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La mente è la connessione tra punti di sensazioni

Domanda: La coscienza consiste nei nostri pensieri e sensazioni. Un pensiero è un prodotto della mente.

La Kabbalah ritiene che esiste solo il pensiero della creazione, ossia il campo di informazioni. In questo senso, pensieri e cuore si completano a vicenda. Il meccanismo guida è il desiderio del cuore ed il risultato di elaborazione di queste sensazioni è il pensiero. Il pensiero è anche una sensazione?

Risposta: Se stiamo parlando della base di tutta la nostra natura, allora è un’impressione. Proprio una sensazione. In altre parole, il desiderio e ciò che si percepisce in esso. La mente è la connessione tra questi punti di sensazioni.

Domanda: Quando dice “lascia la tua mente” sta parlando di una mente esterna che è distaccata dalle sensazioni? Se è basata sulla sensazione è già qualcosa di diverso?

Risposta: Per percepire correttamente abbiamo bisogno di staccarci dalla mente e poi tornare nuovamente ad essa. Ci deve essere intelletto tra le impressioni: percezioni-intelletto, sensazioni-intelletto. Tuttavia quando sono insieme, interferiscono reciprocamente e non permettono l’uno all’altro di svilupparsi.

Diciamo che io ho avuto una sensazione. Ora posso elaborarla nella mia mente e allora è come se la stacco da me stesso e provo ad espandere di nuovo la gamma delle mie sensazioni.

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Dal programma di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 03/01/2019

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Sfumature della percezione del mondo

Commento: Nel nostro mondo, ci occupiamo di scienze corporee ordinarie. Dal punto di vista della Kabbalah, il fenomeno della coscienza richiede che in qualche modo dobbiamo cercare di cambiare la percezione abituale del mondo, che è completamente attaccata al materialismo o al misticismo.

La mia risposta: Qui il misticismo è fuori discussione. Ci sono dei campi che oggi non possiamo misurare. Immaginiamo  la loro esistenza nello stesso modo in cui facciamo con  alcune azioni cosmiche.

Non possiamo sentire tutto con le nostre mani. Nonostante la scienza moderna è lontana dal medioevo ed è già nel XXI secolo, è comunque necessario introdurre alcuni concetti sul fatto che esistiamo all’interno di un campo e lo sentiamo.

Poiché siamo fatti in una determinata maniera, questo campo, agendo su di noi, ci provoca  determinate sensazioni, che percepiamo come il mondo che ci circonda e in cui esistiamo. Dentro ogni persona c’è una sorta di sensore che sente di esistere in un certo mondo, all’interno di un certo campo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 03/01/2019

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La percezione unilaterale della realtà

Commento: Il famoso fisico Richard Feynman dice: “Ciò che non posso creare non lo comprendo.” Come se dicesse che siamo prigionieri delle nostre stesse emozioni. Guardiamo dentro noi stessi e non fuori.

La mia risposta: Così è come siamo stati creati. Questa è la percezione unilaterale del mondo con la quale siamo stati creati. Non possiamo fare nulla riguardo a ciò.

Comunque, come in seguito alla  nostra evoluzione, specialmente oggi, cominciamo a vedere quanto è limitata  la nostra percezione del mondo e quanto dobbiamo sottrarci  ad essa. Dobbiamo uscire al di fuori in uno spazio completamente diverso.

Anche Einstein era limitato nella sua percezione del mondo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 3/01/2019

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Accedere ad un nuovo livello di esistenza

Man mano che l’umanità si sta sviluppando, è gradualmente arrivata a uno stato dove prova a passare dall’esistenza introversa a quella estroversa, di uscire, di rompere la nostra struttura passata, di staccarsi dall’animale che è in noi, da tutte le convenzioni che c’erano tra noi.

Vogliamo fare una rivalutazione radicale di tutti i valori e raggiungere un livello di esistenza completamente nuovo dove ci distacchiamo dal nostro corpo.

Tutti i tentativi di trovare vita in qualche altra forma indicano che una persona deve elevarsi al di sopra di se stessa. Questo tentativo deve essere portato a termine con successo. Ma ora ci troviamo ancora in uno stato intermedio.

