Pubblicato nella 'Natura' Categoria

Robot viventi. Cattive notizie per l’umanità

Recentemente il Wyss Institute dell’Università di Harvard, in collaborazione con scienziati dell’Università del Vermont e della Tufts University, ha pubblicato un documento che mostra come abbiano sviluppato robot biologici in grado di muoversi da soli, “nutrirsi” e persino auto-replicarsi e riprodursi.

Con questa impresa, questi robot hanno soddisfatto i tre requisiti fondamentali affinché la scienza li definisca esseri viventi. Tuttavia, sono robot viventi e non organismi che si sono evoluti naturalmente. Come robot, fanno ciò che il loro operatore ordina loro di fare. Come organismi viventi, possono essere collocati ovunque e riprodursi indipendentemente e indefinitamente.

Questa è una brutta notizia per l’umanità. Non riesco a immaginare nulla di buono che ne venga fuori. Questi nostri giochi, quando “giochiamo” con nuove invenzioni, non portano mai a nulla di buono. Ora, oltre alle armi nucleari e alle innumerevoli altre maledizioni che la scienza ha scaraventato sulle nostre teste, avremo un altro mal di testa.

È noto fin dai tempi biblici che “L’inclinazione del cuore dell’uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza” (Gen. 8:21). Purtroppo, sapere quanto siamo malvagi non ci ha mai impedito di comportarci secondo la nostra natura.

Nonostante gli orrori del ventesimo secolo, con le sue due guerre mondiali, l’Olocausto e diversi genocidi su vasta scala, l’umanità non sembra essere migliorata neanche un po’, o di non averci neanche provato. All’uomo non si deve dare più di una pietra ed un bastone. In effetti, puoi stare certo che usi male anche questi, per non parlare di qualcosa di più sofisticato e potenzialmente dannoso.

Anche nei tempi antichi era chiaro che le persone indegne non dovevano avere accesso alla conoscenza.

Nel suo libro Fedro, Platone scrisse: “Quando [i discorsi (insegnamenti)] sono stati scritti una volta, essi cadono ovunque tra coloro che possono o non possono capirli, e non sanno a chi dovrebbero rispondere, o a chi no. E se vengono maltrattati o abusati, non hanno un genitore che li protegga e non possono proteggersi o difendersi».

Ma chi ascolta questo saggio? Nessuno. Ascoltiamo solo i nostri capricci egoistici, motivo per cui il nostro mondo è in uno stato così misero.

Non sono pessimista. So che alla fine ci rialzeremo e impareremo a usare la conoscenza per il bene comune. Alla fine, ci renderemo conto che siamo tutti connessi e che non possiamo ferire gli altri senza ferire noi stessi. L’unica domanda è quanta agonia dovremo sopportare prima di imparare.

 

Didascalia della foto:
Gli scienziati creano ‘robot viventi’ auto-replicanti
Dove: Burlington, Vermont, Stati Uniti Quando: 30 Nov 2021 Credito: Douglas Blackiston e Sam Kriegman

Il silenzio è d’oro

Ho passato infinite ore a conversare con il mio maestro, Rav Baruch Shalom Ashlag (RABASH).  Per la maggior parte del tempo, parlavamo quando eravamo da  soli durante le nostre camminate mattutine o durante i nostri frequenti viaggi di due giorni a Tiberiade. Una volta gli chiesi cosa facesse prima che arrivassi io, dato che quando l’ho conosciuto aveva già settantatré anni.  Mi rispose: “ero solo”.  Quando gli chiesi se non avesse sentito il bisogno di parlare con qualcuno, mi rispose semplicemente: “No”.

Ora, trent’anni dopo la sua scomparsa, capisco cosa intendesse.  Mi siedo, da solo, nella mia camera e non sento alcun bisogno di uscire o parlare con qualcuno.  Potrei sedermi lì per cent’anni senza alcun problema.  Ogni tanto faccio una camminata, ma,  da quando sono iniziate le chiusure, sono da solo la maggior parte del tempo e sono perfettamente felice.  Se non fosse per i miei studenti o la necessità di diffondere la saggezza della Kabbalah al mondo, non pronuncerei una parola.  

