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Lezione quotidiana di Kabbalah -19.08.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, 1, Pag. 641
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Dal Libro dello Zohar, VaYechi “E Giacobbe visse nella terra d’Egitto”, Punto 81, Lez. 6
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 45, Lezione 18
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 18, Lezione 16
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 11, “La Vera Preghiera”
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Dal Libro dello Zohar, VaYechi “E Giacobbe visse nella terra d’Egitto”, Punto 63, Lez. 5
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 42, Lezione 17
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 17, Lezione 15
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Sintonizzati alla rete spirituale

Ho ricevuto una domanda: Ho già partecipato a congressi virtuali ed ho sentito l’unità. Perché dovrei lasciare la mia casa ed il mio divano nel mio salotto e perché dovrei fare degli sforzi per andare alla Convenzione mondiale dello Zohar che si terrà in New York all’inizio di maggio?

La mia risposta: É impossibile unirsi agli altri senza “alzarsi dal proprio divano”. Non viviamo nel mondo virtuale, ma nel mondo materiale. Perciò una persona che partecipa alle nostre riunioni fisiche capisce perché sono cosi necessarie per avanzare. Una persona che non ha mai lasciato lo schermo del suo computer non è capace di immaginare cosa sia unirsi con altre persone.

Esiste una regola nella scienza della Kabbalah: una radice spirituale deve toccare la sua parte materiale: Per cui, dobbiamo implementare il collegamento tra di noi, sia nella forma virtuale che in quella materiale. Questo è richiesto dal nostro mondo. Perciò, una persona che non assiste mai ai congressi, non sta partecipando realmente. Gli sembra di stare insieme agli altri mentre si trova davanti al suo computer, ma in realtà, questa è una delusione.

Una volta alla settimana teniamo l’assemblea degli amici, e una volta ogni sei mesi teniamo un’assemblea “dal vivo” dove ci troviamo con persone di uno dei continenti. Le persone devono assolutamente partecipare a queste convenzioni.

Una persona non può avanzare senza partecipare ai congressi e senza ricevere un’impressione (Reshimo) da essa. Una convenzione è il luogo dove la sua unità con gli altri si traspira, e questo collegamento rimane. E come mettere nella presa di corrente un apparecchio elettrico, che rimane inserito.

Non l’abbiamo inventato noi. I nostri grandi maestri hanno praticato questo per centinaia di anni, e se desideriamo raggiungere quello che loro sono riusciti a raggiungere, dobbiamo seguire il loro esempio.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.08.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 23
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Dal Libro dello Zohar, VaYechi “E Giacobbe visse nella terra d’Egitto”, Punto 42, Lez. 4
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 38, Lezione 16
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 14, Lezione 14
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Aiuto contro te stesso

Ho ricevuto una domanda: Durante le lezioni sullo Zohar mi trovo sempre in guerra con me stesso. Cosa posso fare per mantenere l’intenzione giusta?

La mia risposta: Quello è lo stato naturale per i principianti. Cerca di utilizzare il tempo della lezione per capire lo scopo della tua sofferenza. Chi è che soffre in te? È il tuo corpo, il desiderio di ricevere che resiste. Tu hai un corpo, l’ego ed il punto nel cuore che aspira al Creatore. Stai esaminando il tuo stato da l’ego o dal punto nel cuore?. Se tu sei uno con il punto nel cuore, allora lo Zohar splende su di te, ma questa Luce è opposta al tuo ego. Si sente avversa a te, come una persona che parla contro di te.

Immagina di sedere di fronte a tua moglie mentre lei ti critica, dicendoti che qualcosa non va in te, e tu ascolti e sei d’accordo con le sue critiche, comprendendo che tu hai bisogno di correggerti. Il tuo ego non corretto non vuole ascoltare ma tu dici a te stesso “Non sono io che non voglio ascoltare, ma l’ego che il Creatore ha creato deliberatamente in me. Io, tuttavia, voglio ascoltare ed amarla, perché lei mi sta segnalando le mie vere mancanze che hanno bisogno di correzione”.