Di certo, il mondo è molto confuso e non capisce se stesso. Ma i kabbalisti, che vedono l’intera prospettiva dello sviluppo e sanno cosa accadrà, sono felici di un  cambiamento così rapido nel mondo, un cambiamento nella coscienza delle persone. Cercano di spiegar loro cosa sta succedendo così che le persone che si trovano in questi stati non camminino nell’oscurità.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Close-Up”, 8/11/2009

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Come proteggersi dal malocchio

Commento: Recentemente, l’argomento del malocchio ha ricevuto molta attenzione perché l’odio da uomo a uomo è aumentato. E una persona ha paura del malocchio. Nello stesso tempo,gli scienziati affermano ancora che questo non esista, che è tutto inventato.

Risposta: No, non sono d’accordo con loro!

Domanda: Le persone appendono tutti i tipi di portachiavi dal malocchio. Ci sono corsi online su come preparare un tale ciondolo, e come fare un amuleto dal  malocchio. E’ noto che questo ha migliaia di anni. Pensi che esiste il malocchio o no?

Risposta: Si. Ma non è come un malocchio che ti guardo in qualche modo speciale. Tramite il nostro desiderio, siamo tutti legati insieme in un grande desiderio comune, che il Creatore ha creato, e così possiamo influenzarci l’un l’altro con i nostri  desideri, ciascuno dal proprio livello da cui proviene la radice della sua anima. Perciò, pensando male degli altri, faccio del male a me stesso e li ferisco. Faccio del male perché agisco attraverso il mio desiderio.

Domanda: Accade inconsapevolmente?

Risposta: Si, certo. La gente non lo sa. Perché il nostro mondo è così brutto? Perché le persone pensano in questo modo l’una dell’altra!

Domanda: Ciò deriva dal fatto che in qualche modo appiattiscono l’altro?

Risposta: Sicuramente. Qualcuno augura il bene agli altri? Si scopre che il nostro mondo intero vive solo sul malocchio. Sul disgusto, sul rifiuto delle persone l’una dall’altra.

L’occhio è l’organo supremo: vista, udito, olfatto, gusto e tatto sono i cinque sensi. E la visione è la più alta di loro.

E quindi dobbiamo preoccuparci di guardarci l’un l’altro correttamente,  cioè, trattandoci correttamente.

Commento: Hai appena detto che tutto il nostro mondo è costruito sul malocchio.

Risposta: Dove hai visto una normale relazione da uomo a uomo? Solo nella direzione negativa!

Inizialmente, non siamo sintonizzati per il bene. Inizialmente non siamo preparati per il giusto atteggiamento l’uno verso l’altro. Ci basiamo su tali condizioni che se lui mi tratta bene, allora io lo tratterò correttamente, e così via. Ma inizialmente non ho premura per gli altri. Perché mai dovrei? Perché dovrei trattare bene gli altri? Parlo come una persona normale in questo mondo. Questo non può succedere!

L’uomo è fatto di male! L’uomo è malvagio! Quindi, non puoi farne a meno. Solo l’educazione può tirarlo fuori da questa palude egoistica, invidiosa, tirarlo fuori per le orecchie, lavarlo, asciugarlo, appenderlo per le orecchie al sole, così che lo asciughi per bene. E dopo, puoi iniziare a riempirlo con qualcosa di buono.

Domanda: Quindi tutta questa scienza della correzione, chiamata Kabbalah, tratta di come poter tradurre questi pensieri malvagi, la visione malvagia su cui esiste il nostro mondo, in una buona visione?

Risposta: Si

Domanda: Si tratta di come elevare una persona da questo mondo al mondo di una visione gentile, di gentilezza?

Risposta: Si. Questo sarà già un mondo spirituale. Il mondo superiore.

E il nostro mondo è creato solo nel male. Solo male, perché una persona riferisce tutto solo a se stessa, se la fa stare bene o male, consciamente o sub-consciamente, inconsciamente.

Domanda: Se sono così e non posso cambiare, qual è il processo educativo di cui continui a parlare?

