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Avete scelto noi

Rabash, “Avete scelto noi”: “Questo è il punto che è proibito di insegnare dalla Torah ai pagani, il che significa che le nazioni del mondo che si trovano all’interno di una persona dovrebbero essere educate da se stesse.
E Baal HaSulam dice che ovunque i saggi dicono che è proibito, vuol dire che è impossibile. Dal momento che “la Torah esiste solo in coloro che uccidono se stessi per questa”, il che significa che una persona che annulla il suo “io” e vuole annullarsi davanti al Creatore, il Creatore gli dona la Torah in regalo.
Pertanto, una persona dovrebbe sapere che il Creatore ha scelto solo il lato di Israele in una persona, ed è solo per quanto riguarda questo lato che è scritto: “Tu ci hai amati e ci hai voluti.” Così, una persona che dice “Tu ci hai scelti,” deve rispettare e considerare la fase di Israele in lui e annullare tutti gli altri desideri delle nazioni del mondo in cui è incorporato.

Dobbiamo fare in modo che le qualità che portano una persona più vicina alla spiritualità, siano sempre in primo piano e parlino dentro di lui, mentre tutte le altre qualità devono essere represse. Allora, la struttura interna di una persona diventerà sempre più simile a quella di un Partzuf spirituale negli attributi che egli riceve dall’ambiente. E’ solo in loro che egli può ricevere la Torah dal momento che sono i desideri che sono stati acquisiti a seguito della connessione, i desideri di dazione che derivano dall’unione .

Tuttavia, se questi sono gli attributi propri di una persona, allora certamente saranno egoistici. Non sarà mai in grado di sentire la verità in essi, e, quindi, non è possibile avanzare con loro.

Se una persona prende la decisione che solo i desideri che riceve dall’ambiente sono i desideri della sua anima, capisce che è impossibile avanzare in qualsiasi altro modo, e che tutto in lui, tranne che quella scintilla è storto (in ebraico “storto” suona come “idolatro”) e non corretto. In questo modo una persona arriva alla formazione del corretto vaso in lui attraverso la comprensione che tutti i suoi desideri personali sono imperfetti.

Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 5/5/13

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L’umanità da cui dipende l’intera Creazione

La calunnia è il disordine, il distacco dalla connessione, e la comunicazione tra gli esseri umani al livello del parlante, ma quel che succede con una persona è proiettato a tutte le altre forme della natura che sono sotto di essa. Quindi il comportamento dell’intero sistema collettivo – compresi i mondi superiori, con tutto quello che è dentro di loro ed il nostro mondo con tutti i livelli sotto il parlante: l’animato, il vegetale e l’inanimato – dipendono solo dall’unica libera scelta che esiste in tutta la realtà. Tutto dipende dalla sola libera scelta. La corretta connessione tra le parti di quel livello che può essere raggiunta secondo la volontà delle sue stesse creature.

Questa connessione non può stabilirsi attraverso le particelle elementari e le molecole e nemmeno tra gli animali che stanno sotto di noi e nemmeno tra gli angeli che sono sopra di noi, il che significa attraverso le forze superiori. La connessione si stabilisce solo al nostro livello, il livello umano; solo questo stabilisce l’intera gerarchia di forze e di forme. Solo gli esseri umani hanno la libera scelta, e la scelta appartiene ed è collegata solo a come stabilire le relazioni corrette tra di loro al posto di quelle iniziali date dalla natura – l’odio naturale e la repulsione egoistica – piuttosto, la relazione corretta chiamata, “Ama il tuo prossimo come te stesso. In questo modo raggiungiamo il funzionamento perfetto di tutte le parti della creazione come un sistema integrale.

L’intera Torà ci parla solo della correzione delle relazioni tra gli uomini perché, attraverso di questo, l’intera natura ritorna allo stato corretto. Oltre a questo non c’è la necessità di correggere nulla.

Come prima cosa, l’umanità deve sviluppare il livello da cui comprendere che è rotta. Poi inizia a sentire che non c’è altra scelta e che deve fare qualcosa in se stessa per correggere la mancanza di coordinamento tra le sue parti separate. Altrimenti semplicemente scomparirà dalla faccia della terra, e poi si scopre il metodo della correzione.

