In un dibattito eterno con se stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché, fra il popolo di Israele ci sono così tanti flussi opposti, e anche persone con un atteggiamento critico verso la loro nazione e persone che anche sono d’accordo con le accuse che vengono da fuori e con le sanzioni contro Israele? Perché tanto odio esiste per quanto riguarda il popolo d’Israele all’interno di se stesso?

Risposta: Una volta, il popolo d’Israele era su un livello spirituale, esso aveva raggiunto e aderito ad esso per qualche tempo, e, dopo di che, è caduto da questo stato. Tuttavia, un Reshimo (reminiscenza) è rimasto, il gene del livello spirituale e non siamo in accordo con questo livello spirituale perché è completamente contro il mondo fisico.

Segue che, all’interno di ogni ebreo, c’è qualche tipo di attitudine contro Israele che è diretta contro l’Israele vero, dipendente da quanto è forte questo Reshimo dentro di lui. Comunque, questo Reshimo è in tutti – più in alcuni, meno in altri.

Allo stesso modo, questo dipende dal livello di sviluppo. Qualche volta, questo Reshimo si apre in delle persone e crea attitudini taglienti in lui contro Israele, e, dopo di che, il contrario; cade silenzioso. Questo è ciò che accade con tutti, perché è costruito in una forma molto diversa e passa attraverso una moltitudine di stati.

Questo produce tensioni intense all’interno del popolo d’Israele. Ciò è a tal punto che gli ebrei in tanti paesi diventano gli istigatori d’azione contro la nazione d’Israele e il popolo d’Israele, contro il giudaismo, e contro tutto quello che è connesso agli ebrei.

Domanda: Questo è l’odio di sé?

Risposta: Non è l’odio di sé. Una persona non è d’accordo con l’ebreo che si trova dentro di lui, e, allo stesso momento, scopre all’interno di se stesso la fonte delle settanta nazioni del mondo, che lui ha lasciato in Babilonia. La fonte d’Israele, nel frattempo, è quiescente dentro di lui, nascosta profondamente all’interno, e la fonte di quella tribù dalla quale è stato creato diventa più prominente.

Ne consegue che lui si sente più vicino a quelle persone e a quella nazione, quel posto dove sta vivendo adesso, che per il popolo ebreo è la nazione d’Israele. Allora, a lui dobbiamo spiegare come è stato creato il popolo ebraico e che cosa sta succedendo con noi, a quali fonti sono nascoste dentro di lui.
[141832]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 12.08.2014

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Quando non sentite alcun gusto nella Spiritualità…

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” (Metzora), 14:8: “La persona che si purifica immergerà le sue vesti, raderà tutti i suoi peli, e [egli stesso] si immergerà nell’acqua, e sarà puro. Dopo di che, potrà rientrare nell’ accampamento, ma resterà fuori dalla sua tenda per sette giorni.”

Questo passaggio parla dei metodi di purificazione dei desideri facendo piano piano un maggiore lavoro interiore.

La peluria (Se’arot) simboleggia i desideri inappagati di una persona e perciò deriva dalla parola Ebraica “Sauer” (tempestoso), cioè, una persona sente come una tempesta interiore per l’incapacità di appagare se stesso con la dazione.

Rasarsi i propri peli significa sbarazzarsi di questi desideri e decidersi a non usarli. Infatti, questi sono i desideri più grandi e gli impulsi più forti che una persona ha.

La Torà, “Levitico” (Metzora), 14:9: “Il settimo giorno si rada di nuovo i peli, i capelli, la barba, le sopracciglia, si raderà insomma tutti i peli, laverà le vesti ed il proprio corpo con l’acqua, poi sarà puro”.

I sette giorni di purificazione aiutano una persona a sbarazzarsi totalmente del precedente livello nel quale i suoi impulsi egoistici sono stati rivelati.

L’uomo corregge i desideri egoistici che sono rimasti per sette giorni (sette Sefirot) e quando si purifica da questi desideri egli è pronto per la dazione.

