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Un uomo e una donna come caratteristiche della natura

Domanda: I miei genitori hanno divorziato e hanno lasciato questo segno in me. Io so che ci sono molte persone della mia generazione che hanno sofferto a causa di questo. Ci spaventano le donne. È molto difficile credere in loro.

Risposta: Io non capisco i tuoi problemi perché qui parliamo di cose completamente diverse. Non parliamo di uomini e donne come corpi biologici, un gruppo di cromosomi, geni e ormoni.

Parliamo di uomini e donne come caratteristiche della natura (ed è molto importante per noi!), quando noi come adulti comprendiamo come usare le nostre forze e le nostre debolezze in modo adeguato per poter raggiungere un traguardo comune. Persone serie riunite qui che vogliono raggiungere questo e non si preoccupano dei problemi giornalieri di uomini e donne nella nostra vita quotidiana. Ci stacchiamo dalla vita materiale e ci solleviamo da essa. Vogliamo usare le nostre qualità spirituali, maschili e femminili, per supportarci uno con l’altro e sollevarci. Dobbiamo muoverci insieme verso il traguardo per poterlo raggiungere.

Ognuno di noi ha la propria missione, il proprio ruolo, ma non può essere senza gli altri. Solamente la combinazione reciproca fa sì che la nostra connessione sia produttiva.

Impariamo su l’Aviut (desiderio) e Zakut (schermo). È necessario avere entrambi come complementari e uguali uno all’altro. Se lo schermo fosse più grande dell’Aviut, dove potrebbe apparire dall’inizio? Uno schermo non può essere diverso perché appare solo in cima al desiderio. Se il desiderio è più grande dello schermo, significa che non mira verso la dazione, ma verso ricezione. Quindi, è importante avere la giusta combinazione delle qualità maschili e femminili. Vorrei enfatizzare che parliamo di qualità, e non di ormoni o altri tratti materiali. Sotto il concetto di “donna” s’intende un’aspirazione verso la spiritualità, e “uomo” significa la realizzazione di quest’aspirazione e non si applica assolutamente al nostro mondo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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La forza che riempie l’Intero Universo

Non esiste nessuno tranne Lui, oltre la forza che ci governa. Questa forza è l’unica. Questo sta a significare che non c’è nulla intorno e dentro di noi ad eccezione di una singola forza che fa e crea assolutamente tutto.

Noi studiamo questa forza, anche nelle nostre scienze. La sentiamo dentro di noi ed intorno a noi. Noi deriviamo da questa forza. Noi esistiamo in essa, cuociamo in essa come piccoli pezzi in una pentola di minestra. Essa penetra, crea, e porta tutto su di noi. Questa forza riempie l’intero universo e ha avuto origine dal Big Bang da cui essa ha disperso lontano tutto ciò che esiste nell’universo.

Se ad una persona sembra di esistere al di fuori di questa forza, questo accade semplicemente perché non la sente, come un bambino che viene lasciato solo nella sua stanza mentre sua madre è in cucina. Il bambino pensa che non ci sia nessuno in giro, che è completamente libero e può fare ciò che vuole. Non capisce che in realtà sua madre lo sta guardando. Anche noi, siamo dei bambini piccoli che pensano di poter fare tutto quello che vogliono su questa Terra con i giocattoli che creano, con cui giocare, e perdersi dentro.

In realtà la Forza Superiore crea, agisce, e organizza tutto. Questo è il modo in cui stiamo avanzando in avanti.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03. 2012, Lezione 3)

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Prendere la direzione verso il Creatore

È scritto: “Non c’è nessuno a parte Lui [a parte la sola forza della Natura]”. Questo significa che non c’è altra forza al mondo … che è opposta o simile ad essa, che esiste a parte essa. Cioè, esiste solo una forza nel mondo, la Natura, che include tutto in essa.

In verità, non include niente in essa; ci sembra soltanto che sia divisa in molte parti. Ci sembra che nel mondo ci siano molte forze, ragioni, risultati e differenti avvenimenti, ma tutto deriva da questa sola forza.

Noi siamo appositamente tra molte persone, con così grandi problemi, preoccupazioni ed azioni costantemente mutevoli, in modo che a dispetto di tutto, a dispetto di tutte queste azioni, problemi ed interruzioni, focalizziamo la nostra attenzione sulla forza che ha creato tutto intorno a noi.

