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Quello che hai dentro è ciò che ottieni dall’esterno

Domanda: Come possiamo trasmettere l’idea del mondo globale ad un bambino?

Risposta: E’ possibile dare un chiaro esempio ai bambini più grandi, trasferendolo quindi ai bambini più piccoli. Per esempio, portando un gruppo di bambini di 10 anni ad un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme, vedrete che i bambini più piccoli capiscono il mondo ad un livello completamente diverso, completamente diverso.

Siamo tutti egoisti ed anche se cresciamo e diventiamo più intelligenti, siamo ancora in un sistema egoista, che è la lente attraverso la quale guardiamo il mondo. Un bambino di 5 anni vede il mondo in accordo alla sua età. Allo stesso modo, in accordo al nostro egoismo, non vediamo il vero mondo, ma quello egoista.

Pertanto, quando chiamiamo il mondo globale ed integrale, diamo a queste parole un senso egoista. Se “tutto il mondo è interconnesso”, questo significa che dobbiamo utilizzare questa sensazione per il nostro beneficio.

Non capiamo che dobbiamo cambiare e creare lo stesso sistema globale e integrale dentro di noi. Questo significa che, da tutte le persone, le anime e tutte le interconnessioni tra di loro, io costruisco il modello di tutto il mondo dentro di me. Devo riflettere il mondo esterno dentro di me con il fine di mantenere la sua connessione corretta.

Se tutto il mondo che è al di fuori di me, vive secondo la legge altruistica, se tutte le sue parti sono unite per il bene di uno scopo, per il bene dell’armonia comune, allora dentro di me devo sempre essere disposto ad includere tutti i desideri e le anime, tutto quello di cui sono capace, in accordo alla legge dell’altruismo. Attraverso questo sistema, che è la mia anima, devo cambiare il mondo.

È possibile fare contatto con il mondo per mezzo di uno strumento disfunzionale, non per mezzo della legge dell’equivalenza della forma? In questo caso, non capisco il mondo e questo non può essere conseguito attraverso di me.

Attraverso questi esempi, possiamo mostrare ai bambini questo principio: in tutte le epoche, abbiamo visto il mondo in maniera differente, ed inoltre, col fine di vedere un mondo globale ed integrale, devo anche essere globale ed integrale dentro di me.

La scienza della Kabbalah ci porta a questa correzione, per questo si rivela ai giorni nostri e di fronte ad essa, anche il mondo globale si sta rivelando. È necessario diffondere questo metodo che ci permette di raggiungere l’armonia con il mondo moderno. Al contrario, soffriremo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011)

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Il problema del mondo è il mio problema

L’immagine del “mondo esterno”, come lo descrive Baal HaSulam, viene creata dalla “macchina fotografica” che si trova nella parte posteriore del nostro cervello, che proietta le mie qualità in quello che sembrerebbe essere lo schermo esterno, con quelle qualità che sono danneggiate o corrette fino ad un certo punto. Dentro di me esistono sotto forma di diverse forze; combinandole o dividendole in diversi modi, formano il vaso della mia anima.

Tuttavia, sono incapace di distinguere queste forze perché sono proiettate nello schermo della mia coscienza in modo tale da poterle contemplare. Pertanto, vedo diverse forme dei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano. Tutte queste forme sono in movimento, subiscono dei cambiamenti e questo è ciò che ci permette di mantenere la connessione con le forze interne.

Come posso raggiungere lo stato corretto? Questo può essere ottenuto mediante il principio di amare il prossimo come se stessi. Devi conseguire che tutta la realtà “esterna” diventi tua, poiché ad ogni modo, si tratta davvero di te, anche se nella tua ingannevole percezione appare come qualcosa di esterno. Così dunque, ritorna in te, riporta questa immagine esterna dentro di te, fa ritornare questa visione dalla proiezione all’interno della “camera”. Come puoi riuscirci? Avvicinando tutte le tue parti e sentendo che sono tue.

Per adesso percepisci i problemi del mondo come disastri che succedono ad altre persone. Al contrario, Rabash si preoccupava molto di questi casi perché sentiva che il disastro succedeva a lui. Una persona che avanza verso l’equivalenza con il Creatore fa inclinare tutto il mondo verso il piatto del giudizio, o il piatto della giustificazione. È lì che radica la soluzione a questo problema.

