Congresso in Sochi. Lezione №1
Commento: Mi sembra che il nostro prossimo passo sia servire la popolazione. Ad esempio, abbiamo un sacco di persone single – questo è come un flagello. Ma nonostante l’enorme numero di siti di incontri online, non ci sono risultati per creare una famiglia.
Acquisendo esperienza nei cerchi, ho visto per me il quadro esatto di come parlare di questo con le persone, come insegnare loro.
Risposta: Non credo che far incontrare le persone e scolpire per loro una famiglia – sia la soluzione al problema. Siamo in una fase di sviluppo storico, in cui le persone non possono vedere se stesse vincolate dalla famiglia. Esse convergono rapidamente, danno alla luce bambini, e poi cominciano a pentirsi: “Cosa abbiamo fatto?! Questo ci limita, ci strangola!”.
Ultimamente ho cominciato a capirli sempre di più. Li strangola il loro egoismo, che è sviluppato al massimo. Dobbiamo aumentare la necessità di una famiglia, farla diventare una parte del nostro Kli spirituale. Solo allora potremo parlare di matrimonio. Altrimenti non succederà nulla.
E più avanti, sempre di più. Pertanto, le persone cercheranno di creare una famiglia, solo quando saranno sicure, che sia la loro strada verso l’alto, e non perché improvvisamente stanno accese nel gruppo in qualche seminario. Solo quando raggiungono un certo stato spirituale e diventano adulti spirituali, acquisiranno la comprensione di ciò che è una famiglia.
In prospettiva, i matrimoni civili quasi non rimarranno, saranno sostituiti dalle famiglie spirituali. La necessità di creare una cella spirituale porterà alla creazione di una famiglia.
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Dalla 1 ° lezione del Congresso in Sochi, 25.08.2014
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Domanda: Perché la questione dello Shabbat è stata sollevata di nuovo nella Parashat HaShavua (la porzione settimanale della Torà), “Dopo la Morte,” dopo la descrizione del montone mandato nel deserto e l’altro montone offerto come sacrificio? Dopo di tutto, è stato già menzionato nell’esodo dall’Egitto.
Risposta: A prima vista la referenza allo Shabbat sembra essere ridondante e superflua. Però il punto è che tutte le azioni che facciamo sono solo allo scopo di portarci allo stato della fine della correzione che si chiama Shabbat. Lo Shabbat simbolizza la fine di tutto il lavoro quando tutto è corretto e non occorre più fare nulla. Così, gli stati che sono corretti gradualmente sono aggiunti a stati già corretti e sono accumulati in un conto generale, il quale è espresso eventualmente nello stato di Shabbat.
Però dopo ogni azione, ogni livello termina anche nello stesso stato poiché se mi vengono dati 20 chili di desiderio allo scopo di correggerli in amore e dazione e raggiungo la fine della correzione di questa parte, entro in uno stato temporaneo di Shabbat. Quando ho completamente corretto la mia anima, raggiungo lo stato finale del Grande Shabbat.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.03.2014
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Non possiamo capire i moderni processi globali se non capiamo prima lo stato che divenne la base, il motivo vero e il prototipo circa 4.000 anni fa.
Due percezioni della nostra evoluzione si sono formate nell’antica Babilonia durante una crisi simile dell’umanità. Il re di Babilonia Nimrod ha portato la maggior parte della gente lungo il sentiero dell’evoluzione naturale, mentre il sacerdote babilonese saggio Abramo ha chiamato la gente a salire ad un nuovo livello qualitativo.
Domanda: Abramo era un importante ideologo e filosofo e un uomo molto rispettabile, perché aveva bisogno di avviare una rivoluzione?
Risposta: Lui ha cercato un modo e l’ha trovato nello stato che è stato creato nella nazione. Le circostanze li hanno costretti ad unirsi, però la gente non poteva più vivere insieme. Al contrario, l’ego è cresciuto in loro così tanto che hanno cominciato a trovare la colpa tra loro e a odiarsi l’un l’altro.
La soluzione di Nimrod era semplice e corporea: “Dovremmo semplicemente disperderci e vivere separatamente, sotto la mia guida, naturalmente.” È così che i residenti di un appartamento comunale si disperdono in modo da smettere di litigare.
