Ad oggi secondo gli studi sull’evoluzione della Terra, possiamo concludere che tutto quello che si è formato è stato diretto tramite espansione e connessione. L’ estensione è un diffuso sparpagliamento, mentre la connessione significa comunicazione, l’unione delle parti.
Queste due forze stanno agendo nel nostro mondo e devono essere equilibrate. Queste forze si stabilizzano in sistemi molto complessi durante l’evoluzione, tramite la giusta integrazione tra di loro, che si sviluppano ulteriormente tramite l’estensione e la connessione dei lori confini.
Da questo punto di vista, il programma lavora in perfetta armonia tra dispersione e unificazione delle parti. Ma gli esseri umani inseriscono molte distorsioni nel processo.
Tutto si fonda sull’equilibrio tra l’espansione e la contrazione, il raffreddamento ed il riscaldamento e su altri fenomeni che derivano da queste forze di base. Queste agirono anche al tempo della creazione della crosta terrestre quando il fuoco eruppe da sotto di essa. E poi ancora quando la terra si raffreddò e divenne solida.
Questo ciclo continua sino a che si trova un equilibrio: il calore fu raccolto dentro l’interno della Terra, il raffreddamento creò un pellicola dura e rese possibile lo sviluppo delle forme di vita vegetali ed animali. In un modo o nell’altro queste forze erano concepite per creare una particolare connessione in modo tale che il raffreddamento ed il calore cooperassero in modo equilibrato. Allora dove ci porta tutto questo? Qual è il nostro prossimo stato?
E qui giungiamo ad un pensiero sorprendente. Gli esseri umani stanno vivendo nella società umana; in questo differiscono dalla natura inanimata, vegetale e animale. Dal punto di vista sociale, stiamo diventando una sola umanità globale dove tutto è integralmente collegato a tutto il resto.
Questo significa che apparentemente dobbiamo proteggere e costruire un equilibrio tra due forze: una forza centrifuga (che scappa dal centro verso l’esterno), che ci porta a distanziarci gli uni dagli altri, ed una centripeta che è diretta verso il centro, connettendoci gli uni agli altri. Questi due fattori, verso l’esterno e verso l’interno, devono equilibrarsi.
Anche se a volte uno supera l’altro, questo è il modo con cui avanziamo nel nostro sviluppo, muovendo un piede dopo l’altro. Ma in tutti i casi, mantenendo un equilibrio tra queste forze che incombono sopra di noi.
E qui c’è il problema. Al momento usiamo la forza per connetterci e la forza di repulsione ma le usiamo solo egoisticamente. Per esempio: sono pronto a connettermi con altri per sconfiggere qualcuno o per ottenere qualcosa. In altre parole, ci connettiamo non per la causa dell’evoluzione, ma per ottenere un beneficio dai contrasti che si generano tra di noi.
La verità è che vediamo uno sforzo costante nella natura, anche nel nostro livello umano: i conflitti non sono più diretti istintivamente. Spetta a noi di integrare queste due forze di base in un modo differente, connettendoci gli uni con gli altri. Questo riguarda la costruzione di una specie umana completamente diversa: la nuova società.
Prima di tutto, la nostra unione umana deve essere completa ed assoluta. Deve utilizzare tutte le forze della distanza, della separazione, dell’odio, ecc..
Di principio questa connessione è concepita per creare un solo insieme dalla società umana dell’intero mondo, che vivrà su di un altro livello di comprensione e di ottenimento come una sola entità, come un solo corpo. Ed allora noi saremo “cellule” di questo “corpo” collettivo e sentiremo una nuova, più elevata, forma di esistenza rispetto a quando ciascuno di noi era separato. Questa è la conclusione che possiamo trarre da quello che vediamo oggi.