Tutte quelle che sembrano interruzioni che negano la singolarità di questa forza, la Natura, e che derivano da un piano, un pensiero, uno scopo, tutto questo è concepito per respingerci da essa in modo tale che ritorniamo sulla stessa strada, come un missile che segue costantemente la stessa direzione; esso controlla costantemente sé stesso quando è fuori rotta e solo così può dirigersi verso l’obbiettivo, come un comune sistema di sorveglianza.

Devo dirigere me stesso verso lo scopo, ma sono sul cammino non sapendo in che modo avanzare, come se fossi sospeso nell’aria e non ci fossero segnali stradali in giro. Allora come posso fare qualcosa? Questo è lo stato in cui ci troviamo: noi non vediamo lo scopo. Esso ci è completamente nascosto dallo schermo che lo occulta.

Siccome c’è uno schermo, non sappiamo cosa succede dietro di esso. Così, come possiamo raggiungere questo obbiettivo?

Per farlo, noi abbiamo dei “segnali stradali” ed alcune deviazioni, ci controlliamo costantemente e quindi avanziamo. Deviando dallo scopo, calcolo l’errore e ritorno ad uno stato normale e questo succede tutto il tempo.

Ma quale stato è considerato normale? Come lo so? Dopotutto, non ho mai visto questo grande scopo, così come posso aspirare ad esso? Io aspiro ad esso quando dirigo tutti i miei pensieri, i miei desideri, le azioni, le ragioni, i risultati e tutto quello che succede nel mondo ad una sola origine. Io devo attribuire tutti i meno ed i più, tutto quello che mi succede ad una sola cosa, a questa origine.

Questo significa che ci sono forze individuali della singola forza della Natura, che agiscono di proposito con l’intenzione di deviare la persona dallo scopo.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03.2012, Lezione 3)

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Ricerca spirituale

Domanda: Ci sono delle persone nel mondo che sentono il richiamo dei loro cuori. Sono completamente immerse nel loro traguardo e vivono solo per quello. Queste persone possiedono un organo spirituale e hanno bisogno della Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah ebbe origine nell’antica Babilonia, quando era immersa in una crisi come quella in cui ci troviamo adesso e le persone persero il senso della direzione delle loro vite. Sentirono all’improvviso che l’egoismo li confinava nell’esistenza animale. E dopo scoprirono questo metodo di raggiungimento della forza superiore.

La Kabbalah serve unicamente a coloro che si trovano in una crisi profonda e si pongono la domanda sul significato della vita.

Generalmente, la domanda sul significato della vita appare nelle persone per diversi motivi. Per esempio, anche io, se perdo dei soldi nelle scommesse, oppure nel commercio o mi succede qualcosa, mi domando sul significato della vita. Ma in questo caso la domanda è sorta come risultato di una “mancanza”, cioè, come risultato di una sofferenza e di una perdita nel nostro mondo. In questo caso, le persone non aspirano a salire, non ne sono interessate.

Dobbiamo capire chiaramente perché le persone vengono da noi. Puoi chiarirlo con qualsiasi psicologo, e perfino da te.

Supponiamo che una persona abbia tutto, una macchina, una casa, una famiglia, un lavoro. Se questa persona ha perso qualche cosa (mancanza), lui o lei, si chiederà qual è il significato della vita: “Perché dovrei vivere se l’ho perso?” Ma non è un’aspirazione per andare in alto, per avanzare. Se tu dai a questa persona un “più” al posto di un “meno”, sarà sufficiente per soddisfarla.

 

Le persone così non hanno bisogno di qualcosa di spirituale, qualcosa di superiore. Quello che parla in loro non è un livello Umano superiore a quello animale, ma un ordinario livello animale: il sole brilla, l’erba cresce e tutto va bene sulla terra.

Per una persona che s’ interroga sul significato della vita, sembra che tutto si sia fermato. Niente ha valore, non significa niente poiché tutto inizia e finisce. La vita stessa non da’ niente; non c’è niente d’ importante in essa tranne il fatto che io ricevo; non succede nient’altro ed alla fine, io vivo semplicemente come una bestia.

Una persona che la pensa così e inizia a interrogarsi sul significato della vita si sta chiedendo qualcosa di diverso, qualcosa che punta verso l’alto, sopra l’esistenza bestiale, il motivo per il quale la sua vita è limitata in alcuni anni della propria esistenza, sulle proprie abilità e sui “meno” che non lasciano la sua mente in pace. “Che cosa c’è su questo “meno”, a  cosa serve tutto quanto?” E a seconda del livello dal quale si è originata questa domanda, questa persona arriva al misticismo o a qualcos’altro.

