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Colui che ci è vicino è importante

Baal HaSulam, “Un Comandamento”: …per il più piccolo dei profeti è possibile avere ancor più successo nella sua profezia del profeta più grande – in riferimento alla suddetta velocità – poiché egli si basa sulle rivelazioni di profeti precedenti, che gli hanno aperto la strada. Ovviamente, questo dipende anche dallo sviluppo dei suoi ascoltatori, dato che le parole chiare e concise richiedono una generazione più sviluppata affinché lo possano capire. E se queste due aggiunte si uniscono ad un piccolo livello, egli può riuscire molto più di un grande.

La cosa principale è che la generazione sia in grado di accettare il nostro messaggio. Qui il tempo fa la sua parte, fino a quando arriva il tempo di agire, e poi proprio il piccolo può diventare un mediatore, trasportando giù l’idea spirituale.

Dopo tutto, un grande, nella sua perfezione, è come il signore che prende le decisioni al livello più alto e non è accondiscendente verso i dettagli “locali”. Tra lui e una persona media si trovano molti agenti, eppure questa persona ha bisogno di un aiuto specifico per la sua vita di tutti i giorni.

Ecco perché, in un certo senso, il piccolo è più vicino alla gente rispetto al grande. La ragione è che lui può parlare più semplicemente e condurli ai gradi di raggiungimento, spiegando il loro lavoro nel dettaglio.

Il grande è lontano dalle masse. Baal HaSulam scrive ne “La Profezia di Baal HaSulam“, che egli chiese di abbassare se stesso, in modo da essere in grado di spiegare alla gente. Per questo, scese ad un livello più basso e quindi passò il metodo verso il basso.

D’altra parte, ai massimi livelli non avrebbe potuto scrivere per noi. La realizzazione, in tal caso, non può essere espressa per iscritto, in una lingua comprensibile. È disponibile solo sotto forma di caratteri della Gematria o con le parole che scrisse nei suoi quaderni, parole che non esistono nel nostro mondo. Dopo tutto, le forze e le leggi, che regolano le combinazioni delle lettere alla fonte sotto la Parsà di Binà non funzionano nei livelli più alti, e quindi, è necessario scendere al di sotto di Chazeh del Partzuf AVI e procedere lì verso nuovi Zivugim.

Tuttavia, in ogni caso, non si tratta di persone ma di gradi e, naturalmente, sia il piccolo che il grande, scendendo ad un livello inferiore, possono portarci, in questa fase del percorso, molto più bene – in ogni caso.

Quindi, per noi, chi ci è vicino è importante, e non colui che è lontano. Se oggi, incontrassimo Baal HaSulam o qualcuno dai nostri antenati – se, teoricamente, potessimo entrare in contatto con l’anima, che è separata da noi diciamo da un centinaio di gradi – non avremmo potuto fare nulla. Non avremmo semplicemente nulla da chiedere.

La nostra generazione ha bisogno di connessione con un Kabbalista in una serie di salite, discese, e ogni sorta di stati da cui veniamo pervasi dai desideri dell’ambiente. Anche le nostre domande sorgono dal nostro studio. Se lui, infatti, non ci avesse insegnato, non avremmo avuto quasi nulla da chiedere, così come il resto del mondo…

Si scopre che colui che ci è vicino, è importante.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.09.2013, Scritti di Baal HaSulam

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L’anti-vita è la vittoria sulla morte

Dr. Michael LaitmanOggi percepiamo la vita solo come ricezione, assorbimento, consumo, acquisizione ed ottenimento per se stessi. Così andiamo avanti sino a quando non ne possiamo più di questa vita, andiamo in pensione, passiamo qualche anno in un ricovero per anziani e poi finalmente moriamo.