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L’Antica Babilonia è stata la culla di diverse correnti e di diversi metodi spirituali. Prima del tempo di Abramo, i Babilonesi vivevano in pace, in amore e amicizia come i discepoli di Noè avevano insegnato loro. Tuttavia, dopo la crescita dell’ego, iniziarono ad allontanarsi gli uni dagli altri e si divisero in molti gruppi.
Ogni gruppo iniziò ad adorare un proprio dio (una qualità o forza) come conseguenza di una propria inclinazione interiore. Non si trattava di adorare semplicemente delle pietre o degli alberi, ma di adorare le forze della natura. In questo modo, apparvero molti dei che includevano la magia bianca e nera, l’astrologia e altri metodi, e questi dei esistono ancora al giorno d’oggi.
Abramo visse una tragedia reale quando si rese conto che doveva separarsi da tutti e che doveva creare una scuola radicalmente nuova. La differenza tra la sua scuola e le altre era enorme perché la sua metodologia si basava sull’uso delle forze negative per conseguire un’inclinazione positiva. Gli insegnamenti di tutte le altre scuole erano costituiti su un metodo per placare le forze negative della natura e per vivere in accordo e in armonia con queste forze.
Abramo credeva che non c’è nulla di negativo nel mondo. Se una cosa sembra negativa, è solamente perché non la usiamo nel modo corretto. Nel momento in cui iniziamo ad usare le forze negative correttamente, elevandoci al di sopra di esse con l’aiuto delle forze positive, iniziamo immediatamente ad ascendere. In questo modo le forze negative sono proprio essenziali, poiché esse originano tutte dal Creatore che è buono e generoso. E’ solamente l’uso che facciamo di queste forze ad essere sbagliato. Il sistema spirituale obbliga un uomo a lavorare su se stesso in modo da collocare le sue qualità positive e negative in modo corretto.
Con la divulgazione e la spiegazione del suo metodo, Abramo incontrò dei periodi molto difficili con i suoi concittadini. Di conseguenza, egli dovette lasciare l’antica Babilonia e staccarsi totalmente da ciò che nel cuore e nella mente conosceva dal precedente livello, cioè, doveva rinunciare totalmente al politeismo e a tutti i tipi di pratiche spirituali. Egli sapeva che c’è solamente l’uomo, e la società nella quale l’uomo vuole assomigliare al Creatore, ed il Creatore stesso.
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Il mio articolo, “Chi sei Popolo di Israele?,”
Chi Sei Popolo di Israele?
Di: Michael Laitman
Sempre più spesso gli Ebrei si sentono perseguitati e terrorizzati. Da Ebreo spesso mi chiedo il motivo di questa sofferenza senza fine.
Alcuni credono che le atrocità della seconda guerra mondiale sarebbero inconcepibili ai giorni nostri. Eppure vediamo con quanta facilità e asprezza si stia ricreando la situazione che ha preceduto l’olocausto; sempre più spesso e sempre più apertamente si sente gridare “Hitler aveva ragione”.
Ma c’è speranza. Possiamo invertire questa tendenza e per questo è necessario prendere coscienza del quadro generale.
Dove ci troviamo e da Dove Veniamo
L’umanità si trova ad un incrocio. La globalizzazione ci ha resi interdipendenti ma, allo stesso tempo, odio e alienazione aumentano tra le persone. Questa situazione, insostenibile e decisamente esplosiva, ci impone di decidere quale direzione dovrà prendere l’umanità. Ma per capire come noi, il popolo Ebraico, siamo coinvolti in tutto questo, dobbiamo tornare al passato, quando tutto ebbe inizio.
Il popolo di Israele si formò circa 4000 anni fa nell’antica Babilonia. Babilonia era una civiltà fiorente e il suo popolo si sentiva interconnesso e unito. Com’è scritto nella Torah “Tutta la terra aveva un medesimo linguaggio e usava le stesse parole” (Genesi 11:1).
Il loro legame si rafforzava sempre più ma al contempo cresceva anche il loro ego. Cominciarono a sfruttarsi l’un l’altro e infine ad odiarsi. Così, mentre i Babilonesi si sentivano connessi, tra di loro aumentò l’alienazione a causa dell’ego crescente.