Adesso siamo nel tempo in cui il desiderio umano e le sue caratteristiche è stato cambiato e si è sviluppato attraverso l’evoluzione sino al grado per cui abbiamo già iniziato a sentire che non siamo capaci di aggiustare il mondo, ovvero, di costruire le giuste relazioni tra di noi e, d’altra parte, dobbiamo semplicemente fare questo altrimenti non c’è futuro per noi. E quindi il metodo della correzione è stato rivelato per sistemare la giusta connessione tra gli esseri umani in modo che l’intera umanità si troverà in corrispondenza con la natura, in armonia.

In tutta l’immensità della natura, solo gli esseri umani hanno inserito un difetto nella meravigliosa armonia collettiva ed unità integrale di tutte le parti dove ognuna supporta le altre e si sente un componente di un sistema completo analogico che lavora secondo una completa reciprocità. Oggi abbiamo raggiunto uno sviluppo per cui abbiamo iniziato a comprendere che non c’è altro modo e che dobbiamo diventare consapevoli del sistema della correzione. Altrimenti, non avremo speranze di continuare la storia dell’umanità, il nostro stato è molto pericoloso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, Scritti del Rabash)

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Non siate schiavi degli schiavi, ma siate servitori del Creatore!

Rabash, “Dargot HaSulam,” Articolo 932, “Il Primo Cambiamento”: Tutti i cambiamenti incominciano solamente dopo che l’uomo merita di lasciare le acquisizioni che ha per se stesso. E prima di allora, egli è del tutto immerso nel suo desiderio per il piacere, e questo desiderio lo domina. Perciò, nessun cambiamento può realizzarsi da lui, tutto arriva solamente dal suo ego. Un cambiamento può arrivare solamente attraverso la forza di un’altra natura, che un uomo ancora non ha. Per questa ragione, tutti i cambiamenti iniziano dopo che un uomo ha abbandonato il suo ego, il desiderio di ricevere per se stesso, vale a dire, dopo che ha lasciato l’Egitto.

E questa è l’idea secondo la quale è proibito insegnare la Torà a coloro che adorano gli idoli.

Colui che serve gli altri dei è un uomo che ancora non ha un contatto con il Creatore, che non è uscito dall’Egitto. Questo è il nome di un livello spirituale, quindi, un uomo comune di questo mondo non deve essere chiamato in questo modo. Coloro che adorano gli idoli sono uomini come noi che sono attirati verso il Creatore, ma che ancora riconoscono una particolare importanza ai valori materiali, alla ricezione per loro stessi.

Per questa ragione sono chiamati AKUMA (un acronimo che sta per “Servitori delle stelle e delle costellazioni,” e anche intorno a (Akum), “indiretto”). Vedete che essi non puntano “diritti al Creatore” (Yashar-Kel), come Israele, invece essi adorano le stesse ed il destino il che, vale a dire, essi sono dominati da varie forze e valori egoistici.

E’ proibito insegnare la Torà a coloro che adorano gli idoli. “Proibito” significa impossibile. Sappiamo cha la Torà è la Luce, l’intero sistema superiore, tutti i mondi spirituali, i rapporti tra un uomo ed il Creatore. E’ impossibile insegnare tutto questo a colui che adora gli idoli, che si trova in una ricettività egoistica e che non ha alcuna connessione con il sistema della dazione.

E, a dire il vero, quando un uomo è in Egitto, il che, vale a dire, si trova nella ricettività egoistica, egli non può essere uno Yehudi, (dalla parola “Yichud” – unità, cioè unire se stesso a tutta la creazione e al Creatore), perché egli è schiavo del Faraone, il re dell’Egitto. L’uomo è schiavo del suo ego, il re del mondo materiale.

E quando egli è schiavo del Faraone, egli non può essere un servitore del Creatore. O è il Faraone oppure è il Creatore, perché tutto dipende dall’intenzione, con cosa l’uomo identifica se stesso e cosa egli vuole servire: il vantaggio personale o la dazione.