Il desiderio si sviluppa costantemente dentro di noi. Questo è lo sviluppo della domanda sul significato della vita in base ai cinque livelli graduali di desiderio: 0, 1, 2, 3, e 4.

 

Se una persona si trova nel livello preliminare dello sviluppo, sarà soddisfatta da molte filosofie. Se si trova nel livello successivo, allora sarà la psicologia. Molto spesso queste persone diventano poeti, scrittori, filosofi e psicologi. C’è un livello di sviluppo che attrae le persone a certe azioni, a diverse pratiche psicologiche: “Balleremo e ci siederemo nella posizione di loto, respireremo o non respireremo, cioè, inizieremo a raggiungere sostanze superiori attraverso il corpo”.

Anche questo riguarda la ricerca. Se una persona si trova in questo livello farà yoga, o altre pratiche e ne sarà soddisfatta. Non gli puoi provare niente. È il loro livello di conoscenza, di raggiungimento e sensazioni, è il livello di richiesta che sorge in loro adesso. Ci sono anche alcune religioni qui, in maniera parziale. Sono intese per rassicurare, per fornire equilibrio e per dare speranza.

Nel livello seguente la persona non potrà più essere soddisfatta dai diversi esercizi fisici, ginnastica e respirazione, e così via. Sente che non gli da’ niente. Dopo tutto, si tratta semplicemente di un corpo che vuole sentirsi comodo. “E se cominciassi a meditare?” E comincia a meditare con delle lettere o dei simboli. È già qualcosa di più astratto, ma tuttavia non va oltre la trama psicologica.

Infine, nel livello finale dello sviluppo, sorge la domanda nell’uomo: “Esiste qualcosa fuori di me se io riesco ad annullare me stesso?” Esiste qualche metodo che mi permetta di togliermi il mio attuale “io”? Io voglio percepire il mondo che c’è fuori di me”. Queste persone arrivano da noi.

Che cosa significa “fuori di me”? Significa la percezione del mondo non dentro di me, non attraverso i miei cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Queste sensazioni entrano in noi, si sommano, e quindi sentiamo il mondo dentro di noi in base ad un certo programma dentro di noi.

Nello schermo situato nella parte posteriore del cranio, la somma di tutte queste sensazioni dipinge in noi il mondo in una certa proporzione: riceviamo più del 90% di questa immagine attraverso la nostra vista, il 7 – 8% attraverso il nostro udito, e il resto attraverso l’olfatto, tatto e gusto. Ecco!

Significa che il programma sta cambiando dentro di me, i desideri cambiano, e in base ad essi, io ricevo la sensazione di un mondo diverso. Come se si muovesse, come se facesse qualche cosa dentro di me. Ma come faccio ad uscire da me e ad iniziare a sentire l’universo nella sua interezza?

I più recenti studi scientifici dicono che solamente un campo, una forza, e nient’altro esiste fuori di noi; solamente una forza e nient’altro. Perciò, quello che appare dentro di me, in me, e quello che cerchiamo adesso, tutto questo lo devo vedere come la connessione tra di me e questa forza. Non ho un’altra opportunità per rivelarlo, soltanto dalle impressioni che ricevo.

Cioè, io devo analizzare costantemente che quello che accade dentro di me, sia i “più” sia i “meno”, tutto viene da una forza. Se io mi dirigo in questa maniera, allora anche dalla mia presente percezione, io inizio a sintonizzarmi con questa forza e a sentirla sempre di più. In base a questo, avendo ottenuto tale stato nel quale io ricevo un sensore addizionale, io inizio a sentire la forza stessa.

Io inizio a rivelarla, e precisamente dalla sua influenza opposta su di me, io sento l’infinito, la perfezione. Mi confonde di proposito e mi da diversi ostacoli in modo che attraverso di essi io mi stringa ad essa. Quindi, io m’innalzo sul mio animale.

Nel livello animato, mi vengono date di proposito delle sensazioni di diverse influenze negative in modo che possa superarle e sentire questa forza. Questo è quello che comprende l’intero metodo. E il gruppo, lo studio, la divulgazione e tutto il resto servono unicamente per aiutarmi a raggiungere lo scopo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

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Sentire la forza che controlla il destino

Tutto il nostro lavoro consiste nel trovare in noi stessi l’opportunità di sentire la forza che riempie il mondo, che controlla il mondo ed il nostro destino, che ci conduce attraverso la vita, e determina tutti gli eventi in essa – quello che accadrà a tutti noi ogni minuto.