Di conseguenza i Babilonesi si sentivano tra l’incudine e il martello e cominciarono a cercare una soluzione alla loro difficile situazione.
Due Soluzioni alla Crisi
La ricerca di una soluzione portò a due opinioni contrastanti. La prima, quella di Nimrod, il re di Babilonia, era naturale e istintiva: la dispersione. Il re sosteneva che quando le persone sono lontane tra loro non litigano.
La seconda soluzione era quella di Abramo, un famoso saggio babilonese dell’epoca. Egli sosteneva che, in base alla legge della Natura, la società umana era destinata a unirsi e quindi si impegnò a unire i Babilonesi, a dispetto e al di sopra dell’ego crescente.
In breve il metodo di Abramo prevedeva l’unione delle persone al di sopra del loro ego. Quando cominciò a divulgare questo suo metodo tra i suoi conterranei “migliaia e decine di migliaia di persone si riunirono intorno a lui, e… instillò questo principio nei loro cuori” scrive Maimònide (Mishneh Torah, Parte 1). Il resto del popolo scelse il metodo di Nimrod, la dispersione, come fanno i vicini litigiosi che cercano di evitarsi a vicenda. Queste persone che si dispersero divennero nel tempo ciò che oggi chiamiamo “la società umana”.
Soltanto ora, dopo circa 4000 anni, cominciamo a capire chi aveva ragione.
Le Radici del Popolo di Israele
Nimrod costrinse Abramo e i suoi discepoli ad abbandonare Babilonia ed essi si stabilirono nella terra che ora conosciamo come “la terra di Israele”. Essi lavorarono per costruire unione e coesione in base al principio “ama il tuo prossimo come te stesso”, si unirono al di sopra dei loro ego e così scoprirono “la forza dell’unione”, l’energia nascosta della Natura.
Ogni sostanza consiste di due forze opposte, connessione e separazione, e queste forze si equilibrano a vicenda. Ma la società umana si evolve usando solo la forza negativa, l’ego. In base al piano della Natura è necessario che noi, coscientemente, compensiamo la forza negativa con quella positiva, l’unione.
Abramo scoprì la saggezza che porta all’equilibrio, oggi noi la chiamiamo “la saggezza della Kabbalah”.
Israele Significa Diretto al Creatore
I discepoli di Abramo si definirono Ysrael (Israele) per via del loro desiderio di andare Yashar El (diretti a Dio, il Creatore). Cioè essi desideravano scoprire la forza di unione della Natura, in modo da riequilibrare l’ego che si ergeva tra loro. Grazie alla loro armonia si ritrovarono immersi nella forza di unione, la forza superiore, la forza radice della realtà.
Oltre a questa scoperta il popolo di Israele apprese anche che nel corso dello sviluppo umano gli altri Babilonesi, quelli che seguirono il suggerimento di Nimrod, disperdendosi nel mondo, e che sono poi divenuti l’attuale umanità, avrebbero anch’essi dovuto raggiungere l’unione. Questa contraddizione tra il popolo d’Israele, formatosi attraverso l’unione, e il resto dell’umanità, formatasi come conseguenza della separazione, è sentita persino ai nostri giorni.
Esilio
I discepoli di Abramo, cioè il popolo di Israele, attraversarono molte lotte interiori. Ma per quasi 2000 anni la loro unione prevalse e fu il fattore che tenne insieme le persone. Infatti i loro conflitti ebbero un unico scopo, quello di far aumentare l’amore tra loro.
Tuttavia, circa 2000 anni fa, l’ego scoppiò tra loro a una tale intensità che essi non riuscirono a mantenere la loro unione. Odio immotivato ed egoismo proruppero e imposero loro la via dell’esilio. Questo esilio, più che un esilio dalla terra fisica di Israele, è esilio dall’unione. L’alienazione all’interno della nazione di Israele causò la loro dispersione tra le nazioni.