Visualizza questa scena finché capirai che veramente hai bisogno di sederti e aderire ad ogni singola parola dello Zohar. Non ti piace quello che ascolti? È meraviglioso! Non sei interessato in scoprire questo? Assolutamente! Lo Zohar sta aprendo i tuoi occhi a la completa verità, quindi infuriandoti e questo è grande. Questo è precisamente quello che deve fare. Cosi è come la Luce t’influenza, mostrandoti quanto sei incorretto. Precisamente allora tu gioirai e desidererai aderirti a esso.

Adesso hai due punti: Malchut incorretto e la scintilla che devi collegare alla Luce. Vai con la Luce contro il tuo Malchut incorretto, e lo Zohar cesserà di irritarti. Inizierai a lavorare in te con quello che esso sveglia in te.

Pratica questo in casa con tua moglie per un po’ ed allora il lavoro con lo Zohar non sembrerà cosi duro.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.08.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 16
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Dal Libro dello Zohar, VaYechi “E Giacobbe visse nella terra d’Egitto”, Punto 20, Lez. 3
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 32, Lezione 15
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 13, Lezione 13
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Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.08.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. “ Riguardo all’ Importanza degli Amici”
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Dal Libro dello Zohar, VaYechi “E Giacobbe visse nella terra d’Egitto”, Punto 6, Lez. 2
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Parte 15, Punto 29, Lezione 14
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 11, Lezione 12
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L’Uguaglianza Spirituale

Lo Zohar, capitolo Vaigash, punto 126: “Esiste un firmamento al di sopra del firmamento e questo firmamento li domina tutti, cioè, tre firmamenti nei quali la destra e la sinistra sono una al di sopra dell’altra. Il firmamento del mezzo li governa entrambi, li sottomette e li mescola l’uno nell’altro …

Sotto il firmamento le sue ali erano rette”, a causa del fatto che tutti loro esercitano il loro dominio su ciò che gli è stato affidato, poiché la linea media stabilisce l’illuminazione dei due insieme, nella quale la linea di destra illumina dall’alto verso il basso e la sinistra, dal basso verso l’alto. Per questo l’ala destra è uguale all’ala sinistra …

Come si può valutare se la linea destra e quella sinistra sono uguali? Secondo la quantità, il peso o la forza? Hanno qualità totalmente differenti. Non abbiamo nessuna possibilità di valutare questo secondo una misura esteriore del nostro mondo. “Sono uguali” significa che esse si completano l’un l’altra, in maniera tale che ognuna di esse da all’altra tutto il necessario. Hassadim della linea destra completa totalmente Chokhmà della linea sinistra; e Chokhmà illumina Hassadim con tutta la sua forza.

Questo significa che sono uguali. Cioè, esse sono socie ed ognuna da tutto affinché sia possibile la loro connessione mutua in maniera ottimale. Questa si chiama la Linea Media. Per questo sono considerate uguali. Forse Hassadim fornisce il 90% e Chokhmà solo il 10%, e nel successivo livello la proporzione sarà 70% e 30%, oppure 99% ed 1%; però questa si chiama uguaglianza perché ognuna riempie l’altra. Hanno la stessa intenzione, lo stesso pensiero, lo stesso calcolo, e per questo vengono definite uguali. La proporzione tra loro non deve essere assolutamente 50% e 50%. Nella spiritualità, uguaglianza significa che io ti riempio con tutto ciò che desideri da me. Allora siamo uguali.

Cercate sempre la Perfezione!

Domanda: Se comincio a sentire dentro di me tutto quello che sta avvenendo nella mia vita di tutti i giorni, è un segnale dell’avanzamento, come risultato della lettura del Libro dello Zohar?

Risposta: No. Quando leggo il libro dello Zohar per me non esiste la vita di tutti i giorni. Ho l’embrione dell’anima, il punto nel cuore e adesso mi trovo con l’anima nel sistema superiore, del quale mi parla lo Zohar. Come unire a questo minuto punto, nel quale non c’è niente, sentimentalmente e razionalmente, tutte queste qualità: le tre linee, le ascese, le discese e le azioni spirituali?

