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Che cosa c’è oltre le stelle?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Hai mai pensato che ti saresti impegnato nella saggezza della Kabbalah? Quando hai cominciato a pensare a questo?

Risposta: Io penso che sapevo di aver bisogno di conoscere che cosa c’era oltre le stelle già da quando avevo sette o otto anni. Gli immensi cieli di notte mi hanno sempre affascinato. Quando ero bambino, andavo spesso fuori e guardavo il cielo di notte. Non capivo dove mi trovavo, quello che ero, che cos’era tutto questo, e perché le stelle brillavano così misteriosamente.

A quel tempo, ho pensato che avesse a che fare con l’astronomia. Sono stato attratto da essa fino a quando mi sono reso conto che l’astronomia non è altro che una serie di calcoli meccanici, e quindi ho perso l’interesse.

A quel tempo non sapevo che cos’era la saggezza della Kabbalah e non immaginavo che avrei trovato la soluzione e il senso della vita in essa. Ma questo era sempre stato il mio desiderio. Più tardi, quando ho studiato la saggezza della Kabbalah, mi sono reso conto che era la Reshimo (Reminiscenza), che già si era espressa in me, la necessità interiore, il desiderio che non si riempie fino alla fine della creazione. Sapevo che non sarei stato in grado di fuggire da essa.

Domanda: La saggezza della Kabbalah ha un significato per tutti o solo per quelli in cui la Reshimo è rivelata e che si fanno la domanda: “Che cosa c’è oltre le stelle?”

Risposta: Io credo che, grazie ai nostri sforzi (mio e dei miei studenti), noi riveleremo la saggezza della Kabbalah a tutti, perché questa saggezza è in realtà molto vicina alla gente.

Noi scorriamo con la corrente nella barca della nostra vita che ci porta gradualmente da qualche parte. La saggezza della Kabbalah ci aiuta a partecipare a questo processo e aggiungere i nostri sforzi per lo sviluppo naturale del nostro desiderio, perché il desiderio è l’unica materia che è stata creata.

Nella misura in cui una persona partecipa all’evoluzione del suo desiderio, lui comincia ad esplorare le cause, le origini, la portata effettiva della vita, il suo scopo, e come può incidere su di esso, dove sono i limiti del suo libero arbitrio. Inoltre, egli raggiunge la sua radice, il suo punto in questo processo e il suo stato finale.

Siamo in grado di scoprire tutto ciò da noi stessi, il che significa salire al di sopra del naturale, involontario sviluppo del nostro enorme desiderio, al di sopra di tutta la materia dell’universo, raggiungendo questo enorme meccanismo. Solo coloro che sentono il bisogno e la necessità di scoprire e raggiungere l’obiettivo della loro esistenza sono autorizzati a rivelare questo. Ma se una persona non ha bisogno di questo, tu non sarai in grado di costringerlo a impegnarsi, e non c’è bisogno di farlo. Egli scorrerà con la corrente, naturalmente, in accordo alla velocità determinata dal meccanismo generale dell’universo.
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Da Kab.TV, “Conversazioni con Michael Laitman” 01.06.2015

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Come possiamo dirigere le persone ad affrontare i fatti?

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (psyfactor): “All’alba dell’età dei lumi, trecento anni fa, i filosofi europei credevano che l’intelletto umano avrebbe presto dissipato il ”buio del pregiudizio’’ da tutte le false opinioni, affidandosi alla capicità libertrice della ragione, determinando tanto le proprie possibilità che dei propri limiti, indipendentemente da ogni verità che si presenti come rivelata o innata. Utilizzando la ragione ci sarebbe stato un progresso della conoscenza, della tecnologia e della morale.

“Questo sarebbe bastato per riportare l’uomo al suo iniziale stato di natura trasformandone la spontanea bontà, della condizione naturale, in una conquista consapevole e definitiva della sua razionalità. Ciò che è naturale è anche razionale ed è comune a tutti gli uomini, una buona educazione che assecondi le inclinazioni naturali avviandole alle necessità sociali produrrà uomini buoni.

Questo ottimismo, però, è crollato all’inizio del 20° secolo. Sappiamo che lo sviluppo della scienza non spinge la società umana ad essere più razionale, e in parallelo con la crescita della conoscenza, aumentano anche la pretesa per cui ogni fatto scientifico deve diventare teoria universale.