Tornando al presente, oggigiorno l’umanità si trova in uno stato analogo a quello degli antichi Babilonesi: uno stato di interdipendenza, da una parte, odio e alienazione dall’altra. E, visto che siamo completamente interdipendenti in questo nostro “villaggio globale”, il metodo di Nimrod che prevede la divisione non è più praticabile.
Ora è necessario adottare il metodo di Abramo: questo è il motivo per cui gli Ebrei, che applicarono il metodo di Abramo connettendosi, ora devono ritrovare la loro unione e insegnare il metodo della connessione all’intera umanità. E se non lo faremo di nostra spontanea volontà, le nazioni del mondo ci costringeranno a farlo con la forza.
A tale proposito è interessante leggere le parole di Henry Ford, fondatore della casa automobilistica Ford e noto antisemita, nel suo libro The International Jew – The world’s foremost problem (L’ebreo internazionale – Il problema più importante del mondo): “La società ha una grande rivendicazione nei suoi confronti (l’ebreo): che egli… inizi ad adempiere… all’antica profezia per cui per suo tramite tutte le nazioni della terra dovrebbero essere benedette”.
Alla base dell’Anti-Semitismo
Dopo migliaia di anni, passati nel tentativo di costruire una società umana di successo usando il metodo di Nimrod, le nazioni del mondo stanno iniziando a comprendere che la soluzione ai loro problemi non è tecnologica, né economica o militare. Inconsciamente sentono che la soluzione sta nell’unione, che il metodo di connessione esiste tra la gente di Israele e quindi riconoscono che dipendono dagli Ebrei. Per questo biasimano gli Ebrei, perché essi possiedono la chiave della felicità del mondo.
Così, quando la nazione di Israele cadde dall’altezza morale dell’amore per gli altri, tra le nazioni del mondo iniziò l’odio nei confronti di Israele. E così, tramite l’antisemitismo, le nazioni del mondo ci spronano a svelare il metodo della connessione. Rav Kook, il primo rabbino capo di Israele, fece riferimento a questo fatto affermando “Amalek, Hitler e così via ci risvegliano alla redenzione” (Essays of the Raiah – Saggi del Raiah, Vol. 1).
Ma il popolo di Israele non sa di possedere la chiave della felicità del mondo e che la vera origine dell’antisemitismo sta nel fatto che gli Ebrei portano dentro di loro il metodo della connessione, la chiave della felicità, la saggezza della Kabbalah, ma non la rivelano a tutti.
Il Dovere di Svelare la Saggezza
Mentre il mondo geme sotto la pressione di due forze contrapposte, la forza globale di connessione e la forza di repulsione dell’ego, stiamo ripiombando nella stessa situazione esistente nell’antica Babilonia prima della sua rovina. Ma oggi non possiamo separarci gli uni dagli altri per sedare i nostri rispettivi ego. L’unica opzione è lavorare per la nostra connessione, per la nostra unione. Dobbiamo aggiungere la forza positiva nel mondo, la quale bilancerà la forza negativa dell’ego.
Il popolo di Israele, che discende da quegli antichi Babilonesi che seguirono Abramo, deve mettere in pratica la saggezza della connessione, cioè la saggezza della Kabbalah. E’ necessario che esso sia d’esempio per l’intera umanità e quindi diventi una “luce per le nazioni”.
Le leggi della Natura stabiliscono che raggiungeremo tutti uno stato di unione. Ma esistono due vie per raggiungerla: 1) una via lastricata di sofferenze a livello mondiale (guerre, catastrofi, epidemie e disastri naturali) o 2) una via che porti al graduale riequilibrio dell’ego, la via lungo la quale Abramo condusse i suoi discepoli. E quest’ultima è quella che noi suggeriamo.
