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La macchina da scrivere del Creatore

Dr. Michael LaitmanContinuazione del post “Il mondo che non ha un luogo”

L’intera matteria – l’inanimato, il vegetale, la natura animata, e le persone, vogliono godere. Consciamente o inconsciamente, tutti vogliono solo una cosa: sentirsi bene in ogni momento. Questo è il desiderio naturale di tutti.

Domanda: Ora mi sforzo di stare bene. Come si relaziona questo alle lettere?

Risposta: Le lettere scendono nella tua materia, il desiderio di ricevere e stampano le loro impressioni in esso. Le lettere vengono da noi in ogni momento. Come i tasti di una macchina da scrivere, continuano a colpire la materia, il desiderio di godere, e tu stai costantemente ricevendo diverse impressioni, desideri e pensieri da queste. Ognuno è così.

Domanda: Ma come fanno le lettere a colpirmi? In cosa?

Risposta: Ora siamo in uno studio televisivo; l’equipe lavora intorno a noi, e altri eventi si svolgono dietro le mura. Le lettere stampano tutto questo sulla materia inanimata, vegetale, animata ed umana in modo che tutto ciò esistesse e si sviluppasse in una certa direzione.

Siamo tutti attivati con l’aiuto di chi in qualche modo dall’alto colpisce i tasti della sua macchina da scrivere, a stampando il testo, e in base a questo testo agiamo. E’ come il codice di un programma per computer.

Domanda: Questo codice mi attiva?

Risposta: Sì. Esso definisce tutto ciò che tu vorrai, quello che penserai, ciò che deciderai, ciò che farai, e ciò che ci sarà. Tutto avviene all’interno di questo codice. Tutto! Pertanto, tutti vogliono conoscere le lettere, ma non sanno cosa sono.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.12.2014

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Il mondo che non ha un luogo

Dr. Michael LaitmanNel mondo spirituale non ci sono linee, forme, corpi, niente. Il mondo spirituale è un mondo di due forze: ricezione e dazione, e non c’è nulla tranne loro. Non ci sono distanze nel mondo spirituale; non richiede un volume in contrasto con il nostro mondo, il nostro universo.

Dopo tutto, prima del Big Bang, a causa del quale si è formato il nostro universo, queste due forze hanno dovuto creare uno spazio, in cui una scintilla di energia più elevata ha sfondato, e una nuova creazione – forze, pianeti, galassie, – hanno cominciato ad emergere.

Pertanto, il mondo materiale richiede uno spazio e un luogo. Non possiamo immaginare che cosa c’è fuori dallo spazio; viviamo in esso. Inoltre, il nostro spazio è tridimensionale, e non siamo in grado di navigare senza questi tre assi.

Il nostro problema è che esistiamo in un mondo comprensibile, molto chiaro, in cui tutto è visibilmente definito; ogni cosa ha il suo posto, e sappiamo cosa ci vuole.

Questo non esiste nel mondo spirituale. Il mondo spirituale è il mondo delle forze, il mondo delle proprietà: ricezione e dazione, e solo queste due forze agiscono in esso.

Domanda: Ma dove è questo mondo spirituale?

Risposta: Non esiste una questione del genere come “Dov’è?” Dopo tutto, al fine di rispondere a dov’è, abbiamo bisogno di indicare un luogo, ma questo non esiste.

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Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 21.12.2014

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Manipolazione delle masse attraverso i media

Dr. Michael LaitmanOpinione (Noam Chomsky, linguista americano, filosofo, scienziato cognitivo, logico, commentatore politico e attivista anarco-sindacalista):

“Sulla base del lavoro del linguista americano Noam Chomsky, ecco qui un elenco di “10 strategie della manipolazione” da parte dei media:

1. UNA STRATEGIA DI DISTRAZIONE.

L’elemento chiave di controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élite, politici ed economici, tramite la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e informazioni insignificanti. ‘Portare l’attenzione del pubblico lontano dai veri problemi sociali e affascinarlo da questioni di nessuna importanza. Tenere il pubblico occupato, occupatissimo, senza il tempo di pensare, torna alla fattoria con gli altri animali (citando il testo “”Armi silenziose per guerre tranquille”).’

2 – CREARE PROBLEMI E DOPO L’OFFERTA DI SOLUZIONE.

