Che cos’è una preghiera nella Kabbalah?

Dr. Michael LaitmanUn vero Kabbalista si rende conto di essere sotto il dominio dell’ego e che solamente un punto nel profondo dentro di lui, il cosiddetto punto nel cuore, è libero dall’influenza egoistica e può connettersi al Creatore.

Se egli si sforza e connette il suo punto nel cuore al Creatore, egli riceve la forza che lo eleva al di sopra del suo ego ed incomincia piano piano a correggere l’ego usandolo per il bene dell’altruismo.

Tutto il lavoro nella correzione spirituale è di chiedere al Creatore la forza di correggere l’ego. Perciò, l’ego in questo caso gioca un ruolo positivo, risvegliando in noi il bisogno del Creatore.

Quando ci rivolgiamo al Creatore riceviamo da Lui la forza necessaria per la correzione e nell’ego corretto sentiamo una relativa connessione al Creatore. Non si tratta di un contatto ad un punto specifico, ma di un’unione più ampia e più forte. Poi, farà la sua comparsa un ego ancora più grande, un ego più robusto, e ancora una volta chiederemo al Creatore di darci la forza di correggerlo.

Questo significa che l’ego in via di continua rivelazione ci scuote per connetterci al Creatore ed è perciò chiamato un aiuto contro. Il nostro appello costante al Creatore con cui chiediamo di correggere il nostro ego si chiama preghiera.
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da Kab.TV “Short Stories” 22.10.2014

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Risultati pratici della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: A quali risultati pratici ci porta la Kabbalah?

Risposta: Ci chiediamo perché nel mondo “le cose non vanno bene” e non capiamo perché le nostre azioni ci portano a risultati e conseguenze negative.

La Kabbalah ci spiega che la causa di tutti i nostri insuccessi stanno nel fatto che noi non comprendiamo che tutte le nostre azioni passano attraverso lo “Scopo della creazione”.

Le nostre azione e le nostre intenzioni ci danno un segnale, tanto questi segnali vanno d’accordo con il programma della creazione, tanto più avranno un effetto positivo su di noi, d’altra parte, se saranno in disaccordo con lo “Scopo della Creazione” esse eserciteranno degli effetti negativi su di noi.

Fino a quando non impariamo questo sistema di gestione della creazione, avremo incidenti inattesi e spiacevoli, non rendendoci conto che si tratta di una reazione alle nostre azioni.

La saggezza della Kabbalah ci rivela proprio questo sistema di gestione e noi impariamo a lavorare con esso, a correggere le nostre azioni conformemente al suo programma e di sbarazzarci di spiacevoli sorprese.
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Una compensazione copre tutto

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, articolo 108: E’ come in quel famoso racconto che narra di un ebreo che amministrava le proprietà del padrone. Il padrone lo amava sinceramente. Un giorno il padrone partì e affidò i suoi affari ad un sostituto, che era antisemita.

Ed egli cosa fece? Egli prese l’ebreo e lo colpì cinque volte di fronte a tutti, per umiliarlo profondamente.

Quando il padrone tornò, l’ebreo andò da lui e gli raccontò tutto quello che gli era successo. Ciò lo fece molto arrabbiare e così chiamò il sostituto e gli ordinò di dare subito all’ebreo mille monete per ogni volta che lo aveva colpito.

L’ebreo prese le monete e tornò a casa. Sua moglie lo vide in lacrime. Lei gli chiese ansiosamente “Cosa ti è successo col padrone?” e lui glielo raccontò. Lei chiese “Allora perché piangi?”. Egli rispose “Piango perché mi ha colpito solo cinque volte. Vorrei mi avesse colpito dieci volte, così ora avrei diecimila monete”.

Il Creatore ha fatto un “involucro” poco piacevole, il nostro mondo, all’interno del quale noi soffriamo. Per il Creatore non esiste il tempo e, ovviamente, sa dell’imminente “compensazione”, Gli arreca gioia.

Per ciascun colpo, per ciascuna brutta sensazione, per ciascun piccolo o grande problema, per ogni cosa che ci accade in questa vita noi riceveremo un’adeguata compensazione ed avremmo acconsentito volentieri, se solo avessimo saputo prima.