Ma c’è una possibilità di innalzarci ad un altro livello dell’esistenza: condurre una vita secondo la dazione e non secondo il consumo. E questo non attraverso la benevolenza e la carità, dove aiuti i poveri con dei soldi, ma piuttosto vivendo oltre il proprio ego. La vita oltre l’ego ci porta un sentimento di contro-vita, di anti-morte, come è detto “Ho visto un mondo sotto sopra” (Baba Batra 10b).

Esiste un’altra forma di vita parallela al nostro mondo. La saggezza della Kabbalah ci insegna come ottenere una nuova forma di esistenza. Questo è un rovesciamento della vita, non dentro l’ego che inghiotte ed assorbe tutto al suo interno, non dentro il desiderio di ricevere e di godere, ma entro il desiderio di dare, di amare.

Questo non è lo stesso amore egoistico a cui siamo abituati nel nostro mondo. L’amore è quando esco da me stesso e mi includo nei desideri degli altri, vivo in questi desideri senza tener conto di me stesso. Uno stile di vita come questo non è limitato dall’intensità del piacere che puoi ottenere.

Questo non è il piacere del corpo fisico, che non può mangiare e bere senza limiti. Nella dazione non sono limitato da nulla visto che esco verso gli altri. Non sono limitato dalla vita biologica del mio corpo ma sono fuori di esso e qui percepisco la mia vita.

Il mio corpo continua ad esistere ma è come se vivesse di fianco a me, come un animale addomesticato vive al fianco di un essere umano. La mia parte interna che esce da me stesso ed è inclusa negli altri è chiamata Adamo (uomo). E quella parte di me, quella biologica, bestiale, che rimane, vive come al solito.

Vive il tempo che gli è destinato, andando dai dottori sino a che non finisce al cimitero.

Domanda: Ma una persona che si Sforza con I problem fisici di ogni giorno non può essere interessata a questi elevati concetti come quelli di una vita oltre il corpo fisico.

Risposta: Ogni persona è occupata nelle stesse domande sulla vita e sulla morte. Anche nella vita ordinaria ormai è impossibile andare avanti senza connettersi alle giuste reti e senza bilanciare la dazione e la ricezione e senza connettersi agli altri con le giuste connessioni reciproche. La saggezza della Kabbalah ci obbliga a organizzare le nostre vite in questo mondo.
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Dal programma Radiofonico Israeliano 103FM, 8.03.2015

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Un GPS sulla strada della vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se studio la Kabbalah, saprò delle mie incarnazioni precedenti e il mio futuro in modo da portare ordine nella mia vita? Ora sto vivendo solo per oggi, per questo momento, senza sapere che cosa può accadere domani.

Risposta: Prima di tutto, una persona impara esattamente con quello che gli viene dato, la libertà di scelta, con che cosa sono i suoi limiti e come può influenzare il suo destino. Egli sa di ciò che lo attende in ogni situazione e in ogni passo. Lui vede due strade davanti, e ha la possibilità di scegliere fra una via buona o una via del male.

La via del male è il percorso della sofferenza nel quale il destino ci spinge e ci sprona giorno dopo giorno attraverso colpi e poke. Però noi abbiamo la possibilità di scegliere la via della Luce nella quale possiamo usare le forze della natura che sono nascoste dentro di noi e portarci avanti, anche prima che arrivino i colpi.

La saggezza della Kabbalah ci insegna a desiderare costantemente il prossimo scopo, in tale modo e maniera da avanzare più velocemente rispetto ai colpi che arrivano e stanno rotolando dietro di noi.

Domanda: Una persona è pronta a evitare i colpi del destino?

Risposta: Una persona è preparata per portarsi fuori da sotto un colpo. Questo può essere anche per un popolo intero.

Domanda: È possibile capire quale sia la stazione successiva, è sulla tua via di vita, anche prima di raggiungerla?

Risposta: Certo che è possibile perché la saggezza della Kabbalah apre e rivela davanti a noi il programma intero, e con l’aiuto delle forze spirituali, scopriremo in quale forma dovremo connetterci per avanzare alla prossima fase, per passare attraverso di essa senza intoppi e facilmente.

