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L’universo è un ologramma?

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da nature.com): “Una squadra di fisici ha già fornito alcune delle prove più chiare secondo le quali il nostro universo potrebbe essere solo una grande proiezione.

“Nel 1997, il fisico teorico Juan Maldacena propose un modello audace di universo nel quale la gravità nasce da corde vibranti infinitamente sottili, che potrebbero essere reinterpretate in termini di fisica ben consolidata. Il mondo matematicamente intricato delle stringhe, che esistono in nove dimensioni dello spazio più una del tempo, sarebbe solo un ologramma: l’azione reale avrebbe luogo in un universo più semplice e piatto dove non esiste la gravità.

“L’idea di Maldacena entusiasmò i fisici perché offriva un modo per mettere la teoria più popolare, ma ancora non dimostrata, delle stringhe su basi solide, e perché questo avrebbe risolto apparenti incongruenze tra la fisica quantistica e la teoria della gravità di Einstein. Esso ha dato ai fisici una Stele di Rosetta matematica, una “dualità”, che ha permesso loro di tradurlo avanti e indietro tra i due linguaggi, e risolvere problemi con un modello che sembrava intrattabile in altro modo e viceversa. Tuttavia, anche se da allora la validità delle idee di Maldacena sono state praticamente date per scontate, la dimostrazione rigorosa è diventata elusiva “.

“In due documenti pubblicati sul repository arXiv, Yoshifumi Hyakutake della Ibaraki University in Giappone ed i suoi colleghi forniscono ora, se non una prova vera e propria, almeno una prova convincente che la congettura di Maldacena è esatta”.

Il mio commento: Secondo la Kabbalah, non esiste nulla tranne le 10 Sefirot (Radice e 4 lettere del nome del Creatore, queste sono 5 Sefirot. Una di loro, ZA, si compone di 6, quindi 10). E ancora, tutto ciò che puoi immaginare è la tua vista personale delle 10 Sefirot, perché ognuna delle Sefirot è divisa in 10 delle sue sub Sefirot, ecc.

Quindi, noi crediamo in: 5 mondi, 5 Partzufim, 5 Sefirot per un totale di 125 gradi dal nostro mondo al mondo dell’Infinito. Tutte le fasi hanno la stessa struttura, e la differenza tra di loro è solo nella nitidezza dei dettagli della rivelazione del Creatore nel mondo. Più è alto il livello, più è dettagliato e più chiaramente si rivela il Creatore.
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Un bombardamento di consigli di kabbalistici 07/02/16

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quale deve essere la mia intenzione quando leggo le fonti kabbalistiche?

Risposta: Dovresti avere una sola intenzione: scoprire la caratteristica della forza superiore che guida, non solo la mia percezione del mondo, ma del mondo intero. Tutto deriva da questa forza, devo rivelarla e connettermi ad essa affinché tutto quello che vedo sia una fase della sua rivelazione diretta.

Domanda: Quali tipi di arte ci aiutano a scoprire l’anima?

Risposta: I Kabbalisti non usano nessuna forma d’arte per esprimere i loro sentimenti, ad eccezione della musica e della poesia.

Domanda: Se lo studente di un Kabbalista scrive un libro, è più vicino o più lontano da me?

Risposta: Se parliamo di un vero studente di un Kabbalista reale, può scrivere un libro più vicino a te, un libro che ti serva da ponte per fonti più serie. Tuttavia, è sempre una buona idea leggere gli scritti del Baal HaSulam e del Rabash. Io considero i miei libri come un ponte verso le fonti.

Domanda: Ci sarà un altro commento al libro dello Zohar?

Risposta: Non credo che nessun altro commento debba essere scritto, considerando i materiali che sono già stati preparati.

Domanda: E’ vero che la lingua ebraica abbia un potere speciale e che ne deriva un’energia meravigliosa?

