Quali sono le concezioni ebraiche di giustizia e di moralità?

Fin dall’inizio, la visione del mondo di Abramo era che tutta la natura fosse integra, circolare e unificata. In essa opera un’unica forza generale, chiamata “natura” o “Dio”. Gli esseri umani esistono all’interno del sistema della natura ed è utile per loro comprendere le leggi universali secondo le quali esso funziona.

Da quel momento in poi, tutta l’educazione ebraica è stata orientata verso questo obiettivo. Il suo scopo era creare armonia tra le leggi generali della natura e il modo in cui gli esseri umani vivono, portandoli così allo stato più sicuro ed equilibrato possibile, in relazione a se stessi, alla società e al mondo.

Nel corso di questo processo di sviluppo, ci si aspettava che ogni persona diventasse giudice, esaminatore, investigatore, critico e correttore, innanzitutto verso se stessa. Poiché ogni individuo è connesso agli altri, ci si aspettava inoltre che ciascuno aiutasse, partecipasse e desse a chi gli stava intorno un esempio di ciò che si dovrebbe e non si dovrebbe fare, affinché in ogni momento si potesse raggiungere la forma più benefica possibile di connessione reciproca.

Va ricordato che “l’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza”. Gli esseri umani sono creature altamente egoiste e aggressive. Se a questo aggiungiamo il notoriamente acuto intelletto ebraico, otteniamo una ricetta garantita per il caos. Perciò noi, più di altri, abbiamo sempre avuto bisogno di un forte sistema educativo che ci plasmasse e ci portasse a instaurare rapporti positivi gli uni con gli altri in ogni circostanza. Questo processo iniziava con i genitori e i familiari, e proseguiva attraverso le scuole dell’infanzia e le scuole, estendendosi poi ulteriormente. Nei cerchi più esterni della società furono create istituzioni come i tribunali e i sistemi di applicazione della legge.

Per amministrare una vera giustizia, ai giudici era richiesto di svilupparsi fino a un livello tale da comprendere profondamente le leggi del sistema generale della natura, che sono leggi integrali, così come la natura umana e la direzione dello sviluppo dell’umanità. La realtà nel suo insieme doveva essere loro presentata dall’inizio alla fine, affinché potessero prendere in considerazione ogni aspetto della questione sottoposta al loro giudizio, individuare il punto in cui si era creato uno squilibrio e determinare come ristabilire l’armonia correggendo la carenza che era stata rivelata.

Il ruolo del sistema giudiziario era quello di estendere l’equilibrio che esiste in tutta la natura anche alla sfera delle relazioni umane. Il principio generale era: “Non fare al tuo prossimo ciò che è odioso a te” e, oltre a questo, “Ama il tuo prossimo come te stesso”. I saggi del Talmud presero questi principi fondamentali e ne svilupparono le modalità di applicazione in un’ampia varietà di situazioni.

A differenza dei sistemi umani di moralità, che cambiano da una società all’altra, da una generazione all’altra e persino di anno in anno, le leggi integrali derivate dal sistema della natura sono costanti. I livelli inanimato, vegetale, animale e umano dell’esistenza sono tutti parti di un unico meccanismo della natura. Le nostre leggi sono state concepite per creare relazioni armoniose e mantenere l’equilibrio tra tutti i livelli della natura, e soprattutto tra gli esseri umani. Questo perché la natura delle relazioni umane esercita l’influenza più forte su tutti gli altri livelli della natura, portando equilibrio o squilibrio all’interno del sistema.

Oggi, se vogliamo sopravvivere al XXI secolo, dobbiamo tenere conto del fatto che il mondo è diventato altamente interconnesso e interdipendente, che ci piaccia o no. Tuttavia, le relazioni umane non sono adattate a questa realtà. Siamo tutti seduti sulla stessa barca, ma non siamo in grado di accettare questo fatto. Il potente ego ci impedisce di tenere conto degli altri, perfino quando le nostre azioni finiranno per causare anche la nostra stessa rovina.

Aumentare i controlli e imporre punizioni più severe non servirà. La realtà dimostra inoltre che le carceri, in generale, non restituiscono alla società individui realmente corretti. L’unica cosa che può impedire un rapido deterioramento è affrontare il problema alla radice, applicando il rimedio prima che la malattia peggiori.

In termini pratici, abbiamo bisogno di un ampio sforzo educativo e culturale, profondo, completo e di vasta portata, che dia a ciascuno di noi una comprensione e una percezione del sistema nel quale esistiamo. Dobbiamo comprendere verso quale direzione ci sta conducendo l’evoluzione e come dovrebbe essere una società integrale, in armonia con l’integralità della natura stessa. L’umanità è parte della natura e, quanto più ci adattiamo alle forze e alle leggi che operano in essa, tanto maggiori saranno i benefici che ne trarremo.

Anche i nostri cuori e le nostre menti fanno parte del grande sistema della natura. Ciò significa che, anche se una persona non fa concretamente del male a un’altra, ma desidera semplicemente farlo, quel desiderio introduce già una carica negativa nella rete generale delle connessioni. Ogni pensiero viene registrato nel deposito generale delle informazioni, nel supercomputer della natura, per così dire.

Di conseguenza, la ricerca e lo sviluppo futuri dovrebbero concentrarsi sempre più sulla relazione tra l’individuo e la società. Ogni persona dovrebbe sviluppare una prospettiva più ampia, giudicare se stessa e cercare di comprendere come realizzare il proprio ruolo unico all’interno del puzzle della creazione.

Auguro a tutti noi grande successo in questo percorso.

Basato su “Nuova Vita 183 – Giustizia e Legge” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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