“L’uomo moderno non accetta i fatti se sono diversi dalla sua opinione personale, rifiuta la discussione e diventa ostile nei confronti di chi la pensa diversamente da lui. I tentativi di cambiare queste false opinioni portano però all’effetto opposto, rafforzano i pregiudizi. Solo esaltaltando la ragione finita e orgogliosa di essere tale, fondata sull’esperienza si arriverà a conoscere la verità fino in fondo, e di conseguenza cambiare opinione.”

Il mio commento: l’uomo ha un solo desiderio: ricevere piacere. Quando giochiamo con questo desiderio, dobbiamo solo dirigere l’uomo verso l’espansione del suo ego, elevando la sua autostima, in modo tale che cambierà le sue opinioni e il suo obiettivo, scoprirà la sua vera natura, e il suo desiderio di ricevere sarà tanto grande da voler diventare come il Creatore: un completo altruista.
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Le piramidi di Maslow e Baal HaSulam

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (postnauka.ru): “…L’unicità della teoria di Maslow è che egli considera ogni persona in termini di una gerarchia (strutture sovra-ordinate) dei bisogni, il cui vertice è il bisogno di auto-realizzazione. Definisce auto-realizzazione, come il desiderio di un uomo di realizzare il suo potenziale. Questo è il desiderio di essere ciò che la persona dovrebbe essere.

“Inoltre, come ha notato Maslow, l’autorealizzazione non è determinata dai ruoli sociali, status, posizione. Per esempio, una persona si sente realizzata come genitore perfetto, un’altra come atleta, e la terza come artista, e così via. Sebbene il ruolo significativo nello sviluppo di una personalità Maslow lo assegna all’ambiente sociale.

“La base della piramide dei bisogni sono i bisogni fisiologici: il bisogno per cibo, sonno, ecc. Sopra tutti questi viene costruito il bisogno di sicurezza, stabilità, libertà dalla paura, dall’ ansia e dal caos, un bisogno per la struttura sociale e l’ordine. Sopra il bisogno di sicurezza, Maslow mette il bisogno di appartenenza e amore, e sopra di esso – il bisogno per il rispetto e il riconoscimento. In cima alla piramide, come detto, c’è il bisogno di autorealizzazione..

“Una delle domande più frequenti: perché è una piramide? Maslow credeva che solo gli individui raggiungessero la cima della piramide e diventassero autorealizzati, per esempio, raggiungendo la loro identità o “sé”. La maggior parte delle persone opera sul piano di soddisfare le sue necessità fisiologiche. Parte dell’umanità soddisfa i bisogni fisiologici e di sicurezza, cioè, sentirsi ben nutrito, vestito e al riparo, l’altra parte, oltre questi bisogni, soddisfa il bisogno di amore e senso di appartenenza. Poi c’è questo gruppo di persone, che raggiunge il livello del grado di accettazione, la fiducia, il senso dell’importanza dell’utilità privata.”

Il mio commento: La piramide di Baal HaSulam è una piramide di desiderio corporale – cibo, sesso, famiglia – esigenze di ricchezza, onore, sapienza, – desideri sociali – poi, sopra questi desideri ci sono il desiderio di raggiungere il senso della vita, la fonte della vita, che appare in una persona dall’Alto in forma di Reshimo, un gene informativo del suo stato spirituale precedente. La Reshimo porta una persona al maestro, un Kabbalista, e sotto la sua guida e un’istruzione scopre i 125 livelli della realizzazione spirituale, fino a raggiungere la cima della scala, lo stato di correzione completa dell’ego e la somiglianza con la forza superiore.
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Einstein: Buono o cattivo?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo far crescere un nuovo Einstein?

Risposta: Questo non dipende da noi, ed è improbabile che ne abbiamo bisogno. Einstein non ha fatto nulla di buono per noi; inoltre, ha aiutato a costruire la bomba atomica e ci ha detto che ci sono proprietà nel nostro mondo che non possiamo capire.

Sarebbe stato meglio se lui e il resto dei fisici nucleari non avessero fatto niente. Noi potevamo sopravvivere benissimo senza il nucleare e certamente senza la bomba atomica. Pertanto, non abbiamo bisogno di un Einstein o di una generazione di leader spirituali.

