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Trasformare la Kabbalah in filosofia

Commento: L’umanista tedesco Johann Reuchlin, nel suo libro Sull’arte della Kabbalah scrive: “Tuttavia, la superiorità di Pitagora non deriva dai greci, ma ancora dagli ebrei. Dopo lungo peregrinare, riportò a casa qualcosa meritevole di ammirazione, e fu il primo a rinominare la “Kabbalah” in “Filosofia”, una parola greca prima sconosciuta”.

Ci sono molti fatti che confermano che gli antichi greci appresero dai saggi del Primo e Secondo Tempio. Si può dire che le filosofie di Platone e Aristotele sono permeate delle loro idee.

La mia risposta: Gli studiosi greci non lo nascosero. La comunicazione era abbastanza semplice a quel tempo. Oggi, ci sono molte barriere.

Sebbene sembri esserci una connessione tra le moderne università; tuttavia, l’egoismo interno allontana uno scienziato da un altro. In tempi antichi, apprendere l’uno dall’altro era comunemente accettato. Tuttavia, molti filosofi e antichi impararono dagli ebrei durante il tempo dei profeti, ossia al tempo del Primo Tempio.

Commento: Il rabbino di Sochaczew scrisse: “La scienza greca della filosofia, deriva dagli scritti di Re Salomone, ritrovati dopo la distruzione del Primo Tempio. Però, questi scritti furono alterati da aggiunte, omissioni e sostituzioni al punto che false conoscenze furono mescolate in essi. Ma, nonostante tutto, le basi della scienza sono buone malgrado le parti corrotte introdotte in essa.

Il kabbalista moderno del ventesimo secolo Baal HaSulam similmente scrisse: “I saggi della Kabbalah osservano la teologia filosofica e si lamentano che il guscio superiore della loro saggezza sia stato rubato, che Platone e i suoi predecessori greci lo acquisirono studiando con i discepoli dei profeti di Israele. Hanno rubato gli elementi di base dalla saggezza di Israele indossando un mantello che non era il loro”.

La mia risposta: La verità è che gli antichi greci acquisirono dalla Kabbalah l’approccio generale alla cosmologia traendone le loro conclusioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “Un’analisi sistematica dello sviluppo del popolo di Israele, parte 6”, 8/07/2019

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Perché la Kabbalah non studia le funzioni cerebrali?

Domanda: Vi sono neuroscienze che studiano il modo in cui pensiamo. Esse ci dicono che una persona costruisce un certo tipo di realtà, cioè ciò che è ovvio per lei. Se una persona ha bisogno di acquistare latte, ad esempio, sa in quale negozio recarsi e ci va automaticamente.

Perché questo livello di pensiero non viene spiegato dalla Kabbalah, cioè quello che avviene nel cervello? Baal HaSulam dice che vi sono 5 sensi, recettori di dati in ingresso che vengono processati e producono la nostra prospettiva interiore. Questo programma si trova al di sopra del desiderio. Perché questo non viene spiegato?

Risposta: Questo programma si trova al di sotto del desiderio ed appartiene al subconscio.

La Kabbalah non si occupa del funzionamento del cervello in quanto calcolatore né come muscolo mnemonico o quale parte di un qualsivoglia meccanismo della memoria, si occupa solo dell’anima.

Il nostro desiderio è chiamato anima. Non si trova nel nostro corpo fisico e non è nella nostra testa.

Il Creatore ha creato il desiderio. Esso può essere egoistico, cioè diretto solo ad amare noi stessi, oppure può cambiare dentro di noi, con l’aiuto del Creatore, in desiderio altruistico, cioè dazione ed amore per gli altri. Non c’è altro modo.

Mentre spostiamo il vettore del desiderio da “per il mio bene” a “per il bene degli altri”, iniziamo a percepire il mondo superiore e solo allora capiamo come tutto funziona, da dove arrivano i segnali operativi ecc..

Tutto il resto che riguarda la materia, il cervello ecc. non viene studiato dalla Kabbalah perché non ci interessa. Siamo interessati solo al desiderio puro che non fa parte di alcuna forma di materia. Così noi lo esploriamo e lo gestiamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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L’importanza della scienza della Kabbalah

Baal HaSulam, “L’essenza della saggezza della Kabbalah”: “Questa saggezza non è né più né meno che una sequenza di radici, che scendono attraverso causa ed effetto, secondo regole fisse e determinate, intrecciate ad un unico, elevato obiettivo descritto come “La rivelazione della Sua divinità alle Sue creature in questo mondo””.

