Pubblicato nella 'Studio della Kabbalah' Categoria

I primi passi

Dr. Michael LaitmanQuando il punto nel cuore si attiva, esso attira l’uomo così fortemente al Creatore che è egli pronto a fare di tutto per soddisfare questo desiderio. Questo deriva dal fatto che tale desiderio è il desiderio più elevato dell’uomo.

Così, con occhi ardenti, l’uomo trova la sua via verso lo studio della Kabbalah ed è pronto ad accettare tutte le condizioni. All’inizio non capisce e non percepisce niente di ciò che viene insegnato; è come se fosse in un bozzolo, dentro se stesso.

Continua a studiare regolarmente e partecipa a tutti gli eventi, in quanto vuole essere accettato come membro e parte del gruppo di studio della saggezza della Kabbalah. Dopo circa un paio di mesi, percepisce una sensazione di discesa e sprofonda nell’oscurità, nell’indifferenza, nella debolezza; la Luce diminuisce e non capisce che cosa gli stia succedendo.

Questo è il segno che nell’uomo è stato rivelato il primo strato, quello più sottile del suo egoismo spirituale; inoltre è immerso quotidianamente nel suo egoismo materiale, proprio come tutte le altre persone. Ciò significa che è stato rivelato un nuovo strato spirituale dell’ego sotto lo strato del suo ego materiale. Nonostante l’uomo non comprenda cosa gli sta succedendo e non percepisca alcun cambiamento, questo stato è diverso da tutti gli altri stati che ha attraversato nella sua vita, uno stato nebbioso che non comprende.

La rivelazione del nuovo stato di egoismo avviene come risultato della sua partecipazione alle lezioni di Kabbalah nel gruppo, agli eventi del gruppo e, proprio grazie a questa sua partecipazione nel gruppo kabbalistico, egli riceve la sua prima porzione di Luce che Riforma. La Luce riforma l’uomo e lo riconduce al Creatore, alla Luce, alla qualità dell’amore e dazione verso gli amici prima e gradualmente verso tutta l’umanità, attraverso azioni reciproche avanzate.

È scritto: “Tu mi hai accerchiato da dietro e davanti”. Per prima cosa nell’uomo si rivela un nuovo strato dell’ego, l’inclinazione al male e ci si aspetta che la persona risponda nella giusta maniera. Generalmente parlando, la risposta corretta è la preghiera, la richiesta di aiuto al Creatore per innalzarsi al di sopra dell’egoismo e, nonostante i disturbi, egli potrà scoprire e vedere come il suo egoismo gli fosse stato inviato e rivelato in lui dal Creatore in persona. Il Creatore gli sta dando un’occasione di innalzarsi al di sopra di tutti gli ostacoli in modo che sia costantemente consapevole dell’unicità del Creatore stesso e della Sua guida buona e assoluta (che non c’è nulla tranne Lui e che Lui è buono e benefico).

Il problema con un principiante è che non sa controllarsi quando scopre il suo nuovo desiderio, la variazione nella dimensione del desiderio. Sembra che tutto il mondo collassi, che il metodo non sia realistico, ecc. Egli si lamenta non di se stesso e non del Creatore, ma dell’insegnante e del luogo di studio.

A questo punto, molti lasciano lo studio con un’attitudine negativa. Non esiste un numero così massiccio di persone che abbandonano altri metodi o discipline poiché in nessun altro metodo si studia come uscire dal proprio egoismo. D’altra parte, in un gruppo di studenti come in Bnei Baruch ci insegnano a “sacrificare” il nostro egoismo, la nostra natura per acquisire la qualità dell’altruismo, la natura del Creatore.

Pertanto, si dice della Saggezza della Kabbalah che “mille entrano allo studio e solo uno riesce a diventare un istruttore (alla Luce). Ma anche i 999 studenti che non hanno raggiunto la Luce rimangono comunque in contatto con essa e la loro ricompensa è molto alta. (Vedi gli scritti di Baal HaSulam). Coloro che lasciano il metodo e specialmente quelli che ne parlano contro, lo fanno perché non lo possono acquisire, perché sono troppo pigri e si mantengono ancora più distanti dalla correzione della propria anima.
[183613]

Materiale correlato:
Nove passi verso la scoperta della Spiritualità
L’intenzione è il piano d’azione completo
La forza di superamento, Parte 4

“L’Occidente muore con i suoi Dei”

Dr. Michael LaitmanOpinione (The American Conservative): “La religione di una popolazione, la loro fede, crea la loro cultura e la loro cultura crea la loro civiltà. Quando la fede muore, la cultura muore, la civiltà muore ed il popolo comincia a morire. Non è questa la storia recente dell’Occidente?”