La saggezza della Kabbalah ci rende possibile avanzare nella vita come se avessimo un GPS che ci dice costantemente qual è il modo migliore, quando andare a destra o a sinistra. Rivela ad una persona l’intera cartina del suo passato e futuro e in generale ogni secondo nella storia dell’umanità, non solo la storia di questo mondo, ma anche fra le incarnazione terrene.

Adesso l’umanità ha raggiunto uno stato unico in tutta la sua storia in quanto si trova in un vicolo cieco. Però questo è in realtà un buono stato alla fine ci obbliga a capire dove siamo e perché questo sta succedendo. Questa situazione critica ci forzerà a chiarire la domanda del significato delle nostre vite. Poi scopriremo quel che abbiamo bisogno di fare e vedremo quale ricompensa riceveremo in cambio.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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L’anno del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 25:1 – 25:5: E il Signore parlò con Mosè sul Monte Sinai, dicendo, Parla con i figli d’Israele e tu dirai loro: Potete seminare il vostro campo per sei anni, e per sei anni potare il vostro vigneto, e raccogliere il prodotto. Però nel settimo anno, la terra deve avere riposo assoluto, un Sabato in onore del Signore; non seminerai il tuo campo, ne poterai il tuo vigneto. Tu non devi raccogliere dopo la crescita del tuo raccolto, e non devi raccogliere le uve che avevi accantonato [per te stesso], [per] sarà un anno di completo riposo per la terra.

Al primo sguardo sembra che nella sezione settimanale della Torà Ba’har ci vengono date le leggi che ci dicono come lavorare la terra, far crescere le colture, e coltivare la terra. Però se esaminiamo questa sezione dalla prospettiva dei nostri desideri interiori che sono divisi nella natura inanimata, vegetale, animata, e parlante (i quattro livelli del desiderio egoistico), potremo capire come focalizzare noi stessi verso la correzione nel nostro lavoro spirituale.

I desideri sul livello della natura inanimata, per esempio, non si sviluppano o si sviluppano così lentamente che non sentono il loro sviluppo durante la loro esistenza, il che significa durante il ciclo intero della vita. I desideri che si mantengono su un livello fisso appartengono al livello della natura inanimata. Io non voglio cambiarli ma devo fare lo sforzo in modo da ottenere ciò.

Diciamo che devo costantemente amare e prendermi cura dei miei amici. Cioè, il mio livello di interazione con loro è costante e non-vivo perché non lo sviluppo. Però allo stesso tempo, il livello stesso si sviluppa perché costantemente lavoro sulla sua stabilità. Quando rimaniamo sul livello della natura il nostro carattere non cambia, ma saliamo a un livello ancora più alto. Dunque la nostra mutualità, amore, e la nostra incorporazione a vicenda, la comprensione che condividiamo e il supporto, costantemente cambiano.

Domanda: Significa che i rapporti reciproci fra gli amici diventano più forti se salgono ad un livello ancora più alto?

Risposta: Diventano più forti, ma sarà quando metto a fuoco tutte le mie azioni mantenendo la stabilità della natura dei nostri rapporti reciproci. Immaginate in quale misura il livello della natura immobile sia ora vivo poiché appartiene a me e non alla natura esterna che mi circonda.

Domanda: Allora che cosa simbolizza il nostro desiderio vegetale sul livello vegetale? La Torà dice: Puoi seminare il tuo campo per sei anni, e per sei anni puoi potare il tuo vigneto, e raccogliere il suo prodotto.

Risposta: Questo significa che elaboro il processo del livello vegetale del desiderio, che significa che includo tutti i miei pensieri e desideri indipendenti allo scopo di mantenere i rapporti con l’amico in una più forte unità bilaterale, in garanzia reciproca.

