49 cancelli sul percorso per la redenzione

Dr. Michael LaitmanPrima dell’Esodo dall’Egitto una persona attraversa “49 cancelli d’impurità.” Cioè, non crede più in nulla; non aspetta per qualsiasi cosa; vede che lui non ha quasi nessuna connessione con la forza superiore e che è impossibile cambiare qualcosa nella sua vita. Dove si trova questa forza superiore, che è “Non c’è nulla tranne Lui”? Tutto sta sotto il controllo del Faraone ed è impossibile fare qualcosa contro l’ego che lo controlla.

Una persona non capisce e non crede nel “buono che fa il bene.” Solo un filo sottile rimane che lo connette alla spiritualità; è così fragile che non crede che qualcosa verrà da esso. La disperazione è così grande, e il filo che lo sostiene è la pazienza che è oltre l’intelletto e la logica.

Questa situazione si accumula gradualmente, e se la persona veramente raggiunge i 49 cancelli d’impurità, poi il potere superiore agisce contro di loro, richiedendo acquisizione di redenzione per lui.

Qui va detto che “ogni azione lascia un’impressione,” tempo dopo tempo, un po’ di più e ancora di più, e così contiamo i 400 anni durante il periodo in cui una persona accumula chiarimenti, sforzi, anche le debolezze, e più carenze, che riesce a fare da solo o con l’aiuto del Creatore.

La nostra intera lotta per lasciare l’Egitto è sotto il controllo del Creatore. Non c’è nessuno tranne Lui e Lui è buono che fa il bene. E la Klipa (la forza egoistica) nega la provvidenza superiore di Non c’è nessuno tranne Lui in ogni modo possibile.

La servitù, l’esilio (in ebraico, Galut) differisce dalla redenzione (Geula) sostanzialmente a causa della lettera “Aleph,” la quale è il Signore del Mondo. Uno si deve concentrare su questo punto costantemente e non su qualcos’altro. Specificamente è necessario per affinare costantemente il nostro chiarimento, lottare contro la nostra natura, contro il faraone, perché non c’è nessuno tranne Lui, il buono che fa il bene.

Non chiediamo a qualcuno di cambiare qualcosa; non ci appelliamo al nostro destino. Invece ci giriamo solo verso il Creatore con le nostre richieste. Questo è ciò che significa, non c’è nessun altro all’infuori di Lui, perché tutto ciò che succede lo connettiamo solo a Lui. Solo Lui fa ogni azione, la preparazione in modo che da dentro la lotta contro tutti i disturbi nei quali Egli stesso ci ha avvolto, scopriremo Lui e ci gireremo verso di Lui.

Esilio significa che non siamo ancora pronti, ma bramiamo molto di scoprire la fonte di tutto ciò che sta succedendo, come detto, “Io e non un messaggero.” Questo è un momento molto importante. Questo è il nostro unico lavoro, e spetta a noi essere pronti per questo.

È molto importante rimanere in questo punto come una nave o un aeroplano che dobbiamo costantemente far navigare per rimanere sulla strada giusta nonostante il vento e i vari disturbi. Questo è possibile solo con un buon equipaggio.

Tutto è costruito in modo che una persona non è preparata a mantenere la sua posizione da solo. I problemi cadono su di lui, e poi si ha pietà di lui e gli viene data un’altra opportunità. Però questa possibilità è specificamente per costruire l’equipaggio giusto per se stesso in modo che insieme con loro egli manterrà la sua direzione.

Si deve sempre ricordare che tutti i disturbi vengono dal Creatore e non dal faraone o dal suo esercito e che non ci sono casi e nessun messaggero. Invece tutto viene direttamente dal Creatore. Il nostro compito è di scoprire il Creatore invece di tutte le fonti di potere e altre azioni. Attraverso questo, la nostra servitù, i colpi, e tutti gli eventi del racconto dell’esodo dall’Egitto sono rivelati. Tutto questo è una lotta per localizzare il Creatore attraverso tutti i disturbi che si trovano fra il Creatore e noi.

