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Nel momento della scelta

In qualsiasi punto del nostro cammino spirituale troviamo davanti a noi due strade. Quindi la frase “Vedi, pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione….” (Deuteronomio 11:26) viene ripetuta molte volte nella Torah.

Questa frase è determinante in ogni momento, perché chiarisce che ci viene sempre concesso il libero arbitrio. L’essere umano è una creatura senziente, che ha sentimenti e che è in grado di operare la libertà di scelta.

Se in ogni momento della sua esistenza egli non vede che vi sono due strade di fronte a lui e non è certo di quale di esse sia la benedizione e quale la maledizione, allora non è un uomo ma un animale, che viene sospinto in avanti dallo sviluppo evoluzionista come da un bastone che lo sollecita da dietro.

Si considera un uomo perché si trova in occultamento e non si rende neanche conto che non decide nulla da sé. È come una marionetta nelle mani del burattinaio.

Quindi le parole “Vedi, pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione…” sono indirizzate solo a quella persona che, tramite lo studio della saggezza della Kabbalah, abbia raggiunto la capacità di comprendere quali strade ha di fronte a sé: una benedizione ed una maledizione e può sceglierne solo una. Questa persona non ha alternative se si trova al livello della realizzazione del libero arbitrio. E se non lo realizza, allora non si può definire uomo.

E’ quindi scritto di tutte le persone del mondo che esse sono come animali, diverse da coloro che, con l’aiuto della Kabbalah, raggiungono il livello del libero arbitrio.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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Se ti vendono tuo fratello

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:12): “Nel caso che sia venduto a te un tuo fratello, un maschio Ebreo o una femmina Ebrea, e ti abbia servito per sei anni, il settimo anno devi quindi mandarlo via di presso a te come uno messo in libertà.”

Sei o sette anni simboleggiano la correzione delle sei o sette Sefirot della parte più bassa del Parzuf (del sistema spirituale). I desideri chiamati Ebrei (Yehudi, dalla parola “Yihud” – unione”) nel corso di sei o sette anni entrano in te così tanto da diventare una tua parte integrante. Essi non possono più appartenerti.

Domanda: Cosa significa “ti vendono tuo fratello”?

Risposta: “Venduto” significa che ti appartiene completamente. Non c’è differenza fra voi e dovete iniziare a lavorare con il desiderio l’uno dell’altro come se fosse una parte della tua persona. Occuparsi di lui o di te stesso diventa la stessa cosa. “Devi quindi mandarlo via di presso a te” significa che in certi casi egli si separa da te e diventa un’anima indipendente.

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:13): “E nel caso che lo mandi via di presso a te come uno messo in libertà, non lo devi mandare via a mani vuote.”

Visto che nasce una nuova anima, devi darle tutto quello che è necessario perché raggiunga la maturità. L’anima deve ricevere il riempimento per il futuro, per l’intera lunghezza del cammino quando correggerà se stessa ed avrà bisogno della forza per la correzione.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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“Stranieri” nella Terra di Israele

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:03): “Puoi fare pressione sullo straniero per il pagamento; ma qualunque cosa di tuo si trovi presso il tuo fratello, la tua mano faccia remissione”.

Precedentemente nella Torah è scritto “Non opprimere lo stranierò che è venuto da te” o “eri uno straniero nella terra d’Egitto” e così via.

E’ impossibile spiegare queste condizioni al livello materiale perché variano da luogo a luogo e, in base alla descrizione data nella Torah, da livello a livello. Quindi, non possiamo considerarle solo in modo puramente pragmatico, nel modo materiale, perché tutto dipende dal livello spirituale.

Domanda: Cosa significa nello specifico del livello spirituale: “Puoi fare pressione sullo straniero per il pagamento; ma qualunque cosa di tuo si trovi presso il tuo fratello, la tua mano faccia remissione”?

Risposta: Dopo essere entrati nella terra di Israele, tutti sono fratelli. Non dovrebbero esserci stranieri nella terra di Israele, perché si tratta di uno stato spirituale in cui l’egoismo, in una certa misura, viene corretto con un’interazione e una connessione assolutamente corrette; da qui la rivelazione del Creatore inizia fra loro. Quindi, coloro che non sono ancora pronti per questo vengono chiamati stranieri.