Per fare questo, dobbiamo costantemente scavare dentro di noi, in particolare attraverso di noi. Non saremo capaci di trovare niente nel mondo meccanico che ci circonda. Solamente raffinando i nostri sensi, incrementando la nostra sensibilità interiore, noi inizieremo a sentire i fini strati della natura così come la sua informazione. Questo stato ci rivelerà l’intero programma della creazione, tutto quello che dovrebbe accaderci, e quello che è già accaduto, e ci solleverà sopra la sensazione di tempo, spazio e movimento meccanico verso un’area completamente diversa.

Perciò dobbiamo andare sempre più a fondo e cercare in noi stessi la sensazione di questo strato d’informazione, di questa forza che controlla tutto. Si potrebbe chiamare forza basica della natura, la forza superiore della natura, oppure il Creatore poiché crea tutto e contiene tutto il programma della creazione. Per completare questo ci uniamo insieme per incrementare il nostro impatto in ognuno di noi e in questa maniera aiutiamo tutti ad unirsi.

Iniziamo a creare un organo sensitivo in un sentimento collettivo, che è capace di rivelare per noi la forza che ci circonda e che penetra tutto. Stando in questa costante e corretta connessione tra  me e gli altri, io supero me stesso, esco da me stesso e inizio a sentire quello che c’è tra di noi. Questo diventa molto importante.

Ma tutto il resto è mio, come il mio corpo bestiale. Quando io desidero uscire completamente da me stesso, per sentire quello che c’è fuori di me, è lì che io trovo la forza superiore della natura.

Connetterci ad essa è il traguardo della nostra esistenza. E noi tutti vogliamo raggiungerlo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

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Il posto per il Lavoro è tra i cuori

Domanda: Noi ci troviamo nello stesso stato di una nascita. Una nascita è un’azione concreta che avviene oppure no. Tuttavia, se adesso ponessi questa domanda ai miei amici, riceverei ogni sorta di risposta, come se qui ci fossero diverse sfumature di grigio. È così che dovrebbe essere, oppure è solo una delle due, bianca o nera?

Risposta: C’è un ottimo esempio per questo, l’esodo dall’Egitto. Esso si può riferire ad una singola persona che include tutte queste qualità dentro di sé, dato che tutto il mondo è dentro di lei, oppure, può anche essere visto come l’esodo di molte persone di tutti i tipi, tra cui ci sono uomini e donne, anziani e bambini, neonati, persone legate alla nazione di Israele,  Egiziani, una cosiddetta “moltitudine mista”.

In questa folla, ci sono quelli che sognavano questa fuga da molti anni ed alcuni che seguono i loro parenti. Ci sono bambini e neonati che vengono portati fuori dai loro genitori. Ci sono anziani di cui nessuno si sarebbe occupato se fossero rimasti. Ci sono quelli che hanno visto la folla fuggire e solo allora hanno deciso di unirsi.

Ma ci sono quelli che vanno a capo della folla, che sono determinati a scappare e davanti a tutti loro Mosè guida il cammino. Ovvero, noi vediamo che tra quelli che arrivano al Monte Sinai ci sono tutti i tipi di persone; ed all’interno di una singola persona che raggiunge questo stato della prima unione al di sopra della montagna dell’odio tra sé ed i suoi amici, ci sono anche una moltitudine di desideri e pensieri, dall’elevato punto nel cuore che la conduce come l’antenato, Mosè, fino ai desideri più approssimativi ed inutili.

Alla fine è necessario che tutti loro, così diversi, ognuno confinato all’interno della propria gamma di desideri, di pensieri e di intenzioni, siano pronti per la connessione reciproca nello stesso modo in cui noi, essendo sotto il Machsom, siamo capaci di farlo. Certamente, tutto questo sta succedendo in un mondo di inganni per il fine egoistico, Lo Lishma, ma non ci è richiesto ancora altro.

Bisogna capire che l’approccio spirituale non è per niente difficile, ma molto semplice. Il problema è che noi non siamo diretti alla spiritualità! Io non sono diretto all’unione! Se io fossi capace di restare nell’aspirazione per l’unione per poche ore, l’avrei raggiunta. Tuttavia, non la voglio e trascorro delle ore in tutte le altre cose possibili eccetto la spiritualità, così alla fine, una vita sola non è abbastanza per raggiungerla.