Li sviluppo sui successivi livelli quando li innalzo dal livello inanimato al livello vegetale e poi al livello animato ed al livello parlante. Su questi livelli io costantemente assicuro che tutte le mie azioni appartengano alla natura inanimata e questo è il modo in cui mantengo il livello fisso di rapporti reciproci.

Il settimo anno è un’azione molto speciale, nel quale grazie al fatto che ho lavorato su tutti i miei sei parametri (Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod), ricevo dall’Alto il prossimo livello di ascesa.

Salto su di esso come un numero nel contattore senza qualsiasi sforzo addizionale da parte mia. Nel settimo anno non faccio nulla, perché tutto mi viene dall’Alto.

In altre parole, il livello della natura inanimata sembra solo come la natura inanimata a noi, poiché ne derivano tutti gli altri livelli. Per avanzare devo lavorare con il primo livello inanimato, il quale è simboleggiato dalla terra.

Poi devo lavorare con il livello del vegetale sulla terra, in modo da produrre frutti per nutrire me stesso. Allo scopo di farlo, aro e semino la terra con l’aiuto di un particolare tipo di livello animato (bestie) che fu creato in modo da poterlo usare allo scopo di svilupparci.

Quando riceviamo i frutti della terra dobbiamo usarli allo scopo di nutrire la terra in forma di concime. Questo viene fatto sia con il livello animato che con il livello vegetale. Poi li cambio in cibo per i livelli vegetale, animato e umano.

Si scopre che il livello immobile della natura nutre l’intero ciclo, e così quando arrivo al settimo anno non lavoro perché Malchut si connette e opera sulla Luce che Ritorna (Ohr Hozer) e tutto ciò che ho fatto irrompe da sotto. Così, quando connetto il lavoro fatto posso venire in contatto con il Creatore.

Questa è la ragione per cui il settimo anno si chiama l’anno del Creatore. Tutto ciò che ho creato dal mio sforzo viene versato in questo anno, ricevendo la potenza della Luce che mi alza al successivo livello. Non posso alzare me stesso. Quando internamente compio tutti gli sforzi sui quattro tipi di desiderio. Completo il lavoro e vado al livello successivo dove la stessa cosa succede ma in una qualità diversa ed io subisco un’esperienza totalmente diversa.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 16.07.2014

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Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei conoscenti mi dicono che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché si può diventare matto. È vero che è così pericoloso e che uno si dovrebbe guardarsi dallo studio?

Risposta: Nella “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot,” testo principale per lo studio della saggezza della Kabbalah, è scritto che i Kabbalisti hanno diffuso intenzionalmente la voce che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché non volevano persone che venissero a studiare. Così la saggezza della Kabbalah è stata nascosta dal tempo della distruzione del Beit HaMikdash (Tempio) quasi fino ai nostri giorni.

Doveva succedere così perché l’umanità si è dovuta sviluppare e il popolo d’Israele è dovuto andare in esilio. L’esilio è anche distacco dalla saggezza della Kabbalah, dalla saggezza del sistema, e affondamento nel buio. Così siamo stati nel buio per 2 000 anni e questo mito della saggezza della Kabbalah è esistito fino ad oggi. Però furono divulgati dagli stessi Kabbalisti per tenere le persone lontane dalla saggezza della Kabbalah fino a quando sarebbe arrivato il suo tempo.

E oggi tutto è proprio l’opposto. Proprio come tutto il nostro mondo si è trasformato, così è cambiata anche l’attitudine verso la saggezza della Kabbalah. I Kabbalisti scrivono che ai nostri giorni e oltre, tutti devono scoprire la saggezza della Kabbalah e vedere ciò che dà il popolo d’Israele. Questo è perché non possiamo più risolvere i nostri problemi né esistere senza di essa.

Allora non si deve avere paura di nulla. È possibile aprire il libro e studiare, e ci sono tanti libri che sono adatti ai principianti, uomini e donne.

