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L’essenza delle relazioni umane

L’essenza delle relazioni umane sta nell’emergere di uno stato generale comune. Ma anche prima che appaia, tutti i tipi di impressioni, comprensioni e relazioni positive e negative iniziano ad emergere in ciascuna delle due persone che stanno comunicando. E dal loro incontro nasce qualcosa di nuovo che prima non c’era.

Tutto dipende da quanto siamo stati preparati per l’interconnessione gli uni con gli altri dall’educazione ricevuta sinora. Questo è il motivo per cui dobbiamo preoccuparci non delle interazioni in sé, ma di come prepariamo le persone per esse. Come una madre che manda il suo figlioletto all’asilo o a scuola, o anche a visitare un amico, gli insegna come comportarsi, come percepire gli altri, ecc.

In ognuno di noi in questo modo si forma una sensazione completamente nuova, la sensazione di percepire un altro. Dalla nostra percezione reciproca, queste sensazioni si trasformano in qualcosa di comune. Pertanto, l’obiettivo dell’istruzione è quale tipo di piattaforma comune vogliamo vedere tra di noi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/07/2020

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Nel mondo del futuro

Domanda: I futurologi fanno previsioni su come sarà il mondo nel 2030. Alcuni dicono che si lavorerà meno di 20 ore a settimana e più di 800 milioni di posti di lavoro andranno ai robot. Cinquantasette professioni spariranno completamente ma 180 nuove professioni le rimpiazzeranno, e così via.
Lei come pensa che sarà il mondo del futuro tra appena 10 anni?

Risposta: Nel mondo del futuro le persone svolgeranno i lavori più utili per la loro esistenza, il resto del tempo inizieranno a dedicarlo alla crescita spirituale.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 1/09/2020

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Trova te stesso

Domanda: Recenti ricerche condotte dalle agenzie interinali, indicano che quelle di camerieri, cuochi, guardie di sicurezza e personale delle pulizie, sono state le figure professionali più inutilizzate durante la pandemia.

Tanta gente, letteralmente centinaia di milioni di persone, hanno provato la sensazione di perdere il proprio lavoro da un giorno all’altro.

Ieri avevano una professione e un lavoro, ma non oggi. Cosa si sente di suggerire a queste persone? Quale professione dovrebbe scegliere una persona oggi?

Risposta: Io penso che una persona ha bisogno di trovare se stessa.

Trovare se stessi significa creare costantemente una immagine più corretta di sé, di cosa una persona è realmente. E le professioni necessarie, se non del tutto, solo per una piccola parte dell’umanità.

Noi arriveremo a uno stato nel quale le persone lavoreranno poche ore al giorno, e per il resto del tempo si impegneranno nell’educazione personale.

Prenderanno parte ad ogni genere di programma di educazione e cambieranno se stesse e la società. Questo è il vero lavoro di una persona.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”,1/09/2020

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Il povero e il ricco

Domanda: Dopo aver letto i suoi libri, mi sono reso conto che lei non è socialista e che non si approprierà delle proprietà dei ricchi. Ma perché i ricchi dovrebbero iniziare a pagare borse di studio per l’80% della popolazione per i propri studi?

Risposta: Naturalmente, un simile gesto da parte dei ricchi all’inizio non può essere volontario. Ma, come durante la rivoluzione, queste cose sono dettate dalla necessità. Una persona non può avere un miliardo mentre un’altra non ha abbastanza soldi fino alla fine della settimana per sfamare la propria famiglia. Questo è un chiaro squilibrio. Pertanto, sarà necessario bilanciare queste relazioni.

All’inizio, è necessario forzare la nostra relazione con una struttura completamente diversa dalla consueta: “denaro – merce – denaro”.

Di conseguenza, deve essere promulgata una legge secondo la quale ognuno riceverà una certa quantità di fondi necessari per lui, sufficienti per un’esistenza dignitosa. Ciò sarà accompagnato da un impegno a lavorare per la comunità in conformità con le capacità dell’individuo e allo stesso tempo ricevere la formazione ad una corretta genitorialità.

