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Inseguire la propria coda

Baal HaSulam, “La Pace”: Rabbi Akiva ci racconta che: “Tutto è in deposito”. Questo significa che tutto ciò che Dio ha collocato nella Creazione e che ha dato alle persone, non Lo ha dato licenziosamente, ma ha assicurato se stesso con una garanzia. E vorreste chiedere quale garanzia Egli si è dato?

A questo Egli risponde dicendo: “ed una fortezza si diffonde su tutta la vita”. Questo significa che il Creatore ha sapientemente messo a punto una meravigliosa fortezza diffondendola su tutta l’umanità, così nessuno potrà sfuggire. Tutti gli esseri viventi devono essere catturati in quella fortezza e accettare necessariamente il Suo lavoro, fino a raggiungere la loro sublime meta. Questa è la garanzia con il quale il Creatore ha assicurato se stesso, per garantire che all’atto della Creazione, non venga fatto nessun danno.

“Tutto è in deposito” significa: che io voglia o no, dovrò pagare il mio “debito” nei confronti del Creatore. La vita mi è stata data non perché io lo abbia chiesto e senza il mio consenso,  devo ancora pagare il debito. Non importa che io non lo abbia chiesto. Se ho ricevuto la vita, devo pagare per questo, e posso pagare solo raggiungendo lo scopo della creazione.

Vediamo che le sofferenze che abbiamo vissuto nel corso della storia stanno gradualmente diventando più “spirituali” e “virtuali”, e si distaccano dalla realtà. Oggi molte persone non vogliono vivere anche se hanno tutto. Una volta una persona era felice se possedeva mezzo chilo di pane al giorno ed era soddisfatta di ciò, ma circa cinquant’anni fa è iniziata l’era dello “shopping”. Oggi sta arrivando al termine e non a causa di una carenza di soldi, ma perché le persone non hanno il desiderio di fare shopping. Questo è il problema, il desiderio sta cambiando. Anche se voi offriste ad una persona un milione di dollari, questi non la stimolerebbero come prima; non desidera più niente.

Questa è l’inclinazione naturale della nostra evoluzione che ci porta ad interrogarci sul significato della vita. Quindi, cosa resta nella vita se non il cibo, lo shopping, e la ricreazione? Non c’è niente altro per cui possiamo godere. Non è un caso che il calcio e ogni sorta di distrazioni in questi giorni vengano promossi così tanto. Il procedimento è questo: munire le persone di “tranquillanti” e altre sciocchezze che siano in grado di riempire il loro vuoto interiore. In caso contrario, la gente esprimerebbe la propria rabbia per le strade invece che negli stadi.

Una persona che si sente vuota si chiede sempre di più: “Perché mi è stata data una vita che non ho chiesto io, perché vengo costretto a fare qualcosa che non voglio fare?” Perché? Egli sente come se le mani e i piedi fossero incatenati.

Questo è il motivo per cui oggi abbiamo bisogno di educazione integrale. Grazie ad essa le persone capiranno che siamo tutti connessi e dipendiamo gli uni dagli altri e che utilizzando correttamente questa relazione integrale, saremo in grado di risolvere tutti i nostri problemi.

Delle buone relazioni, in genere, sono la chiave del nostro successo sotto ogni aspetto. Potremmo avere delle macchine che sostituiscono il lavoro fisico in ogni campo e offrono tutto quello che serve. Ma noi non lo vogliamo, dal momento che non è chiaro per che cosa una persona dovrebbe godere allora. Anche ora, la maggior parte delle persone ha già tutto quello che poteva immaginare tranne che per una mancanza. Una persona è assolutamente piena, e allora? Può togliersi la vita o cominciare a uccidere gli altri, altrimenti non sentirà alcun piacere.

Noi godiamo solo quando il piacere riempie una mancanza. Ma il piacere si neutralizza immediatamente. Quindi, come possiamo evitare questo? Dobbiamo rinnovare costantemente il desiderio.

