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Trucchi di magia, solo al circo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando ha incontrato la Saggezza della Kabbalah ha visto subito in essa un significato profondo o all’inizio voleva imparare la magia?

Risposta: Non ho mai voluto imparare la magia che mi ha sempre disgustato. Dopotutto sono un uomo di scienza, quindi compresi che questo non fosse serio. I trucchi di magia vanno bene solo al circo.

Quale beneficio hanno tratto Nostradamus, Messing o Wanga dalla divinazione del futuro? Ne hanno ricavato qualcosa? Hanno parlato di quello che sentivano, niente di più.

Non ho mai aspirato ad essere coinvolto in questo e credo che sia del tutto irrilevante. Esistono persone che possono predire il futuro, ma a noi spetta il compito di svilupparci in modo realistico verso il vero obiettivo e scopo della creazione. E, in particolare, dobbiamo tirare dietro di noi “un carro pieno” di sette miliardi di persone.
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Dalla lezione di Kabbalah in Russo 14/02/16

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La conoscenza influenza ciò che vediamo

Dr. Michael LaitmanRicerca (Notizie dell’Università Johns Hopkins): Uno studio recente suggerisce che tutti gli oggetti, dalle auto agli uccelli, alle facce, fino alle lettere dell’alfabeto, brillano in maniera molto differente per le persone che ne abbiano familiarità.

“Usando l’alfabeto arabo come riferimento, i ricercatori di questa università hanno studiato come esperti nella lingua e neofiti abbiano visto lettere diverse, e hanno trovato chiare prove sul fatto che il processo visivo sia influenzato dall’esperienza.

I loro risultati sono usciti nella rivista di psicologia sperimentale “Percezione e rendimento umano”, e sono già disponibili in rete.

Risposta: La Kabbalah dice che tutto quello che vediamo è un riflesso del nostro mondo interiore, vediamo un mondo che si trova dentro di noi. E dice anche di più, che intorno a noi esiste solo luce bianca, attiriamo i differenti colori in base alle nostre proprietà intrinseche che sono diverse da questa luce bianca che esiste come sfondo.

La luce bianca è la caratteristica di dazione e amore. La nostra immagine è la nostra caratteristica egoista, differente dalla proprietà di dazione.

Si dice che arriveremo all’adesione (Dvekut) se ci correggiamo e ci uguagliamo alla luce bianca, l’attributo di dazione, e ci fondiamo con quest’ultima. Questa luce è il nostro Creatore.

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Come si può prevedere il futuro?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella Torah, molte volte viene previsto il futuro: sono menzionati i sogni profetici dei profeti e vi erano persone che li interpretavano. Come si relaziona la saggezza della Kabbalah alla chiromanzia e alla previsione del futuro nei sogni?

Risposta: I kabbalisti possono davvero vedere il futuro, non in un sogno, ma in uno stato di veglia assoluta, per mezzo di una speciale ascesa al livello successivo. Questo grazie all’acquisizione della caratteristica di dazione al posto della caratteristica di ricezione, una caratteristica altruistica invece di una caratteristica egoistica. Essendo in parte liberi dal livello materiale, cominciano a sentire uno più elevato, il livello delle forze che gestiscono la materia. Entrando nel campo di queste forze, l’uomo comincia a vedere passato, presente e futuro, al di là del tempo.

Così, per un kabbalista la previsione del futuro generalmente non è una previsione; piuttosto, è una situazione attuale, proprio come tutto il resto del tempo. Io offro questa possibilità a tutti, ma prima devono salire al livello detto “profetico”. Per farlo non serve alcuna speciale capacità, a parte il desiderio. Tutte le altre profezie, compresa la chiromanzia, sono fondamentalmente “magia nera”.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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La traversata del Mar Rosso (Yam Suf), parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella storia dell’uscita dall’Egitto degli Israeliti, uno degli eventi più grandi e più significativi è la traversata del Mar Rosso. Questo evento si verifica quando gli Israeliti, dopo aver ricevuto il permesso dal Faraone, lasciano l’Egitto in fretta e una settimana dopo raggiungono il Mar Rosso.