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Dalla trasmissione di KabTV “The Post-Coronavirus Era”, 4/06/2020

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Il diritto di scegliere dove vivere

Domanda: Dovremmo avere il diritto di scegliere dove vogliamo vivere?

Risposta: L’obiettivo principale nella vita di ogni individuo è quello di realizzare se stesso in modo da fare il massimo per la società con la massima efficienza.

Pertanto, se dopo aver studiato ed esaminato se stesso, l’uomo sente di potersi realizzare in un certo luogo a beneficio dell’umanità, allora ha certamente bisogno della libertà di scelta e dell’opportunità di lasciare la sua casa per andare dove potrà portare il massimo beneficio a tutta l’umanità.

Tuttavia, dovrebbe farlo solo dopo aver visto e verificato veramente che l’umanità ha bisogno di lui in quel particolare posto. Questo non dovrebbe essere semplicemente un suo desiderio e avvenire quindi perché a lui “sembra” giusto così. No, conosce la legge generale e, come scrive Baal HaSulam, potrà ricevere un permesso speciale da parte di persone che capiscono dove è in grado di realizzare se stesso al meglio. Quindi, ovviamente, deve andare e agire in quel posto.

Inoltre, se l’uomo non ha nulla da fare e, in una semplice forma egoistica, materiale,si trascina da un posto all’altro, in luoghi dove può sfruttare ciò che gli altri hanno preparato per lui, questo certamente non lo rende utile alla società. Non penso che questo sia giustificato.

Ecco perché oggi l’emigrazione, ad esempio dall’Asia all’Europa, non giova né all’Europa né all’Asia.

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Dalla Tavola Rotonda delle Opinioni Indipendenti, Berlino 09/09/2006

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Nessuno ti è più vicino di un kabbalista

Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione: “Di conseguenza, la persona che raggiunge il contatto con il Creatore diventa persino più naturale, più semplice e più umile. Si potrebbe anche dire che prima dell’assegnazione, quella persona e tutte le persone erano al di fuori della natura semplice. Questo perché ora è uguale, semplice e comprende tutte le persone, ed è molto coinvolta con loro. Non c’è nessuno più vicino alla gente di lei, ed è solo lei che dovrebbero amare, perché non hanno una persona più vicina di lei.”

Una persona che guida le altre persone, un gruppo, l’umanità, è la persona più importante sulla faccia della Terra per loro, perché fornisce loro il contatto con il Creatore e spiega la conoscenza superiore. Non rivela nulla di nuovo, ma semplicemente lascia che le persone rivelino le loro abilità nelle quali lei trasferisce la conoscenza superiore.

Domanda: Che cosa significa che una persona che ottiene il contatto con il Creatore diventa uguale e semplice?

Risposta: Per raggiungere il contatto con l’umanità e il Creatore secondo le leggi della commutazione, essa, da una parte, deve essere uguale alle masse e, dall’altra, legata alla sfera superiore.

Si dice che il contatto si verifica quando “… è solo lei che dovrebbero amare, perché non hanno una persona più vicina di lei”. Cioè, da parte delle masse, deve esserci un atteggiamento verso di lei come un bambino verso il padre: a volte l’amore, a volte la devozione, a volte l’obbedienza, a volte essere esigenti: la totalità di tutti gli stati.

Nota: Il Magid di Vitebsk era solito dire che era molto grato alle persone che lo stimolavano.

Il mio commento: Il fatto è che una persona si eleva grazie ai propri nemici. Mentre quelli che la ammirano, al contrario, la indeboliscono.

Non ritengo possibile che un kabbalista si riveli e si elevi agli occhi delle masse. Solo se è necessario tirarle fuori da grossi problemi in modo che gli obbediscano; per farli scappare dai loro problemi, allora può permettersi di mostrar loro, ma in una forma limitata, che è il portatore di forze speciali. Non c’è altro modo.

Chi è vicino a un kabbalista di solito lo sente un po’, vede qualcosa, inizia a indovinare, percepisce, ma queste sono piccolissime dosi.