“Oggi, nessuna grande nazione occidentale ha un tasso di nascita che impedirà la scomparsa dei sui indigeni. Per la fine del secolo, altri popoli ed altre culture avranno largamente ripopolato il Vecchio Continente”.

“L’Uomo Europeo sembra destinato a finire come le 10 tribù perse di Israele, calpestate, assimilate e scomparse. E mentre i popoli europei (russi, tedeschi, britannici, baltici) si restringono di numero, l’ONU stima che tra 34 anni la popolazione dell’Africa raddoppierà con ben oltre 2 miliardi di persone. Che cosa è successo all’Occidente? Come scrisse G.K. Chesterton, quando gli uomini cessano di credere in Dio, non credono più a niente e credono a tutto.

“Da quando le elite europee hanno cessato di credere nella Cristianità, hanno cominciato a convertirsi alle ideologie, quello che il Dott. Russel Kirk chiamò “religioni laiche”. ‘Per un periodo, queste religioni laiche (Marxismo-Leninismo, Fascismo, Nazismo) catturarono i cuori e le menti di miliardi di persone. Ma quasi tutte erano tra gli dei che fallirono nel XX secolo.

“Ora l’uomo occidentale abbraccia le religioni più nuove: egualitarismo, democratismo, capitalismo, femminismo, un-mondismo, ambientalismo. Anche queste, danno significato alla vita di milioni di persone, ma anche queste sono sostituti inadeguati alla fede che l’Occidente aveva creato”.

“Poiché ad esse manca ciò che la cristianità diede all’uomo, un motivo non solo per cui vivere e morire, ma un codice morale di vita, con la promessa che alla fine di una vita vissuta in questo modo, sarebbe arrivata la vita eterna. Anche l’Islam fa questa promessa. La laicità, tuttavia, non ha nulla da offrire che sia paragonabile a quella speranza”.

Il mio commento: Ma oltre alla promessa di vita eterna esiste la capacità di ottenere in questo mondo qualcosa che non sia promesso, ma che la saggezza della Kabbalah offre come metodo per la rivelazione del Creatore alla Sue creature in questo mondo.
[182614]

Materiale correlato:
La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 1
La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 2
Il ruolo delle religioni nel processo di correzione

Entrare nei sentimenti di un Kabbalista

Dr. Michael LaitmanDomanda: Esistono persone che leggono un testo muovendo gli occhi da una parte all’altra della pagina e spostandoli poi su quella successiva. Esse non colgono i dettagli del testo, ma possono parlare con precisione dell’essenza e delle principali idee del testo. Questo modo di lettura è simile al metodo di penetrazione nell’essenza delle fonti Kabbalistiche?

Risposta: No, nella Saggezza della Kabbalah non usiamo questo metodo. Tu stai parlando di un metodo speciale che si può trovatre su Internet, nel quale ognuno può imparare a leggere velocemente da una parte all’altra della pagina. Ma nella Saggezza della Kabbalah, l’idea non è quella di conoscere come parlare del testo. Al contrario, l’uomo deve leggerlo lentamente, tornando sempre all’inizio e al centro della frase, andando “avanti e indietro” sulle parole, cercando di connettersi all’autore del testo, sentendo ciò che ha scritto, ed entrando così nei suoi sentimenti, per immergersi nel testo con lui. La velocità di lettura qui non ti porterà a nulla. Quindi, se non leggo ogni frase più volte, almeno due, e non torno poi indietro, all’inizio del paragrafo, non percepisco nulla.

Domanda: Tu hai letto questi testi personalmente almeno 150-200 volte, se non di più. Facendo questo vi è in te un costante rinnovamento? Ti senti rinnovato ogni volta?

Risposta: Certamente! Prima delle lezioni sono impegnato a leggere il testo, ma dopo ogni lezione ho la necessità di starci su per avanzare ulteriormente, e vorrò anche vederlo in una maniera completamente diversa.

