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Lasceremo le nostre impronte sulle strade polverose di pianeti lontani?

Ci sono stati soltanto una mezza dozzina di eventi veramente importanti  nella saga di quattro miliardi di anni di vita sulla Terra: la vita unicellulare, la vita multicellulare, la differenziazione in piante e animali, lo spostamento degli animali dall’acqua alla terraferma e l’avvento dei mammiferi e della coscienza.

Il prossimo grande passo dovrebbe essere l’idea della vita interplanetaria – un viaggio senza precedenti che ci cambierà e ci arricchirà radicalmente. (Elon Musk).

La mia risposta: non sono per nulla d’accordo con questo. Che cosa ci darà?  Perché le fasi precedenti di sviluppo dovrebbero portarci a quest’ultima fase?  Voleremo da stella a stella? Perdipiù, ci troviamo in una condizione energetica e fisica tale che questi voli ci costeranno centinaia di anni! Perché abbiamo bisogno di volare da un campo all’altro?

Domanda: Egli considera lo sviluppo interplanetario come il prossimo grande passo. Tu cosa pensi sia il prossimo grande passo?

Risposta: Il prossimo grande passo sarà rivelare il significato della vita. Perché è apparsa dal nulla e perché i passi di cui parla  iniziano a svilupparsi da essa?

Domanda: Una persona quindi arriverà alla domanda: “perché vivo?”

Risposta: Sì. Più ci sviluppiamo, più vogliamo sapere qual è la nostra radice, la nostra fonte.  È questo ciò che ci interessa.  Questa è la ricerca del  significato della vita, dato che ogni cosa è racchiusa nella nostra radice.

Oggi quando facciamo qualcosa, sviluppiamo le forze e i dati che si trovano nella nostra fonte.

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 6/30/22

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Superare i disaccordi interiori

Il Creatore è la Natura che ci circonda e null’altro. Scrivete “Natura” anziché Creatore, ma sempre con la lettera maiuscola per non attribuirlo a qualcosa di puramente meccanico.

Il Creatore è il gradino superiore, la luce superiore e la qualità della dazione in relazione a noi, che rappresentiamo la qualità della ricezione. Ovvero, ogni cosa è basata su concetti molto semplici che sono vicini a ognuno di noi.

L’unica cosa è che siamo tutti molto confusi. Dopotutto, l’atteggiamento verso la Kabbalah nel corso dei secoli è stato appositamente confuso e ostacolante. Siamo inoltre confusi da ogni tipo di usanza esterna, oggetti e articoli, oltre all’apparenza degli Ebrei religiosi, come se avesse qualcosa a che fare con la Kabbalah. In generale, tutto questo è così esagerato, che,ovviamente, è difficile che le persone capiscano.

Vedo quanto sia difficile per i miei studenti in paesi diversi del mondo che appartengono a diverse religioni e razze. Vedo che c’è un’enorme quantità di lavoro che devono fare internamente e che dovranno fare per molto tempo.

Una persona cresciuta con una religione diversa, che appartiene a una razza diversa e pensa in maniera completamente diversa , con una mentalità opposta e una lingua differente, e bisogna superare tutto questo. La qualità dell’anima è necessaria per la sua correzione e non esiste uno stato più o meno favorevole in confronto agli altri

E’ così che siamo separati e distanti tra di noi. Vedo che tanti dei miei studenti provengono da ogni parte del mondo e vorrebbero veramente essere qui, vicino a noi. Se dicessimo che fosse possibile, mille persone arriverebbero tutte in una volta. Ma devono superare grossi problemi tra di loro, grandi disaccordi interni.
Quando una persona sopprime qualcosa in sé, dato che la verità non è ancora stata totalmente rivelata in lui o in lei, si trova in uno stato semi-compromesso: “quindi, cosa posso fare? Non farò attenzione a questo, come se non lo vedessi, non lo capissi, e non lo osservassi, come se non fosse in me. Lo lascerò da parte”. E’ molto difficile. Ma la vità è così.

Questo è molto simile a come vivono gli Ebrei tra le altre nazioni. Esattamente lo stesso sentimento “siamo opposti a loro, ma vogliamo esserlo. Possiamo o non possiamo? Come ci trattano e come dovremmo trattarli?” Tutta questa omissione, questo atteggiamento speciale, è esattamente ciò che attraversa una persona che arriva allo studio della Kabbalah.