L’Unione è la Soluzione
É scritto nel Libro dello Zohar “Tutto si basa sull’amore” (Porzione VaEtchanan), dato che “ama il tuo prossimo come te stesso” è la legge fondamentale della Torah ed è anche l’essenza del cambiamento che la saggezza della Kabbalah offre all’umanità. É un dovere per il popolo Ebraico unirsi allo scopo di condividere il metodo di Abramo con l’intera razza umana. Secondo Rav Yehuda Ashlag, autore del commentario Sulam (la scala) del Libro dello Zohar, “È responsabilità della nazione di Israele qualificare se stessa e tutte le persone del mondo… per svilupparsi fino ad assumere la responsabilità del sublime lavoro dell’amore verso gli altri, che è la scala che porta allo scopo della Creazione.” Se facciamo questo, troveremo le soluzioni a tutti i problemi del mondo, incluso l’antisemitismo.
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Dalle notizie (Dal The Richest): “La Depressione è una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Ovviamente possiamo sentirci male o giù a volte, ma quando qualcuno è affetto dalla depressione, non finisce mai ed a volte è una battaglia che consuma completamente[…]
“Anche se le depressione non fa preferenze tra le persone, sembra che ci sia una qualche stratificazione demografica per cui alcuni sono più depressi di altri. Indipendentemente dal fatto che i fattori siano l’economia, la cultura, il background, vale la pena esaminare come mai alcuni paesi hanno tassi più altri di depressione rispetto ad altri[…]
“ Secondo il United Census Bureau ed il Center for Disease Control and Prevention, circa il 5.4% della popolazione del mondo ha a che fare con una forma di depressione.
10. Italia – 3.8%. E’ interessante osservare nel dettaglio gli aspetti sociologici della depressione in Italia. Secondo un’indagine a livello nazionale, il 75% dei soggetti ritiene che chi soffre di una malattia mentale dovrebbe evitare di parlarne. Gli Italiani non sono esenti da queste malattie, il 4% ammette di poterne soffrire. Riguardo alle cause della depressione, queste variano secondo le dinamiche personali (per es. morte, divorzio, scuola, denaro) ed inoltre la condizione politica difficile e l’ambiente economico in Italia sono molto probabilmente dei fattori importanti.
9. Messico – 4.8% Gli studi hanno mostrato che in Messico la depressione colpisce di più le donne che non gli uomini, e che cresce con l’età. Ma ci sono tassi minori tra coloro che hanno una maggior educazione. Per valutare bene la depressione in Messico bisogna considerare la cultura locale. Se c’è successo allora c’è una riduzione dei tassi di depressione. Il Successo può significare qualunque cosa dal matrimonio, all’avere dei figli all’avere una buona educazione: la depressione era molto più alta tra le donne single, divorziate o vedove.
8. Spagna – 4.9% In termini percentuali in questo paese i giovani sono molto soggetti alla depressione.
7. Belgio – 6.2% Recentemente la depressione è diventata un’epidemia in Belgio. Il paese è stato sulle cronache recentemente per essere il primo paese a legalizzare l’eutanasia in certi casi estremi di bambini malati […] L’idea è che più ci sono soggetti depressi più potrebbero esserci cittadini del Belgio che si uicidano e che con l’eutanasia più accessibile, le persone che hanno considerato di porre un termine alla loro vita potrebbero trovare un mezzo pià adeguato e legale.
6. Libano – 6.6% Non si può negare che la vita in Libano è molto stressante per via dei molti che vedono a rischio le loro case, il loro lavoro e lo loro famiglie. Le tendenze mostrano che i cittadini Libanesi preferiscano i farmaci alla terapia, soprattuto per via dei costi crescenti di quest’ultima. Ma si è anche visto che la percezione culturale della terapia è un possibile motivo per il fatto che i malati di depressione Libanesi evitano il trattamento. Un rapporto del 2011 riguardo al problema nel Daily Star Lebanon dichiarava che i Libanesi “non credono in una terapia basata sulle parole”.