Domanda: Baal HaSulam scrive che un kabbalista comprende tutte le persone mantenendo rapporti molto stretti con loro. È un riavvicinamento interiore o una relazione a livello materiale?

Risposta: Un kabbalista che comunica con i suoi discepoli, i parenti, con chiunque, si comporta in modo volutamente semplice. Non ha contatti con loro se non per i loro interessi comuni.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 9/10/2017

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L’obbiettivo della società del domani

Domanda: Se le persone comuni comprendono che devono unirsi per l’importanza della meta, potranno lavorare correttamente con la loro natura egoistica. Qual è questa meta?

Risposta: Molta gente è restia a lavorare con gli altri in qualsiasi attività volta a raggiungere un obbiettivo comune. Se mi associo con qualcuno, capisco che mi limito nella mia opinione, probabilmente nel risultato, nel mio guadagno, ecc. Non ho altra scelta. Esiste un beneficio egoistico diretto, molto chiaro.

All’inizio, questa deve essere la forma delle relazioni, tanto di quelle kabbalistiche quanto di quelle ordinarie. Non ci sono differenze tra loro, perché entrambe iniziano col semplice egoismo.

Ma dopo, lavorando insieme, in base al metodo kabbalistico, gradualmente inizio a sentire in questo lavoro le due forze opposte.

Da una parte, il mio ego resiste in larga misura ad avanzare. Da un’altra parte, negli affari, potrebbe non essere così. Contrariamente a quanto accade negli affari, il mio ego è d’accordo sul fatto che dobbiamo unirci e avanzare, perché l’ego valuta sempre i risultati futuri, come ricchezza o raggiungimento di un progetto.

Nel nostro caso, non si lavora così. Sentiamo una crescente resistenza da parte dell’ego. Perché? Per innalzare l’importanza dello scopo davanti ai nostri occhi, perché lo scopo è sempre ad un livello più alto rispetto alla resistenza del nostro ego. Nel frattempo, raggiungiamo uno stato nel quale facciamo il possibile per innalzare lo scopo e lo facciamo in modo da dare più importanza a lui che al nostro ego.

Qui, la garanzia reciproca e l’influenza della forza superiore circostante sono molto importanti. Agendo correttamente riceviamo la forza per continuare a connetterci tra di noi, fino a che veniamo trasformati in un desiderio comune, in un’intenzione comune, dove appare la sensazione della forza superiore, in base al nostro livello di connessione.

Questa sensazione è l’azione di questa forza. Ci connettiamo con ognuno degli altri e con questa forza. Questo stato viene definito come il successivo livello spirituale delle nostra esistenza.

Domanda: Chi può resistere a questo, soltanto qualcuno con un punto nel cuore?

Risposta: Tutti hanno un punto nel cuore che si sviluppa gradualmente. Inoltre, ogni persona vede chiaramente ciò che accade nel mondo attorno a lei: stress costante, fallimenti, droghe, ecc… La Kabbalah ci offre una scienza profonda riguardo all’ascesa spirituale dell’umanità….

Domanda: Si comprende la serietà della scienza mediante gli sforzi della persona per connettersi? Negli affari tutto è molto chiaro: milioni, migliaia di milioni di dollari attraggono le persone.

Risposta: Anche qua possiamo misurare la grandezza della meta in milioni e migliaia di milioni, pero in unità relative, non in denaro.

Domanda: Che cos’è per un kabbalista la misura della meta?

Risposta: Qui ci sono 125 gradini per raggiungere lo scopo. In ogni gradino, si raggiunge un certo livello. La meta finale diventa gradualmente più chiara ad ogni gradino. Ci si sente qualitativamente più elevati e il desiderio cresce in corrispondenza.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 16/08/2017