Lo capisco. Ci sono tanti problemi. ll mondo è ancora in uno stato di transizione.
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Da KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Critiche alla Kabbalah” 2o/2/13

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La natura è un singolo organismo

Domanda: L’accademico Garyaev ha trovato due tipi insoliti di memoria delle molecole del DNA. Ha presentato la teoria che il pensiero della natura, o il pensiero generale di sviluppo contenuto del DNA, è indistruttibile. Ha scoperto e scritto dell’effetto DNA fantasma che conferma che una persona non muore completamente. Contende che nulla di vivente sparisce senza traccia, qualcosa rimane sotto forma di informazioni, o forse è veramente immortale. Che cos’è il “pensiero generale”?

Risposta: E’ l’immenso sistema generale della natura che realmente esiste ma del quale percepiamo soltanto una piccola parte attraverso il nostro filtro egoista. Quindi ci sembra che tutto nasce, vive, muore. E’ così che noi, essendo ricercatori piccoli limitati, percepiamo ogni cosa attraverso il prisma del nostro egoismo.
In realtà, la natura è un unico organismo, un vasto sistema integrale analogo dentro il quale ogni cosa agisce istantaneamente, collegando ogni cosa.

Non esiste tempo, distanza, o movimento dato che ogni particella contiene in sé ogni cosa, come un ologramma, e quindi tutto esiste in forma ideale, immobile, dato che il movimento significa transizione dall’imperfezione alla perfezione. Ma, in realtà, questo non esiste in natura.
Il tempo, il movimento e lo spazio sono le coordinate delle nostre percezioni difettose.
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Da KabTV “Close-Up.  Genoma Umano” 17/7/11

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In un sistema integrato chiuso

Commento: Gli scienziati si domandano come avvengano le trasmissioni istantanee di informazioni. Il concetto di tempo nella comunicazione tra cellule scompare; quindi i ricercatori affermano che il paradigma di trasmissione da parte del sistema nervoso non sia corretto dato che la velocità di impulso del sistema nervoso è molto piccola. Ogni cosa succede istantaneamente.

Si trovano davanti a un problema che, in linea di principio, non riescono a spiegare, e tendono a considerarlo una trasmissione a onda di informazioni.

La mia risposta. Ci sono molte teorie su questo tema. Ma nessuna di queste può spiegarlo, neanche con l’aiuto delle onde, dato che le onde sono tempo, lunghezza e frequenza. Non riusciremo a trovare una soluzione a questo problema.

Ma, come gli scienziati intuiscono, sembrerebbe un’immagine olografica del mondo in un unico volume. Il sistema è assolutamente chiuso, integrale e analogico in cui ogni cosa è totalmente connessa all’altra, al di fuori del tempo, ovvero il tempo è zero.

Praticamente non esiste lo spazio tra gli oggetti. E noi li percepiamo come esistenti a una certa distanza l’uno dall’altro, come se interagissero in una sorta di onda, di processo temporale. In realtà, non avviene nulla di tutto ciò. La distanza, il tempo, il movimento, l’interazione, tutto questo è sovrapposto in una singola immagine integrale della natura dalla nostra percezione egoistica.

Quando osservo un oggetto, comincio a dividerlo in parti con il mio egoismo, a vedere la distanza tra queste parti, a dipingere la connessione tra gli oggetti. È così che lo percepisco perché sono costruito in questo modo.

E se fossi organizzato allo stesso modo di questo oggetto, integrale, globale e situato al di fuori del mio egoismo che divide ogni cosa e tratta tutto dalla posizione di quanto sia vicino o lontano da me l’oggetto, e quanto sia utile o dannoso questo fenomeno per me, allora non condividerei nulla.

Percepirei questi oggetti come un tutt’uno e non avrei alcuna distanza tra di loro, nessun tempo, né movimento, nessuna trasmissione di informazioni e tutto sarebbe istantaneo, in un unico posto.

Dipende tutto dalla persona. E fino a quando non si correggerà verso un sistema integrale, non sarà in grado di percepire correttamente il sistema della natura, dato che essa è integrale.
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Da KabTV “Close-Up. Human Genome” 17/7/11

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La natura é desiderio

Uno scienziato rivela tutto nella scienza non con la mente, rivela tutto nelle sensazioni (Vladimir Vernadsky).

