Che cosa rappresentano Noè e l’Arca?

Il racconto biblico afferma che il Diluvio arrivò perché «la malvagità dell’uomo era grande sulla terra e ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore era soltanto male per tutto il giorno». Dice inoltre che «ogni carne aveva corrotto la propria condotta sulla terra» e che «la terra era piena di violenza» (Genesi 6). Le fonti spiegano che Dio è la forza generale della natura, un’unica forza che governa l’intero sistema delle forze naturali. Questo sistema gestisce tutta la realtà, sia la parte che attualmente percepiamo attraverso i nostri cinque sensi, sia la dimensione superiore che rimane nascosta a causa della nostra mancanza di strumenti percettivi adeguati.

Milioni di anni fa, secondo gli scienziati, scendemmo dagli alberi e cominciammo a diventare esseri umani. La forza interiore che guidò questo processo fu la crescita del desiderio egoistico. È l’ego che ha fatto uscire l’umanità dal regno animale e, da allora, ha continuato a intensificarsi. Esso ha risvegliato pensieri dannosi verso gli altri, ovvero pensieri su come sfruttare ogni cosa e ogni persona a proprio vantaggio, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Quando questi pensieri egoistici raggiunsero un certo livello, il delicato equilibrio tra l’umanità e il resto della natura fu compromesso. Il sistema della natura, che è intrinsecamente integrale, dovette ristabilire il proprio equilibrio. Fu allora che arrivò il Diluvio. Dopo il Diluvio emerse un mondo nuovo, cioè si instaurò una nuova relazione tra l’umanità e la natura, meno diretta e meno potente di quella precedente.

Per approfondire, i livelli inanimato, vegetativo e animale della natura sono connessi alla natura come se esistessero all’interno di un grembo. Ogni azione che compiono segue i comandi della natura e ogni risposta che manifestano è esattamente ciò che la natura richiede. Essi sono parte della natura stessa, parte della forza superiore, perché sono governati dagli istinti e non possiedono libertà di scelta.

Man mano che la forza egoistica si sviluppava negli esseri umani, l’umanità diventava sempre più distaccata dalla natura, sempre più opposta a essa, violando le leggi dell’equilibrio sistemico. I pensieri e i desideri umani cominciarono a divergere dall’intenzione generale della natura.

A quel punto, all’umanità fu richiesto di completare un processo di correzione, elevandosi consapevolmente al di sopra dell’ego che si risvegliava nel cuore e nella mente, per rimanere connessa alla natura nel suo insieme. Le persone dovevano esaminare ogni pensiero e ogni desiderio che emergeva dentro di loro, determinando se ciò che intendevano fare fosse veramente necessario per la sopravvivenza e se avrebbe arrecato danno a qualcuno o a qualcosa.

Se ciò fosse accaduto, l’umanità sarebbe entrata negli strati più profondi della natura, iniziando a comprendere il suo sistema operativo interiore, il suo programma di sviluppo, la direzione dell’evoluzione e le connessioni tra tutte le parti della realtà. Ma l’umanità fallì ripetutamente. Le persone sfruttarono tutto ciò che le circondava nel modo più rozzo possibile, fino a provocare su se stesse un duro colpo. La natura non tollera lo squilibrio e il sistema corresse la deviazione.

Il Diluvio simboleggia una riduzione della sensibilità sistemica della natura nei confronti delle azioni umane. È come se la natura avesse detto: «Fate ciò che volete. La vostra importanza è stata ridotta di cento volte e, di conseguenza, la vostra influenza sul sistema complessivo è ora minore. Alla fine, ogni azione verrà presa in considerazione, ma per il momento fate ciò che volete nel mondo».

Il mondo si oscurò. L’umanità perse l’opportunità che le era stata data di conoscere la natura nella sua piena profondità, di acquisire un intelletto e una percezione simili a quelli della natura stessa e di partecipare consapevolmente al governo della realtà. Invece, rimase racchiusa in uno stretto guscio egoistico. Le persone attraversano di corsa i settant’anni della vita, si stancano, appassiscono e muoiono senza aver realmente conseguito nulla di sostanziale.

Questo solleva una domanda urgente: ciò che accadde era inevitabile, oppure l’umanità avrebbe potuto svilupparsi senza peccato, senza un diluvio, lungo un percorso agevole e positivo? A quanto pare, no. Forse l’umanità doveva percorrere questa lunga strada perché, senza una completa separazione dalla natura, l’indipendenza raggiunta in seguito non avrebbe mai potuto essere completa.

In ogni caso, oggi il cerchio si sta chiudendo. Migliaia di anni di sviluppo egoistico ci hanno portato a un vicolo cieco, alla consapevolezza che non abbiamo futuro se non compiamo un cambiamento fondamentale nella nostra percezione. Il mondo è diventato strettamente interconnesso e interdipendente e ci troviamo tutti sulla stessa barca. Senza equilibrio e completamento reciproco, affonderemo tutti insieme.

È così che la natura ci costringe a riconoscere le leggi integrali che governano il sistema e a costruire consapevolmente questi principi nelle relazioni tra gli individui e la società.

Lo squilibrio provocato dall’intensificazione dell’egoismo si manifesta nel modo più grave nelle relazioni umane. Pertanto, è proprio qui che deve concentrarsi il processo di correzione. Esiste un metodo completo per trasformare la forza dell’ego, affinché essa serva gli altri anziché danneggiarli. Quando impareremo a utilizzare questo metodo, diventeremo «come un solo uomo con un solo cuore». L’ego continuerà a crescere, ma sapremo come lavorare con esso come con una forza che ci aiuta ad avanzare, come una leva per accrescere la connessione positiva.

Una simile connessione integrale tra noi creerà un sensore comune capace di percepire la dimensione interiore della natura, il pensiero e il sentimento che esistono al livello superiore della realtà, chiamato «conseguimento della divinità».

In uno stato simile, ulteriori colpi da parte della natura non saranno più necessari e persino i danni che abbiamo causato fino a oggi cominceranno a guarire.

Il principio fondamentale di questa storia è che la condizione del mondo è un riflesso della condizione delle relazioni umane. Se impariamo a connetterci nell’amore al di sopra dell’ego che ci separa e ci divide, vedremo tutta la natura rivolgere il proprio volto verso di noi con benevolenza.

Basato su “Nuova Vita 184 – Il Diluvio come atto di equilibrio della natura” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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