Commento: Solitamente esaminiamo le porzioni della Torà andando un po’ più a fondo…

Risposta: Se ci trovassimo in un conseguimento spirituale, avremmo molto di cui parlare. Ci sono molti esempi, ci sono un’infinità di ore sul cibo su tutti i canali della Televisione. Si tratta degli spettacoli più popolari…

Mi ricordo quando il libro About Tasty Healthy Food fu pubblicato da Stalin. Gli uomini avevano fame e questo libro riproduceva delle bellissime ed eleganti fotografie di diversi piatti; le persone lo compravano e se si sentivamo un po’ sazi. Si è trattata di una vera e propria campagna di relazioni pubbliche sul movimento molto tempo prima che arrivassero Hollywood e l’America con le sue campagne pubblicitarie. Psicologicamente ha funzionato al 150%.

Ho visto qualcosa di simile a questo non molto tempo fa negli USA quando sono stato a far visita al nostro editore. Sua moglie è di origini russe e si occupa di diamanti. Hanno pubblicato un libro sui diamanti che ha avuto una richiesta mai vista negli USA e in Canada, soprattutto in posti dove nessuno aveva mai visto diamanti del genere.

Le persone che non li hanno si godono la sensazione di vederli: quanto luccicano e cambiano colore, e come vengono lucidati, ecc. Per questo persone è come possedere tutta questa ricchezza. E’ un grande trucco psicologico.

In altre parole, possiamo parlare all’infinito di cibo e di diamanti perché ne sentiamo il gusto, li vogliamo, e sappiamo di cosa si tratta. Considerate quanti piatti si possono preparare con gli stessi ingredienti. Le persone hanno gusti diversi e diverse sensazioni, mentre quando si tratta della spiritualità non sentono al momento alcun gusto.
[141482]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2014

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Una piaga spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ogni giorno portiamo il nostro desiderio alla lezione del mattino e soprattutto allo studio dello Zohar. Come possiamo riunirci ed innalzare la nostra domanda, la nostra richiesta al Creatore, durante la lezione, in modo da non concentrarci sul quadro descritto ma per vedere al di sopra di esso?

Risposta: Naturalmente, non ci dovremmo concentrare sulle storie descritte, ma dovremmo arrivare alla lezione con le impressioni che abbiamo raccolto durante il giorno:

• In quale misura ho fatto in modo di superare il mio attaccamento alla mia rigida percezione pensando che dono alle persone e loro donano a me;
• In quale misura ho provato a percepire il Creatore in tutto questo, e a sentire che tutto deriva da Lui;
• In quale misura ho provato a vedere solamente il lato positivo in tutto in modo da potere avanzare spiritualmente, nonostante le diverse sensazioni negative, l’impazienza, le rotture, e la rabbia;
• In quale misura ho provato a dirigere tutto verso l’importanza della connessione con il gruppo per trovare la connessione con il Creatore.

Devo portare tutte le impressioni e le esperienze che ho accumulato agli incontri con il gruppo e durante la lezione devo cercare di concentrare tutti i miei sforzi sull’unione con il Creatore attraverso gli amici, il che significa percepire il corpo spirituale che è tra di noi, tra me e gli amici.

Se non ho accumulato del potenziale negativo, non ho niente da portare alla lezione. Devo arrivare alla lezione come se andassi ad un evento speciale nel quale correggo ciò che non sono riuscito a fare da solo senza la connessione con gli amici, senza aver aperto Il Libro dello Zohar con loro, il che mi avrebbe permesso di ricevere attraverso di esso la Luce che incolla e ci salda insieme.

E’ perché ho provato a farlo senza la connessione fisica con gli amici, senza leggere lo Zohar insieme a loro, non ce l’ho fatta! O avrei potuto farcela un pochino, ma solo per imparare che mi manca ancora la loro partecipazione e così devo andare alle lezioni. Ci vado non perché sono costretto e obbligato a farlo, ma perché desidero ardentemente andarci. Mi sono preparato per questa cosa.

Potrebbe sembrare che parlo di uno stato ideale, ma è a questo che dobbiamo aspirare. Naturalmente se vado alle lezioni in questo modo, mi aspetterò molto; tremerò e avrò paura di perdere questa opportunità. Questo è ciò che dobbiamo conseguire e possiamo farlo solamente come se fosse un virus, infettandoci a vicenda. Se questo sarà lo spirito tra gli amici, un uomo vedrà come tutto funziona per lui e come riuscirà in tutto quello che farà.
[141352]

Da una conversazione ad un Pasto al Congresso di Toronto del 08.04.2014

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È necessario nutrire i palestinesi?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Anche nel periodo delle ostilità, Israele trasferisce a Gaza molte tonnellate di cibo. Ma non si sa perché, più tonnellate ci sono, più non piacciamo al mondo…

Risposta: In realtà, il mondo non tiene conto di queste consegne. Per dirla più semplice, la Striscia di Gaza riceve denaro dal Qatar, e per questo denaro Israele vende il suo cibo. Quindi in questo caso il problema non è in un “rapporto speciale” per lo Stato ebraico.

