumenti che lo aiuteranno a ritornare al giusto tipo di vita.

Un uomo non ha alcuna possibilità di avanzare e non ha alcuna forza per rispondere correttamente in ogni momento alle interruzioni che si presentano, se non ha l’adeguata preparazione, l’abitudine a lavorare interiormente, e la connessione con l’ambiente che protegge la connessione tra l’uomo e le fonti, il maestro, ed il gruppo. Ed allora ne risulta che l’uomo non fa affatto attenzione alle interruzioni oppure viene attirato in esse.

Nel primo caso, egli non è abbastanza sensibile, quindi egli abbassa la soglia della sua sensibilità per evitare la forte influenza delle interruzioni. In questo caso egli non avanza. La sua vita diventa più pacifica e tranquilla ed invece di incontrare delle interruzioni dieci volte all’ora, per esempio, egli percepisce le interruzioni alcune volte al giorno ed è tutto qua. Il ritmo del suo avanzamento viene determinato di conseguenza, il che significa che egli si trattiene di proposito. Ma se egli sente le interruzioni e cerca di combatterle, incolpando se stesso ed il suo ambiente, il maestro ed il cammino spirituale in generale, potrebbe allontanarsene e abbandonare tutto; il che è molto serio.

E’ molto difficile prendere e accettare tutte le condizioni che risvegliano come desiderabili e come mandate dal Creatore, da “non c’é nessuno tranne Lui”. Queste sono le condizioni migliori per il nostro avanzamento e la sola domanda è come rispondere ad esse correttamente, accettarle correttamente, ed essere grati per esse al fine di avanzare verso lo scopo.

Abbiamo bisogno di studiare intensamente e con pazienza, e di prepararci a costanti passaggi da uno stato all’altro. La cosa principale è la nostra sottomissione, la capacità di comprendere che tutte le difficoltà che arrivano sono le giuste interruzioni lungo la strada. Ogni uomo nel mondo riceve queste interruzioni e si chiarisce se dovrà avanzare per mezzo di queste interruzioni oppure no e in quale direzione.

Alcune persone fissano un certo atteggiamento all’inizio della strada, che può essere sia giusto che sbagliato rispetto al gruppo, al maestro, e ai libri. Altri devono chiarirsi le idee nuovamente ogni volta e possono cambiare. Questo è il modo in cui avanzano.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.07.2013, Gli Scritti del Rabash

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L’ Arte del Futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come consideri l’arte?

Risposta: L’Arte è l’espressione naturale del nostro mondo interiore, una parte del quale la persona vuole ritrarlo in qualche modo, glorificarlo e renderlo perpetuo.

Domanda: l’Arte  è l’egoismo o l’amore per il prossimo?

Risposta: Certo, è l’egoismo!

Domanda: Quindi, dobbiamo sbarazzarci di esso?

Risposta: No. Lo dobbiamo convertire. Tutta la nostra natura è egoista, ma non dobbiamo distruggere l’egoismo. Tocchiamo qui una domanda molto interessante. L’egoismo non si distrugge, ma si trasforma in amore per il prossimo. Va invertito – si chiama “aiuto contro di te.”

Domanda: Posso esprimerlo in opere d’arte?

Risposta: E come! Vedrete quali capolavori saranno! Dopo tutto, le persone saranno in grado di realizzare non solo i loro impulsi egoistici, ma anche altruistici, (sommare da ognuno verso uno), sentendo gli altri come se stessi, e in questa simbiosi creare le nuove opere. Troveremo sensazioni e mezzi di espressione totalmente nuovi!
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Da un’ intervista a Toronto con V.Kanevsky 08.05.2014

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Una transizione verso una famiglia unita

Dr. Michael LaitmanStiamo attraversando un periodo speciale. Se una volta la nostra natura era vicina alla natura dello stadio “animale”, e la vita obbligava una persona ad avere una famiglia, perché senza di essa era molto difficile provvedere a sé stessi, ora con l’aiuto di vari fondi e dello sviluppo tecnologico, siamo perfettamente in grado di essere solitari, e convivere uno con l’altro, non è nei termini del matrimonio, non come una famiglia completa.

E in questo periodo, mi raccomando ancora di sposarsi, fondare una famiglia, dotare ed equipaggiare la vita in questo modo, come ci viene richiesto dalla natura. A volte mi guardano un po’ stranno, come se chiedessi qualcosa di doloroso e indesiderabile.

Oggi, spingere una persona al matrimonio sembra ingiusto. Dopo tutto, tu gli imponi un tale fardello pesante e debilitante che lei non può sopportare.