Questo metodo si chiama anche ‘il problema-reazione-soluzione.’ Questo crea, una ‘situazione’ che causa qualche reazione nel pubblico, in modo che sia la misura principale che vorranno accettare. Per esempio: lasciar sviluppare o intensificare la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, in modo che il pubblico si concentri sui principi di sicurezza, le leggi e le politiche a discapito della libertà. O anche creare una crisi economica per accettare il male necessario della recessione, la perdita dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 – STRATEGIA DI GRADAZIONE.

Per far accettare un limite inaccettabile, semplicemente applicarlo gradualmente, una goccia alla volta, negli anni consecutivamente. Questo è il modo in cui nuove condizioni socio-economiche radicali (neoliberismo) furono imposte durante il 1980 e il 1990: lo stato minimo, privatizzazione, la precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, inabilità a pagare uno stipendio decente, e tanti altri cambiamenti che causano una rivoluzione non devono essere implementati tutti in un colpo.

4 – LA STRATEGIA DI RINVIARE.

Un altro modo di applicare una decisione sgradevole accettabile è quella di presentarla come ‘dolorosa e necessaria’ per ottenere immediata accettazione pubblica per una futura applicazione. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.

5 – RIVOLGENDOSI AL PUBBLICO COME A BAMBINI PIÙ PICCOLI

La maggior parte della pubblicità diretta al pubblico in generale usa discorso, argomenti, personaggi e soprattutto l’intonazione dei bambini, spesso siamo vicini alle loro debolezze, come se lo spettatore fosse un bambino molto piccolo o mentalmente compromesso. Più induce in errore lo spettatore, più la pubblicità tende ad adottare un tono infantile.

6 – USANDO L’ASPETTO EMOZIONALE PIU DELLA PONDERAZIONE.

Fare uso dell’aspetto emotivo è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale, e finalmente al senso critico degli individui. Inoltre, l’uso del registro emotivo ti permette di aprire la porta all’inconscio, di distribuire o trapiantare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti…

7 – TENENDO IL PUBBLICO NELL’ IGNORANZA E MEDIOCRITÀ

Rendere il pubblico incapace di capire le tecnologie e i metodi allo scopo di tenerli controllati e in schiavitù. ‘La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile in modo che il divario di ignoranza che si trova tra le classi inferiori e le classi sociali superiori è, e rimane, fuori dalla portata delle classi inferiori.’

8 – STIMOLARE IL PUBBLICO AD ESSERE COMPIACIUTO DELLA MEDIOCRITÀ.

Promuovere il pubblico a pensare che la moda è l’atto di essere stupidi, volgari e ignoranti.

9 – RAFFORZARE LA RIVOLTA CON SENSO DI COLPA.

Far sì che l’individuo creda che solo lui ha colpa per la propria disgrazia a causa del fallimento della propria intelligenza, capacità, o sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, gli individui stessi sono impotenti e la colpa se stessi, che porta ad uno stato depressivo, con i suoi effetti è di inibire la sua azione.

Il mio commento: Uno può vedere quanto grande è il ruolo di Internet nella manipolazione della gente. Tuttavia questo accelera solo l’uscita dal potere del faraone o dell’egoismo, perché i nostri desideri e pensieri si sviluppano non dai media, ma dalle leggi di sviluppo, che portano necessariamente all’obiettivo della creazione.
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Re e giullari

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nell’ambiente che mi circonda, per creare un’atmosfera rilassante, c’è l’usanza di raccontare delle barzellette. Ma cosa devo fare se per mia natura, non mi piacciono?

Risposta: Le barzellette promuovono l’inclusione reciproca l’uno nell’altro. Solo che deve trattarsi di battute intelligenti, intrise di un umorismo sottile. Ad esempio, alla corte di un re c’era sempre un giullare.

Gli veniva permesso di fare ciò che voleva. Anche schernire il re. A qualsiasi altro sarebbe stata tagliata la testa per questo, ma non ad un giullare. Tutti sanno che i re erano persone molto serie e risolute, ma comunque tenevano vicino a sé i buffoni. Perché avevano bisogno di questo?

Il fatto è che nella loro posizione, le teste coronate erano al di sopra di chi le circondava. Chi avrebbe potuto influenzarle? In quei giorni i giullari potevano sollevare l’umore di un re e quindi sbarazzarlo da molti problemi.