Uno “straniero” nella terra di Israele è una Klipa (uno stato impuro). Non appena il popolo di Israele entra in questa terra, comincia subito a purificarla tramite la sua presenza e scatenando guerre contro quelli che vi abitavano, ovvero, contro i desideri non corretti. Dunque, gli stranieri delle sette nazioni che vivono nella terra di Israele simboleggiano i desideri egoistici degli Ebrei che entrano in questo livello.

Domanda: Quale fu il ruolo delle sette nazioni che vissero là fino a prima che il popolo di Israele entrasse in quella terra?

Risposta: Esse non ebbero alcun ruolo. Internamente, queste caratteristiche si trovano in ogni persona, come le forze egoistiche impure, non corrette, che sono rivelate solo quando una persona lotta per il diritto di essere ad un livello spirituale.

E se non lotta non le sentirà. Senza avvicinarsi al livello della terra di Israele, una persona non può scoprire le sette nazioni, ovvero sette delle sue qualità egoistiche.

Commento: E’ interessante constatare che, quando diciamo ad una persona comune che la nostra natura umana è egoistica, questa replichi immancabilmente, “Io non sono un egoista, io sono uno che dà.”

La mia Risposta: Certamente, perché non ha ancora rivelato questo dentro di sé.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 3/08/16

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Per proteggere gli stati futuri

Dalla Torah, (Deuteronomio 12:31): “Non devi fare in questo modo al Signore tuo Dio, poiché le nazioni hanno fatto ai loro dèi ogni cosa detestabile al signore tuo Dio che Egli davvero odia, poiché bruciano regolarmente nel fuoco ai loro dèi perfino i loro figli e le loro figlie.”

I figli e le figlie sono le proprietà future, le prossime azioni dell’uomo, gli stati futuri, e noi dobbiamo fare in modo che rimangano vivi e che non vengano bruciati o uccisi.

In altre parole, i nostri desideri devono passare attraverso la correzione e poi muoversi in avanti in modo corretto. In caso contrario, è come se uccideste i vostri figli, come se li bruciaste e li donaste poi ai vostri dèi, cioè al vostro egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 13/07/16

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Il sangue è l’anima

Dalla Torah, (Deuteronomio 12:23-12:25): “Soltanto sii fermamente risoluto a non mangiare il sangue, perché il sangue è l’anima e tu non devi mangiare l’anima con la carne. Non lo devi mangiare. Devi versarlo sul suolo come acqua. Non lo devi mangiare, affinché vada bene a te e ai tuoi figli dopo di te, perché farai ciò che è retto agli occhi del Signore tuo Dio”.

Il sangue è chiamato il maggiore e il più grande splendore, il riempimento del desiderio, la luce di Hochma al suo massimo livello. Noi non saremo in grado di raggiungere questa Luce fino alla correzione finale, per cui “essere forti nel non mangiare il sangue” è stato scritto in modo allegorico.

Il sangue è la quarta parte del mondo, la quarta parte di un desiderio che non può essere utilizzato perché noi non siamo in grado di sentire l’adesione con il Creatore con la qualità della dazione, mentre sentiamo contemporaneamente dei grandi desideri che vengono riempiti con la Luce più forte. Questo avviene al di là dei nostri desideri.

Pertanto, dobbiamo ripulire tutto dal sangue. Questo è il motivo per cui le leggi del Kashrut sono basate su regole appropriate per la macellazione degli animali e l’estrazione del sangue dalla carne.

Domanda: È scritto che “il sangue è l’anima.” Che cosa significa questo?

Risposta: L’anima ha cinque gradi: Nefesh, Ruach, Neshamah, Haya, e Yechidà.

Il sangue è la parte più bassa (Nefesh) nei livelli spirituali, ed è per questo che il suo uso è vietato. E’ impossibile accettare questo riempimento con l’intenzione di dare, perché noi non abbiamo la forza di resistere all’egoismo più grande. Questo rifiuto continuerà fino alla correzione finale e solo dopo questo saremo in grado di passare a leggi diverse.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 6/07/16

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La Torah è rivolta a tutti

Domanda: Secondo quello che tu dici, gli Ebrei devono salvare il mondo, il popolo d’Israele è composto da coloro che anelano al Creatore, Dio ama Israele, e così via. Con queste dichiarazioni a proposito dell’ unicità degli Ebrei, sembri mostrare disprezzo per il resto delle nazioni del mondo. Non hai paura di venir accusato di estremismo?

