Pubblicato nella 'Studio della Kabbalah' Categoria

Nuova Vita # 673 – Torah e Mitzvot: non sono quello che pensi

Nuova Vita # 673 – Torah e Mitzvot: non sono quello che pensi

Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto

L’umanità vive nel suo mondo senza essere cosciente del sistema che lo gestisce, e quindi prende le bastonate. Questo sistema è ciò che noi chiamiamo “Torah”.

La Torah descrive le 613 forze che gestiscono l’uomo ed i 613 desideri che sono desiderabili come corretta reazione alle forze attive. La situazione è come l’uomo che si trova in una stanza buia con un tesoro, che ha fame ed è triste non vedendo nulla. Egli potrà correggere i suoi desideri e scoprire la Luce solo se attua la Torah e le Mitzvot (Precetti) secondo la definizione di Mitzvot della Saggezza della Kabbalah.

Il declino delle generazioni cominciò nel periodo della distruzione del primo Beit HaMikdash (Tempio), e l’ignoranza sulla comprensione della Torah e delle Mitzvot si diffuse tra il popolo di Israele.

I figli di Israele caduti sotto il controllo dell’ego smisero di vedere la vita in modo spirituale e l’atteggiamento verso la Torah e le Mitzvot divenne una formalità.

Loro adempirono le Mitzvot nel senso letterale, come scritte nella Torah nella forma esteriore, senza cercare di raggiungere “E amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18) e la connessione con la Luce che Riforma per correggere l’anima scomparve.

Se noi tornassimo all’adempimento interiore e corretto della Torah e delle Mitzvot, si aprirebbe a noi un altro mondo e scopriremmo la forza superiore che è la forza generale della natura, e noi comprenderemmo come agisce su di noi e verso cosa ci sta portando.

La reazione corretta dell’uomo a questa forza lo rende simile ad essa fino a diventare una solo cosa.

Il nostro obbligo oggi è quello di insegnare all’umanità qual è il significato corretto della Torah e delle Mitzvot; in caso contrario, la vita semplicemente continuerà fino al momento in cui sarà possibile conseguire l’eternità. Secondo la percezione religiosa, l’uomo si aspetta una ricompensa, un paradiso nel mondo a venire, mentre la Saggezza della Kabbalah ci insegna che tutto dipende dall’uomo che consegue “Vedrete il vostro mondo nel tempo della vostra vita” (Berachot 17a), e se sviluppiamo l’amore per l’altro, scopriremo il mondo superiore.

In passato, abbiamo conseguito il mondo superiore dal quale abbiamo capito come mettere in relazione tutto ciò che esiste in tutti i livelli dell’esistenza: inanimato, vegetale, animato e parlante. Nel corso del tempo, è scomparsa la sensazione del mondo superiore e siamo rimasti solo con le azioni meccaniche, senza alcuna correzione del cuore.

L’ego umano è in costante sviluppo; il mondo continua a diventare più difficile, pieno di cose futili e l’umanità non sa come soddisfarsi.

Le urla saranno terribili fino a che, alla fine, ognuno arriverà alla domanda: Per cosa viviamo? E allora davanti a noi si aprirà un nuovo mondo.

Con l’aiuto della Luce che Riforma, correggiamo i 613 desideri dentro di noi, dall’egoismo all’amore. Ognuno di noi è connesso ad altri 613 fili; nella nostra natura egoistica vogliamo sfruttarci l’un l’altro, e la correzione è voler connettersi e voler dare a tutti la bontà.

Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita # 673, Torah e Mitzvot: non sono quello che pensi” 07/01/16

Le interpretazioni interiori ed esteriori della Torah

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è una connessione tra Israele, il popolo ebraico, il giudaismo e la Torah?

Risposta: Al momento purtroppo questi concetti sono poco connessi.

Il popolo ebraico è la nazione fondata in accordo alle leggi della Saggezza della Kabbalah, le leggi della stretta collaborazione, l’aiuto reciproco e lo sforzo reciproco per superare l’egoismo, per elevarsi sull’egoismo nella connessione tra noi.

Per fare questo esiste un metodo complesso che ci insegna come elevarci al di sopra del nostro crescente ego. Quando raggiungiamo questa connessione, il legame spirituale che appare tra noi ci permette di essere una nazione.

