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Ci serve un mondo nuovo

Uno studente mi ha scritto dicendo che oggi tante persone credono che serva un mondo nuovo. Ha chiesto “ se tu dovessi costruire il mondo da capo, da dove inizieresti?” Gli ho risposto che inizierei con un Paese, un Paese autosufficiente. Poi chiederei un po’ di tempo per sviluppare il popolo, sviluppare la società.

Il problema è che siamo tutti come bambini che si aspettano che il mondo funzioni come vogliamo noi semplicemente perché lo vogliamo. Non funziona così. Per far sì che le cose funzionino come vogliamo noi, dobbiamo imparare come farlo accadere, come farlo correttamente.

Con imparare, non intendo dire che dovremmo apprendere il mondo, ma noi stessi. Dobbiamo cambiare noi per poter costruire un mondo dove otterremo ciò che vogliamo, senza inquinare l’aria, la terra e l’acqua, senza eliminare specie intere di piante e animali, e alla fine distruggere noi stessi.

Il cambiamento che dobbiamo apportare in noi riguarda il nostro rapporto con la società, l’importanza che attribuiamo alla società in cui viviamo, non a noi stessi. In altre parole, le connessioni tra noi dovrebbero essere la nostra priorità, in opposizione alla nostra tendenza attuale di concentrarci su di noi.

Solo una volta cambiati noi, i prodotti che creiamo contribuiranno al mondo intero. Dato che la nostra mentalità cambierà dal narcisismo alla considerazione reciproca, tutto ciò che facciamo avrà come obiettivo servire gli altri piuttosto che soltanto noi.

Questo non vuol dire che non avremo più oggetti personali o che non avremo bisogno di cose personali, ma il modo in cui li creeremo e useremo includerà intrinsecamente il pensiero del bene comune. Di conseguenza, non dovremo più preoccuparci di creare prodotti sostenibili o usare prodotti che rispettino l’ambiente poiché sarà la nostra natura lavorare per il beneficio di tutti.

In altre parole, il livello al quale eleviamo l’umanità corrisponde al livello al quale si innalzerà la società. Il successo di un paese non dipende dagli avanzamenti tecnologici, dai governi o dai paradigmi educativi. Il successo di un paese dipende da quanto le persone tengono a mente il bene comune. La coesione sociale e la responsabilità reciproca sono gli unici fattori che determinano il destino di una nazione.

Una volta che avremo costruito un paese modello per l’umanità, sarà possibile riprodurlo in tutto il resto del mondo. Questa è stata la mia risposta allo studente che ha chiesto come costruire un nuovo mondo.

Dove sono finiti tutti i bambini?

 

E’ stata portata alla mia attenzione una notizia pubblicata nel The Wall Street Journal un paio di settimane fa. Diceva che “Il numero di bambini nati in America nell’ultimo anno è il più basso degli ultimi quattro decenni”. “Il tasso di fertilità totale” continuava “è crollato a 1.64… il più basso tasso mai registrato”, e aggiunge che “le nascite totali erano più basse registrate dal 1979”. Se si considera l’alto numero di immigrati che si riversano negli Stati Uniti ogni anno, con tassi di nascita molto più elevati di quelli delle donne americane, e che per mantenere le dimensioni della popolazione (livelli di sostituzione) è necessario un tasso di nascita del 2.1, è evidente che negli USA le cose stanno cambiando.

In molti sensi, gli Stati Uniti sono in declino da diversi decenni. Per quanto riguarda i tassi di fertilità, credo che con 1.6 non si sia toccato ancora il fondo. In una generazione in cui i genitori non si godono i loro figli, non c’è da sorprendersi che non vogliano averli.

La struttura naturale della famiglia è ormai scomparsa. Le famiglie in cui entrambi i genitori sono a casa, e in cui per entrambi sia il primo matrimonio, sono obsolete. Di conseguenza, i bambini di oggi non si aspettano nemmeno una struttura familiare tradizionale e organica. Le persone crescono sole, vivono nelle proprie camere fin dalla tenera età, e spesso sono lasciati a se stessi anche nei contesti sociali, come a scuola.

Perché le persone in uno stato tale vorrebbero fare figli? Non si sentono connessi agli altri e non hanno alcun desiderio di avere figli propri, che dovrebbero allevare, solo per diventare lontani da loro come lo sono loro dai propri genitori.

