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Cosa significa cambiare la natura umana?

Domanda: Uno scienziato può capire cosa significa cambiare la natura umana senza prendere parte egli stesso a questo esperimento?

Risposta: Certo. Questo è molto facile da capire.

In natura c’è l’egoismo e c’è una forza che può farlo diventare altruismo. Noi abbiamo solo bisogno di sapere come attrarre questa forza in modo che ci corregga. Questo accade tramite un lavoro specifico fatto in piccoli gruppi dove annulliamo noi stessi davanti agli altri, puramente in maniera meccanica, come in un gioco.

Ma possiamo noi egoisti annullare noi stessi? Sì, possiamo. Facendo tali sforzi attiriamo la forza positiva della natura.

La Natura consiste in due forze, positiva e negativa, più e meno. Oggi siamo controllati solo dalla forza negativa e possiamo attrarre quella positiva con il nostro sforzo. Quindi, pur esistendo tra le due forze e l’equilibrio della natura, inizieremo a comprenderla e a controllarla noi stessi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Challenges of the 20th Century”, 24/04/2019

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Sfumature della percezione del mondo

Commento: Nel nostro mondo, ci occupiamo di scienze corporee ordinarie. Dal punto di vista della Kabbalah, il fenomeno della coscienza richiede che in qualche modo dobbiamo cercare di cambiare la percezione abituale del mondo, che è completamente attaccata al materialismo o al misticismo.

La mia risposta: Qui il misticismo è fuori discussione. Ci sono dei campi che oggi non possiamo misurare. Immaginiamo  la loro esistenza nello stesso modo in cui facciamo con  alcune azioni cosmiche.

Non possiamo sentire tutto con le nostre mani. Nonostante la scienza moderna è lontana dal medioevo ed è già nel XXI secolo, è comunque necessario introdurre alcuni concetti sul fatto che esistiamo all’interno di un campo e lo sentiamo.

Poiché siamo fatti in una determinata maniera, questo campo, agendo su di noi, ci provoca  determinate sensazioni, che percepiamo come il mondo che ci circonda e in cui esistiamo. Dentro ogni persona c’è una sorta di sensore che sente di esistere in un certo mondo, all’interno di un certo campo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 03/01/2019

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Conoscenza e consapevolezza

Domanda: Lei sa che c’è un’interessante interazione tra la mente e il sentimento. Da un lato, le nostre basi sono sensazioni, e dall’altro lato, stiamo ancora parlando di un orientamento consapevole. Questo significa che la mente di un individuo che arriva alla spiritualità è coinvolta e che deve farlo consapevolmente?

Risposta: Sì, è proprio che non siamo consci di questo.

Avevo un amico che era l’accordatore dell’organo  della  Cattedrale del Duomo di Riga. Una volta mi disse come accordare questo antico strumento. E’ coinvolta  una matematica incredibile! Tanti calcoli, tante formule! Cosa conoscevano i suoi produttori, cosa sembravano comprendere? Tutto questo è sia ascoltare che sentire.

Da una parte, matematica, formule, onde, canne di pressione dell’aria e così via. Dall’altra, sappiamo che è un sistema sensoriale, non concettuale, interessa la membrana (del timpano), l’ascolto, penetra dentro, raggiunge il cuore. Dove accade tutto questo? Come possiamo dividere questo in un sistema sensibile e intelligente?

Commento: La tradizione, la psicologia e tutte le scienze associate ad esso dividono la psiche umana in due emisferi: conscio e  super io. Poi ci sono altre divisioni: l’auto-consapevolezza che è suddivisa  in subconscio e super conscio. Quest’ultimo è responsabile della creatività ma percepisce il lavoro al livello subliminale.

La mia risposta: Noi li processiamo inconsciamente  con i nostri sistemi concettuali e matematici. Proprio come un uomo che ascolta la musica. Se conoscessimo tutte le sue percezioni, il suo apparato sensoriale potremmo descriverlo interamente. Queste sono formule pure.

Domanda: Ma  il risultato di questo processo è il prodotto finale: la nostra conoscenza. Cioè,  noi possiamo già possedere la mente e gestirla in qualche modo.  E’ possibile sapere se la conoscenza che io posso impartire  agli altri appartiene alla sfera della consapevolezza? E’ corretto identificare consapevolezza e conoscenza?