Io credo che la scienza del 20° secolo non ha beneficiato l’umanità, ma non per negare le sue realizzazioni, la scienza ha fatto tanto. Tuttavia, in realtà, quasi tutto si è rivolto contro di noi. Naturalmente, non stiamo lavorando così duramente come prima. Abbiamo lavatrici per sostituire il pesante lavoro delle lavandaie. Aziende enormi fabbricano prodotti semilavorati, e siamo pronti a comprare del cibo che ha solo bisogno di essere riscaldato nel forno a microonde.

Questo è chiaro, ma cosa ci danno? Cosa ne facciamo del tempo rimanente che abbiamo? Riempiamo noi stessi con ancora più preoccupazioni, e di conseguenza stiamo esaurendo la terra delle sue risorse naturali.

Non vedo che le persone sono diventate più felici nel nostro secolo. C’è chi era abituato ad ascoltare musica, andare a teatro, alcuni erano interessati alla letteratura e leggevano romanzi di spessore. Oggi, una persona è in grado di leggere solo due righe e non può leggere di più. Se i primi due minuti di un film non catturano il suo interesse, spegne la televisione.

Come si è arrivati a questo? In che modo una persona è più felice oggi di quanto non fosse un secolo fa? Del fatto che ora non lavora così duramente? Ma cos’è che lo solleva dal lavoro?

Ne risulta che gli “Einstein” non ci hanno portato altro che male, anche se erano brave persone.

Nonostante il fatto che io amo la scienza e ne sono fortemente a favore, non posso dire che la scienza si unisce all’ egoismo dell’uomo. Einstein ha sfornato una bomba che non è buona. Pertanto, dobbiamo correggere l’uomo in primo luogo, e poi sviluppare la scienza. In caso contrario, si svilupperà a nostro discapito.

Mi sarebbe piaciuto tornare indietro 100 anni e invece di scienza, introdurre obbligatoria l’educazione integrale per tutti. Solo nella misura in cui potrebbero aiutare l’umanità dovrebbe essere permesso alle persone di sviluppare la scienza. Allora la scienza potrebbe beneficiare l’umanità. Come risultato dell’educazione integrale, una persona deve arrivare a sentire tutto il mondo e che questo è una singola unità. Allora la sua ricerca non porterebbe mai alla creazione di una bomba. Lui semplicemente non potrebbe fare nulla di dannoso per noi, allo stesso modo come ogni uomo che aspira a fare ciò che è utile.

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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 13.05.2015

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La differenza tra l’approccio secolare e quello religioso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la differenza tra l’approccio laico e quello religioso alla vita? Per esempio, io mi considero una persona laica, ma ho sempre dentro di me un conflitto, ed è difficile stabilire dove finisce la persona laica e dove comincia quella religiosa. La stessa divisione esiste nell’intera società Israeliana.

Secondo un ultimissimo sondaggio il 50% della popolazione Israeliana è completamente laica, il 17% della popolazione osserva le tradizioni ma non si considera religiosa, il 12% è religiosa e l’8% è di religione Ortodossa.

Risposta: Le persone laiche credono che il mondo sia governato dalle leggi della natura e che non ci sia altro tranne ciò che si vede e che si scopre con la scienza. L’approccio secolare alla vita significa che il mondo dovrebbe essere preso così com’è, in base alle proprie sensazioni, senza basarsi su nessuna forza superiore, sul destino, sulla vita dopo la morte. Ogni fenomeno inspiegato non è niente di più che un parto della nostra immaginazione e fantasia.

L’approccio laico è il vero approccio. Dentro ci sono molte varietà che definiscono la relazione dell’uomo con se stesso e la società, ma non sono al livello della differenza tra l’approccio religioso e quello laico.

L’approccio religioso si basa sulla credenza nella forza superiore che ha creato il mondo e che ci ha messo nelle condizioni che noi dobbiamo osservare. Se realizzeremo tutti i desideri della forza superiore, meriteremo un premio, se non lo faremo, saremo puniti.

Ci sono diversi tipi di relazioni con la forza superiore, di inclinazioni alla ricompensa e alla punizione, per la partecipazione di una persona a questi rapporti e alla propria libertà di scelta. Ma il punto è che le persone religiose prendono in considerazione l’esistenza della forza superiore, di un disegno superiore, di un programma, dello scopo della creazione. In questo modo, il centro della creazione non è più l’essere umano, ma la Forza Superiore, il Creatore.