Questo è esattamente ciò che i leader mondiali hanno cercato di ottenere costruendo un’ economia moderna insinuando nella gente nuovi desideri e appagandoli. Ma questo è impossibile, dal momento che il nostro desiderio corporeo sta cambiando in termini di qualità e, infine, non vuole nulla sul livello precedente. Inseguire la nostra stessa coda per comprare una nuova lavatrice e un televisore nuovo ogni anno e per cambiare la carta da parati …? Per quanto tempo ancora possiamo prendere questo? Una persona improvvisamente scopre che i suoi desideri sono andati.

Così è giunta al termine tutta una filosofia dell’evoluzione. Non era solo un modo per fare soldi, ma un modo per rendere felici le persone. Le persone ai vertici hanno pensato di diventare più ricche fornendo tutti i beni di prima necessità e tenendoli in un circuito chiuso in modo che la gente comprasse lampadine che bruciano dopo poco tempo, stampanti con un chip integrato che smette di funzionare dopo un po’, e altri prodotti di bassa qualità. Hanno continuato a fornire incentivi in modo che la gente sentisse che vale la pena lavorare, vivere, e acquistare. Hanno continuato a rinnovare le mancanze in quanto senza una mancanza che riceve piacere, non vi è alcuna sensazione di felicità.

Avevano ragione su questo. È stato davvero un momento di prosperità in Occidente. Gli americani videro che la loro nuova filosofia si legittimava e tutti li seguirono felicemente. Ma nel frattempo il desiderio cresceva, non solo in quantità ma anche in qualità, quindi una persona non ha più bisogno di tutto questo. Non vede alcun senso nell’investire tutta la sua vita in questo. In passato la gente comprava cose senza alcuna pubblicità, ma oggi più della metà del costo di un prodotto è dovuto ai costi di pubblicità. D’altra parte, nei paesi che sono più economicamente sviluppati, la depressione, il suicidio, e l’abuso di droga sono sempre più diffusi.

Allora, dove siamo diretti? Una persona non può continuare a vivere senza sentirsi felice, eccitata, senza l’”estasi” che si sente quando la mancanza incontra il piacere. Ma si neutralizzano immediatamente se non c’è un Masach (uno schermo) tra di loro. Questo è ciò di cui parla la saggezza della Kabbalah, la saggezza di come ricevere correttamente, poiché senza una Masach, la persona scopre solo il buio.

Se le persone che prendono le decisioni fossero un po’ più sagge, accetterebbero questo. Ma nel frattempo, siamo nel mezzo del processo, per cui in ogni caso non c’è altra scelta. La mancanza deve essere in contatto con il piacere, ma solo se non si ferma. In caso contrario, non ne vale la pena. Siamo pronti a rinnovare solo le nostre mancanze animali più e più volte, ma tutto ciò che è al di là di questo è discutibile. Quindi ciò che vediamo in quasi tutti i canali TV di oggi sono principalmente programmi di cottura o di sesso, perché le persone sono di vedute così ristrette…

Speriamo di riuscire a spiegare la necessità di un Masach tra la mancanza e il piacere. Il piacere infinito poi ci darà una sensazione di vita eterna.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.03.2013, “La Pace”)

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L’umanità da cui dipende l’intera Creazione

La calunnia è il disordine, il distacco dalla connessione, e la comunicazione tra gli esseri umani al livello del parlante, ma quel che succede con una persona è proiettato a tutte le altre forme della natura che sono sotto di essa. Quindi il comportamento dell’intero sistema collettivo – compresi i mondi superiori, con tutto quello che è dentro di loro ed il nostro mondo con tutti i livelli sotto il parlante: l’animato, il vegetale e l’inanimato – dipendono solo dall’unica libera scelta che esiste in tutta la realtà. Tutto dipende dalla sola libera scelta. La corretta connessione tra le parti di quel livello che può essere raggiunta secondo la volontà delle sue stesse creature.