5. Colombia – 6.8% Il Paese ha attraversato un periodo di difficoltà politica, guerre e crisi economica – Si è supposto che se ci fossero più risorse per il trattamento, il tasso di depressione avrebbe potuto essere ridotto.
4. Olanda – 6.9% Se facciamo un confronto con il resto dell’Europa, gli olandesi hanno un tasso di depressione decisamente più elevato – il che sembra in qualche modo contraddire gli studi più recenti che suggeriscono che l’Olanda è il miglior paese dove crescere dei bambini. Ma i residenti olandesi chiedono al mondo di considerare il contesto e la percezione – Dicono che la cultura olandere è solamente un poco più cupa di quella dei loro vicini.
3. Francia – 8.5% I Francesi sono i migliori candidati per la depressione clinica, visto lo stereotipo del Francese che si veste spesso di nero, beve caffè o vino, il tutto mentre fuma una sigaretta ed approccia la vita in un modo cinico… Nel 2008 è emerso che i cittadini Francesi consumano più antidepressivi di qualsiasi altro paese nel mondo.
2. Ukraine – 9.1% E’ sotto gli occhi di tutti al momento quante tensioni ci siano in Ucraina. Comunque i ricercatori, gli psichiatri e gli psicologi hanno spiegato il tasso di depressione correlandolo alla transizione dallo stato post-comunista e per lo stress seguito all’incidente del 1986 a Chernobyl. Ovviamente lo sconbussolamento politico che sta succendendo proprio ora in Ucraina non migliorerà la situazione.
1. Stati Uniti – 9.6% Non c’è dubbio che il Nord America abbia i suoi problemi politici ed economici. Le persone stanno perdendo il loro lavoro e l’economia si sta lentamente riprendendo dalla recessione. Gli Americani sono giustificati ad essere depressi in un paese dove i prezzi sono in crescita e le paghe in decrescita.
Il mio commento: Ovviamente, tutto questo secondo i sondaggi, ma le persone preferiscono non parlare dei loro sentimenti. La cosa principale non sono gli indici statistici ma le tendenze. Davanti a noi ci sono due scenari: o l’oscurità del Medio Evo o una rieducazione verso l’amore e la dazione.
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600.000 anime sono parti di una sola anima creato dal Creatore. Questo singolo essere creato è stato suddiviso in parti che noi chiamiamo “600.000” anime. Tuttavia, questo numero non indica la quantità, ma piuttosto la qualità del collegamento tra di loro.
Quando il Creatore dà origine al desiderio di ricevere piacere, ogni cosa è un tutto unico, il Creatore, il vaso e la Luce sono come fossero uno. Ma in questo stato, nè il desiderio né la Luce hanno il senso della separazione e della connessione, non sentono se la creatura esista o meno. C’è completa assenza di ogni sensazione, perché ogni sensazione nella creatura può essere rilevata solo attraverso la contrapposizione tra la creatura stessa e ciò che sente.
Per questo, è necessario distinguere tra la Luce e il vaso e sentire le loro completa opposizione e connessione.
Tuttavia, quando il vaso e la luce si collegano, la loro differenza non si annulla perché l’amore emerge sull’odio.
Entrambi hanno le qualità per emergere. La distanza tra odio e amore, il buio e la luce (l’odio si rivela come il buio e l’amore come la luce), dà la sensazione alla creatura della sua esistenza e la comprensione di dove esso esiste e con chi è connesso. Questa è la ragione per cui il Mondo dell’Infinito non è sufficiente a delineare la creatura e renderlo indipendente.
Solo dopo che la creatura passa attraverso l’intero processo del suo sviluppo, il che significa che inizia dalla prima fase, scende al secondo e poi sale di nuovo al terzo, inizia a capire qualcosa di come era il primo stato. L’essere creato diventa indipendente e simile al Creatore. Ecco perché si chiama Adam.
