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Il segreto dell’uguaglianza universale

Domanda: Che cos’è l’uguaglianza tra le persone?

Risposta: Se costruiamo una società in modo tale che una persona ne tragga soddisfazione: “ L’ho fatto, e tutti lo vedono, tutti sanno, tutti mi capiscono e mi ringraziano,” allora non c’è piacere più grande per quella persona. Sarà pronto a lavorare dalla mattina alla sera. E’ solo necessario costruire adeguatamente una catena di pubbliche relazioni.

Non ci sarà mai uguaglianza e non ce n’è bisogno. Non è programmato dalla natura. Non  esiste nemmeno nel branco degli animali. Che uguaglianza esiste lì? C’è un capo, seguito da un paio di maschi che lo aiutano, e tutti gli altri  li seguono. L’uguaglianza non è programmata dalla natura. L’uguaglianza è livellamento, è morte.

Commento: Ma tu dici che l’ultima generazione dovrebbe essere costruita sui principi di uguaglianza.

Risposta: Uguaglianza significa che tutti hanno lo stesso diritto di realizzarsi secondo le loro abilità e capacità naturali. Tutti dovrebbero avere uguaglianza nella realizzazione, nell’opportunità di esprimersi.

Diciamo che sono nato in una famiglia di persone ricche e forti, e qualcuno è nato in una famiglia di persone deboli e povere. Non importa. Dovrebbe esserci uguaglianza nell’opportunità di andare avanti e non nel fatto che tutti siano stati tagliati della stessa misura.

Il prossimo grado sarà realmente così. Quando una persona comincia a ricevere solo una ricompensa spirituale e questa gli basterà, quando si accorge che per un’esistenza normale non ha bisogno di più di ciò che il suo corpo animale richiede e qualsiasi altra cosa gli sarà rivelata come una ricompensa spirituale, una connessione con forze superiori, con l’eternità, l’armonia, e perfezione, allora le persone stesse cesseranno consapevolmente di essere interessate a qualche sorta di ricompensa terrena.

Non avranno bisogno di medaglie, di soldi in più, niente, e tutte le ricompense saranno spirituali perché la connessione col Creatore gli sarà aperta davanti.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Close-Up”

 

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Come proteggiamo i nostri bambini?

Domanda: La giornata internazionale dei diritti dell’infanzia si tiene dal 1925 “ per sensibilizzare gli adulti sui diritti dei bambini, protezione dalla violenza e il diritto alla vita”.

Che cosa vuol dire proteggere i bambini?

Risposta: Prima di tutto, dai genitori.  In modo che i genitori capiscano come allevarli.  Anch’io ne sapevo molto poco, anche se hanno cercato di instillare queste cose in me. Sento quanto fosse insufficiente.  Come si può trasformare una coppia che non sa nulla e non capisce nulla, in delle persone che capiscono tutto quando hanno un figlio?

E’ un grande problema.  E’ qui che dobbiamo veramente lavorare su noi stessi.  Altrimenti, la nostra società, la nostra umanità, rimarrà infelice, come lo è adesso.

I genitori devono sapere come trasformare questo neonato in una persona.  Prima di tutto bisogna capire, fin dal primo giorno, cosa gli si vuole dare, quali sono i suoi bisogni, e che cosa desidera da te.  Questa è una connessione non-verbale, mentale, spirituale, neurale. Proprio come dev’essere tra la coppia e il neonato.

Poi bisogna dare ai genitori un’educazione, il nutrimento che gli serve per educare nella maniera corretta.  Tutto ciò che è necessario a due persone che hanno un neonato tra le braccia.

Domanda: Quindi essere genitori è una scienza?

Risposta: Certamente!  E non prepariamo le persone a questo.  Quindi non possiamo dire di vedere tra i nostri neonati, bambini, adolescenti, femmine e maschi, mentre crescono, le persone che potremmo potenzialmente vedere.