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Un nuovo stile di vita

Ci sono già persone fra noi che usano la loro singolarità in forma di dazione sugli altri. Ma sono ancora poche, poiché siamo ancora nel mezzo del percorso dello sviluppo. Quando arriveremo al punto più alto dei gradi, useremo tutti la nostra singolarità solo in una forma di dazione verso gli altri, e non ci sarà mai alcun caso in cui una persona lo utilizzi in forma di auto-ricezione. Con queste parole, troviamo l’opportunità di esaminare le condizioni della vita nell’ultima generazione, il tempo della pace mondiale, quando tutta l’umanità raggiungerà il livello della prima parte e userà la propria singolarità solo nella forma della dazione per gli altri e non nella forma della ricezione per se stessi. Ed è bello copiare qui la suddetta forma di vita, così essa ci servirà come una lezione e come un modello per sistemare le nostre menti sotto il diluvio delle onde della nostra vita. Forse vale la pena ed è anche possibile, nella nostra generazione, sperimentare assomigliando a questa forma di vita sopra descritta. (Baal HaSulam, “La pace nel mondo“)

Dobbiamo creare piccole comunità in grado di mettere in pratica i principi individuali della generazione futura. Dobbiamo pubblicizzarli affinché le persone vengano, studino, seguano corsi e provino a mettere in pratica questi principi trasferendosi con le loro famiglie in tali comunità per almeno un paio di mesi.

Tutte le forze che si manifestano nella persona, nella natura e nel mondo che ci circonda ci spingono a superare il nostro egoismo e ad esistere su un livello completamente diverso: il livello del Creatore, il potere completo della natura e dell’altruismo. Il problema è come riuscirci.

Per questo, nel nostro mondo c’è un gruppo speciale di persone chiamate kabbalisti che, grazie al loro sviluppo interno unico, indipendente da loro, hanno ricevuto una spinta verso un nuovo stile di vita.

Essi studiano come è organizzato il sistema che gestisce il nostro mondo, come possiamo arrivare ad esso, adattarlo a noi stessi e cambiare noi stessi per esso.

Pertanto, le masse hanno qualcuno da cui imparare ad adattare questo metodo, perché i kabbalisti lo comprendono nella propria esperienza.

La maggior parte delle persone, tuttavia, non ne sa nulla, né lo capisce e si oppone egoisticamente a questo. Dopotutto, stiamo parlando di uno speciale cambiamento inverso nella nostra natura: il cambiamento di qualcuno che desidera ricevere e godere a spese degli altri in qualcuno che dà; dove qualcun altro diventa più importante di noi stessi, o addirittura come il nostro unico figlio, a cui pensiamo continuamente.

È quasi incredibile e impercettibile in una persona. Ma la natura ci farà pressione con grande sofferenza se non ci muoviamo volontariamente verso di essa.

La Kabbalah spiega come si possano fare piccoli passi verso il principio biblico di “Ama il prossimo tuo come te stesso” in modo che, sebbene non per tua scelta, ma non ancora in modo del tutto chiaro, puoi imparare questi principi in anticipo, cercare di assorbirli, e persino iniziare a tradurre alcuni elementi dei principali comandamenti della Torah “Ama il tuo prossimo come te stesso” e “L’unione di tutte le persone”.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 23/10/2017

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Le buone intenzioni definiscono tutto

A cosa assomiglia? È come la storia dell’uomo ricco che aveva un vecchio padre che non desiderava mantenere. Fu processato e il verdetto fu che avrebbe dovuto mantenerlo almeno con lo stesso rispetto con cui manteneva i suoi parenti, o avrebbe dovuto affrontare una dura punizione.

Naturalmente, lo portò a casa sua e dovette mantenerlo generosamente, ma il suo cuore era afflitto. Il vecchio gli disse: “Dato che mi stai già dando ogni delizia che hai sul tuo tavolo, cos’hai da perdere se aggiungi una buona intenzione, ragionevole agli occhi di ogni persona di buon senso, e ti rallegri per l’opportunità di onorare tuo padre, che ha speso tutte le sue energie per te e ti ha reso un uomo rispettabile? Perché sei così ostinato ad affliggerti? Puoi liberarti da questo, anche solo un poco?”

Così è. Alla fine della giornata, doniamo alla società e solo la società guadagna dalle nostre vite, poiché ogni persona, grande o piccola, aggiunge e arricchisce il tesoro della società. Ma l’individuo, quando soppesa la sofferenza e il dolore che riceve, è in grande deficit. Quindi, dai al prossimo, ma con dolore e con una grande e amara sofferenza. Allora perché dispiacersi per le buone intenzioni? (Baal HaSulam. Gli scritti dell’ultima generazione).