In questo, sono simile a molti Kabbalisti che mi precedettero. Anch’essi non trascorrevano le loro giornate in conversazioni inutili. Studiavano insieme e leggevano dalle fonti autentiche della Kabbalah. E così facevamo anche Rabash e io.  Anche quando eravamo soli, come a Tiberiade, ci sedevamo uno di fronte all’altro, con Il Libro dello Zohar o Lo Studio delle Dieci Sefirot aperto sul tavolo davanti a noi, una tazza di caffè turco vicino, e leggevamo, leggevamo, leggevamo.

Ogni tanto RABASH si fermava per spiegare, oppure ero io a fare una domanda sul testo, ma per la maggior parte del tempo, leggevamo e ci connettevamo tra noi, elevandoci a una sensazione condivisa e spirituale. Non c’era bisogno di altro, niente di niente.

Quando si verificava un evento importante, come una guerra o le elezioni in Israele o altri eventi che agitavano l’opinione pubblica israeliana, scambiavamo qualche parola al riguardo, ma non a lungo e certamente senza parlarne a vanvera. Non ci allontanavamo un attimo dal pensare allo scopo della vita, ogni secondo era importante.

È scritto nella Mishnah che Shimon, il figlio di Rabban Gamaliel, era solito dire: “Per tutti i miei giorni sono cresciuto tra i saggi e non ho trovato nulla di meglio per una persona che il silenzio. Lo studio non è il più importante, ma le azioni;  chi parla troppo porta il peccato” (Avot, 1:16).

I Kabbalisti sono silenziosi perché ascoltano i loro cuori. Ascoltano il nostro cuore comune, il cuore del sistema umano detto Adam HaRishom, di cui facciamo tutti parte.  

Nasciamo rinchiusi nella  bolla del nostro ego, non riusciamo ad ascoltare il nostro cuore comune. Ascoltiamo soltanto noi stessi.

Quello che ho imparato da RABASH è ascoltare nel profondo, oltre l’ego, il cuore comune. Nel profondo della nostra anima, c’è un desiderio di liberarsi dai confini dell’ego e sentire il cuore comune. Quando ci connetteremo con esso, saremo veramente in grado di sentire ciò che è fuori di noi. Saremo in grado di conversare con l’anima di tutta l’umanità, con tutta la natura e attraverso di loro con il Creatore.

Capire il linguaggio della Natura

 

Cosa succederebbe se arrivassimo su un pianeta sconosciuto, senza sapere la lingua parlata dalle creature locali e senza capire i loro gesti o cultura? Al di là delle figuracce che faremmo,  il problema reale sarebbe compiere errori che metterebbero noi stessi e gli altri in vero pericolo.

Non si tratta di una domanda teorica, si tratta della nostra vita quotidiana.  Siamo alieni in un pianeta che consideriamo casa. Non capiamo la lingua, i gesti, o la cultura. Gli errori che facciamo, quindi, sono severamente pericolosi per noi stessi, per gli altri e per il resto degli abitanti sulla Terra.

Ancor peggio, non sappiamo di essere alieni.  Crediamo di essere nativi quando in realtà siamo appena arrivati negli ultimi settemila anni. Nei tempi della preistoria ,  ominidi (membri della famiglia degli Hominidae (grandi primati), compreso gli umani) erano parte integrante del sistema naturale in cui vivevano.  Erano essenzialmente un’altra specie animale nell’ecosistema.

Con la nostra evoluzione, lo sviluppo di tecnologie per la coltivazione della terra, l’industria, e l’economia, siamo diventati sempre più dominanti. Alla fine siamo diventati i “dominatori” della Terra, almeno così pensiamo.  Ora viviamo come se fossimo i proprietari del pianeta.

Radiamo  al suolo foreste con noncuranza, estinguiamo specie animali indiscriminatamente, fondiamo governi e regimi basati su ideologie architettate dalle nostre menti narcisistiche, e commettiamo genocidi per attuarli. Trattiamo con condiscendenza, aborriamo, denigriamo e demonizziamo quelli che non la pensano come noi, e in nome della giustizia e della libertà, li rinchiudiamo e li uccidiamo.