D’altra parte, è così facile vivere da solo, essere circondato da elettrodomestici che eseguono lavori che precedentemente richiedevano grandi forzi. L’uomo accende l’aspirapolvere, getta le cose in lavatrice, va al supermercato, acquista cibi pronti, li mette in frigorifero o subito nel forno a microonde, sposta indumenti lavati nell’asciugatrice e persino tira un ferro da stiro, come una cosa inutile.

La vita quotidiana è ora molto più semplice rispetto a prima, ma non aiuta l’istituzione familiare. Dovrebbe essere un sollievo che tutti i tipi di dispositivi fanno per voi la maggior parte del lavoro in casa, che non è necessario lavare i pannolini per il bambino e cucinare per lui un pasticcio … È così facile e semplice – e pure così difficile.

Qui siamo di fronte ad un problema serio, e se vogliamo vedere il bene, un prospero futuro per l’umanità, che avanza (cammina) nel modo giusto, allora, ovviamente, dobbiamo, prima di tutto, prenderci cura delle persone stesse. Esse hanno bisogno di essere addestrate in generale, nelle questioni fondamentali e capire che cosa significa essere un umano, connesso con gli altri.

Dopo tutto, prima i nostri legami con la famiglia, con i genitori e figli, con l’ambiente nei luoghi di lavoro e nella comunità erano molto più facili. Le persone viaggiavano e volavano di meno, non cambiavano così spesso un luogo di lavoro e anche la professione. La vita la si passava spesso in un “angoletto”, in un piccolo segmento ed era meno dinamica, più statica, calma e stabile. Oggi, prendiamo atto che il ritmo è aumentato e segue molti cambiamenti, e perciò riteniamo che la famiglia sia molto opprimente.

Ecco perché per primo bisogna garantire il giusto insegnamento alle persone, per cambiarla interiormente, per far vedere a loro l’essenza di ciò che accade. E che non importa se la vita è cambiata, se veniamo fuori dalla natura, che ci incoraggiava a vivere in tribù, in famiglie, in villaggi, in città, non importa se il mondo intero è diventato come un luogo unico di avanzamento per tutti – e nonostante questo, dobbiamo compilare quello, che abbiamo perso. Prima abbiamo i rapporti naturali con la famiglia e i vicini, con la città, il paese – e ora noi dobbiamo compensare la loro assenza.

Senza questo l’uomo rimane derelitto, abbandonato, come se si fosse perso. Egli può allontanarsi dai genitori e quasi non chiamarli, e comunicare con gli amici di tanto in tanto e sopratutto attraverso Internet. In generale, il nostro ambiente di vita si trasforma in un ambiente virtuale. Nel web trovo compagnia per un’ora e spesso questo mi basta.

In generale, si tratta di una fase di transizione temporanea, che durerà fino a quando una persona non constaterà che il divario tra essa e l’ambiente si compensa da solo…

Ho iniziato la mia vita nel grembo di mia madre, ho continuato in braccio a lei, e poi sono andato all’asilo, a scuola – e tutti questi passaggi mi hanno aggiunto un “avvolgente” dell’ambiente in cui devo svilupparmi a tal punto da sentirmi come una parte integrante di esso, connesso al resto delle persone così come lo ero con mia madre attraverso il cordone ombelicale.

Idealmente, ogni espansione di questo ambiente, non deve arrivare da una rottura. Andando a scuola materna, non la faccio finita con tutto – al contrario, mi stanno insegnando di un legame ancora più stretto con nuovo ambiente, e in questa scuola materna mi sento come a casa, e a casa – come nella madre.

Poi il tempo passa, e mi connetto con l’ambiente scolastico sulla base di un buon rapporto tra dare e ricevere, così cordiale che mi sento qui, come attaccato al seno di mia madre, perchè stiamo strettamente saldati insieme nell’amore e nel riempimento reciproco. Alla fine, entrando nel mondo, continuo a lavorare con l’ambiente sul principio della compensazione reciproca dei collegamenti necessari, e ci sentiamo come un’unica famiglia.

In realtà, nella vita mi mancano solo tali sforzi compensativi – da parte mia verso l’ambiente e da parte sua verso di me.

Dal Programma 213 “Una Nuova Vita”, 22.07.2013

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La Società Perfetta di Abramo, Parte 5

Dr. Michael LaitmanInsieme ai suoi figli, Giacobbe entrò in Egitto, dove in seguito morì. Questo accadde perché non solo il punto originale è stato “rianimato” dall’Egitto, ma l’intero sistema emerse da esso. Il sistema è nato in Egitto, cioè, è apparso dal terribile stato frammentato che era mille volte peggio di Babilonia.

