Pubblicato nella 'Studio della Kabbalah' Categoria

Che cosa c’entra il Creatore?

Domanda da Facebook: Tutto quello che insegni è pura psicologia delle relazioni fra le persone. Che cosa c’entrano il Creatore, la Luce e tutte le altre caratteristiche?

Risposta: Il fatto è che il Creatore viene rivelato fra le persone quando fra loro si crea una relazione speciale di dazione e amore. Non nella dazione terrena, nell’amore terreno, ma ad un livello superiore, cioè al di sopra del nostro egoismo.

Per salire al livello successivo, al di sopra del nostro egoismo, è necessaria la saggezza della Kabbalah, che, in linea di principio, si occupa solo di questo. Cioè, è sempre psicologia, ma al prossimo livello, quello più elevato.

Nella nostra psicologia terrena, in pratica, un essere umano non ha bisogno di cambiare se stesso. Qui invece deve ricevere la forza superiore, e la Kabbalah gli insegna come farlo. Ricevendo questa forza, costruisce sopra di sé un altro essere vivente completamente diverso che lavora in dazione e amore per gli altri, al di fuori di se stesso. Cioè, a livello materiale, “io sono dentro me stesso” , mentre sul piano spirituale, agisco “fuori da me stesso”.

La psicologia materialistica non può occuparsene; non ha strumenti per questo, non esiste nessun potere della Luce che può cambiare inversamente una persona. Pertanto, la psicologia è psicologia e la Kabbalah è Kabbalah.

Domanda: E’ possibile dire che la psicologia materialistica ci adatta alla realtà terrena mentre la psicologia kabbalistica ci prepara per la realtà superiore?

Risposta: Naturalmente, mi adatto a un diverso sistema di relazioni costruito sulla completa disconnessione dal mio egoismo e al di sopra di esso.

[228596]

Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 10/04/2018

Materiale correlato:
La differenza fra la saggezza della Kabbalah e la psicologia
La Kabbalah e la psicologia Junghiana
Perché la saggezza della Kabbalah si focalizza sull’aspetto sociale

Qual è la differenza tra uno scienziato e un kabbalista?

Domanda: Qual è la differenza tra uno scienziato e un kabbalista?

Risposta: Il kabbalista è un ricercatore proprio come lo è lo scienziato; l’unica differenza fra loro è che il kabbalista ha semplicemente più strumenti universali di conoscenza nelle proprie mani. Egli si eleva al di sopra della propria natura animale ed esplora ciò che viene chiamato “la natura spirituale”.

Gli scienziati studiano ciò che è dentro di loro sin dalla nascita e, quindi, percepiscono tutto all’interno del quadro del nostro mondo. La differenza tra un kabbalista e uno scienziato è solo nel campo della loro comprensione. Pertanto, un kabbalista è lo stesso tipo di scienziato, solo impegnato nel prossimo livello, nel mondo superiore.

Se nel nostro mondo uno scienziato deve sviluppare normalmente i propri sentimenti e la propria mente sia qualitativamente che quantitativamente, un kabbalista deve sviluppare completamente nuovi desideri, pensieri e caratteristiche intellettive, che non hanno nulla a che fare con il mondo fisico. Il mondo superiore viene percepito ed esplorato in questi nuovi desideri e pensieri, e questa è la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Sono stati creati vari strumenti come i microscopi e i telescopi per studiare questo mondo. Quali strumenti ha un kabbalista?

Risposta: Egli stesso è lo strumento! L’espansione della sua percezione interiore è il suo unico strumento.

[228665]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

Materiale correlato:
Come conoscere la saggezza della Kabbalah
La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore
La Saggezza della Kabbalah e il Lavoro Scientifico

L’ “Ego” non può essere distrutto

Domanda da Facebook: La Kabbalah suggerisce di distruggere l’ego?

Risposta: No. La Kabbalah è il metodo che si occupa di come lavorare correttamente con l’egoismo e usare pienamente il suo potere. Questo è il motivo per cui viene chiamata “la saggezza della Kabbalah” (“Kabbalah” in ebraico significa “ricezione”), dalla parola “LeKabbel” (“ricevere”).