Noi, gli ospiti più recenti che la Terra ha accolto sulla sua crosta, abbiamo trasformato la residenza del nostro padrone di casa in un grande cassonetto della spazzatura senza chiedere il permesso, senza alcuna considerazione, senza alcun rimorso.  Infatti, anche se volessimo chiedere l’approvazione del padrone di casa, non ne saremo in grado, dato che non ci siamo mai preoccupati di imparare a comunicare nella lingua della Natura.

Eppure, abbiamo la chutzpah [NdR impertinenza o insolenza] di lamentarci quando la Terra ci manda incendi, alluvioni e terremoti per proteggersi dalla nostra presenza tossica. Infatti, la impertinenza dell’uomo è incontrollata e inesauribile. Le catastrofi naturali a cui abbiamo assistito quest’estate non sono sintomi di una Terra malata, sono i suoi sforzi di ripulirsi dal parassita umano in modo da poter guarire.

La cultura della Natura è quella dell’equilibrio. Tutto serve e tutto ha il suo opposto.  Inverno e estate, flusso e riflusso,  i tropici e il deserto, e anche la vita e la morte sono tutti controparti complementari.  Insieme creano l’equilibrio dinamico della Natura che permette a tutto di evolvere e decadere al momento giusto e al ritmo giusto.

Il linguaggio della Natura è il linguaggio della responsabilità reciproca.  Ogni creazione ha bisogno delle altre, dipendono dalla prosperità delle altre e non prendono più di quanto serve.  In questo modo tutti aiutano a sostenere gli altri, e l’ecosistema globale del nostro pianeta fiorisce.

Quando la Natura manifesta  la sua disapprovazione, usa “messaggeri” come il clima estremo, terremoti, e altri disastri naturali di intensità eccessiva. Quando non capiamo le sue manifestazioni, esse diventano più potenti.  Se continuiamo a rimanere noncuranti, la Natura diventa violenta.  E se non facciamo ancora attenzione, distrugge coloro che le  fanno del male.

In questi giorni, la Natura sta manifestando che siamo diventati sgraditi su questo pianeta. Se non impariamo il linguaggio della Natura presto, porterà via la vita che dà ad ognuno di noi.

Dopotutto, siamo tutti creazioni della Natura e non il contrario.

La natura separa gli egoisti

Domanda: Oggi tutti noi abbiamo accesso a tutte le informazioni su ciò che sta accadendo nel mondo. Non era così tanti anni fa. Circa 30-40 anni fa non avevamo modo di sapere, nei minimi dettagli, cosa stesse accadendo nel resto del mondo.

Inoltre, non c’è mai stata una quarantena universale. Nei mesi scorsi molti di noi sono dovuti rimanere chiusi nelle loro case, potendo uscire solo in caso di emergenza o estrema necessità. Ci sono stati paesi in cui le persone non potevano uscire affatto, venivano anche multate per questo. Cosa c’è di speciale nel fatto che la natura ci divide?

Risposta: Si tratta di una cosa molto buona. La natura divide gli egoisti per tenerli lontani gli uni dagli altri. È così che di solito disperdiamo un gruppo di adolescenti che violano l’ordine pubblico perché insieme si scaldano, si istigano a vicenda, fanno rumore, dispetti e cose stupide. Mentre separatamente si calmano.

È lo stesso qui: il mondo si è disimpegnato, gli egoisti si sono allontanati forzatamente l’uno dall’altro e tutto si è calmato. Lo vediamo con l’ecologia in ciò che sta accadendo oggi nel mondo. L’aria si è schiarita, tutto è diventato più calmo, più liscio. La natura si libera dell’impatto umano, poiché le persone sono gli egoisti più rudi, i violatori dell’armonia. Quindi, tutto diventa bello e buono.
[262427]

Dalla trasmissione di KabTV: “Il Coronavirus sta cambiando il mondo”, 19/03/2020

Materiale correlato:
Cosa ci insegna il Coronavirus
Il rimedio per il Coronavirus
La linea rossa

L’umanità – Incontra la Natura!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che un essere umano, come l’anello superiore della natura, influenza fortemente i suoi processi. Se questo è il caso, sarebbe possibile prevedere un disastro come la valanga in Nepal?