In sostanza, è la stessa Babilonia, solo scollegata n maniera più terribile. Invece di Nimrod, appare il Faraone, invece di Abramo, si presenta Mosè.

La storia si ripete, ma in una nuova spirale. La correzione di un enorme egoismo (Egitto) costantemente in crescita, comincia da lì.

Domanda: Quindi, invece di essere solo una famiglia o una tribù, sono diventati una nazione, giusto?

Risposta: Sì. Questa forza è chiamata “la nazione”, anche se tutti sono una sola anima. Si tratta sempre di una sola anima. Non c’è niente al mondo, ad eccezione di una sola anima unificata, vale a dire, un desiderio che è emerso in Babilonia e che è stato diviso in due segmenti principali:

  • Coloro che aderirono ad Abramo ed erano disposti ad unire tutti i desideri in uno solo.
  • Coloro che non vollero riconnettersi e diventare come un tutt’uno. Questi ultimi furono sparsi in tutto il mondo.

La parte che fu lasciata con Abramo si riconnesse gradualmente al primo livello, poi al secondo, e poi al terzo: Abramo, Isacco e Giacobbe. Poi, ricevettero un egoismo più grande, supplementare: l’Egitto e il faraone, vale a dire, le forze che governano il popolo. Riuscirono a superare il tremendo egoismo che li lacerò interiormente. Cerca per favore di utilizzare la tua immaginazione per raffigurarti un’immagine in cui senti il distacco reciproco chiamato “Egitto”. Un distacco molto più grande, evidente, reciproco la cui fonte è “il faraone”. Entrambe sono denominazioni di nuovi strati di egoismo.

Così, superando i livelli di disconnessione denominati “Egitto” e il “Faraone”, nonostante tutte le piaghe egiziane che questo gruppo ha dovuto attraversare, si sono trasformati in una nazione forte dopo essere usciti dall’Egitto. Essi hanno assorbito una nuova quantità di egoismo e lo hanno trasformato in una connessione reciproca. Come risultato, sono diventati pronti per elevarsi alla metodologia di correzione dei loro ego chiamata “La Torà.”

Qui stiamo parlando di un nuovo tipo di connessione che è diverso da Abramo, Isacco, o Giacobbe, o anche di Mosè. Si tratta di un nuovo tipo di unità che si chiama “nazione”, e che può essere raggiunto solo se le persone utilizzano non solo i poteri naturali di giunzione, ma anche quando li inducono dalla natura con consapevolezza.

Questa è la differenza tra tutte le fasi precedenti (da Babilonia al Monte Sinai) e la fase successiva di correzione che ha avuto inizio dal monte Sinai e continua più avanti: da quel momento in poi, le persone hanno cercato di raggiungere la forza che le connette. Non solo aspirano a stare con gli altri e si riuniscono, ma arrivano ad una fase in cui viene attivato il loro raggiungimento cognitivo della forza di connessione (il Creatore).

Domanda: Il loro primo avanzamento non era basato anche sul principio di “ama il prossimo tuo come te stesso“?

Risposta: Non avevano mai raggiunto il Creatore. Solo pochi di loro, i loro leader, come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè e Aronne hanno compiuto questo compito nella misura in cui era “come se” avessero parlato direttamente con Lui. Il resto della nazione non è riuscito a raggiungere questo obiettivo. Ecco perché Mosè ha annunciato al suo popolo ciò che esattamente il Creatore gli aveva detto. Non c’era la percezione diretta o apparente del Creatore in quel momento.

Tuttavia, sono riusciti a salire ad un nuovo livello in cui tutti insieme hanno iniziato a raggiungere il Creatore. Al tempo dell’esodo dall’Egitto, hanno assistito a molti “segni”, lentamente e gradualmente il Creatore ha iniziato a manifestarsi: ha parlato dal Tabernacolo, ha camminato davanti a loro, ecc… In generale, passo dopo passo, la gente ha cominciato a rendersi conto che ha visto dei “miracoli”. Essenzialmente, il Creatore si è manifestato a poco a poco.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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La Banca Mondiale avverte i ministri del lavoro del G20 della “crisi globale del lavoro”

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da International Business Times): “Il mondo sta affrontando una crisi globale del lavoro se continua l’attuale traiettoria di crescita dell’occupazione, secondo un rapporto congiunto della Banca Mondiale, l’Organizzazione internazionale del lavoro e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo.

“Le organizzazioni hanno detto che entro il 2030 ci sarà bisogno di 600 milioni di nuovi posti di lavoro creati in tutto il mondo per far fronte a popolazioni in espansione, e non ci saranno sufficienti lavori di qualità.