Domanda: Ti piace lavorare con i testi?

Risposta: Non esiste nulla di più piacevole nella vita delle sensazioni che ti entrano; la logica che viene assorbita attraverso il significato intrinseco di ogni frase rivela la sensazione di vicinanza al Creatore, un’immagine del mondo e della sua struttura!
[181322]

Dalla lezione di Kabbalah in Lingua russa del 07/02/16

Materiale correlato:
Leggere un testo Kabbalistico
Quanto è precisa la cronologia Kabbalistica del passato e del futuro?
Il segreto dei libri di Kabbalah

Quanti anni si impiegano per diventare un Kabbalista?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel nostro mondo si impiegano circa un paio d’anni per comprendere un certo campo della scienza. Dal momento che la saggezza della Kabbalah è una scienza, quanto tempo ci si impiega per raggiungere la giusta percezione della realtà?

Risposta: Per diventare un vero scienziato kabbalista si impiegano circa vent’anni di studio serio. Può richiedere meno tempo, ma non voglio che le persone si facciano false speranze o illusioni.

L’obiettivo non è quello di riempire gli auditorium per nessun motivo e non è quello di disturbare le persone che sono occupate. Se qualcuno lo desidera veramente, deve avvicinarsi alla saggezza della Kabbalah come ad una scienza in quanto, dopo tutto, l’uomo non studia una scienza per scrivere la tesi, per ricevere una medaglia o per vantarsi del suo diploma di dottorato.

Domanda: Lo studio per un titolo accademico dura cinque anni, poi altri cinque per scrivere la tesi di laurea ed altri cinque per il dottorato. Dopo esiste la possibilità che l’uomo possa ricevere un premio Nobel.

Risposta: Gli scienziati normali sono incoraggiati dalla società, ma lo studio della saggezza della Kabbalah è diverso. L’uomo che dedica vent’anni della sua vita, o anche tutta la sua vita allo studio della saggezza della Kabbalah, alla fine conoscerà il motivo per cui vive.

[183171]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 28/02/16

Materiale correlato:
Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 1
Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 2
Tutti possono studiare kabbalah

La missione della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la missione della saggezza della Kabbalah?

Risposta: È quella di ricostruire il mondo in modo da rendere il nostro come quello superiore, per cambiare il suo sistema operativo, come cambiare dal capitalismo egoistico al comunismo altruistico.

Tuttavia, dato che tutte le nostre sensazioni e pensieri (la nostra mente e cuore) funzionano dalla nascita secondo un programma di tipo egoistico, riprogrammando in azioni, sensazioni e pensieri altruistici, cominciamo a fare esperienza di un mondo completamente diverso e possiamo vedere ciò era precedentemente invisibile.

Secondo la Kabbalah, nel XXI secolo l’umanità deve iniziare il processo di riprogrammazione e deve diffondere la saggezza della Kabbalah alle persone al fine di renderli capaci di comprendere cosa sta succedendo loro e come alleviare i cambiamenti che stanno subendo.
[182680]

Materiale correlato:
Introduzione alla Saggezza della Kabbalah
La saggezza della Kabbalah non si occupa di miracoli
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore

In Europa i musulmani si convertono al cristianesimo

Dr. Michael LaitmanDomanda: In Europa parecchi musulmani si convertono al cristianesimo. Lo fanno per essere accettati in Europa e iniziare una nuova vita, o è una sorta di trucco?

Risposta: Quando le nazioni si integrano in questo modo c’è sempre un processo di diffusione e quindi è difficile dire quale sia la ragione di questo comportamento.

Credo che i musulmani si convertiranno al cristianesimo proprio come molti europei si sono convertiti all’Islam, ma non saranno in molti, perché i musulmani hanno un forte senso di mutua garanzia e di responsabilità e, naturalmente, la punizione secondo la loro fede è molto più severa di quanto lo sia secondo qualsiasi altra fede. Quando si convertono al cristianesimo rischiano le loro vite.