Così funziona il sistema generale: esso si basa sul principio di riempimento. Anche se ora le persone soffrono, inevitabilmente esse saranno ricompensate in futuro. E’ solo questione di tempo. Le compensazioni portano beneficio al sistema. Il sistema non ha difetti. Al contrario ciascuno di noi aumenterebbe le afflizioni nella propria vita, se sapesse che verrà ricompensato per esse.

E’ un processo inevitabile, altrimenti sarebbe impossibile garantire un profitto spirituale. Infatti i vasi vuoti devono essere aperti, corretti e riempiti. In caso contrario la creazione, la quale possiede vasi infiniti, i desideri, che gestisce usandoli e riempiendoli alla perfezione, non potrebbe esistere.

Domanda: Se esiste un modo di capire che il Creatore è buono e fa il bene, allora perché siamo ancora qui in questo mondo terribile?

Risposta: Il Creatore è un sistema generale, bilanciato. E’ assoluto, un equilibrio nel quale la Luce ed il vaso dimorano una dentro l’altro. Tutto si basa su questo principio.

Sinora non hai visto il Creatore premiarti con mille monete per ciascun guaio. Più avanti, quando capirai, dirai “Ma che bel pensiero sta dietro tutto questo!”.

Quando ti correggi, tu ti distacchi dai tuoi desideri egoistici e ti sposti nel regno delle intenzioni. Allora la ricezione a beneficio dei tuoi desideri non è più l’essenza della tua vita, le intenzioni lo diventano. E smettendo del tutto di identificarti coi tuoi problemi, tu non te ne dimentichi ma addolcisci le proprietà dei tuoi vasi usando metodi diversi.

In questo mondo vediamo esempi simili di persone felici di ricordare i dolori del passato. Ad esempio mia madre, una donna benestante, a volte preferiva accontentarsi di un bicchiere di acqua calda ed un pezzo di pane raffermo. Questo le ricordava gli anni della sua gioventù, durante la seconda guerra mondiale, quando, studentessa, aveva sofferto la fame ed aveva ricevuto questa razione una volta al giorno.

Molti anni dopo lei aveva cibo in abbondanza ma non riusciva a trarne piacere allo stesso modo, poiché il suo desiderio non era un vaso così vuoto come era stato negli anni in cui aveva patito la fame. E non importa che all’epoca il pane fosse fatto soprattutto di segatura; tutto dipende dai nostri vasi, dai nostri desideri.

Noi non possiamo ignorare queste cose. Affrontiamo varie situazioni e grazie ad esse, quando ricordiamo le fasi del nostro cammino spirituale, che non sono mai scomparse e che non abbiamo mai veramente dimenticato, iniziamo ad usarle diversamente, non come faceva mia madre. Piuttosto, affrontando i nostri stati, quando riceviamo le Luci che discendono su di noi, noi cerchiamo di usare i nostri vecchi vasi ed in questo modo permettiamo che le Luci di NRNHY si rivelino.

Se tu consideri questo mondo come un incubo, questa è la tua visione. E’ detto: “Ognuno giudica in base ai suoi difetti”. Questo tuo ripudio si basa sulle mancanze dei tuoi vasi, tramite i quali vedi il mondo come un brutto posto. Se correggi i tuoi vasi, vedrai che non vi è nulla di sbagliato in questo mondo.

Salendo lungo la scala spirituale, tendiamo a giustificare il Creatore sempre di più. Questa è la cosa più importante! L’oscurità si trasforma in luce e l’amaro diventa dolce. Vedo il mondo man mano più corretto, anche se non lo è ancora del tutto perché, al momento, io non sono stato corretto completamente.

In base al mio livello di correzione io giustifico questo mondo e così connetto l’oscurità alla Luce. Per me la Luce splende già nell’unione, come una giornata luminosa, anche se la nostra unione non è ancora sufficiente. Passando le varie fasi spirituali, io vedo che tutto alla fine diventa qualcosa di buono.

L’unico consiglio che posso darti è di correggere i tuoi vasi, i desideri. Non c’è altro che tu possa fare. Se farai così, le guerre, le afflizioni e gli altri disastri spariranno dalla tua visione della realtà e non torneranno mai più. Baal HaSulam scrisse: “Non vi sono tiranni nel Regno del Signore”.