Poiché le persone credono che il Creatore faccia funzionare ed organizzi ogni cosa in risposta al comportamento di ciascuno, queste persone devono rapportare continuamente la loro vita con la Forza Superiore. Vale a dire, pensano che l’uomo non dipenda dalle cieche leggi della natura, ma da una Volontà Superiore. Perciò, è necessario pregare Colui che è Superiore, chiedere, vergognarsi, pentirsi delle proprie azioni del passato.

Molte diverse religioni e credenze che esistevano una volta sono svanite o sono comunque ancora presenti oggi. La religione ha una grande influenza sul mondo e sull’umanità. Durante gli scorsi 2000 anni, l’umanità si è evoluta sotto l’influenza della religione; prima, dopo la distruzione del Secondo Tempio, si è sviluppato il Giudaismo, e poi da esso è arrivato il Cristianesimo e l’Islam.

Tutte queste religioni si combattono tra di loro, e ci sono dei rapporti veramente molto complessi tra loro. Ogni religione ha molti movimenti: Cattolici, Protestanti, e Cristiani Ortodossi; Sciiti e Sunniti nell’Islam, e molte correnti del Giudaismo.

Ogni Sinagoga in Israele è in qualche modo diversa dalle altre. Per non parlare del conflitto tra i secolari e i religiosi che non sono in grado di condurre le loro vite senza interferire gli uni con gli altri, ma vogliono imporre ognuno la propria visione delle cose sugli altri.

Io non voglio giudicare chi abbia ragione o torto. Ma un simile conflitto esiste solamente in Israele. Per esempio, negli Usa o in Europa non c’è alcun conflitto tra le persone religiose e quelle laiche. Se sei Ebreo, nessuno si preoccupa se entri nella Sinagoga i giorni di Sabato o solamente per le principali festività.

Gli Ebrei all’estero sentono di appartenere ad una sola nazione. In Israele, c’è un conflitto perché la religione non è separata dallo Stato ed è coinvolta nella lotta al potere. In questo modo, si presenta nell’ambito dell’interesse generale, dove i nostri interessi si scontrano. Nel corso degli anni, questo conflitto è aumentato perché ognuno crede che la parte opposta voglia prendersi un pezzo della sua parte.

Questo confronto nella società sta guadagnando forza, portandoci all’odio e alla divisione, che non sono mai esistiti tra il popolo di Israele. E non penso che sia il risultato di un diverso approccio al mondo. E’ solamente una lotta per il potere nella nostra vita – i desideri che alcuni hanno di controllare gli altri e lo Stato in modo che possano essere utili ai loro interessi, sia che si tratti della comunità secolare o religiosa.

La lotta è per lo Stato, per il potere, per la tesoreria dello Stato, e per usare tutto questo a proprio vantaggio.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.05.2015

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Tutti potranno scoprire il Mondo Superiore

Dr. Michael LaitmanLa saggezza della Kabbalah è la rivelazione del sistema superiore che ci governa. Se riveliamo, questo sistema, possiamo ricevere tutte le risposte attraverso esso. E’ solo attraverso il mondo superiore che possiamo imparare riguardo il mondo inferiore.

Non capiamo nulla di ciò che succede in questo mondo. Possiamo leggere quel che dicono i libri, ma non capiamo perché dicono così e da dove viene tutto.

Pertanto, secondo la saggezza della Kabbalah, una persona prima deve fare tutto quanto in suo potere allo scopo di ottenere il sistema superiore, il mondo superiore, e da esso, imparerà sul mondo inferiore. Poi, capirà qual è la struttura del nostro mondo, l’immobile, vegetale, animato e la natura dell’uomo, e come tutti sono interconnessi, ciò che è il dovere dell’uomo in questo mondo, e in particolare quello della nazione di Israele, e così via…

La rivelazione del sistema superiore si svolge su due dimensioni, in due direzioni, che sono chiamate il generale e l’individuale. La dimensione generale, come ha detto Baal HaSulam, significa che, eventualmente, tutte le persone nel mondo, senza eccezione, devono ottenere il sistema superiore, salire al livello di riconoscimento, di sentimento, la rivelazione, e l’adesione ad esso, entrarvi, e vivere in esso in integrità. Significa che essi raggiungeranno il mondo superiore spirituale e acquisiranno un’esistenza integra ed eterna.

Domanda: Però tante persone non sono così intelligenti.