Capita un qualunque problema? Arriva il giullare, e inizia ad intrattenere il re, il quale si calma e riconsidera di nuovo ciò che sta accadendo. Queste sono cose molto profonde ed importanti.
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Dalla conversazione n°87 di “Una Nuova Vita” del 21.10.2012

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Le persone vivono nel passato

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da RT): “Un team di scienziati della visione presso l’Università della California, Berkeley e Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno rivelato questo segreto del cervello umano: Per salvarci dalla follia indotta da un torrente in continua evoluzione di immagini, forme e colori – sia virtuali che reali – il cervello filtra le informazioni, fallendo nella maggior parte dei casi, a notare piccole variazioni di un 15-di secondo di periodo di tempo.

“Ciò significa che in realtà quello che noi vediamo è di fatto una miscela di passato e presente. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, la stabilità viene raggiunta a scapito della precisione.

“‘Quello che state vedendo in questo momento non è una fresca fotografia del mondo, ma piuttosto una media di quello che hai visto negli ultimi dai 10 ai 15 secondi fa”, ha detto l’autore dello studio Jason Fischer, Ph.D., un neuroscienziato del MIT. “

Il mio commento: In realtà, non vediamo il mondo ma il nostro stato interiore che si proietta su uno schermo nel nostro cervello, e questo ci dà l’illusione di ciò che apparentemente sta accadendo fuori di noi, di fronte a noi.
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La mente superiore che si cela in natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che la nazione di Israele è stata scelta dal Creatore per aiutare tutta l’umanità ad avvicinarsi a Lui. Ma noi non viviamo più nei tempi antichi o nel Medioevo e non vediamo che il mondo moderno ha bisogno del Creatore. Solo le persone religiose parlano del Creatore, non le persone del mondo ordinario, e nessuno sente il bisogno di Lui.

Risposta: Il Creatore è equivalente alla natura. L’intero enorme sistema della natura, il potere immenso che comprende e sostiene tutta la creazione è chiamato il Creatore. Questa definizione è totalmente diversa dalla definizione comune religiosa.

Il problema è che, poiché la nostra mente e le nostre emozioni sono così limitati, non possiamo riconoscere il fatto che anche la forza superiore ha sentimenti, comprensione, un piano, e organizza tutto il processo che porta a un determinato obiettivo.

Noi immaginiamo questa forza come una forza immobile, come la forza di gravità che ci attira in maniera molto semplice e questo è tutto. Pensiamo che solo noi esseri umani abbiamo una mente e pensieri mentre la natura no.

Ma oggi ci sono molte pubblicazioni scientifiche che parlano della forza superiore che sviluppa tutta la materia. Questa forza ha un piano e un obiettivo che sono predeterminati, e ci fa avanzare secondo questo piano. La nostra situazione non è una coincidenza e nulla al mondo avviene per caso.

Anche l’evoluzione ordinaria, che sembra a noi arbitraria, è di fatto predeterminata. Ogni volta, diversi desideri si collegano e c’è una lotta tra di loro, così stanno portando avanti il piano preciso che è predeterminato. L’unico problema è che noi non lo conosciamo, ma gli scienziati oggi stanno già cominciando a parlarne.

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Da Kab. TV “Una Nuova Vita” 28.12.2014

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Un volo nello spazio interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come può una persona capire la grandezza del Creatore e la Sua provvidenza?

Risposta: L’intero scopo della creazione è la rivelazione del Creatore agli esseri creati al fine di far loro diventare buoni. Il Creatore fa gli esseri creati buoni rivelandosi a loro e riempiendoli. Il Creatore è rivestito nella creazione, il che significa che la Luce di Hochma è rivestita nella luce di Hassadim.

Ma come sappiamo di avanzare verso la rivelazione del Creatore? Con quale attributi dobbiamo cercarlo e in quale direzione dobbiamo avanzare? Come possiamo assicurarci di non allontanarci dalla retta via? Dobbiamo avere dei punti fermi per farlo. Se fossi nello spazio non sapendo dove mi trovo, vorrei trovare la mia via guardando secondo le stelle.

E’ lo stesso nel lavoro spirituale. Non possiamo dire nulla rispetto a ogni fenomeno, risultato, forza, o attributo se non la misuriamo in relazione a qualcosa. E’ importante essere sicuri in relazione a ciò che misuriamo.