Però Abramo ebbe un’altra idea: “Non dobbiamo disperderci perché la legge della natura è una legge, non possiamo scappare da essa. La terra, comunque, diventerà affollata in futuro. Non dobbiamo inventare nulla. La natura, l’evoluzione richiedono che ci uniamo. Dobbiamo unirci sopra l’ego.”
Pochi, di certo, hanno ascoltato Abramo, diverse decine di migliaia di tre milioni di persone. Dopo di tutto, si tratta di una decisione difficile ed è molto più facile disperdersi. In un modo o nell’altro, i discepoli di Abramo lo seguirono, e uscirono dall’Egitto trasportando l’idea di amare il loro prossimo come se stessi, adempiendo a questa idea tra di loro.
Prima, hanno sentito disperazione; non potevano più vivere con l’egoismo e volevano fare qualcosa con esso, sbarazzarsi di esso. Per questo motivo hanno trovato attraente l’obiettivo che Abramo aveva fissato per loro e non l’idea di vivere semplicemente una vita normale, di smettere semplicemente imprecando e litigando tra loro, ma di salire verso qualcosa di nuovo. È la salita al livello successivo che li ha attratti perché non ha richiesto l’annullamento dell’ego, ma piuttosto esso è stato usato per l’ascesa.
Domanda: Che persone strane. Non volevano vivere nelle loro case, in appartamenti separati, ma hanno preferito invece l’ascesa spirituale. Si scopre che la base della nostra nazione sono questi ragazzi depressi che hanno seguito Abramo?
Risposta: Certo, in realtà la depressione li spinse verso l’alto. Hanno capito la crisi in un modo completamente diverso, e contavano su di essa come aiuto per trovare un significato nella vita, nella loro esistenza.
Gli altri hanno esaminato la crisi in pratica: “Cerchiamo di risolverla e andiamo avanti con la nostra vita normale.”
Alla fine la gente si è divisa molto nettamente in due gruppi e i loro modi erano veramente diversi.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014
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Siamo parte della natura, il risultato del suo sviluppo.
La Natura garantisce il corretto sviluppo di ciascuna delle sue parti.
Come risultato del programma di sviluppo, costantemente, sul globo sono apparsi i mondi vegetale e animato, e finalmente l’essere umano.
Non possiamo rivelare la sensazione e la mente che regola l’universo.
La fine dello sviluppo è uno stato perfetto.
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Domanda: Si può dire che Israele ora è in un “periodo post-traumatico” dopo l’ultimo conflitto militare a Gaza. Collegato con questo, vorrei capire che sta succedendo con noi, e cosa aspettarsi dopo. Come possiamo ottenere qualche tipo di certezza, stabilità, e speranza per un futuro buono?
La guerra apparentemente si è conclusa e la nazione è tornata alla “vita normale”. Comunque, non si capisce affatto di che tipo di vita normale si può parlare. Dopo tutto, la minaccia non è scomparsa e la sensazione è abbastanza allarmante. Tutto ciò che rimane è quello di aspettare il prossimo ciclo di violenza e nuovi bombardamenti missilistici.
Risposta: Tornando alla vita normale è come tornare alla casa buona, confortevole e tranquilla di tua madre. Comunque, gli Israeliani stanno tornando alla loro vita normale che è impossibile chiamare normale, e durante l’ultimo conflitto, traumi ulteriori sono stati aggiunti a loro.
A me sembra che la situazione oggi è più stabile che durante l’operazione militare. Almeno, tutto allora era chiaro. Loro sparano; noi spariamo. Allora, stiamo tornando a una situazione più incerta.
Durante la guerra, la società Israeliana si è consolidata fortemente. I giornali si comportavano rispettosamente e non hanno sconvolto la gente con articoli sensazionali. Tutto era rilassato. L’agitazione si è calmata perché di fronte ad una minaccia comune, non abbiamo continuato con chiacchiere inutili. Tuttavia, al momento la situazione militare si è conclusa, subito tutto è tornato alla competizione precedente, alla lotta di tutti con i loro interessi personali, ai litigi politici.
Allora, la guerra è finita, ma la vita viene sentita come meno stabile che durante la guerra. Speriamo di stare tornando a una vita sicura e normale, ma questo non esiste. Tuttavia, se il popolo di Israele si riunirà per ottenere un qualche tipo di unità, poi succederà. Specificamente allora, raggiungeremo la stabilità e la sicurezza. Tante persone ricordano vivamente quella sensazione di unità che appare nei momenti di pericolo. Finché i missili sono caduti su di noi, abbiamo sentito di avere bisogno l’uno dell’altro. Abbiamo avuto un desiderio, una preoccupazione. Anche se avevamo paura, eravamo insieme, e qualche tipo di dolcezza si sentiva in questo. Comunque, al momento la minaccia è scomparsa, siamo tornati di nuovo alla separazione precedente e siamo pronti a “divorarci” l’un l’altro.