È proprio quello che cerco. Come essere in esse, come sentirle, sperimentarle lì, in ZON del Mondo di Atzilut? Non voglio niente di questo mondo, ne per me stesso, ne per i miei amici, così come li percepisco nei miei cinque sensi di percezione. Per non parlare di tutto il mondo! Perché ne ho bisogno?

Questo mondo non esiste, lo immagino solo all’interno del mio ego, il desiderio di piacere. Se mi elevo ad un livello più alto, il livello della dazione, della fede al di sopra della ragione, vedrò tutto in un altro modo. Non voglio dedicarmi a questo mondo! Voglio solo elevarmi e fondermi con il mondo superiore! Ci provo obbiettivamente, non lascio questo mondo;

però, lo studio del libro dello Zohar, così come tutta la scienza della Kabbalah, allo lo scopo di scoprire il mondo superiore e portarlo al nostro mondo, non succederà mai! Il mondo spirituale non entrerà mai in quello materiale. Al contrario è il mondo materiale che salirà verso le sue radici, il mondo spirituale. Di seguito, attraverso il mondo materiale, vedrò il mondo spirituale, però prima, devo percepire la spiritualità.

Per questo, prima della lezione, devo cercare di disconnettermi da tutto quello che ho in questo mondo. Perché adesso sto studiando la perfezione, la spiritualità, il Creatore.

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Possiamo imparare dai nostri errori

Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot, Punto 58: Con questo capiamo le parole dei nostri saggi che, “Chi si pente per timore, fa si che i suoi peccati si trasformino in errori” … i peccati che uno commette risultano al ricevere la provvidenza del doppio occultamento, cioè, occultamento dentro occultamento… Tuttavia, nell’occultamento semplice, che significa che crede nella provvidenza del castigo e della ricompensa, solo che a causa dell’accumulazione della sofferenza a volte arriva a pensieri di trasgressione.

Perché la persona commette un errore? Perché non si rende conto che si trova nella mancanza. Tuttavia, non si suppone neanche che debba rendersene conto, oppure si? Tutto il nostro lavoro consiste nell’ acquisire una nuova visione attraverso la fede al di sopra della ragione. Per tanto, all’inizio, non percepiamo la spiritualità, con l’obiettivo che più avanti possiamo vederla alla luce della dazione. Non si può vedere la spiritualità alla luce dell’egoismo.

Nessuno ha occultato la spiritualità o costruito una recinzione per nasconderla. Siamo noi che la occultiamo con i nostri desideri egoistici. È per questa ragione che cominciamo a percepire la spiritualità unicamente elevandoci al di sopra del nostro egoismo. È come quando mi trovo di fronte ad una parete, una barriera: salendone al di sopra, posso lanciare uno sguardo su quello che si trova al di là.

È in questa maniera che immaginiamo cos’è la fede al di sopra della ragione. Mentre mi trovo “dentro la ragione” al di sotto della barriera, non posso vedere il mondo spirituale. I miei organi di percezione sono diversi; nel frattempo devo cominciare a percepire la realtà nei desideri di dazione. Quando la Luce Riflessa mi illumina, si rivela in me la realtà spirituale che posso vedere in questa Luce.

È per questo motivo che naturalmente commettevo errori e crimini quando non percepivo la spiritualità. Come è possibile che non mi sbagliassi? Tuttavia, perché non vengono chiamate “trasgressioni”? Perché grazie alla rivelazione ed alla correzione dei miei errori, mi sono corretto io stesso ed in questo modo, ho raggiunto il grado di “pentimento per timore”, cioè ha costruito lo schermo della dazione per la dazione.

Ho imparato dai miei errori, poiché è impossibile correggere ciò che sono fino a non rivelare tutto il male del desiderio egoista. Ciò viene denominato “identificare l’errore”. Correggendo una certa misura dell’errore che mi è stato rivelato, realizzo un comandamento.

Per tanto, completando il nostro pentimento, correggiamo tutti i nostri errori. È proprio grazie ad essi che raggiungiamo la dazione. Tutti questi errori sono stati il risultato dell’occultamento.

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