Il mio commento: Sì, un individuo è un essere senziente. L’uomo è un desiderio. In generale, tutta la natura è un desiderio. Noi studiamo le relazioni e le connessioni tra i diversi desideri e quindi, alla fine, dobbiamo parlare di sensazioni.

Non importa quanto vogliamo metterlo in formule e correlazioni – l’inizio, la fine, il centro della formula che connette l’inizio e la fine, le varie proprietà, gli stati, ecc. – stiamo ancora parlando di ciò che sta accadendo al soggetto in questione.

Tutta la materia è il desiderio di essere riempita, di godere, di mettersi in equilibrio con l’ambiente, con il proprio stato interiore. Di conseguenza, si parla ancora di desiderio sia a livello inanimato, vegetativo, animato sia a livello umano.

Eppure è necessario capire che il desiderio è un problema. Non è che io voglia qualcosa e basta. Per esempio, il desiderio degli atomi è di mantenere la loro struttura: devi fare grandi sforzi per spezzare questi desideri. La natura è solo un desiderio.

Pertanto, quando Vernadsky parlava di sentimenti, del fatto che tutta la nostra natura è circondata da un pensiero enorme, da un’idea, da un desiderio e una noosfera, allora, naturalmente, stava parlando di raggiungere il programma della materia che esiste intorno ad essa. Questa è la predestinazione dell’uomo.

Commento: Riguardo al nostro tempo, Vernadsky scrisse: “Ci sarà molto orgoglio, ristrettezza di coscienza e durezza di cuore finché un uomo non dimenticherà se stesso in un unico grande sentimento d’amore”.

La mia risposta: Sì, finché un uomo non si eleva al di sopra di se stesso nella proprietà dell’amore. Allora gli sarà rivelato l’universo generale, il piano generale, l’intero programma della creazione, il suo intero percorso e ciò verso cui ci stiamo dirigendo.

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Da KabTV. “Close-Up.” Profeta” 23/11/11

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Un campo comune di pensiero

Domanda: da dove deriva il pensiero?  Come può una persona essere in contatto con esso?

Risposta: Siamo all’interno del campo del pensiero.  Quindi, si tratta di un’ induzione.  Evoca ogni sorta di pensieri individuali in noi.

Il campo comune in cui esistiamo come particelle di polvere nell’aria, ovvero, l’aria stessa, il pensiero stesso, il campo stesso, induttivamente ci manda ogni tipo di pensieri che ci permettono di capirci a vicenda, di sentire questo campo, il suo movimento generale, di influenzarlo a nostra volta, ecc.

In principio, la Kabbalah tratta la teoria del campo generale.  Con questo campo intendiamo il Creatore.  Non si tratta di un signore anziano che ci dirige dall’alto, ma di un campo comune, un piano comune.

La Kabbalah parla di come questo piano possa essere influenzato, come agisce su di noi, e come possiamo entrare in equilibrio con esso, che è l’obiettivo della nostra esistenza attuale, ovvero raggiungere l’equilibrio con il campo comune.

Quando raggiungeremo questa omeostasi completa, allora entreremo nella fase successiva di creazione.  Questa è la dialettica del nostro sviluppo.

 

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From KabTV’s “Close-Up. Secrets of Immortality”

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L’universo ha una volontà?

Domanda: Il più grande scienziato nel campo dell’astronautica K. E. Tsiolkovsky ha scritto nelle sue opere sul volere dell’universo. Ha detto che questo volere  condiziona tutto ciò che vediamo e sentiamo. L’unica domanda è: qual è questo volere?

L’universo ha una volontà? E possiamo parlarne?

Risposta: I veri scienziati, fisici, astronomi e cosmologi ritengono che l’universo sia un pensiero, una mente. Quando si addentrano in ciò che accade fuori di noi a grandi distanze, in grandi forze, sentono che esso respira con una sorta di enorme piano, qualcosa di molto grande e intelligente, finalizzato a qualcosa di misterioso, ma che ha una sua forza, una sua coerenza, una sua maturità, una sua logica superiore, per noi incomprensibile.

E noi siamo in questo come piccoli complici e l’universo ha la sua volontà e il suo programma. Molti hanno questa sensazione.