La parabola parla del fatto che dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento nei confronti di tutte le persone nel mondo; dal disprezzo, dall’odio, dalla distanza e dal rifiuto dobbiamo passare all’amore. Prendersi cura del padre, nella parabola, significa che bisogna avere una cura per il mondo intero pari a quella che abbiamo per le persone più vicine.

Tutti sono a conoscenza del fatto che la Torah comanda “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ma fino ad oggi nessuno si è mostrato ansioso di adempiere a questo singolo comandamento, sia nella religione che nella cultura. Tutti pronunciano con fervore parole d’amore e poi infilano un coltello nella schiena del loro vicino. Quindi, una persona non ha vicini. L’unica persona vicina è se stessa.

Domanda: Nella parabola, il padre dice: “Puoi rallegrarti del fatto che hai l’opportunità di mostrare rispetto per tuo padre”. Com’è possibile passare alla gioia improvvisa?

Risposta: Dobbiamo capire la profondità di questa storia. Una persona fa un calcolo: se posso mostrare rispetto a mio padre per acquisire il diritto di entrare nel Giardino dell’Eden (paradiso), allora dovrei farlo e quindi per il tempo in cui mio padre vivrà … gli mostrerò formalmente rispetto, ma non posso cambiare il mio cuore.

O forse posso? Se ogni giorno comincio ad immaginare il paradiso che mi si prepara nell’altro mondo, allora, naturalmente, avrò alcuni sentimenti per il Creatore poiché sto guadagnando questo paradiso con il Suo aiuto.

Ma in ogni caso, questo è un affare molto complicato, anche in senso egoistico, perché il paradiso mi aspetta nel mondo futuro, ma devo fare uno sforzo, devo sacrificarmi in questo mondo. Solo alcuni sono in grado di farlo. Dove sono queste persone che farebbero del bene agli altri per entrare nel paradiso? Mi piacerebbe vederle, essere fra loro e far guadagnare loro il paradiso con il mio aiuto.

Una persona è fatta in modo tale che nessun trucco o persuasione può influenzare il suo egoismo. È molto difficile per lei cambiare il proprio atteggiamento anche nei confronti dei propri genitori, parenti e amici, figuriamoci nei confronti della società, che è formata da persone diverse, che si contrappongono a noi, compresi i propri nemici. Il cambiamento dell’atteggiamento si realizza solo con l’aiuto della scienza della Kabbalah.

Baal HaSulam ha scritto: “Quindi, che differenza fa se hai una buona intenzione?” Quando una persona si pone questa domanda e inizia a capire cosa significhi cambiare atteggiamento, si accorge che non è facile, perché le azioni non hanno valore, ma l’intenzione definisce tutto.

La giusta intenzione è la transizione dal nostro mondo al mondo spirituale; questa è la rivelazione del mondo superiore.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 9/10/2017

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Il tempo della rivelazione della Kabbalah

Osservazione: Fino ai secoli XVII° e XVIII° la civiltà occidentale ha vissuto con la sensazione che esistesse un qualche tipo di ordine cosmico nella società e nella natura, e cioè che esistesse una forza superiore.

Il mio commento: L’uomo della civiltà occidentale visse, come si suol dire, in grazia di Dio, un Dio che inventò. Questa invenzione fu di grande aiuto per i re, per il clero ed altri organi di controllo, perché diede al re la legittimità di essere il rappresentante di Dio in Terra.

Ma, in seguito, tutto cambiò perché l’egoismo crebbe e non fu più possibile regnare sulla gente. Apparvero diversi movimenti: il Calvinismo, il Luteranesimo ed altri ancora, che diedero un forte impulso allo sviluppo del futuro.

Molto presto questi movimenti cominciarono a trasformare la religione in nuove strutture, perché quelle già esistenti non erano più utili per lo sviluppo sociale. Nelle sue relazioni sociali, economiche e politiche, la popolazione superò il confine della vecchia religione; aveva bisogno di una religione differente. Apparvero così diversi movimenti basati sulla fede.