“E questa è l’idea, ‘Perché i figli di Israele sono miei’ essi sono i miei servitori,” dice il Creatore, “e non siate schiavi degli schiavi.” Vedete,che anche il Faraone è un servitore del Creatore, egli è un angelo, egli è il sistema che realizza il pensiero della creazione con spinta compulsiva, senza alcuna libera scelta. Il Faraone è un angelo; lo vedete da ciò che è scritto: “Io ho creato l’inclinazione negativa”. L’intera creazione, tutto l’ego si trovano nelle mani del Creatore. E se un uomo serve nel nome del Faraone, egli è chiamato lo “schiavo degli schiavi”, perché egli serve lo schiavo e non il Maestro.

Quando un uomo serve se stesso, egli non può essere un servitore del Creatore, perché è impossibile servire due re allo stesso tempo. E solamente dopo che l’uomo lascia l’Egitto – dopo che ha ricevuto una sufficiente Luce che Corregge, elevandosi al di sopra del proprio desiderio per il piacere—che deriva dalla ricezione per se stesso, allora egli può essere un servitore del Creatore. Ma per rimanere un servitore del Creatore, egli deve scegliere di esserlo sempre: in ogni singolo momento, in ogni desiderio. E allora egli sarà pronto per meritare la Torà. Ciò che segue da qui è che il primo cambiamento sarà la separazione dall’Egitto.

La Torà inizia con l’uscita dall’Egitto  in avanti; perciò, dopo di questo si ha la dazione della Torà. La Torà comprende tutta la Luce dell’Infinito, tutta la Luce superiore, che colma i mondi superiori ed è destinata alla graduale correzione del desiderio di ricevere della creatura fino a quando non raggiunge l’equivalenza della forma con il Creatore.
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(Dalla preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.03.2013)

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Sono abbastanza intelligente per non essere troppo intelligente?

Domanda: Si dice che non è quello più intelligente colui che apprende nella Kabbalah. Allora, perché chiedete sempre anche se non abbiamo capito niente nello studio delle dieci Sefirot? Non è sufficiente Il Libro dello Zohar per coloro che vogliono solo sentire? Le persone in gamba possono davvero studiare?

Risposta: È interessante notare che l’avanzamento spirituale non dipende dalla conoscenza che accumuliamo. Questo è chiaro e certo. Il punto è che l’apprensione e la comprensione, sapendo, vengono quando metto sforzo nell’unità, nel desiderio di connetterci con i nostri vicini, e sempre fuori di noi, quando ci convinciamo che l’immagine visibile intorno a noi è in realtà il mio mondo, parte della mia anima, e i miei nemici e avversari sono i più utili e i più vicini a me.

Si scopre che è vero il contrario. Da un lato, il nostro progresso dipende da esso.

Ma dall’altro, si vede che l’Ari ha iniziato a spiegare Kabbalah come se fosse stata scienza nel significato contemporaneo della parola. E’ stato l’Ari che ha aperto l’era della correzione a noi; è iniziata con lui. Nel 16° secolo, ha aggiunto carattere scientifico alla Kabbalah; ha iniziato a presentare i materiali in modo scientifico e per la prima volta ha descritto con precisione la struttura dei mondi spirituali, Partzufim, Sefirot, Luci, le navi, le leggi, gradi, ecc .

Dopo l’Ari, diversi Kabbalisti hanno scritto questi libri, poi, Baal HaSulam è apparso e ha continuato la stessa tendenza, basandosi sui libri dell’Ari, scrisse Lo studio delle dieci Sefirot. Si tratta di un tutorial completo con definizioni precise e risposte alle numerose domande. Inoltre, ha scritto un commentario al Libro dello Zohar con terminologia scientifica.

Perché abbiamo bisogno di questo? Forse è sufficiente leggere la Torà con tutte quelle storie dell’uscita da Babilonia e dall’Egitto e altri eventi della storia antica? Tuttavia, è ovvio che non abbiamo idea di cosa esattamente è descritto in loro. Quando i materiali sono presentati in modo scientifico, diventa molto chiaro che abbiamo a che fare con il processo di avvicinamento al Creatore e che, durante la lettura della Torà, semplicemente non è possibile individuare il nostro posto in tutte queste storie, né si può percepire il bisogno per le nostre modifiche interne o determinare i mezzi per farlo.