Risposta: Non si deve essere intelligenti per raggiungere questo. La saggezza della Kabbalah non richiede alcuna abilità speciale da una persona, tranne il desiderio che una persona riceve quando comincia a studiare questa saggezza. Essa lo richiama più vicino, poiché vede in che misura tutto ciò che gli accade concerne il sistema di comando superiore.

Vede com’è gestito e da dove viene tutto. Questo suscita la sua grande curiosità. Come se adesso dovessi mettere degli occhiali speciali e con questi posso vedere come questo mondo viene gestito, come i fili sono tirati, come le persone si muovono da un lato ad un altro come se fossero forzate ad eseguire determinate azioni e quali sono i risultati delle loro azioni. Scopro tutto, includendo me stesso.

Questo è il motivo per cui la gente trova la saggezza della Kabbalah così attraente, perché è connessa alla radice della sua anima. Questa è la ragione per cui tutta l’umanità dovrà scoprire il sistema superiore e vivere in esso, come scritto, “ … perché tutti Mi conosceranno, dal più piccolo di loro al più grande di loro”, e “… per la mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutti i popoli.”

Così, tutto ciò che riguarda l’evoluzione generale sarà alla fine della nostra evoluzione.

Durante i 6 000 anni di evoluzione umana, tutte le persone sul pianeta dovranno raggiungere la rivelazione del sistema superiore. Adesso stiamo vivendo l’anno 5775, significa che, nei prossimi 225 anni, dobbiamo raggiungere uno stato nel quale ogni persona raggiungerà, conoscerà, e scoprirà l’intero sistema superiore e vi entrerà con tutto il corpo e l’anima, con tutti i suoi sensi.

Tuttavia, vi è anche lo sviluppo individuale. Per questo, ci si riferisce al fatto che, prima che tutta l’umanità ottenga questo, ci sono persone speciali che all’ improvviso scoprono di dover rivelare il sistema superiore. Queste persone vengono a studiare la saggezza della Kabbalah e rivelano la realtà intera, oscurata, e poi vivono in due mondi.
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Dal programma radiofonico israeliano 103FM, 15.02.2015

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Perché le nostre vite sono così difficili?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella mia vita personale, ho sperimentato situazioni che non sono molto semplici, a lavoro, in famiglia, nell’educazione dei bambini, anche economicamente.

Tu parli di queste cose elevate, del sistema superiore. Tutto ciò sembra molto lontano da me. Non capisco. C’è un Creatore? C’e qualcuno che gestisce la nostra realtà? Che vuole da me? Perché la mia vita deve essere così difficile?

Risposta: Come spiega la saggezza della Kabbalah, tutto ciò che ci succede è stato progettato per spingerci verso la scoperta della forza superiore.

Raggiungiamo questo con domande molto precise. Qual è il significato della mia vita? Chi ci provoca tanto male. Perché ci richiede di soffrire così? Se questa forza è buona, a quanto pare non dobbiamo soffrire così, al contrario, e se questa forza è cattiva, com’è possibile una cosa di questo genere? Dopo tutto, la Torà ci dice che il Creatore è buono. Allora, cosa sta succedendo con noi?

Però qualunque cosa possa essere, poiché siamo egoisti, non possiamo avvicinarci alla scoperta della realtà superiore per mezzo di una sensazione positiva. Se le cose mi vanno bene, allora non cerco nulla. Sono soddisfatto, mi rilasso, invece, se ho fame cerco costantemente qualcosa da mangiare. È la stessa cosa qui.

Le nostre vite quindi sono piene di sofferenze senza fine che tutti noi sperimentiamo. Provando a scappare da esse, alla fine, come risultato del nostro sviluppo, livello dopo livello, siamo portati a comprendere che non abbiamo scelta, dobbiamo cogliere questa forza superiore, scoprire il mondo superiore, il sistema superiore.

Cominciamo a sentire che c’è qualcosa che va dritto verso uno scopo e che, anche se le nostre vite sembrano disordinate, per quanto sembra, la nostra costante sofferenza ha una sua legittimità.

Nel nostro mondo contemporaneo, vediamo quanto la gente soffre, prende antidepressivi, fa uso di droghe e così via. Questa è la situazione che veniamo a scoprire.