Questa connessione non può stabilirsi attraverso le particelle elementari e le molecole e nemmeno tra gli animali che stanno sotto di noi e nemmeno tra gli angeli che sono sopra di noi, il che significa attraverso le forze superiori. La connessione si stabilisce solo al nostro livello, il livello umano; solo questo stabilisce l’intera gerarchia di forze e di forme. Solo gli esseri umani hanno la libera scelta, e la scelta appartiene ed è collegata solo a come stabilire le relazioni corrette tra di loro al posto di quelle iniziali date dalla natura – l’odio naturale e la repulsione egoistica – piuttosto, la relazione corretta chiamata, “Ama il tuo prossimo come te stesso. In questo modo raggiungiamo il funzionamento perfetto di tutte le parti della creazione come un sistema integrale.

L’intera Torà ci parla solo della correzione delle relazioni tra gli uomini perché, attraverso di questo, l’intera natura ritorna allo stato corretto. Oltre a questo non c’è la necessità di correggere nulla.

Come prima cosa, l’umanità deve sviluppare il livello da cui comprendere che è rotta. Poi inizia a sentire che non c’è altra scelta e che deve fare qualcosa in se stessa per correggere la mancanza di coordinamento tra le sue parti separate. Altrimenti semplicemente scomparirà dalla faccia della terra, e poi si scopre il metodo della correzione.

Adesso siamo nel tempo in cui il desiderio umano e le sue caratteristiche è stato cambiato e si è sviluppato attraverso l’evoluzione sino al grado per cui abbiamo già iniziato a sentire che non siamo capaci di aggiustare il mondo, ovvero, di costruire le giuste relazioni tra di noi e, d’altra parte, dobbiamo semplicemente fare questo altrimenti non c’è futuro per noi. E quindi il metodo della correzione è stato rivelato per sistemare la giusta connessione tra gli esseri umani in modo che l’intera umanità si troverà in corrispondenza con la natura, in armonia.

In tutta l’immensità della natura, solo gli esseri umani hanno inserito un difetto nella meravigliosa armonia collettiva ed unità integrale di tutte le parti dove ognuna supporta le altre e si sente un componente di un sistema completo analogico che lavora secondo una completa reciprocità. Oggi abbiamo raggiunto uno sviluppo per cui abbiamo iniziato a comprendere che non c’è altro modo e che dobbiamo diventare consapevoli del sistema della correzione. Altrimenti, non avremo speranze di continuare la storia dell’umanità, il nostro stato è molto pericoloso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, Scritti del Rabash)

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La Nascita è un passo in avanti verso l’uscita dal buio

Se in un gruppo sono tutti connessi all’amore reciproco, allora tutti dovrebbero sentire ciò che sentono gli altri. Allora non ci sarebbe il caso in cui uno si sente bene e un altro si sente male; tutti sentirebbero ciò che sta accadendo in un solo cuore. Chi non condivide la preoccupazione generale non sentirà la gioia generale che segue.

Non sappiamo perché il Creatore crea improvvisamente certe situazioni in cui alcune persone sono più connesse di altre. Dipende da molti fattori e soprattutto dalla preparazione di tutti e in che misura uno sente che questo è il suo gruppo.

In questo caso anche le persone che sono sempre state parte dell’ “Egitto”, il che significa che apparentemente danneggiano i “figli di Israele” i quali soffrono a causa loro, ora hanno la stessa possibilità di avanzare verso la spiritualità. Queste due parti del gruppo hanno la stessa possibilità di avanzare e diventa chiaro che si tratta di due facce della stessa “moneta”, dello stesso stato.

Coloro che non si trovano fisicamente nel buio possono sentire come se effettivamente sperimentano la sofferenza generale, grazie alla loro adesione a coloro che hanno ricevuto il colpo. L’intero gruppo globale non può sentire lo stesso problema fisico, ma tutto dipende dalla nostra adesione, dalla connessione tra gli amici.

Poi ognuno sente un dolore estraneo, come una malattia di una persona cara. L’intero gruppo globale può condividere lo stesso dolore. Anche il mondo intero può farlo, se correggiamo noi stessi, cresciamo più forti, e ci eleviamo. Poi le onde delle nostre preoccupazioni, i diversi tipi di onde, buone e cattive, si diffonderanno in ogni direzione e faranno un “rumore” nel mondo che può essere gioioso o preoccupante. Poi lo stato generale sarà corretto insieme a noi.