All’inizio non c’è connessione fra il Creatore e noi perché siamo opposti. E i disturbi vengono precisamente in modo che li useremo per costruire una connessione con il Creatore. Così vediamo che il Faraone ci porta più vicino al Creatore; l’inclinazione del male è un aiuto contro di noi (Genesi 2:18) e lo trasformiamo in una connessione con il Creatore.

Se costantemente lavoriamo in questo modo e proviamo a costruire una connessione, poi gradualmente ci alziamo ad una connessione ancora più forte, come i pioli di una scala, e cadiamo anche in più grandi disturbi, in un ancora più grande mancanza di connessione. E di nuovo proviamo a costruire Pitom e Ramses e di nuovo cadiamo, perdendo la connessione, piangendo, e diventando confusi, negando qualsiasi controllo da parte del Creatore.

Come risultato dei nostri sforzi si attraversano i 49 cancelli d’impurità. Se raggiungiamo il cancello 49, significa che abbiamo fatto una moltitudine di correzioni nella nostra connessione con il Creatore. Però questo ci è nascosto. Per una frazione di un secondo scopriremo qualcosa e poi cadremo immediatamente. In questo modo dobbiamo scoprire tutti i disturbi che sono contrari al fatto che non vi è nessun altro tranne Lui.

E la scoperta viene fatta secondo il principio di “Io e non un messaggero” se siamo pronti a rappresentare la forza superiore malgrado tutti i disturbi. L’esilio ci è dato in modo che possiamo sentire il Creatore, localizzarlo all’interno “dal nulla.” In questo modo raggiungiamo la redenzione.

Allora è impossibile dimenticare che tutto il lavoro verso la redenzione è di determinare che non c’è null’altro tranne Lui di fronte a tutti i disturbi che di certo vengono dal Creatore.

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Dalla prima parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah 01.04.2014, Shamati 190

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La nostra aggressività ci potrebbe distruggere

Dr. Michael LaitmanOpinione (Steven Hawking, Fisico Teoretico Inglese, Cosmogonista, Autore, Direttore del Research Centre for Theoretical Cosmology all’interno dell’ Università di Cambridge):

“’Il difetto umano che più di tutti vorrei correggere è l’aggressività. Poteva essere un mezzo di sopravvivenza all’età della pietra, per avere più cibo, un territorio od un partner con cui riprodursi, ma adesso minaccia di distruggerci tutti,’ Hawking le ha risposto, secondo l’ Indipendent. ‘Una vasta guerra nucleare sarebbe la fine della civiltà, e forse anche la fine della razza umana’ ha risposto lui.

“Non solo l’aggressività umana non offre più un’utilità ovvia, ma il progresso tecnologico, come gli armenti nucleari, ha fatto in modo che un danno incredibilmente grande potrebbe essere fatto con uno sforzo molto piccolo da un piccolo numero di persone. Hawking non è l’unico scienziato di rilievo ad aver fatto questa osservazione; nella sua vita, Carl Sagan aveva parlato chiaramente contro lo sviluppo delle armi nucleari.

“[Gli è stato inoltre chiesto] quale caratteristica umana gli piacerebbe vedere di più. Come immaginabile, ha commentato che gli piacerebbe vedere più gentilezza e consapevolezza.

“’La qualità che mi piacerebbe amplificare di più è l’empatia. Ci fa arrivare insieme in uno stato di pace e di amore’, ha risposto.

Il mio commento: Questo parere è scontato, ma come possiamo raggiungere l’empatia verso gli altri, come verso i nostri parenti, i nostri figli…? – Questo è ciò che spiega la saggezza della Kabbalah!
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Vai alla tua terra

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “L’eredità della terra”, Israele non ritorna alla propria terra finché tutti non diventano come un fascio.

La terra (Eretz) si riferisce al desiderio (Ratzon). Vogliamo acquisire la “terra d’Israele” la quale è un desiderio speciale che deve essere mirato al Creatore, Yashar-El (diretto al Creatore). Significa che dobbiamo focalizzare il nostro desiderio sul Creatore, allo scopo di dare e questo viene espresso quando focalizziamo noi stessi sull’amore per gli altri.