Risposta: No, la penso diversamente. La conoscenza è la totalità dell’informazione acquisita da un individuo che lo aiuta a vivere.   E’ un archivio di azioni, di pratiche, di esperienze, e di ogni cosa che egli ha.

La consapevolezza è la possibilità della percezione ad un certo livello. Un uomo con una piccola quantità di conoscenza può avere una consapevolezza che un grande elefante non possiede.

Significa che la conoscenza è materiale accumulato e la consapevolezza è la possibilità della percezione.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 3/01/2019

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Un sistema cognitivo complesso

Domanda: Tutte le fonti autentiche che studiamo sono scritte in ebraico. Sono state tradotte in italiano, russo, inglese, spagnolo e in tante altre lingue ancora. C’è qualche differenza nell’influenza che hanno su di noi, quando leggiamo la fonte originale in ebraico o la traduzione?

Risposta: Il linguaggio della Kabbalah è molto specifico. Il punto è che qui è necessario descrivere il mondo che non sentiamo, introdurre le persone alle sensazioni di questo mondo, suscitare in loro certe reazioni, gusti, suoni e così via. È necessario che le persone si adeguino in modo che inizino a sentire quelle vibrazioni che la gente comune non sente.

Pertanto, c’è una certa complessità qui, che non è facilmente superabile. La preparazione necessaria per percepire il mondo superiore va avanti da molti anni. Non tutte le persone sono in grado di riuscire a comprendere il mondo superiore, poiché questa comprensione è emotiva e allo stesso tempo viene analizzata dall’apparato concettuale.

Quindi, questo è un sistema di conoscenza molto complesso che richiede libri seri e, soprattutto, fonti autentiche.

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Dalla trasmissione di KabTV “Questions about Kabbalistic Books”, 22/10/2019

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Entrare in contatto con la Kabbalah

Domanda: Perché le persone che vengono in contatto anche solo un poco con la Kabbalah iniziano a cambiare in meglio nel giro di pochi mesi? Escono dalla depressione, interagiscono meglio con il mondo intorno a loro, si riappacificano con i loro nemici e così via.

Risposta: Il fatto è che la saggezza della Kabbalah dà loro speranza, mostra loro la luce in fondo al tunnel, la vita ha ora un significato, ha un proseguimento.

Cioè svelano un’immagine vasta, un quadro dell’intera natura dell’interazione umana e come tutto si eleva alla dimensione successiva.

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Dalla trasmissione di KabTV “Integral World”, 13/07/2018

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Connettere mente e sentimenti

Domanda: Prima di conoscere il suo insegnante, lei ha studiato varie fonti per diversi anni. Un libro può preparare una persona alla saggezza della Kabbalah?

Risposta: Dipende dalla persona. C’è chi ama la novità e arriva da noi per provare nuove sensazioni. Ma queste di solito non sono persone che rimangono e diventano miei studenti. La Kabbalah è più per i fisici che per i poeti, anche se parla di poesie e sentimenti.

L’uomo è un desiderio. La voglia di godere. Deve sapere come controllare il suo desiderio e usarlo per scoprire il mondo.

Domanda: Significa che un fisico può diventare un poeta durante lo studio?

Risposta: Certamente. La combinazione di queste due inclinazioni è obbligatoria. In principio, i sentimenti sono più importanti. Ma il modo per controllarli correttamente…secondo le leggi del mondo e della natura…questa è la Kabbalah.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Questions about Kabbalistic books”, 22/10/2019

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Gli strumenti dell’insegnante spirituale

Domanda: Quali strumenti utilizza un insegnante spirituale per focalizzare e mettere a punto le mie qualità interne?

Risposta: Innanzitutto ciò avviene solo durante la lezione in cui discutiamo insieme differenti argomenti, quando gli studenti chiedono e l’insegnante spiega. Quando gli studenti interagiscono con l’insegnante e cercano di capirlo in profondità, apparentemente entrano in lui e cercano di connettersi con lui emotivamente e non mentalmente.