Questo modo di presentare i materiali era molto buono per il periodo in cui la gente cercava il Creatore attraverso l’afflizione. Dobbiamo tenere a mente che nell’era della Torà, i Profeti e le Sacre Scritture, il Creatore potrebbe essere raggiunto a seguito di sforzi piuttosto semplici, com’è detto: “Mangia pane e sale, bevi acqua, dormi per terra, soffri, e di impegnati nella Torah. “Se si leggesse la fonte, il Tanach, a seguito delle condizioni di cui sopra, che vogliono venire al Creatore attraverso la lettura, lo si raggiunge.

Ma poi il desiderio egoistico “salta” al livello successivo, e da questo punto in poi, il primo metodo di rivelare il Creatore è diventato impossibile. Ecco perché i Kabbalisti hanno iniziato a cercare una diversa forma di presentazione dei materiali – in forma di Mishnah e nel Talmud. Questi libri parlano delle stesse cose che sono descritte nel Tanach, ma questa volta nel contesto delle leggi. Cose che la Torà spiega in forma di moralità sono state formate nel Talmud come una struttura rigida: Prendiamo e diamo, se prendiamo qualcosa, si deve la stessa cosa indietro, quindi, sia passiamo attraverso afflizioni sia abbiamo il diritto a una ricompensa .

In linea di principio, la saggezza della Kabbalah parla delle leggi di interconnessione tra i vasi e le luci. Il potere della Luce dell’Infinito (Ein Sof – ES) è immutabile, anche se ci sono cinque passaggi spirituali. Nella prima fase, la luce passa attraverso senza filtri (direttamente) e si chiama Yechidà. Al secondo livello, la luce passa attraverso uno specifico “filtro” che si abbassa al livello di Haya. Nella terza fase, due filtri diminuiscono la luce al livello di Neshamà, e così via fino a raggiungere il livello della luce di Nefesh.

Molte altre leggi agiscono in questo sistema, ma la cosa principale è il rapporto tra le luci e i vasi. Questo è ciò che tratta l’intera saggezza della Kabbalah; non c’è niente altro. Può essere descritto in vari modi. Gli autori de Il Libro dello Zohar utilizzano un proprio metodo di presentazione del materiale, il linguaggio della morale. Dal tempo di Ari, sono iniziati un rapido sviluppo della scienza e della tecnologia; le nuove generazioni richiedono diversi linguaggi scientifici. Ma, in realtà, l’Ari ha scritto la stessa cosa, circa il rapporto tra le luci e i vasi, sulle leggi che agiscono in questo sistema. Studiamo anche i mondi, Partzufim, i passi, in altre parole, i desideri che hanno gli schermi e le luci corrispondenti. Non c’è nulla oltre a loro in ogni caso.

Così, sul nostro modo di correzione, diventiamo più meticolosi con le leggi. Ad esempio, se il mio televisore non funziona, spiego che cosa c’è che non va con le mie sensazioni. Io dico, i colori sono sbagliati: C’è troppo rosso, non abbastanza verde e non c’è per niente blu. Eppure, quando uno specializzato incappa in questo, dice: Abbiamo bisogno di una lampada speciale che ha alcune caratteristiche in watt e lumen, dobbiamo anche saldare questo relè a quella parte.Quando andiamo più in profondità, cominciamo a “giocare con i numeri”, con le specifiche tecniche. Se si vuole parlare di passi spirituali, si deve spiegare in dettaglio di che stato si sta parlando, quale livello, quale desiderio, quale schermo, quale luce. Si devono utilizzare i numeri che ci mostrano quello di cui si sta parlando.

Definizioni vaghe non funzionano. Lo stesso vale per le tecnologie moderne, ma richiede una precisione sempre maggiore nelle impostazioni. Quindi, che ci piaccia o no, il linguaggio scientifico della Kabbalah è più vicino a noi, anche se non possiamo ancora dire che cosa c’è dietro.