Il giudaismo moderno è diviso in due parti:

• Il Giudaismo che realizza la parte esterna della Torah e si concentra sull’osservazione delle Mitzvot (Precetti) nella forma terrena corporea come fanno gli ebrei ortodossi.

• Il Giudaismo che realizza la parte interna della Torah e si concentra sulle intenzioni: “Per cosa sto facendo questo, qual è il mio obiettivo?”. La concentrazione qui non è sull’osservazione fisica, ma sull’osservazione interiore delle Mitzvot le quali mirano ad ascendere sopra la nostra natura, e l’ascesa che segue il livello successivo della nostra esistenza, un livello in cui noi esistiamo prima della nostra nascita e dopo la morte.

Queste due parti della Torah sono opposte: la parte interna della Torah viene chiamata la Saggezza della Kabbalah e la parte esterna è chiamata l’osservazione materiale delle Mitzvot.

La Saggezza della Kabbalah sarà progressivamente rivelata non solo agli ebrei, ma anche a tutte le persone del mondo perché ognuno deve raggiungere alla fine la completa cooperazione reciproca tra di loro grazie alla Saggezza della Kabbalah, poiché altrimenti questo mondo non ha diritto di esistere.

L’anno 5776 secondo il calendario ebraico sta volgendo al termine. Secondo la Torah l’umanità deve raggiungere la piena connessione reciproca dalla fine dell’anno 6.000. Ci rimangono 224 anni per raggiungere lo stato in cui saremo in grado di sentirci come gli organi di corpo sano, vivendo in completa collaborazione tra di noi. Potete immaginarvi questo? Ognuno di noi connesso ad altri sette miliardi di persone.

Dobbiamo fare questo. È possibile nel livello spirituale. Quando ascendi un po’ con l’aiuto della Saggezza della Kabbalah, inizi a vedere una dimensione totalmente diversa, il sistema di leadership del nostro mondo in cooperazione reciproca. In realtà potete scegliere il vostro futuro.
[174.012]

Materiale correlato:

Cosa significa studiare ed impegnarsi nella Torah?
Come funziona il meccanismo della correzione
La Torah: cambia te stesso per rivelare il Creatore

La lotta per il diritto di primogenitura

Dr. Michael LaitmanDomanda: La proposta di Balak toccò gli interessi personali di Balaam che non desiderava altro al mondo che far del male agli Ebrei. Balaam era il nipote di Lavan e credeva alla calunnia dei figli di Lavan che dicevano che Giacobbe aveva derubato il loro padre e gli aveva preso tutto.

Risposta: In realtà Giacobbe aveva rubato con l’inganno la primogenitura che Esaù era destinato a ricevere. Fino ad oggi, questa è la ragione dell’odio verso gli ebrei da parte di tutte le nazioni.

Secondo fonti islamiche, i musulmani non provano e non provavano odio. Anche se Abramo aveva allontanato Hagar con Ismaele, loro lo hanno accettato come atto di un grande profeta, poiché Abramo era loro padre. A questo proposito non hanno lamentele nei confronti di Israele.

Qui si parla di ciò che Giacobbe ha fatto con Esaù, cioè rivendicazioni dirette alla linea di mezzo. I cristiani hanno basato le loro pretese su Israele nell’esporre questo problema: “Voi ci avete portato via la nostra primogenitura”. E quando arrivò il loro profeta Gesù, allora tutto sembrò risanato. Questo è un problema molto grande fondato sulle forze spirituali.

Immaginate che vi arrivi un’eredità e qualcuno ve la porti via. I vostri nipoti diventano poveri e i discendenti di quello che vi ha rubato l’eredità prosperano e godono di una buona vita in tutte le generazioni. È interessante notare che, da una parte i cristiani lo capiscono, ma dall’altra, il Creatore li ha frenati in modo che non venissero da noi con le Crociate. Come può essere una cosa del genere se provano odio per noi perché abbiamo crocifisso il loro Dio, o più correttamente il loro profeta?

In tutte le generazioni si vede chiaramente la mano di Dio: quando dall’alto viene dato un ordine di pogrom, lo eseguono nel tempo e nel luogo stabiliti. Quando non c’è un ordine, non fanno nulla. Dopo tutto, avrebbero dovuto logicamente annientarci se non fosse per il nostro ruolo storico di rivelare la Saggezza della Kabbalah e passarla al mondo. Ovvero, fino ad oggi noi siamo la base dei loro problemi, la fonte delle loro sofferenze, e tutto viene da lì.