Inoltre, abbiamo aperto sul confine di Gaza, un ospedale da campo che serve i palestinesi. C’è anche una sezione per il parto, ecc. Allora, stiamo parlando non solo dell’aiuto ai feriti.

A mio parere, tutto questo è molto giusto. Perché non dobbiamo fornire il cibo e l’acqua ai palestinesi? Per lo più, le acque sotterranee sono poche e inquinate a causa di un uso sbagliato di essa. In generale, credo che dobbiamo fornire aiuti umanitari.

Perché? Perché siamo colpevoli di ciò che sta accadendo. Se avessimo la giusta intenzione, la transizione del mondo sulla via giusta non saremmo rimasti indietro nel “programma” – e non ci sarebbe alcuna operazione militare. Si scopre, che dobbiamo per forza nutrire i palestinesi, senza volontà. E proprio noi, dobbiamo correggere i rapporti già esistenti – dobbiamo unirci tra noi.

Invece per ora dobbiamo fare aiuti umanitari – non la carità dalla nostra parte. Dopo tutto, è colpa nostra se siamo arrivati a questo punto.

Naturalmente, ai nemici bisogna dare una dura resistenza, e io non tradisco la mia gente e il mio paese. Il fatto sta in quel lavoro per il Creatore, che dobbiamo effettuare, ma non lo facciamo. Dopo tutto, siamo responsabili di tutto il mondo. E se ti senti in colpa per i problemi del mondo, per le guerre e le violenze brutali, sarà necessario concordare con gli anti-semiti. Solo non con le loro azioni, non con il loro desiderio di distruggerci, ma per il fatto che essi inviano le loro accuse all’indirizzo giusto. Dopo tutto, solo noi abbiamo la libertà di scelta, e solo noi abbiamo la chiave per la felicità nel mondo.

Quindi Gaza deve essere alimentata. Inoltre, non dobbiamo neanche odiare Hamas – una piccola organizzazione, che ha preso il potere sul popolo miserabile del territorio di Gaza. Perché così noi risvegliamo queste persone ad agire e le trasformiamo in cattive.

Sorge una tale prospettiva rovesciata, se si tiene conto, che siamo noi stessi – la ragione degli eventi in corso.

Domanda: Come ottenere un tale senso di responsabilità? Come farlo crescere nel popolo?

Risposta: Senza addossare tutto il peso in una volta. Poco per volta, lo sentiremo veramente. Non solo sentiremo o non acconsentiremo razionalmente, ma molto di più, sentiremo che in realtà è proprio così.

Si chiama: prendere lo scettro dal Creatore e iniziare ad agire per il bene. In caso contrario, come si può vivere insieme in unione con Lui se non guardiamo il mondo in questo modo?

Dopo tutto, ciò che accade è causato dalla Luce superiore. E se abbiamo una pretesa nei confronti di chiunque altro, tranne su noi stessi, allora questa pretesa è per il Creatore. Chi non accuserà, oltre se stesso, io deporrò la colpa al Creatore…
[142055]

Dalla lezione dell’ articolo “Un comandamento” del 22.08.2014

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Per prima cosa la Volontà

Dr. Michael LaitmanDomanda: In uno dei nostri incontri sei o sette anni fa, hai detto che se avessimo continuato a studiare la saggezza della Kabbalah e accelerato i nostri sforzi, questo fatto ci avrebbe portati alla fine ad incontrare il Creatore, alla fine della correzione. E’ cambiato qualcosa da allora?

Risposta: Durante questo periodo, abbiamo attraversato innumerevoli cambiamenti che non si potevano nemmeno immaginare. Non lo vedi come sta cambiando il mondo? Cinque anni fa, abbiamo detto, “Guardate cosa succederà tra un anno”. Infatti, non è stato in un anno ma in cinque anni, ma è successo. Se fosse stato prima, sarebbe stato meglio, naturalmente, ma il mondo non può fare niente.

