Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.03.2015

Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 11 (1988)
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Zohar per tutti, Parashat “Estratto di Pasqua”, brani selezionati, articolo 251
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 15, Histaklut Pnimit, punto 44
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “Questo è per Giuda”
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I giovani sentono di non avere nulla per cui vivere

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da BBC News): “Più di tre quarti di un milione di giovani nel Regno Unito sentono che non hanno nulla per cui vivere, afferma uno studio fatto per la Prince’s Trust charity.

La relazione ha rilevato che il 9% di tutti gli intervistati concordano con l’affermazione: “Non ho nulla per cui vivere” e dice che se il 9% di tutti i giovani sente la stessa cosa, questo equivale a circa 751.230 giovani che hanno la sensazione di non avere nulla per cui vivere. […]

“La ricerca ha trovato che ai giovani disoccupati di lunga durata hanno più del doppio delle probabilità dei loro coetanei di esserli stati prescritti anti-depressivi.

“Uno su tre (32%) aveva pensato al suicidio, mentre uno su quattro (24%) aveva danneggiato se stesso.

La relazione ha rilevato che il 40% dei giovani disoccupati aveva affrontato i sintomi della malattia mentale, inclusi i pensieri suicidi, sentimenti di disgusto di sé e attacchi di panico, come conseguenza diretta della disoccupazione.

“Tre quarti dei giovani disoccupati di lunga durata (72%) non hanno qualcuno con cui confidarsi, afferma lo studio.

“Martina Milburn, amministratore delegato della Prince’s Trust charity, ha dichiarato: ‘La disoccupazione è già dimostrato che provochi devastanti e duraturi problemi di salute mentale tra i giovani.’ Migliaia si svegliano ogni giorno credendo che la vita non valga la pena viverla, dopo aver lottato per anni in coda al sussidio di disoccupazione.”

Il mio commento: Non è sufficiente fornire alla persona le cose basilari per le esigenze fondamentali della vita. La gente deve vedere qualche significato, dovere, comunicazione, e alcuni risultati nella loro vita. Pertanto, portando le persone in gruppi e lavorando sulla loro aspirazione per un grande scopo darà loro un incentivo e la salita al di sopra dell’umanità di oggi e li trasformerà in docenti, istruttori e organizzatori dell’educazione integrale, che è la professione più necessaria nel mondo.
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Senza le interferenze non abbiamo bisogno del Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa dipende da noi?

Risposta: Solamente la costruzione della giusta mancanza dipende da noi; mentre la Luce Superiore è assolutamente ferma, immobile. Solamente nella misura della forza della mancanza e delle sue componenti è possibile vedere la Luce in base alla sua intensità e qualità.

In base a quanti discernimenti ci sono dentro la mancanza, vedremo la Luce semplice, la Luce di Nefesh—che si trova nell’immobilità (Nefisha), senza movimento—o la Luce di Ruach (il vento) che già si muove e che si trova nel movimento. Dopo di questo, scopriamo Ohr Neshama che ci mostra la fonte da cui arriva la Luce. Iniziamo a vedere in essa il desiderio di Colui che è Superiore che è attribuito a noi.

Dopo di questo, arriva la Luce di Haya che ci mostra in che modo, con il nostro desiderio forte, complesso, e versatile, possiamo anche entrare in contatto con la Luce Superiore ed iniziare a lavorare con essa.

Poi arriva l’ultima Luce, la Luce di Yechida, quando tutto è unito attraverso la reciproca dazione.

Domanda: Qual è la differenza tra l’intensità della Luce e la Qualità della Luce?

Risposta: Intensità e qualità sono due componenti dell’intensità della Luce. Nello stesso modo, nell’elettricità, c’è un alimentatore che è determinato in base al numero di voltaggio della corrente. Questo determina quanto si può produrre dall’alimentatore, in altre parole, la capacità di funzionare e di compiere il lavoro richiesto.

La quantità e la qualità sono insieme corrette. Nella Luce Superiore, non c’è alcuna differenza tra la quantità e la qualità. Riguarda soltanto coloro che ricevono. Tutta la sostanza del livello inanimato ha lo stesso valore di quello vegetativo. Ne consegue che una parte vegetativa è grande in qualità, in contrasto all’intera natura del livello inanimato, che è grande in quantità.

Domanda: Allora, che cosa abbiamo bisogno di domandare?