Com’è tutto ciò che concerne la locazione geografica dello Stato d’Israele? È in merito ai rami e radici? La nazione ebraica può vivere sulla propria terra solo se compatibile con le leggi che operano fra la nazione e la terra spirituale d’Israele.

Significa che quando i miei desideri sono focalizzati sul dare piacere al Creatore, viene espresso in dare piacere all’altro secondo il principio che tutto Israele sono amici e hanno la responsabilità reciproca l’uno per l’altro; e di non fare agli altri quello che è odioso a te; amare il tuo amico come te stesso; come un uomo con un cuore, ecc.

Se sono attratto da questo, significa che correggo tutti i miei desideri con l’aiuto della Luce Superiore, e allora essi cambiano da desideri stranieri a desideri interni; cambiano da una terra secca al desiderio per Yashar El. Poi, come entrano nella terra spirituale d’Israele nella spiritualità, io sono attratto alla terra d’Israele nella corporeità.

Questo è il motivo per cui il Creatore ha mandato Abramo in Babilonia alla terra, la quale in quei tempi era la terra di Canaan, in modo che potesse correggere se stesso, e sentire la vera natura di Yashar El. Si tratta sia di lavoro interno che di azioni in merito corporali. Le famiglie degli studenti di Abramo hanno raccolto i loro averi, i loro cammelli, le loro pecore, e capre e hanno viaggiato in quel posto. Questa transizione era secondo il loro lavoro di connessione, secondo quello che Abramo aveva insegnato loro.

La gente nel mondo non capisce la legge di compatibilità fra un ramo e una radice. Però ciò è stato espresso anche in Babilonia, quando la sua gente si sparse in tutto il mondo. Prima erano come una nazione, anche se erano tante tribù e famiglie estese. Poi quando l’ego è scoppiato fra loro e ha cominciato ad espandersi, i segni di separazione apparvero.

Le persone connesse tra loro, si allontanarono uno dall’altro, e poi si divisero in gruppi che alla fine hanno lasciato Babilonia e si sono dispersi in tutto il mondo. Le nazioni del mondo sono state create in questo modo. Si sono formate secondo i desideri egoistici che hanno determinato le loro unicità e che potrebbero andare d’accordo con questi. Conseguentemente, vediamo che oggi ogni nazione ha una sua mentalità unica, costumi, tradizioni, ecc.

In più, il popolo di tutta la Babilonia che aveva un punto nel cuore si è raccolto intorno ad Abramo senza riguardo per le tribù o le famiglie estese delle quali facevano parte. Quando hanno sentito il messaggio diffuso da Abramo, hanno sentito che volevano far parte di quel gruppo, il quale era diretto verso Canaan secondo la legge del ramo e radice.

Il resto del popolo non sapeva perché erano stati attratti da posti diversi. E’ lo stesso oggi: una persona non sente che è il Creatore che gli manda tutto nella vita e che Lui lo guida in una direzione o in un’ altra. Sembra che tutto succeda per caso, senza una causa, anche se nulla è casuale nella natura. I motivi sono semplicemente nascosti a noi.

D’altra parte, il gruppo di Abramo ha ricevuto un ordine chiaro: “Andate alla vostra terra.” In altre parole, gli studenti hanno sentito molto chiaramente la connessione fra la radice spirituale e il ramo corporale. Erano nello stato di Canaan e quindi hanno raggiunto la terra di Canaan.

Più tardi si sono connessi ancora con più forza a vicenda finché hanno raggiunto lo stato della “casa di Giacobbe,” significa l’unità in piccolezza (Katnut). Poi hanno scoperto che mancavano di uno stimolo interiore addizionale, resistenza, o in breve, un’addizione, la materia per il lavoro.

Così, il loro desiderio egoistico ha cominciato a crescere, questo si chiama l’esilio in Egitto. Questo processo interno era accompagnato da un processo esterno: loro sono discesi in Egitto. Sono stati sottoposti a diverse esperienze secondo i loro stati interni: sette anni di sazietà, sette anni di fame, le peste d’Egitto, anche se tutto ha avuto luogo esternamente e non in completa conformità con i loro stati interni.