Risposta: Questo dipende dal livello del nostro sviluppo. Se prendiamo parte nella natura e scopriamo le sue forze interiori, il suo processo generale, il suo sistema e lo scopo, allora senza ombra di dubbio possiamo vedere come sono collegati gli eventi, non solo nel nostro mondo, ma anche nei mondi superiori. Perchè la natura abbraccia tutta la realtà, compresa quella che ora è nascosto da noi.

Domanda: Ci sono sempre state persone che erano in grado di sentire ciò che non era accessibile alla percezione degli altri. Ad esempio, ancora oggi l’esercito utilizza inseguitori beduini in alcune zone, perché sono in grado di identificare le cose a seconda dei segni “impercettibili” più di quanto una persona normale potrebbe. Ma il disastro in Nepal ha colto di sorpresa anche gli abitanti del luogo che avevano generazioni di esperienza alle spalle. Essi non hanno sentito l’avvicinamento del guaio. Perché?

Risposta: Ci stiamo avvicinando alla fase in cui la persona deve prendere coscienza della natura e prendere su di sé la sua gestione. Ma oggi, noi non aspiriamo ancora a questo, e, di conseguenza, i beduini, le guide Himalayane, e altri esperti naturalisti stanno perdendo la loro capacità di leggere la natura.

Quindi, in questa fase attuale, abbiamo bisogno di penetrare in una nuova profondità, scoprire il suo programma e il suo scopo, e ottenere la comprensione della sua evoluzione. Dal momento che siamo indietro in questo, non abbiamo raggiunto i poteri di una scala più ampia e così rimaniamo impotenti.

Domanda: Che cos’è questa nuova profondità della natura?

Risposta: E’ lo stesso livello con cui noi dobbiamo abituarci, e abbiamo bisogno della saggezza della Kabbalah, al fine di raggiungerlo. Pertanto, è stato rivelato ai nostri giorni.

La saggezza della Kabbalah sviluppa dentro di noi una sensibilità al potere generale e completo della natura. Anche se gli esperti naturalisti del popolo possono scoprire particolari e distinte forze della natura, oggi queste abilità quasi non esistono più perché una forza globale e generale si sta scoprendo sempre più.

Essa influenza attraverso i livelli inanimato, vegetale, e animale della natura, ma soprattutto attraverso gli esseri umani su un livello che non è accessibile ai figli del deserto caldo, delle montagne innevate o delle foreste vergini. Dietro la natura che a loro è familiare si nasconde il contorno naturale di tutta la creazione.

Domanda: Come è possibile ottenere una buona risposta dalla natura?

Risposta: Non riceveremo una buona risposta dalla natura fino a quando non abbiamo raggiunto e capito l’intero sistema. Dobbiamo muoverci verso questo, e per farlo, abbiamo espressamente bisogno della saggezza della Kabbalah. Questo perché apre i nostri occhi rispetto al sistema. Allora noi saremo in grado di vedere come poter essere inclusi correttamente in esso. Se in ogni momento, siamo preoccupati ad aggrapparci al nostro equilibrio con la natura, allora tutto si calmerà, si svilupperà, e noi acquisiremo la sicurezza in una vita buona e pacifica.

[146213]

Dal programma “Una Nuova Vita” 21.10.2014

Materiale correlato:

Tutti abbiamo bisogno di imparare la legge naturale dell’equilibrio
L’uomo è stato creato per esistere in equilibrio con la natura

Il riscaldamento globale – Uragani, alluvione, siccità

Opinione (Gruppo di esperti delle Nazioni Unite): Il riscaldamento globale del pianeta Terra nei prossimi anni porterà ad un forte aumento del numero di uragani devastanti, gravi inondazioni e siccità – soprattutto nelle zone con alta densità di popolazione, e anche quelle che si trovano sulle rive degli oceani, mari e fiumi. L’unica via d’uscita – è prepararsi alla prevenzione delle catastrofi naturali per mitigarle (eliminazione delle loro conseguenze).

Il mio commento: Non cambiando la nostra natura egoistica, con l’aiuto dell’educazione integrale, il nostro comportamento non cambierà e continuerà ad essere dannoso – e per la natura e per la società. In questo caso, sarebbe bene prepararsi in anticipo agli impatti della natura  – come consigliano gli “Esperti”.