Risposta: Vedo milioni di persone che parlano ebraico, però non vedo nessun potere speciale, né meraviglioso in loro. Non ci sono miracoli nel nostro mondo, e se qualcosa sembra essere un miracolo è perché non abbiamo rivelato né la sua causa né la sua origine.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 07/02/16

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“Io non credo a Hawking”

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il famoso astrofisico britannico Stephen Hawking ritiene che, affinché la specie umana continui ad esistere, debba stabilirsi su altri pianeti. Egli è convinto che tra 100 anni vivremo su Marte, otterremo energia dai buchi neri e creeremo i nostri buchi neri. Hawking ha un sacco di vitalità e fantasia.

Risposta: Ovviamente queste sono fantasie. Sembrerebbe così che ne abbiamo abbastanza della vita sulla Terra e vogliamo scappare su Marte. In seguito, dovremo saltare da Marte verso altri pianeti e lasciare dietro di noi, e ovunque, la stessa civiltà che abbiamo sulla Terra.

Cosa dovrebbe costringerci a lasciare la Terra per andare a vivere su Marte? Il nostro miserabile, disgraziato sviluppo! Quindi, dobbiamo fuggire da noi stessi per andare su Marte, stabilire una colonia identica a quella sulla Terra? Perché abbiamo bisogno di fare questo? Per quale scopo abbiamo bisogno di ricavare energia dai buchi neri? Dobbiamo fare i buchi neri all’interno di noi stessi?

Senza il cambiamento della persona, non c’è nessun posto dove andare! Qual è il punto?!

Hawking sogna sempre la conquista dei corpi celesti, i quali sono in realtà le pietre che forniranno all’umanità la felicità.

Mi ricordo come nella mia infanzia sognassi altri pianeti. Ero pronto a volare e a non tornare indietro.

Allora perché? A quale scopo? Come potrebbe questo essere di beneficio?

Supponiamo che io sia atterrato su Marte. Vorrei uscire, guardarmi intorno e vedere che tutto è vuoto e silenzioso. Cosa faremmo lì? Dovremmo riprodurci in tute spaziali? Dovremmo stare in case ermeticamente chiuse?

I rapporti tra di noi rimarrebbero gli stessi che abbiamo sulla Terra. Quindi dovremo duplicare la Terra in qualche tipo di forme aggiuntive? Terra infelice!

Fino a quando l’umanità non cambierà, non avremo un posto in cui andare. Perché abbiamo bisogno di diffondere l’infezione per tutto il cosmo? Questo riassume il sogno dell’astrofisica? Non capisco questo scienziato!

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Dalla trasmissione di Kab TV “Le notizie con Michael Laitman” 30/03/16

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Leggere un testo Kabbalistico

Dr. Michael LaitmanDomanda: Può lo stesso testo o lo stesso libro essere capito diversamente quando lo si legge di nuovo? Se sì, per quale motivo?

Risposta: Dipende solo dalla persona, in quanto due persone che leggono lo stesso testo sono in stati totalmente differenti.

Il libro fu scritto da un Kabbalista che sentì il mondo spirituale ed espresse le sue impressioni dal suo elevato livello, in parole, frasi e personaggi. Quindi, mentre leggiamo un testo babbalistico, dobbiamo assomigliare più che possiamo a quel kabbalista, per riuscire a sentire, almeno in qualche misura, lo stato in cui si trovava.

Al tempo stesso, facciamo tutto quello che possiamo per osservare quello che è detto negli scritti con l’aiuto del nostro insegnante, in base al consiglio dato agli student di Kabbalah, letto dalle sorgenti kabbalistiche e, quindi, discusso in questi argomenti.

Dobbiamo focalizzarci sulle sorgenti kabbalistiche e desiderare di assomigliare ai vasi spirituali più che possiamo nelle nostre relazioni nella completa connessione tra noi, quando siamo insieme, dieci persone che studiano da una sorgente. Dobbiamo cercare di raggiungere la radice spirituale, ovvero, la statura della persona che lo scrisse.