Ad esempio, valutiamo il comportamento degli animali che divorano l’un l’altro e sembrano molto crudeli a noi. Ma il punto è che li valutiamo erroneamente, in relazione ai sentimenti umani. Questo è il motivo per cui arriviamo a conclusioni sbagliate. È lo stesso in relazione a qualsiasi fenomeno.

Il problema è come noi dovremmo valutare ogni fenomeno. Questo è importante sia nella spiritualità che nel nostro mondo, e al fine di valutare i fenomeni, usiamo strumenti come le bussole, misure, e unità specifiche per misurare le distanze, il peso, e le diverse frequenze. L’umanità ha creato questi sistemi di misura per determinare e misurare fenomeni differenti.

Prima dell’invenzione dei sistemi di misurazione, era molto difficile per le persone comunicare. Se volevo scambiare i miei polli per il vostro asino era difficile misurare quanti polli valevano quel asino. Oggi abbiamo i soldi per questo.

La crescente precisione di misure diverse ci permette di misurare diversi attributi. Questo è esattamente il modo in cui educare un bambino, insegnandogli come vedere se stesso rispetto all’ambiente, al fine di avere il giusto orientamento per quanto riguarda lo spazio, i mobili nella stanza, i suoi genitori, altri bambini, e se stesso.

Quando entriamo nel mondo spirituale, non abbiamo i mezzi con cui sentirlo. Questo perché ci manca uno standard e non sappiamo in che modo dobbiamo cambiare noi stessi e cosa dovremmo fare con le nostre caratteristiche.

Pertanto, è impossibile esistere soltanto con la forza positiva, quindi dobbiamo utilizzare due forze insieme. Questa è la ragione per cui c’è sempre la luce e il buio. È impossibile vedere nulla in contrasto solo con la luce e non è possibile vedere nulla al buio. L’unico modo per vedere qualcosa è nel contrasto tra la luce e il buio. Questo principio vale in ogni aspetto.

Proprio come un bambino piccolo comincia a riconoscere e differenziare le caratteristiche del suo ambiente più vicino e impara gradualmente come stabilire sempre più ampie connessioni fino a che non conosce tutta l’umanità, così anche noi dobbiamo stabilire connessioni tra di noi nel gruppo per cominciare a conoscere il mondo spirituale.

È impossibile fare questo in qualsiasi altro modo. Il Creatore si rivela nel gruppo, nei rapporti tra di noi. Se i nostri rapporti sono egoisti, non esiste uno standard di misura in quanto c’è solo una forza che lavora, che è un aiuto contro di noi. Abbiamo bisogno anche della forza opposta. Quando io sviluppo la forza della dazione e comincio adoperarla contro la forza della ricezione, posso cominciare a girare e gestire me stesso e misurare la deviazione.

Secondo la saggezza della Kabbalah, come in qualsiasi altra scienza, la cosa principale è la misura: NRNHY, KHB ZON, Partzufim, livelli, Hassadim e Hochma. E’ tutto basato su misurazioni, qui si confrontano cose diverse e così vengono scoperti nuovi fenomeni.

E’ scritto: “Non ti farai altri dèi”, il che significa che volutamente appaiono diverse forme davanti a noi in modo che saremo in grado di misurarli e costruire il Creatore in relazione ad essi.

Quando la Luce di Ein Sof (Infinito) riempie Malchut di Ein Sof essa non lascia ombra al suo interno e tutto è completamente riempito con la luce bianca. Questo è solo grazie al fatto che la fase quattro, che diventa grossolana, appare al suo interno e vede se stesso opposto alla luce. Da questa opposizione, noi possiamo cominciare a misurare le cose.

Quindi non possiamo gestirla senza “altri dei” anche se sono fittizi e bugiardi e non esistono realmente. Ma abbiamo bisogno di loro, al fine di misurare le cose confrontandoli. Così è come il Creatore gioca con noi. Questa è la ragione per cui ha creato l’inclinazione al male e la Torah come una spezia, “dal momento che la luce in essa li riforma.”