Di conseguenza, a causa della frammentazione spirituale, la mia percezione si divide in interiorità ed esteriorità, il mondo ed io. Correggendomi, porto verso di me tutta la realtà, che sembra esterna, per sentirla dentro di me. Allora la mia percezione spirituale del mondo cambia: non c’è niente all’esterno. Tutto è dentro di me e si realizza dentro di me. Non c’è niente al di fuori di me. Vivo nel mio Kli e solo una “camera” mi crea l’immagine esterna.

Basandoci su questo, dobbiamo decidere una volta per tutte che sono proprio le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’alto, un impulso verso la correzione, a poter cambiare il mondo se trasformano la percezione delle loro sensazioni. Tutto dipende da quanto cercano di avvicinare il mondo per sentirlo come una parte inseparabile di loro. Questa è la realizzazione del principio di amare il prossimo come se stessi. Dobbiamo attrarre a noi tutti i livelli che sembrano esterni, dobbiamo includere i livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano in noi e vederli come una parte nostra inseparabile.

Pertanto, la nostra attitudine verso tutta la realtà deve essere almeno la stessa che verso noi stessi, come spiega Baal HaSulam che l’uomo deve elevare i desideri degli altri al di sopra dei suoi. Essendo un egoista penso a me stesso invece che al prossimo; ma se sono altruista, devo pensare agli altri.

È a causa di questo che la correzione del mondo dipende proprio dalle persone che in verità hanno ricevuto dall’alto il richiamo per correggersi. Nessun altro ha sentito questo risveglio e di conseguenza non hanno niente da chiedere.

Questo vuol dire che dobbiamo sentirci responsabili di tutti i disastri dell’umanità ed è in nostro potere correggerli e non solo a fatto compiuto, ma anche prima che le disgrazie succedano. Dobbiamo assicurarci che questo non succeda nuovamente nel livello inanimato, così come negli altri livelli, fino al grado dell’umano.

Per il momento le catastrofi si manifestano sotto forma di disastri naturali, nei livelli inanimato e vegetale, come gli tsunami, i terremoti, le inondazioni e gli incendi, e nella società umana sotto forma di crisi economiche ecc … Tuttavia, non siamo esenti da altre forme, come le piaghe dell’Egitto che furono così disgraziate, pericolose e terribili, come le sensazioni che abbiamo adesso.

Baal HaSulam scrive riguardo a questo verso la fine dell’Introduzione al Libro dello Zohar. Tutte le sofferenze del mondo sono provocate dal fatto che Israele non si è corretto a tempo, essendo Israele (che vuol dire diretto al Creatore) qualsiasi persona, non importa la sua origine, che ha l’opportunità di correggersi perché ha ricevuto un risveglio dall’alto, non importa il livello nel quale si trovi.

In questo modo, tutti noi uniti, siamo responsabili di quello che succede.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Il mondo è rotondo

Domanda dal Giappone: Quali sono le ragioni del disastro che sta avvenendo? Secondo le previsioni, continueranno i terremoti. Possiamo tutti noi prevenire questi avvenimenti qui e nel resto del mondo?

Risposta: Per dare una risposta alla domanda, dobbiamo anzitutto capire dove ci troviamo. Siamo in un mondo “rotondo”. Questo è ciò che ci spiega la scienza della Kabbalah nella sua sezione “percezione della realtà”.

Non aspettiamo che le prove dolorose di questo diventino palesi nel nostro mondo. Attraverso le esperienze amare, stiamo scoprendo che tutti siamo interconnessi, che il mondo è globale ed integrale, che esiste l’effetto farfalla ecc … Per convincerci di questo, non dobbiamo imparare la lezione dai disastri che succedono, ma è meglio imparare dalla scienza della Kabbalah.

È possibile che sarà troppo tardi quando cominceremo a mettere in pratica la nostra esperienza. Quanti tsunami, terremoti o altri disastri devono presentarsi prima di agire con intelligenza? Volgiamo lo sguardo alla scienza ed alla saggezza. È scritto: “Colui che impara è saggio”. Cosa impara la persona saggia?

Secondo la scienza della Kabbalah, sappiamo che sentiamo tutta la realtà dentro di noi, perché è dentro di noi. La mia percezione si divide in 5 livelli; 3 di questi livelli sono le mie sensazioni: radice, anima e corpo. Essi “si vestono” in me dall’interno, inoltre ci sono dettagli esterni di percezione che percepisco al di fuori di me: il vestito e la torre. Questo è tutto il mondo al di fuori di me. Il vestito è tutto quello che si trova nell’area che il mio corpo ed i miei sensi possono realizzare, mentre la torre è rappresentato da tutte le cose lontane ed irraggiungibili, oppure detto in altro modo, dalle cose che non sono sotto il mio controllo.