Non possiamo distinguere questa connessione; non c’è ragione di cercare parallelismi precisi. Nell’esodo spirituale dall’Egitto, per esempio, tutto l’Egitto, il quale significa tutto il desiderio egoistico, cadde. Dopo tutto, i figli d’Israele si staccarono dal grande ego. Esisteva fra di loro e non li lasciava connettere sebbene i loro sforzi, finché hanno avuto la possibilità di innalzarsi sopra di esso. Parlando in generale, questa connessione era possibile solo al di sopra dell’ego e non al suo interno o insieme con esso.

Però qualcosa di diverso è successo nel mondo corporale. L’Egitto non è caduto subito dopo che i figli di Israele lo lasciarono. Dopo tutto, questo mondo esiste anche se non c’è nulla di spirituale su di esso. Questo è da dove deriva la mancanza di correlazione tra la distruzione spirituale dell’Egitto e il ramo spirituale.

Noi stabiliamo la nostra realtà fra noi sul livello spirituale e sul livello corporale, che viene percepito dai nostri cinque sensi, rimanendo lo stesso. Non vi è alcun contenuto spirituale in essa e non deve diventare desolata secondo gli eventi spirituali. Così la differenza tra i livelli si rivela come il corporeo Egitto rimane al suo posto, anche se era stato distrutto nei nostri stati interni.

Si dice che la radice spirituale deve toccare il ramo corporale, ma solo toccarlo. Non è vestito in esso e non opera in esso.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 30.04.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 44 (1991)
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Scritti di Baal HaSulam, Articolo “La Pace nel mondo”
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’Essenza della religione ed il suo scopo”
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“Giochi della mente” o “Chi sta giocando con Noi?”

Domanda: Il Libro dello Zohar sembra raccontarci di uno sconosciuto mondo virtuale. Ieri, ho visto un popolare film scientifico A Beautiful Mind Our brain deceives us (Una bellissima mente, il nostro cervello ci mette fuori strada). Gli scienziati sono arrivati a capire che il nostro cervello riceve dei segnali elettromagnetici, e dipinge un mondo che non esiste.

Alla fine, concludono che ci troviamo tutti in una specie di gioco; non sappiamo chi lo controllo e per quale ragione. Riusciresti a continuare questo film e a spiegare chi gioca con noi?

Risposta: Nella sezione della Kabbalah, “Percezione della Realtà“, studiamo che l’intera realtà che percepiamo è percepita dentro di noi; il nostro cervello la “dipinge” nella forma del disegno che apparentemente ci circonda. Non c’è nulla al di fuori di noi: nessuno spazio o niente che lo riempia. Tutto ciò che percepiamo è percepito soggettivamente da noi. Tutto succede solamente dentro di noi. Stiamo parlando di tutti noi, ed il mondo circostante sembra essere oggettivo, come se esistesse al di fuori di noi e senza di noi, ma la nostra percezione funziona solamente rispetto a noi, rispetto ai nostri organi sensoriali.

I Kabbalisti parlano della relatività della percezione da quasi 6.000 anni. Il Libro dello Zohar, scritto 2.000 anni fa, parla della Terra in forma di sfera. Descrive l’evoluzione, tutti i cambiamenti in natura e nella società, la crisi del nostro tempo e la sua soluzione. Dobbiamo solamente applicare questa conoscenza e con il suo aiuto superare la crisi ed entrare in una nuova visione del mondo.
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Parole vive che penetrano dritto nell’anima

Dall’articolo di Rabash “La differenza tra l’elemosina e i regali “: Quando una persona applica un sacco di fatica per un lungo periodo di tempo, ma non raggiunge alcun risultato, comincia a percepire il dolore e la sofferenza, perché ha investito un sacco di energia, ma non vede alcun progresso nella sua opera.

Allora gli giungono una ad una delle contemplazioni. Una volta si dispera e poi si rafforza, poi cade e risale ancora e ancora. Questo processo continua fino a quando in lui non si forma un vero desiderio che scaturisce dalla fatica provata al momento delle salite e delle discese. Con ogni ascesa e caduta, egli accumula e sente dolore perché non si è ancora fuso con il Creatore. Quando il vaso del proprio sforzo diventa completamente pieno, allora questo viene chiamato un desiderio spirituale e il Creatore lo riempie dato che ora si è raggiunto un vero desiderio.

