I sensori (sensi) attraverso i quali entra il Creatore
Il mondo rimane invariato; siamo solo noi a cambiare dentro di noi.
Dipende interamente da me, da come sperimento il Creatore: nel Suo “doppio occultamento”, “nel singolo occultamento”, o nel Suo rapporto diretto con me, “faccia a faccia.”
Da parte Sua, Egli è sempre presente nel Kli (vaso), in un rapporto diretto con me. Io percepisco questo in base al livello della mia correzione. Se tutte le mie qualità sono corrette e sento la piena manifestazione del Creatore, allora siamo “faccia a faccia.” Questo stato si chiama “adesione” (Dvekut), la “fine della correzione” (Gmar Tikkun), o il “mondo dell’infinito” (Ein Sof), dove non esistono limiti.
Nella misura in cui i miei 620 sensi, percezioni, desideri e qualità non sono corretti (possono essere parzialmente corretti e parzialmente non corretti, formando uno spettro di tutti i 620 desideri), ciascuno deve essere portato all’altezza massima di tutte le sue dieci Sefirot particolari. Solo allora tutti i 620 desideri raggiungeranno la loro altezza massima.
Possono anche essere a livelli diversi, uno più basso e un altro più alto, come un’immagine dello spettro o come la rappresentazione visiva del suono su un equalizzatore, organizzata per frequenze. Supponiamo ci siano venti frequenze selezionate e vediamo quanto ciascuna è alta o bassa. Allo stesso modo, abbiamo 620 qualità e ciascuna raggiunge un’altezza fino a dieci Sefirot. L’altezza di ciascuna determina l’immagine del mondo che ci viene presentata. Le nostre qualità sono esattamente quei sensori attraverso i quali entra il Creatore. Più sono corrette, più il Creatore vi entra; meno sono corrette, meno Egli vi entra.
Questi gradi della manifestazione del Creatore nelle 620 qualità disegnano per noi l’immagine del mondo. Nella parte delle 620 desideri che è corretta, il Creatore è presente; questo si chiama la “misura della rivelazione del Creatore.” Nella parte inferiore, ancora non corretta, dei 620 desideri, il Creatore non si manifesta; questo si chiama la “misura della dissimulazione del Creatore.”
Così, la parola “mondo” (Olam) deriva dalla parola “occultamento.” È la misura della rivelazione e dell’occultamento del Creatore. Il nostro mondo più basso è il completo occultamento del Creatore. Tutti i mondi spirituali esistono secondo una certa misura di rivelazione del Creatore: in una particolare combinazione e disposizione dei miei 620 desideri, percepisco già il Creatore.
Perché questi desideri non vengono corretti tutti allo stesso modo? Perché differiscono sia per qualità sia per il loro Aviut (egoismo). Ecco perché esiste un mondo chiamato Assiya.
Il mondo di Assiya, caratterizzato dalla qualità di Malchut, differisce dal mondo di Yetzira, la cui qualità è Zeir Anpin; dal mondo di Beria, qualità di Binah; dal mondo di Atzilut, qualità di Hochma; e da Adam Kadmon, qualità di Keter. Oltre al fatto che ogni mondo rappresenta una maggiore sensazione e ricezione del Creatore, la qualità di ciascuno dei 620 desideri aumenta in un grado o nell’altro.
In altre parole, quando si sale da un grado all’altro, non tutti i 620 miei desideri migliorano, diciamo, del 10 percento: uno può migliorare solo dell’1 percento, mentre un altro può migliorare dell’8 percento.
Inoltre, l’acquisizione cambia non solo attraverso l’intensificazione generale della sensazione della forza in cui esisto, ma anche nella qualità, nel modo in cui mi influenza. È lo stesso nel nostro mondo. La sperimentiamo non solo come più forte o più debole nella sua manifestazione nei nostri confronti, ma anche in base al carattere di quella manifestazione, più piacevole o sgradevole.
[361966]
Dalla Lezione Giornaliera di Kabbalah del 24/09/26, Congresso Sitrin, Sukkot 2003
ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE “LA KABBALAH RIVELATA”
Materiale correlato:
La natura è soltanto Dio?
I Kabbalisti sull’anima ed i comandamenti, Parte 1
Il segreto dell’unione
Laitman.it commenti RSS Feed
Metti "Mi Piace" sulla Pagina Facebook
Iscriviti al canale Youtube
Seguimi su Twitter