Quindi l’uomo deve capire Balaam, che è al livello di Mosè. Rispetto alla Nazione di Israele, guarda la condizione in cui si trovano quelle nazioni che lui rispetta; egli è il loro guardiano, le connette al Creatore. E cosa sta facendo ora? Invece di maledire, sta benedicendo!

Se fermassimo tutte queste opposizioni, vedremmo che non c’è tragedia più grande nella storia dell’umanità che riguardi così tante civiltà per migliaia di anni! Non è una cosa semplice.

Quando la Saggezza della Kabbalah comincerà ad essere rivelata alle nazioni del mondo, allora tutto sarà rivelato. Da una parte, loro, per così dire, faranno delle asserzioni contro gli ebrei, ma d’altra parte, proprio queste asserzioni li aiuteranno a capire tutto quello che è accaduto. Perché la storia è stata concepita dall’alto proprio in questo modo, dov’è il motivo nascosto di questo e perché doveva avvenire per mezzo della menzogna e della vendita della primogenitura?

Tutto questo intreccio durante le generazioni e le presunte false azioni degli ebrei contro i cristiani devono essere rivelate nel corso del tempo.

Tutti questi trucchi non sono altro che l’inganno dell’ego che ci sta mentendo; non c’è altro qui. È impossibile andare direttamente contro l’ego: è possibile ingannarlo.

È una forza contro la quale non si può fare nulla. Vedremo come tutti i popoli del mondo, mussulmani e cristiani, insorgeranno contro Israele. Ci cancelleranno dalla mappa del mondo. Nell’Europa dell’Est qualche paese già non indica Israele sugli atlanti; in questo modo si ribella il loro ego. Come pensate di andare direttamente contro l’ego se tutto il mondo è contro di voi? Cosa potete fare? A rigore di logica, qui potrebbe cadere una bomba atomica in modo da non rimanere niente di noi.

Domanda: Cosa ferma il mondo dal fare questo?

Risposta: La nostra designazione superiore e la gestione superiore del Creatore, sebbene i popoli del mondo non lo sentono, inconsciamente avvertono che non si possono permettere di attaccarci. Se c’è un tale ordine dall’alto come ai tempi delle Crociate, dell’esilio, del Medio Evo e di Hitler, allora è un altro discorso. Ma se non c’è nessun ordine del genere, cioè la nazione di Israele è in moto per la correzione, allora le loro mani sono legate.

Ma oggi roviniamo l’intero quadro, perciò bisogna arrivare ad uno stato in cui il mondo intero sarà completamente contro di noi! Questa è la guerra di Gog e Magog.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, la nostra missione spirituale è chiaramente manifesta, quando come risultato dei problemi tra la linea destra e la linea sinistra, il Creatore sarà rivelato come la linea di mezzo. E questo sarà il punto critico, perché la lotta tra le linee sinistra e destra è il confronto tra le due forze Balaam e Mosè.
[172551]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/15

Materiale correlato:
I kabbalisti sulla Nazione di Israele e le Nazioni del mondo, Parte 9
I kabbalisti sulla Nazione di Israele e le Nazioni del mondo, Parte 13
La Nazione Speciale

Imparare dai Saggi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché non sei contento di conseguire il significato rivelato della Torah? Perché dobbiamo penetrare gli strati interni nascosti?

Risposta: Secondo il Baal HaSulam nell’Introduzione a Lo Studio delle Dieci Sefirot e il Gaon di Vilna nel Sidur de HAGRA, è impossibile raggiungere la Torah senza capire i suoi quattro strati.