E’ colpa nostra.  E allora iniziamo a dare la colpa a loro, li sgridiamo, esigiamo, li spingiamo.  Non è così che bisogna fare.  Allora è troppo tardi.

Dobbiamo anche formare delle relazioni più strette tra la famiglia, la scuola, la strada, ogni posto.  Un bambino non deve pensare che queste siano delle società completamente opposte, diverse.  Dev’essere tutto omogeneo.   Qui è necessario cambiare anche la società.

Commento: Si tratta già della “Giornata della Società Unificata” e non della “Giornata dei diritti dell’infanzia”.

La mia risposta: E’ questa la protezione dei bambini. Dalla società.

Questo è il nostro lavoro reale, perché altrimenti la nostra educazione ci porterà al disastro.  Tutto ciò che vedi negli adulti è stato fatto quando il bambino aveva forse qualche mese o qualche anno di vita.

La giornata dei diritti dell’infanzia è un giorno positivo, se siamo d’accordo nel creare per loro un’atmosfera, un ambiente, che li sostiene e li formatta nella maniera corretta, trasformandoli in persone, persone buone, gentili, premurose, e disponibili, che vogliono aiutare gli altri e accettano l’aiuto dagli altri.

Ci dovrebbe essere un atteggiamento gentile, equilibrato, verso tutti.

Domanda: E questo è merito soltanto dei genitori e della società?

Risposta: Sì.  E allora vedremmo come ogni cosa cambia.

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Tratto da KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 5/27/21

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Quando arriverà la fine della nostra civiltà?

Domanda: Gli scienziati tedeschi si chiedono: quando ha inizio la fine di una civiltà? Perché sono decadute le civiltà come l’Impero cinese e l’Impero romano? Ed inoltre si domandano: “E perché noi e la nostra civiltà dovremmo essere risparmiati da una simile fine?” Per quale ragione?

Risposta: Non sono decadute, si sono semplicemente reincarnate in nuove civiltà.

Commento: Gli scienziati tedeschi sono arrivati alle seguenti conclusioni: “Il punto debole delle società odierne, sta nel fatto che i loro sistemi sono strettamente intrecciati l’uno con l’altro, e le disfunzioni che avvengono in un certo luogo, risuonano immediatamente da un’altra parte. Ad esempio, i ricercatori nel campo delle catastrofi, già da parecchio tempo si dimostrano favorevoli all’idea che i prodotti primari, essenziali alla vita, come quelli alimentari, siano fabbricati  localmente. In merito a questo si esprimono: “Tutto il problema sta nel fatto che siamo connessi”.

Risposta: Non voglio interferire con quanto dicono gli scienziati tedeschi, entrando nel merito delle loro argomentazioni. Io direi solo una cosa: in ogni caso dobbiamo capire dove ci troviamo, secondo quali leggi della natura dobbiamo agire. E niente ci sarà d’aiuto se cercheremo di accettare le leggi della natura o virare dentro le stesse, per evitare i colpi.

Dobbiamo capire da cosa dipende il nostro destino. Il nostro destino infine dipende solo da noi stessi. Soltanto da quanto saremo simili alla legge comune della natura – la legge dell’assoluta connessione fra tutte le parti della creazione. E questa assoluta connessione passa attraverso le persone, e nelle persone si spezza.

Esistono tre livelli di natura – minerale, vegetale e animale,  tutte e tre si connettono anche con la natura umana  – il quarto livello. E quest’ultimo livello non genera connessione, agisce solo per il bene del sé e non come complemento agli altri. Nessuna parte della natura agisce in modo da uccidere le altre.

I livelli minerale, vegetale e animale si sfruttano a vicenda: si alimentano l’uno dell’altro, si utilizzano fra loro per sopravvivere e a loro volta dare nutrimento. E’ così che si fa. Noi invece trasgrediamo la legge di questo ciclo esistenziale. Di conseguenza l’uomo diventa il principale devastatore della natura. In che modo tuttavia possiamo trasformare noi stessi in una parte integrale, buona e normale della natura? Solamente se studieremo questa natura comprendendo e seguendo le sue leggi. Questo significa consumare esattamente tanto, quanto è necessario al nostro livello animale. Quanto serve alla nostra vita, e non di più!