La Luce è nata dal buio. Così ci sarà un risultato opposto a tutti i problemi fondamentali. Lo stato successivo è nato nel buio e ogni nascita è l’opposto. È sempre come una svolta ad un vicolo cieco.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.04.2013, Shamati 36)

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Voglio elevarmi a te…

Domanda: Se il gruppo ha qualcuno con una dipendenza e lui è caduto dal processo generale, quali sforzi deve fare in modo da essere in accordo con il Creatore e per superare il nostro nemico, l’ego?

Risposta: Il Creatore non risponde alle richieste individuali di una persona. Egli in realtà risponde ma non realmente a favore della persona, in quanto la persona non Gli dà la possibilità di essere rivelato.

Supponiamo che io gridi ora che mi aspetto che il Creatore mi sia rivelato. Ho i libri e tutto ciò di cui ho bisogno! Mi chiudo in una stanza e comincio a pensare, a gridare, e soffrire.

Si rivelerà a me il Creatore? No. Perché no? Dov’è la resistenza che costruiamo tra noi? Dov’è il nemico? Lui se n’è andato. Dove è il posto in cui Lui dovrebbe essere rivelato?

Il Creatore dovrebbe essere rivelato nella resistenza, nell’ego, nel fatto che non riesco a connettere con gli amici e chiedo il suo aiuto. Solo allora si rivelerà!

Ma se penso a me stesso e borbotto solamente: “Beh, rivelaTi a me”, allora non si arriverà a nulla. Perché dovrebbe rivelare Se stesso?

“Voglio salire verso di te…” cosa significa salire verso di Lui? Significa diventare uguale a Lui, essere vicino a Lui nei miei attributi. Che cosa significa essere vicino a Lui nei miei attributi? Una cosa unica e speciale. Ciò significa che più ci connettiamo, più vicini siamo verso di Lui, e così Egli si rivela a noi.

Ci sono sette miliardi di persone nel mondo. Quando cominciamo a salire, poi nel livello successivo ci sentiamo come un miliardo e poi come un milione, e poi come un centinaio di persone, e, infine, come una sola. Questa è la scala su cui si sale al Creatore.

Ma se io grido: “Elevami, rivelaTi a me”! Allora, come può rivelare Se stesso? Non c’è niente in te, tu sei, ma solo un punto. Solo il nostro mondo può essere sentito in un punto.

Oggi, la sua condizione è che si può avere successo solo se s’inizia a connettersi e, allo stesso tempo, preoccuparsi di tutto il mondo. Vedere ciò che la crisi ha messo al mondo. Questo è ciò che Baal HaSulam scriveva. Solo pensando a tutto il mondo, possiamo gradualmente iniziare a salire.

Ogni livello dell’umanità si sentirà divenire sempre più piccolo, più compatto, ed i suoi membri si sentiranno più vicini l’uno all’altro come in un gruppo, finché diventeremo tutti uno. Solo quando diventeremo uno, saremo uguali al Creatore.

Quindi, non abbiamo altra scelta che avviare la connessione al fine di rivelarLo e di vedere che non siamo in grado di farlo da soli.

Quante volte abbiamo letto il brano dallo Zohar sugli studenti di Rabbi Shimon che erano grandi saggi ed erano al livello di Arich Anpin di Atzilut, il più alto livello di realizzazione, che è la rivelazione del Creatore, la sensazione del Mondo Superiore. Guardate come si odiavano l’un l’altro così intensamente, tanto che erano pronti a uccidersi a vicenda, quando hanno iniziato a scrivere Il Libro dello Zohar.

Dobbiamo raggiungere tali stati in cui chiediamo che il Creatore sia presente in modo che Egli si connetterà a noi. Ma i rapporti tra noi sono freddi: non mi sento realmente così; io sono di cattivo umore… non abbiamo ancora raggiunto il sentimento di odio.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 3)

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Da un cerchio nel mondo spirituale

Domanda: Una combinazione di persone nel cerchio integrale forma una nuova forza, l’integralità, questo significa che le menti e i sentimenti delle persone sono combinati insieme?

