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Il mondo delle radici e il mondo delle conseguenze

Nota: La forma della realtà fisica è simile a quella spirituale. La sola differenza è nella qualità di quella materiale. Non c’è niente nella nostra realtà che non abbia radici nel mondo superiore.

In altre parole, il nostro mondo è il mondo delle conseguenze, mentre il mondo spirituale, o il mondo delle forze, è il mondo delle radici, cioè delle cause alla radice.

La mia risposta: È tutto molto semplice. Ci sono le ragioni e ci sono le conseguenze. La causa è il mondo superiore e l’effetto è il nostro mondo. Grazie a questo, possiamo definirle in questo modo.

Domanda: Lei ha detto che nei mondi spirituali ci sono certi fenomeni che non hanno conseguenze nel nostro mondo. Là esiste un campo più ampio di varie sensazioni e non tutte sono materializzate nel nostro mondo?

Risposta: Sì. Ma cosa si intende per il nostro mondo e quello spirituale? Il mondo spirituale è ciò che percepiamo nei nostri desideri corretti in dazione, nell’amore per gli altri. Il nostro mondo invece è ciò che sentiamo nei nostri desideri non corretti ed egoistici.

Naturalmente, c’è una differenza nelle sensazioni perché entrambi i mondi, i loro confini, la calibrazione e tutto il resto, sono determinati solo rispetto alla persona. Pertanto, possiamo parlare di ciò che sente una persona comune nel nostro mondo, non corretta nel suo egoismo, o di una persona che si è elevata al di sopra del suo egoismo e sente ciò che sta accadendo nell’intenzione di dare o amare il prossimo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 06/10/2019

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La materia esiste?

Nota: Se facciamo un’analisi comparativa tra il mondo spirituale e quello materiale, allora il mondo spirituale è sempre esistito, mentre quello materiale no. Ad un certo punto nel tempo è stato creato dal nulla.

Il mio commento: Non esiste qualcosa come la materia. La materia è ciò che ci viene dato nelle nostre sensazioni, ma di per sé non esiste. In realtà, tutto ciò che vediamo e sentiamo esiste solo nelle nostre sensazioni.

È il desiderio che percepisce qualcosa. Questo “qualcosa” è la materia. Può essere materiale, può essere spirituale, ma questa percezione è nel desiderio.

La percezione nel desiderio di ricevere per se stessi è chiamata materia fisica. La percezione nel desiderio di dare, soddisfare, di portare gioia a qualcuno, è chiamata materia spirituale.

Nota: In linea di principio, gli scienziati affermano anche che il nostro mondo materiale è un’illusione ed esiste solo nelle nostre sensazioni.

Anche durante gli esperimenti, mentre una persona guarda le particelle, le vede sotto forma di elettroni, ecc. In assenza dell’occhio umano, cioè quando la ricerca non è disturbata dai desideri, dai sentimenti e dalle sensazioni umane, essi prendono la forma di energie e forze.

Il mio commento: Sì. Tutto è solo nelle nostre sensazioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/06/2019

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Il nostro mondo è un punto nero

Domanda: Lei afferma che il nostro mondo non esiste. In che senso non esiste e perché? Cosa significa “illusorio” e di chi è l’illusione?

Risposta: L’illusione è la nostra. In realtà, il nostro mondo non esiste.

Cosa significa “in realtà”? Nella proprietà della dazione, che è l’unica cosa che esiste nella realtà, il nostro mondo non esiste.

Il nostro mondo è la proprietà della ricezione, il puro egoismo. E il mondo stesso non esiste, è stato intenzionalmente creato come qualcosa di spettrale e illusorio in modo che viviamo in esso come al punto di partenza del nostro vero sviluppo spirituale, in modo da esistere al di fuori dei mondi spirituali, al di fuori della vera esistenza.

Il nostro mondo è semplicemente un punto nero.
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Perché la Kabbalah non studia le funzioni cerebrali?

Domanda: Vi sono neuroscienze che studiano il modo in cui pensiamo. Esse ci dicono che una persona costruisce un certo tipo di realtà, cioè ciò che è ovvio per lei. Se una persona ha bisogno di acquistare latte, ad esempio, sa in quale negozio recarsi e ci va automaticamente.

Perché questo livello di pensiero non viene spiegato dalla Kabbalah, cioè quello che avviene nel cervello? Baal HaSulam dice che vi sono 5 sensi, recettori di dati in ingresso che vengono processati e producono la nostra prospettiva interiore. Questo programma si trova al di sopra del desiderio. Perché questo non viene spiegato?

Risposta: Questo programma si trova al di sotto del desiderio ed appartiene al subconscio.

La Kabbalah non si occupa del funzionamento del cervello in quanto calcolatore né come muscolo mnemonico o quale parte di un qualsivoglia meccanismo della memoria, si occupa solo dell’anima.

Il nostro desiderio è chiamato anima. Non si trova nel nostro corpo fisico e non è nella nostra testa.

Il Creatore ha creato il desiderio. Esso può essere egoistico, cioè diretto solo ad amare noi stessi, oppure può cambiare dentro di noi, con l’aiuto del Creatore, in desiderio altruistico, cioè dazione ed amore per gli altri. Non c’è altro modo.