Risposta: Abbiamo bisogno di domandare solamente la mancanza. E’ un bene che adesso stiamo ricevendo una mancanza durante la divulgazione. Non c’è niente che abbia più valore di questo. Sentirci obbligati con il mondo intero è la cosa migliore in assoluto. Questa è la stessa mancanza nella quale scopriamo tutta la realtà, tutti i fenomeni del Creatore.

Questa mancanza ci obbligherà a sentire quanto desideriamo il Creatore. Fino ad oggi, non abbiamo avuto bisogno del Creatore, ma, oggi, Egli è diventato per noi una necessità, come l’aria, non per niente è scritto, “Venga il Faraone!” in quanto, senza il Faraone, non avremmo bisogno del Creatore.

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.05.2014

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Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, articolo 20
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Zohar per Tutti, Parashat “Estratto di Pasqua”, voce 117
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 15, Histaklut Pnimit, punto 24
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’Eredità della Terra”
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Buone azioni come conseguenza di cattivi comportamenti

Dr. Michael LaitmanDalla stampa (The Economist): “’La VIRTU’ secondo George Bernard Shaw, ‘è una tentazione insufficiente’. Ma una nuova ricerca sugli schemi di consumo orientati dall’ambiente suggerisce che la virtù e l’auto-indulgenza spesso vanno mano nella mano.

“Un recente saggio di Uma Karmarkar della Harvard Business School e di Bryan Bollinger della Duke Fuqua School of Business sostiene che ai compratori che si portano le loro borse quando comprano generi alimentari piace ricompensarsi per questa cosa. Per due anni gli autori hanno seguito le transazioni in un supermercato dell’America. Potrà non sorprendere il fatto che i clienti che si portavano le loro borse compravano più prodotti ecologici di quelli usavano le borse del supermercato…

“Uno studio del 2011 condotto in Massachussets mostra come si fa si tiene da conto l’acqua. Nell’esperimento, 150 appartamenti sono stati divisi in due gruppi. Una metà ha ricevuto indicazioni sul risparmio dell’acqua con valutazioni settimanali dell’uso; l’altra metà è servita come modello di controllo.

“Le famiglie costrette ad usare meno acqua lo hanno fatto: i lori consumi sono scesi ad una media del 6% rispetto al gruppo controllato. L’imprevisto è stato che il loro consumo di energia è salito del 5.6%. L’auto-assoluzione è stata però così forte, in altre parole, che in sostanza ha superato di gran lunga l’originale azione virtuosa.

“Il non sentirsi in colpa sembra non accadere quando una condotta virtuosa è obbligatoria. In uno studio, i partecipanti si sono dovuti immaginare ad agire nell’ambito di un servizio alla comunità. Poi è stato chiesto loro di scegliere tra due ricompense: una indulgente verso se stessi (un paio di jeans alla moda) e una pratica (un aspirapolvere). Se fosse stato detto loro di essere stati condannati a compiere un servizio alla comunità per via di una violazione del codice della strada, sarebbero state di meno le probabilità che scegliessero i jeans, che avrebbero invece scelto se si fossero immaginati come dei volontari. Il modo migliore per far sì che gli uomini facciano del bene, sembra essere nel farli sentire male di loro stessi”.

Il mio commento: Ci viene comandato di agire o in base alla natura (il cammino della sofferenza) o in base alla Kabbalah (il cammino della Luce) al fine di renderci conto della mancanza di significato della nostra natura egoistica, dalla quale, in questo caso, c’è la possibilità di scappare.

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Cosa significa percepire le Mitzvot?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho sentito che molti Ebrei Ortodossi controllano il loro udito prima di Purim, in modo che possano essere sicuri di sentire la Mitzvà (comandamento) “ricorda cosa ti ha fatto Amalek …”.

Per quanto ho capito si tratta di una interpretazione completamente nuova dell’osservanza di questa Mitzvà. Cosa hai da dirci in proposito?

Risposta: Nel nostro mondo una persona è fatta di un corpo e di un desiderio, quindi può compiere ciò che è richiesto a lui, fisicamente o dal suo cuore (desiderio). C’è un altro modo di osservarlo: dall’anima, dall’intenzione di dazione, Lishma, per il suo bene: ma è accessibile solo a coloro che studiano seriamente la saggezza della Kabbalah guidati da un insegnante.