Quindi, anziché fare figli, le persone preferiscono passare il tempo seguendo i propri capricci e concentrandosi sui propri sogni, e raramente mettere su famiglia è uno di questi. Se si aggiunge il fatto che allevare figli è molto costoso, allora l’idea intera sembra totalmente sgradevole. L’unica cosa che attrae i giovani d’oggi, e anche i meno giovani ormai, è il motto “Prenditi cura di te stesso, null’altro è importante”.

In aggiunta, il tasso di immigrazione attuale supera le 200.000 persone che attraversano il confine meridionale ogni mese. Con un tasso di fertilità molto più elevato di quello delle donne americane, l’afflusso sta creando una trasformazione fondamentale. L’equilibrio etnico sta cambiando.

Questo processo non sarebbe così significativo se fosse semplicemente uno spostamento nell’equilibrio delle etnie. Il punto è che gli immigrati arrivano negli USA da un contesto completamente diverso con un sistema di valori totalmente diverso da quello della maggior parte degli americani.

L’americano di quaranta o cinquant’anni fa ormai non c’è più. La psicologia di tanti americani, i loro valori e l’approccio alla vita, sono già molto diversi da quelli che dominavano nel paese fino a pochi decenni fa, e i cambiamenti continuano.

Alla fine, si formerà una nuova società ed emergerà una società coesa in America. Ciò che rimane da vedere è quando e , cosa più importante, a che costo l’America arriverà a questo punto.

La Società della gioia

La società del futuro è una società che vive secondo il principio “ama il tuo  prossimo come te stesso”, una società di gioia, sorrisi e riavvicinamento.

Domanda: Come si sente una persona al suo interno dal punto di vista della percezione della realtà? Sente il suo vicino, sente la struttura sociale?

Risposta: Sente se stesso in un ambiente che è assolutamente identico a quello che esiste dentro di sé. Dopotutto, il confine della percezione che ci sono io e qualcosa all’esterno di me viene distrutto, livellato.  Non c’è differenza tra il suo stato interiore e l’ambiente esterno.

Allo stesso tempo, la sensazione del nostro mondo egoistico, chiuso, spigoloso, limitato dal tempo, scompare.

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From KabTV’s “Kabbalah Express” 6/24/22

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La natura ha molto amore ma nessun altruismo

Alcuni ricercatori Australiani che volevano condurre una ricerca sulla gazza ladra australiana, hanno applicato dei piccolissimi localizzatori (dal peso di soli 2,70 gr.) ad alcuni esemplari in uno stormo, al fine di tracciare i loro movimenti ed abitudini. Con grande sorpresa, nell’arco di due ore, i localizzatori sono stati rimossi da alcuni componenti dello stormo. Gli esemplari con i localizzatori avevano cercato sin da subito di liberarsene ma senza riuscirci. Quando gli altri uccelli si sono accorti che essi si volevano liberare delle fascette dei localizzatori, sono immediatamente entrati in soccorso e in pochi minuti le gazze sono state liberate.

Gli scienziati hanno spiegato che: “abbiamo familiarità con il concetto che le gazze siano creature socievoli ed intelligenti ma questa è la prima volta che siamo venuti a conoscenza di un tale atteggiamento altruistico: aiutare altri componenti del gruppo senza ricevere in cambio un’immediata, tangibile ricompensa.” 

Tra il 2005 e il 2007 mi è capitato più volte di incontrare la celebre primatologa Jane Goodall. Abbiamo avuto diverse conversazioni appassionanti riguardo la natura e le differenze comportamentali esistenti tra l’uomo e gli animali. In una di queste conversazioni mi ha detto che, quando si passa molto tempo nella natura, ci si accorge che è piena d’amore e gli unici che non lo sentono siamo noi, gli esseri umani.

Di fatto, se esamini la natura da vicino, ti accorgi di quanto amore ci sia. Tuttavia, amore e altruismo, non sono la stessa cosa. C’è sempre un motivo dietro al comportamento degli animali nei riguardi dei loro simili e questo è dettato da un tornaconto personale. Nel caso delle gazze ladre, il tracciatore che indossavano le facevano apparire diverse dagli altri uccelli dello stormo che sono entrati in soccorso per riportarle ad uno stato di “normalità”.