La saggezza della Kabbalah è destinata agli esseri creati in questo mondo al fine di guidarli alla realizzazione del Creatore secondo leggi assolute e fisse, che portano gradualmente le persone al Suo raggiungimento, sentimento, percezione e infine all’adesione con Lui, il che significa alla rivelazione completa del Creatore.
E chi è il Creatore? È la più alta e generale forza integrale della natura, che include tutta la creazione.

Questo è il motivo per cui la comprensione di questo stato ci consente di capire cosa sta realmente succedendo e di rispondere correttamente a ciò che il Creatore, la natura, sta operando con noi e ciò che possiamo fare con essa.

Attuando la saggezza della Kabbalah, possiamo vedere la nostra partecipazione alla creazione, alla natura. Dopotutto, la Kabbalah è la scienza della natura, di tutto ciò che è stato creato, compresa la radice, cioè il Creatore.

Ciò significa che studiare questa scienza, specialmente ai nostri tempi, è davvero essenziale. Questo è ciò verso cui ci spinge la nostra evoluzione e accade attraverso un costante aumento della sofferenza e della mancanza di comprensione per costringerci a conoscere il Creatore, a rivelarLo, a capire quanto sia cruciale per noi essere in contatto con Lui.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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Domanda: Perché la natura ci ha creati egoisti ed opposti ad essa? Qual è lo scopo di questo?

Risposta: La ragione di questo è che, proprio a causa del nostro egoismo, diventiamo consapevoli di quanto terribili siamo come creature.

Sorge la domanda: Se vediamo che il nostro egoismo è l’unico ostacolo al raggiungimento di una vita eterna e perfetta, come possiamo correggerlo? Come, con l’aiuto dell’ego, possiamo cambiare noi stessi, la società, l’ambiente…tutto?

A questo punto, emerge la necessità di cambiare realmente noi stessi. Esistono molti metodi, teorie e idee diverse su questo argomento, inclusi quelli religiosi e non religiosi, mistici, orientali, ecc.

Uno di questi metodi è la saggezza della Kabbalah. Si distingue abbastanza da tutto il resto perché è apparsa molto tempo prima, circa 6000 anni fa. Secondo la Kabbalah, c’era un uomo di nome Adamo. Fu il primo a comprendere l’intera matrice, l’intero sistema della natura e svelò il suo piano, il suo inizio, il suo corso e la sua fine.

Adamo ha gettato le basi per la scienza della Kabbalah. I suoi studenti erano Sim, Ham, Yaphet e altri che furono descritti allegoricamente nella Torah. Continuarono a sviluppare questa scienza fino ad Abrahamo nell’antica Babilonia.

La Kabbalah parla di come unirsi al di sopra di se stessi, al di sopra del proprio egoismo. In questo caso, inizieremo a sentire il potere generale della natura, il suo quadro generale. Diverrà chiaro che la natura è eterna, perfetta, infinita e, soprattutto, integrale e completa.

Se la trattiamo così, allora iniziamo a svelare le sue vere leggi, la sua vera forma. Dopotutto, oggi non la sentiamo. In realtà non lo sappiamo e non lo vediamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 7/02/2019

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In nome dell’amore

Domanda: Il 98% delle persone crede in Dio e tutte dicono che Dio è amore. D’altra parte vediamo che per centinaia di migliaia di anni le persone si sono uccise fra loro a milioni. Perché, pur credendo che Dio sia amore, ci distruggiamo fisicamente fra noi?

Risposta: Una cosa non esclude l’altra. Le persone dicono semplicemente “Dio è amore”, proprio come lo ripeterebbe un bambino.

Commento: Ma ci sono persone che dedicano tutta la loro vita al Creatore.

Il mio commento: Allo stesso tempo si annientano fra loro, lottando in nome del Creatore. Alcune teorie sostengono che uccidendo qualcuno gli doni il paradiso perché lo liberi da una vita di peccato.

Osservate di cosa le persone sono capaci: sono disposte a morire facendosi esplodere in mezzo alla gente e tutto in nome di un potere superiore.

Domanda: Tuttavia, ciò arriva da una sola forza, non esiste altro. Per cui il fatto che le persone si comportino in questo modo fa parte di un processo evolutivo?