Il Faraone, dopo pochi giorni, si rammarica della sua decisione di liberare gli ebrei e manda tutto il suo esercito con carri e cavalli per inseguirli. La situazione sembra senza speranza per gli ebrei, si trovano di fronte al mare e sono stati circondati su tre lati.

A questo punto il Creatore dice a Mosè di alzare il suo bastone e il mare si divide, viene diviso in due metà. Non appena gli Israeliti passano nel mezzo e raggiungono la sponda opposta, il mare torna al suo solito stato e gli Egiziani che li stavano inseguendo affogano. Cosa simboleggia questa storia riguardo l’attraversamento del Mar Rosso?

Risposta: Penso che la Torah sia stata donata all’uomo per scoprire le sue qualità, tendenze, desideri, intenzioni e pensieri, per rendersi conto che l’uomo è un piccolo mondo che contiene tutto l’Egitto, il popolo d’Israele, il Monte Sinai, il deserto del Sinai e il Mar Rosso. Tutto ciò che esiste nel mondo si trova dentro l’uomo.

Inoltre, studiando la saggezza della Kabbalah in modo corretto, noi riveliamo che al di fuori dell’uomo non esiste nessun mondo. Mi sembra di trovarmi in una camera chiamata studio e in essa vi sono altre persone e vari soggetti oltre me. Ma tutto questo si trova in me, dentro di me. Le mie qualità disegnano questa figura sul mio schermo interiore. Tuttavia, questo quadro è sensoriale.

Cerchiamo di fantasticare un po’. Diciamo che siamo in grado di vivere altri 100-200 anni. Chi pensava alla televisione 100 anni fa? Nessuno! Improvvisamente è apparso il primo piccolo televisore in bianco e nero, poi uno più grande e poi uno a colori con alcuni canali.

Supponiamo che in 100 anni produrremo una televisione che creerà l’illusione completa di un film, come se tu fossi lì, all’interno, tra la gente, e anche poter sperimentare scene diverse. Tu guardi questo gioco ed esso ti coinvolge, e tutte queste immagini create da supponiamo dei raggi laser in aria, interagiscono con te.

Tu progetti i tuoi pensieri e desideri rispetto a loro, e loro rispetto a te, e tutto questo è un programma speciale in cui tu partecipi e giochi insieme alle immagini artificiali. E all’improvviso scopri di essere esattamente uguale a loro, quindi che cosa ti rende diverso da loro? E anche loro, a quanto pare, si guardano a vicenda e guardano anche te nello stesso modo. Questo è l’uomo.

In definitiva, noi siamo una sorta di programma che si materializza in una certa forma e niente di più. Allora, qual è la differenza tra l’interiorità e l’esteriorità? Nessuna. Siamo tutti una sorta di ologramma, un’immagine tridimensionale che può anche essere multidimensionale. E noi viviamo in questo modo.

In realtà, questo è ciò che ci spiega la Torah. Finora è difficile per noi immaginarlo, ma quando ci avviciniamo realmente alla percezione spirituale, essa ci sta gradualmente rivelando proprio questo. Noi sviluppiamo la capacità di capire e sentire la verità, di viverci e di essere in una costante interazione con essa.

La saggezza della Kabbalah ci permette di farlo; per questo è chiamata la saggezza della ricezione (in ebraico Kabbalah significa ricezione), la saggezza della percezione. Questo è il motivo per cui la Torah ci racconta tutte le situazioni in tale forma, il che significa che sta parlando di una persona che capisce di trovarsi all’interno di una rappresentazione o di un gioco in cui il pensiero superiore, il programma superiore, crea tutte queste immagini e lui esiste insieme a loro in questa vita.

Allora sorge una domanda spontanea: come fa lui a relazionarsi a questa grande mente e al grande desiderio che controlla questo teatro? Esiste in esso e capisce questo fatto, e cerca il modo più corretto di giocare il suo ruolo, o vive a suo piacimento, seguendo in ogni momento i suoi sensi e selezionando ciò che è meglio per se stesso.

La persona che vive dentro di sé è apparentemente scollegata dagli altri; egli non si preoccupa di queste immagini, il processo che subisce ognuno, e di questa intenzione generale, il cosiddetto scopo della creazione. Egli vive ogni minuto solo a proprio beneficio, secondo il suo profondo sentimento interiore. A lui è permesso realizzare il suo programma personale interiore.