Ogni uccello di uno stormo o ogni animale di un branco simpatizza con gli altri membri del gruppo. Siccome la sopravvivenza di ogni uccello dipende largamente dalle dimensioni dello stormo, è chiaramente nell’interesse degli uccelli ad avere uno stormo il più grande possibile. Questo assicura una maggiore protezione nei confronti di rivali o potenziali predatori. 

Gli umani sono differenti come ha notato la Goodall. Noi abbiamo un tratto distintivo aggiuntivo, se così si può chiamare: amiamo vedere le sofferenze degli altri. Quando gli altri soffrono, specialmente in conseguenza a delle nostre azioni, ci sentiamo superiori e il piacere di sentirsi superiori è unicamente una caratteristica umana.

Per questa ragione, in natura, sopra il livello umano, tutto è perfettamente bilanciato. L’amore è istintivo e tutto funziona armonicamente. Ma quando entrano in gioco gli esseri umani, l’incontenibile desiderio di superiorità compromette l’intero sistema. Questo è ciò che ci fa sfruttare gli altri ed abusare di loro, ci fa consumare oltre il dovuto, accumulare ricchezza superflua e depauperare le risorse della terra.

Poiché siamo privi di amore naturale, ad eccezione delle linee di sangue, ma oggi anche questi legami si stanno sfaldando, siamo gli unici esseri sulla terra che debbono “lavorare” sull’amore per gli altri. Non si tratterà di altruismo fino a quando le nostre azioni non saranno senza ricompensa. Tuttavia la nostra ricompensa sarà nel testimoniare la gioia negli altri. Solo quando saremo in grado di operare in questo modo, cesseremo di abusare di ciò che ci circonda e di noi stessi.

In sostanza, l’antidoto al nostro piacere nei confronti della superiorità è quello di sviluppare un sentimento opposto: il piacere nel vedere il successo altrui. Solo quando raccoglieremo questo sentimento tra di noi, come comunità, avremo la possibilità di diventare amorevoli e prenderci cura gli uni degli altri, esattamente come gli altri animali in natura. Solo allora creeremo un ambiente sostenibile dove tutti noi potremmo prosperare.

Immaginate che vostro figlio non sia vostro

Immaginate un uomo che diventa padre di un bambino dopo molti anni di ansiosa assenza di figli. Il desiderio intensifica l’amore del padre per il figlio ed egli si immerge a capofitto nella paternità. Tiene il neonato tra sue braccia dopo i pasti per  farlo digerire, gli parla, gli cambia i pannolini. Man mano che il figlio cresce, gli insegna ogni cosa che sa, lo porta alle partite, fa il tifo per lui, con gli altri genitori orgogliosi durante le partite. Quando il figlio si mette nei guai a scuola, con gli altri bambini o con i compagni di squadra, il papà lo ascolta e gli dà un consiglio paterno. E ogni sera, prima di addormentarsi, il papà si siede accanto al suo letto e gli legge la favola della buonanotte.

Il padre è così orgoglioso di suo figlio che i suoi amici al lavoro lo prendono in giro. Dicono che lui pensa che non ci siano altri bambini al mondo oltre a suo figlio e che, poiché ama così tanto suo figlio, non gli piacciono gli altri bambini. Il padre ride, ma ammette che, come in tutte le prese in giro, c’è del vero.

Poi, un giorno, due poliziotti e un assistente sociale si presentano alla porta e mostrano al padre delle carte che attestano che c’è stato un terribile errore e i neonati sono stati scambiati alla nascita.  Il figlio non è suo figlio, ma è di qualcun altro, i genitori biologici sono già stati avvisati e vogliono che vada a vivere con loro il prima possibile. Loro figlio, ovvero il suo figlio biologico, vuole  conoscerlo e andare a vivere con lui.  L’assistente sociale e i poliziotti spiegano che suo figlio deve andare a vivere con i genitori biologici.  

Forse non ne siamo consapevoli, ma la tragedia del padre è molto simile a un processo che tutta l’umanità sta vivendo, con una differenza sostanziale. Nel caso del padre, la perdita è insopportabile. Nel caso dell’umanità, stiamo per scoprire che brutto figlio abbiamo avuto e che meraviglioso figlio sta per sostituirlo.