Risposta: Si tratta di un processo di correzione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 07/02/2019

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La saggezza della Kabbalah: un danno o un vantaggio?

Domanda: Per molto tempo c’è stato un divieto di divulgazione della saggezza della Kabbalah nel mondo. Baal HaSulam ha scritto che il primo divieto non è necessario, il secondo impossibile e il terzo è il segreto del Creatore.
Cosa significa che non era necessario?

Risposta: C’era bisogno, ad esempio, di creare una bomba nucleare? Tuttavia, come puoi vedere, è stata rivelata al mondo. Sebbene da un lato, Einstein non volesse, ha comunque concesso la formula perché è diventato chiaro che gli scienziati della Germania di Hitler stavano lavorando con successo su questo tema. Poi la formula è stata rubata e da qui è iniziato lo sviluppo dell’industria nucleare in Occidente e in Oriente.

Domanda: Questo significa che la Kabbalah non porterà alcun beneficio evidente?

Risposta: La Kabbalah non porterà alcun beneficio evidente se viene messa nelle mani delle persone come fosse una bomba nucleare nelle mani di uomo di Neanderthal.
Se una persona non è ancora pronta per questo, se non ha un chiaro desiderio di comprendere il significato della vita, cioè non è ancora completamente delusa da questa esistenza, allora la divulgazione della Kabbalah inizierà a spingere la persona al misticismo, all’opportunità di guadagnare denaro da essa, ecc. Cioè, la Kabbalah non dovrebbe essere rivelata a chi vuole ricevere un qualche tipo di privilegio, qualche beneficio in questo mondo.

Se una persona capisce già che non ha affatto bisogno di questo mondo, non è attratta dalla ricchezza, dalla conoscenza, dal potere o dall’onore, ma tutt’altro, vuole solo raggiungere i mondi superiori, solo la connessione con il Creatore, la Kabbalah dovrebbe esserle rivelata.
Pertanto, è necessario stare molto attenti. Tuttavia, ai nostri tempi questo divieto è già stato revocato perché le persone, in linea di principio, sono così deluse di questo mondo e sono in una depressione generale che anche se volessero usare la Kabbalah in qualche modo, sotto forma di magia e altre cose, nessuno le prenderebbe sul serio.

Domanda: Esiste un certo stadio nello sviluppo dell’umanità quando la rivelazione del Creatore può danneggiare la persona?

Risposta: Sì. Quando una persona ha ancora un desiderio per questo mondo e allo stesso tempo viene a conoscenza del metodo per raggiungere il Creatore, allora inizia a pensare: “Come posso raggiungere il Creatore per trarre profitto in questo mondo?”, questo è sbagliato e non porterà mai alcun beneficio. Questo perché la rivelazione del Creatore può essere solo per elevarsi da questo mondo al mondo superiore attraverso la nostra realizzazione. Il corpo rimarrà, ma lo spirito di realizzazione inizierà a penetrare nel mondo a venire.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 8/01/2019

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Non ci sono limiti alla percezione

Nota: Ci sono persone in grado di studiare l’articolo “L’essenza della saggezza della Kabbalah” per sempre. Io stesso lo rileggo da 20 anni e ancora trovo qualcosa di nuovo ogni volta.

Mio Commento: La necessità per un nuovo inizio è sentita maggiormente dalla fine. Ogni vera scienza sviluppa una persona così che necessiti di studiarla ancora e ancora.

Nota: Diciamo che “Lo studio delle dieci Sefirot” studia la fisica dei mondi spirituali, e ogni volta ti sembra di scoprirli di nuovo. Comunque, “L’essenza della saggezza della Kabbalah” sembra un articolo comune che può essere trattato con leggerezza e ad un tratto ci scopri dentro tali profondità…

Mio Commento: Questo non avviene a causa dell’articolo, ma perché esso espande i limiti della tua percezione e il tuo atteggiamento verso il mondo. I primi quattro argomenti in questo articolo sono: “La condotta del generale e del particolare”, “L’abbondanza di Partzufim, Sefirot e Mondi”, “Due condotte – dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto” e “Nomi astratti” nella saggezza della Kabbalah. Essi trattano diversi concetti che sono molto complessi e seri.

Quando arrivi al quinto o sesto concetto inizi a capire che tu, di fatto, ancora non comprendi i primi concetti. Li hai letti, ti sei trovato d’accordo con questi e hai proseguito e ora tu vedi quanto internamente siano globali e di nuovo ti rivolgi a loro. Non c’è modo di aggirarli, devi fare qualcosa a riguardo, così li studi di nuovo.