Lì non vi sono persone malvagie né il male. Tutta la realtà è solo un film, che ci conduce dall’inclinazione maligna fino ad un lieto fine.
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Dalla 2a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Le previsioni dei Profeti si sono materializzati?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mondo potrebbe già cominciare a sentire i nostri stessi pensieri, attraverso la divulgazione esterna, oppure dobbiamo creare una unità interna molto più profonda per questo? In che modo avverrà questo?

Risposta: Non lo so. Mi stai chiedendo di forme che non sono mai state rivestite nella sostanza del nostro mondo, ma per le quali c’è la libera scelta.

Malchut di Ein Sof, attraverso tutti i tipi di emanazioni: Shevirah (rotture), discese, correzioni, si evolve in cinque mondi che scendono verso il nostro mondo. Nel mondo fisico, la natura ha sviluppato con forza questo desiderio egoistico frantumato per esistere fino al nostro tempo. Ma niente in questo processo è mai accaduto secondo il desiderio della persona.

Lo sviluppo della creatura è realizzato in tre fasi: la discesa dall’alto verso il basso, lo sviluppo diretto, e l’ascesa dal basso verso l’alto. Noi ora stiamo cominciando a essere impegnati nel correggere i desideri rotti, che viene effettuato all’interno della “linea di mezzo.” Solo la terza fase prevede la libertà di scelta in cui io voglio sviluppare me stesso più rapidamente di quanto la natura mi avrebbe costretto a farlo.

Attraverso lo sviluppo di un anelito per la correzione attraverso il gruppo, attraverso gli amici, attraverso l’invidia, spingo me stesso in avanti. Gli amici mi aiutano ad avanzare sviluppando in me un sentimento egoistico astuto e crudele di essere soddisfatti e avere successo, e io non lo sono, e questo è ciò che mi aiuta ad avanzare.

Questo significa che nella nostra ascesa dal basso verso l’alto, esiste la possibilità di libertà d’azione in cui noi non ci limitiamo ad affrettare il tempo del nostro sviluppo, ma anche cambiare il suo flusso, il suo carattere, e il modo in cui verrà realizzata la correzione in una forma migliore e più rapida oppure da un lento percorso di sofferenza. Questo dipende unicamente dalla nostra scelta. Per questo ci riuniamo in un gruppo.

Quindi quando mi chiedete cosa ci sarà, o come deve essere un atto, in quale forma possiamo rivestire tutto ciò in futuro, io non lo so. Nessun profeta sa questo. Loro hanno scritto sugli stati futuri e li hanno descritti soltanto nella forma in cui essi ci costringeranno con la forza a uscire fuori dalla nostra natura brutale.

Ma se noi includiamo noi stessi in questo sviluppo e modifichiamo la nostra strada, allora sarà completamente diversa. Quindi non c’è niente da leggere in ciò che i profeti hanno scritto e mettersi a pensare a quando sarà concretizzata la loro profezia, poiché è incerto che sarà come avevano previsto. Abbiamo già fatto molte correzioni appropriate.

In che modo questo sarà veramente realizzato domani, noi ancora non lo sappiamo. Ma dal momento che stiamo andando avanti nella via della dazione, come questo avverrà non dovrebbe riguardarci. Noi vogliamo solo quel risultato dal nostro cammino: che dovrebbe essere la dazione verso il Creatore.

Ma se io chiedo rispetto al futuro, questo è un segno che io sono un egoista.
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Dal Congresso di Sochi  13.07.2014 , Lezione 2

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Nella maggior parte di noi ci sono dei razzisti nascosti

Dr. Michael LaitmanNelle Notizie (da Psychological Science): “Il mondo sociale è fatto a strati. Si conoscono le gerarchie sociali che spesso sono tacciate come anacronistiche o ingiuste.

