“La Festa dell’Indipendenza”: Un articolo di ARI Institute pubblicato sulla Rivista Aliya Magazine

L’articolo di ARI Institute sulla festa dell’Indipendenza in Israele è stato pubblicato dalla rivista Aliya Magazine. Di seguito l’articolo:

“Mentre commemoriamo il giorno dell’Indipendenza per l’ennesima volta, gli ormai soliti slogan (per non dire sproloqui), che reclamano uno stato di Israele forte ed autonomo, riempiono i media. Forse le varie cinciallegre sanno cose che la maggior parte di noi ignora; altrimenti come è possibile spiegare la loro insistenza sul fatto che l’indipendenza è possibile? Ciò vale per tutti i Paesi, non solo per Israele; l’indipendenza è un mito; l’interdipendenza è la realtà della nostra vita.

Oggi un Paese che desidera essere indipendente deve focalizzare l’attenzione sulla società, non sull’economia. L’unico modo in cui un Paese può essere indipendente è facendo sì che le persone che vi abitano si sentano solidali e responsabili le une verso le altre. E qui sta la nostra forza come Nazione ebraica. Siamo i poco fieri proprietari del detto “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

E’ un peccato che non ne siamo orgogliosi. Se ne riconoscessimo il valore, lo abbracceremmo quale nostro codice sociale ed i nostri guai terminerebbero. Può sembrare un’affermazione semplicistica, ingenua, ma funziona. La realtà attuale è fatta di connessione e reciproca dipendenza ma non riusciamo ad accettare ciò come nostro stile di vita e, piuttosto, cerchiamo di scavalcare gli uni gli altri nel tentativo di raggiungere la vetta. Ma anche quando la raggiungiamo, sempre che ci riusciamo, non passa un minuto e subito un altro diventa il re del momento.

Nessun’altra creatura si comporta così, solo noi esseri umani. E nessun’altra Nazione mette tanto zelo in questo gioco quanto noi ebrei, soprattutto gli ebrei di Israele. E dato che Israele è sempre al centro dell’attenzione, con nostro gran sgomento, dovremmo almeno cogliere l’occasione per far andare le cose nella giusta direzione. Quali proprietari del succitato detto, è nostra prerogativa farne uso.

Saremo anche una società frammentata e disgregata ma questa è solo la facciata rispetto alle nostre origini comuni. Agli occhi del mondo noi siamo ebrei, indipendentemente dal nostro aspetto e dal nostro comportamento.

Dimostriamo quindi che possiamo elevarci al di sopra della superficialità e mostriamo unione oltre le differenze, senza eliminarle. Possiamo, e forse dovremmo, restare ciò che siamo: religiosi, secolari o non etichettabili. Ma, al di sopra di tutte le disparità, noi dovremmo abbracciare il motto dell’unione. Se solo osassimo, non otterremmo solo l’indipendenza ma elimineremmo il prefisso “anti” dalle parole antisemitismo ed antisraeliano.”

Gli zeri e quelli del desiderio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le Reshimot (reminiscenze) di Aviut (spessore) di un livello più basso 4/3 invece di 4/4 rimane nel Partzuf (facce) durante la sua purificazione?

Risposta: La Reshimot diventa più piccola, poiché decido di non toccare più tali desideri.

Dopo decido di purificare me stesso, di fermarmi a lavorare con il desiderio, il mio Masach (schermo) sale al Peh de Rosh (bocca della testa), e sulla strada, viene bastonato dalla Luce. Eventualmente il Reshimot del nuovo livello (4/3), che non era in me prima, sarà rivelato.

Il sistema nel quale lavoriamo con la nostra Reshimot è come un computer in cui ci sono solo zeri e uno. Funziona solo con i dati che ci sono dentro in qualsiasi momento dato e non pensa nemmeno un passo in avanti. Al momento, ho questi dati con i quali lavoro. Nel prossimo momento appariranno nuovi dati e si lavorerà con essi, di nuovo senza esitazione.

Questo è il desiderio di ricevere e capisce solo quello che si sente in questo periodo. Questo riempimento raffigura il mondo, se stesso, e il Creatore, e con questo si dovrà lavorare, come scritto: “Un giudice ha solo quello che vedono i suoi occhi.”

La Reshimot 4/3 si stabilizza solo dopo aver raggiungo Peh de Rosh, dove c’è una Luce speciale, Keter de Guf (corona del corpo), e così io sento come una nuova attitudine verso l’ospite che appare dentro di me.

Sentire la Luce di Ruach (spirito) invece della Luce di Nefesh (anima) è come emergere come delle piante dalla natura inanimata. Si tratta di una grande differenza. L’universo intero è riempito di materia immobile, le piante esistono solo sulla superficie della terra, Una pianta differisce dalla materia ferma rispondendo al Creatore, essendo attratto al Creatore di per sé.