Il punto non è il mondo, ma noi. Noi siamo i soli a poter accelerare il nostro sviluppo. Il mondo è soltanto materia, e non c’è niente in esso. Le persone cresceranno e cambieranno in base a come le “sfameremo”, ma noi attraversiamo tutti i cambiamenti sapendo quello che facciamo.

Qui, la preoccupazione e la percezione e il riconoscimento che abbiamo dentro di noi di ciò che ci sta succedendo sono essenziali, ma ci vuole tempo perché stiamo sprecando le nostre risorse in azioni che sono totalmente inutili ed inefficaci.

Se chiariremo correttamente quello che sta succedendo tra di noi solo nella percezione del nostro avvicinarci o allontanarci, nella nostra giusta inclinazione diretta a creare le basi spirituali per la percezione del Creatore e per unirci a Lui, inizieremo ad avanzare più velocemente. Dobbiamo provare a cercare l’ascolto interiore e la vista interiore, i sensi interiori. Tuttavia, questi sensi non si trovano in ognuno di noi, ma tra di noi, poiché non sono sensi corporali ma sono, di fatto, dei sensi integrali che si manifestano nella connessione tra di noi.

Se non c’è una connessione di questo genere, significa che non ci sono questi sensi, ma, nel momento in cui ci sarà una connessione, dei nuovi corpi spirituali inizieranno ad apparire tra di noi proprio come la materia ha iniziato a svilupparsi in passato. I nostri sensi corporali, spirituali piano piano si sono sviluppati in questi corpi spirituali in modo che l’entità generale chiamata “l’anima” potesse manifestarsi.

Questo è ciò che dobbiamo sviluppare, e ci stiamo avvicinando a questa cosa almeno nella nostra presa di coscienza e nelle nostre sensazioni. Precedentemente, non riuscivo a trasmettere alcuna sensazione e alcun pensiero in parole, ma adesso posso perché voi state già facendo esperienza degli stati relativi. Lo riuscite già a comprendere e a vivere.

Ora, possiamo meglio comprenderci tra di noi e giustificarci indipendentemente dallo stato in cui si trova l’altro, poiché noi stessi abbiamo attraversato gli stessi stati: discesa, distacco, debolezza, umiltà e così via.

A meno che non riusciamo a giustificare ogni stato che l’altro attraversa, non saremo pronti per la connessione con il Creatore poiché, nel complesso, è il Creatore che mette insieme tutti questi stati dentro di noi, e noi dobbiamo giustificare tutte le Sue azioni e, dunque, anche tutte le nostre azioni. Non è una cosa facile.

Io ho visto come il mio maestro, il Rabash, ha attraversato questi stati. Sembrava un santo! Invece, in sostanza, a me sembrava tutt’altra cosa, ed io non riuscivo a fare niente contro questa mia sensazione, fino a quando non ho capito che era il Creatore che stava facendo tutto questo a lui per me, non succedeva nemmeno a lui ma nella mia consapevolezza poiché il mondo intero è dentro di me.

Tuttavia, siamo già arrivati vicini a comprendere, a riconoscere, e a giustificare questi stati. Siamo pronti per questi stati, e poi possiamo viverli e accettarli. Questa è una cosa molto importante.
[141244]

Da una Conversazione durante un Pasto al Congresso di Toronto del 08.04.2014

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Molto prima del Big – Bang

I Kabbalisti riferiscono che il conteggio di tutto in generale, è iniziato con un’ “idea” o, in altre parole, con l’avvento del “programma”. Da quel momento, possiamo parlare dell’ inizio. Questo punto è chiamato: punto zero.
L’autore di “questo piano” è talvolta chiamato il “Creatore“, e qualche volta la “Natura”.

Nella Kabbalah questo significato è intercambiabile, anche nella gematria – valori numerici di queste parole nella “lingua madre” della kabbalah (ebraica) sono identici.

Qualche parola su “l’idea della creazione”.

Il desiderio di ricevere, con tutte le sue variazioni, è stato concluso nel Pensiero della Creazione dal’ inizio.

Si dice anche che il “desiderio di ricevere” sia stato creato per ricevere piacere dal Creatore (Natura). Per inciso, la parola “Kabbalah” in ebraico significa “ricevere”. A tal modo, la “Kabbalah” è la scienza del ricevere il piacere.
Qualsiasi piano alla fine prevede una realizzazione, soprattutto se è il piano di “tutto ciò che c’è”.