Dobbiamo connetterci ed assomigliare allo stato spirituale, aspettandoci di essere influenzati dalla stessa Luce che il Kabbalista scoprì e descrisse nei suoi scritti.

Dalla Lezione di Kabbalah in russo, 07/02/16

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I tre parametri della fede

Dr. Michael LaitmanDomanda: Alla base di ogni religione vi è la fede e non la conoscenza. Tutte le religioni hanno limitazioni e divieti per quanto riguarda il conseguimento delle leggi dell’universo. Perché è così?

Risposta: Perché le religioni non si impegnano a raggiungere la forza superiore. Loro non possono farlo e vivono nel buio. Se una persona potesse raggiungere la vera realtà, allora non ci sarebbero le religioni, rimarrebbe solo la saggezza della Kabbalah.

Questa è la ragione per cui le religioni sono interessate ad una fede cieca, e così sopprimono tutte le domande che le persone possono avere sul senso della vita. La percezione del mondo da parte della persona religiosa è fanatica e avanza senza obiettivi specifici.

Commento: Ma il termine “fede” in realtà deriva dalla religione.

Risposta: E’ fede religiosa quando l’uomo accetta tutte le ipotesi di base senza fare domande, senza sentirle o percepirle.

Commento: Ma l’inanimato è un livello umano ed è molto difficile da saltarlo e raggiungere la fede al di sopra della ragione.

Risposta: Non è un livello, ma semplicemente delle concezioni erronee e un passo indietro.

Ci sono tre parametri della fede: la fede sotto la ragione, la fede dentro la ragione e la fede al di sopra della ragione.

Quando io credo in ciò che vedo, è la fede dentro la ragione; quando non ho bisogno di prove e accetto semplicemente quello che mi è stato detto e agisco di conseguenza come un bambino, è la fede sotto la ragione e questa è la religione. Io credo in ciò che mi viene detto senza controllare nulla.

Quando salgo sopra il mio ego e comincio a percepire ciò che sta succedendo, è la fede sopra la ragione, che è ciò in cui la saggezza della Kabbalah si impegna. È da questo deriva la contraddizione tra la fede sotto la ragione (ovvero, delle diverse religioni) e la fede al di sopra ragione (ovvero, la saggezza della Kabbalah).

Secondo la saggezza della Kabbalah, dobbiamo anelare al conseguimento e non alla fede. Tu devi raggiungerlo secondo la Kabbalah, toccarlo, annusarlo. Proprio come un bambino che mette tutto in bocca, perché questo è il modo più sicuro, quindi anche noi dobbiamo assaggiare tutto.

Questa è la ragione per cui il conseguimento del mondo superiore è chiamato sapori, che in realtà deriva dall’istinto di assaggiare tutto con la nostra bocca, in quanto è la sensazione più sicura, più certa e più vicina a noi.

Dopo tutto, non posso mettere qualcosa di dolce in bocca e sentire che è amaro solo perché tu sostieni che sia amaro. Qui è lo stesso; non c’è spazio per la fede.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 24/01/16

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Dr. Michael Laitman“I 40 anni” nella Kabbalah

Domanda: Esiste la diceria sul fatto che l’uomo può cominciare a studiare la Kabbalah solo dopo i 40 anni, è vero?

Risposta: Esiste un gran malinteso sul fatto che non si può cominciare a studiare la Kabbalah fino al compimento dei 40 anni. Nella saggezza della Kabbalah il numero 40 si riferisce al livello di Bina.

La persona che ha raggiunto il livello di Bina ottiene la caratteristica assoluta della dazione, nella quale può rivelare completamente la grande Luce di Chochma che governa l’universo. Così, la saggezza della Kabbalah ha due parti: quella prima del livello di Bina e quella al di sopra di questa. Tutti possono studiare la Kabbalah fino al livello di Bina. Tuttavia, al di sopra di questa, possono continuare a crescere di più solo quelli che sono capaci.

