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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 4
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 726, Lez. 36
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 137
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 10
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Preparazione per il giusto atteggiamento

Tutto il nostro lavoro è finalizzato alla preparazione. Il nostro compito non è quello di cancellare l’egoismo che si rivela in noi, ma di tenerlo sempre pronto a percepire l’anima che viene rivelata in noi dalla Luce Superiore, il Creatore. Dobbiamo immediatamente discernere nella luce, come amaro, ma i segni gioiosa del nostro sviluppo.

Le nostre anime (desiderio e Luce) hanno subito una discesa graduale, e ora dobbiamo rivelare gli stessi gradi o gli stessi stati dal basso verso l’alto. Abbiamo esperienza di loro e tutti i loro dettagli poiché, altrimenti, ci sarebbe un difetto nel Kli generale, e nella correzione finale.

Non siamo in grado di cambiare il destino che scende dall’alto verso il basso. Tuttavia, possiamo prepararci per vedere e percepire in modo diverso. Le sensazioni sgradevoli nel egoismo, il desiderio di godere, sono causati dal fatto che mi identifico con il mio ego.

Se, tuttavia, salgo sopra e mi preparo a vedere solo i cambiamenti buoni in tutto ciò che proviene dal Creatore, allora gli stessi stati di rivelazione spiacevoli, egoisti, saranno percepiti come buoni, positivi e utili. E sarò grato per loro.

Quando comincio a percepire l’atteggiamento del Creatore per me in modo diverso, tutte le mie trasgressioni intenzionali e non, diventano le mie opportunità per cambiare e diventare corretto, e di fatto queste trasgressioni diventano i miei meriti. Pertanto, tutto dipende da me e dalla mia preparazione.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 10/7/10, “I Giusti si sentono bene e Giusti si sentono male”).

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Un collegamento vitale

Senza gli articoli del Rabash, non sapremmo dirigerci allo scopo correttamente, poiché Baal HaSulam ci da il suo consiglio erudito dalle grandi altezze spirituali. Non possiamo estrapolare i dettagli per la nostra unione da lì e fare anche un solo passo per metterla in pratica. Invece il Rabash comincia dal primo punto e spiega passo dopo passo. Dopodiché possiamo capire e mettere in pratica il metodo di Baal HaSulam.

Quando cominciamo ad avvicinarci alla Kabbalah pratica, la rivelazione concreta del Creatore, gli articoli del Rabash e lo Zohar diventano vitali per noi. Gli articoli del Rabash ci aiutano a formare l’intenzione corretta ed il libro dello Zohar ci aiuta ad attrarre la Luce che rivela il mondo spirituale con questa intenzione.

Rabash ha fatto quello che nessun kabbalista aveva fatto prima. Ha descritto tutte le tappe del lavoro interiore dell’uomo, che è la realizzazione pratica della Torà. Lui è l’unico collegamento in tutta la catena dei kabbalisti che iniziarono con Adam HaRishon, poiché ci da una spiegazione dettagliata, passo dopo passo, del lavoro individuale e del gruppo, così vitale oggi giorno per noi.

Prima del Rabash, i kabbalisti scrissero sulle loro realizzazioni individuali, poiché così è stata l’evoluzione spirituale durante 2000 anni di occultamento, l’esilio dalla spiritualità. Prima dell’esilio, le persone esistevano nella realizzazione spirituale, per la qual cosa, non c’era la necessità di parlare di quello che qualsiasi bambino avrebbe appreso crescendo. Tuttavia, per elevarsi dall’occultamento nel nostro tempo, abbiamo bisogno delle fonti che ci indicano il passaggio al mondo spirituale. Ciò può essere ottenuto unicamente attraverso lo studio degli articoli scritti da Rabash.

Senza gli articoli del Rabash, non saremmo capaci di capire nemmeno gli altri testi kabbalistici correttamente. Pertanto, il nostro lavoro consiste delle seguenti due parti:

1. Studiare gli articoli del Rabash.
2. Sintonizzarci correttamente e procedere con il Libro dello Zohar o Lo Studio delle Dieci Sefirot. Pertanto adesso, possiamo lavorare su di essi correttamente ed attrarre la Luce che Riforma.