Il Medioevo si distinse per il suo rapido sviluppo, anche se ci sembra che trascorse molto lentamente; ci furono però processi evolutivi molto seri che diedero impulso in maniera significativa a nuove possibilità nello sviluppo delle scienze, delle arti e della nascita di una nuova libertà. L’individuo cominciò a sfuggire al controllo del clero.

Nacque la necessità di controllare l’individuo. Apparvero ogni genere di movimenti nazionalisti e, in contrapposizione, non mancarono di prender vita anche movimenti socialisti e comunisti.

Domanda: Quale fu lo scopo del salvaguardare anche la religione ordinaria? Preparare l’umanità per una prospettiva più illuminata?

Risposta: L’obbiettivo della natura è dare all’uomo l’opportunità di comprendere il proprio destino e di trovare i mezzi per risolvere la domanda più importante della vita: “Perché esisto?”

Durante questi anni, anche se questa domanda sorgeva, veniva repressa con la paura e con la pressione sociale; tuttavia, dopo il Medioevo, cominciò a manifestarsi con maggiore forza in base allo sviluppo interiore della gente che non aveva più paura di essere chiamata atea, cioè non connessa al Creatore. Il teismo è la connessione con il Creatore, l’ateismo è l’assenza di questa connessione.

Domanda: Forse anche gli atei cercarono di costruire un sistema sociale basato sulla moralità, ma senza il controllo della forza superiore?

Risposta: Si. Cercarono di immaginare come si sarebbe potuto strutturare un governo senza un potere superiore, non nella forma di Dio e non nella forma del re. Questo rappresentò un cambiamento molto serio, cioè quando l’individuo viene prima di tutto.

Però l’individuo non può controllare se stesso, non può fare nulla “senza il re o senza un Dio nella propria testa”. Per questo apparvero ogni tipo di movimenti terroristici: il Fascismo, il Nazismo ecc … la gente cercava un modo per controllarsi, per mantenere il sistema in ordine e vide che non aveva successo. E così fu, colpo su colpo.

Pertanto, all’inizio del XX° secolo, dopo il rapido sviluppo della scienza, della cultura e dell’autocoscienza, la scienza della saggezza della Kabbalah cominciò a rivelarsi. Quando terminò l’era delle scoperte scientifiche e dell’arte, fu chiaro che non c’era risposta alla domanda sul senso della vita, che era apparsa anche prima del Medioevo. Neppure l’era dell’Illuminismo diede questa risposta.

E la Kabbalah fu rivelata. Cominciò a spiegare che aveva la soluzione a questi problemi. Però era irrazionale per il modo di pensare dell’umanità, perché è come prendere la teoria della relatività e cercare di applicarla alla vita quotidiana.

Nel nostro mondo non è comprensibile, e anche se lo fosse, solo in pochi ci riuscirebbero. Cosicché, di cosa possiamo parlare con le persone comuni? Comunque, in base alla saggezza della Kabbalah, tutti devono ormai essere elevati ad un nuovo livello.

Pertanto, a prescindere dal fatto che la Kabbalah sia stata rivelata o meno, è evidente che ci sia bisogno di molto tempo prima che la gente capisca che la società deve esistere secondo i suoi principi e che altrimenti non avrebbe la capacità di sostenersi.

L’umanità si avvicina gradualmente a questo stato ma non esiste ancora in esso. In questo momento il nostro gruppo kabbalistico si dedica completamente a modellare i principi kabbalistici sui quali si baserà la società futura, ad analizzarli e a svilupparli internamente, come in un laboratorio. Ma, alla fine, questa sarà la realizzazione della legge fondamentale della natura nell’umanità.

I kabbalisti hanno l’obbligo di dimostrare all’umanità che la loro metodologia è l’unica che spiega la struttura futura della natura, della società, dell’umanità e dell’educazione; senza questo, il mondo non potrà mantenersi in nessun tipo di organizzazione sociale.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 3/07/2017

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