I saggi che scrissero la Torah e tutti i libri sacri, li scrissero dal livello dal quale avevano conseguito ogni parte della realtà e della realtà materiale che ci è rivelata. Questo è il motivo per cui voglio imparare da ciò che essi rivelarono nella Torah, e non accontentarmi delle azioni meccaniche. Se non capisco il significato interiore della Torah, non riesco a capire quello che dice e quello che i saggi vollero trasmettere. Io sono come un bambino che non sa leggere, ma che sfoglia un libro guardando solo le foto.
[172920]

Materiale correlato:

Il Creatore è il nostro ottenimento più intimo
Vale la pena di credere ai Saggi?
I Kabbalisti sulla Torà nascosta e la Torà rivelata, Parte 3

Lavoro in questo mondo e ricompensa nel mondo a venire

Dr. Michael LaitmanDal Talmud Eser Sefirot, parte 1, “Histaklut Pnimit”, Articolo 7: “… Dissero che nei regali vi è un grande difetto, ovvero, la vergogna che prova ogni ricevente di un dono gratuito. Per riparare a questo, il Creatore ha predisposto questo mondo, in cui vi è lavoro e fatica, così da essere ricompensati nel mondo a venire per il lavoro e la fatica”.

Di solito i religiosi si fermano a queste parole e non vanno oltre. Sostengono che in questo mondo si debba lavorare per ricevere la ricompensa nel mondo a venire, ossia, dopo la morte. Come se noi lavorassimo oggi e ricevessimo la ricompensa domani.

Tuttavia, questa spiegazione è molto strana. È come l’uomo che dice all’amico “Lavora con me solo per qualche minuto e, in cambio, ti darò ogni piacere e tesoro al mondo per il resto della tua vita. Invero, non c’è migliore regalo di questo, poiché la ricompensa non è paragonabile al lavoro. Il lavoro in questo mondo è transitorio ed inutile se paragonato alla ricompensa e al piacere nel mondo eterno.

Quale valore vi è nel mondo transitorio paragonato al mondo eterno? A maggior ragione è così per quanto riguarda la qualità del lavoro, che non vale nulla se paragonato alla qualità della ricompensa.

I nostri saggi dissero: “Il Creatore è destinato ad ereditare ogni uomo giusto 310 mondi, ecc.”. Non possiamo dire che parte della ricompensa viene data in cambio del loro lavoro e il resto è un regalo, perché allora a cosa servirebbe? La macchia della vergogna rimarrebbe ancora! Invero, le loro parole non sono da prendere alla lettera, perché nelle loro parole vi è un significato profondo.

La vergogna è una creazione di per sé. È la sensazione nelle anime della differenza tra loro e il Creatore, la sensazione di distacco da Lui che è stata creata dal Creatore stesso. Pertanto, quanto più in alto sale l’uomo nel livello dei gradi, quanto più la sensazione di vergogna aumenta in lui e diventa più raffinata e chiara. Perciò si dice che la vergogna è destinata solo alle anime più elevate.

Se mi sento disconnesso dal Creatore, allora si risveglia la sensazione dell’“Io”, la sensazione di un’esistenza separata. Capisco di dover annullare questa separazione, avvicinarmi, farci qualcosa, e quindi lavoro. Questa sensazione di distanza tra me e il Creatore, tra l’ospite e il padrone di casa, la sensazione di vergogna, mi ha costretto a lavorare.

Sarò disposto a lavorare nella misura in cui sento questa vergogna, fino ad eliminare la separazione tra noi e a raggiungere l’equivalenza di forma con il Creatore, cioè l’adesione.

È chiaro che non si parla dei 70 anni di vita dell’uomo in questo mondo e nel mondo a venire dopo questa vita. Quando lavoro per me stesso si parla di Olam Haze (questo mondo) e devo lavorare in esso e correggermi. Quando talvolta riesco a correggermi rispetto ad ogni quantità di vergogna, la differenza che rivelo tra me e il Creatore, con questo eseguo il mio lavoro in questo mondo e, come risultato, raggiungo l’equivalenza di forma e l’adesione chiamate ricompensa nel mondo a venire.

Pertanto, nella mia vita in questo mondo devo sentire questo mondo e il mondo a venire. La differenza tra questi è lo stato in cui l’uomo prova vergogna e lavora per rimuoverla, per correggere questa mancanza di equivalenza con il Signore chiamata questo mondo. Questo è il mondo e questi sono gli sforzi in questo mondo. Il conseguimento dell’equivalenza e dell’adesione si chiama mondo a venire. Secondo questo principio, i due mondi sono separati.
[127612]

Materiale correlato:
Il beneficio della vergogna spirituale
Di cosa ti vergogni?
La vergogna è un’elevata sensazione

La rappresentazione universale ed i suoi registi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se la vita è una rappresentazione, come possiamo vivere senza sapere le regole e l’obiettivo del regista e del drammaturgo?