Mentre spostiamo il vettore del desiderio da “per il mio bene” a “per il bene degli altri”, iniziamo a percepire il mondo superiore e solo allora capiamo come tutto funziona, da dove arrivano i segnali operativi ecc..

Tutto il resto che riguarda la materia, il cervello ecc. non viene studiato dalla Kabbalah perché non ci interessa. Siamo interessati solo al desiderio puro che non fa parte di alcuna forma di materia. Così noi lo esploriamo e lo gestiamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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A chi rivolgiamo le nostre preghiere?

Domanda: Se il Creatore è la legge della natura, verso chi o cosa rivolgiamo le nostre preghiere? Comprendo correttamente che quando risuoniamo semplicemente con i nostri stati più elevati innalziamo una preghiera per gli altri?

Risposta: Noi non lavoriamo a vuoto. Lavoriamo in riferimento all’unica legge della natura, la relazione integrale tra tutti gli elementi della creazione.

Se noi, che siamo così frammentati e distanti, che ci respingiamo l’un l’altro e desideriamo sfruttarci a vicenda, cambiassimo il nostro atteggiamento e diventassimo più vicini gli uni con gli altri, poi ci troveremmo in uno stato spirituale e vedremmo che esistiamo in un mondo completamente diverso.

Dobbiamo innalzarci di sopra del nostro egoismo e iniziare a unirci tra di noi. La Kabbalah parla di questo.

Il cammino che ci porta a questo può essere duplice. Da una parte c’è il cammino della sofferenza, quello che stiamo ancora percorrendo; dall’altra parte c’è il cammino della luce, che possiamo percorrere attirando la luce superiore ed esercitandoci in piccoli gruppi, non per mezzo di tutta l’umanità ma attraverso le decine.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 22/12/2019

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Perché vediamo un mondo distorto?

Domanda: Ho sentito dire che una persona percepisce la realtà e il mondo come una vera distorsione. È vero?

Risposta: Sì, certo. Noi percepiamo tutto solo nei nostri organi sensoriali e poiché sono distorti, non corretti e frammentati allora, naturalmente, anche il mondo appare così.

Il fatto è che il mondo che ci circonda è perfetto, ma noi non lo percepiamo come perfetto perché lo sentiamo nei nostri organi sensoriali in frantumi e difettosi. Quindi non possiamo dire nulla del mondo stesso, ma solo del modo in cui lo percepiamo.

Il nostro metodo consiste nel correggere la nostra percezione. Quindi vedrò il mondo come perfetto nella misura in cui mi correggerò. Non serve altro. Non ho bisogno di correggere il mondo. Al contrario, nella Kabbalah, è considerata una mossa completamente sbagliata. Guarda, attraverso la storia dell’umanità, come sono esistite le persone in passato, e come invece, attualmente, cercano la correzione del mondo.

Tuttavia, se ci avvicinassimo al mondo come ci viene consigliato dalla saggezza della Kabbalah, correggendoci, vedremmo che, apparentemente, il mondo che ci circonda è ideale, perfetto, infinito ed eterno. Non c’è altro da fare se non correggere noi stessi.

Pertanto, l’intera saggezza si basa sul dare alla persona i consigli su come correggersi. Come rendersi corretti, integri. Altrimenti affonderemo in problemi ancora più grandi e in una percezione errata del mondo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

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La forza che controlla tutto

Commento: L’evoluzione si verifica come l’intersezione dell’interazione di due forze: positiva e negativa. Gli scienziati affermano che l’esplosione di un piccolo ammasso di energia, che era più piccolo di un atomo, ha portato alla formazione di ciò che vediamo intorno a noi. Questo, secondo me, è più difficile da credere rispetto al fatto che Dio abbia creato tutto con un solo atto.

La mia risposta: Sì, davvero, sembra incredibile.

Mi ricordo il periodo che ha preceduto l’accettazione della teoria del Big Bang. La gente credeva che l’universo esistesse indefinitamente e che fosse di dimensioni illimitate. Questo è quello che ci avevano detto a scuola. Perché? Perché veniva considerato semplicemente in questo modo, senza alcuna connessione con le persone.

Gli umani erano considerati una formazione accidentale di vita sulla Terra a causa della coincidenza di alcune proprietà. Questo è il modo in cui ci sviluppiamo, questo è il modo in cui viviamo, questa è la vita. Cioè, venne riconosciuta una teoria puramente meccanica.

Parallelamente, c’era ovviamente la cosiddetta teoria divina (il creazionismo), che affermava che una certa forza superiore aveva creato tutto questo perché lo voleva.

Domanda: Cosa dice la Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah afferma che non sono sbagliate né l’una né l’altra teoria. Dobbiamo semplicemente capire cosa sta succedendo nel nostro mondo in base a ciò che viene rivelato alla persona che studia la saggezza della Kabbalah.

La persona rivela che esiste un programma della creazione basato su una forza superiore positiva che sviluppa tutto e governa questo programma. Possiamo chiamare questa forza “il nostro Creatore”, “il Creatore ” o “Dio”, questo non ha importanza.