Risposta: Si tratta di farti cambiare in modo da attirare su di te la forza positiva della natura, che si chiama Creatore, che inizierà a correggere la tua forza negativa.

Domanda: Quindi diciamo sempre che per fare questo, dobbiamo capire che c’è solo una forza negativa in me? E odiarla, davvero? Questo è il punto di partenza? Allora vorrò la forza buona.

Risposta: Si. Questo è tutto!

Questa forza buona è tutta intorno a noi. Riempie assolutamente l’intero spazio! Solo noi la allontaniamo, non la vogliamo. Siamo creati appositamente per elevarci al di sopra di noi stessi, per uscire da noi stessi, verso questa forza comune.

Domanda: Allora dobbiamo ancora capire che sulla terra, in questo mondo, non possiamo fare niente da soli con queste mani, con questa testa?

Risposta: Niente

Commento: Ed ora  tutti i nostri tentativi  di fare una società migliore, un mondo migliore …

Risposta: Sono ancora gli stessi giochi.

Commento: E l’umanità è ancora alla ricerca di qualche leader terrestre.

Risposta: Non sa come usare le forze della natura!

Significa ciò che la Kabbalah ci da, e ciò che la Kabbalah ci spiega. La Kabbalah ci dice come arrivare a questa forza positiva della natura, per attrarla costantemente a noi stessi e quindi, cambiare il mondo. Cosa significa pace? Ciò che vedo e sento intorno a me, sia con il mio occhio cattivo che con il mio occhio buono, è ciò che chiamo mondo.

Quindi, come cambio il mio atteggiamento malvagio nei confronti del mondo per uno buono? Questa è l’intera scienza della Kabbalah, la scienza di ottenere la giusta impressione del luogo in cui ti trovi, di questo mondo.

Domanda: Il malocchio e la corruzione sono cose diverse?

Risposta: La corruzione è un cattivo atteggiamento verso tutti gli altri, con l’aiuto del quale reco davvero molti danni al sistema di forze che ci circonda, in cui siamo, come in una rete, collegati gli uni agli altri.

Lo sto già facendo deliberatamente. Se deliberatamente tratto male gli altri, porto la forza del male nelle nostre relazioni reciproche, danneggio il mondo con essa.

Domanda: Mi viene in mente che sto deliberatamente rovinando il mondo?

Risposta: Si, mi torna.

Commento: Se nel malocchio diciamo: “tocca ferro, per non portare sfortuna” cioè, una persona sente che qualcosa di brutto arriva a lui, quindi nella corruzione io non busso sul ferro, vado dritto ad ammazzarlo.

Risposta: Concentri tutto il tuo male nel fare del male a un altro. Con ciò rovini il sistema di forze, questa rete in cui sei collocato, e ti ritorna indietro. Ma ritorna attraverso migliaia di modi diversi, quindi non puoi collegarlo con il tuo malocchio, che hai acceso.

Una persona deve imparare a padroneggiare adeguatamente le forze positive e negative. Può controllarle e rendere il mondo intorno a lui perfetto, e se stesso eterno.

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Dalla trasmissione KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 19/11/20

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Conoscenza e consapevolezza

Domanda: Lei sa che c’è un’interessante interazione tra la mente e il sentimento. Da un lato, le nostre basi sono sensazioni, e dall’altro lato, stiamo ancora parlando di un orientamento consapevole. Questo significa che la mente di un individuo che arriva alla spiritualità è coinvolta e che deve farlo consapevolmente?

Risposta: Sì, è proprio che non siamo consci di questo.

Avevo un amico che era l’accordatore dell’organo  della  Cattedrale del Duomo di Riga. Una volta mi disse come accordare questo antico strumento. E’ coinvolta  una matematica incredibile! Tanti calcoli, tante formule! Cosa conoscevano i suoi produttori, cosa sembravano comprendere? Tutto questo è sia ascoltare che sentire.

Da una parte, matematica, formule, onde, canne di pressione dell’aria e così via. Dall’altra, sappiamo che è un sistema sensoriale, non concettuale, interessa la membrana (del timpano), l’ascolto, penetra dentro, raggiunge il cuore. Dove accade tutto questo? Come possiamo dividere questo in un sistema sensibile e intelligente?