Pertanto, non credo che ci sarà un movimento di conversione al cristianesimo. Forse i politici e i politologi occidentali esagerano di proposito, pubblicizzando questo fenomeno al fine di attenuare il processo opposto degli europei che si convertono all’Islam.
[181773]

Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 13/04/16

Materiale correlato:
La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 1
La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 2
Cristianesimo contro Islam: Quale futuro attende L’Europa?

Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

Pubblicato nella mia rubrica settimanale su Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

La difficile storia del popolo d’Israele non ci ha reso esperti nella cura della malattia dell’antisemitismo. Ora che il pericolo è alle porte, ma possiamo ancora scegliere di agire, dobbiamo fare una cura preventiva. Il Dott. Michael Laitman decodifica il meccanismo celato dietro il fenomeno dell’antisemitismo di quei leader e politici che sono contro la nazione di Israele, e ci sfida a fare esperimenti sociali volti a neutralizzare l’odio contro di noi.

Attualmente il canale Channel 10 News sta trasmettendo un documentario a puntate che rivela la portata del boicottaggio contro Israele da parte delle istituzioni accademiche degli Stati Uniti. Quindi non si tratta più solo dell’Unione Europea o del Ministro degli Esteri svedese, ma il veleno e l’odio contro Israele si sono diffusi anche tra i cittadini del nostro miglior amico: gli Stati Uniti d’America. Sempre più uomini di stato, leader politici, accademici e figure chiave in molti settori esprimono liberamente ed apertamente la loro intransigente ostilità nei confronti di Israele.

Esperti di Spicco, Risultati zero

Per poter gestire l’ondata di odio virale, Israele ha ottenuto l’appoggio di ministri dell’informazione, uomini d’affari e rappresentanti da tutto il mondo ed ha lanciato costose campagne via internet.

Comunque, nonostante la significativa assegnazione di risorse, l’immagine di Israele non è migliorata ed il problema permane. Purtroppo aumenta l’antisemitismo, l’opinione pubblica mondiale si è arresa ad una percezione anti israeliana e si rafforza il razzismo contro di noi.

2016-04-17_ynet_mohamed-ouda_wikimediacommons-min_w
(Il veleno e l’odio contro Israele sono arrivati ovunque) (Foto: citizenside.com)

 

L’antisemitismo è stato la nostra eredità per anni e non ha mai avuto alcuna spiegazione logica. L’opinione globale è supportata da un forte sentimento interiore, in base al quale Israele e gli ebrei sono da biasimare per tutti i guai e le crisi nel mondo. Sembra che la necessità di condannare Israele, annichilirlo ed eliminarlo, stia nel subconscio delle nazioni del mondo ed in tempi recenti essa viene espressa con forza a livello militare.

Cosa vogliono da noi?

Henry Ford, uno dei maggiori antisemiti, pubblicò una serie di opuscoli intitolata “The International Jew” (l’ebreo internazionale). Tra le varie cose egli scrisse: “L’ebreo è stato troppo a lungo abituato a pensare a se stesso come l’unico a poter rivendicare l’umanitarismo della società; la società ha una grande richiesta nei suoi confronti: che smetta di sentirsi esclusivo, che smetta di sfruttare il mondo, che smetta di creare gruppi ebraici, che smetta con i suoi guadagni e che inizi ad adempiere, in un modo in cui la sua esclusività non gli ha mai permesso di fare, l’antica profezia in base alla quale, tramite lui, tutte le nazioni sulla terra verranno benedette”. Ford è un esempio tra tanti.

Secondo la saggezza della Kabbalah non vi è motivo di sorprendersi. L’antico odio per Israele ha naturalmente radici in ogni persona (1). Inoltre, vi è una connessione diretta tra l’odio per Israele ed il sistema di rapporti tra la gente di Israele. L’origine di questo risale a circa 3500 anni fa, quando decidemmo di seguire le orme di un sacerdote babilonese chiamato Abramo. Abramo insegnò ai babilonesi come difendere l’unione quale massimo valore, nonostante l’ego che divide, che porta le persone all’odio reciproco (2).

Contro la forza che separa si può utilizzare la forza che connette. La sua funzione è quella di collegare le varie parti, connetterle e portare l’unione. Il popolo di Israele, per primo, deve realizzare questo processo. La connessione deve avvenire qui tra di noi, perché noi siamo coloro che per primi applicarono il metodo della connessione chiamato saggezza della Kabbalah (3). Nel momento in cui ci uniremo, in tutto il mondo si diffonderà una forza positiva, una forza capace di operare prodigi (4).