Perché nella nostra dimensione, il livello del corpo – siamo animali. E se siamo animali dobbiamo comportarci proprio così, ovvero non consumare più di quanto ce lo richieda il nostro corpo animale. Né più e né meno, il giusto. Questa è la prima condizione.

Seconda condizione: non dobbiamo in nessun caso nuocere ad una qualsiasi parte della natura circostante. Si intende a qualsiasi suo livello – minerale, vegetale, animale, senza parlare poi di quello umano. Ad alcuna parte della natura!

Dobbiamo consumare solo il necessario, come ogni parte della natura. E non di più. Se noi consumeremo più di questo, sarà un danno per noi. Se piantassimo un albero senz’acqua – cosa gli accadrebbe? Se piantassimo un albero che affonda nell’acqua – cosa gli succederebbe? Ha bisogno solo di quanto è necessario. Vale lo stesso per noi.

Pertanto la conoscenza e il mantenimento di questo equilibrio interiore fra di noi e l’ambiente circostante – è una necessità, senza la quale non sopravviveremo. E non importa cosa dicono gli studiosi e cosa ci attribuiscono.

Commento: Ma loro ragionano con la logica umana. Se siamo connessi e da qualche parte è emerso il virus, quest’ultimo all’istante si diffonde in tutto il mondo.

Risposta: E tu cosa puoi fare? Non puoi andare contro le loro argomentazioni, contro il fatto che la connessione tra noi è in continua evoluzione. Non puoi opporti a questo. Tu devi semplicemente sapere in che modo dovresti rendere utile all’umanità questa connessione. Tutto qui.

Commento: Questo pensiero ha vissuto nelle menti delle persone per secoli. Per questo, forse, sono sorte le religioni che reprimevano il consumo eccessivo. Per questo sono nate delle dittature che volevano uniformare l’umanità. Ma non sono riuscite a realizzare niente. Niente!

Risposta: Io non mi esprimo a favore della soppressione dell’uomo. Mi attengo all’idea di  insegnare all’uomo la legge integrale della natura. E allora l’uomo si comporterà in modo giusto, poiché vedrà quanta influenza esercita sulla natura, nel bene o nel male. Ma già questo dipende da quanto le persone diventeranno consapevoli dell’ambiente in cui viviamo su questa piccola sfera terrestre.

Domanda: Ciò significa che in un modo o nell’altro saremo portati a questo? Che ci stanno già avvicinando per portarci a questo?

Risposta: Certo.

Domanda: Come dovrebbe essere la giusta educazione: seguendo una via pacifica e non di pressione? Come portare l’uomo ad utilizzare solo quello che è necessario?

Risposta: Uno sviluppo assolutamente integrale di tutte le persone, attraverso una completa, giusta e benevola relazione l’uno con l’altro. Senza l’utilizzo di nessuna forma di violenza!

Se noi non riusciremo ad arrivare a questo obiettivo, la natura ci istruirà in un altro modo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Michael Laitman”, 14.01.2021

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Non è livellamento, ma l’essere complementari l’uno all’altro

Domanda: Diverse centinaia di anni fa, le donne non avevano nessun diritto. Questi diritti esistono oggi. Pensa che sia corretto?

Risposta: È responsabilità dello Stato dare a ognuno l’opportunità di realizzare se stesso per il beneficio della società. Questo è ciò che pensa la Kabbalah.

La Natura ci ha creati diversi. Ognuno ha la sua propria funzione, le sue proprie abilità. Non puoi fare nulla al riguardo. L’uguaglianza non è il livellamento ma l’essere complementari l’uno con l’altro. L’armonia della società è raggiunta esattamente con l’essere complementari.

