Perché la storia di Giona è importante?
Giona, il profeta che fuggì dalla sua missione e alla fine vi ritornò contro la propria volontà, rappresenta per tutti noi un segnale d’allarme. È una storia di tempeste, destino e di un processo di correzione del mondo che rimane altrettanto attuale oggi.
Nella storia, a Giona fu comandato di recarsi nella grande città di Ninive e di guidare i suoi abitanti verso una via migliore. Vi prevalevano violenza, furti, sfruttamento e rapporti estremamente negativi tra le persone. Giona decise di fuggire dalla sua missione e salì su una nave. Nel mezzo del mare si scatenò una grande tempesta. I marinai cercarono di comprenderne la causa e, alla fine, il sorteggio indicò Giona, che dormiva nella parte più profonda della nave. Rendendosi conto del proprio errore, egli ordinò loro di gettarlo in mare affinché la tempesta cessasse. Alla fine, Giona raggiunse la terraferma, andò a parlare agli abitanti di Ninive e questi abbandonarono le loro vie malvagie.
Questa storia è la storia dell’umanità nel suo insieme. Descrive come, nel corso dell’evoluzione umana, l’ego, il desiderio di godere esclusivamente a proprio vantaggio a spese degli altri, chiamato anche «inclinazione al male», diventi sempre più forte e porti i rapporti umani a una condizione così terribile che la vita non può più continuare come prima. Da una situazione di completa confusione e dalla sensazione di essere arrivati a un punto morto, deve emergere una forza speciale che spieghi come l’umanità possa essere salvata e come possa nascere una nuova umanità.
Per quanto riguarda Giona come profeta, che cos’è un profeta? Un profeta è una persona che si è sviluppata interiormente fino al punto di scoprire come opera il sistema complessivo della natura. Una persona simile vede il quadro completo, comprende la traiettoria dell’evoluzione e sa che cosa accadrà se ci muoviamo in accordo con essa oppure contro di essa. Il ruolo del profeta è spiegare come correggere la nostra direzione e come raggiungere l’armonia con l’unica forza che opera in tutta la creazione: Dio, la forza generale presente nella natura.
La missione affidata a Giona era fondamentalmente di natura educativa. Così come tutta la natura evolve gradualmente verso uno stato di omeostasi tra tutte le sue parti, interconnesse e interdipendenti, creando il meraviglioso tessuto della vita, anche noi dobbiamo imparare a funzionare attraverso la connessione e la complementarità reciproca, seppure in modo consapevole e intenzionale. Da un lato, questa potenzialità evolutiva è ciò che distingue gli esseri umani da tutte le altre creature, che agiscono istintivamente senza la capacità di esaminare e scegliere. Dall’altro, è anche il motivo per cui gli animali non commettono errori, mentre noi provochiamo tanta distruzione nelle nostre vite e nell’ambiente che ci circonda. Ninive, quella grande città, simboleggia il nostro atteggiamento egoistico gli uni verso gli altri.
La forma ideale della connessione umana è definita dal principio: «Ama il prossimo tuo come te stesso» e inizia con il principio: «Non fare al tuo prossimo ciò che tu stesso detesti». Attraverso questo processo di sviluppo, impariamo a elevarci al di sopra dei desideri egoistici e a rapportarci agli altri in modo opposto.
Che cosa significa? Significa elevarsi al di sopra del desiderio di controllare gli altri o di sfruttarli per il proprio vantaggio e raggiungere uno stato in cui, innanzitutto, ci asteniamo dal fare del male a chiunque. Dobbiamo esaminare ogni pensiero e ogni azione e chiederci: vorrei che qualcuno mi trattasse in questo modo? È come provare dei vestiti davanti a uno specchio. Mi stanno bene oppure no? L’ego diventa uno strumento di misurazione. Ciò che ci risulta sgradevole non dovrebbe essere fatto agli altri. Dopo aver neutralizzato i comportamenti dannosi, passiamo alla fase dell’amore e della dazione, facendo attivamente del bene agli altri; anche questo richiede di esaminare ciò che noi stessi desidereremmo ricevere.
Attraverso questi esercizi scopriamo che non ci è stato dato un ego per caso. Esso ci permette di misurare e valutare ogni cosa. L’ego diventa un aiuto contro se stesso; quando impariamo a lavorare correttamente con esso, si trasforma in una leva per la crescita e il rafforzamento.
Tutto questo e molto altro, era ciò che Giona doveva spiegare agli abitanti di Ninive. Lo avrebbero ascoltato? Lo avrebbero sentito davvero? Avrebbero cercato di elevarsi al di sopra dei rapporti distruttivi e di trasformarli in rapporti positivi? Se oggi ci fosse affidata una missione simile, quale percentuale di successo prevedremmo?
Giona fugge verso il mare. Sulla nave ci sono dei marinai. Per loro è perfettamente chiaro che la cooperazione è una condizione necessaria per sopravvivere tra le onde. Si completano reciprocamente attraverso la responsabilità reciproca, rimanendo connessi mentre viaggiano verso la loro destinazione. In mare, a differenza di Ninive, valgono regole di comportamento diverse.
Poi, improvvisamente, incombe su di loro un grande pericolo. «Da dove viene tutto questo? Perché ci sta succedendo?» si chiedono. Deve esserci qualcuno tra noi che sta violando la legge dell’equilibrio che opera in tutta la natura.
I marinai risvegliano Giona alla riflessione su se stesso ed egli ricorda la sua missione. Quando dice loro di gettarlo in mare, non riescono a comprendere come si possa fare una cosa simile e cercano in vari modi di evitarlo. Alla fine, come racconta il Midrash, immergono Giona parzialmente nell’acqua e il mare si calma; lo tirano nuovamente sulla nave e la tempesta ricomincia. Questo accade diverse volte (Pirkei de Rabbi Eliezer, capitolo 10). Il punto che viene sottolineato è che il fattore umano influenza l’equilibrio dell’intero sistema naturale. Attraverso azioni che si conformano alle leggi della natura oppure vi si oppongono, determiniamo il nostro stesso destino.
Il Libro di Giona viene tradizionalmente letto nel pomeriggio di Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, una giornata dedicata all’esame interiore, sia come individui sia come società. Al popolo d’Israele è stata affidata una missione universale: essere una luce per le nazioni. Offrire un esempio di una società modello che vive nella connessione al di sopra di tutte le differenze e nell’amore al di sopra di tutte le divisioni e i conflitti.
Che ne siamo consapevoli o meno, siamo il team di ricerca e sviluppo dell’umanità: un gruppo di individui altamente egoisti che, se imparano a connettersi positivamente, possono offrire al resto dell’umanità il codice per una connessione umana ottimale. Senza un esempio positivo da parte nostra, il mondo non ha speranza. Inoltre, nella realtà interconnessa di oggi, in cui le relazioni stanno crollando ovunque e la minaccia di una devastante guerra nucleare può emergere in qualsiasi momento, tutta la rabbia e la sofferenza dell’umanità potrebbero alla fine essere rivolte contro di noi, quelli che dormono nelle profondità della nave.
Svegliamoci. Avviciniamoci alla connessione e alla complementarità reciproca. Allora vedremo il mare in tempesta calmarsi.
Basato su “Nuova Vita 186 – Giona il Profeta” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE “LA KABBALAH RIVELATA”

Laitman.it commenti RSS Feed
Metti "Mi Piace" sulla Pagina Facebook
Iscriviti al canale Youtube
Seguimi su Twitter