Risposta: Ogni pagina della Torah dice che gli Ebrei sono speciali. Le nazioni del mondo, i Cristiani, e poi anche i Musulmani, hanno ricevuto tutti la stessa fonte da parte del Creatore: la Torah; questo significa che essi l’hanno riscritta e si sono presi il “diritto di nascita”.

I problemi di tutti: Ebrei, Cristiani e Musulmani, scaturiscono dal fatto che nessuno capisce esattamente quello che c’è scritto nella Torah. La Torah fa appello a tutte le persone del mondo e richiede loro l’adempimento della sua legge , che è “Ama il prossimo tuo come te stesso”, niente di più.

La Torah chiama tutti coloro che soddisfano questa condizione dell’amore per gli altri “Ebreo” o “Yehudi”, dalla parola ebraica “Yichud“, unione. Una persona che non adempie a questa legge viene chiamata Goy, che si traduce in “il popolo”; nella Torah anche la nazione ebraica viene chiamata Goy.

La Torah parla solo dell’unione di tutte le nazioni, come dicono i profeti. Prevedendo un futuro avvincente per l’umanità e considerando il fatto che gli Ebrei devono indicare la strada verso questo futuro, essi vengono chiamati “la luce delle nazioni”, cioè del mondo.

Il problema deriva dall’errata interpretazione della Torah. La Torah parla alla gente di ogni nazione. Questo è il metodo con cui Abramo si è rivolto a tutte le persone nell’antica Babilonia perché anche lui ha fondato la sua religione sulla regola di “Ama il prossimo tuo come te stesso“. Anche il Baal HaSulam ci dice questo nel suo articolo, L’essenza della religione ed il suo scopo.

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Perché ognuno di noi è unico?

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:11): “Poiché qualche povero non mancherà mai in mezzo al paese. Per questo ti comando, dicendo: ‘Devi aprire generosamente la tua mano al tuo fratello afflitto e povero nel tuo paese’.”

La Torah chiama ognuno di noi alla rivelazione, attraverso la connessione con tutti gli altri, allora tutti potremo diventare il meccanismo del riempimento degli altri, perché siamo una parte del sistema generale. Ognuno deve farlo, perché siamo unici proprio in questo. E “non cesseranno mai di essere bisognosi” fino alla correzione finale, fino a quando tutti saranno riempiti gli uni dagli altri, uno attraverso l’altro.

Pertanto, di fronte a ciascuno di noi c’è il resto dell’umanità, tutte le altre anime. Essi sono i “bisognosi” che ognuno di noi deve riempire. Dopo tutto, tutti gli altri sono in me! Solo che adesso io ancora non li sento, ma non appena comincerò a riempire i loro desideri, io sentirò che tutti sono dentro di me.

Ognuno di noi è unico, perché la Luce passa attraverso di noi e arriva poi al resto delle anime. Nessuno può evitare questo lavoro. Ognuno è obbligato a compiere la propria missione e il risultato complessivo dei nostri singoli lavori sarà il raggiungimento della perfezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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“Fare del male agli occhi di Dio”

Dalla Torah, (Deuteronomio 17:2 – 17:5): “Nel caso che si trovi in mezzo a te, in una delle tue città che il signore tuo Dio ti dà, un uomo o una donna che pratichi ciò che è male agli occhi del Signore tuo Dio in modo da trasgredire il suo patto, e vada ad adorare altri dèi e si inchini davanti a loro o al sole o alla luna o a tutto l’esercito dei cieli, cosa che io non ho comandato, e ti sia stato riferito e tu lo abbia udito e abbia indagato con cura, ed ecco, la cosa è stabilita come verità, questa cosa detestabile è stata fatta in Israele! Allora devi far uscire alle tue porte quell’uomo o quella donna che ha fatto questa cosa cattiva, sì, l’uomo o la donna, e devi lapidare tale persona con pietre, e tale persona deve morire.”

Se scopro dentro di me delle qualità negative che prima non potevo vedere perché non ero ancora a questo livello di correzione, devo farle uscire fuori da me, isolarle e cominciare a lavorare con loro. Queste invenzioni egoistiche vengono chiamate “un uomo o una donna che fa il male agli occhi del Signore, tuo Dio, trasgredendo il Suo patto.”