In ogni caso, più accuratamente una persona osserva questa Mitzvà e la sente attraverso le sue orecchie od il suo cuore, più percepisce che egli é giusto… La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, chiede ad una persona di raggiungere un livello che è superiore all’orecchio od al cuore (entrambi sono nell’ego). Si parla di salire al di sopra dell’ego, al di sopra dell’intenzione per me stesso: all’intenzione non per me stesso (Lishma).
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Quanto durerà il vostro esilio di 400 anni?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa rappresentano i 400 anni di esilio che il Creatore ha promesso per i discendenti di Abramo?

Risposta: Esilio è la scoperta del desiderio di ricevere che deve essere corretto. Viene scoperto gradualmente attraverso la Luce Superiore, strato dopo strato, nel grado che possiamo tollerarlo.

Qualcuno grida su quanto sia difficile, un altro dice che dorme nella lezione, un terzo scappa totalmente da qui, ma nonostante tutto questo, qualcuno rimarrà per poter scoprire la sua malignità.

Questo si chiama 400 anni di esilio: chiarire e scoprire che non siamo pronti per la connessione, ma la vogliamo tanto, nonostante tutto. Pertanto, questo avviene in fasi e non tutti insieme.

I 400 anni (anno – Shana) rappresentano 400 cambiamenti. Ogni cambiamento è una pesantezza nel cuore e una nuova oscurità che arriva come ricompensa per il mio impegno, il desiderio di connettersi con gli amici. E ora sento anche più difficoltà, capisco cha nulla mi può aiutare. Respingo la connessione, non la voglio, sono completamente schiacciato dentro e manco di potere.

Non sento alcun sapore in connessione; non ho nessun rapporto e l’interesse in questo e in tutto all’ interno è completamente trasformato per me! Una volta ero in fiamme perché capivo l’importanza della connessione, mentre ora sono totalmente estinto.

Abbiamo bisogno di vedere come il Creatore lavora su di noi, come Lui è pronto a dividerci in un momento, a svuotarci completamente. Una volta pensavo e sognavo questo; sono stato attratto con tutto il cuore; ero pronto a bruciare me stesso solo per raggiungere l’obiettivo desiderato. E ora sono pronto a parlare di tutti tipi di sciocchezze, anche peggio della persona più primitiva in strada.

Però se supero questa discesa attraverso la connessione con gli amici, garanzia reciproca, e così via, questo si chiama che ho attraversato uno stato di esilio. Quanti stati come questi devo attraversare affinché questo sia considerato 400 anni per me? Non lo so, la redenzione avviene in fretta, all’improvviso come il miracolo dell’Esodo dall’Egitto.
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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 26.03-2014, Talmud Eser Sefirot

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Due canali per percepire la realtà

Dr. Michael LaitmanSe il nostro intelletto e le nostre emozioni fossero strutturate in un modo un pochino diverso, allora tutta la realtà che percepiamo oggi ci sembrerebbe completamente diversa. Potremmo passare attraverso i muri che ci sembrano così spessi…

Diventerebbero all’improvviso come aria, e ciò che era aria, al contrario, diventerebbe solido. Verrebbero scoperte le proprietà della materia in natura che oggi ci sono sconosciute.

Domanda: Riesci veramente a passare attraverso i muri?

Risposta: Certamente no. L’idea è che una persona che studia la saggezza della Kabbalah scopre i fenomeni nascosti della natura e vede un diverso quadro del mondo. Inizia a viverci con un’aggiunta alla sua normale esistenza in questo mondo. Si trova contemporaneamente in due canali di percezione della realtà. E’ come se ci fossero due canali nella nostra televisione. Il primo canale è ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi fisici. Ed il secondo canale è ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi spirituali, chiamati Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut.

Uguali ai sensi che abbiamo nel nostro corpo: vista, udito, olfatto, gusto e tatto, abbiamo anche cinque tipi di sensazioni che appartengono all’anima: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut.

Domanda: E che cosa vediamo sul secondo canale?

Risposta: Sul secondo canale vediamo un altro mondo nel quale c’è una rete di forze che governano il nostro mondo, che è quello trasmesso dal primo canale. Se vogliamo scoprire come funziona questo mondo, cosa lo muove, quali forze che lo gestiscono, dove si trova il suo punto di controllo, da dove escono tutte le decisioni, tutto questo si trova nel mondo spirituale.

La saggezza della Kabbalah ci insegna come entrarci, al fine di ricevere veramente l’occasione di gestire la nostra situazione, la nostra vita. Ci svegliamo così dal sogno nel quale abbiamo vissuto tutta la nostra vita. Poiché, infatti, riusciamo a guardare noi stessi come se fossimo di lato e comprendiamo in quale genere di sogno ci troveremmo se non raggiungessimo il mondo superiore.