Rabash era molto riservato ed umile. Rimase sempre all’ombra del suo gran padre. Tutto il suo potere e la grandezza erano profondamente nascosti dietro di lui ed era impossibile osservarli dall’esterno. Egli fu il primo a cominciare ad insegnare la Kabbalah ad un pubblico non religioso, senza dare importanza ai suoi precedenti. Egli considerò che la divulgazione della Kabbalah alle masse fosse di massima importanza.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 37
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 696, Lez. 35
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 131
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 9
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Tutto inizia con un segreto

È scritto: “. L’intera Torah inizia con un segreto (Sod)” PARDES (acronimo per il raggiungimento progressivo della spiritualità), inizia con “Sod” (segreto) e termina con “Pshat” (conoscenza, semplice interpretazione).

Attualmente, non ci sentiamo di stare davanti ad un segreto, ma è tutto rigorosamente nascosto da noi. “Pshat” significa che tutto diventa semplice, pulito, e aperto, che è l’ultima fase della realizzazione. Quando iniziamo a raggiungere la spiritualità, noi saliamo dal nostro mondo al mondo dei Assiyà dove scopriamo Sod (segreto), cioè, ci rendiamo conto che tutto è un mistero per noi ed è tutto nascosto.
Questo è ciò che ci rivelano nel mondo di Assiyà.

Quando saliamo al Mondo di Yetzira, scopriamo DRUSH (spiegazione), e se raggiungiamo il mondo di Beria, scopriremo REMEZ (suggerimento). Se continuiamo l’ascesa al mondo di Atzilut, riveleremo PSHAT (conoscenza), e tutto si apre davanti a noi: la semplice Luce Superiore che riempie l’intera realtà.

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Una “Trappola” per la luce

Domanda: Passiamo tutta la nostra vita cercando la “carota”, ma non possiamo mai acchiapparla. Allora, quale è la differenza tra cercare la “carota” ed i nostri sforzi di rivelare il Creatore?

Risposta: Se una persona cerca una “carota” o il Creatore, stimolata dai suoi desideri egoistici, allora non riceverà mai niente. Secondo la legge della creazione, non può entrare niente nel desiderio di ricevere, eccetto Kista de Chayuta, una minuscola porzione di Luce di corta durata, che ci da la sensazione di una vita piccola e corta.

Se una persona desidera sentire una vita più grande, è possibile farlo con un desiderio differente. Per esempio, pesco un pesce con una canna da pesca, una farfalla con una retina, un animale con una trappola ed un uccello con una rete. Esiste uno strumento per acciuffare ogni tipo di animale.

Allo stesso modo, il nostro desiderio di ricevere non può sentire nient’altro che questa piccola vita di corta durata. Qualcosa di più grande può essere sentito solo con una “trappola” diversa che possiamo fabbricare; possiamo sentirlo solamente nel desiderio di dare.

La lamentela che hai espresso nella tua domanda è corretta. Nel mio desiderio naturale non ho la possibilità di essere felice. Per esserlo devo rimpiazzare il mio desiderio “di ricevere” con il desiderio “di dare”. Dopo tutto, la cosa più importante non è il desiderio, ma il riempimento.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Settembre 2010, sullo Zohar).

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Ritornare a Malchut dell’infinito

Domanda: Ieri su una pubblicazione del suo blog, Viaggiare nel mondo dei desideri, ha scritto: “Nel mondo spirituale non c’è una fonte di Luce perché la Luce riempie l’intero universo. Per tanto, la sua influenza è la stessa, non importa dove sei”. Ciò significa che possiamo dire quanto ci avviciniamo alla Fonte della Luce, il Creatore, solo nella connessione tra di noi?

Risposta: E’ corretto. Non c’è nessun luogo eccetto quello in cui siamo ora. Questo è l’unico luogo ad essere stato creato: Malchut del Mondo dell’Infinito. Tuttavia, come risultato della restrizione graduale della Luce (la presenza del Creatore in questo luogo) attraverso 125 gradi, adesso ci troviamo dietro a 125 filtri. Adesso siamo dietro l’ultimo livello dell’occultamento, nel quale non sappiamo neppure dove ci troviamo rispetto a tutti i livelli.