Risposta: Essi non sono semplicemente combinati insieme, ma, piuttosto, la mente e i sentimenti sono integrati tra loro. Pertanto, essi formano una nuova, fisica, forza integrale. Questa non è solo una somma, ma piuttosto una somma di tutti gli sforzi comuni di superare se stessi per connettersi agli altri, si tratta, cioè di una forza spirituale.

Spirituale significa “lontano dall’egoismo“, perché tutti devono salire per iniziare il collegamento con gli altri.

Tutti i nostri piccoli sforzi si accumulano insieme. Poi, dalla nostra connessione, cominciamo a percepire qualcosa di nuovo. È molto buono, gentile, piacevole e sicuro.

Diciamo che dieci persone sono sedute in un cerchio. Tuttavia, durante la discussione, non costituiscono solo una combinazione di dieci persone, ma è moltiplicato per un numero infinito. Questo perché, quando mi annullo per connettermi con uno e un altro e un terzo, e che, a sua volta, loro fanno lo stesso, in questo modo, ciascuno di noi riceve il desiderio integrale. Quindi, con questo desiderio integrale, noi, di nuovo, “entriamo” uno nell’altro in un’ esperienza, e, in questo modo, formiamo una molteplicità di moltiplicazione. È come se ci tirassimo per i capelli dal nostro mondo al mondo spirituale.

(Da Kab.TV “Segreti Professionali” del 10.02.2013)

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I fisici: L’universo è un cervello gigante

Nelle notizie (da Huffington Post): “L’idea che l’universo sia un cervello gigante’ è stata proposta dagli scienziati – e scrittori di fantascienza – per decenni.

“Ma ora anche i fisici dicono che ci può essere qualche prova che questo sia vero. In un certo senso.

“Secondo uno studio pubblicato in Nature’s Scientific Reports, l’universo può essere in crescita allo stesso modo di un cervello gigante – con una rete elettrica tra le cellule cerebrali ‘a specchio’ per la forma di espansione delle galassie.

“I risultati di una simulazione al computer suggeriscono che la “naturale dinamica di crescita” – il modo in cui i sistemi si evolvono – sono gli stessi per diversi tipi di reti – sia se si tratti di Internet, del cervello umano o l’universo nel suo insieme. … Il risultato, sostengono, è che l’universo davvero crescere come un cervello. Lo studio solleva profondi interrogativi su come funziona l’universo.”

Il mio commento: Tutti i mondi sono organizzati in un unico schema Havayah – quattro fasi di sviluppo, l’intero e ogni parte di esso. Una forza unificata di dazione assoluta domina l’intero sistema, gestisce, e predetermina tutto, anche il nostro destino. Noi abbiamo l’opportunità di cambiare noi stessi, per mantenerci “in alto” con il suo step-by-step di sviluppo per tutto il tempo, e quindi sentendoci tranquilli. Inoltre, siamo in grado di prevedere gli stati futuri in anticipo, e cambiare noi stessi, non percependoli come sofferenza, ma come desiderabili. Questo è lo scopo della scienza della Kabbalah.
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La connessione distrugge il male

Baal HaSulam, “La Pace”: E tu scopri che tutti i semi da cui crescono gli stati buoni sono solo le opere corrotte stesse, il che significa che tutti i mali che vengono esposti da sotto le mani dei malvagi nella generazione si uniscono e si accumulano in una grande somma, fino a che non pesano così tanto che il pubblico non può più sopportarli. Poi, si alzano e lo rovinano e creano uno stato più desiderabile.

Se voglio avanzare correttamente devo partecipare, lungo il cammino, a distruggere il male con azioni concrete. Queste azioni scendono all’atto più efficace, che è la connessione tra gli amici. È la connessione che distrugge il male.

Domanda: Che cosa significa che il male appare durante la connessione?

Risposta: È vero. Il male vero si rivela solo quando voglio entrare in contatto con gli altri e vedere come sono respinto da loro e quanto li odio. Sono attratto da loro e questo mi ripugna e mi sento rifiutato. Questa è l’inclinazione al male e questa è l’unica cosa che dobbiamo correggere. Tutto il resto sono sentimenti animaleschi.