Se dopo diversi anni di lavoro capisci improvvisamente che stai regredendo, questo avviene intenzionalmente affinché tu possa sentire il dolore della non fusione con il Creatore. È necessario, quindi, rendersi conto che ad ogni giro di salite e discese, ti stai avvicinando alla creazione di un vaso vero. È impossibile ottenere il riempimento perfetto prima di ottenere un desiderio perfetto .

Vediamo che ogni anno che passa ci porta una migliore comprensione delle parole del Rabash. Egli spiega tutto in maniera molto accurata e le sue parole penetrano nella profondità delle nostre anime.

Devono passare molti anni di ascese e cadute di ogni possibile tipo fino a quando si inizia a sperimentare una vera e propria necessità di acquisire le proprietà della dazione. Succede a causa del lavoro che la Luce opera su di noi, in risposta alle fatiche che applichiamo. Inoltre, “Ciò che non viene svolto dalla mente sarà realizzato dal tempo. Grazie alle nostre attività come: i nostri studi, la divulgazione, il sostegno reciproco e i congressi, ci siamo integrati gli uni negli altri. Questo significa che tutti attraversano i cambiamenti, anche se alcuni di voi li attraversano più velocemente di altri.

Alcuni di voi si confondono osservando altre metodologie, permettendo che influenze aliene e dintorni abbiano un impatto su di voi. Qui, non intendo il tipico ambiente in cui viviamo tutti, ma piuttosto i vostri tentativi di trovare pratiche spirituali alternative. Quindi ognuno di voi avanza a modo suo, ma dal momento che ognuno è incluso negli altri ed è d’aiuto per tutti gli altri, ci sono delle salite e delle discese che servono come un buon segno del lavoro interiore che fate.

Come risultato, la persona comincia a percepire che la dazione non gli è più ” estranea”. Non è più insipida, insapore, o inodore; non sono parole vuote sulla dazione, sul dare piacere al Creatore, e sull’amare il nostro prossimo, che in precedenza sembravano slogan privi di vita. Si comincia a sentire, tutto ad un tratto, il loro gusto, e questo significa che dentro di lui cominciano a prendere forma i vasi spirituali. Iniziamo a percepire dentro queste parole la vita reale, un sapore: amaro o dolce, salita o discesa.

Amarezza e dolcezza si fanno sentire nel cuore, e superiore o inferiore vengono valutati secondo la ragione. Questo è il nostro modo di valutare questi concetti, e improvvisamente cominciano ad innescarsi dentro di noi delle risposte interiori. Quando una persona ascolta parole di amore o di odio in relazione al lavoro spirituale, in relazione al dare e al ricevere, reagisce ad esse nel proprio cuore e nella propria mente. In questo modo, inizia a distinguere interiormente tra queste due qualità.

Questo, tuttavia, non è sufficiente. Egli dovrebbe continuare a lavorare fino a quando non appare un vero desiderio per il Creatore, la perfetta proprietà della dazione. Nulla è incompleto nella spiritualità. Il vaso spirituale più piccolo, che si rivela in una persona, il desiderio di fondersi con il Creatore, la proprietà di dazione che lo riempie completamente, è in realtà la persona intera.

Egli intuisce di essere completamente definito da geni spirituali (Reshimot) che si dispiegano in lui. Al livello successivo, egli scoprirà che la sua precedente Reshimo costituiva solo un grammo delle sue Reshimot successive, che a loro volta già pesano un milione di tonnellate. Finora, è come un bambino che ha ricevuto una caramella, è completamente assorbito da essa, e perciò sente che il mondo intero è dolce come la caramella.

Coloro che avanzano eventualmente chiariscono le loro relazioni reciproche in base ai livelli spirituali raggiunti; di conseguenza, comprendiamo che tutto si accumula e matura continuamente. Quindi abbiamo bisogno di compiere la nostra parte di impegno e di desiderio per raggiungere la proprietà perfetta di dazione. Dobbiamo cercare di riempirci completamente di questa proprietà nella nostra mente e nel cuore, quindi alterando del tutto il nostro atteggiamento attuale verso il mondo, mettendo da parte la nostra vecchia prospettiva.