La differenza è molto maggiore fra un uomo e un animale e si rivela nel Partzuf solo dopo che l’intero processo è completato.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.05.2014)

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Riguardo la musica della natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sono cresciuto in natura, in una fattoria circondata da campi e giardini, in un mondo di suoni. Qual è la musica della natura?

Risposta: Se una persona vive in un posto come questo, la musica della natura è in realtà ciò che dovrebbe riempirlo, sintonizzandolo correttamente. La musica della natura fornisce il giusto sfondo per una vita buona e sana. Alberi, fiori e vento sono tutti suoni che sono realtà vitali per lo stato di una persona equilibrata.

Domanda: Com’ è il mondo naturale dei suoni della natura che ci circonda, in relazione alla salute di una persona?

Risposta: E ‘risaputo che la musica può guarire, stabilizzare il battito cardiaco, le nostre frequenze interiori, e gli organi interni. Tutto dipende dai suoni che ascoltiamo.

La gente non ha ancora imparato a fare un uso corretto di questo, ma c’è un grande potenziale in esso. E’ un modo meraviglioso per pulire, correggere e sintonizzare una persona.

Il mio commento: Questo è molto interessante in quanto ho vissuto in India per un po’ dopo il servizio militare, in luoghi remoti, lontani da ogni forma di civiltà, e mi sentivo molto sano, più sano di come mi sentivo prima. Quando tornai nell’ ordinario ambiente urbano , ho capito fino a che punto la musica della natura mi aveva guarito.
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(Dal programma “Una Nuova Vita” 27.04.2014)

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Perché occuparsi del Mondo Immaginario?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come sta insieme che, da una parte, il mondo è inanimato ed immaginario e dall’altra, che è necessario muoversi all’interno di esso, lavorare, e divulgare?

Risposta: A voi sembra, andando fuori verso un gruppo sempre maggiore di persone, di venire inclusi e appesantiti dai loro problemi. Ma questi non sono loro problemi, sono i vostri problemi, li state soltanto ascoltando attraverso qualcun altro.

Siete inclusi nelle parti della vostra anima. Non sentirete nulla arrivare dal mondo che sia irrilevante per voi. Non può esserci qualcosa del genere! Sono tutti in voi: il livello inanimato, il vegetativo, l’animato, e soprattutto gli esseri umani. A voi sembrano come se fossero al di fuori; li sentite, svolgete ogni genere di attività con loro per riportarli a voi.

Non sentirete mai niente da loro che non sia importante per voi. Loro sono come cellule che hanno bisogno di ritornare nel vostro vaso, ma adesso sembrano essere al di fuori. E vi sembra che siano al di fuori solamente a causa della vostra nebulosa percezione.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.04.2014, Gli scritti del Rabash)

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Le ceneri dei nostri desideri

Dr. Michael LaitmanLa Torà, Levitico (Tzav), 6:3-6:4: E il (Cohen) Sacerdote indosserà la sua tunica di lino e si metterà dei pantaloni di lino a contatto con la pelle; toglierà la cenere dell’ olocausto consumato dal fuoco sull’altare e la metterà accanto all’ altare. Poi si spoglierà delle vesti e ne indosserà altre e porterà la cenere fuori dal campo, in un luogo puro.

La cenere simboleggia la parte bruciata del nostro desiderio che non possiamo correggere (la quarta parte, Behina Dalet). E così viene tolto dal campo perché è impossibile usarlo.

Il campo si riferisce ai quattro livelli del nostro ego, tra cui gli anziani, le donne, i figli, i leviti e i Cohanim (Sacerdoti). A nessuno è permesso di utilizzare l’ego più pesante che non può essere corretto. Esso rimane parte della natura, non può essere utilizzato e quindi viene portato via.

E ‘simile all’ usanza di gettare parte della pelle alla sabbia dopo la circoncisione e poi liberarsi totalmente di essa. Ciò significa che le parti che non possiamo usare simboleggiano i massimi livelli egoistici che non possono essere corretti dal momento che non abbiamo il Masach (schermo) per questo, i poteri per resistere.
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(Da Kab. TV “I Segreti del Libro Eterno” 12.06.2013)

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Uscire dalla pelle del Serpente

Dr. Michael LaitmanDurante la schiavitù in Egitto, un uomo deve chiarire che cos’è l’esilio e che cos’è la redenzione in senso spirituale, e non solo nella propria descrizione materiale. Se parliamo con le persone per la strada, allora per tutte queste persone ci saranno varie capacità di capire i concetti dell’esilio e della redenzione, ma tutte le loro comprensioni saranno opposte da quelle che sono state intese nella Torà.