Ma, considerando  che la natura saggia, provoca deliberatamente queste catastrofi per costringerci a cambiare noi stessi, possiamo solo modificare leggermente  il carattere degli impatti, perché il loro scopo è quello di renderci consapevoli della necessità di correggere il nostro egoismo e l’odio sulla dazione ed amore.
[76997]

Materiale correlato:

Laitman blog: Come ci proteggiamo dalla Natura?
Laitman blog: Ci avviciniamo verso una catastrofe climatica?

Il mosaico dell’universo dove manchi tu

L’obbiettivo del nostro sviluppo è di diventare uguali alla forza della natura, la sola grande forza completa che influenza tutto. Questa forza comprende tutte le forze della natura che noi scopriamo nelle nostre scienze: fisica, chimica, biologia, zoologia, botanica, geologia ed astronomia. Ognuna di essa è inclusa in questa singola legge.

Questa legge totalizzante, che noi riveliamo come una connessione benevola e reciproca, unisce tutte le parti della realtà, che sono collegate tra di loro dall’amore e dalla dazione reciproci. Tutto questo sistema è completo, analogico, ed in esso tutto, tranne gli esseri umani, esiste in completa armonia. In tutto questo sistema, come in una enorme sfera, c’è una parte chiamata “umano” o “umanità”, che è imperfetta. Questa è la parte più importante, la più sviluppata e, allo stesso tempo, la più imperfetta perché deve realizzare la sua natura consciamente.

La natura inanimata, il mondo vegetativo ed animato esistono dentro questa sfera ed obbediscono istintivamente a questa legge perché non riflettono su come dovrebbero vivere. Essi sono messi in moto dalle forze della natura che non lasciano loro alcuna scelta, nessuna libertà interiore. Le forze funzionano su di loro completamente, ed essi eseguono gli ordini della natura al 100%.

Invece gli esseri umani hanno la libertà. All’uomo viene lasciata una parte vuota dentro questa sfera, in modo che egli possa riempire questo vuoto con se stesso. Come se lavorasse un impasto d’argilla, egli deve scolpire una forma da dentro di sé, una forma che possa combaciare esattamente nel mosaico della natura, unendosi con tutte le sue parti attraverso migliaia di connessioni.

Questo mosaico non è piatto e non è nemmeno tridimensionale, ma è multi-dimensionale e multi-sfaccettato in base ai livelli psicologico, psicosomatico, spirituale e materiale; è collegato a tutte le forme della natura in una miriade di modi. Nelle nostre scienze, noi scopriamo solamente una piccola parte dell’intero sistema di leggi che ci sono in questa sfera. Ma dobbiamo arrivare a conoscere tutto.
[43740]

(Dalla 1.a lezione del Congresso di Roma del 21.05.2011)

Come si adatta l’uomo all’interconnessione del mondo

drugsLa Kabbalah osserva attentamente l’intero universo – il nostro mondo e il Mondo Superiore che è nascosto- come un unico mondo, separato in due parti solo per quel che riguarda noi. Attraverso la propria correzione, l’uomo può rivelare la seconda parte dell’universo.

La materia della correzione è il desiderio di ricevere piacere. Perciò, tutta la creazione è un singolo organismo, sensibile, vivente e creativo. Niente nella creazione è una conseguenza o una coincidenza di un evento meccanico, ma piuttosto, ogni cosa, incluso il nostro mondo, è presente come parte di un progetto generale: portare tutte le parti della creazione alla perfezione.

La correzione dell’uomo determina l’operatività del sistema, cioè se sarà attivo, intelligente e sostenibile. C’è una legge che dice, “L’intero è identico a tutte le parti” (“Prat u Klal Shavim”), e perciò, tutti i principi che operano nella correzione verso la completezza operano anche nei corpi individuali, nell’intero ecosistema, in ogni famiglia e in ogni società, e nell’economia globale.

A causa della generale interconnessione di ogni cosa nell’universo, ogni organismo e tutti i livelli del sistema devono essere in buono stato, altrimenti abbasseranno lo stato di salute del sistema in generale. La loro interconnessione, la reciproca inclusione di tutte le parti nelle altre parti, li obbliga a fare così.