Ciò che dà speranza è che, per la prima volta, la gente è dispiaciuta di aver perso questa unità che si era ottenuta ed è tornata all’indifferenza precedente, è tornata a costruire la propria vita redditizia alle spese di qualcun altro.
Questa non è una situazione post-traumatica da ultima guerra. Piuttosto, questi sono traumi nuovi. Comunque, questa volta, la situazione finalmente ha cominciato a diventare chiara, e tante persone hanno capito che la solita situazione, quando ci siamo trovati senza una minaccia esterna, è inaccettabile.
La guerra ci ha fatto sentire che cosa vuol dire essere un popolo, consolidato, vivendo con la preoccupazione l’uno per l’altro e non in competizione. Resta inteso che nessuno vuole che la ragione di quest’unità sia la guerra, però almeno adesso abbiamo scoperto e sentito ciò che ci manca.
Il problema è solo in questo: che questa unità si è ottenuta solo sotto la pressione di una minaccia esterna. Baal HaSulam paragona il nostro popolo a un sacco di noci che non vogliono connettersi e toccarsi l’un l’altra con i propri gusci con tanto rumore, ma la busta ci tiene insieme. Almeno da questo, una sensazione di sostegno reciproco con il vicino, con i conoscenti, con ogni persona – ogni israeliano e cittadino di questa nazione – appare con noi.
Nel momento in cui il sacco si rompe, e tutte le noci si sparpagliano in direzioni diverse, e, ancora, non abbiamo alcun sentimento di appartenenza ad un popolo. Quindi, ripetutamente, abbiamo bisogno di nuove minacce esterne. Vediamo che il potere superiore non ci lascerà in pace. Vediamo questo secondo l’antisemitismo che è cresciuto tanto nel mondo.
Ricevo lettere con una identica domanda da conoscenti ebrei in Sud America, Texas, ed Europa: “Dove suggerisce che andiamo? Che cosa possiamo fare?” Sto parlando di ebrei del Sud America e l’Europa che erano nati in queste nazioni, in queste culture. Sono istruiti, hanno professioni buone, e adesso sono forzati a cercare dove nascondersi, ma non c’è un posto da nessuna parte. Stanno già pensando, “Forse, vi è un altro pianeta oltre il pianeta Terra?” Questo è quanto ritengono, che non ci sia posto per loro ovunque.
Spero che di fronte ad un antisemitismo come questo, saremo costretti a connetterci ed unirci, e poi sopravvivremo. Se ci leghiamo più fortemente, allora riusciremo in tutto, e vinceremo ogni lotta. Nessuno può fare nulla a noi. Basta che il popolo d’Israele si unisca, e nessuno potrà metterci più sotto pressione. La gestione superiore funziona come questo: che, se aneliamo per l’unità, poi la minaccia esterna e la pressione spariranno immediatamente.
Allora, tutto dipende solo dalla nostra bilancia e dalla connessione interiore, e tutti i problemi economici, sociali, politici e di scurezza dipendono solo dai rapporti fra le persone, se le persone di Israele vivono nella terra d’Israele come un popolo unito. In questo modo, incliniamo la scala di tutto il mondo verso il lato di merito o verso il lato di condanna.
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Dal Kab TV “Una Vita Nuova” 2.09.2014
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Dal libro, Il Segreto Essenziale degli Ebrei, di M. Brushtein:
La direzione dell’evoluzione
Ad un certo punto, il suddetto Accademico Vernadsky ha descritto quest’argomento in modo molto concreto:
L’evoluzione della specie transita all’evoluzione della biosfera. (1)
L’accademico V. Vernadsky ha dato a questa fase nuova dell’evoluzione un nome:
“Un nuovo grado della biosfera a cui ci avviciniamo senza neanche accorgercene si chiama noosfera.” (2)
Molto tempo è trascorso da allora. Le scienze continuano il loro sviluppo. Da allora, la questione dell’ evoluzione è avanzata veramente. È abbastanza facile da controllare. Per questo, basta trovare la più recente definizione ufficiale di evoluzione.