Domanda: Allora ne consegue che negli anni recenti l’umanità ha raggiunto una fase nella quale la saggezza della Kabbalah deve essere studiata da tutti? In precedenza non era così ed esisteva anche un divieto al suo studio. Però oggi l’umanità si trova in un tale vicolo cieco che l’unica uscita è imparare riguardo alla vita che esiste oltre questi confini.

Risposta: Questa è in particolare la stessa uscita rivelata attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah che ci porta fuori dal vicolo cieco nel quale ci troviamo ora.

Domanda: Lei che cosa intende con “oltre i confini della vita”?

Risposta: Cioè oltre i confini della vita della nostra corruzione, una vita in un mondo corretto. Il mondo continua ad agire secondo leggi determinate e nulla è cambiato oltre alla nostra attitudine. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo gestire le forze e la rete di connessione fra noi in modo che tutti saranno connessi nel modo giusto.

Raggiungiamo una tale armonia, una tale unità nei rapporti fra noi, che scopriremo una forza unica fra noi che ci aiuta a salire oltre questa vita che sta dentro il corpo e solo per il suo bene. Cominciamo a sentire la vita su un livello più alto, e in questa maniera andiamo fuori oltre i limiti di questo mondo, di questa vita.

Domanda: Uno non deve essere un grande saggio per questo?

Risposta: Questo è accessibile a tutti. In casa nostra c’è un frigorifero, una stufa, un forno a microonde; sai come funzionano? Anche se non lo sai, questo non ti impedisce di usarli.

Nello stesso modo ci sono stati Kabbalisti saggi che hanno creato il metodo, come un microonde. E ci sono persone comuni alle quali basta solo imparare ad usarlo. Ognuno deve imparare in una certa misura, similmente a come dobbiamo conoscere il funzionamento del microonde, in termini di quale bottone premere e come cambiare gli stati.
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Dal programma di radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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L’amore espande questo mondo limitato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei ha detto che la saggezza della Kabbalah è una parte interna della Torà. Questo significa che la Kabbalah si riferisce alla religione?

Risposta: Grazie allo studio della Kabbalah, una persona cambia completamente la percezione della realtà e comincia ad avere una attitudine diversa riguardo ai suoi concetti familiari. La Torà si riferisce all’uso della forza della Luce interiore, la sua correzione, e si innalza al di sopra della percezione attuale della realtà.

Il fatto che una persona raggiunge l’amore per il prossimo, lo porta fuori dal suo mondo limitato e confinato, in un mondo più ampio, eterno, e più alto. Questa tecnica permette a una persona di iniziare davvero a vivere in un mondo completamente nuovo, e non solo a calmare psicologicamente se stessi. Una persona si sposta da un mondo all’altro, cambiando i propri organi di percezione che raffigurano la propria visione del mondo intero.
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Dal Programma Radio Israeliano 103FM, 8.02.2015

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Teoria e lavoro pratico

Dr. Michael LaitmanQuando si studia la saggezza della Kabbalah è necessario stare molto attenti in modo che la teoria non oscuri il lavoro pratico. Ma c’è un problema qui …

Il problema è che molte persone scavano profondamente nello studio della Kabbalah, staccando dalla vita, e cominciano a destreggiare e manipolare le parole: Qui c’è scritto in questo modo, la in quest’altro modo.

Questo non dà nulla ad una persona. Perché con questo lui non cambia, ma gode solo dalla manipolazione mentale di tutti i tipi di dati, e non ottiene ciò che ognuno di loro rappresenta.

Lui semplicemente sta giocando con “scatole” vuote, sulle quali sono scritti: “Azilut,” “Malchut,” “Bina”, “Zeir Anpin,” i mondi di “ABYA” e simili. In questo modo l’uomo non è nel loro sentimento interiore, non lavora con loro, con le loro emozioni e caratteristiche.