Materiale correlato:

marionette, niente di più
l’umanità è un unico interconnesso organismo

Ogni essere creato è determinato da quattro fattori

grano1° fattore: La base.
La base è la materia primaria dalla quale ogni particolare essere ha preso vita. Le proprietà immutabili di una base sono l’ordine del suo sviluppo. Per esempio un chicco putrido produce un nuovo germoglio dello stesso tipo. Quando un chicco imputridisce, la sua forma esterna scompare completamente, come il nostro corpo che alla morte si decompone. Tuttavia, la “base” resta, e nasce un nuovo germoglio, così accade alla nostra anima quando obbliga un corpo nuovo a nascere per inserirsi in esso.

2° fattore: Le proprietà immutabili della base.
La base, nel caso del chicco di grano, non prenderà mai la forma di altri cereali, ma solo la sua forma precedente. Sono possibili cambiamenti quantitativi e qualitativi del germoglio, dipendenti da fattori ambientali come terra, acqua, fertilizzanti e sole, ma la forma del grano, la sua essenza originale, non subirà mutamenti. Il medesimo principio vale per tutti gli esseri.

3° fattore: Le proprietà che cambiano sotto l’influenza delle forze esteriori.
Colpita da fattori esterni, la forma esteriore dell’essenza sperimenta cambi qualitativi. Riprendiamo l’esempio del chicco di grano: esso continua a essere tale, ma esteriormente si trasforma in accordo con le condizioni ambientali. Questi fattori esterni, uniti all’essenza, generano una nuova qualità di grano. La stessa cosa può verificarsi nella società, in un gruppo, nell’individuo.

4° fattore: I cambiamenti causati dalle forze esteriori.
Ogni essere creato ha bisogno dell’ambiente per svilupparsi. L’uomo ne ha bisogno poiché esso lo colpisce costantemente e ne determina lo sviluppo. Poi evolvendosi, l’uomo esercita un’influenza sull’ambiente stesso e lo obbliga a sua volta a mutare. In questo modo uomo e ambiente si sviluppano simultaneamente.

Questi quattro fattori determinano lo stato di ogni essere creato. Anche se l’uomo dedica tutto il suo tempo alla ricerca, non sarà mai capace di modificare, aggiungendo o togliendo qualcosa, i quattro fattori menzionati. Qualunque cosa pensiamo o facciamo esiste all’interno di questi quattro fattori che determinano fortemente il nostro carattere e il nostro modo di pensare.

Materiale correlato:

Gli effetti dell’ ambiente su una persona
Lo scopo della società
L’influenza dell’ambiente

Lezione – 4 fattori che determinano lo sviluppo della creatura:

Solo la correzione dell’uomo porterà l’abbondanza in tutta la Natura

laitman_2009-07_0189Ho ricevuto due domande sullo squilibrio dell’uomo con l’ambiente:

Domanda: Secondo le Nazioni Unite, entro il 2025 2,8 miliardi di persone non avranno sufficiente acqua per soddisfare i loro bisogni di base. Puoi darci un tuo commento?

La mia risposta: E’ vero, e questo, così come tutti gli altri colpi che riceviamo dalla Natura, ci costringerà a correggerci. La nostra correzione al livello più alto, il livello umano, correggerà ogni cosa e porterà l’armonia in tutti i livelli più bassi. E avverrà quando vedremo l’abbondanza in tutto il mondo.

Domanda: Non sono d’accordo con te quando dici che “Nessuna delle nostre azioni ha degli effetti sul cambiamento del clima”. Le nostre azioni sono guidate dai nostri desideri egoistici, e perciò hanno un impatto diretto sui cambiamenti climatici. Non è così che funziona?

La mia risposta: No, per me non è così, perché tu stai guardando solo gli effetti e poi crei delle teorie su ciò che hai visto.

Il nostro mondo è un mondo di conseguenze e ogni cosa discende su di noi dall’Alto. Questa è la ragione per cui la nostra correzione ad un livello più alto porterà dei risultati nel nostro mondo, mentre nel nostro mondo, non possiamo fare alcuna “correzione”.

Impariamo dalla Kabbalah che ogni cosa succede sotto l’influenza della Luce che arriva dall’Alto.

Materiale correlato:

laitman blog:La crisi reale e’ancora davanti a noi
laitman blog:La Crisi è la Rivelazione delle Nostre Connessioni Spezzate
La Pace (Baal HaSulam)
Il metodo della correzione del mondo