Risposta: Tutto viene rivelato all’uomo con gradualità. Gli uomini che studiano la Saggezza della Kabbalah conseguono il piano del sistema della provvidenza superiore relativamente a se stessi ed a tutta l’umanità.

Essi scoprono come essere incorporati in esso, come adempiere questo piano, come avere successo personalmente ed in relazione agli altri.

In linea di principio ciascuno di noi è il regista di questa rappresentazione universale. Quando ci uniamo per realizzare il piano della provvidenza, diventiamo un unico regista.
[167541]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 20-09-2015

Materiale correlato:

Lo scopo della creazione in breve
Allo scopo di diventare un adulto
La Kabbalah è un sistema di leggi della Natura

Scoprire il segreto

Dr. Michael LaitmanDomanda: Potrebbe fare almeno un esempio di com’è possibile aderire al Creatore nel nostro mondo?

Risposta: L’uomo deve sentirlo da solo su di sé. Questa è la ragione per cui la Saggezza della Kabbalah è chiamata saggezza segreta; è impossibile descriverla in maniera astratta, teorica e verbale. Si può solo insegnare all’uomo al fine di rivelarla dentro di sé, e allora sarà in grado di capire cos’è questa saggezza.

Nella Saggezza della Kabbalah non ci sono segreti. Il segreto sta solo nel fatto che è nascosta ai nostri sensi attuali e viene rivelata a tutti in base al proprio livello di correzione. È molto semplice! Nel nostro mondo, per esempio, non diamo ad un bambino piccolo degli strumenti taglienti, cose che potrebbero essere pericolose per lui, ci assicuriamo che non si faccia male o che non si faccia cadere nulla addosso!

La Saggezza della Kabbalah riguarda oggetti e forze anche più affilati e pericolosi. Per questo è stato creato un “blackout” intenzionale, in modo da non essere capaci di toccarli. Immaginate di esistere in una nuvola scura e che, solo se lavorerete adeguatamente, questa nuvola comincerà a dissolversi gradualmente, una volta da una parte e una volta da un’altra ecc. Tuttavia, si può agire senza danneggiare se stessi e gli altri solo in accordo alla distanza e alla direzione.
[170125]

Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa 11/10/2015

Materiale correlato:
La mia somiglianza con il Creatore
La mente attuante del Creatore
La questione che riguarda tutti

Un muro fortificato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco, cosa posso fare ora a livello personale per fermare il terrorismo?

Risposta: Dobbiamo venire a studiare. Non è possibile spiegare in poche parole l’intera Saggezza della Kabbalah. Tuttavia, la Saggezza della Kabbalah parla solo di come mettere in pratica la legge generale e fondamentale della natura chiamata “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). In altri termini, spiega che tutte le parti della natura sono collegate tra loro da relazioni buone e belle che si completano a vicenda, e di come proprio il popolo d’Israele sia responsabile di questa connessione.

Domanda: Supponiamo che io oggi cominci a studiare, gli attentati ad Israele continueranno e la gente sarà ancora uccisa?

Risposta: Non abbiamo un altro mezzo per fermare gli attentati se non quello di imparare come amare gli altri. Nient’altro ci aiuterà e la situazione può solo continuare ad aggravarsi. Non lasceranno nemmeno che ci opponiamo al terrorismo in alcun modo, visto che il mondo intero sarà contro di noi.

La prossima volta questa ondata di terrorismo sarà anche peggiore. Non voglio spaventarvi, ma è necessario capire che la situazione non cambierà in meglio. Non c’è motivo di sperare che i leader delle varie nazioni cambieranno e la nostra situazione potrà migliorare. Questo non aiuterà, poiché tutto dipende solo da noi, com’è scritto: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore (Proverbi 21:1)”. Quindi, dobbiamo esaminare come noi, cioè voi ed io, saremo in grado di gestire il mondo.

Domanda: E’ interessante che anno dopo anno appaiono nuovi politici che promettono di risolvere questo problema con vari metodi, ma alla fine, nel migliore dei casi, tutto rimane com’era e, nella maggior parte dei casi, peggiora. Però lei dice che solo lo studio della Saggezza della Kabbalah, ovvero, il metodo della connessione e unione, può aiutare?