Commento: La tradizione, la psicologia e tutte le scienze associate ad esso dividono la psiche umana in due emisferi: conscio e  super io. Poi ci sono altre divisioni: l’auto-consapevolezza che è suddivisa  in subconscio e super conscio. Quest’ultimo è responsabile della creatività ma percepisce il lavoro al livello subliminale.

La mia risposta: Noi li processiamo inconsciamente  con i nostri sistemi concettuali e matematici. Proprio come un uomo che ascolta la musica. Se conoscessimo tutte le sue percezioni, il suo apparato sensoriale potremmo descriverlo interamente. Queste sono formule pure.

Domanda: Ma  il risultato di questo processo è il prodotto finale: la nostra conoscenza. Cioè,  noi possiamo già possedere la mente e gestirla in qualche modo.  E’ possibile sapere se la conoscenza che io posso impartire  agli altri appartiene alla sfera della consapevolezza? E’ corretto identificare consapevolezza e conoscenza?

Risposta: No, la penso diversamente. La conoscenza è la totalità dell’informazione acquisita da un individuo che lo aiuta a vivere.   E’ un archivio di azioni, di pratiche, di esperienze, e di ogni cosa che egli ha.

La consapevolezza è la possibilità della percezione ad un certo livello. Un uomo con una piccola quantità di conoscenza può avere una consapevolezza che un grande elefante non possiede.

Significa che la conoscenza è materiale accumulato e la consapevolezza è la possibilità della percezione.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 3/01/2019

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Mente e coscienza

Domanda: La coscienza che io possiedo è individuale e la coscienza nel campo delle informazioni è generale?

Risposta: Si, la tua coscienza è individuale fino a che tu non la metti in equilibrio  con il campo generale.

Domanda: Possiamo dire che il campo generale ispira una parte di sé, la sua immagine, in me?

Risposta: Assolutamente.

Domanda: Ha senso parlare della coscienza senza l’argomento di quella coscienza?

Risposta: No. In Kabbalah questo viene percepito diversamente. Secondo la saggezza della Kabbalah, ognuno di noi è un desiderio. Se costruiamo determinate contromisure a questo desiderio, poi allo stesso tempo ci alziamo al di sopra di esso al livello del campo che ci circonda. Poi, in base alla nostra somiglianza a quel campo, iniziamo a sentire e ad esplorare le sue intenzioni, i piani e le azioni che ci riguardano.

In questa misura una persona diventa intelligente e prima di questa consideriamo che esiste come una persona separata. Poi la sua coscienza è la coscienza di quel campo.

Domanda: Cioè, mente e coscienza sono concetti identici o c’è ancora una differenza?

Risposta: La ragione è molto più ridotta della coscienza perché è una coscienza processata in noi. Ci permette di eseguire certe azioni che ci conducono ad una coscienza più alta. Cioè, la mente è un meccanismo, un elemento ausiliario che ci aiuta a salire da un livello di coscienza a un altro.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meeting with Kabbalah”, 1/03/2019

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Coscienza e soggettività del mondo

Commento: A proposito della definizione della conoscenza, lei ha detto che è un’immagine del campo di informazione che ci sta influenzando.

Risposta: Certamente, dopo tutto io sono un prodotto di questo campo. Viene prima, e io ne sono solo un derivato.

Fondamentalmente, chi sono io? Diciamo che tutto ciò che esiste nelle mie sensazioni è ciò che provo, ed è per questo che esiste. Senza di me non esisterebbe perché esiste solo in relazione a me. Si scopre che il mondo è assolutamente soggettivo. Quindi, parliamo di noi stessi come se fossimo solo coscienza e nient’altro.

Domanda: Allora possiamo dire che la mia coscienza lavora contro la coscienza rappresentata dal campo di informazione?

Risposta: In un certo senso, sì perché, alla fine, questo campo vuole che usiamo la coscienza che crea in noi per interagire con esso correttamente.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 3/01/2019

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Le diversificazioni all’interno di ognuno

Domanda: Nella Kabbalah esiste il concetto di luce superiore. Possiamo sapere se il campo generale dell’informazione forma tale energia?