Domanda: Allora è impossibile distruggere l’egoismo?

Risposta: È sia impossibile che inutile.

[229092]

Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 10/04/2018

Materiale correlato:
Scoprire il campo del Creatore
Che cos’è l’egoismo?
La differenza tra l’egoismo spirituale e corporale

Perché c’è timore nei confronti della Kabbalah?

Domanda: Come mai può capitare di provare ansia quando si studia la saggezza Kabbalah?

Risposta: La paura nasce dalla mancanza di comprensione di cosa sia la Kabbalah.

Non esiste nulla di più facile, di più pratico e di più necessario della correzione della propria anima. E’ la nostra parte eterna che esiste da prima della nostra nascita fisica e che rimarrà con noi anche dopo la morte.

E’ necessario svilupparla cosicché, anche in questo mondo e grazie a lei, possiamo percepire il mondo superiore e cominciare ad essere legati all’anima e non al corpo. Ognuno deve raggiungere questa condizione. Non c’è nulla di cui temere.

Domanda: E’ possibile riuscire a non farsi condizionare dalla paura e trovare un “luogo sicuro” attraverso la connessione con gli altri studenti di Kabbalah?

Risposta: Credo che tu stia già percorrendo il cammino che descrivi. All’inizio però le persone studiano la Kabbalah per comprendere lo scopo della propria vita. Anche studiare la Kabbalah per allontanarsi dalle paure e dall’ansia è comunque positivo. Ci sono poi persone che si avvicinano alla Kabbalah per rafforzarsi e trovare sicurezza in questo mondo, in questa vita.

[229025]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/02/2018

Materiale correlato:
Come possiamo affrontare l’ansia e le preoccupazioni?
Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah
Risultati pratici della Kabbalah

Credere o non credere

Domanda: Una persona religiosa può studiare la saggezza della Kabbalah? In altre parole: possono un mussulmano, un cristiano, o un buddista diventare kabbalisti?

Risposta: Non è una questione di fede. Ciò che importa è che un individuo che ha sentito dire qualcosa, che ha letto qualcosa, oppure che ha ricevuto in qualche modo un’informazione, la accetta come un credo, ossia la usa come se fosse un dato di fatto. In tal caso è chiamato un credente.

La Kabbalah non è una fede. È una scienza che ricerca un qualcosa che non è possibile ottenere per una persona comune. Tuttavia ogni persona può raggiungere e scoprire nuovi spazi e nuove forme. Questo al giorno d’oggi viene persino discusso in fisica.

La Kabbalah conferma che ci sono materie, energie, spazi e volumi che noi non possiamo percepire. Esiste il movimento al di sopra di quel che conosciamo, al di sopra della luce e del tempo ed al di là del tempo e dello spazio.

Sembra che la scienza inizi a discutere di questo anche se gli esseri umani non riescono a percepirlo tramite i propri sensi. Lo immaginano solo teoricamente. Tuttavia, la saggezza della Kabbalah ci aiuta a sviluppare degli organi sensoriali dentro di noi che ci permetteranno di percepire e sentire luoghi che vanno oltre il tempo, la materia o le dimensioni e di esistere dentro di essi. Questi spazi sono considerati spirituali.

Domanda: Devo crederle?

Risposta: Non devi credermi quando ti dico che ciò esiste, così come non devi credere agli studiosi di fisica che ci dicono che la luce sparisce, che ci sono stelle nane bianche e rosse, altri universi oltre al nostro e così via.

Tu non devi credere a loro o a me. Tutto dipende dal fatto che tu desideri conseguire tutto questo per te stesso e che ritenga che questo sia importante per te. Se è importante per te, allora sei invitato a viaggiare verso un “altro” mondo. Se non ha importanza per te, allora puoi rimanere in questo mondo. Buona fortuna!