Il livello di Bina è chiamato “I 40 anni”, pertanto, la gente può solo “studiare la Kabbalah” (ovvero ricevere la Luce di Chochma) quando raggiunge il livello di Bina, definito dal numero 40. Quindi, questo non ha niente a che vedere con l’età biologica della persona.

Come dimostrazione, ci sono esempi di cabalisti famosi che morirono giovani senza aver compiuto 40 anni, come l’ARI, Rabi Nachman di Breslav ed altri. Ovviamente avevano cominciato a studiare la Kabbalah molto prima dei 40 anni di età.

Ci fu anche la proibizione affinché le persone non sposate non studiassero la Kabbalah. Si considerava che l’uomo con famiglia fosse più stabile ed equilibrato e, come risultato, fosse più adeguato allo studio. Tuttavia, a quei tempi, la gente era solita sposarsi intorno ai 16-17 anni di età.
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Dal programma alla radio israeliana 103 FM, 28/02/16

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Dr. Michael LaitmanAscolta Sarah

Domanda: La gente dice che solo gli ebrei possono studiare la Kabbalah, è vero?

Risposta: Ho un’altra domanda: chi sono gli ebrei? In origine chi studiava la saggezza della Kabbalah era chiamato ebreo.

Quelli che si riunirono intorno al nostro antenato Abramo si diedero il nome di ebrei. Egli ci portò dall’antica Babilonia alla terra di Canaan. La nazione di Israele ebbe origine da questo gruppo. “Ebrei (Yehudim)” proviene dalla parola “Unità (Yehud)”, connessione; vale a dire che il significato originale del concetto di “ebreo” si riferisce a colui che è impegnato nella Kabbalah.

Domanda: Cosa succede se un turco musulmano studia la Kabbalah?

Risposta: Non importa chi sia. Nell’antica Babilonia c’erano molte tribù e comunità. Quelli che si unirono ad Abramo si convertirono in “ebrei”.

In essenza, quella ebraica, non è una nazionalità come le altre. Si può essere francesi e diventare ebrei. Essere ebreo non vuol dire appartenere al proprio padre o alla madre, ma appartenere ad un’idea, all’aspirazione di trovare il significato della vita, lo scopo dello sviluppo.

Essere ebreo è una nozione spirituale, pertanto qualunque persona può essere ebrea. Un francese o un tedesco che si dedichi a questo approccio, alla forza superiore (il bene che fa il bene), nel quale non c’è nient’altro che questa forza e la legge di ama il prossimo come te stesso, diventa ebreo. Questo è ciò che determina essere ebreo.

Domanda: La donna può studiare la Kabbalah? Sono esistite donne cabaliste nel passato?

Risposta: Certamente! Tutte le antenate e profetesse ebree furono cabaliste. Fino alla distruzione del Tempio, tanto gli uomini quanto le donne della nazione di Israele possedevano il conseguimento spirituale. Vivevano simultaneamente nella sensazione dei due mondi come un tutt’uno.

Domanda: Risulta che non ci sono differenze tra gli uomini e le donne nella Kabbalah?

Risposta: Esiste una differenza. Come nel nostro mondo, la donna è diversa dall’uomo nella sua percezione della realtà e nel comportamento. Tuttavia, rispetto alla forza superiore e allo scopo della creazione entrambi hanno la stessa direzione; pertanto, qualunque persona può studiare la Kabbalah, non importa la nazionalità ed il genere.

Nei secoli scorsi ci furono profetesse come Hulda, Deborah, Miriam, madri ancestrali della nazione ebraica. I loro livelli spirituali erano anche superiori a quelli degli uomini. Non a caso il Creatore disse ad Abramo “Ascolta quello che ti dice Sarah”.

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Dal programma della radio israeliana 103 FM 28/02/16

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Giocare con le sensazioni

Dr. Michael LaitmanDomanda: Spesso lei ci dice che la saggezza della Kabbalah è la scienza che viene captata nelle sensazioni. Ma può una scienza essere studiata senza l’intelletto, senza pensare?