 

 

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Da “Primo piano” di KabTV. Il desiderio dell’universo” 11.28.2010

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Il pensiero è materia

Domanda: L’eminente neuroscienziato russo e pioniere della psicologia oggettiva Vladimir Bekhterev ha dichiarato che l’uomo è immortale. Egli riteneva che ciò potesse essere dimostrato in modo puramente logico per la semplice ragione che il pensiero è materia e, di conseguenza, significa che influisce sulla materia.

Cosa dice la Kabbalah a questo proposito?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è assolutamente d’accordo con lui. Il fatto è che il pensiero è materia così come tutto il nostro mondo è materia e come anche il mondo spirituale è materia.

Cioè, la materia è desiderio. Il desiderio funziona da sé, che sia per assorbimento o per emanazione non ha importanza, ma è materia. Non c’è nulla che non sia materia. Il nostro pensiero e il nostro desiderio sono materiali quanto ciò che percepiamo come natura inanimata, vegetativa e animata. Dopo tutto, la materia può manifestarsi sotto forma di forze e di onde.

Se scaviamo più a fondo nella materia, allora ci sono solo onde lì. Dietro le onde, iniziamo a sentire che non c’è altro che un pensiero. Su questo pensiero, le nostre idee materiali su di esso si addensano gradualmente sotto forma di ammassi di materia.

Sembra che questa materia si stia sviluppando, ma non è essa stessa a svilupparsi, bensì il pensiero che è al suo interno. Nelle fasi di sviluppo del pensiero, il pensiero comincia a manifestare se stesso come azioni della materia sotto forma di forze, trasformazioni meccaniche di ogni tipo e così via. Ma tutto questo è un pensiero.

 

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Da KabTV’s “Primo piano. Segreti di immortalità” 7/1/11

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Il cervello è il pensiero che riempie l’universo intero

Commento: “Penso, o è qualcun altro che pensa per me? Vivo, o sono controllato da qualcun altro?” Queste sono le domande che si pongono numerosi scienziati.

Oggigiorno, l’ipotesi che la coscienza esista indipendentemente dal cervello, viene sostenuta dagli psicologi olandesi moderni, che affermano che la materia pensante in realtà non esista affatto. E gli scienziati britannici affermano che il cervello, come qualsiasi altro organo, consista di cellule e che non sia in grado di pensare.  Funziona come un dispositivo che semplicemente rileva i pensieri.

Nel 1935, nacque un bambino a New York, che visse per 27 giorni, piangeva, si comportava come tutti i neonati, e solo dopo la sua morte, i patologi scoprirono che non aveva un cervello.  Com’è possibile?

La mia risposta: Non sappiamo che cosa sia il cervello.  Non sappiamo dove sia localizzato. In pratica, si estende per tutto  il corpo, dato che ogni cellula deve sapere cosa fare e come interagire con l’organismo intero.

Il corpo è un meccanismo che deve ricevere segnali, implementarli e dare una risposta, una risposta sull’esecuzione.  Ovvero, il cervello dovrebbe essere praticamente ovunque, in ogni cellula, in ogni momento.

Il cervello è un campo che esiste in noi, intorno a noi.  Non si può neanche dire “in noi  o intorno a noi” perché questa è una realtà completamente differente, una dimensione diversa.  È il pensiero che riempie e circonda l’universo intero, l’universo intero.

Anche gli astrofisici e gli astronomi dicono che il nostro universo è un pensiero.  Sentono che nella conversazione delle stelle, nell’intero vasto volume dell’universo, nell’accumulo di corpi apparentemente  completamente privi di vita, ci sia un pensiero, una melodia, una trasmissione di un’enorme quantità di informazioni sul passato, presente, futuro e non a livello di masse inanimate, ma a un livello completamente diverso, interiore che, sfortunatamente, non rivestiamo, non comprendiamo.

Quindi, ogni tentativo di comprendere il funzionamento del cervello, in linea di principio, non porta a grandi successi, dato che il cervello è la parte esecutiva.  È ciò che cattura i segnali che ci circondano, interagisce con essi e li converte in istruzioni molto esteriori, molto primitive, per il nostro corpo. Nulla di più.

Siamo esseri totalmente inconoscibili a noi stessi, non ci conosciamo. Sentiamo semplicemente il nostro corpo, senza sapere chi siamo realmente.