[226914]

Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman”, 20/03/2018

Materiale correlato:
La fede secondo la saggezza della Kabbalah
La Fede Secondo La Saggezza Della Kabbalah E Secondo La Religione
La Religione: un’immaginaria “sfera spirituale”

Raggiungere l’obiettivo desiderato

Domanda: E’ possibile che uno studente di Kabbalah fallisca nel conseguire l’obiettivo desiderato?

Risposta: Certo. La Kabbalah è una scienza. Tutti vogliono essere Einstein, ma solo alcuni diventano gli assistenti del professore. E non potrebbe essere diversamente.

Uno studente deve lottare per ottenere il massimo, ma non importa come andrà a finire. Tuttavia, se lavorerà correttamente, sicuramente raggiungerà l’obiettivo.

In un sistema circoscritto, quando ritorna alle proprie radici, egli sente di essere più in alto rispetto agli altri. Passando nella Luce superiore, attraverso di essi, si sente come se fosse divenuto una fonte speciale di energia per tutti loro.

Domanda: Einstein è l’esempio di realizzazione di un livello elevato in un determinato ambito. Ma aveva un talento raro, ora non esiste un altro Einstein al mondo. Ma lei dice che nella Kabbalah tutti possono raggiungere grandi vette?

Risposta: Einstein ha avuto il dono di vedere le connessioni interne del mondo. E’ in questo che è consistito il suo genio, tramite la combinazione di caratteristiche opposte della natura è stato in grado di ottenere nuove formule, espressioni, comprensioni, e di descriverle matematicamente.

Pertanto la matematica è la base di tutte le scienze, sebbene non sia essa stessa una scienza. E’ il metodo per descrivere le connessioni interne della natura. Dopotutto, la natura non è una scienza. La natura è una rete di connessioni tra di noi.

[227175]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/02/2018

Materiale correlato:
Tutti potranno scoprire il Mondo Superiore
Il gruppo è la piattaforma per scoprire il Creatore
Scoprire il Creatore

A sostegno dell’intelligenza artificiale

Domanda: Qual è la posizione dei kabbalisti riguardo la scienza e la tecnologia?

Risposta: I kabbalisti vedono la scienza, la tecnologia e qualsiasi altra cosa che faccia progredire il mondo, in maniera favorevole, perché è grazie ad esse che gli esseri umani si potranno rendere conto il prima possibile che tutto questo non ci dà assolutamente niente.

Domanda: In altre parole, è a favore dei robot e dell’intelligenza artificiale?

Risposta: Si, anzi auspico che tutto intorno a noi divenga artificiale: dottori, avvocati, ecc … Questo è esattamente quello che aiuterà gli esseri umani a capire qual è il vero scopo delle loro vite e che cosa dovrebbero fare in realtà in questo mondo.

[226159]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 7/01/2018

Materiale correlato:
I robot ci portano via il nostro lavoro?”
Quando la tecnologia è inutile
La trappola del progresso

I due vettori dell’universo

Domanda: Quali sono le definizioni di altruismo ed egoismo?

Risposta: Baal HaSulam definisce l’egoismo come l’amore per se stessi; quando un individuo vuole riempire se stesso il più possibile a discapito di tutti gli altri, senza dar conto a nessuno.

L’altruismo è il desiderio di riempire un altro individuo, dando via tutto quello che puoi, istintivamente, non per far piacere a te stesso ma per far piacere al desiderio dell’amico.

Ci sono solo due vettori nell’universo: una forza diretta verso se stessi e una rivolta verso gli altri. La loro combinazione dà origine ad ogni cosa che esiste in natura a tutti i livelli: inanimato, vegetale, animale ed umano.

Domanda: Perché è stato creato un sistema multilivello?

Risposta: I quattro livelli della natura rappresentano i quattro livelli della luce diretta. Inanimato, vegetale, animale ed umano in natura, corrispondono al primo, secondo, terzo e quarto livello dei desideri.