È così che si divide la realtà, la parte interna si chiama Galgalta ve Eynaim, mentre la parte esterna si chiama AHP. Questa divisione è stata provocata dalla distruzione spirituale, che è la ragione per la quale sentiamo soltanto leggermente Galgalta ve Eynaim dentro di noi e non abbiamo assolutamente la sensazione che l’AHP sia anche una parte di noi. È così che dividiamo la nostra realtà fino alla fine della correzione, quando Galgalta ve Eynaim si unirà con l’AHP in tutte le 10 Sefirot.

Da questo dobbiamo arrivare alla seguente conclusione: sentiamo tutto dentro i nostri Kelim. Questi possono essere uno tsunami, la terra, l’universo con tutte le sue stelle e le galassie; tutto quello che c’è nel mio desiderio egoista. È così che è fatto il mio desiderio, affinché in esso percepisca la realtà divisa in due: “io” e “al di fuori di me”. “Io” è Galgalta ve Eynaim, la radice, l’anima, il corpo, mentre “al di fuori di me” è l’AHP, il vestito e la torre, le due categorie esterne della percezione.

Avvengono molti cambiamenti nei miei Kelim interni ed esterni. Quando assistiamo ai disastri naturali è molto difficile capire perché avvengono questi eventi così dolorosi nei Kelim esterni, invece che nei nostri Kelim interni. Perché questi cambiamenti influenzano oggi una parte specifica della mia anima chiamata “i giapponesi”? Perché tra tutti i popoli la catastrofe è sopraggiunta a loro?

Anche la mia anima include altre parti che percepisco come miei amici. In realtà, non esistono, ma ai miei occhi sono parte di me stesso. Sarà così fin quando non completerò la mia percezione ed allora ogni cosa si unirà in un tutt’uno, in un unico desiderio corretto e completamente diretto alla dazione. Questa è la forma corretta.

Se non vediamo la realtà da questa prospettiva, non saremo mai capaci di percepire correttamente quello che succede, e questo include le guerre, le catastrofi, la corruzione e tutto il resto. Non saremo mai capaci di giustificare il Creatore o di capire come tutto si muova verso la correzione.

Tuttavia, non potremo organizzarci senza la prospettiva corretta delle cose, senza avere un’immagine del mondo “rotondo” che si trova dentro la persona e che dipende dalla sua correzione. Non c’è niente al di fuori di me; tutto sono io. Questa è la mia terra, il mio terremoto, il mio Giappone, la mia Libia, il mio Israele, il mio pianeta ed il mio universo. Tutto questo riflette le mie qualità che non sono ancora corrette.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Sotto anestesia

Domanda: L’umanità non può fare una connessione tra le catastrofi ecologiche e la correzione dell’egoismo. Come spiegare questa relazione alla gente?

Risposta: Dobbiamo cercare i mezzi, scrivendo articoli e formulando spiegazioni, proprio nel momento in cui avviene il disastro per trasmetterne l’essenza, ovvero che tutto questo avviene perché non siamo corretti.

Il mondo esterno è uno schema del nostro stato interiore. Pertanto, in realtà, stiamo parlando di catastrofi interiori che percepiamo come se fossero esterne. Tutte le nazioni sono parti di un’anima, ma nelle nostre sensazioni, sono parti divise che sembrano estranee.

È come se mi avessero fatto un’anestesia locale e non sentissi che la gamba si sta bruciando o che mi stanno amputando un braccio; sembra divertente, ma questo è quanto sta avvenendo.

Pertanto, voglio che la sensazione di appartenenza ritorni gradualmente. Voglio sentire le parti “esterne” come mie. Voglio ricevere l’opportunità di correggere il mio stato, la mia attitudine verso gli altri.

Se la realtà esterna diventasse davvero una parte di me, allora avrei una sensazione orribile. Di conseguenza, insieme alla scoperta di questa malattia, devo ricevere la medicina, l’opportunità di migliorare il mio stato. Questo è ciò che chiedo: la medicina insieme alla malattia che si rivela.

Allora potrò correggere le mancanze in me e come risultato, i cataclismi “esterni” si calmeranno.
Questo è ciò che dobbiamo fare: chiedere la correzione interna, il che risveglierà la correzione che ci sembra esterna. Allora vedremo tutti i problemi in noi e li correggeremo. Questi desideri (Kelim) ci uniranno, diventeranno interni e cesseranno tutti i disastri naturali evocati dalla nostra mancanza interna di correzione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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L’influenza dell’ambiente con l’illuminazione spirituale

Domanda: Com’è possibile spiegare agli uomini che il vero male consiste nella nostra opposizione alla natura dell’universo?