Le esamino sino a che le uccido, perché così avviene la loro correzione. Quindi, è scritto, “Allora devi far uscire alle tue porte quell’uomo o quella donna che ha fatto questa cosa cattiva, sì, l’uomo o la donna, e devi lapidare tale persona con pietre, e tale persona deve morire.”

Una pietra o “cuore di pietra” è la sensazione interiore attraverso la quale una persona determina come insignificante la propria natura e decide di cambiarla.

Domanda: Tuttavia, le organizzazioni dello “Stato Islamico” interpretano questo alla lettera, proprio come è scritto: lanciano pietre, tagliano teste, e così via.

Risposta: Questa non è correzione. Non si può ottenere nulla in questo modo, perché alla fine uno distrugge l’altro e non c’è scopo per questa faida senza fine.

Domanda: Ma loro dicono che seguono il Corano alla lettera, senza sospettare che questo, in realtà, significherebbe giustiziare il loro stesso egoismo. E’ possibile almeno spiegarglielo?

Risposta: Lo capiranno subito dopo che lo avrà compreso il popolo di Israele. Non dobbiamo spiegare nulla al mondo. Dovremmo solamente parlare apertamente della saggezza della Kabbalah.

La correzione dovrebbe essere fatta dal popolo di Israele e, attraverso di loro, la Luce arriverà all’intero mondo. Ma tutta l’umanità dovrebbe conoscere la saggezza della Kabbalah.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 24/08/16

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La legge della purificazione dell’egoismo

Dalla Torah, (Deuteronomio 14:21): “………non devi cuocere il capretto nel latte di sua madre”.

È impossibile iniziare la correzione se non c’è la giusta separazione fra la linea di destra e la linea di sinistra. Il latte rappresenta la linea di destra e la carne o il sangue, la linea di sinistra. Perciò, la carne e i latticini devono essere consumati in pasti separati con un certo intervallo di tempo fra loro al fine di consentire una netta separazione fra loro: fra la carne e i latticini e fra i latticini e la carne. E’ vietato consumarli insieme o consumare il sangue animale in qualsiasi forma.

Queste leggi per la purificazione dell’egoismo umano vengono spiegate sulla base della materia esterna poiché è impossibile spiegare nulla solo basandosi sulle proprie sensazioni interiori. Esse sono chiare solo a coloro che capiscono la conformità dei segni esteriori alla propria struttura interiore spirituale, morale, sensoriale e verso i desideri. E coloro che non lo capiscono, percepiscono il pesce, la carne, il latte, e le leggi della kashrut solo dal punto di vista gastronomico.

Per tutti coloro che comprendono ciò che viene detto, tutta questa “gastronomia” è una caratteristica interiore. Ogni persona deve creare settori dentro di sé per dividere il latte, la carne, il pesce, i volatili e altri desideri, nei livelli inanimato, vegetale, animale ed umano. Sale, acqua e anche alcuni tipi di minerali commestibili appartengono al livello inanimato.

Le qualità dei latticini in me sono le qualità di dazione, e il capretto è un animale, la linea di sinistra, la qualità della ricezione. Pertanto, si dice, “Non devi cuocere il capretto nel latte di sua madre”, cioè non connettere la linea di destra con quella di sinistra, altrimenti tu connetti il più e il meno e provochi un corto circuito.

Domanda: In che modo si manifesta la linea di mezzo?

Risposta: Quando tu vuoi dirigere entrambe le linee a vantaggio degli altri al di fuori di te, esse si connettono attraverso la dazione di ogni linea, non dentro di te ma nel ricevente, perché tu dai questo vantaggio alla terza linea.

Il ricevente non sente entrambe le linee insieme, ma le percepisce solo come dazione. Quando tu dai di tua spontanea volontà, la dazione perde apparentemente le sue qualità iniziali. Non importa da quale linea arrivi, dalla tua linea di destra o da quella di sinistra, nel ricevente viene percepita esattamente come dazione. Quindi, tu puoi dare da entrambe le linee.

Questa è una qualità molto interessante. Noi studiamo ciò che accade nella terza linea come se avvenisse l’allestimento delle due linee che si inglobano una nell’altra attraverso l’esempio dell’influenza reciproca dei sistemi spirituali Aba ve Ima (padre e madre). Anche se il padre dà la qualità di Hochma e la madre dà la qualità di Bina ed essi sono opposti l’uno all’altro come la carne e i latticini, insieme si connettono nella parte inferiore (Zeir Anpin) e si rivestono gli uni negli altri nel padre.

