Come distinguiamo il bene dal male?

Qual è il male fondamentale dell’umanità? Il problema è che non sappiamo distinguere correttamente il bene dal male. Istintivamente definiamo «bene» tutto ciò che ci procura piacere e «male» tutto ciò che ci provoca dolore. Ma questo non ci rivela la vera natura né del bene né del male.

Secondo la saggezza della Kabbalah, il male che alla fine dobbiamo scoprire è la nostra stessa natura egoistica, cioè la nostra natura che desidera godere a spese degli altri. Non è una presa di coscienza facile. Naturalmente desideriamo avere una buona opinione di noi stessi e siamo abituati ad ascoltare messaggi incoraggianti su noi stessi: «C’è del bene in te. Credi in te stesso. Ne sei capace. Puoi avere successo». Un simile incoraggiamento ha il suo posto, soprattutto come punto di partenza, perché senza una certa forza e fiducia non possiamo avanzare.

Ma alla fine dobbiamo guardare più in profondità. Dobbiamo scoprire fino a che punto il nostro egoismo ci governa: quanto istintivamente calcoliamo ogni cosa in base a ciò che ci conviene, come utilizziamo gli altri per la nostra realizzazione e quanto ci sia difficile elevarci realmente al di sopra della preoccupazione per noi stessi.

Riconoscere questa natura egoistica come male è già un enorme progresso. Perché? Perché finché non riconosciamo la malattia, non possiamo chiederne il rimedio.

L’umanità deve quindi raggiungere uno stato in cui inizi a cercare il vero bene. Attraverso la sofferenza e la delusione, gradualmente attiriamo un’illuminazione che ci aiuta a identificare dove risiede realmente il male. Iniziamo a comprendere che il problema non sono semplicemente le circostanze che ci circondano, cioè le altre persone, i governi, la società o il mondo. Il problema è la natura egoistica che opera dentro di noi.

A questo punto può nascere una vera richiesta di correzione. Tuttavia, scoprire il male dentro di noi non significa cadere nella disperazione. Dentro di noi esiste qualcos’altro che, nella saggezza della Kabbalah, chiamiamo: «Una scintilla».

Quella scintilla è l’inizio di un’aspirazione verso un’altra forma di esistenza. Ci permette di riconoscere la nostra natura egoistica e, allo stesso tempo, di desiderare qualcosa di più elevato di essa. Il nostro lavoro consiste nel proteggere questa scintilla, rafforzarla e, gradualmente, alimentarla fino a trasformarla in una fiamma.

Allora il bene può iniziare a coprire il male.

Non cancelliamo la natura egoistica. Impariamo a elevarci al di sopra di essa e a integrare sempre più dentro di noi la forza del bene, fino a quando essa copre il male.

Pertanto, riconoscere il male dentro di noi non è la fine del cammino. È il vero inizio.

Dobbiamo arrivare al punto in cui possiamo vedere onestamente la nostra natura senza nasconderci da essa, mantenendo allo stesso tempo salda quella scintilla che indica la via verso la correzione. Quella piccola scintilla contiene tutta la nostra speranza. Dobbiamo solo imparare a trasformarla in una fiamma.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV, con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, del 15 giugno 2026.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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