Per cominciare a rivelare questo luogo, Malchut dell’Infinito senza occultamento, dobbiamo immaginare che senza dubbio siamo lì, ma non lo sentiamo perché siamo separati gli uni dagli altri dall’egoismo. Se cominciamo ad unirci, nella misura in cui lo facciamo, ritorniamo lungo i 125 livelli della rivelazione della sensazione di Malchut dell’Infinito. Essenzialmente, ritorniamo alla coscienza, ritirando i veli dell’occultamento.

Tutto viene rivelato in accordo alla forza della connessione tra di noi. Quando aspiriamo ad unirci, allora la forza dell’opposizione a questa unità viene chiamata “inclinazione al male”. Quando desideriamo unirci nella nostra aspirazione di diventare come il Creatore, scopriamo un intero sistema di connessioni sbagliate tra di noi, che è opposto all’unità. Riveliamo il sistema dei mondi impuri di ABYA (BYA De Pruda, i mondi della separazione). Correggendo la nostra intenzione dalla “ricezione” alla “dazione”, trasformiamo i BYA impuri nel sistema dei mondi puri di BYA (BYA De Kedushà, santità, dazione).

In realtà non si è frammentato niente. Si è danneggiata solo la nostra connessione. È diventata egoista, ma adesso la stiamo re instaurando ancora una volta nella forma della dazione!

Non siamo frammentati, ma divisi gli uni dagli altri, solo che la nostra connessione è scorretta. Invece di comunicarti la bontà, voglio togliertela e darti il male al posto suo. Ecco come noi tutti ci sentiamo e questo è chiamato un sistema frammentato.

Tuttavia, in realtà non è stato frammentato niente in questo sistema. È lo stesso sistema nel quale tutti siamo uniti gli uni agli altri, solo la nostra connessione è scorretta. Quando scopriamo che la connessione tra di noi è scorretta, significa che adesso siamo nei mondi impuri di BYA e questa è una rivelazione spirituale; ma per adesso, siamo dietro i 125 livelli di occultamento di questa connessione. Tuttavia, è solo una mancanza di coscienza da parte nostra.

Pertanto, tutto dipende solo dai nostri sforzi per rivelare il sistema della connessione corretta tra di noi. Attraverso questa connessione riveliamo la forza che governa la creazione: il Creatore. Non c’è altra opportunità di rivelarlo.

Essenzialmente, ricreiamo il nostro Kli (il vaso comune dell’anima) dallo stato frammentato nel quale tutte le sue parti funzionano scorrettamente, come gli organi di una persona ammalata, fino a quando raggiungiamo l’armonia e la connessione corretta. Lo stato sano al quale ritorniamo, il nostro funzionamento adeguato, la forza interna che ci controlla, la necessità e lo scopo della nostra esistenza, tutto questo è chiamato Creatore!

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Settembre 2010 sullo Zohar).

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 21
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 663, Lez. 34
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 129
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 8
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Il sistema dell’universo

Noi “discendiamo” dal Mondo dell’Infinito fino a questo mondo, dalla proprietà della dazione alla proprietà della ricezione. Discendendo, la proprietà della dazione in noi decresce e in accordo a questo, anche la soddisfazione (la Luce, la sensazione del Creatore) dentro di noi diminuisce. Questo continua fino a quando arriviamo allo stato del “nostro mondo”, nel quale tutte le tracce della Luce e del vaso spirituale (il desiderio di dare)scompaiono totalmente e ci troviamo completamente separati dalla spiritualità.

Al di sopra del nostro mondo, nei mondi di Berià, Yetzirà e Assiyà esistono le anime frammentate, cioè, le anime che sentono il loro egoismo. Abbiamo bisogno “di entrare” lì dal nostro mondo, cioè di rivelare che le nostre anime sono frammentate e disconnesse. Più in avanti, dobbiamo superare la barriera che separa i mondi di BYA dal Mondo di Atzilut (Parsa), cioè, dobbiamo soddisfare la richiesta di unirsi al processo della correzione: desiderare raggiungere l’amore e la completa unione.

Facendo ciò, risvegliamo le nostre anime frammentate in maniera tale che si includano in Malchut del Mondo di Atzilut che al principio è semplicemente un punto che esiste nel Chazè (petto) di Zeir Anpin. Al di sopra di Zeir Anpin, c’è GaR de Atzilut: Atik, Arich Anpin, Aba ve Ima e YeSHSuT. Al di sopra di questo, troviamo la prossima barriera: Tabur de Galgalta, il Mondo di Adam Kadmon ed il Mondo dell’Infinito.