E’ possibile aggiungere il latte alla carne e la carne al latte? Essi si connettono simultaneamente nella linea di mezzo quando si sentono completamente realizzati in tutta la loro opposizione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 27/07/16

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E’ tutto nelle tue mani

Dalla Torah, (Deuteronomio 15:09 – 15:10): “Guardati affinché non ci sia nel tuo cuore parola vile, dicendo: ‘Il settimo anno, l’anno della remissione, si è avvicinato’, e il tuo occhio divenga in realtà ingeneroso verso il tuo fratello povero, e tu non gli dia nulla, ed egli debba invocare il Signore tuo Dio contro di te, e ciò divenga un peccato da parte tua. Devi dargli in ogni modo, e il tuo cuore non deve essere tirchio nel tuo dargli, perché a motivo di ciò il Signore tuo Dio ti benedirà in ogni tua opera e in ogni tua impresa.”

Non voler dare ad un fratello bisognoso rappresenta la nostra psicologia materialistica. Il Creatore ci incoraggia a fare l’opposto. Una persona però non è in grado di dare anche se vuole, inoltre deve attraversare tali stati, nei quali sente che questo è suo fratello, il più vicino ed il più caro ma non riesce a dargli nulla.

Nel corso della storia ci sono state persone che hanno fatto morire di fame i propri figli. Esse hanno contribuito attivamente in questo. Ma ciò non è derivato da disturbi mentali bensì dalla malvagità.

E’ scritto “……ed egli debba invocare il Signore tuo Dio contro di te, e ciò divenga un peccato da parte tua. Devi dargli in ogni modo, e il tuo cuore non deve essere tirchio nel tuo dargli, perché a motivo di ciò il Signore tuo Dio ti benedirà in ogni tua opera e in ogni tua impresa”. Questo significa che tu devi dare a lui, non solo perché altrimenti commetteresti peccato, ma perché devi dare dal tuo cuore, con devozione, disinteressatamente e senza alcun profitto per te. Nel lavoro interiore di una persona il “fratello bisognoso” è qualsiasi azione di dazione, diretta alla società o al Creatore.

Dato che il riempimento della Luce Superiore può giungere a chiunque tramite me, le persone e persino il Creatore hanno sempre bisogno di me. Il loro riempimento è nelle mie mani. Significa che la qualità della dazione ha sempre delle necessità.

Oggi io riesco anche solo a pensare di dare agli altri senza alcun beneficio per me? A me non interessa assolutamente se qualcuno si trova in una brutta situazione. Anche se lo vedo, io tiro avanti senza notare nulla. E anche se lo noto, io comunque mi giustifico per non occuparmene e se me ne occupo, sarà solo per trarne beneficio o perché in futuro il mondo dirà di me: “E’ così caritatevole”.

Ma se non c’è beneficio in questo o nel mondo futuro, allora io non vedo nulla, perché io guardo tutto attraverso la mia visione egoistica. Questo è un problema.

Domanda: E’ questo il motivo per cui oggi c’è un tale divario fra ricchi e poveri?

Risposta: Oggi siamo in una situazione tale per cui una persona non è in grado di rinunciare a nulla di sua spontanea volontà. Nel momento in cui un altro zero viene aggiunto sul suo conto bancario, la persona prova piacere ma dopo un istante quella sensazione svanisce e si torna a rincorre lo zero successivo. La persona non sente che c’è gente che muore a causa di quell’ennesimo zero.

Commento: Ma tu non incolpi mai nessuno.

Risposta: No. Noi dobbiamo incolpare solo il Creatore. Egli ha detto “Ho creato l’inclinazione maligna” ma ha subito aggiunto “Ho creato la Torah per la sua correzione, cioè la Luce, perché la sua Luce riporta le persone alla Fonte, a Me. Usatela e trasformerete tutto il male in bene e diverrete simili a Me, eterni e perfetti. Tutto vi verrà rivelato, uscirete dai confini di questo piccolo mondo e vivrete in una dimensione completamente diversa”.

Commento: Significa che sono ricco, e che tutto è nelle mie mani.

Risposta: La ricchezza di tutti gli altri dipende da ciascuna persona, poiché tramite ciascuno di noi, come tramite una conduttura, la Luce passa a tutti gli altri e nessuno può sostituire nessuno.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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