Unirsi Contro l’Antisemitismo che si trova dentro in Noi

Ai piedi del monte Sinai, Israele affrontò un ulteriore dilemma, nel momento in cui fu messo di fronte ad una scelta inequivocabile: responsabilità reciproca o odio infondato, tutto o niente. Con uno sforzo titanico Israele conquistò la montagna d’odio ed i suoi componenti si connessero “Come un unico cuore”. Da lì la strada per la terra di Israele, la costruzione del Tempio e la prosperità, fu breve, finché il veleno dell’odio infondato dilagò di nuovo tra il popolo, il Tempio fu distrutto e noi andammo in esilio (5).

Da allora sono passati 2000 anni e, anche se siamo tornati in quella terra, ci comportiamo ancora come se fossimo in esilio. Tribù e comunità divise si allontanano le une dalle altre, si auto gratificano invece di costruire un’unica comunità, sottolineano e sanciscono le differenze invece di costruire ciò che unisce e siamo davvero separati dalle nostre radici spirituali (6). Il mondo si aspetta che noi siamo “Luce per le nazioni” (Isaia 49:6) e che forniamo il buon esempio della società modello, nella quale tutti vivono in connessione ed amore fraterno al di sopra di tutte le differenze (7).

Siamo stati colpiti da ondate di moderno antisemitismo, tuttavia dobbiamo usarle per ricordarci del ruolo di cui gli ebrei sono investiti: fare unire il mondo “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Secondo la Kabbalah l’antisemitismo è una legge della natura che può essere misurata. Sfidiamo noi stessi ed organizziamo uno studio sperimentale a livello nazionale, uno strumento pratico tramite il quale testare su noi stessi l’immensità della forza di connessione. Per un breve periodo di tempo proviamo a creare un’atmosfera calda, comprensiva e di connessione nelle relazioni tra noi, al di sopra dei sentimenti freddi, al di sopra dell’alienazione e dell’indifferenza, così vedremo come un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli altri porti ad una riduzione significativa dell’odio nei nostri confronti (e nel mondo migliorano i rapporti politici, produttivi e gli atteggiamenti amichevoli verso di noi) (8).

NOTE:

1. “È un fatto che Israele sia odiato da tutte le nazioni per ragioni religiose, razziali, capitalistiche, comuniste o cosmopolite, ecc. Questo avviene perché l’odio anticipa ogni motivazione ma ciascuno risolve il proprio odio in base alla propria psicologia”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), The Writings of the Last Generation (gli scritti dell’ultima generazione), prima parte, sezione nove.

2. “Non vi è mai stata benevolenza come con Abramo…. Ed egli portò pace tra un individuo ed il suo simile poiché egli fu il padre di molte nazioni, poiché egli è colui che unisce e porta la pace tra tutte le creature”. Gevurot HaShem, capitolo 6.

3. “Spetta inoltre alla nazione di Israele qualificare se stessa e tutta la gente del mondo, per svilupparsi fino ad assumersi il sublime lavoro dell’amore per gli altri, che è la scala verso lo scopo della Creazione, ovvero, la Dvekut (adesione) a Lui”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Arvut (Mutual Guarantee)” (l’arvut, garanzia reciproca), sezione 20.

4. “Tramite il popolo d’Israele, che è più preparato di tutti gli altri popoli ad avvicinarsi al Creatore, verrà concessa l’abbondanza a tutti gli altri popoli”. Rav Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash), “Letters” (lettere), lettera 18.

5. “La casa fu distrutta a causa dell’odio infondato. I loro cuori si divisero ed essi furono separati e non furono degni di un Tempio che è l’unificazione di Israele”. Il rabbino Israel Segal, “Netzah Israel”, capitolo 4.
Tratto da: http://www.huffingtonpost.com/michael-laitman/when-we-are-united-isis-i_b_8717558.html

6. “Dispiace dovere ammettere che uno dei meriti più preziosi che abbiamo perduto durante l’esilio, ed il più importante, è la consapevolezza della nazionalità, cioè quel sentimento naturale che connette e sostiene ciascuna nazione. I legami di amore che connettono la nazione, così naturali e primitivi in tutte le nazioni, sono degenerati e si sono allontanati dai nostri cuori e si sono dissolti”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Nation” (la nazione).