Perdipiù, non conosciamo il sistema che ci controlla e che ci lega tutti in una singola forza di controllo. Il cervello è lì.

Domanda: Da dove provengono tutti i segnali?

Risposta: Che cosa significa “provengono”? Siamo all’interno di questo sistema, nello stesso volume.  E sentiamo noi stessi nella forma animale, di un corpo materiale, con la sua parte esecutiva, che comprende il nostro cervello.

 

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From KabTV’s “Close up. Dissenting Opinion” 8/29/10

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Come ottenere una risposta alla domanda sul significato della vita?

Quando una persona si domanda quale sia il significato della vita e condivide i suoi pensieri con i suoi amici, spesso non viene compresa e gli viene chiesto: “Cosa c’è che non va? Che cosa vuoi?” È questo che vediamo nel mondo oggi.

Di solito, queste persone si rivolgono a uno psicoanalista, che dice: “sei depresso, fai domande alle quali, in linea di principio, non ci sono risposte. Si tratta di una sorta di disturbo”. Una persona normale dovrebbe vivere all’interno della struttura del nostro mondo e trovare in essa il suo riempimento e la sua soddisfazione.

Deve accettare questa vita come una normale esistenza umana. E anche se abbiamo domande sulla morte, la percepiamo proprio come fanno gli animali, ma comprendiamo la sua inevitabilità e nonostante ciò esistiamo.

Durante l’era Sovietica, ci è stato scrupolosamente insegnato che la natura è infinita, eterna, perfetta, e gradualmente dobbiamo raggiungere l’armonia massima per poter vivere in maniera serena, sicura, gioiosa, bella e comoda, questo significa che la nostra esistenza animale dovrebbe essere molto buona, comoda, positiva e basta.

Commento: Il famoso psicoanalista Sigmund Freud credeva che una persona normale non dovesse farsi domande sul significato della vita.

La mia risposta: Aveva ragione, perché non ci sono risposte a questa domanda. E se rimane senza risposta, allora nasce da condizioni dolorose che sono innaturali per noi. Quindi, è considerata malsana.
È la domanda sul senso della vita, sugli stati ultraterreni profondi, da dove vengo, e cosa esiste lì?

Domande tali portano l’umanità ad azioni irragionevoli, guerre di religione, qualsiasi malinteso, migliaia di paradigmi di ogni tipo e non sappiamo cosa farcene.

Esistono varie diramazioni che emergono e l’umanità si divide secondo approcci diversi verso la vita e la morte. Le persone che inventano questi tipi di rituali, religioni, metodi e credenze ne traggono profitto. E tutto ruota intorno alla domanda sulla morte e sul significato della vita.

Quindi, Freud offre una soluzione molto semplice. Esistiamo dentro dei limiti sensibili e al di fuori di essi non abbiamo alcuna comprensione, nessuna sensazione, nessuna soluzione. Quindi, tutto ciò che avviene al di fuori di questa struttura, è frutto della nostra immaginazione. Non dobbiamo toccarlo, ci porterà sempre alla sofferenza. Chiudiamoci dentro la struttura del nostro mondo e vivremo per noi stessi e per la generazione futura.

Nello stesso modo, il governo Sovietico una volta ci educava in maniera molto semplice e primitiva. A tal proposito, le prime società all’alba dell’umanità, erano comuniste, ovvero, viviamo per noi stessi e per i nostri figli. Tutto qui. E in questo troviamo la soddisfazione, il riempimento e la felicità.

Domanda: La scienza della Kabbalah si occupa di dare alla persona una risposta alla domanda sul significato della vita?

Risposta: La Kabbalah si occupa in primis di innalzare una persona al livello di questa domanda e poi di dare una risposta. Ma se una persona non vuole approfondire, se non ha la motivazione di farlo, la Kabbalah non gli arriva.

E anche se una persona inizia ad interessarsi alla rivelazione di questa domanda attraverso la Kabbalah, non gli arriva immediatamente una risposta. È come se gli dicesse: “Devi sviluppare te stesso fino al punto in cui sei consapevole di questa domanda, e poi gradualmente inizierai a rivelare la risposta”.
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Da Kab TV “Primo Piano: Frankl ha ragione??” 8/8/10

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