Quante volte ripercorriamo gli articoli di Baal HaSulam?
Coloro che leggono “L’essenza della saggezza della Kabbalah” oggi per la prima volta, non possono ancora immaginare cos’altro ci vedranno dopo che l’avranno ripercorsa la seconda e la terza volta, o in un anno, o in 10 anni.

Per esempio, io studio la saggezza della Kabbalah da 40 anni e non posso ancora confrontare ciò che avevo immaginato su questi concetti all’inizio con ciò che realizzo oggi. L’attuale me e la persona che aprì questo articolo 40 anni fa sono persone completamente differenti.

Domanda: Questo significa che nella Kabbalah non si usa la definizione che usiamo spesso nel nostro mondo, “Questo l’ho già letto”?

Risposta: Non c’è una cosa così in Kabbalah. In niente! Tu entri in questa saggezza e ti immergi in essa senza la capacità di finirla in qualche modo.

Essa ti parla di un mondo così circolare e interconnesso che anche semplicemente tirando una corda tutta la realtà davanti a te cambierà. Ogni nuova definizione, ogni nuova sensazione, ogni nuova realizzazione cambia tutto perché ci sono solo dieci Sefirot, ma ognuna di esse consiste di altre dieci e altre dieci ancora…perché non c’è limite alla percezione.

Il mondo è infinito, sebbene consista di sole dieci parti, dieci emanazioni.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

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Tre limitazioni nello studio della saggezza della Kabbalah

Commento: Baal HaSulam scrive che per poter iniziare a studiare il suo commentario de Il Libro dello Zohar o Il Libro dello Zohar stesso, devi prima familiarizzare con le quattro prefazioni scritte da lui: “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” “Prefazione al Commentario Sulam,”
Introduzione a Il Libro dello Zohar,” e “Prefazione a Il Libro dello Zohar.”

Risposta: Sì. E’ impossibile approcciarsi alla lettura de Il Libro dello Zohar senza uno studio serio di queste quattro prefazioni.

Domanda: In aggiunta, Baal HaSulam scrive che prima di procedere con lo studio de Il Libro dello Zohar, tre limitazioni devono essere chiarite, e non possono essere violate. Nel conseguimento spirituale, ci sono quattro categorie chiamate: materia, forma rivestita in materia, forma astratta ed essenza. Il Libro dello Zohar non tratta tali concetti come essenza e forma astratta. Che cosa è questa limitazione?

Risposta: E’ assolutamente impossibile trattare con l’essenza in quanto è al di sopra della nostra natura.

Non possiamo trattare con la forma astratta perché non è una scienza.

Trattiamo solo con la materia, che assume una qualche forma.

Per esempio, studiamo l’egoismo che può acquisire certe forme egoistiche, non egoistiche o altruistiche.
Possiamo indossare queste forme ed esaminarle in quanto siamo noi stessi la materia che assume queste forme.

E’ impossibile esplorare qualcosa al di fuori di te stesso, in particolare, una tale sostanza come il Creatore. Solo se Lui appare come una persona e si manifesta nella forma di qualche proprietà: amore, dazione.

Domanda: La seconda limitazione:
Baal HaSulam dice che Il Libro dello Zohar considera soltanto i mondi di Beria, Yetzira, e Assiya, cioé, l’occultamento della forza superiore dalla creazione. Perché?

Risposta: Possiamo indagare solo ciò che si manifesta nella materia, e cosa c’è al di sopra di essa; di forme astratte e forze astratte non rivestite di materia, non ne possiamo discutere perché sono assolutamente non dimostrabili e non realistiche.

Domanda: Così ci sono cinque mondi e Baal HaSulam parla solo di tre mondi?

Risposta: Sì. Lui parla solo di quei mondi nei quali noi esistiamo: Beria, Yetzira, e Assiya.

Domanda: La terza limitazione: in ognuno dei mondi BYA, ci sono tre categorie: dieci Sefirot, le anime delle persone e il resto della realtà. Il Libro dello Zohar spiega il fenomeno associato solo alle persone. Cosa significa questo?

Risposta: Dovremmo essere interessati solo alle cose che ci riguardano e a cosa è rivestito in noi, e possiamo esplorare questo dalla nostra comprensione pratica.