Quindi è molto pericoloso presentare la Kabbalah ad una persona in questo modo perché lui comincerà ad essere coinvolto solo artificialmente, senza avere la connessione con gli amici, senza essere coinvolto nella divulgazione, senza le quali lui semplicemente “marcirà.” E’ impossibile crescere il tuo livello senza sviluppare il livello inferiore. Tutto lo sviluppo spirituale è latente interiormente in questo perché la catena deve passare dall’alto in basso  e dal basso all’ alto.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 14.05.2014

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Sull’oceano della saggezza

Dr. Michael LaitmanArchiviazione nel cloud?

Domanda: Si parla sempre di più sul come comunicare con potenze superiori, con il campo dell’informazione dell’universo.

Uno degli approcci moderni che promettono tale canale di comunicazione si chiama “canalizzazione”. Basato, per definizione, sul concetto di una realtà superiore con la quale stabiliamo un contatto.

Per analogia, possiamo riferirci all’esempio di archiviazione di dati nel cloud con accesso remoto al suo contenuto.

Questo apre un campo ricco per l’immaginazione, una vera “terra vergine”, la quale è coltivata di fronte a noi.

Dozzine di libri sono stati scritti su questo soggetto ed hanno attirato notevole interesse. C’è un fondo di verità in questo? Ci sono “nuvole” di ordine superiore? Posso inserire la password ed entrare in un sistema di sapienza globale?

Risposta: Il posto dove esistiamo, certo, contiene una vasta quantità di conoscenza. Mentre ci stiamo sviluppando, ci connettiamo a questo “archivio,” che è alimentato da essa e ci fa andare avanti nella vita.

Allo stesso tempo, scopriamo qualcosa di nuovo per noi stessi, quello che non sapevamo prima. Però, dal punto di vista oggettivo, questi fenomeni non sono nuovi. Essi sono esistiti in natura dalla formazione dell’universo o nella fase successiva del suo sviluppo. Non inventiamo novità, ma percepiamo ciò che esiste.

È per questo che lo stesso Newton si paragona a un bambino che sta giocando sulle rive del mare, “…mi sembra di essere stato solo come un ragazzo che giocando in riva al mare, mi sto divertendo ora e dopo a trovare un ciottolo più liscio o una conchiglia più bella del solito, mentre il mare grande della verità giace tutto da scoprire davanti a me.” Tale è la misura della nostra conoscenza dell’universo. Tutta la nostra scienza sono piccoli tentativi di comunicare con l’oceano di saggezza.

Visione del tunnel della nostra natura

Infatti, non conosciamo quasi nulla di noi stessi; non sappiamo il meccanismo della nostra percezione della realtà. Capiamo solo che l’immagine che appare davanti ai nostri occhi è veramente limitata dai nostri sensi.

Questa gamma è così ristretta che anche noi non possiamo immaginare qualitativamente diverse sensazioni. Vorremmo ampliare gli orizzonti, ma, per la nostra natura, non abbiamo bisogno solo di “integratori”, come un cane non ha bisogno della quinta gamba.

La vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto mi limitano, per la loro autosufficienza apparente. Il risultato, è che vedo un piccolo frammento del magnifico dipinto intriso di frequenze infinite e informazioni infinite. Numerose “tende” distorcono anche questo pezzo prima che sia visualizzato nella mia sensazione.

Infatti, non si tratta di realtà esterna. Quando vedo un albero davanti ai miei occhi, i miei occhi non lo percepiranno neanche, ma le onde, i dati nei quali passa dentro di me attraverso i “convertitori,” elettrici e chimici, fino che ne delineano la forma che è chiamata “albero”. Non ho idea di ciò che c’è fuori di me, al di fuori di me, e se non c’è affatto qualcosa o se quell’ “albero” è una parte di me.

Il tema della comunicazione con certe forze o fenomeni è piena di domande senza risposta. Il problema è che non vi è nulla per indagare, nulla da discutere, perché non siamo capaci di essere fuori dai nostri organi di senso.