Il figlio di estranei che abbiamo cresciuto è il nostro ego. L’ego ha preteso tutto da noi senza provare gratitudine. Ogni volta che lo accontentavamo, voleva di più. Alla fine ha preteso più di quanto potessimo fornire; abbiamo esaurito le scorte; abbiamo finito i soldi, le risorse e le forze.

Inoltre, nostro figlio Ego ci ha istigato contro tutti gli altri ragazzi, li ha resi orribili ai nostri occhi e ci ha fatto odiare loro e i loro genitori. Ci ha persino fatto combattere contro di loro. Ci ha resi ciechi al fatto che avevamo davvero bisogno di quegli altri ragazzi e di quei genitori, che ci hanno dato tutto quello che abbiamo: lavoro, compagnia e tutto quello di cui avevamo bisogno nella vita.

Poiché siamo arrivati allo stremo delle forze, cominciamo ad aprire gli occhi e a vedere che Ego non è un figlio tanto amato, ma un mostro. Ancora più importante, stiamo iniziando a capire che non è davvero nostro figlio e che nulla ci lega a lui se non le sue bugie sul nostro legame. Gradualmente, stiamo scoprendo che i nostri veri fratelli sono tutti gli altri. Loro, tutta l’umanità, sono la nostra famiglia.

Ora che stiamo iniziando a capire la verità, possiamo sviluppare un nuovo atteggiamento nei confronti degli altri. All’inizio faremo dei piccoli passi. Ma man mano che un numero sempre maggiore di persone riconoscerà la verità sul proprio ego e sul proprio atteggiamento verso gli altri, impareremo a camminare insieme con più fiducia. Impareremo a preoccuparci degli altri laddove prima provavamo solo indifferenza o addirittura dispetto. Dirigeremo la nostra cattiveria verso il nostro nemico interiore e, così facendo, sconfiggeremo il nostro unico e solo nemico, il nostro falso figlio, l’ego.

La connessione tra società, politica ed emissioni di gas serra

Un saggio pubblicato dall’Università della California, Davis, descrive la connessione tra le emissioni di gas serra, le relazioni sociali e la politica. Il saggio sostiene che non sono i livelli di inquinamento atmosferico a dettare le politiche sulle emissioni di gas, ma piuttosto la politica e le relazioni sociali sono i fattori chiave. Poiché i modelli attuali prendono in considerazione i dati scientifici e ignorano l’elemento umano che influisce sulle emissioni di gas, sbagliano sempre. Secondo me, l’elemento umano non solo è cruciale, ma è l’unico elemento che causa danni ambientali, poiché gli esseri umani sono l’unico elemento del creato che scarica odio nel nostro mondo.

Il nostro mondo è costruito strato su strato. Alla base della piramide c’è lo strato minerale, o inanimato. La flora, o strato vegetativo, si trova sopra di esso, e la fauna, o strato animato, si trova sopra la fauna. Il livello umano si trova in cima alla piramide, come la testa in un corpo. Per questo motivo, l’umanità determina la salute e la forza di tutti gli strati sottostanti.

Tra tutti gli strati, c’è un equilibrio attentamente mantenuto che mantiene la prosperità di tutti i livelli della natura. L’unica eccezione è lo strato umano. Gli umani sono pieni di odio gli uni per gli altri e cercano non solo di dominarsi a vicenda, ma di umiliarsi a vicenda. Per raggiungere il loro obiettivo, sono disposti a usare e abusare di chiunque e di qualsiasi cosa. Nel fare ciò, gettano l’intero sistema planetario fuori equilibrio.

Gli esseri umani sono peggio di qualsiasi cosa. Sono peggio del gas metano, del bruciare combustibili fossili, dello sporcare il mare, dell’inquinare il suolo e del contaminare l’aria. Anche se non limitassimo l’uso di tutti i prodotti chimici e le emissioni di CO2 che riversiamo nell’ecosistema planetario, non causeremmo comunque tanti danni quanti ne causiamo semplicemente spargendo odio nel sistema.