Noi dobbiamo perdere il nostro atteggiamento attuale e valutare ogni cosa attraverso gli occhi del Creatore, gli occhi del dare. Non sappiamo ancora che cosa sia, ma a poco a poco aumentiamo la nostra disponibilità verso questo e ciò accade a causa della Luce che Riforma. Quando questo si verifica, si raggiunge la piena capacità del desiderio che è stato completato per noi dal Creatore.

Noi siamo del tutto incapaci di completare questo lavoro da soli. Siamo in grado di raggiungere fino al 99% del desiderio di dare, con l’aiuto del Creatore , ma non riusciremo mai a raggiungere il 100 %; questo va oltre la nostra forza. Questo è il motivo per cui si dice che il Creatore concluderà questo lavoro per me, riempirà la nostra misura, e poi riceveremo il riempimento perfetto di un desiderio perfetto. Questo è il modo in cui una persona nasce nel suo primo passo spirituale.

Noi vediamo che ci stiamo avvicinando a questo passo. Abbiamo attraversato molti cambiamenti e continuiamo ad avere una comprensione migliore delle parole del Rabash, vediamo che egli chiarisce ogni singolo passo nel nostro cammino. Alla fine, apprezziamo il livello della sua meticolosa precisione. Tuttavia, è ovvio che ha dovuto rivestire questa conoscenza di tali indumenti in modo da attirarci e non respingerci. Così, all’inizio dei nostri studi, ha evitato di parlare apertamente di ciò che potrebbe essere l’esito di questo programma. Ogni volta lo rivela un po’ di più, al punto che è utile per gli studenti. Questo è il modo in cui i Kabbalisti scrivono i loro libri.

Gli articoli del Rabash dimostrano che egli si è preso cura di noi e ha presentato per noi una nuova metodologia di correzione. Dal momento che prima non comprendevamo i suoi scritti e che abbiamo iniziato a comprenderli solo oggi, ora possiamo affermare che abbiamo davvero seguito il suo percorso con l’aiuto del Creatore.
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Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013

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C’è un limite alla pazienza natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: С’è una causa comune a tutti i nostri problemi?

Risposta: Se noi abbiamo un conflitto con la moglie, con i bambini, con i vicini, al lavoro e anche con noi stessi, questo significa che su di noi governa l’egoismo. Si chiama faraone.

Domanda: Ma la schiavitù d’Egitto, della quale racconta la Torà, che esisteva nei tempi antichi, è finita tempo fa?

Risposta: Il Faraone governa su di noi sempre, anche ora. Eventi che sono descritti nella Torà non sono legati ad un momento specifico, non è un racconto storico. Ci troviamo ancora sotto il dominio dell’ego, la nostra natura egoistica, che non ci permette di vivere normalmente.

Oggi viviamo in un mondo speciale, in un’epoca speciale. Siamo tutti interconnessi in un’unica rete con il mondo integrale, l’economia integrale, e dipendiamo l’uno dall’altro. Se la comunità internazionale impone sanzioni contro un qualsiasi paese, taglia la connessione, come per esempio con l’Iran, allora quel paese cade. Perché tutto dipende da tutti.

Questo ci dimostra in quale mondo integrale ci troviamo, dove siamo tutti interconnessi. Se non ci comportiamo bene con gli altri facciamo danno a noi stessi.

Perciò, se non riusciamo a costruire i rapporti tra di noi: tutti i popoli, tutti gli stati, tutti partono dal paese, allora ci distruggeremo . Non ci aiuta più niente. Perché saremo in conflitto con la legge della natura.

Domanda: Di fatto non troviamo nessun accordo tra di noi, però viviamo lo stesso.

Risposta: C’è un limite a quello scontro: fino a quale dimensione può crescere, e fino a quando può continuare. La causa di questo scontro è la nostra natura, che ci obbliga a pensare a noi stessi.