Ma a lui è chiaro che esiste un programma comune in cui può giocare insieme ad altri in base a questo programma. E allora si muove insieme al pensiero e al desiderio superiore globale chiamato il pensiero della creazione. Tra queste due cose, l’uomo può essere in connessione con il pensiero della creazione o in connessione con il suo “corpo animale” in misura differente, a patto di essere felice.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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L’universo è un ologramma?

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da nature.com): “Una squadra di fisici ha già fornito alcune delle prove più chiare secondo le quali il nostro universo potrebbe essere solo una grande proiezione.

“Nel 1997, il fisico teorico Juan Maldacena propose un modello audace di universo nel quale la gravità nasce da corde vibranti infinitamente sottili, che potrebbero essere reinterpretate in termini di fisica ben consolidata. Il mondo matematicamente intricato delle stringhe, che esistono in nove dimensioni dello spazio più una del tempo, sarebbe solo un ologramma: l’azione reale avrebbe luogo in un universo più semplice e piatto dove non esiste la gravità.

“L’idea di Maldacena entusiasmò i fisici perché offriva un modo per mettere la teoria più popolare, ma ancora non dimostrata, delle stringhe su basi solide, e perché questo avrebbe risolto apparenti incongruenze tra la fisica quantistica e la teoria della gravità di Einstein. Esso ha dato ai fisici una Stele di Rosetta matematica, una “dualità”, che ha permesso loro di tradurlo avanti e indietro tra i due linguaggi, e risolvere problemi con un modello che sembrava intrattabile in altro modo e viceversa. Tuttavia, anche se da allora la validità delle idee di Maldacena sono state praticamente date per scontate, la dimostrazione rigorosa è diventata elusiva “.

“In due documenti pubblicati sul repository arXiv, Yoshifumi Hyakutake della Ibaraki University in Giappone ed i suoi colleghi forniscono ora, se non una prova vera e propria, almeno una prova convincente che la congettura di Maldacena è esatta”.

Il mio commento: Secondo la Kabbalah, non esiste nulla tranne le 10 Sefirot (Radice e 4 lettere del nome del Creatore, queste sono 5 Sefirot. Una di loro, ZA, si compone di 6, quindi 10). E ancora, tutto ciò che puoi immaginare è la tua vista personale delle 10 Sefirot, perché ognuna delle Sefirot è divisa in 10 delle sue sub Sefirot, ecc.

Quindi, noi crediamo in: 5 mondi, 5 Partzufim, 5 Sefirot per un totale di 125 gradi dal nostro mondo al mondo dell’Infinito. Tutte le fasi hanno la stessa struttura, e la differenza tra di loro è solo nella nitidezza dei dettagli della rivelazione del Creatore nel mondo. Più è alto il livello, più è dettagliato e più chiaramente si rivela il Creatore.
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Giocare con le sensazioni

Dr. Michael LaitmanDomanda: Spesso lei ci dice che la saggezza della Kabbalah è la scienza che viene captata nelle sensazioni. Ma può una scienza essere studiata senza l’intelletto, senza pensare?

Risposta: Naturalmente è impossibile. La saggezza della Kabbalah non è captata nei sensi, ma la percepiamo nei sentimenti. In seguito verifichiamo questi sentimenti: li frazioniamo, li mettiamo a confronto tra di loro, diamo loro dei numeri graduati come se li stessimo pesando.

La Kabbalah infatti, è giocare con i sentimenti, tuttavia essa li mette in ordine in modo sistematico, e noi cominciamo a vedere l’interazione dei desideri, quali sentimenti sorgono in ognuno di essi.

Nella Kabbalah misuriamo con estrema precisione tutti i sentimenti e diamo loro un nome numerico, determinando la loro forza, la direzione, le proprietà e così via. Pertanto, si ha una scienza dei sentimenti, poiché il desiderio è l’unica materia del nostro mondo.