Risposta: Puoi trovare delle analogie. Ma io non ridurrei il campo dell’informazione al livello fisico, che è o in  particelle o in onde, perché in questo modo abbassiamo tale livello e, soprattutto, tutto il livello della sua influenza.

Il campo dell’informazione non è diviso in parti e la persona che lo percepisce lo scompone  in base alla sua struttura. Il campo stesso è indivisibile. Esso porta l’intera informazione e tutte le influenze che noi  sentiamo provenire dal campo stesso.

In generale, possiamo dire che ogni cosa che percepiamo è informazione che poi sentiamo dentro di noi come un frammento della natura: piacevole, sgradevole, ecc. Vale a dire che tutte le differenziazioni hanno luogo all’interno di noi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Meetings with Kabbalah”, 3/01/2019

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Otto miliardi sono io

Domanda: Lei parla spesso di come crescere la nuova generazione. Tutti si considerano buoni ed educati. Come faranno le persone a capire che hanno bisogno di istruzione e cambiamento?

Risposta: Solo attraverso i colpi. In quale altro modo? Se le persone si considerano così buone, perché il mondo è così cattivo?

Commento: Gli altri sono cattivi, quindi il mondo è cattivo. Ecco come la pensano le persone.

La mia risposta: E continueremo in questo modo finché qualcosa di così pesante non cadrà sulle nostre teste e nessuno penserà più a niente.

Domanda: Possiamo dire che in questo modo stiamo provocando guai anche a noi stessi?

Risposta: Naturalmente. Invece di correggerci, cercando di fare qualcosa, ci calmiamo. Questo sta portando il mondo al disastro.

Domanda: La vera educazione significa che comincio a guardare a come sono io?

Risposta: Sì, quando guardo me stesso, quello che sono. Quando guardo cosa devo fare per gli altri, quando sono l’unico che non viene corretto, è tutto ciò che esiste è in me: un bugiardo, un ladro, un ingannatore, una persona che prova odio. Non so quali altri epiteti inventare. Sono tutto io.

E tutti gli altri no. Tutti gli altri non esistono affatto. Tutti gli altri sono il riflesso di me stesso che vedo intorno a me. Cioè, guardo intorno a me molte persone, ognuna di loro ritrae un me negativo. In questa forma e in quella e anche in questa.

Ci sono otto miliardi di persone nel mondo e ognuna di loro rappresenta una mia qualità negativa. Otto miliardi! Questo sono io. Ecco come è progettato il nostro mondo. Ed è così che lo vedo.

Domanda: Cosa faccio quando vedo il male, oppure una persona malvagia?

Risposta: Se correggo me stesso, comincio a vedere il mondo più connesso, più aspirante alla dazione, all’amore, all’unità. Di conseguenza, capisco che tutto questo è un sistema, questa è una persona, chiamata Adam. E questo Adamo sono io perché l’ho assemblato in questo modo con le mie azioni, pensieri e ogni sorta di correzione.

Domanda: Significa che sto assorbendo il mondo in me stesso? Divento questa singola anima, Adam?

Risposta: Sì.

Domanda: E’ questa la verità?

Risposta: Questa è la verità.

Domanda: E quello che vediamo è una bugia?

Risposta: No, vediamo anche la verità, ma è una verità parziale, lacerata dal nostro egoismo interno.

Domanda: Significa che la vediamo come se non passassimo per l’egoismo? Non guardiamo attraverso l’egoismo.

Risposta: Sì. Se raccolgo tutti gli altri insieme in un’unica immagine, allora sono io. Questo è il nostro compito: riunire il mondo intero e dire: “Questo sono io”, e questo mondo dipende da me.

Domanda: Sono responsabile di tutti e di tutto?

Risposta: Assolutamente per tutto ciò che è qui.

Domanda: Ogni persona, la persona più semplice e ordinaria, è responsabile del mondo, di tutto ciò che accade in questo mondo terribile?

Risposta: Sì, nella misura in cui si trova in questo mondo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman”,  28/12/2020

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