Il problema è che noi continuiamo a dimenticare dove abbiamo bisogno di applicare gli sforzi. Se applichi lo sforzo nel posto corretto, allora non importa se hai pochissima acqua, ma la stai utilizzando per innaffiare un seme piantato nella terra e questo seme butterà fuori dei germogli. Mentre se tu hai molta acqua, ma la versi sulla sabbia del deserto, allora non viene fuori niente da essa.

Ecco perché tutto il problema risiede nella qualità dell’intenzione. Mentre nella quantità, noi la stiamo più che riempiendo, girandoci intorno, facendo qualcosa e restiamo soddisfatti perché abbiamo usato tutta la nostra forza. Tuttavia, se vedessi come è davvero, capiresti che non hai fatto assolutamente niente nel posto giusto. Questa è tutta la questione. Questo è ciò su cui lavoriamo e tutto dipende da questo.

Ognuno è già troppo pieno di conoscenza teorica, di scienza e di articoli. Quello che resta è applicare lo sforzo nel posto giusto, solo tra i cuori ed allora avremo successo. Nel nostro stato oggi, possiamo raggiungere questo nel giro di poche ore in maniera da toccare almeno il vaso spirituale e poi tutto sarà più facile.
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(Dal Congresso di Arava, Lezione 4)

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Una trasformazione universale

Noi stiamo andando al congresso di Arava perché abbiamo bisogno urgentemente di unità e coesione. Esse ci daranno il potere e la comprensione per portare la correzione al mondo. Non c’è una forza più grande al mondo della nostra unità. Tutti gli altri mezzi sono materiali, mentre noi abbiamo la forza spirituale che ci permette di cambiare il sistema comune e trasformare l’universo.

Il nostro universo è sottoposto ad un numero limitato di costanti, come la velocità della luce. È sufficiente che avvenga un sottile cambiamento in queste dimensioni fondamentali ed allora tutta la natura diventerà differente. Quando i valori costanti cambiano, il nostro mondo non può esistere nella sua forma precedente.

Quindi noi possiamo regolare leggermente la correlazione di queste costanti senza l’aiuto della forza spirituale. Allora, gradualmente, il mondo “fluisce” e cambia forma. Nessuno è consapevole di questo, ma all’improvviso tutti diventano più intelligenti e più percettivi, gli occhi di tutti sono aperti, le persone capiscono e sentono di più e tutti si elevano nella loro coscienza, arrivando ad un maggiore contatto con l’idea dell’unità e realizzando il bisogno per il cambiamento.

Noi stiamo accendendo la Luce che Riforma le persone e le sviluppa. Tuttavia, non le sviluppa nella saggezza terrena, ma in quella superiore, nella saggezza dell’unione. Questo è il cammino che dobbiamo aprire per l’umanità con la nostra unità.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.02.2012, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Lascia a casa il tuo “Io”

Domanda: Vorrei prepararmi al lavoro del Congresso nel deserto di Arava nel miglior modo possibile. Come dovremmo agire dall’interno per raggiungere il successo?

Risposta: Questo è difficile. Devo costantemente condurre un’analisi, porre domande e cercare le relative risposte, scendere e salire, e devo risolvere tutti i problemi solo unendomi agli amici. In questo modo voglio costruire un esempio per tutti.

Il successo è impossibile per una sola persona perché deve essere acquisito da tutti insieme, e ciò significa che mi preoccupo solo del desiderio comune. Ciò che è importante non è quello che sento, ma cosa noi stiamo sentendo. Non sono io ciò che sorge sopra qualcosa e rivela qualcosa, ma siamo noi ad ascendere e a rivelarlo. Esiste sempre il noi, mentre l’io non esiste affatto. Io voglio vivere in questa “zuppa”. La parola “Io” e la sensazione di sé stesso devono essere lasciate a casa.

Per di più, il noi non è solo un raduno di amici o di un’ “unità di forze speciali.” Tutti questi sono giocattoli, in realtà, “noi” è un’anima. Il fatto è che non abbiamo delle parti che si uniscono una con l’altra; ma ognuno in essa è fuso insieme all’interno di uno, e questo non ha alcun rapporto con ciò che siamo oggi ma è una nuova creatura che è stata appena creata.

Dopo tutto l’essenza spirituale che vogliamo formare prima non esisteva . In precedenza c’era solo una Reshimo rotta che conduceva a questo e oggi, con i nostri sforzi, cerchiamo di formare un’anima dal mondo di Nikudim, che avrebbe dovuto essere corretta in questa fase, ma è stata rotta deliberatamente a causa dell’amore per noi stessi.