Questa forza controlla tutto. Ha un programma, un obiettivo prestabilito e noi ci sviluppiamo lungo questo percorso, che lo vogliamo oppure no. Nessuno ce lo chiede.

Ci vengono dati sia il punto di partenza del nostro sviluppo che la sua fine, in modo da poter attraversare tutto questo percorso, svilupparci e comprendere noi stessi. Basandoci su questo, comprenderemo la nostra fonte, il Creatore, la forza superiore della natura…a tal punto da identificarci, connetterci e fonderci in modo assoluto e completo con questa forza.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 11/03/2019

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Creature sensibili

Domanda: Qual è la “misericordia del Creatore” nella Kabbalah?

Risposta: Lascia tutti i luoghi comuni quali “Il Creatore è buono”, “Colui che fa del bene”, “Misericordia”, “Amore”, “Odio” e così via per i romanzi, anche se sono usati nei libri kabbalistici.

Dobbiamo solo capire che non possiamo esprimere le nostre impressioni in nessun altro modo. Dicendo che questo è umido, caldo, freddo, piacevole, spiacevole e così via, ci esprimiamo in questo modo.

In linea di principio, siamo tutti creature emotive. Anche se ci sembra che agiamo con la ragione, in realtà, non è mai così. Sentiamo e misuriamo sempre le nostre sensazioni. Anche quando io dico “cinque metri” o “500 mila chilometri”, continuo a misurare emotivamente queste distanze. Dove non abbiamo sentimenti, non ci sono dimensioni, nessuna scienza e nessun concetto.

Non possiamo agire in modo assolutamente rigido, senza sentimenti, in un sistema di misurazione. È così che siamo strutturati perché la nostra essenza è il desiderio di godere. Possiamo persino misurarci in relazione a questo desiderio, sia che proviamo un piacere più grande o un piacere più piccolo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 22/12/2019

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Elevarsi al di sopra dei sensi corporei

Baal HaSulam, “L’essenza della saggezza della Kabbalah”: Tuttavia, è abbastanza sufficiente, poiché questa è la regola: “Tutto ciò che viene misurato ed estratto dalla Sua Provvidenza per essere realizzato nella natura della Creazione, è completamente soddisfacente.”

Allo stesso modo, non si può desiderare un sesto dito nella mano, perché le cinque dita sono già sufficienti.

Siamo stati creati in modo tale da avere cinque dita su ciascuna mano. Ci preoccuperemmo se avessimo un sesto dito? Ad esempio, una scimmia ha un dito speciale per afferrare i rami. Sarebbe bello anche per noi averlo. Eppure non ne abbiamo bisogno! Non sentiamo alcun bisogno di un altro dito. È lo stesso ovunque, in tutti i sensi, non sentiamo che ci manca nulla.

Telescopi e microscopi sono solo ingrandimenti quantitativi degli organi sensoriali, la loro espansione. Ma se usiamo tutti i nostri sensi, non sentiamo che ci manca un organo sensoriale aggiuntivo. Possiamo dire che vorremmo sentire le onde ultra e infrarosse come i delfini. Ma tutto questo è stato dato loro dalla natura, si tratta solo di un’espansione e non di nuovi organi sensoriali.

Pertanto, tutto ciò che abbiamo in noi non ci provoca alcuna sensazione di mancanza, è abbastanza per noi e quindi non ci stiamo sviluppando ulteriormente. L’unico modo per svilupparsi è elevarci al di sopra dei nostri cinque sensi: non quanto riceveremmo nei nostri organi sensoriali, ma quanto possiamo lavorare con loro nella direzione della dazione.

Qui, in particolare, inizio a sentire non me stesso, ma il mondo intorno a me, mi elevo al di sopra di me stesso. Ecco una scienza completamente diversa riguardo al mondo: la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Cosa succede se cinque dita sono sufficienti per me? Vivo così…

Risposta: Quando vivo in ciò che è abbastanza per me, mi trovo nel livello animato. Se voglio capire la fonte di tutto ciò che sta accadendo, niente altro che la Kabbalah mi aiuterà.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

 

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Cambiare il proprio atteggiamento verso il mondo

Domanda: Alcune persone, sentendo la mancanza di qualcosa, si sentono automaticamente infelici. Esiste un modello diffuso nella società secondo cui la felicità è gioia e piacere continui. Non ci devono essere sofferenze nella vita. Da dove viene un modello del genere?

Risposta: Questa è la formulazione sbagliata della felicità, la formulazione sbagliata della domanda e l’educazione sbagliata. Non conosciamo la nostra natura e quindi, sfortunatamente, siamo infelici.

Se capissimo chi siamo e cosa siamo, saremmo in grado di formarci in modo che la nostra struttura e attitudine a qualsiasi stato siano perfetti.

Questo è ciò che fa la Kabbalah. Non cambia il mondo, non dice che devi cambiare qualcosa intorno a te. Devi cambiare il tuo atteggiamento verso il mondo. Allora sarai felice. E lo sarai in uno stato assoluto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/12/2019

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