Egli non capisce che il suo bene dipende da tutti. Il nostro stupido ego agisce in modo così primitivo. L’uomo non è in grado di capire che se si collega agli altri, solo tramite i buoni rapporti, vincerà.

Domanda: Sembrava il contrario, nelle società primitive antiche c’erano legami più forti tra gli uomini. Durante il nostro sviluppo ci siamo dissociati di più?

Risposta: Non pensare che le società antiche siano state più primitive. Loro capivano che dipendevano l’uno dall’altro, connessi e che senza questi legami non si può sopravvivere.

Il problema del mondo moderno è che attraverso lo sviluppo della tecnologia abbiamo raggiunto un tale livello che ci sembra di poter vivere in modo indipendente. Perciò ognuno si chiude nella la sua casa con il suo cellulare e il pc e non vuole vedere nessuno. È importante che non lo disturbino.

La mancanza di comunicazione tra noi, o i legami negativi si chiamano il Faraone, cioè il nostro egoismo. Noi non vogliamo prendere in considerazione gli altri e non capiamo che siamo interconnessi, siamo legati da una rete, soprattutto il popolo d’Israele. Ci dobbiamo considerare solo su questa scala: quanto siamo contro o per gli altri.

Tutta la Torà racconta solo dell’amore per il prossimo come per se stesso, è una grande regola della Torà. Questa regola include tutto. Non c’è altro, a parte rivelare la connessione corretta.

Dal Programma radiofonico 103FM. 15.03.2015

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O verso la Terra o verso il Cielo…

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:14 – 25:15: Quando vendete qualcosa al vostro prossimo o quando acquistate qualcosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello.

Regolerai l’acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l’ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di raccolto.

Domanda: Dice “voi non vi fate torto a vicenda…”Qual è il significato di fare torto”?

Risposta: Prima di tutto un uomo fa torto a se stesso. Se potessimo sentire in ogni azione che facciamo che tutto è temporaneo e che non vediamo le nostre azioni e le nostre relazioni come elementi eterni, se ci rendessimo conto in che misura le azioni e le relazioni sono condizionate e fragili, tutto sarebbe molto più facile e più semplice.

Ma ogni volta ci attacchiamo al nostro desiderio, alle nostre opinioni, ai nostri insignificanti umori passeggeri, e crediamo che si tratti della cosa principale poiché questo è ciò che mi mette in moto in un certo momento e che mi riempie, e questo è il mio piccolo mondo.

Ma se, allo stesso tempo, riuscissi ad includere il mondo intero dentro di me, una sfera più grande e mi comportassi di conseguenza, nonostante il fatto che sono sotto il dominio del mio piccolo desiderio, avrei un certo rapporto con il livello superiore e allora potrei certamente percepire e accordarmi in un modo completamente diverso.

Un uomo non ha niente di suo. Il mio stato migliore è quando sento che il mio corpo non è mio, per non parlare delle cose esterne.

Io ho solamente un punto interiore che adoro. Ciò significa che voglio attaccarlo al Creatore dalla mia posizione personale, aderire alla mia terra, al mio piccolo spazio che è la combinazione di tutte le mie qualità interiori, la combinazione della linea di destra e di sinistra.

E’ la mia parte, una minuscola cellula nel corpo complessivo, e connettendomi ad esso ritorno alla mia origine, al mio posto. Questo è lo stato perfetto in assoluto, la fine di tutte le correzioni.

Tuttavia, per arrivarci devo percepire il corpo in generale nel suo complesso. Solamente allora, riuscirò a trovare il mio spazio rispetto a tutti gli altri punti, a tutti gli altri minuscoli quadratini come me, che sono fatti ad immagine del Creatore. Di fatto questa immagine non esiste, ma noi la mettiamo insieme raggruppando i nostri desideri corretti in un’immagine, una forma che ha volume, e adattandoci gli uni agli altri.