Il mio consiglio è quindi quello di non porsi questa domanda ma piuttosto provare a risolverla. La saggezza della Kabbalah, che è stata scoperta specificamente nel nostro tempo, rende possibile scoprire la causa di tutto il male nelle nostre vite e trasformarlo in meglio.
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Dal programma radiofonico israeliano 103FM, 15.02.2015

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L’anti-vita è la vittoria sulla morte

Colui che ci è vicino è importante

Baal HaSulam, “Un Comandamento”: …per il più piccolo dei profeti è possibile avere ancor più successo nella sua profezia del profeta più grande – in riferimento alla suddetta velocità – poiché egli si basa sulle rivelazioni di profeti precedenti, che gli hanno aperto la strada. Ovviamente, questo dipende anche dallo sviluppo dei suoi ascoltatori, dato che le parole chiare e concise richiedono una generazione più sviluppata affinché lo possano capire. E se queste due aggiunte si uniscono ad un piccolo livello, egli può riuscire molto più di un grande.

La cosa principale è che la generazione sia in grado di accettare il nostro messaggio. Qui il tempo fa la sua parte, fino a quando arriva il tempo di agire, e poi proprio il piccolo può diventare un mediatore, trasportando giù l’idea spirituale.

Dopo tutto, un grande, nella sua perfezione, è come il signore che prende le decisioni al livello più alto e non è accondiscendente verso i dettagli “locali”. Tra lui e una persona media si trovano molti agenti, eppure questa persona ha bisogno di un aiuto specifico per la sua vita di tutti i giorni.

Ecco perché, in un certo senso, il piccolo è più vicino alla gente rispetto al grande. La ragione è che lui può parlare più semplicemente e condurli ai gradi di raggiungimento, spiegando il loro lavoro nel dettaglio.

Il grande è lontano dalle masse. Baal HaSulam scrive ne “La Profezia di Baal HaSulam“, che egli chiese di abbassare se stesso, in modo da essere in grado di spiegare alla gente. Per questo, scese ad un livello più basso e quindi passò il metodo verso il basso.

D’altra parte, ai massimi livelli non avrebbe potuto scrivere per noi. La realizzazione, in tal caso, non può essere espressa per iscritto, in una lingua comprensibile. È disponibile solo sotto forma di caratteri della Gematria o con le parole che scrisse nei suoi quaderni, parole che non esistono nel nostro mondo. Dopo tutto, le forze e le leggi, che regolano le combinazioni delle lettere alla fonte sotto la Parsà di Binà non funzionano nei livelli più alti, e quindi, è necessario scendere al di sotto di Chazeh del Partzuf AVI e procedere lì verso nuovi Zivugim.

Tuttavia, in ogni caso, non si tratta di persone ma di gradi e, naturalmente, sia il piccolo che il grande, scendendo ad un livello inferiore, possono portarci, in questa fase del percorso, molto più bene – in ogni caso.

Quindi, per noi, chi ci è vicino è importante, e non colui che è lontano. Se oggi, incontrassimo Baal HaSulam o qualcuno dai nostri antenati – se, teoricamente, potessimo entrare in contatto con l’anima, che è separata da noi diciamo da un centinaio di gradi – non avremmo potuto fare nulla. Non avremmo semplicemente nulla da chiedere.

La nostra generazione ha bisogno di connessione con un Kabbalista in una serie di salite, discese, e ogni sorta di stati da cui veniamo pervasi dai desideri dell’ambiente. Anche le nostre domande sorgono dal nostro studio. Se lui, infatti, non ci avesse insegnato, non avremmo avuto quasi nulla da chiedere, così come il resto del mondo…

Si scopre che colui che ci è vicino, è importante.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.09.2013, Scritti di Baal HaSulam

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L’anti-vita è la vittoria sulla morte

Dr. Michael LaitmanOggi percepiamo la vita solo come ricezione, assorbimento, consumo, acquisizione ed ottenimento per se stessi. Così andiamo avanti sino a quando non ne possiamo più di questa vita, andiamo in pensione, passiamo qualche anno in un ricovero per anziani e poi finalmente moriamo.

Ma c’è una possibilità di innalzarci ad un altro livello dell’esistenza: condurre una vita secondo la dazione e non secondo il consumo. E questo non attraverso la benevolenza e la carità, dove aiuti i poveri con dei soldi, ma piuttosto vivendo oltre il proprio ego. La vita oltre l’ego ci porta un sentimento di contro-vita, di anti-morte, come è detto “Ho visto un mondo sotto sopra” (Baba Batra 10b).