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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2012, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot)

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Domande e risposte sulla spiritualità

Domanda: Gioverebbe ad un uomo, nel suo lavoro spirituale, di integrare il processo di correzione al suo lavoro come un hobby (nel suo tempo libero)? Per esempio, diciamo che quest’uomo sia un programmatore di computer e applicasse gli schemi della saggezza a un programma di “imitazione della vita”, che dovrebbe costruire la mancanza per un certo aspetto della realtà, poi applichi il processo di correzione a questa mancanza attraverso il disegno del programma, questo potrebbe aiutarlo a sentire meglio l’intenzione spirituale?

Risposta: No, dovrebbe riferirsi alla correzione come alla cosa principale della vita, mentre alla programmazione informatica come ad una necessità. Gli manca l’importanza dell’obiettivo.

Domanda: Possiamo conoscere o avere un contatto con chi si trova già nel mondo spirituale?

Risposta: Si lei può incontrare tutti coloro che sono lì, indipendentemente dal fatto che esistono o meno in questo mondo, ammesso che si trovi al loro livello.

Domanda: Questo è un errore: Yod-Key-Vav-Key? Io ho sentito parlare solo di Yod-Hey-Vav-Hey.

Risposta: Questo vuol dire mantenere il comandamento di “non prendere il nome del Signore invano”. È come quando non chiamiamo i nostri genitori per nome.
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L’uomo non si arrende

La Kabbalah risponde alle domande sul significato della vita. In realtà questa domanda è molto importante, perché durante la mia ricerca per dare una risposta a questa domanda, prima di tutto esamino me stesso. Ho l’attitudine giusta verso la vita in tutto quello che faccio?

Io ho il desiderio per il piacere che mi porta a formarmi una famiglia, avere dei figli, aver cura di loro, il mio lavoro, il mio futuro, i miei genitori, il mio ambiente, la mia città, il mio paese, e forse perfino il mondo intero. Tutto questo per soffrire di meno.

In questa maniera, alla fine, mi fanno arrivare a diversi gradi di sofferenza. Nel migliore dei casi, ci sono portato dal come ne possa trarre profitto. E se tuttavia riuscissi a elevarmi su tutto questo? Se  smettessi di dipendere dalle sofferenze o dai piaceri e diventassi più obiettivo, come un uomo con la “U” maiuscola? Probabilmente sarei libero da questi legami. Dopo tutto, sono gli istinti animali a portarmi a formare una famiglia, e gli istinti sociali quelli che mi portano a seguire le leggi sociali. Che cosa farei se non fossi portato dalla sofferenza o dal piacere?

Oggigiorno sembro un animale che sia stato condotto passo dopo passo, spronato e forzato a rallentare con le due redini, di dolore e dolcezza. Sono come una bambola, un pupazzo, un meccanismo fragile senza l’opportunità di fare qualsiasi cosa di propria scelta, nemmeno un minuscolo pezzo del suo tragitto.

Allora, posso prendere queste redini? Se non posso, posso perlomeno analizzare la situazione, comprendere quello che sta succedendo e qual è lo scopo? Probabilmente sarebbe meglio che io chiudessi gli occhi e mi sommergessi in pratiche religiose o altro. Forze se mi sconnettessero dall’essenza, questo mi darebbe pace per il resto della mia vita.

È qui il punto in cui l’uomo non si arrende e si rifiuta, e ciò che più conta si manifesta in lui. Incurante del piacere, sofferenza, vergogna, orgoglio e altri metodi che lo conducono e lo controllano nella vita, cerca ancora l’indipendenza. “Qualsiasi cosa accada, accadrà, ma io devo trovare l’essenza. È qui che mi sento come un uomo. Non c’è un altro modo.” Abramo cercò persone come lui nell’antica Babilonia, e ne trovò alcune migliaia.

Questo è il criterio per l’umanità, che aiuta a determinare il livello in cui raggiunge il suo elemento animale e il livello nel quale è pronto per diventare Uomo.

Siamo capaci di accelerare lo sviluppo umano attraverso la divulgazione e l’educazione in modo che possa arrivare più velocemente a queste domande fondamentali? Essenzialmente, ai nostri giorni, è questo il lavoro “sociale”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.11.2011, “L’essenza della religione e il suo scopo”)

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