[227078]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/02/2018

Materiale correlato:
Perché abbiamo bisogno di altruismo?
I quattro punti di origine e le quattro fasi della Luce
HaVaYaH: Le fasi della crescita della mente e del cuore

Non c’è gioia senza dolore

Nelle news (da Nautilus): “L’infelicità è la pulizia del palato”, di Indira M.Raman, “… Spesso ci comportiamo come se potessimo trovare una strada per l’appagamento, cioè conforto, sazietà, calore, o qualsiasi altro tipo di ricompensa, ed essere felici tutto il tempo solo potendo fare le scelte giuste. Ma il piacere è spesso fugace, anche quello che deriva dalle esperienze più accattivanti, dando origine alla noia e scatenando la spinta verso qualcosa di nuovo e sensazionale. Come neuroscienziato, non posso fare a meno di chiedermi se la transitorietà della nostra soddisfazione potrebbe non essere ineluttabile e invece potrebbe rivelare un aspetto inevitabile del modo in cui funziona il cervello, la cui comprensione potrebbe fornire un indizio su come affrontarlo. …”

“Senza essere in grado di fare paragoni, il mondo diventa grigio. In altre parole, non è solo la varietà che è il sale della vita; è la discordanza che ci fa percepire qualsiasi cosa. …”

“Noi percepiamo le cose non dal loro valore assoluto ma dal loro contrasto con ciò che c’era prima. …”

“… Penso che questo offra una chiave di felicità compatibile con il funzionamento del cervello. La capacità di rilevare anche gli stimoli familiari può essere in genere ripristinata da una breve pulizia del palato, che letteralmente consente un recupero dalla desensibilizzazione sufficiente per intensificare una successiva esperienza. … Poiché il cervello classifica su una curva, confrontando all’infinito il presente con ciò che c’era prima, il segreto della felicità potrebbe essere l’infelicità.

Non l’infelicità assoluta, certo, ma il brivido transitorio che ci fa sentire il caldo, la sensazione di fame che fa la sazietà così gradita, il periodo di disperazione vicina che ci catapulta nella stupefacente esperienza del trionfo. Il percorso verso la soddisfazione è attraverso il contrasto.”
Indira M. Raman, professoressa del Dipartimento di Neurobiologia alla Northwestern University.

Il mio commento: Sono d’accordo con lei. È impossibile distinguere la luce senza l’oscurità, la gioia senza il dolore e così via. I nostri sentimenti sono costruiti su due percezioni opposte, e tutto dipende da come li valutiamo, da come li soppesiamo.

Il modo più corretto per noi è quello di iniziare a realizzare che erano necessarie le sensazioni di amaro per sentire il dolce. E quindi anche loro diventano parte del dolce. Vi auguro una sensazione del genere.

[226919]

Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 20/03/2018

Materiale correlato:
Psicologi: perchè la gente è infelice
In cosa consiste la felicità?
La ricetta per la felicità: un milione e mezzo di dollari

I tre principi della Kabbalah

Domanda: Quali sono le tre leggi fondamentali del metodo della saggezza della Kabbalah?

Risposta: Il primo postulato è che c’è un’unica forza superiore, la Natura, chiamata “Creatore” o “Natura”. Non le attribuiamo altre proprietà speciali, a parte essere una forza comune che include assolutamente tutto quello che esiste nella creazione.

Il secondo postulato è che la forza superiore ha creato i livelli della natura inanimato, vegetale, animale ed umano, che sono automaticamente controllati dalla forza superiore, senza nessuna possibilità di libero arbitrio. In questa situazione la persona è la parte della Natura che può reagire coscientemente e indipendentemente ai suoi segni. “Umano” in ebraico è “Adam” (dalla parola “Domé”, “simile”) che significa simile al Creatore.

Così come esiste la forma in cui il Creatore ha la sua libertà d’azione, c’è anche un’opportunità di agire in maniera indipendente quando la persona si eleva al di sopra della propria natura e può così agire al di sopra della sua stessa natura.

Il terzo postulato è che, come risultato di azioni ed esercizi speciali, tutti possono raggiungere l’equivalenza della forma con il Creatore, in modo da avere la libertà di agire in maniera simile al Creatore.

[226802]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/02/2018

Materiale correlato:
Una base comune per metodi diversi
La Saggezza della Kabbalah e il Lavoro Scientifico
Ricevo secondo la mia equivalenza di forma