Se riuscissimo a comprendere che questo è lo scopo e l’obbiettivo dell’esistenza di una persona nel mondo, compiremmo tutte le nostre azioni con una diversa intenzione. Perciò, da una parte, tutte le nostre azioni avrebbero un peso totalmente diverso mentre, dall’altra parte, le concentreremmo sul conseguimento dello stato spirituale e perderebbero il loro significato temporaneo ed acquisirebbero un significato eterno.

Abbandoneremmo l’insignificante vantaggio momentaneo per il bene di una causa eterna e più grande e ci comporteremmo in un modo totalmente diverso usando ogni momento non per afferrare velocemente qualcosa, ma per compiere un altro passo verso il nostro punto eterno di connessione con il Creatore.

Domanda: Allo stesso tempo, i concetti come la casa, il mio lavoro, il mio territorio, e “è necessario trasferire ai figli”…scompariranno…

Risposta: Ci sono delle leggi per tutto questo, le leggi della Torà, che spiegano ogni azione che io compio: come mi dovrei lavare, vestire, camminare e comunicare con le persone e con gli animali, con tutto e con tutti.

E questo perché io non devo essere compatibile con cosa voglio o con cosa immagino al momento, ma con l’eterno stato perfetto che dovrei raggiungere. Sebbene non lo conosca veramente al momento e non lo veda e non lo capisca, questa è la ragione per cui mi sono state date le istruzioni della Torà, di modo che io possa avanzare lungo il giusto cammino che è stato predeterminato, anche se non capisco le cose.

E’ come volare in un aereo in base a cosa mostrano gli strumenti senza vedere nulla al di là di questo. Io mi concentro sullo scopo in base agli strumenti, in contrasto a ciò che sento nello stato attuale, il che significa che ci sono stati dati due stati che guidano una persona: uno stato temporaneo ed uno stato eterno, ed essi sono considerati come l’adempimento delle leggi della Torà.

Il problema è che io divento totalmente devoto allo stato temporaneo e credo che sia la parte principale. Sprofondo in esso di testa e mi ci perdo. Semplicemente mi risucchia.

Per uscirne ho bisogno di poteri speciali che arrivano dall’alto, che gradualmente mi tirano fuori un pochino e mi permettono di decidere. Io sono nel mezzo, sul punto decisivo: ritornare in direzione della terra o avanzare verso il paradiso?
[155608]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 13.08.2014

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Scoprendo l’origine della vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che nel nostro tempo tutte le persone devono diventare Kabbalisti, come scritto, Geremia 31:33: “… ‘Conoscere il SIGNORE’, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo di loro al più grande di loro” ed Isaia 56:7: “…per la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli. “ Che cosa significa essere un Kabbalista?

Risposta: Ogni persona deve avere la rivelazione del Creatore, la forza superiore.

Domanda: Che cos’è la forza superiore?

Risposta: Questo è il potere generale della natura. Non la troviamo adesso perché operiamo solo secondo un senso unico, il desiderio di ricevere e godere.

Domanda: È possibile scoprire questo potere scientificamente?

Risposta: Da tutte le osservazioni dentro i nostri sensi (vedere, sentire, odorare, gustare, e toccare) creiamo le scienze fisiche. Però una sapienza più ricca è nascosta nella saggezza della Kabbalah, perché in quella non solo scopriamo i fenomeni intorno a noi, ma l’origine della vita stessa.

E poi possiamo rispondere a queste domande: da dove, perché, e per il bene di quale scopo ci ha creato la forza superiore? Che cosa attraversiamo nelle nostre vite dal momento della nostra creazione fino ad oggi? Che cosa è previsto per noi dal di dentro? Siamo in grado di rivelare tutto il percorso davanti a noi e vedere dove qualcosa potrebbe farci del male e come correggerlo.

Domanda: Quando parli dell’origine della vita, vuoi dire solo la creazione del mondo o anche quello che succede nella mia vita di tutti i giorni? Che significa scoprire l’origine della vita?

Risposta: Una persona che scopre che lui è collegato con la forza superiore vede quanto quella gestione superiore influisce su tutta l’umanità, tutto l’ambiente, la sua famiglia e se stesso, e in questo caso diventa possibile organizzare le nostre vite nel modo giusto.
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Dal Programma Radiofonico Israeliano 103FM, 18.01.15

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