Diciamo che, ieri eri in uno stato, e oggi in un altro.

- “Qual è la differenza tra questi stati?” Chiedo.

- “Ieri mi sono sentito un po’ meglio, anche se non molto bene.”

- “Non capisco. Dammi maggiori dettagli, le cifre esatte e più caratteristiche precise, la codifica che posso tradurre dentro di me e sentire lo stesso. Dammi i dati esatti invece di vaghe impressioni.”

Dobbiamo unirci con il sistema generale, ma come? Come possiamo unirci se non esiste un canale di connessione che funziona alla frequenza finale e che fornisce un ideale scambio d’informazioni?

Di conseguenza, dobbiamo diventare esperti e conoscere i nostri “televisori” correttamente, allora iniziamo a comprendere l’intero sistema. Il sistema è il nostro. E siamo noi!

La domanda è: Quali sono i metodi di acquisizione di questa conoscenza?
Il modo di raggiungere è quello di annullare la nostra comprensione personale. Questo si chiama “fede al di sopra della ragione.”

Domanda: L’insegnante di scuola mi ha detto che uno più uno fa due. Io gli credo, ma poi inizio a verificarlo. Non si applica lo stesso metodo qui?

Risposta: No. In Kabbalah, una persona acquisisce nuove proprietà e “pesa” tutto su una nuova “scala”; dobbiamo usare un diverso tipo d’intelligenza rispetto al passato. Cambiando internamente, si transita verso un’altra sfera, in uno spazio diverso, una nuova dimensione, dobbiamo usare un’aritmetica spirituale. Ora, si misura e si confronta tutto per la sua qualità, piuttosto che sulla quantità, uno più uno non fa sempre uguale a due. È un mondo opposto con un totalmente diverso “sistema di calcolo.”

Cominciamo agendo su un piano completamente diverso della realtà che è ancora celato. Perché è nascosto? Questo perché non corrisponde alle nostre sensazioni attuali o all’intelletto. E’ impossibile applicare la matematica convenzionale al mondo spirituale.

Ciò significa che chi è incline a cambiare le sue proprietà è in grado di studiare, al contrario di quello che è intelligente. Di conseguenza, le nostre qualità modificate “vestono” in un nuovo tipo di intelligenza. Una persona cambia il suo desiderio e riceve la “rivelazione” in esso. Questo è un intelletto di un livello superiore.

Uno non dovrebbe essere “intelligente”. Al contrario, una persona deve cancellare la sua comprensione corrente e andare contro di esso per ricevere un nuovo tipo di coscienza. Si deve essere abbastanza intelligenti per annullare la propria comprensione presente.

Come lo facciamo? Dobbiamo capire solo una cosa: abbiamo bisogno di dipendere dall’ambiente corretto e più e più volte continuare a ricevere la sua mente integrale invece di avere una mente di nostra proprietà.

In questo mondo, questo approccio sembra del tutto inaccettabile, mentre nella spiritualità, tutto è esattamente come è descritto sopra: Noi ci uniamo con il nostro gruppo molto speciale. Il Creatore ci ha portato qui e ci ha detto: “Unisciti con i tuoi amici.” Abbiamo neutralizzato la nostra mente e le sensazioni, e abbiamo iniziato a unirci. Come possiamo essere d’accordo con questo? E’ così difficile chinare il capo e “perderci” nel gruppo.

Siamo portati a questo stato dall’Alto, anche se siamo ancora interessati al fatto di conseguire l’auto-annullamento. Questa è la domanda. Dobbiamo accettare il destino che ci viene offerto dal Creatore?

Dobbiamo scappare da esso? Dobbiamo continuare a utilizzare la nostra energia a dispetto di tutto quello che succede con noi e riuscire a mettere da parte la nostra mente?

La Kabbalah è un lavoro difficile. E’ uno sforzo che influenza i nostri nervi, le abitudini e i desideri. Non ha nulla a che fare con la quantità di conoscenza.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 22.01.2013, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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