Risposta: E’ così che costringeremo tutti gli altri popoli del mondo a rapportarsi al popolo d’Israele. Questo influenzerà i nostri vicini, senza spiegazioni e negoziati, e placherà gli stati d’animo in ogni villaggio arabo o ad Afula, Nazareth, Jaffa e Gerusalemme.

Se vogliamo che si calmino o, meglio ancora, che diventino nostri collaboratori ed amici, possiamo farlo: dobbiamo solo cominciare a studiare la Saggezza della Kabbalah.

Nel libro Shem MiShmuel di Rabbi Shmuel Bornstein da Sochatchov è scritto che “Se Israele ritorna all’unione, allora le forze ostili non avranno possibilità di far loro del male, poiché diventano una sola persona con un solo cuore, sono come un muro fortificato davanti a tutte le forze del male”.

Non si tratta soltanto della forza di unione egoistica che vediamo in questo mondo, come nella Mafia, questa unione ci rende simili alla forza superiore della natura, e in questo modo conquistiamo la capacità di influenzare il mondo intero.

Così garantiamo che tutti si uniscano e siano connessi. Col raggiungimento dell’unione di tutti gli ebrei, senza altre parole, entriamo in quell’ordine naturale che obbliga anche tutti gli altri ad unirsi.

Baal HaSulam scrive che il popolo d’Israele fu creato come collegamento e, nella misura in cui si corregge, trasferisce il suo potere a tutti gli altri popoli del mondo, senza dire una parola. Per poter influenzare il mondo intero in modo positivo è sufficiente unirci tra noi, mentre otteniamo una reazione negativa dal mondo se il nostro popolo rimane separato e non si è unito.
[168149]

Dal Programma della radio israeliana 103FM, 11/10/2015

Materiale correlato:
Il popolo d’Israele- Il punto di connessione fra i mondi
L’ombrello dell’unità che ci può salvare
Lotta al terrorismo interiore

Lo stipendio Spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando sei malato, continui a fare lezioni per tre ore. Come fai? Io quando ho la febbre sto a casa e non vado a lezione.

Risposta: E vai a lavorare?

Commento: Quando ho la febbre alta non posso muovermi.

Risposta: E nel caso in cui potresti essere licenziato dal lavoro e la tua famiglia rimarrebbe senza mezzi di sussistenza? Prova a vedere questo nella tua domanda: come potresti stare a casa?

Io chiedo la stessa cosa. Vado al lavoro e ricevo uno stipendio, però è spirituale. Sono pagato con la possibilità di dare e quindi mi alzo per la lezione. Dopo tutto, l’uomo calcola semplicemente ciò che è più importante per lui e agisce di conseguenza.
[127.978]

Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 20/02/2014, Baal HaSulam, “Introduzione a Il Libro dello Zohar”

Materiale correlato:
La salute è una necessità spirituale
L’insegnante è un tipo di trasmettitore di Energia Spirituale
Taratura del cuore di dolcezza – amarezza

La cosa essenziale è attendere la Rivelazione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho una domanda e vorrei capirla espressamente col mio intelletto e non attraverso emozioni, sentimenti, ma proprio col mio intelletto. Lei ha detto che mentre leggiamo Il Libro de Lo Zohar dobbiamo prenderlo come una cura, un infuso, una medicina, senza collegamento al fatto che vogliamo o no comprendere Il Libro.

Tuttavia, ne provo il desiderio. Avverto sempre una qualche mancanza se non leggo questo libro almeno una volta al giorno. Qualcosa mi spinge verso il testo. Vorrei capire intellettualmente che tipo di attrazione è questa.

Come si riflette sull’intenzione se i testi semplicemente mi interessano? Talvolta mi proibisco perfino di ascoltare la lettura de Lo Zohar e, di proposito, ascolto un’altra parte della lezione. È corretto farlo?

Risposta: Ascolta quello che vuoi e non limitarti. La cosa essenziale non è fare un errore ma attendere in modo che la Luce Superiore, la Luce Circostante, completi la sua azione, la sua dazione e in seguito scoprire i suoi risultati: il tuo chiarimento della rivelazione del mondo superiore e del Creatore.
[166447]

Materiale correlato:

Il potere del libro dello Zohar
Rivelare la realtà che descrive lo Zohar
Lungo la traiettoria della Luce