Emotivamente, significa nei loro desideri, come è detto: “Rendi il tuo desiderio come il suo desiderio”. Questa connessione è molto importante. Non è necessario essere fisicamente vicini all’insegnante per farlo. Non c’è bisogno di essere in contatto diretto con lui e di sedersi nello stesso edificio.

Io, ad esempio, ho un’ottima connessione con il gruppo di Santiago. Sento quanto mi sono vicini nonostante la distanza fisica.

Ci sono gruppi che conosco da molto tempo, ma che non sento così vicini, poiché dipende dal desiderio interno di connessione tra ognuno di loro.

In generale, è necessario comprendere che l’insegnante aspira a questo ed è pronto per questo, sebbene possa anche essere schietto e duro. Dopotutto, è un atto assolutamente preciso nei confronti dello studente. Tutto dipende solo dalla necessità di essere in contatto reciproco in modo da ricevere da me l’energia spirituale, il sentimento, la comprensione, la connessione tra ciò che studiamo e il nostro mondo interiore, le nostre azioni.
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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 2/12/2018

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Differenza di età e di genere

Domanda: Nelle prime parti dei corsi di educazione integrale, uomini e donne studiano insieme. Alcune ricerche suggeriscono che in un team di produzione in cui ci sono donne, molte decisioni vengono prese molto meglio e più velocemente. E quando siamo impegnati nello sviluppo spirituale, a un certo punto deve esserci una divisione. Perché?

Risposta: Deve esserci una divisione di genere perché nella Kabbalah lavoriamo con proprietà interne molto profonde di ogni persona e i gruppi misti sono un grande ostacolo. Nella fase iniziale, uomini e donne possono lavorare insieme per diversi mesi, ma non più di sei, dopodiché devono essere rapidamente separati.

Domanda: Devono essere divisi per età?

Risposta: L’età non ha importanza. Credo che sia ancora meglio mescolarli in modo che, come nella nostra vita quotidiana, gli anziani aiutino i giovani e i giovani aiutino gli anziani. Non c’è contraddizione in questo.

La natura non ci ha diviso nettamente per età. Al contrario, le generazioni si aiutano e si sostengono a vicenda. Ma l’allenamento congiunto maschile e femminile può essere molto dannoso in quanto devia le persone dalle intenzioni di dazione e amore al livello degli ormoni.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 21/08/2020

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Credere o conoscere?

Domanda: Per una persona religiosa tutto deriva dalla fede. Qual è il suo approccio nei confronti di coloro che non lo sono?

Risposta: A queste persone va proposta la conoscenza piuttosto che la fede, solo così si può comprendere il più alto livello della natura, cioè il Bore’ e non credere solo a ciò che gli viene detto.

Domanda: Come mai c’è una fiducia nella luce superiore a livello religioso e non vi è lo stesso a livello profano? “Lo sento dire ma non ci credo”.

Risposta: Perché abbiamo reso troppo elevata questa condizione. Noi viviamo di ciò che ci viene riferito.

Domanda: Per i profani è più difficile?

Riposta: Certo.

Domanda: Se io fossi un religioso crederei alle sue parole e saprei come agire lungo tutto il cammino. E invece lei me lo sta dicendo ma non so se ha ragione o no.

Risposta: Certo: è per questo che devi scoprirlo da solo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Management Skills”, 28/08/2020

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Come impedire alle persone di lasciare la lezione

Domanda: Qual è la sua reazione al fatto che ci sono delle persone che se ne vanno  dopo dieci minuti dall’inizio di una lezione?

Risposta: Non mi disturba affatto. So che non ci sono molte persone che vogliono ascoltare la Kabbalah. Ciò richiede uno sviluppo speciale, che superi le proprie abitudini.

Una persona deve essere libera internamente. E se è limitata nel suo ambito ristretto, dai suoi attaccamenti e dalla sua istruzione, ovviamente se ne va. Noto questo in particolare con i miei parenti.

Domanda: Tuttora, che consiglio darebbe a un insegnante se le persone abbandonassero la sua lezione?

Risposta: All’inizio della lezione può dire: “Se per te non è chiara e non ti piace, puoi tranquillamente andartene. Ti do il permesso.” In questo modo, al contrario, potrà alleggerire la situazione. Così si sentiranno vicini, ti capiranno.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 14/08/2020

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