“Evoluzione – deriva dal Latino “evolutio” – distribuzione …
In un senso ampio, il termine evoluzione denota il modo, la gente, conosce i processi sociali e naturali, le loro motivazioni interne, ordini e schemi evolutivi.
L’evoluzione delinea uno stato di un sistema che subisce alcune modifiche nel tempo rispetto al suo stato precedente; si delineano risultati del processo di adattamento.
In un senso più stretto della parola, evoluzione è un insieme di cambiamenti graduali e costanti (al contrario di rivoluzione.)” (3)
Per essere onesto con voi, avevo sempre difficoltà con questa definizione nonché con eventuali altre definizioni che ho trovato in ogni tipo di dizionario. Questa definizione dimostra solo una cosa: evoluzione è il risultato di alcuni cambiamenti o della nostra comprensione, di ciò che potrebbero essere questi cambiamenti.
Fa spazio per la disperazione! Per milioni di anni questo processo permanente continua a dispiegarsi, ma cosa sappiamo di esso? Solo che continua.
Certo, non è un compito facile per capire quando è iniziato. Tuttavia, possiamo almeno determinare dove va e condividere le nostre idee dalle sue possibili direzioni.
Anche un poeta è d’accordo con questo concetto.
“C’è una storia nella vita di tutti gli uomini,
Capendo la natura dei tempi defunti;
Il quale ha osservato, un uomo può profetizzare,
Con un obiettivo vicino, dell’occasione principale delle cose
Finora non venire alla vita, che nei loro semi
E inizio debole si trova nel-tesoro.
Tali cose diventano la schiusa e la covata del tempo
E, dalla forma necessaria di questo,
Il Re Ricardo potrebbe creare una congettura perfetta
Quel grande Northumberland, poi falso per lui,
Da quel seme potrebbe crescere una maggiore falsità;
Quali non dovrebbe trovare una terra nel quale radicare…” (4)
E poi, sono riuscito a trovare alcune informazioni su quest’argomento.
Cari scienziati! Per favore fate attenzione a quello che gli studiosi contemporanei avallano: l’evoluzione è rivolta all’ unità complessiva. Così, anche la scienza dimostra questa ipotesi.
“Indipendentemente dalla molteplicità delle forme di vita trovate sulla Terra, la vita di per sé è unità che è condizionata dall’evoluzione della Terra.” (5)
Nella stessa sorgente, gli scienziati confermano indirettamente la legittimità delle nozioni che sono descritte in questo libro. È già un buon segno.
“Conclusione importante: non vi è alcuna cosa come un metodo d’esplorazione del processo evolutivo ‘singolo’, ‘assoluto’, o ‘perfetto’. (6)
Dicendo questo, voglio finire questo capitolo con una nota positiva. Le cose non sono così confuse come sembrano. A volte, allo scopo di comprendere un’idea, basta mettere via il microscopio e guardare le cose con l’occhio nudo.
“Vai a chiedere ad un botanico quante fasi subisce la frutta dal tempo in cui diventa visibile fino a quando non è completamente matura. Non solo le fasi precedenti non dimostrano nessuna evidenza della sua fine dolce e di bell’aspetto, ma come a vessare, dimostrano l’opposto del risultato finale.”
Il più dolce frutto è alla sua fine, e il più amaro e più sgradevole è nelle sue fasi precedenti al suo sviluppo.” (7)
[1] VI Vernadsky, Scientific Thought as a Planetary Phenomenon (Il pensiero scientifico come fenomeno planetario)
[2] VI Vernadsky, “A Few Words About the Noosphere” (“Poche parole della Noosfera”) http://vernadsky.lib.ru/e-texts/archive/noos.html
[3] Political Science: Reference Dictionary (Scienze Politiche: Dizionario di riferimento)
http://dic.academic.ru/dic.nsf/enc_philosophy/3739/%D0%AD%D0%92%D0%9E%D0%9B%D0%AE%D0%A6%D0%98%D0%AF
[4] W. Shakespeare, Henry IV (Seconda parte) http://www.theatre-library.ru/files/sh/shakespeare/shakespeare_51.html
[5] AV Yablokov, AG Yusuf. M, “Evolutionary theory (La teoria evolutiva): Proc. For biol. specials. universities,” Vyssh.shk., 2006, p.37.
[6] “AV Yablokov, AG Yusuf. M, “Evolutionary theory (La teoria evolutiva): Proc. For biol. specials. universities,” Vyssh.shk., 2006, p.92.