Tuttavia, la “canalizzazione” è quello che viene chiamato una “zona selvaggia,” dove tutti possono dichiarare quello che vogliono e nessuna correttezza ne è dimostrabile “per definizione”.

Ci sono state molte persone alla ricerca di canali di comunicazione con le forze superiori. Rispetto ai precedenti periodi di prosperità, oggi questa sfera sembra modesta, ma comunque porta entrate.

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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 29.01.2015

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La Luna esiste solo quando la si guarda!

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Lenta.ru): “La funzione d’onda è una realtà oggettiva.

“La funzione d’onda descrive lo stato delle micro particelle. Connesso con essa sono la maggior parte delle manifestazioni della teoria quantistca, distinguendola dalla fisica classica.

“Il modulo al quadrato della psi-funzione determina la probabilità di una particella di prendere questo o quello stato. Esso può essere rappresentato come una somma di stati, e il processo di misurazione si riduce ad estrarre uno dei possibili stati.

“Gli scienziati sostengono uno dei due pareri riguardo alla funzione d’onda:

1. La psi-funzione è reale, ad esempio, è parte di una realtà oggettiva. L’oggettività significa che questa proprietà della funzione d’onda non ha nulla a che fare con l’essere umano e le sue idee sulla natura. La funzione d’onda è indifferente a ciò che una persona “pensa” su di essa.

2. “La funzione d’onda è un oggetto matematico, introdotto a causa della mancanza di conoscenza del mondo quantistico. Questo è ciò che pensava Einstein: ‘La Luna esiste solo quando la si guarda’ ? – Ha detto. Questo concetto significa che la funzione d’onda è solo uno strumento di conoscenza e non ha alcuna relazione con la realtà oggettiva.

“L’interpretazione secondo la quale il futuro può influenzare il passato non contraddice gli esperimenti degli scienziati.”

Il mio commento: La Kabbalah dice che NON ESISTE NULLA tranne due cose: il Creatore e la Creazione. Il Creatore è il desiderio di dare, riempire, amare, dalla luce eterna e costante, che riempie la creazione, il desiderio di ricevere: Godere.

Ne consegue che l’intera imagine del mondo che “vediamo” non è altro che le nostre proprietà interne che vediamo (sentiamo) di fronte a noi su uno sfondo di luce bianca. In altre parole, il mondo percepito è il nostro “interno”, “rovesciato”, così che noi possiamo vederlo meglio e correggerlo.
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Imparare ad ascoltare il Maestro

Domanda: Quando una persona può essere considerata uno studente del suo maestro?

Risposta: Viene chiamato studente colui che aderisce al suo maestro (che significa in modo interiore) e cerca di “succhiare” tutto il possibile da lui. Come un bambino che sta succhiando il latte dalla sua mamma, uno studente cerca di succhiare dal suo maestro tutto quello che ha e di crescere, il che significa sviluppare ciò che riceve.

Egli non è in grado di ricevere immediatamente tutta la conoscenza, la realizzazione, e la sensazione, ma può ottenere gli strumenti per sviluppare tutto dentro di sé. Dopo tutto, un bambino che riceve il latte materno non digerisce dentro di lui, ma lo trasforma in carne, muscoli e ossa. Si costruisce il suo organismo e il suo sviluppo. La stessa cosa accade qui.

Dobbiamo capire che da un insegnante riceviamo qualcosa che desideriamo ricevere, e solo nella forma e nella misura in cui abbiamo fatto sforzi verso questo. Noi non sentiamo ciò che l’insegnante dice, noi sentiamo solo ciò che vogliamo sentire. Il lavoro di uno studente è quello di annullare i suoi ostacoli psicologici e cominciare ad ascoltare il maestro. In altre parole, il lavoro di uno studente è l’annullamento del suo ego.
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(Da una conversazione riguardo il gruppo e la divulgazione del 20.10.2013)

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