Dopo tutto, l’Adamo, l’essere umano, è solo uno che è attratto dalla connessione con gli altri. La risposta negativa alla connessione è l’inclinazione al male che io correggo e trasformo in buona.

Il mio primo istinto è quello di stabilire una connessione con il gruppo e con gli amici. Poi sento che non voglio studiare e non voglio fare più niente. Sento, invece, l’indurimento del cuore, io sono stanco di cercare, “Quanto tempo ancora? Non vedo venir fuori nulla di buono da tutto ciò…” Questa è l’inclinazione al male, il Faraone in me con il quale adesso devo lavorare. Il Suo male è che si oppone alla connessione.

D’altra parte, il risultato del collegamento si chiama “CreatoreBo-Re“, che significa vieni e vedi (in ebraico – Bo – vieni e Re – vedi). Se mi connetto con tutte le anime o con alcune, allora nella connessione tra di loro scopro il Creatore. In altre parole, raggiungo la connessione e lì dentro scopro il risultato.

Ma nel frattempo mi sento male dato che il mio desiderio si spegne e io mi addormento e non vedo il senso in nulla, né in questo mondo né nel mondo a venire. Nulla vale più la pena. Ora, quando sento l’indurimento del cuore, devo trovare la forza di agire, di elevare MAN, una richiesta.

Così come riesco a farlo se io desidero solo ricevere un sonnifero per il resto della mia vita? Qui abbiamo bisogno di un ambiente che ci aiuti a svegliarci. Questo ambiente fa due cose:

In primo luogo “seppellisce” la mia inclinazione al male.

In secondo luogo, quando ci connettiamo, e insieme saliamo verso la Santità, chiediamo con tutte le nostre forze, la forza della dazione dalla preghiera di molti.

Pertanto, la buona inclinazione può essere rivelata soltanto nel gruppo. Poi dall’Alto, ricevo la forza buona, la forza della dazione che mi unisce agli amici e al Creatore.
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Lasciate che il più distante diventi il più vicino

La paura spirituale (AWE) è la paura di usare qualcosa per il mio stesso vantaggio, anche se è la rivelazione del Creatore, in qualsiasi forma, il che significa godere del fatto che sto correggendo il mondo, che sto portando soddisfazione al Creatore, che do come fa Lui, e che raggiungo l’adesione con Lui.

Il Creatore mi mostra che tutto dipende da me e lo fa con tutti. Ognuno percepisce da Lui di essere il più speciale di tutti. Questa è la verità. Egli non mi sta mentendo e non sta cercando di comprarmi! Ma devo superare tutta questa grande Luce, e per farlo ho bisogno di costruire in anticipo uno scudo per proteggermi da questa paura.

Pertanto, il nostro lavoro è in occultamento e dobbiamo eseguire diverse azioni in cui non sentiamo alcuna attrazione nel lavorare sulla connessione tra di noi. Dobbiamo fare degli sforzi nel gruppo in anticipo, anche se non ho il desiderio e la brama di vedere questo e non ci vedo nessuna utilità. Questo non riguarda solo il gruppo locale che è vicino a voi e che vi appartiene direttamente. Vale la pena investire in questo gruppo secondo molti calcoli egoistici consci e inconsci. Ma devo anche provare a connettermi al vaso globale.

Dobbiamo capire che più una persona sembra lontana geograficamente o emotivamente, più essa è importante e più la sua influenza è cruciale per il mio progresso rispetto alle persone che mi sono vicine. È come la differenza tra i livelli spirituali; se accorcio emotivamente o fisicamente la distanza tra noi, essa si trasformerà in un amplificatore per il livello della mia correzione.

Quindi, tutti coloro che sono lontani da noi sono molto importanti per noi: i gruppi distanti che sono lontani e gli studenti singoli che parlano lingue diverse, che si differenziano per la loro mentalità e che vivono in condizioni difficili, in modo che si debbano nascondere dagli altri. Ognuno di noi ha bisogno di fare in modo che le distanze fisiche non ci tengano lontani gli uni dagli altri, affinché quelli che sono più lontani diventino i più vicini.