[7] Baal HaSulam. The Essence of Religion and Its Purpose (L’Essenza della religione ed il suo Scopo) http://www.kabbalah.info/rus/content/view/frame/31381
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Domanda: La Torà ci dice che il Creatore disse ad Abramo in quale terra sarebbe dovuto andare dopo aver lasciato Babilonia. Quindi, egli inizialmente sapeva dove stava andando?
Risposta: No. Non si tratta di coordinate su una mappa. Se non pensiamo a millenni di storia, noi non consideriamo nemmeno i chilometri della superficie terrestre. Il tempo e la distanza non hanno alcun controllo lì. Quando la sensazione interiore di una persona, chiamata “il suo Creatore,” gli dice cosa cercare, dove andare, non vuol dire che essa dovrebbe muoversi in un’altra posizione, in un nuovo luogo di residenza, ma al successivo stato spirituale, che si chiamerà “la terra di Israele.”
Domanda: Quella è la “terra” che ha trovato in se stesso?
Risposta: Certo. Perché il concetto di “terra” (Eretz) deriva dal “desiderio” (Ratzon). “Eretz Yisrael” significa il desiderio volto “dritto al Creatore” (Yashar-El). Quando tu arrivi al punto in cui tutti i tuoi desideri sono diretti al Creatore, allora si potrebbe dire che sei arrivato, sei entrato nella “terra di Israele,” anche se ti trovi in Canada, in Africa, negli Stati Uniti, o in qualunque altro luogo.
Dopo tutto, il nostro corpo non viene preso in considerazione. L’intera questione riguarda il desiderio di una persona.
Torniamo ad Abramo; ha lavorato con i suoi studenti in unione. Molti kabbalisti scrivono di questo, soprattutto Maimonide, il grande kabbalista vissuto tra l’11° e il 12° secolo. Abramo ha iniziato a lavorare con loro secondo il sistema “ama il prossimo tuo come te stesso”, e quindi ha cominciato a unire, assemblare, e “formare” una società completamente nuova da loro, in cui ognuno era connesso internamente a tutti gli altri.
Gli Stati, le nazioni, e i popoli sono anch’essi connessi, ma esternamente, il che significa che hanno sistemi sanitari di assistenza, la sicurezza sociale, le leggi, l’educazione, ecc… ma non stiamo parlando di esteriorità, ma dei sistemi interiori di connessione tra le persone. Questo approccio di Abraamo è diverso dal concetto di Nimrod, che offre alla gente la dispersione in modo da non interferire con l’altro e, allo stesso tempo, mantenere i contatti da lontano.
Sembrerebbe, infatti, lasciare che i diplomatici negozino, lasciate che i commercianti prendano carovane lungo la “via della seta” o “dai Vichinghi ai Greci,” lasciate che i marinai scoprano l’America, ecc… Ma qui stiamo parlando di un altro viaggio, della connessione interiore tra loro. Non stiamo parlando di corpi, ma di intenzioni, il punto centrale, superare gli ostacoli interiori. Una persona viaggia non in montagna, non attraverso il deserto del Sinai, ma attraverso il deserto dell’anima, perché sente che il suo atteggiamento verso gli altri è una terra desolata che lo asciuga, in cui non c’è nulla di cui essere soddisfatti.
Ecco perché il modo per avvicinarsi agli altri è attraverso il deserto. Quindi, una persona davvero si avvicina a loro; attraversa internamente il “deserto del Sinai”, arriva alla “terra di Israele.” E qui trova il suo desiderio “dove scorre latte e miele”, che emana, “irradia” tutte le cose buone.
In sostanza, questo è un “paradiso.” In passato c’era un deserto, o anche “l’inferno”, e ora il “Giardino dell’Eden”. La riluttanza ad entrare in contatto con gli altri, l’odio verso il prossimo, tutto questo si trasforma in bontà.
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Da Kab.TV “Babilonia ieri e Oggi” 27.08.2014
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La connessione dà il senso della vita.
La Natura è un organismo comune.
L’organismo della natura attraversa in modo sequenziale i livelli di sviluppo inanimato, vegetativo, animato ed umano.
L’essere umano comprende i livelli inanimato, vegetativo ed animato.
L’egoismo limita l’essere umano, questa è la ragione per cui egli non può valutare gli andamenti dello sviluppo.
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