Risposta: Naturalmente è impossibile. La saggezza della Kabbalah non è captata nei sensi, ma la percepiamo nei sentimenti. In seguito verifichiamo questi sentimenti: li frazioniamo, li mettiamo a confronto tra di loro, diamo loro dei numeri graduati come se li stessimo pesando.

La Kabbalah infatti, è giocare con i sentimenti, tuttavia essa li mette in ordine in modo sistematico, e noi cominciamo a vedere l’interazione dei desideri, quali sentimenti sorgono in ognuno di essi.

Nella Kabbalah misuriamo con estrema precisione tutti i sentimenti e diamo loro un nome numerico, determinando la loro forza, la direzione, le proprietà e così via. Pertanto, si ha una scienza dei sentimenti, poiché il desiderio è l’unica materia del nostro mondo.

La saggezza della Kabbalah è raffigurata come la scienza delle emozioni perché il desiderio è l’unica materia del nostro mondo, e ciò che viene percepito nel desiderio è chiamato sensazione, la quale è percepita come la Luce che aziona e influenza il desiderio. Questo significa che misurando i cambiamenti nel desiderio, misuriamo la Luce che lo aziona e lo influenza.

Domanda: Cosa viene per primo, la mente o il desiderio dell’uomo?

Risposta: Prima viene il desiderio e in seguito la mente, e questo è il modo in cui ci sviluppiamo. Da dove proviene la mente del bambino? È solo il risultato dello sviluppo del desiderio.

Quanto più è grande il desiderio che l’uomo ha, tanto più egli ha bisogno di una mente in grado di acquisire tutti i suoi desideri e di controllarli.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 17/01/16

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Il prezzo del sesto senso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quanto costa acquisire il sesto senso? Non mi riferisco ai soldi naturalmente.

Risposta: Dipende dalla qualità della volontà che l’uomo ha, dalla società nella quale si trova, e dalle circostanze nelle quali si trova a studiare e a realizzare la Kabbalah. Quindi è impossibile dire come misurare l’intensità che quest’uomo deve mettere per accedere al Mondo Superiore o anche per correggere se stesso.

Quando l’uomo studia la Saggezza della Kabbalah, gli vengono rivelate queste unità di misura, cioè le unità dello sforzo e quindi comincia a rendersi conto di quante ne servono per raggiungere ogni livello. Il numero di queste unità differisce da una persona all’altra.

È la stessa cosa nel nostro mondo: anche se abbiamo studiato nella stessa scuola, nella stessa università o abbiamo lavorato assieme, ognuno di noi deve mettere in atto una diversa quantità e qualità di sforzo per raggiungere lo stesso risultato degli altri.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 17/01/16

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La Kabbalah è la saggezza dell’amore

Dr. Michael LaitmanIl detto “Ho creato l’inclinazione al male, ho creato la Torah come spezia” esprime tutto il pensiero della creazione. L’obiettivo della creazione è quello di portare tutti verso la connessione perfetta chiamata amore. Quindi, l’amore per gli altri è l’idea principale e l’obiettivo della Torah.

Il Creatore sviluppa continuamente l’egoismo delle persone in modo che possano riconoscere e comprendere la necessità dell’unione. Per sopravvivere dovranno prima connettersi e poi per raggiungere un significato più sublime.

La Saggezza della Kabbalah è scomparsa dal nostro mondo per 2000 anni per consentire all’ego di svilupparsi e in modo che avremmo avuto qualcosa da correggere. I Kabbalisti hanno previsto che a partire dalla fine del XX secolo, dall’anno 1995, avremmo raggiunto il giusto livello dell’ego necessario alla correzione.

“Ama il tuo amico come te stesso” si riferisce alla connessione agli altri con la quale ognuno riempie reciprocamente gli altri. Questo vuol dire che il significato della parola “amore” non porta agli altri il piacere, ma il riempimento dei desideri superiori degli altri. In questo caso l’amore evoca la piena connessione tra tutta l’umanità in un unico sistema chiamato Adam (Uomo).
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