Ecco uno studio che lo dimostra: nel 2015, la rivista Science ha pubblicato un rapporto sulla vita nella zona di esclusione intorno al defunto reattore nucleare vicino a Chernobyl, esploso nel 1986. Dopo l’esplosione, i residenti umani sono stati frettolosamente evacuati e un’area di 4.200 chilometri quadrati è diventata completamente disabitata. Gli animali selvatici divennero i padroni della zona, gli scienziati si aspettavano che non sarebbero durati, o che avrebbero subito gravi deformazioni a causa dell’alto livello di radiazioni radioattive che permanevano in tutta la zona e che continuano a esserci ancora oggi. Tuttavia, gli scienziati, che hanno condotto lo studio dal 2008 al 2010, non hanno riscontrato “alcuna prova di un’influenza negativa delle radiazioni in merito alla quantità di mammiferi”.

Inoltre, Jim Smith, coautore dello studio, ha detto che ” quando gli esseri umani vengono allontanati, la natura fiorisce, anche all’indomani del peggiore incidente nucleare del mondo”. Smith ha anche aggiunto: “Non stiamo dicendo che le radiazioni sono buone per gli animali, ma stiamo dicendo che la presenza umana è peggiore”.

Quindi, se vogliamo ristabilire l’equilibrio della Terra, pulire l’aria, pulire il suolo e purificare l’acqua, non dobbiamo preoccuparci delle emissioni di gas, ma dei sentimenti che esprimiamo. Questi sono i veri inquinanti,  quelli che dobbiamo pulire.

Ripulire i nostri cuori affinché non emettano odio non è facile. È un serio processo educativo che dobbiamo intraprendere collettivamente, comprendendo che è la nostra unica opzione se vogliamo evitare un cataclisma globale.

Non è come se non ci fosse tempo. Il deterioramento del clima e il crescente inquinamento sono processi graduali. Ma anche l’educazione, compresa l’autoeducazione, è un processo graduale. Perciò, dobbiamo essere pazienti e determinati ad iniziare il più presto possibile e  a non fermarci finché non trasformiamo fondamentalmente il modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri, perché solo se sradichiamo l’odio che produce ogni situazione e crisi nel nostro mondo, avremo un futuro su questo pianeta.

Responsabilità Reciproca: il fondamento della Società

La società di oggi adora l’ego. Tutti quelli che sono “qualcuno” si mostrano nel modo più egocentrico. Questo è vero per le icone dei social media come è vero per le star dello sport, le pop star, i politici e anche i magnati del denaro.

Tuttavia, una società che venera l’egoismo mina il significato stesso del termine “società”. Perché una società esista, deve concentrarsi sul sociale piuttosto che sull’individuo. Se si concentra su quest’ultimo, si disintegra, che è quello che stiamo vedendo oggi nel mondo.

Le relazioni sociali possono esistere solo quando tutte le parti riconoscono di avere un beneficio reciproco che non possono ottenere da sole. Il beneficio deve essere abbastanza grande da indurli a rinunciare a parte della loro indipendenza in cambio di ricompense maggiori, come migliori possibilità di sopravvivenza, di educazione dei figli o prosperità economica consolidata.

Per questo motivo, una società i cui idoli sono coloro che contribuiscono alla coesione della collettività, rafforza se stessa e il benessere dei suoi membri. Al contrario, una società che idolatra le persone che si concentrano su se stesse e che spesso agiscono contro gli interessi della collettività, si sfila il tappeto da sotto i piedi. 

Una volta che un gruppo di persone ha stabilito un livello base di responsabilità reciproca, può iniziare a costruire strutture più complesse come clan, città e nazioni. Più alto è il livello di responsabilità reciproca nella società, più essa può crescere ed espandersi.

Tuttavia, è una sfida mantenere la responsabilità reciproca perché l’egoismo umano non è statico, ma è in continua evoluzione. Pertanto, coltivare la responsabilità reciproca deve essere un compito costante per la società. Altrimenti, crollerà. Dato che abbiamo trascurato questo per molti decenni, stiamo assistendo ad un crescente grado di disintegrazione e dissoluzione nella società.