Domanda: Quindi l’uguaglianza non significa ricevere lo stesso salario, indossare gli stessi vestiti, ecc.?

Risposta: No. Dobbiamo estrarre da ogni persona il massimo della realizzazione del potenziale che può dare alla società. Non importa se si tratta di un cuoco o del capo dello Stato. Se ognuna di esse fa ciò che può e lo dona per il bene della società, allora sono uguali. Dal punto di vista della Kabbalah hanno diritto alla stessa cosa.

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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Chi ci governa?

Domanda: È possibile, lottando per il piacere e scappando dalla sofferenza, prevedere il prossimo passo?

Risposta: Non puoi prevederlo perché non sai esattamente quali desideri si risveglieranno in te e cosa sarà necessario per realizzarli. Ma in base ai desideri che ti sorgono rifletterai sempre più su come realizzarli al meglio: dare il meno possibile e ricevere il massimo in tutte le tue azioni.

Guarda come ti siedi, il più comodamente possibile nella condizione presente, come parli, come ti comporti, inconsciamente o coscientemente, non importa.

Domanda: Cosa c’è di sbagliato in questo comportamento? Cosa non funziona?

Risposta: In linea di principio, questo stesso modello potrebbe essere corretto. Ha lo scopo di garantire che ci realizziamo con il massimo profitto e manteniamo in ogni momento maggiore fiducia, sicurezza, realizzazione e progresso.

Ma il fatto è che sono comandato dai valori che ricevo dalla società. E mi impone cose di cui non ho affatto bisogno.

Ognuno di noi porta alla società le proprie aspirazioni di ricchezza, fama e potere. E si scopre che voglio usare la società per fare soldi, per imporle valori di cui non ha bisogno, questo è ciò che voglio  ottenere da essa. Invento ogni sorta di cose per vendere e quindi acquisire  conoscenza, potere, fama e denaro.

Di conseguenza, impongo i miei valori agli altri, e poiché questa diventa un’eredità dell’intera società, si impone a tutti gli altri sotto forma di pubblicità e tutto il resto. Ci facciamo pubblicità a vicenda di cose assolutamente inutili, su cui ognuno di noi vuole guadagnare qualcosa, la fama, il potere o il denaro. Quindi, ci vendiamo cose di cui non abbiamo bisogno.

Domanda: Ma perché siamo sicuri di averne bisogno?

Risposta: Perché la società ce lo fa credere. Se la società dice che questo è un bene, sforzandomi di ottenere riconoscimento e rispetto ai suoi occhi, faccio ciò che mi impone.

Ad esempio, ora sono seduto e indosso un vestito. Per me sarebbe più comodo indossare un pigiama. Perché non lo sto facendo? Perché la società mi costringe a vestirmi così, e voglio ottenere la sua approvazione  in modo che mi ascoltino e mi rispettino. Pertanto, ci comportiamo in questo modo, che lo comprendiamo o no.

La società mi costringe a compiere azioni che in linea di principio sono opposte ai miei desideri ed impulsi naturali. In effetti, non vorrei questo, vorrei solo esistere in pace. La società si sviluppa costantemente nei suoi desideri e mi costringe a desiderare ciò di cui non ho assolutamente bisogno. Ma è così che facciamo.

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Dalla trasmissione di KabTV  “Close-up”, 09/08/2019

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La corretta interazione

Domanda: La corretta interazione tra le persone prevede che io riceva qualcosa dalla società e che le dia qualcosa?

Risposta: Naturalmente, come un organismo vivente.

Domanda: Qual è la regola di questa interazione? Come faccio a sapere quando dare e quando ricevere?

Risposta: Non c’è una regola. Quanto posso dare, do, quanto ho bisogno di riceve per dare pienamente, ricevo.

Domanda: Ci sono sette miliardi di persone nel pianeta, ognuna decide quello che le serve?