La saggezza della Kabbalah è raffigurata come la scienza delle emozioni perché il desiderio è l’unica materia del nostro mondo, e ciò che viene percepito nel desiderio è chiamato sensazione, la quale è percepita come la Luce che aziona e influenza il desiderio. Questo significa che misurando i cambiamenti nel desiderio, misuriamo la Luce che lo aziona e lo influenza.

Domanda: Cosa viene per primo, la mente o il desiderio dell’uomo?

Risposta: Prima viene il desiderio e in seguito la mente, e questo è il modo in cui ci sviluppiamo. Da dove proviene la mente del bambino? È solo il risultato dello sviluppo del desiderio.

Quanto più è grande il desiderio che l’uomo ha, tanto più egli ha bisogno di una mente in grado di acquisire tutti i suoi desideri e di controllarli.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 17/01/16

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Nuova Vita 688 – Livelli del pensiero

Dr. Michael Laitman
Nuova Vita 688 – Livelli del Pensiero
Il Dott. Michael Laitman durante una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riassunto

Il desiderio di ricevere piacere è la materia della creazione ed è diviso in quattro livelli: Inanimato, vegetale, animato e umano. Più cresce il desidero di ricevere piacere, più deve crescere la forza del pensiero per poterlo soddisfare in modo ottimale. La forza del pensiero serve il desiderio ed è evidente specialmente nei bambini più piccoli, mentre quelli già cresciuti nascondono le loro aspirazioni.

Con la mente possiamo studiare le creature che si trovano su un livello più basso del nostro, però troviamo difficile studiare noi stessi visto che per capire chi sono, devo innalzarmi ad un livello superiore, al livello Divino, e questo posso farlo utilizzando la saggezza della Kabbalah. La forza del pensiero del livello superiore a quello umano è chiamata la forza del Creatore, ovvero, il pensiero superiore che connette tutto. Quando l’uomo scopre il pensiero superiore, tutto cambia: i suoi calcoli, i suoi valori ed i suoi piani, in seguito si risveglia dentro di lui il desiderio di portare tutti allo stesso riconoscimento.

Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita 688, I Livelli del Pensiero” 9/02/16

Il mondo spirituale, uno per tutti

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mondo spirituale che noi conseguiamo è lo stesso per tutti, oppure ogni persona ha il proprio mondo spirituale?

Risposta: Il mondo spirituale che noi conseguiamo è lo stesso per tutti, ma ognuno di noi lo consegue da un punto di vista diverso, con le sue capacità personali, proprio come accade nel nostro mondo.

Anche nel nostro mondo siamo tenuti a vivere nella stessa dimensione, ma la conseguiamo in modo diverso. Questo accade perché ognuno di noi ha un proprio insieme di capacità di base che sono i parametri attraverso i quali conseguiamo il mondo.
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Tratto dalla lezione in lingua russa del 27/12/15

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Nuova Vita 672 Cosa sono realmente la Torah e le Mitzvot (Precetti, Comandamenti)

Nuova Vita 672 – Cosa sono realmente la Torah e le Mitzvot (Precetti, Comandamenti)
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto:

La gente oggi non comprende e non conosce il vero significato della Torah e delle Mitzvot. La Torah e i comandamenti sono il sistema di leggi del mondo superiore che ci controlla, ed è nostro dovere arrivare a conoscerlo.

Abramo spiegò la Torah e le Mitzvot al popolo di Babilonia; loro raggiunsero l’equivalenza di forma con il sistema operativo superiore della natura e così nacque il Giudaismo. Il sistema superiore include una rete di forze che opera secondo la legge fondamentale della reciprocità, della connessione e complementarietà. La natura dell’uomo è totalmente opposta alla legge della natura; egli vuole allontanarsi dagli altri, screditarli e respingerli.

Abramo parlò della misericordia e dell’amore per gli altri come del mezzo per assomigliare al sistema superiore poiché, alla fine, tutte le parti della realtà devono essere completamente connesse. In seguito, gli studenti di Abramo ricevettero un egoismo addizionale, andarono in Egitto e ricevettero la Torah, il metodo di correzione dell’ego, presso il monte Sinai che simboleggia la montagna di odio tra loro. Secondo questo metodo, dovevano lavorare sulla connessione tra loro, sentire la garanzia reciproca dell’uno verso l’altro e aspettare la forza correttrice, ovvero, la Torah.