L’umanità ha raggiunto un bivio: può continuare ad evitare di coltivare la responsabilità reciproca per elevarsi al di sopra dell’ego crescente, o può tornare a coltivarla fino a diventare più forte dell’attuale livello di egoismo.  Se sceglie la seconda, raggiungerà un tale livello di coesione che le persone smetteranno di sentirsi separate le une dalle altre. Otterranno un nuovo livello di vicinanza, come se fossero inseparabili nei loro cuori, nelle loro anime.

Una volta raggiunto questo livello, le lotte tra le persone che vediamo oggi diventeranno lotte interiori, in cui le persone si confronteranno con il proprio egoismo, che le separa dalla società. Le persone conseguiranno un livello di percezione completamente diverso; sperimenteranno un’unità a livelli che non avevano mai pensato potesse esistere.

È qui che conduce l’attuale lotta tra l’egoismo e la responsabilità reciproca, e finirà in uno dei due modi: unità o guerra.

Trovare l’equilibrio nella disuguaglianza

Domanda: Siamo tutti consapevoli delle disuguaglianza e del fatto che non possiamo essere uguali tra di noi. Eppure ci paragoniamo costantemente con gli altri e misuriamo quanto valiamo in confronto agli altri, il che porta a grandi sofferenze. Non esiste una persona che non sia frustrata da qualcosa, o qualcuno che pensa di essere migliore in ogni cosa, dato che alla fine c’è sempre qualcosa che ci fa stare male.

Perché è così?

Risposta: Vogliamo essere come minimo uguali agli altri, non superiori.

La nostra natura ci spinge a fare questo, e sembra che sia la cosa giusta. L’unica domanda è come soddisfare il richiamo della natura che fa sì che io voglia essere superiore. Se questo lo svolgo correttamente per il bene degli altri, probabilmente non avrò alcun conflitto con gli altri, e essi mi accetteranno e avrò qualcosa di cui essere orgoglioso senza sentirmi in colpa o essere criticato ecc.

Questo significa che tutto dipende dall’atteggiamento positivo della persona verso gli altri.

Da KabTV “New Life – 1323” 21/11/21

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Meta non serve; basta una Pillola

Abbiamo tutti sentito come Mark Zuckerberg stia costruendo un’ipotetica iterazione di Internet chiamata Meta. Nelle clips che pubblicizzano la piattaforma, possiamo vederlo trasferirsi a vivere lì, nel suo universo virtuale. L’idea è quella di consentire alle persone di comunicare e persino spostarsi indipendentemente dalla distanza fisica e di consentire loro di viaggiare tra tempi e paesi. Non vorrei finire lì dentro. Non sarà un posto dove le persone possono essere felici e in un posto del genere non ci voglio stare.

L’intera idea di Meta, per come la intendo io, è di avere persone che vivono in un’illusione. In un angolo, un superuomo sta combattendo un demone; in un altro angolo, i dinosauri ballano al ritmo della musica pop, o qualcosa del genere, il tutto mentre io assisto allo spettacolo in una stanza con loro.

Questa è la realtà? No, è una droga.

Se tutto ciò che vogliamo è stare bene, non abbiamo bisogno di Meta; sarà sufficiente una pillola. Possiamo creare una pillola che rilasci lentamente i farmaci che ci fanno sentire felici, mettendola sotto la lingua e lasciando che ci tranquillizzi durante la giornata. Non avremmo bisogno di nient’altro; perché preoccuparsi di creare illusioni high-tech quando possiamo star bene semplicemente prendendo una pillola?

Il piacere è possibile solo quando desidero qualcosa così fortemente che quando lo ottengo, sperimento il sollievo come piacere. Ma se posso prendere una pillola che mi fa stare bene senza il precedente desiderio, perché preoccuparmi di sentirlo? È vero che sarò uno zombie, soggiogato dalla mia pillola, ma finché mi sento bene e non faccio male a nessuno, cosa c’è di sbagliato in questo?

Sarei come un leone, sdraiato tutto il giorno sotto un albero e che si alza solo quando il suo stomaco è vuoto o è la stagione degli amori. Ma è questa la vita di un essere umano?

Agli esseri umani è stata data una società per una ragione. Disconnettersi dalle persone per il gusto di trovarsi in un universo fasullo ci renderebbe animali, mentre connettersi alle persone può rivelarci un mondo completamente nuovo.

