Psicologia Spirituale
Domanda dal mio blog in inglese: Quando parli del linguaggio dei rami, ti riferisci a un’analogia o a una sorta di pensiero metaforico? In tal caso, ciò implica un linguaggio unico che non può essere espresso a parole, rendendo difficile comprendere ciò che coloro che hanno raggiunto interiormente il Creatore intendevano comunicare? Riusciremo a comprendere intuitivamente questo linguaggio una volta che il nostro raggiungimento coinciderà con il loro?
Risposta: Esiste un “io” che percepisce se stesso e un certo spazio intorno a sé, desiderando assorbire ciò che è necessario e utile da questo spazio ed eliminare ciò che è dannoso o superfluo. Imparo a costruire connessioni con questo spazio per essere sempre in uno stato di comfort ottimale. Tutta la mia conoscenza deriva da questo tipo di interazione con lo spazio che mi circonda, fatto di natura e persone. La psicologia (nel senso materialistico) è la scienza della percezione egoistica del “sé contro l’ambiente circostante”.
Se comincio ad espandere il mio “io” intorno a me in cerchi sempre più ampi, accettando gradualmente ciò che mi circonda come parte di me, come qualcosa che entra nel mio “io”, e subordinandolo egoisticamente a me stesso, questo costituisce conquista e acquisizione.
Ma se, pur continuando a percepirmi come distinto dall’ambiente circostante (un “io” contrapposto a ciò che è al di fuori di me), mi sforzo comunque di relazionarmi con l’ambiente circostante come mi relaziono con me stesso, o addirittura di più, questo è altruismo. Questo perché un senso di alienazione o persino di odio permane, ma al di sopra di questo sentimento, in contrapposizione ad esso, sorge un sentimento di amore. Esso emerge perché smetto di identificarmi unicamente con il mio “io”; ne esco e, come da un punto di vista esterno, costruisco un nuovo atteggiamento da questo “io” verso l’ambiente circostante.
Elevandomi al di sopra del mio egoistico “io”, creo uno schermo attraverso il quale mi relaziono con l’ambiente circostante con amore, trattandolo come me stesso e persino di più; questa è chiamata la proprietà della donazione o della luce riflessa. La Kabbalah, una psicologia spirituale, si occupa della percezione del “sé in relazione all’ambiente circostante”.
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