Così noi abbiamo 613 desideri e in oposizione a loro ci sono 613 luci con cui acquisiamo i nostri sensi. Se ci sono 613 luci che riempiono 613 desideri, abbiamo 613 elementi con cui misurare. Siamo in grado di valutare e chiarire molti concetti vicini e lontani per quanto riguarda ogni desiderio e la luce al suo interno. Siamo in grado di scoprire in quale direzione esse operano, in direzione di Hassadim o di Hochma, dazione o ricezione.

Ne risulta che dopo aver corretto il nostro desiderio con l’intenzione al fine di dare, secondo il principio di “il vantaggio della luce dalle tenebre,” abbiamo la possibilità di conoscere il Creatore, la Luce di Ein Sof. Gli altri Dei derivano dal Creatore, in modo che potremmo conoscerli e stabilizzare noi stessi usandoli. Senza di loro, non c’è un modo in cui possiamo conoscere la forza superiore, Colui che è “non c’è nessun altro all’infuori di Lui.”

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Dalla 1 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 09.12.2014, Shamati # 15

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Kabbalista praticante

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa vuol dire essere un Kabbalista che è occupato in un lavoro pratico?

Risposta: Un Kabbalista che è occupato nel lavoro pratico è un uomo che rivela il Creatore, nel nostro mondo e vuole portare l’intero mondo a Lui. Lavora sul cambiamento del ego in dazione, altruismo, l’odio in amore, la separazione tra noi in unità. Lui realizza il pensiero del Creatore nel nostro mondo, indaga e lo realizza.

Un vero Kabbalista è un materialista e non un mistico. Egli vede che tutto il mondo esiste come un tutt’uno sotto l’influenza di una sola forza, e capisce che in questo mondo tutto funziona sotto una sola legge, la legge del completamento, dell’unità, e mutua integralità, significa, la legge dell’amore, e se a noi sembra, che non è così, è solo perché questo è il modo in cui siamo costruiti e quindi dobbiamo correggere il nostro punto di vista non corretto. Il male che vediamo fuori di noi in realtà è dentro di noi e si riflette nella nostra visione distorta sul mondo esteriore. Se fossi completamente corretto, allora io non vedrei alcun male nel mondo.

Domanda: Questo significa che il kabbalista non vede alcun male nel mondo?

Risposta: Questo dipende dal livello in cui si trova. Il fatto è che il nostro ego, che si chiama “Faraone” è diviso in 125 gradi egoistici, e il Kabbalista li corregge dentro di sé in porzioni, in piccole parti, dal livello più piccolo al più grande. Correggendo ognuno di loro, per lui è come se si alzasse nei gradini di una scala di realizzazione, collegandosi con la forza superiore, in adesione con tutta l’umanità, e in questa adesione lui sente il Creatore.

Essere un Kabbalista praticante, significa, essere un insegnante o uno studente, uno che raggiunge il mondo superiore, studiare secondo le fonti autentiche Kabbalistiche, e dedicarsi completamente ad esso, perché tutto il raggiungimento del mondo spirituale è anche la realizzazione dello scopo della vita.

Perché quando tu inizi a capire con chi hai a che fare, tutto ciò che esiste in questo mondo si vede chiaramente come frutto della fantasia umana; questi sono sforzi insignificanti ed esperienze rispetto al raggiungimento dell’eternità, del completamento, della perfezione del Creatore.
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Da Kab.TV “Racconti brevi” 22.10.2014

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I figli dell’universo, Parte 9

Dr. Michael LaitmanSiamo molto limitati. Studiamo l’universo intero e noi stessi attraverso i nostri cinque sensi, calcolando i nostri profitti e perdite.

Veramente questo ci limita perché non andiamo oltre a noi stessi e non vediamo ora che cosa c’è fuori. Piuttosto, passiamo tutto attraverso il nostro sistema interno e decidiamo se ci fa sentire bene o male, punto.

Di conseguenza, ci sono tanti fenomeni che non vediamo e non distinguiamo le molte forze nel nostro universo o negli universi paralleli. Perché semplicemente non ci interessa e non influenza il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere piacere.

Se potessi identificare la connessione fra qualcosa e il mio successo, certamente lo studierei, e scoprirei un fenomeno nuovo. Se non vedo tale connessione, sono cieco a qualsiasi fenomeno.

Il motivo è che non ho una seconda forza, la forza di dazione. Sono totalmente fatto di forza di ricezione.