Risposta: Quei sette miliardi ci sono solo dagli ultimi cento anni. Prima c’erano due miliardi di persone. Vale a dire che la quantità non ha importanza.

Ci siamo evoluti per migliaia di anni. Oggi, gradualmente, capiamo che ci sviluppiamo in maniera errata e abbiamo bisogno di arrivare ad un’altra interazione, abbiamo bisogno di fare una omeostasi interna tra di noi, per mantenere l’equilibrio nella comunicazione. La natura in se stessa, tutte le nostre qualità, tutti i nostri stati, ce lo insegnano. Ci vorranno altri duecento anni e l’umanità comunque ci arriverà.

Domanda: Ho capito bene che ci sono delle forze nella natura che noi stessi possiamo attirare ed esse stesse produrranno questo equilibrio?

Risposta: Certamente, ma non noi stessi, perché siamo sotto le forze della natura.

Domanda: Quindi, queste forze metteranno in equilibrio quanto devo ricevere dalla società e quanto dare?

Risposta: Sì, un po’ alla volta, saremo più saggi. Chiederemo alla natura di emergere da quelle forze che agiranno e ci cambieranno. Entreremo in uno stato di connessione tra di noi, in una tale correlazione che riceveremo e daremo tanto quanto sarà necessario per mantenere la nostra società in un assoluto equilibrio ideale.

Domanda: Ma lei sa che questa è una teoria da verificare?

Risposta: Non è una teoria. Un giorno la nostra epoca diventerà storia e questa teoria diverrà realtà.

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Dalla trasmissione di KabTV «Spiritual States”, 13/05/2019

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L’individualità che non contraddice l’uguaglianza

Domanda: Nel suo blog lei ha scritto: “Non siamo capaci di tollerare l’uguaglianza e di valutarla. Per noi non esiste affatto. Comprendiamo ciò che significa essere superiori agli altri o esserne sottomessi, ma ne perdiamo la sensazione. Tuttavia, l’equilibrio è dato dalla natura, come linea di mezzo, e arriva con qualche rivelazione della forza superiore.” Cosa significa?

Risposta: Non c’è nulla di più contrario alla nostra natura dell’uguaglianza poiché l’unicità di ognuno viene sradicata, e ciò è intollerabile.

Ci sono persone che si abituano ad essa e ne gioiscono; per esempio, i soldati nell’esercito ma, allo stesso tempo, ci deve essere anche qualche obiettivo specifico legato all’educazione. I militari sono solo dei soldati e devono svolgere la loro funzione meccanica e questo li spinge verso uno scopo che per loro è comune.

Se parliamo dello sviluppo della società, di come ci muoviamo in avanti verso qualsiasi ideale, non possiamo, invece, essere certi che tutti saranno assolutamente uguali. Non faremo di tutta la società dei soldati semplicemente perché si fermerebbe e non si svilupperebbe.

Tuttavia, dobbiamo dare alle persone l’occasione di mostrare la loro peculiarità in modo tale che ognuno abbia un’occasione da sviluppare indipendentemente e che poi dia tutto alla società.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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Uomini e donne: lavorare secondo necessità

Domanda: Come può una donna sostenere meglio un uomo nel nostro mondo? C’è un’opinione secondo cui non dovrebbe lavorare affatto, ma dovrebbe dedicarsi il più possibile a sostenere il suo uomo.

Risposta: Credo che nel prossimo futuro sarà così perché smetteremo di produrre una quantità folle di prodotti completamente inutili.

La vita assumerà gradualmente uno stato più equilibrato e, quindi, non ci sarà bisogno che le donne lavorino. Anche la necessità di un numero significativo di uomini che lavorano scomparirà. Tutti saranno più coinvolti nella teoria e nella pratica della costruzione di corrette relazioni tra loro e tra i sessi.