Le vere gioie della vita non stanno nell’intorpidire i nostri desideri e le nostre menti, ma nell’intensificarli e nel vivificare i nostri spiriti. L’unico modo per rafforzare i nostri desideri è attraverso le connessioni con altre persone. L’unico modo per rafforzare i nostri desideri è attraverso le connessioni con altre persone. Quando le vediamo fare cose che le divertono, imparare cose che le arricchiscono e aumentano le loro capacità, le invidiamo e vogliamo emularle. È così che cresciamo.

Guardate come i bambini piccoli sono attenti al loro ambiente. I loro occhi aperti sono sempre alla ricerca di nuove cose da vedere e le loro orecchie sono sempre in ascolto di nuovi suoni e parole. Sono desiderosi di imparare dal mondo che li circonda; i loro desideri sono enormi, ed è per questo che crescono così velocemente.

Man mano che cresciamo, chiudiamo gli occhi, le orecchie e soprattutto i nostri cuori alle connessioni con gli altri. Perdiamo lo spirito nelle nostre vite e cerchiamo piaceri compensatori per riempire il vuoto dentro di noi. Ma così facendo, rinunciamo allo scopo della nostra vita.

Non dovevamo essere leoni. Siamo stati creati per essere esseri umani consapevoli, consapevoli di tutto ciò che ci circonda, connessi alla realtà e in costante interazione con il mondo che ci circonda. Dovevamo scoprire come funziona il mondo e come i suoi elementi si intrecciano. Eravamo destinati a scoprirlo interagendo con tutto. Se vogliamo vivere, dobbiamo dare e ricevere, connetterci e disconnetterci, e in questo modo crescere. Non abbiamo bisogno di Meta per questo, ma di un vero universo in cui possiamo davvero vivere.

Didascalia della foto:
Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg si può vedere mentre tira di scherma nel Metaverso con uno schermidore  medaglia d’oro olimpica durante una conferenza in live-streaming di realtà virtuale e aumentata per annunciare la ridenominazione di Facebook come Meta, in questo schermata tratta da un video pubblicato il 28 ottobre 2021.

Il segreto dell’uguaglianza universale

Domanda: Che cos’è l’uguaglianza tra le persone?

Risposta: Se costruiamo una società in modo tale che una persona ne tragga soddisfazione: “ L’ho fatto, e tutti lo vedono, tutti sanno, tutti mi capiscono e mi ringraziano,” allora non c’è piacere più grande per quella persona. Sarà pronto a lavorare dalla mattina alla sera. E’ solo necessario costruire adeguatamente una catena di pubbliche relazioni.

Non ci sarà mai uguaglianza e non ce n’è bisogno. Non è programmato dalla natura. Non  esiste nemmeno nel branco degli animali. Che uguaglianza esiste lì? C’è un capo, seguito da un paio di maschi che lo aiutano, e tutti gli altri  li seguono. L’uguaglianza non è programmata dalla natura. L’uguaglianza è livellamento, è morte.

Commento: Ma tu dici che l’ultima generazione dovrebbe essere costruita sui principi di uguaglianza.

Risposta: Uguaglianza significa che tutti hanno lo stesso diritto di realizzarsi secondo le loro abilità e capacità naturali. Tutti dovrebbero avere uguaglianza nella realizzazione, nell’opportunità di esprimersi.

Diciamo che sono nato in una famiglia di persone ricche e forti, e qualcuno è nato in una famiglia di persone deboli e povere. Non importa. Dovrebbe esserci uguaglianza nell’opportunità di andare avanti e non nel fatto che tutti siano stati tagliati della stessa misura.

Il prossimo grado sarà realmente così. Quando una persona comincia a ricevere solo una ricompensa spirituale e questa gli basterà, quando si accorge che per un’esistenza normale non ha bisogno di più di ciò che il suo corpo animale richiede e qualsiasi altra cosa gli sarà rivelata come una ricompensa spirituale, una connessione con forze superiori, con l’eternità, l’armonia, e perfezione, allora le persone stesse cesseranno consapevolmente di essere interessate a qualche sorta di ricompensa terrena.

Non avranno bisogno di medaglie, di soldi in più, niente, e tutte le ricompense saranno spirituali perché la connessione col Creatore gli sarà aperta davanti.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Close-Up”

 

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