“‘Non c’è dubbio, c’è una crisi globale di posti di lavoro” ha detto Nigel Twose, dirigente senior della Banca Mondiale per il lavoro.

“La debole performance del mercato del lavoro sta anche minacciando la ripresa economica perché sta vincolando sia i consumi che gli investimenti, con più di 100 milioni di persone ancora disoccupate nelle economie del G20 e 447 milioni di ‘lavoratori poveri’ che vivono con meno di $2 al giorno nelle economie del G20 emergente.”

Il mio commento: La soluzione non è quella di creare posti di lavoro. La disoccupazione continuerà a crescere con lo sviluppo di nuove tecnologie. Lavorare “invano” significa esaurire le risorse solo per occupare le persone. A lungo termine, non più del 2-3% della popolazione sarà impegnato in un lavoro al fine di fornire alla popolazione mondiale tutto il necessario.

La soluzione è di includere tutti nell’ educazione integrale, e poi, nella misura della sua assimilazione, modificare la struttura sociale in una società di consumo razionale.
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Dr. Michael LaitmanDomanda: Torniamo alle fasi di come le persone si avvicinano tra loro interiormente. Come avviene questo?

Risposta: Il primo passo è quando non voglio usare un estraneo, un’altra persona, ogni amico del mio popolo, cioè, nel gruppo con il quale andiamo verso l’ideale spirituale, per il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Quando salgo a questo grado, sento che non voglio fare niente di male ad un altro; non ho cattivi pensieri su di lui. Posso superare il mio egoismo, mi trattenere in tutte le sue forme, e tutta la mia energia è focalizzata sull’ essere assolutamente neutrale nei confronti delle persone, desiderando di essere connesso a loro, di voler essere con loro. Cioè, non penso e non mi prendo cura di me stesso a dispetto di tutto il resto.

Questo è chiamato la “restrizione” dei desideri egoistici di uno ed è apparentemente uno stato neutrale: non desiderare e non fare al tuo prossimo ciò che non vorresti per te stesso.

E la fase successiva è “ama il prossimo tuo come te stesso”. Questa non è neutralità, ma un’azione positiva. Poiché in origine una persona scopre che tutte le sue azioni sono dirette solo a proprio vantaggio, e non può fare del bene agli altri, tranne che per il proprio profitto.

Quindi, stiamo parlando di tre fasi:

In primo luogo, vi è il riconoscimento dell’egoismo;

  • Poi, la sua neutralizzazione;
  • E poi, la sua correzione, migliorarsi per il bene degli altri.
  • E questa azione finale è l’essenza dell’amore.

Domanda: Possiamo dire che Abramo costruì una società perfetta?

Risposta: Sì, naturalmente. Abramo costruì una società perfetta con quelle persone provenienti da Babilonia, che prese con sé.

Ma qui si considera, in generale, non le persone, ma i loro desideri! Ciò vale anche per i seguaci del lavoro di Abramo, Isacco e Giacobbe. Sì, sono i suoi discendenti diretti, ma, tutto sommato, i suoi seguaci sono chiamati “figli” discepoli. Quindi, ci sono concetti come la “casa di Abramo”, la “casa di Isacco,” e la “casa di Giacobbe.” La “casa” significa la comunità di persone che hanno continuato a crescere e svilupparsi.

Essi crescevano anche in senso fisico, ma la cosa principale è che crescevano spiritualmente fino a che si unirono completamente nelle loro aspirazioni comuni, in connessione ad ogni altro al primo livello spirituale, che si chiama “Giacobbe”. Questo primo livello spirituale è già considerato il grado di “Israele”, con un pizzico della futura terra d’Israele, che sarà raggiunta. Sebbene non vi sia ancora terra!

Dopo tutto, “Israele” significa “diretto al Creatore”. Cioè, quando ti trovi in un qualche luogo e aspiri alla meta, allora ti chiami “Israele”, “dritto alla meta”. Raggiungere questo obiettivo significa entrare nella terra di Israele.

Cosa manca per questo? Per questo ti manca l’egoismo, che potrai correggere e trasformare in terra di Israele. Questo è il motivo per cui poi dovevano scendere in Egitto.

Domanda: Quindi il gruppo è stato già chiamato Israele, e doveva ancora passare attraverso un secolo di discesa prima di acquisire la terra d’Israele, il desiderio, finalizzato allo scopo?

Risposta: Pertanto, si dice che Giacobbe conosceva il futuro e lo volle raccontare ai suoi figli, ma non gli fu dato…
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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