Dobbiamo vedere le limitazioni molto chiaramente. Un gradino a sinistra, un gradino a destra oltre i limiti del nostro desiderio, che assume varie forme, ci trasforma in filosofi e psicologi, ma non scienziati. La Kabbalah è una scienza puramente pratica.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah,” 18/12/2018

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La Torah è sia il piano della creazione che la sua realizzazione

Domanda: Il filosofo Paulus Ricius (Paulo Riccio) nel XVI secolo scrisse che il significato letterale del Tanakh è soggetto alle condizioni del tempo e dello spazio e che il significato kabbalistico rimane per secoli, senza limiti di tempo e spazio. Cosa significa?

Risposta: Il significato kabbalistico del Tanakh è indipendente dal tempo e dalle circostanze del nostro mondo. Questo principio non si applica affatto alla Torah. Dopotutto, un kabbalista che ha acquisito proprietà spirituali speciali la legge dal suo conseguimento spirituale.

Domanda: Il Libro dello Zohar, che commenta la Torah, afferma che tutti gli eventi nella Torah sono segreti sublimi. Di quali segreti stiamo parlando? Cosa ci è nascosto?

Risposta: Nulla. Solo che, per comprendere le interazioni interne tra tutti gli elementi della creazione, è necessario essere al livello di queste interazioni. Le loro proprietà sono la mutua dazione, la mutua connessione, l’amore, la coniugazione, cioè tutte proprietà opposte al nostro mondo. Pertanto, una persona deve acquisire queste proprietà opposte e, a questo punto, a questo livello, sarà in grado di comprendere correttamente la Torah.

Domanda: Ma cosa ci è ancora nascosto?

Risposta: L’intero metodo è nascosto, l’intera storia della trasformazione dell’universo dal suo stato iniziale a quello finale.

Domanda: Quindi si può dire che la Torah è un metodo?

Risposta: La Torah è un metodo, la Torah è il piano della creazione e la sua attuazione in ognuno e in tutti, è la sequenza di questo piano, la sua incarnazione.

Domanda: Nei libri kabbalistici, in particolare quelli di Baal HaSulam e Rabash, è scritto che la Torah per definizione è la luce che ritorna alla fonte.

Risposta: Questo è un uso completamente diverso della Torah, quando la usiamo in modo da determinare alcuni cambiamenti in noi. Questo avviene perché studiamo i processi superiori basati sulle proprietà di dazione, amore, coniugazione, aiuto, inclusione reciproca, ossia dell’opposta natura anti-egoistica, e quindi nel processo di studio attiriamo la luce, una certa forza che ci cambia. Questa è la buona influenza della Torah sull’uomo.

Domanda: Si può dire che esiste un libro chiamato Torah, un metodo della Torah ed una forza inerente a questo libro?

Risposta: Si. La Torah è il piano dell’intero universo, il modo in cui l’universo attraversa tutte le fasi del suo sviluppo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah” , 18/12/2018

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Training psicologico o Kabbalah?

Domanda: Sono tornato di recente da un viaggio in Asia dove ho studiato uno stato d’essere senza pensieri. Ho cominciato a conoscere le persone ed ho capito che ero in grado di sentirle, di vedere cosa volevano e cosa volevo dare loro.

Quando ho iniziato ad esercitarmi ulteriormente, ho cominciato a sentire questo meraviglioso stato interiore che si genera tra noi e che veniva trasmesso a chiunque fosse nelle vicinanze. E’ questo ciò che intendi quando parli della luce interiore?

Risposta: No. Non è la stessa cosa. Tu parli di uno stato psicologico, io parlo di uno stato spirituale.

Prima di tutto, quando studierai la Kabbalah vedrai che non è la stessa cosa.

In secondo luogo, per poter sentire ciò che hai sperimentato, non devi elevarti al di sopra dell’egoismo e della tua natura. Questo tipo di training psicologico ti aiuta in qualche modo a sentire gli altri ad un livello più profondo e nulla di più. Non è la via verso l’uscita dall’egoismo e non è ciò di cui tratta la Kabbalah.

Ci sono molte tecniche nel nostro mondo che attraggono le persone. Non ti sto dicendo di smettere di occuparti di ciò che ti interessa. Allo stesso tempo impegnati nella Kabbalah e vedrai quale tecnica ti aiuterà realmente ad uscire dal tuo egoismo e dalla tua natura.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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