7. “Israele porta Luce al mondo, com’è detto (Isaia 60:3): ‘E le nazioni cammineranno alla tua luce’”, Midrash Rabbah, Shir HaShirim, sezione 4, versetto 2.

8. “Quando Israele verrà innalzato secondo la sua vera caratteristica interiore, dando così al mondo una forma nuova e corretta, allora non solo Israele verrà innalzato ma anche il mondo intero. Avrà inizio quindi, una nuova era, nella quale non vi sarà commistione con la corruzione maligna; malvagità e riottosità non vi si opporranno affatto, rabbia e tristezza non potranno dominarvi e le preoccupazioni per l’equilibrio del mondo non troveranno posto nei cuori. Allora la forza brutale verrà eliminata e la spada perderà la sua importanza e cadrà in rovina”. Rav Raiah Kook, “Ein Aya”, Shabbat 2, Gerusalemme 5660, pagine 98-99.

9. H. Ford (1949), The International Jew: the World’s Foremost Problem (l’ebreo internazionale: il principale problema del mondo), , Library of Alexandria, pagine 51-52.
[181702]

La saggezza della Kabbalah non si occupa di miracoli

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nelle diverse religioni ci sono delle persone che affermano di aver raggiunto la santità e la rivelazione dei miracoli, ci sono persone con capacità speciali nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Il kabbalista non si coinvolge nei miracoli. Tutto quello che il kabbalista raggiunge è interiore ed egli non può esibire i suoi conseguimenti davanti a nessuno, non lo farà mai.

Non ha senso forzarlo a mostrare qualche trucco. Non funzionerà. Non esistono i miracoli nel nostro mondo. Se non conosciamo e riconosciamo le leggi della natura, certi fenomeni possono apparirci dei miracoli.

Se accendi un fiammifero di fronte ad un uomo di Neanderthal, vissuto dai 350,000 ai 600,000 anni fa, si domanderà come lo hai fatto e penserà che il fuoco esca dal tuo dito, si inchinerà anche davanti a te pensando che tu sia una creatura di un altro mondo. Tutto dipende dal livello relativo tra due persone.

Commento: Quando gli spagnoli scoprirono l’America, i nativi americani li ricevettero come dei.

Risposta: E gli spagnoli diedero loro pezzi di vetro in cambio di tonnellate di oro.
[180133]

Dalla lezione di Kabbalah in russo del 24/01/16

Materiale correlato:
Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 1
Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 2
Su cosa si basa la scienza della Kabbalah?

Come una fonte d’acqua fresca

Dr. Michael LaitmanDomanda: Per la prossima generazione, sarà più difficile correggere il proprio ego?

Risposta: Per la prossima generazione sarà più facile correggere il proprio ego perché noi stiamo spianando loro la strada. Noi siamo dei pionieri, e questo spiega perché sia così difficile per noi. Quando iniziai a studiare, non c’erano libri che parlassero della saggezza della Kabbalah in maniera semplice. Non c’erano introduzioni, e il mio maestro parlava in un linguaggio che io non capivo del tutto.

Oggi, tutto è più facile e semplice. Sul nostro sito Internet esiste molto materiale, e tutto è stato preparato per voi, per chi studia. Spero che arriveranno nuovi studenti, che si apriranno nuove opportunità per noi e che ci daranno una grande spinta verso la corretta descrizione della saggezza della Kabbalah.

Domanda: Le persone che desiderano leggere gli scritti di Baal HaSulam non ci capiscono nulla, il che significa che non hanno modo di capirci nulla senza commenti.

Risposta: Non era semplice neppure quando ho iniziato a studiare io. D’altro canto, ebbi la sensazione di bere acqua fresca, di trovarmi presso una fonte di acqua fresca che non potevo bere, ma che stava spruzzando gocce di acqua fredda e fresca su di me. Io non potevo raggiungere l’acqua, ma sapevo che era fresca. Questa sensazione rimase per tanto tempo.

Il mio maestro diceva sempre che tante monetine fanno una grande somma, nel senso che ogni piccolo sforzo viene aggiunto a quello precedente, e che hai bisogno di tanta pazienza per farlo.

