Di cosa tratta esattamente il Libro dello Zohar?

In effetti, Lo Zohar è un libro davvero speciale. È il libro dei libri della saggezza della Kabbalah. Un libro che parla interamente della correzione dell’essere umano, di una società corretta la cui rete di connessioni viene chiamata “l’anima”.

Tutti parlano dell’anima, ma nessuno sa veramente che cosa sia o dove si trovi, ammesso che esista. L’anima è un unico sistema nel quale siamo tutti connessi gli uni agli altri. Questo sistema di connessione è nascosto, ma siamo destinati a scoprirlo.

Il Libro dello Zohar parla dell’anima. Descrive una rete nella quale siamo tutti connessi attraverso l’amicizia, l’amore, la connessione e la reciprocità. Tuttavia, poiché attualmente viviamo nella separazione, nella distanza e nel conflitto, opponendoci gli uni agli altri, non comprendiamo ciò che è scritto ne Lo Zohar. Nella misura in cui correggiamo il nostro atteggiamento verso gli altri e scopriamo il sistema corretto e armonioso delle relazioni, però, Lo Zohar si apre davanti a noi e ciò che vi è scritto comincia a diventare chiaro. Vediamo allora che, dietro tutte le storie, il libro parla di relazioni corrette.

Lo Zohar può essere impiegato per avvicinarci alla rivelazione di questa rete di connessione corretta. Se aspiriamo veramente a creare relazioni positive tra le persone, scopriamo che Lo Zohar contiene un’enorme forza correttiva. Questa è l’origine dell’usanza, stabilita dai saggi, di leggere Lo Zohar come rimedio spirituale nelle diverse situazioni della vita.

Il destino del popolo d’Israele è diventare come un’unica famiglia. Quando questa diventa la visione del nostro futuro, Lo Zohar diventa uno strumento potentissimo per correggere la natura umana. Costruisce dentro di noi una profonda connessione con gli altri, fino al punto in cui possiamo veramente vivere secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, nella responsabilità reciproca, evitando di fare agli altri ciò che noi stessi odieremmo subire, con tutto Israele unito nell’amicizia.

Iniziamo a sentire che siamo tutti sulla stessa barca e che dobbiamo prendercene cura insieme, perché se anche una sola persona non lo fa, potremmo tutti sprofondare nel mare tempestoso degli impulsi egoistici.

Già quando Lo Zohar fu composto da Rabbi Shimon bar Yochai e dai suoi discepoli, si comprese che il libro sarebbe rimasto nascosto per molto tempo. Questo perché un autentico bisogno di correggere l’ego può emergere soltanto in un periodo in cui l’umanità raggiunge una crisi globale nelle relazioni umane.

Oggi il mondo si sta disgregando a causa delle lotte alimentate dall’ego e questo avviene a ogni livello, dalle relazioni internazionali alla vita sociale e familiare. Abbiamo persino danneggiato l’ecologia e l’ambiente. A causa delle relazioni egoistiche, non siamo in grado di condividere l’abbondanza di cui disponiamo, di vivere in sicurezza e in pace, né di costruire un mondo bello per i nostri figli.

In una situazione simile, Lo Zohar si rivela per darci la forza di funzionare come un unico corpo, nella connessione e nella reciproca complementarità. La vera complementarità nasce dall’amore, il più alto grado di partecipazione alla vita dell’altro. Significa sentire i desideri di un’altra persona ed essere disposti a soddisfarli, essere disposti a completare ciò che manca a ogni essere umano.

Perché, allora, sono state associate a Lo Zohar così tante inquietanti credenze? Perché si diceva che studiandolo si potesse perdere la ragione e così via?

La risposta è che furono proprio i Kabbalisti a tenere il pubblico lontano da Lo Zohar nelle generazioni precedenti. Avevano compreso che Lo Zohar è come un potente antibiotico. Se una persona non è gravemente malata, non c’è motivo di somministrarle una medicina simile. Il rimedio deve corrispondere esattamente alla malattia che si è manifestata.

Durante tutto il periodo dell’esilio vi furono individui eccezionali che scoprirono l’inclinazione al male insita nella natura umana con un’intensità tale da richiedere un rimedio. Penetrarono nel significato interiore de Lo Zohar e lo utilizzarono per la guarigione. Lo studiavano discretamente, in piccoli gruppi, raccomandando al pubblico in generale di mantenersi a distanza. Il momento non era ancora maturo e l’umanità non si sentiva ancora malata.

In effetti, fino a circa 40 anni fa, Il libro de Lo Zohar suscitava spesso esitazione. Le persone vi si avvicinavano con timore e soggezione e avevano paura di aprirlo. Oggi la realtà è diversa. Esistono gruppi di studio de Lo Zohar sia nelle comunità religiose sia in quelle laiche. Anche se le persone non sanno ancora come avvicinarsi correttamente allo studio de Lo Zohar, il semplice fatto di avvicinarsi ad esso è già benefico.

Questo desiderio interiore di avvicinarsi a Lo Zohar rimuove la barriera che per generazioni ci ha separato da esso. Nasce dalla sensazione che questo libro debba fornire una risposta, un rimedio, una forza speciale per correggere il cuore e la società.

Inoltre, c’è un altro punto importante riguardo all’uso de Lo Zohar:  il nostro ruolo è offrire un esempio di vita nell’amore e guidare il mondo verso il successivo stadio dello sviluppo umano. Essere “una luce per le nazioni” è una missione che deve essere compiuta. Tutta la pressione che il mondo esercita su di noi è indirizzata verso questo scopo, consciamente o inconsciamente.

Lo Zohar può aiutarci a compiere questa missione in modo delicato e piacevole. Oltre a ciò, può aprirci a una realtà superiore, una realtà al di là del tempo, dello spazio e del movimento. Una realtà eterna e completa.

Dalle fonti

“Lo Zohar era destinato a rimanere nascosto… fino all’ultima generazione, alla fine dei giorni, quando sarebbe stato rivelato.”

— Rabbi Isaiah HaLevi Horowitz (il Santo Shelah)

“Poiché Israele è destinato ad assaporare dall’Albero della Vita, che è questo Libro dello Zohar, sarà redento dall’esilio attraverso la misericordia.”

— Il Libro dello Zohar, Parashat Naso, punto 90

“Avverto una grande necessità di spezzare un muro di ferro che ci separa dalla saggezza della Kabbalah, dalla distruzione del Tempio fino a questa generazione. Esso grava pesantemente su di noi e suscita il timore che venga dimenticata da Israele.”

— Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), “Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot”

“Ora si avvicinano i giorni in cui tutti riconosceranno e sapranno che la salvezza di Israele e la salvezza del mondo intero dipendono esclusivamente dalla rivelazione della saggezza della luce nascosta, i segreti interiori della Torah, espressi in un linguaggio chiaro.”

— Rabbi Abraham Isaac HaCohen Kook, Lettere della Ra’ayah, Vol. 1, Lettera 87.

Basato su “New Life 175 – Il Libro dello Zohar” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli allievi del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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