In questo modo, costruiremo sicuramente il vaso chiamato “paura”, capiremo che cosa significa la paura spirituale, e saremo pronti per il progresso spirituale.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2013, Shamati 38)

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La percezione della realtà: Dai tempi antichi ai giorni nostri

L’uomo che aspira a conseguire la spiritualità inizia a vedere che il mondo intero è un unico sistema. E’ un continuo lavoro nella gioia, e ci si fa l’abitudine piano piano. Diventa un necessità. Esistiamo già a questo livello.

Tutti gli altri livelli sono piatti, uni-dimensionali, ed è impossibile considerarli come prima. Un uomo incomincia ad abituarsi a pensare nello spazio n-dimensionale che viene compresso in un’unica forza ed in un unico scopo; perciò, non è difficile percepire il mondo intero connesso ad un unico traguardo, ad un unico pensiero, ad un’unica forza, fino al punto in cui guarderai al cielo stellato e vedrai cosa connette tutte le stelle.

Tutto questo solleva delle domande molto interessanti, del tipo, “Come facevano gli antichi astrologi a collegare le stelle nelle costellazioni?” Infatti, se guardo le stelle non sono in grado di unirle in tutti i segni dello zodiaco, Orione, il Grande Carro e gli altri. Non ho quella grande immaginazione che avevano gli astrologi greci e babilonesi perché le stelle sono lontanissime tra loro e su diversi livelli.

Diciamo che una stella è centinaia di milioni di anni più vicina alla Terra, e un’altra è milioni di anni più lontana. Ma essi le vedevano connesse tra loro come se fossero state su un solo livello. Di cosa si tratta: primitive rappresentazioni o fantasia umana? Dove c’è un orso con quattro o cinque stelle che formano un quadrato con una coda? Come fa un uomo ad immaginarlo?

E’ una cosa molto interessante: l’idea che lega le stelle dei segni dello zodiaco è conseguita dall’uomo attraverso la propria influenza su di esso.

Gli antichi astrologi avevano la percezione della connessione esistente tra queste stelle. A causa dello sviluppo dell’egoismo, ci siamo staccati dall’universo, dalla percezione dello stesso come un solo insieme, ma questi astrologi avevano la percezione della connessione relativa perché essi percepivano l’universo come un banchetto degli dei, delle forze superiori dalle quali venivano influenzati. E questo avveniva non perché erano poveri e primitivi; si trattava semplicemente di una percezione umana non contorta o grossolana, con un sacco di filtri, come abbiamo oggi. Vale a dire, essi avevano una percezione di molto maggiore della Luce. Se oggi incominciassimo a correggere il nostro egoismo, percepiremmo la Luce molte più volte di quanto accadeva a loro, perché siamo molto più rozzi di quanto erano loro.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 04.02.2013)

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L’unione quantistica del mondo

Opinione (Alex Chulichkov, Dottore in Scienze Fisiche e Matematiche): “È impossibile prevedere la polarizzazione (la direzione dell’oscillazione del campo elettromagnetico) del fotone emesso da un atomo. Ma è possibile provocare l’emissione di due fotoni della stessa polarizzazione, ma di una direzione sconosciuta.

“Il fotone non ha una polarizzazione definita finché non interagisce con l’osservatore. Tuttavia, misurare la polarizzazione di uno dei fotoni, consentirà di determinare nello stesso istante la polarizzazione dell’altro fotone. Come può il secondo fotone “imparare” istantaneamente riguardo le misure effettuate con il primo fotone, non interessandosi di quanto siano dispersi, e trovare la polarizzazione nello stesso istante? Conclusione: il nostro mondo non è un insieme di atomi locali, mattoni, ma è un intero, e ciò che accade in una parte di esso cambia istantaneamente l’intero”.

Il mio commento: Questo è un dato di fatto. E la conclusione è semplice: Tutti noi siamo un tutto, ed è per questo che con i nostri sforzi, dovremmo arrivare ad una singola forma, e da esso inizieremo a vedere, sentire, ed esistere nel superiore, il mondo quantistico – il mondo eterno e perfetto, oltre lo spazio, il tempo e il movimento (Vedere lo studio delle dieci Sefirot, pag. 1 “l’osservazione interiore”).
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