Nel nostro mondo, le nostre anime sono punti. In questa maniera una persona percepisce il suo stato spirituale chiamato “questo mondo”. Più tardi, attraendo su di sé la Luce che la sviluppa, una persona raggiunge la sensazione di sé nei mondi di BYA, cioè, la sensazione dei desideri frammentati, egoisti (gli stati dell’esilio in Egitto).

Da lì, abbiamo bisogno di ascendere verso la Luce, cioè al di sopra del Parsa, perché è impossibile compiere la correzione nei mondi di BYA, dove non c’è la Luce della correzione ma anzi, la Luce che mostra il male. I Mondi di BYA (un luogo, uno stato, una sensazione) sono destinati alla realizzazione del male delle anime frammentate, in modo tale che riveliamo quanto siamo malvagi e quanto forte è il punto dell’inclinazione al male. Allora, nella misura di questa rivelazione, saremo capaci di ascendere verso l’alto e connetterci con Malchut del Mondo di Atzilut.

L’inclusione in Malchut del Mondo di Atzilut è chiamato elevare il MaN, la nostra preghiera. Malchut del Mondo di Atzilut passa la nostra preghiera a Zeir Anpin del Mondo di Atzilut e, come risultato, ZoN eleva il MaN a Binà del Mondo di Atzilut. Allora la Luce (la Luce Riflessa o la Luce di AB-SAG) viene dall’Alto, corregge la connessione in ZoN e la riempie (ZoN).

Cioè, abbiamo solo bisogno di elevare Malchut del Mondo di Atzilut, la Shechinà, che adesso è in esilio. Tutto ciò che esiste nei Mondi di BYA sono parti di questa Malchut. Malchut del Mondo di Atzilut è “L’Assemblea delle anime di Israele” (Israele – coloro che aspirano “diretto al Creatore”), cioè la connessione dei desideri frammentati.

Così come siamo capaci di connetterci, ci includiamo in Malchut del Mondo di Atzilut. Sicuramente non possiamo riuscirci noi, possiamo solo chiedere.

Malchut passa la nostra richiesta di unirci a Zeir Anpin ed in questa esatta misura rivela che vuole connettersi con Lui. Intanto, ZA deve ricevere il desiderio di connettersi con Malchut da Binà, ed allora ambedue, ZA e Malchut (ZoN) si elevano, ognuna col suo desiderio, a Ima (Binà) che li unisce.

Più in avanti, ZA discende al suo luogo, da alla Luce Malchut e la connette con sé. Nel grado in cui ZoN è connesso, le anime che esistono in esse partecipano a questa connessione e sono piene di esso. Ecco perché il corpo di Malchut è composto di queste anime.

(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12 Settembre 2010, sul Talmud Eser Sefirot).

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Una stazione con l’energia infinita

Domanda: Da dove traiamo l’energia infinita per il nostro lavoro interiore se dobbiamo sempre mantenere il Creatore nell’occultamento?

Risposta: L’energia viene dal Creatore attraverso il gruppo. Non esiste un’altra fonte di energia a parte Lui. Il gruppo serve come conduttore. L’energia, la Luce, si rivela attraverso la connessione nel gruppo, o nella somiglianza con il Creatore. Nell’unione degli amici c’è il Creatore.

Se tu organizzi il tuo lavoro correttamente, allora capisci che il Creatore ed il gruppo sono la stessa cosa. Il gruppo è un modello, con l’aiuto del quale, riveli questa forza interiore che si chiama “Creatore”.

È come se esistesse una fonte di energia e tu devi connetterti ad essa. Il consumatore può solo essere un contatto simile o opposto (una presa nel muro e una spina). La forza della corrente di energia dipende dallo spessore del contatto nel gruppo.

Attraverso il gruppo ricevo gli esempi dal Creatore. Comincio a vedere il gruppo, la sua struttura, come un sistema dei mondi. Al suo interno rivelo le connessioni attraverso le quali sono connesse le anime nei Mondi Superiori.

La forza interiore del gruppo, la forza che anima e mantiene questo gruppo è il Creatore, la Luce Superiore.

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