Nonostante questo, le gerarchie possono continuare a persistere nella memoria sociale. In tre studi (totale di intervistati > 200,000), troviamo traccia delle gerarchie sociali nelle valutazioni implicite per razza, religione ed età. Gli intervistati hanno implicitamente valutato il loro gruppo di appartenenza razziale molto più positivamente ed i restanti gruppi razziali sono stati valutati in base alla seguente gerarchi: Bianchi>Asiatici>Neri>Ispanici. Allo stesso modo, gli intervistati hanno implicitamente valutato il loro gruppo di appartenenza religiosa molto più positivamente ed i restanti gruppi razziali sono stati valutati in base alla seguente gerarchi: Cristianesimo>Giudaismo>Induismo o Buddismo>Islam. In uno studio finale, i partecipanti di tutte le età hanno implicitamente valutato l’età dei gruppi seguendo questa regola: bambini>giovani adulti>adulti oltre i 30 anni>adulti oltre i 60 anni. Questi risultati suggeriscono che le regole di valutazione sociale sono profondamente radicate nella nostra cultura e nella nostra mente.”

Il mio commento: Solamente la correzione della Luce Superiore (Ohr Makif) attraverso il metodo della Kabbalah ci eleverà al di sopra di tutte le valutazioni soggettive e ci renderà indipendenti, liberi e pronti per l’eguaglianza e l’unità.
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In modo che non dimenticherai il dono dell’amore

Dr. Michael LaitmanDa Baal HaSulam, Lettera 2: “Perciò, vi consiglio di evocare dentro di voi la paura della freddezza dell’amore tra di noi. E sebbene la mente neghi questa descrizione, pensate da soli, se c’è una tattica con cui far crescere l’amore ed una persona non lo fa crescere, anche questo è considerata una mancanza.

E’ come una persona che fa un grande regalo ad un suo amico. L’amore che si manifesta nel suo cuore durante l’atto è diverso dall’amore che rimane nel cuore dopo l’atto stesso. Infatti, svanisce gradualmente ogni giorno fino a quando la benedizione dell’amore non viene completamente dimenticata.

In questo modo, colui che riceve il dono deve trovare ogni giorno una tattica per vederlo con occhi nuovi ogni giorno. Questo è tutto il nostro lavoro, tratteggiare l’amore tra di noi, ogni singolo giorno, proprio come se continuassimo a ricevere…”

Dalla parte di Elyon (Superiore) niente è cambiato dall’inizio della creazione, attraverso tutti i punti del processo dell’evoluzione fino alla fine della creazione. Tutto si sviluppa solamente in base alla nostra percezione, in modo che noi riuniremo tutti questi punti durante il nostro sviluppo ed in ognuno di questi punti scopriremo Ein Sof, l’amore assoluto, “non esiste nessuno tranne Lui”, che Egli è il bene e fa il bene, e che a parte questo non c’è niente altro che l’adesione con l’amato.

Non ci sono cambiamenti nell’atteggiamento del Creatore verso di noi, e ciò che noi dobbiamo raggiungere è che anche il nostro atteggiamento verso di Lui non cambi. Così, se talvolta un uomo sente l’improvvisa emozione dell’amore dentro di sé, dovrebbe capire che questa emozione gli arriva come esempio. E adesso deve risvegliare in sé questo stesse sentimento attraverso l’ambiente, lo studio e la preghiera, investendo tutte le proprie energie ed usando tutti i mezzi per il bene di riuscirci.

Deve concentrare tutta la sua attenzione solamente su questa cosa, in quanto noi dobbiamo raggiungere questo amore, non chissà quando, ma in ogni preciso istante lo dobbiamo scoprire dentro di noi. In ogni momento, dobbiamo provare a sentire l’amore dentro di noi, usando tutti i mezzi che appartengono all’adesione al Creatore. La nostra inclinazione deve essere sempre questa, in quanto in ogni momento le nostre sensazioni cambiano e ci viene chiesto di rinnovarle continuamente. Questo è il modo in cui aderiamo ai mezzi che ci connettono al Creatore e poi ci connettiamo al Creatore attraverso questi mezzi usando le connessioni dell’amore.

Un uomo deve ricordare tutti i suoi pensieri e tutte le sue emozioni, rinnovare i ricordi che sono legati alla scoperta della connessione, dell’amore e della devozione. Questo è ciò che viene chiamato fare un patto con il Creatore. Ogni uomo cade continuamente nell’oblio, tuttavia egli deve sempre rinnovare le sue sensazioni e ritornare a questo amore. In base all’esempio che gli viene dato dall’alto, egli deve cercare di raggiungere la stessa devozione dal basso.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.08.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 68

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

Sei Passi

Non possiamo neanche immaginare come noi, gente del pianeta Terra, siamo vicini gli uni agli altri.