Domanda: Se stiamo dormendo e non vediamo la vita reale, perché non c’è qualche sveglia che ci riporti alla realtà, come la sveglia che ci fa saltare in piedi ogni mattina?

Risposta: C’è un risveglio come questo nel momento della morte. La morte interrompe il nostro sogno e noi smettiamo di avere il sogno di questa vita. Il mondo che noi vediamo adesso è il mondo più basso di tutti i mondi; non c’è nulla di inferiore ad esso. Tuttavia, nonostante questo, ci dà qualche senso della vita, anche se è molto limitato e ci può portare fuori strada. E’ possibile chiarire ed analizzare questa sensazione per vederne la falsità. Con l’aiuto della saggezza della Kabbalah impariamo ad accendere i nostri nuovi sensi come se fossero rivolti verso tutte le direzioni: in senso antiorario o orario. In questo modo creiamo tutte le possibili combinazioni e possiamo vedere le forme degli altri mondi, mondi che sono a livelli diversi di percezione della realtà. Per farlo serve soltanto imparare a gestire la nostra natura, i nostri desideri.
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Dal Progamma di Radio Israeli 103FM 01.02.2015

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Riguardo alla bellezza interiore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 21:16-21:18: E il Signore parlò a Mosè, dicendo: Parla ad Aronne e digli: Ogni uomo tra la tua stirpe di generazione in generazione che ha un difetto, non si avvicinerà per offrire cibo al suo Dio. Ogni uomo che ha un difetto non dovrebbe avvicinarsi: Un cieco o uno zoppo, o uno con il naso affondato o con arti disadatti;

Da un punto di vista spirituale, un’imperfezione fisica è un difetto, una corruzione interiore di una persona, un difetto nel suo anelito spirituale per la connessione e unità.

Domanda: Come viene determinato un difetto interiore di una persona?

Risposta: E’ impossibile determinarlo esternamente dal momento che è occultato anche alla persona stessa fino a quando non lo scopre dentro di lui da solo. Questa è chiamata la saggezza occultata o la conoscenza nascosta. Solo nella misura in cui una persona può rivelare il proprio difetto interiore e dirigerlo, lui può realizzarlo correttamente.

Il difetto è totalmente impercettibile e non può essere visto dall’esterno dal momento che nessuno sa quali sono le intenzioni di una persona. Egli può eseguire azioni che possono sembrare assolutamente stupide e anche dannose, totalmente insipide ed egoiste, dall’esterno, ma in realtà tutto è completamente diverso, perché il carattere e la qualità dell’azione determina l’intenzione.

Commento: Ma nel nostro mondo tutto è opposto alla Torà, che si riferisce solo alle intenzioni quando parla di una persona.

Risposta: Queste limitazioni non si riferiscono all’aspetto esteriore di una persona, naturalmente. Mosè, per esempio è descritto come molto bello, alto, e di costituzione forte. Può una persona di 120 anni davvero apparire in quel modo? Questa è solo sulla sua bellezza interiore e purezza.

Ho capito per la prima volta questo quando studiavo con Rabash. Mi ha chiesto di aiutare a trovare un marito ad una certa ragazza e ho deciso di presentarla ad un ragazzo che ha studiato con noi. La ragazza era molto intelligente, veramente intelligente, e aveva talento nella pittura e più tardi ha donato uno dei suoi dipinti come regalo a Rabash. Ho invitato il ragazzo e la ragazza a pranzo a casa mia e hanno parlato e poi sono andato a fare una passeggiata e due ore più tardi lui è venuto alla lezione e mi ha detto che non gli piaceva il modo in cui lei lo guardava. Ho passato questa informazione a Rabash poiché il futuro di quella ragazza era molto importante per lui. In un primo momento lui non capiva quello che era successo, ma quando glielo ho spiegato lui mi ha chiesto: “quindi lui ha guardato solo alla sua esteriorità ?!” Il ragazzo non è riuscito a salire sopra la sua ragione, e un eventuale vita insieme non avrebbe funzionato per lui o per la ragazza. Lui si sposò ed ebbe cinque figli, ma poi divorziò dopo un po’. Anche lei si è sposata e ha avuto un figlio e poi ha divorziato da suo marito.

Rabash ha sempre detto semplicemente: “L’amore è una sorta di animale che viene costruito da concessioni reciproche”
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Da Kab.TV di “I Segreti del Libro Eterno” 28.02.2014

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