La Torah è la Luce che si risveglia in noi quando cerchiamo di avvicinarci gli uni agli altri. Rabash ha spiegato che nell’uomo vi sono 613 desideri egoistici e che c’è una speciale Luce di correzione per ciascuno di essi. La Torah fu scritta nel linguaggio dei rami e ci dice come relazionarci a tutti i desideri ai vari livelli della natura: inanimato, vegetale, animato e parlante.

Egli spiega anche che il quadro di questo mondo che l’uomo vede è l’immagine che i suoi desideri dipingono per lui quando sono riflessi contro la luce bianca, e la Torah, che è la Luce correttrice, permette all’uomo di vedere un nuovo mondo invece dell’oscuro mondo egoistico.

La differenza di percezione è espressa nelle relazioni tra noi ed è descritta nella Torah con termini come: Monte Sinai, il Vitello d’oro, il deserto, ecc. La terra d’Israele è l’atteggiamento corretto, il desiderio di amare e di donare, uno stato simile alla forza superiore.

Osservare le 613 Mitzvot significa correggere i 613 desideri egoistici e ogni uomo è obbligata a farlo. Gli studenti di Abramo scoprirono come relazionarsi ai livelli della natura inanimato, vegetale, animato e parlante e lo insegnarono alle generazioni successive. Usarono il linguaggio dei rami e si comportarono nella corporeità come si comportavano nella spiritualità, dato che la vita corporea è solo un’aggiunta alla spiritualità; non la influenza in nessun modo e certamente non la rimpiazza.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Vita Nuova 672, Cosa sono realmente la Torah e le Mitzvot”, 13/01/16

Il rapporto tra i due mondi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il rapporto tra i due mondi: quello spirituale e quello fisico? È possibile influenzare il mondo spirituale da quello materiale e viceversa?

Risposta: Il mondo è colto dai miei desideri egoistici nel momento in cui assorbo le impressioni e le informazioni attraverso i miei cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto.

Tutto quello che sento nel mondo materiale, dal massimo assorbimento del piacere e dal massimo rifiuto delle cose spiacevoli, passa attraverso i miei filtri egoistici e vengono classificati. Io voglio vedere solo il bene, quindi mi allontano da tutto il male, tanto da non riuscire ad identificare gran parte di ciò che sta accadendo perché non voglio vederlo.

Tuttavia, il mondo superiore è costruito secondo un principio diverso; io non disegno per me ciò che è bene per il mio ego ma interagisco in senso opposto: io amo gli altri e non me stesso; esco da me stesso per un buon rapporto con gli altri.

E così, comincio a vedere intorno a me un quadro completamente diverso; è un mondo completamente diverso! Si dice che sia superiore perché si trova sopra il mio ego, sopra la mia attuale esistenza.

La connessione tra i due mondi è molto semplice: se io mi relaziono a tutto egoisticamente, sento il mondo materiale, e se mi relaziono altruisticamente, sento il mondo superiore. Questa connessione esiste dentro di me, io connetto i due mondi; tutto sta avvenendo solo in relazione a me. La Saggezza della Kabbalah parla solo della percezione soggettiva dell’uomo.

Domanda: Chi esce verso il mondo spirituale può staccarsi da questo mondo?

Risposta: No. I suoi sentimenti egoistici, bestiali e abituali rimangono in lui e. con tutte le sue pulsioni umane, esce da se stesso per dirigersi verso la connessione con gli altri per dare a loro in base alla regola generale di “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). E con questa intenzione di uscire da se stesso, scopre un mondo rovesciato.

Domanda: Questo non sembra troppo semplice? Dopo tutto, chiunque può dire: “Io amo gli altri”.

Risposta: È molto facile dire questo. Quando l’uomo cerca di vedere il mondo superiore, capirà che questo è semplicemente impossibile da fare se non in base ad un sistema specifico di lavoro in un particolare gruppo, con un chiaro supporto, in accordo a particolari libri e ad un metodo speciale. Inoltre, ci vuole un certo numero di anni.

Quindi, chi dice: “Qual è il vostro problema?! Io amo tutti!” è profondamente sbagliato. Questo è l’errore umano.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 27.10.2015

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