Esiste un’altra forma di vita parallela al nostro mondo. La saggezza della Kabbalah ci insegna come ottenere una nuova forma di esistenza. Questo è un rovesciamento della vita, non dentro l’ego che inghiotte ed assorbe tutto al suo interno, non dentro il desiderio di ricevere e di godere, ma entro il desiderio di dare, di amare.

Questo non è lo stesso amore egoistico a cui siamo abituati nel nostro mondo. L’amore è quando esco da me stesso e mi includo nei desideri degli altri, vivo in questi desideri senza tener conto di me stesso. Uno stile di vita come questo non è limitato dall’intensità del piacere che puoi ottenere.

Questo non è il piacere del corpo fisico, che non può mangiare e bere senza limiti. Nella dazione non sono limitato da nulla visto che esco verso gli altri. Non sono limitato dalla vita biologica del mio corpo ma sono fuori di esso e qui percepisco la mia vita.

Il mio corpo continua ad esistere ma è come se vivesse di fianco a me, come un animale addomesticato vive al fianco di un essere umano. La mia parte interna che esce da me stesso ed è inclusa negli altri è chiamata Adamo (uomo). E quella parte di me, quella biologica, bestiale, che rimane, vive come al solito.

Vive il tempo che gli è destinato, andando dai dottori sino a che non finisce al cimitero.

Domanda: Ma una persona che si Sforza con I problem fisici di ogni giorno non può essere interessata a questi elevati concetti come quelli di una vita oltre il corpo fisico.

Risposta: Ogni persona è occupata nelle stesse domande sulla vita e sulla morte. Anche nella vita ordinaria ormai è impossibile andare avanti senza connettersi alle giuste reti e senza bilanciare la dazione e la ricezione e senza connettersi agli altri con le giuste connessioni reciproche. La saggezza della Kabbalah ci obbliga a organizzare le nostre vite in questo mondo.
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Dal programma Radiofonico Israeliano 103FM, 8.03.2015

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Un GPS sulla strada della vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se studio la Kabbalah, saprò delle mie incarnazioni precedenti e il mio futuro in modo da portare ordine nella mia vita? Ora sto vivendo solo per oggi, per questo momento, senza sapere che cosa può accadere domani.

Risposta: Prima di tutto, una persona impara esattamente con quello che gli viene dato, la libertà di scelta, con che cosa sono i suoi limiti e come può influenzare il suo destino. Egli sa di ciò che lo attende in ogni situazione e in ogni passo. Lui vede due strade davanti, e ha la possibilità di scegliere fra una via buona o una via del male.

La via del male è il percorso della sofferenza nel quale il destino ci spinge e ci sprona giorno dopo giorno attraverso colpi e poke. Però noi abbiamo la possibilità di scegliere la via della Luce nella quale possiamo usare le forze della natura che sono nascoste dentro di noi e portarci avanti, anche prima che arrivino i colpi.

La saggezza della Kabbalah ci insegna a desiderare costantemente il prossimo scopo, in tale modo e maniera da avanzare più velocemente rispetto ai colpi che arrivano e stanno rotolando dietro di noi.

Domanda: Una persona è pronta a evitare i colpi del destino?

Risposta: Una persona è preparata per portarsi fuori da sotto un colpo. Questo può essere anche per un popolo intero.

Domanda: È possibile capire quale sia la stazione successiva, è sulla tua via di vita, anche prima di raggiungerla?

Risposta: Certo che è possibile perché la saggezza della Kabbalah apre e rivela davanti a noi il programma intero, e con l’aiuto delle forze spirituali, scopriremo in quale forma dovremo connetterci per avanzare alla prossima fase, per passare attraverso di essa senza intoppi e facilmente.

La saggezza della Kabbalah ci rende possibile avanzare nella vita come se avessimo un GPS che ci dice costantemente qual è il modo migliore, quando andare a destra o a sinistra. Rivela ad una persona l’intera cartina del suo passato e futuro e in generale ogni secondo nella storia dell’umanità, non solo la storia di questo mondo, ma anche fra le incarnazione terrene.

Adesso l’umanità ha raggiunto uno stato unico in tutta la sua storia in quanto si trova in un vicolo cieco. Però questo è in realtà un buono stato alla fine ci obbliga a capire dove siamo e perché questo sta succedendo. Questa situazione critica ci forzerà a chiarire la domanda del significato delle nostre vite. Poi scopriremo quel che abbiamo bisogno di fare e vedremo quale ricompensa riceveremo in cambio.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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