Non avevo un gruppo ed amici che studiassero con me. Non avevo nessuno al mio fianco se non il mio maestro. Da una parte era veramente dura. Tuttavia, dall’altra parte, realizzo solo oggi, che fosse necessario al fine di educarmi come un individuo indipendente, un lupo solitario, un solitario che potesse avanzare nella vita senza aver bisogno di nessuno. Questo è il motivo per il quale, oggi, io posso essere indipendente.
[181485]

Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/02/16

Materiale correlato:
Il potere dei principianti
Il gruppo: uno specchio magico
Correggere i rapporti tra di Noi

Credere in Dio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno studiato la credenza religiosa in Dio e hanno concluso che essa diventi più forte nei momenti in cui l’uomo pensa agli eventi più importanti della sua vita, durante i quali sceglie una strada che poteva finire male ma che finisce bene. L’uomo mette in relaziona questo risultato alla forza superiore.

Gli scienziati pensano che credere in Dio non necessariamente si basi sulla fede cieca, ma sul pensiero razionale. Affermano che in realtà, questo è il fatto che permetta di spiegare la stabilità della credenza religiosa e che fornisca una prova chiara dei principi religiosi.

Risposta: L’umanità è molto stabile e più la gente è su questo pianeta, più crede nelle forze irreali che non sono state accreditate come verità. La gente vuole che Dio esista. È nel suo subconscio.

Possiamo fare delle domande ai figli delle persone religiose sul loro credere in Dio ed essi affermeranno di credere in una certa forza, e che bisogna pregarla e chiederle tutto ciò che vogliamo. Il loro atteggiamento verso la forza superiore è lo stesso atteggiamento che hanno nei confronti dei loro genitori, ai quali possono chiedere qualsiasi cosa e tutto è a posto. È una risposta naturale e istintiva verso l’incertezza.

Domanda: Le persone cercano la logica anche quando dicono che niente succede per caso.

Risposta: Certamente, possono inventare quello che vogliono, però quando incontrano la saggezza della Kabbalah ricevono una spiegazione su come possono sentire e scoprire il Creatore, e cominciano a comprendere che il resto è pura psicologia.

Domanda: Questo significa che non possiamo arrivare al Creatore usando gli strumenti razionali che abbiamo in questo mondo?

Risposta: Gli strumenti che abbiamo in questo mondo sono relazionati ai nostri sensi. Non esiste un modo per rivelare il Creatore con i nostri sensi, né con la nostra mente né col nostro cuore.

Il Creatore non è totalmente nascosto e, pertanto, tutte le supposizioni risultano della stessa illusione, allo stesso modo che la religione si basa su congetture e supposizioni.

Non ha niente a che vedere con la saggezza della Kabbalah e, pertanto, si tratta di fede senza nessuna base. Nella saggezza della Kabbalah , d’altra parte, esiste un principio semplice com’è scritto: “Un giudice raggiunge solo ciò che i suoi occhi vedono”.

Abbiamo solo bisogno di pulire le lenti attraverso le quali vediamo e osserviamo il mondo, in forma realista senza nessuna storpiatura. Allora saremo capaci di essere il nostro proprio giudice perché sappiamo di osservare le cose correttamente, giudicandole e prendendo la decisione corretta. Se diciamo “Questo è ciò che penso” o “Quello che dicono gli psicologi”, ecc., siamo ancora nella forma di questo mondo.

Qui puoi solo credere a ciò che l’investigazione scopre, e cioè a ciò che si basa sulla prova chiara, non si crede agli psicologi o ai filosofi.

Tuttavia, la gente non può penetrare da sola nella parte nascosta della natura umana, dato che non ha i sensi che corrispondono ad essa.

Le persone devono prima creare in loro stesse queste capacità, questi sensori, e di conseguenza inizieranno a sentire il Creatore. Possiamo raggiungerLo solo con la saggezza della Kabbalah.

Se l’uomo lo desidera, deve studiare in un contesto organizzato. Studiate e scoprirete il Creatore, e non avrete bisogno di credere in niente e, più importante ancora, in nessuno!
[180257]

Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 20/03/16

Materiale correlato:
Esiste un Dio?
Dio esiste?
Dio non lancia i dadi