E infatti, è iniziato un processo, per il quale è apparso tutto, ciò che tutti conosciamo, e ciò che non sappiamo. In una parola – tutto.

Più in basso in un modo semplificato e schematico si mostra questo processo grandioso e senza scampo. Per illustrare i fenomeni che lo accompagnano, abbiamo deciso di prendere l’aiuto di personalità famose.

Fase №0

Lo scopo. L’essenza dell’idea – di creare una Creazione (Desiderio), è in grado di ricevere piacere dal Creatore senza fine.

Solo quel piacere naturalmente, che non conosce sazietà.

Bacon

Fase №1

La creazione comincia a ricevere il piacere e diventa consapevole di essere come un recipiente che riceve, e il Creatore come colui che dona, e per questo smette di ricevere.

L’eterno godimento equivale ad un’eterna mancanza.

Shakespeare

Fase №2

La creazione sta provando a conferire piacere al Creatore, ma non è in grado di farlo.

Piacere – tutto il senso che l’anima preferisce vivere meglio se non lo prova.

Stendhal

Fase №3

La creazione è tornata al suo ruolo – ricevere.
Varietà – la madre del godimento.

Disraeli

Fase №4

La creazione sta cercando di ottenere piacere, ma non per se stessa, ma per amore del Creatore …

L’arte di esaltare il piacere sta nella capacità di essere in mezzo ad esso.

Jean-Jacques Rousseau
[141618]

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Le azioni pratiche determinano il risultato

Domanda: Quando vengo a pregare in disperazione totale, devo chiedere di cambiare, io ho bisogno di chiedere che un amico avanzerà spiritualmente?

Risposta: Le preghiere sono chiamate il desiderio del cuore, il desiderio incontrollato del cuore. Posso dire quello che voglio, nulla aiuterà, sono soltanto i movimenti delle labbra. Potrei danzare, piangere, o rotolare per terra; questo non produce alcun risultato. La cosa principale è che cosa sto provando nella profondità del mio cuore.

Un desiderio è chiamato cuore e la quarta fase del mio desiderio è quello nascosto da me. A volte quando è rivelato, mi fa tremare. E questo aspetto è sentito dalla Luce, la contatta, perché è come il nome di quattro lettere del Creatore.

L’ultima fase si trova effettivamente in contatto con la fase superiore di Keter. Un anelito di connessione appare in essa che è opposta a quella di “Keter”: Una delle due vuole avere il controllo completamente (in qual caso questa fase è chiamata “Faraone” che vuole tenere la Luce dentro di sé), o l’opposto, che vuole somigliare a “Keter, ” la caratteristica di dazione.

Non abbiamo nessun controllo su questa fase, infatti non la intuiamo e non la sentiamo. Qui sono necessarie tutti i tipi di azioni pratiche! Non si tratta solo di sedere e meditare; la saggezza della Kabbalah non lo riconosce! Tutto questo non esiste! Puoi andare profondamente dentro di te, pensare che puoi avere tutti i tipi di intenzioni, ma tutte queste sono indagini interiori che sono determinate in definitiva dal lavoro preliminare e dal lavoro che ne consegue. Queste investigazioni sono obbligatorie solo per capire cosa ho ottenuto, quanto posso sentire quello che sono nel momento presente.

Allora, se noi vogliamo veramente evocare la Luce circostante su di noi, è necessaria un’azione; il risultato, l’influenza della Luce che da’ forma al corretto anelito del nostro desiderio nel suo ultimo aspetto. Come è scritto, “Il Creatore mette la preghiera nella mia bocca”. Anche se la persona non sta pensando a niente, ma meccanicamente effettua ciò che è necessario, alla fine, i suoi normali pensieri si trasformano in pensieri meravigliosi.

E il contrario è anche vero. Esiste il monito: “La sua saggezza è superiore alle sue azioni”. Questo non è consentito! Si ritiene che quando la saggezza di una persona supera i suoi atti, si uccide spiritualmente. Tutti tipi di filosofie, le intenzioni, i pensieri, che studiano dalla mattina alla sera non sono buoni. Il nostro mondo è un mondo di azioni. Ci troviamo nella fase finale del mondo di Assiya, tradotto come “azione”.
[112797]

Dal Congresso di San Pietroburgo “Giorno Due” 13.07.2013, Lezione 3

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