Tutto questo sarà implementato molto rapidamente e correttamente. Non vedo grossi problemi. I problemi sono gli stessi sia per gli uomini che per le donne. Soprattutto nel nostro tempo. Non credo che gli uomini lavoreranno di più e il lavoro delle donne non sarà affatto necessario.

Ci sono professioni svolte meglio dalle donne. Gli uomini, come si suol dire, possono riposare, cioè saranno liberati da tali doveri che non sono in grado di svolgere a causa della loro organizzazione psicologica interna.

Pertanto, non stiamo parlando di rimuovere le donne da tutti i lavori e di tenere solo gli uomini. Penso che quasi tutte le donne possano davvero essere risparmiate dal lavorare fuori casa ma, se necessario, ne saranno coinvolte. Anche gli uomini saranno coinvolti nella misura in cui saranno necessari per produrre ciò che è essenziale per l’esistenza.

Il resto del tempo sarà dedicato solo a padroneggiare la tecnica della connessione reciproca al fine di elevare l’intera umanità al livello del sistema del  mondo superiore.

Domanda: Quindi, le persone non sono state create per lavorare affatto?

Risposta: In  principio, no. Lo stesso vale per i livelli inanimato, vegetale e animale. Per quanto strano possa sembrare oggi, saranno alimentati solo con l’energia che noi persone produrremo attraverso le nostre corrette interazioni. Dobbiamo ancora vedere questo mondo speciale.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 7/12/2020

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Il senso della vita di una classe sociale “inutile”

Domanda: Sarebbe logico pensare che le comunità virtuali aiutino le persone a comunicare nella vita reale ma in realtà è il contrario, perché?

Risposta: Poiché le persone sono influenzate dal loro egoismo. Non possiamo farci nulla. Fintantoché non ci correggeremo, ogni modalità e forma di comunicazione ci danneggerà.
Domanda: Alcuni studiosi credono che i videogiochi forniranno un senso della vita alla classe sociale “inutile”, composta dagli individui che hanno perso il lavoro. Potranno essere miliardi di persone. Gli sarà garantito un salario minimo e giochi così da non farli ribellare. Lei vede possibile uno scenario del genere?

Risposta: Purtroppo sì, potrà succedere. Anche se questa sarà una fase intermedia di sviluppo dell’umanità e non quella finale.

Domanda: Oggigiorno ognuno di noi entra in contatto con così tante persone per cui non basterebbe una vita intera per incontrarle tutte. È un’opportunità per noi? Come possiamo sfruttarla nella giusta maniera per la nostra crescita personale?

Risposta: Credo che questo fenomeno ostacoli la nostra crescita personale, e che una persona qualunque non abbia la possibilità di staccarsene e crescere.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/10/2020

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Società senza futuro

Domanda: In passato, le persone immorali venivano tenute fuori dalla scienza. Oggi non vi è alcuna relazione tra i principi morali di una persona e la sua professione. Questa situazione può cambiare?

Risposta: Dobbiamo innalzare il livello morale dell’umanità altrimenti saremo obbligati ad abbandonare il nostro futuro poiché andiamo verso la nostra distruzione.

Esistono protocolli che vietano la produzione di sostanze tossiche ma chi li segue? Non possiamo essere guidati da tutte queste restrizioni che noi stessi abbiamo introdotto.

Dovremmo piuttosto elevare le persone per far loro comprendere che alcune azioni sono controproducenti per loro stesse. Una società che produce sostanze nocive distrugge se stessa, non ha futuro.

Commento: L’umiltà caratterizza quelle persone che sono più avanzate in termini di moralità rispetto alle altre. Queste non vogliono insegnare agli altri.

La mia risposta: Ciò è sbagliato: è un riflesso del loro egoismo. Potrebbero superarlo e manifestare le proprie idee, il loro credo, e la loro filosofia per il bene della società. Non ha importanza se pensa che sia bene o male o se se ne vergogna o meno. Deve farlo!

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 9/10/2020

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