Sapete quante persone ci sono tra, per esempio, un tecnologo dell’ India e un archivista dell’Estonia? Si scopre solo sei.

Nel 2002, il sociologo americano Duncan Watts e i suoi colleghi hanno condotto un esperimento impressionante.

Un compito è stato dato a più di 98 000 volontari. Tramite i loro conoscenti, sparsi in tutto il mondo, hanno mandato un messaggio email a un destinatario sconosciuto, arbitrariamente scelto per questo scopo.

L’elenco dei destinatari conteneva un professore universitario, un archivista dell’ Estonia, un ingegnere dell’ India, un poliziotto australiano, un veterinario dell’esercito norvegese, e altri. C’erano in totale diciotto persone.

L’esperimento ha mostrato che, mediamente, era necessario inoltrare il messaggio sei volte in modo che giungesse a destinazione.

“Questa progressione di esseri umani al di fuori di una condizione apparentemente anarchica in aggregazioni sempre più grandi e sempre più ordinate – di bande, villaggi, città e stati – può infatti essere capita come una salita graduale nella dimensione e complessità di una rete sociale. E oggi questo processo sta continuando a svolgersi per come si diventa iperconnessi.” (Nicholas Christakis e James Fowler, Connessi)

Siamo connessi attraverso una rete. Ci influenziamo direttamente o indirettamente. Per esempio, il caffè raccolto in Brasile, come la vodka prodotta in Russia, la gente li beve in tutto il mondo, con tutte le conseguenze positive o negative. Si può definire questo un legame diretto tra i paesi.

I rapporti indiretti includono tutto ciò che riguarda i rifiuti associati alla produzione dello stesso caffè e vodka, nonché la produzione di energia necessaria per questo. Tutto ciò è noto da molto tempo.

“L’umanità, come una sostanza vivente, è indissolubilmente legata con processi materiali-energetici dell’involucro geologico specifico della Terra – la sua biosfera. Non può essere fisicamente indipendente da essa neanche per un minuto.” (Vladimir I. Vernadsky, (“Some Words About the Noösphere [Alcune parole a proposito della Noosfera”])

Ogni anno sono in aumento le tendenze per l’unità e l’interdipendenza. Che ci piaccia o no. Che ne siamo consapevoli di questo o no. Il termine “globalizzazione” è diventato da qualche tempo una parola di tutti i giorni in tutte le lingue. L’ambasciatore Wu Jianmin, Presidente, Cina Università degli affari esteri dice quanto segue:

“Il mondo del 21° secolo è diverso da quello in cui vivevamo prima. Siamo passati dalla distruzione assicurata reciproca, all’ interdipendenza economica.”

Che ci piaccia o no, la globalizzazione sta guadagnando slancio e rende il nostro mondo profondamente interdipendente. Un esempio cospicuo è il rapporto tra la Cina e gli Stati Uniti.

Nel 1972, il fatturato del commercio tra i due paesi ammontava a US$5 milioni, e nel 2012 ha raggiunto US$500 miliardi.

Nel 1972, gli investimenti degli Stati Uniti nell’economia cinese erano pari a zero, oggi sono saliti a US 60 miliardi. (Global Affairs).

Le interconnessioni sono una cosa buona. È difficile da discutere. Tuttavia, una conseguenza diretta di tali rapporti profondi è l’interdipendenza. Ed è irta di conseguenze, e non sempre piacevole. È a causa di questo rapporto e questa interdipendenza che la crisi finanziaria è scoppiata nel 2008.

Che possiamo fare, come possiamo connettere ciò che apparentemente non può essere collegato? Abbiamo bisogno di qualche metodologia speciale per risolvere questo problema a quanto pare irrisolvibile. Però questa metodologia è in giro da lungo tempo. Con il suo aiuto, Abramo ha connesso persone completamente diverse in una nazione singola con un destino unico.

“Il conflitto tra il bene e il male che procede incessantemente nel petto di un uomo, da nessuna parte raggiunge una tale intensità come nella razza ebraica. La doppia natura del genere umano non è in nessun luogo più forte o più terribilmente esemplificata.” (Winston S. Churchill, “A Struggle for the Soul of the Jewish People [Una lotta per l’anima del popolo ebraico”])

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