Commento: Però ci sono anche fenomeni nei quali vediamo la connessione, ma non li possiamo distinguere. Per esempio, ci piacerebbe molto sapere in anticipo dei disastri naturali in modo da poter proteggere noi stessi da essi.

Risposta: Naturalmente ci sono fenomeni che crediamo esistano, però sono come materia scura. Partiamo dal presupposto che esistono e che sono legati a noi, ma non possiamo identificarli. Però questa è una questione di ricerca su un livello diverso.

Io, da un lato, sto parlando di un difetto fondamentale nella nostra percezione, del fatto che non è nel nostro potere di vedere effettivamente in alcun modo, neanche teoricamente o ipoteticamente.

Se abbiamo acquisito la forza della dazione, la forza di uscire da noi stessi e se potessimo rimuovere la limitazione delle nostre menti e desideri, veramente e oggettivamente studieremmo quel che è esterno a noi. Vorremmo studiare con una mente e un cuore esterno.

Allora potremmo rivelare mondi interi e completare l’immagine distorta e frammentata che vediamo oggi.

Ora ci sembra di vivere in una bolla che è completamente tirata verso l’interno e che crolla su se stessa. Vediamo, sentiamo, e studiamo solo ciò che è percepito dalla gravità egoista. Questo è anche il luogo dove esiste il nostro universo, che sembra così immenso e infinito a noi. È tutto all’interno di questa piccola bolla della nostra percezione.

Se non acquisiamo una seconda forza che ci permetterà di uscire dai confini dei nostri attributi, non scopriremo ciò che è al di fuori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.03.2014

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Dr. Michael LaitmanOggi studiamo la Natura solamente attraverso la forza di ricevere, che è la nostra qualità iniziale, primaria. Io aspiro sempre a ricevere ciò che è bene per me. Questo è il modo in cui vivo ed è così che sono; questo è il mio pensiero conscio e inconscio e non posso pensare in nessun altro modo.

Questo succede perché sono nato dall’evoluzione della natura inanimata, vegetativa ed animata. Tutta la materia aspira a distinguersi e a classificarsi nel modo più efficiente possibile resistendo a tutto ciò che può danneggiarla e restando pacificamente vicina e al sicuro rispetto alle altre parti. Perciò io mi preoccupo continuamente su come procurarmi tutto ciò di cui ho bisogno nel modo migliore, più sicuro e più comodo rispetto agli altri.

Questa qualità è tipica di tutte le forme di materia compresa la natura inanimata che passivamente si protegge. A livello vegetativo l’ambiente è già usato: gli organismi producono delle sostanze utili dal suolo, consumano ossigeno o anidride carbonica, ecc.

I processi metabolici avvengono in loro e loro sanno come usare l’ambiente per crescere a sue spese. Le creature al livello animato crescono non solo grazie all’ambiente inanimato ma anche grazie a quello vegetativo ed animato. Gli animali mangiano le piante e altri animali.

Allo stesso tempo, tutti gli organismi si sviluppano e si moltiplicano, e tutto si basa sull’iniziale desiderio di proteggersi il più possibile, tenendosi lontano da tutto ciò che è dannoso ed avvicinandosi a ciò che è vantaggioso. Tutto questo rappresenta l’essenza della forza egoistica di ricevere che c’è in tutte le creature.

Guardate l’uomo, egli ce l’ha fatta in questo senso più di tutti gli altri livelli. Egli trova piacere nel prendere risorse dagli altri anche se non ne ha bisogno, ma lo fa perché si sente più elevato e più importante rispetto agli altri che sono intorno a lui. Elimina e allontana coloro che possono danneggiarlo e tiene solamente coloro che possono procurargli un beneficio a stargli vicino. Non stima se stesso nell’ambito dell’ambiente che gli è più vicino, ma rispetto al mondo intero nel corso del tempo.

L’ego umano è altamente sviluppato, e la sua percezione, la sua visione del mondo, è radicata nel nostro programma interiore di funzionamento. Non importa cosa percepisco con i miei sensi, io vedo solamente quello che voglio vedere e non ciò che effettivamente succede nella realtà.

Non presto attenzione a niente che non appartenga alla mia esistenza corporale, al mio desiderio di ricevere. Le cose neutrali che non mi sono dannose o vantaggiose non sono nel mio campo visivo. E’ che semplicemente non le identifico.
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