Un uomo non lo capirà fintanto che non sentirà che non può più rimanere nella sua pelle, dentro a questo serpente che lo soffoca. In nessun caso egli sarà pronto a rimanere ancora sotto il controllo di questo serpente, anche se prima viveva meravigliosamente e alla grande sotto il suo controllo.

Ma adesso l’uomo vede la sua redenzione solo nella scoperta della sua capacità di donare, di amare, di connettersi e di correggere tutte le parti della sua anima. Incomincerà a vedere il mondo intero come la sua anima che egli deve gestire in modo che sia possibile per il Creatore essere scoperto in esso e di raggiungere l’adesione con esso.

Fintanto che un uomo non ha preparato tutte queste condizioni, non può esserci redenzione. In caso contrario, in cosa ci sarà redenzione? Quattrocento anni di esilio è un processo di cambiamenti interiori che dobbiamo attraversare per stabilire che cos’è la corporalità e che cos’è la spiritualità, e che genere di redenzione l’uomo si aspetta dal suo esilio.

La redenzione è la scoperta del potere della dazione che lo dominerà e lo guiderà. In questo Egitto, in questo esilio, la capacità di donare è rivelata a lui. E quindi l’Egitto diventa la giungla, dopo di che, diventa la Terra di Israele; tutto succede in questo desiderio; non c’è altra sostanza. Tutto è fatto e realizzato in questa sostanza; solo il nostro rapporto con essa, il metodo con il quale lavoriamo con esso è cambiato; lo usiamo con il nostro Creatore.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidana di Kabbalah del 09.04.2014, Shamati n.54)

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I Russi non vogliono essere indipendenti

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (dalla Scuola Superiore di Economia, Mosca): “Alcune analisi hanno dimostrato che il russo medio, in confronto a persone di altri paesi, dimostra valori più pronunciati di sicurezza e di autoaffermazione e valori meno pronunciati di apertura, innovazione, creatività, libertà e indipendenza, rischio, divertimento e piacere.

“Il peggio sono i valori nel prendersi cura delle persone e della natura. I Russi non sono in grado di combinare la cura e l’uguaglianza, la cura e l’apertura. La preoccupazione per gli altri, l’apertura e l’indipendenza occupano l’ultimo posto.

“I Russi tendono ad essere conservatori, sognando il potere e la ricchezza; le regole della vita sono irrilevanti per loro. Non sono pronti per il conformismo socio-positivo e l’attività indipendente. La tipologia più comune di russo sono quelli che non esprimono un valore certo; e preferiscono il valore conservativo.

“I valori di apertura, indipendenza e la cura per gli altri in Russia sono all’1%.

“I Russi sono leader nell’adesione ai valori individualistici, egoistici, che contraddicono lo stereotipo che i russi hanno un forte senso del collettivismo. Il paternalismo è espresso in un valore elevato di sicurezza e un basso valore dell’indipendenza. I valori mostrano un’elevata stabilità e non cambiano molto nel corso degli anni. L’impegno per i valori non significa la loro adesione in pratica.

“Il 30% mostra una tendenza a punire la generosità! Mentre in altri paesi il 20% delle persone puniscono quelli più avidi, in Russia il 15% puniscono i più generosi. La ragione è la competitività, la voglia di vincere, battere, essere il primo. La società in Russia tende al consumo, ma non allo sviluppo, un metodo di adattamento che non richiede sforzi.”

Il mio commento: Lo studio è rilevante solo in questa fase di “sviluppo” della civiltà, e la crisi “equalizzerà” ulteriormente tutti. Ora il vincitore è colui che basa la correzione della società sul metodo di educazione integrale e la saggezza della connessione.
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Un cameriere eccezionale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché, quando ottengo il massimo per il bene della dazione, nel successivo Partzuf, la Luce diminuisce invece di aumentare: Galgalta, AB, SAG, MA, BON?

Risposta: Sento nel Partzuf AB quello che non può essere ricevuto in Galgalta, perché il Creatore è cresciuto ai miei occhi, il piacere è cresciuto. Sono già stimolato da ciò che ho ricevuto da Lui.

Avevo un cameriere regolare, e all’improvviso mi dicono che lui non è un cameriere comune, ma il figlio del proprietario del ristorante. In questo modo, da Galgalta passo ad AB.

In SAG mi dicono che lui è un grande scienziato e questo e solo il suo passatempo. E in MA e BON, mi dicono che lui vuole servire la gente e per questo lavora come un cameriere.

Così tutto il tempo nei miei occhi, il piacere in se stesso non è aumentato, ma è aumentato il donatore del piacere. Alla fine, vedo che non posso rispondergli con la stessa attitudine che dimostra verso di me. L’attitudine del Creatore verso di me diventa ancora di più evidente.

Allora non è solo la Luce che è maggiore, ma NRNHY (Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, Yechida); la Luce cambia la sua qualità.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.05.2014, Scritti del Baal Hasulam)

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