In principio (fase 1), la creatura era solo una goccia di sperma. Poi, si rende conto che la rottura si è verificata e la corregge. In questo modo, la creatura raggiunge la perfezione. Non è considerata più una goccia di sperma, ma anzi, ha il potere di 600.000 anime, e rappresenta l’uno, il grande, l’anima autonoma.
“Seicento mila” sta per sei Sefirot di Zeir Anpin moltiplicato per dieci Sefirot in ciascuna di esse e poi da diecimila, il potere della salita di Zeir Anpin a Arich Anpin che governa tutte le correzioni. 60 x 10.000 = 600.000. Quindi, l’anima comune (il generale, finale, lo stato corretto) è chiamata 600.000 anime.
[21.991]
(Dalla quarta parte della lezione quootidiana di Kabbalah 9/26/10, “600.000 anime”)
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Come ha detto il grande Kabbalista Ari 300 anni fa prima di Darwin, l’Uomo si è originato dalla scimmia e si è sviluppato gradualmente. L’Ari ha detto che il corpo fisico di una persona è derivato dalla scimmia, mentre l’interiorità, il contenuto spirituale è determinato dalla combinazione delle forze superiori. La Kabbalah tratta con la persona stessa e non con il corpo materiale.
Ogni persona si sviluppa grazie ad una connessione con il suo ambiente, attraverso cui assorbe attributi e opinioni degli altri. Una persona non si può sviluppare se vive sola nel bosco. Ci sviluppiamo grazie alla nostra incorporazione reciproca.
E’ detto, “Vai e guadagnati da vivere con l’altro” questo, in spiritualità significa che tutti includono tutti gli altri e così ci si sviluppa. Al punto che una persona assorbe i desideri degli altri,egli sviluppa la conoscenza e le regole di comportamento. Nessuno si può sviluppare da solo. Una persona non si sviluppa perché diventa più sveglia, ma assorbendo dagli altri.
Nella misura in cui ci arricchiamo attraverso la nostra reciproca incorporazione, raggiungiamo scoperte scientifiche nuove e scopriamo una nuova società. Non c’è nessun altro fattore per il quale possiamo scoprire la nuova realtà, sia in senso corporeo che in senso spirituale, se non per la quantità della nostra incorporazione e connessione fra le persone. Così, espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo tutti arricchiti grazie agli altri, e cominciamo a vedere un’immagine sempre più complessa. Questo include la rivelazione di nuove forze e leggi, lo sviluppo della scienza e tutto ciò si rivela a una persona secondo la complessità della sua incorporazione in tutti gli altri.
Viviamo in una realtà perfetta, e tutto quello che c’è da sapere su di essa già esiste. Comunque, allo scopo di scoprire questo, ci dobbiamo incorporare e connettere in modo più forte con tutte le parti che sono dentro ognuno di noi. Quando inizieremo a raccogliere queste parti dopo la frantumazione, questa connessione ci permetterà di scoprire la saggezza della realtà, la vera forma che si chiama lo sviluppo della scienza.
Scopriamo di più e ancora di più perché ognuno di noi è incorporato in tutti gli altri. Questa complessità, questa connessione, ci permette di capire l’immagine della realtà nonostante la separazione, paragonando il più e il meno, confrontando le condizioni e gli attributi opposti.
Allora, anche su ogni livello del mondo corporeo, il nostro successo dipende soltanto dalla connessione tra tutte le parti strane. Questo determina il nostro sviluppo mentale ed emotivo, sia il corporeo che lo spirituale, come risultato della frammentazione e la sua correzione.
Solo attraverso la connessione e la complementarietà reciproca giusta scopriremo l’essenza generale della realtà cioè quello che si chiama il Creatore, la forza che è al di là di tutta la realtà. Com é scritto, “Dalle Vostre azioni Vi conosceremo” significa che raggiungeremo l’idea originale che tutto è stato creato da Lui come il risultato della scoperta della realtà, delle sue forze e dei suoi differenti fenomeni.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 22.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)
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