Risposta: Noi possiamo fornire agli uomini la conoscenza e far nascere in loro le sensazioni interiori mostrandogli la situazione reale, ma questo deve avvenire per mezzo di una giusta educazione da parte della società. Si dovrà quindi organizzare questa educazione in modo che preveda la connessione con la Luce che corregge.

A questo punto però si presenta un altro problema. Gli uomini che non hanno il punto nel cuore devono ricevere questa illuminazione da noi. Se noi ci prenderemo cura di loro, se daremo loro il metodo della correzione, se organizzeremo degli eventi, programmi televisivi e radiofonici, incontri in rete, e se comunicheremo agli uomini tutti i principi necessari, allora essi si attaccheranno a noi e saranno nutriti dalla forza che funziona nel nostro sistema, che si trova più in profondità del loro sistema.

E’ sufficiente che si attacchino a noi in questa misura per comprendere che il loro futuro dipende dall’unione. Come possiamo riuscire a far nascere in loro questa sensazione? Può succedere con l’aiuto dell’educazione, del pensiero della società, e con l’influenza degli uomini che sono intorno. L’ambiente è in grado di inculcare in una persona le nozioni più remote ed innaturali. Come mai?

La società sta semplicemente incominciando a dimostrare biasimo o rispetto per certe qualità che una persona ha, ed è tutto quello che serve. La gente che si trova intorno ad un uomo lo può trattare in due modi: positivamente o negativamente, è tutto qui.

Dobbiamo comprendere che non ci sono altre vie da percorrere, che dobbiamo conseguire l’equilibrio con la natura, e che dobbiamo coinvolgere i mezzi di comunicazione e altri strumenti, fare particolare attenzione alle giovani generazioni per incominciare di già ad insegnare ai bambini la vita nel nuovo mondo. Senza questo, non c’è nessun altro modo di realizzare qualcosa.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011)

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La soluzione è tra noi

Domanda dal Giappone: Quale deve essere il nostro lavoro interiore durante le situazioni di emergenza? Non smette di tremare mentre guardo la lezione.

Risposta: In questi giorni dobbiamo focalizzarci anche di più sull’unità ed aver fiducia nel fatto che proprio in virtù dei nostri sforzi potremo prevenire altre catastrofi simili nel mondo, tanto in Giappone, quanto in tutte le regioni del mondo nelle quali le persone soffrono.

Perché soffrono? Perché non avanzano verso la correzione lungo il cammino corretto? Perché non si svegliano ed escono nelle strade gridando “Che arrivi il Messia adesso!?”. Detto in altro modo, perché non esigono la correzione, un cambiamento, uno stato nuovo?

Perché non esigono che ci sia un cambio di governo? A cosa le aiuterebbe? Se questo avvenisse nessuno starebbe meglio, neppure se il dittatore libico si dimettesse. La spaccatura che ne scaturirebbe sarebbe riempita dal radicalismo islamico o da qualche altro partito, ma sarebbero soltanto cieche compensazioni psicologiche. Nella pratica, le persone non si sentirebbero meglio, ma continuerebbero lungo il cammino della sofferenza.

Ultimamente il mondo sta acquisendo le armi ancora più rapidamente. Stiamo rinnovando la corsa agli armamenti che si era fermata in precedenza, come se volessimo fare un braccio di forza; ma che stupidaggine è giocare come bambini piccoli! Guardate quanta energia e risorse si stanno sprecando.

Come risultato, tutto dipende da noi insieme a tutti i nostri amici, attraverso tutto il mondo che ha ricevuto un impulso di correzione. Dobbiamo unirci dall’interno e sentire che siamo un tutt’uno. Allora, desiderando unire il mondo in un tutt’uno, aiuteremo gli altri ad avvicinarsi. Dopotutto, sono una parte passiva di noi stessi. Saranno incapaci di avvicinarsi per conto proprio, fin quando non offriremo loro l’opportunità di connettersi con noi.

Una volta che la persona riceve un risveglio, il punto nel cuore, arriva a noi e ci uniremo con tutti coloro che attivano ed accelerano lo sviluppo, adattando la velocità del loro lavoro alla velocità della nascita delle Reshimot. Allora nessuna forza, che sia uno tsunami, una rivoluzione, una guerra o altre cose simili, ci forzerà ad avanzare in maniera negativa.

Tutto dipende dai nostri sforzi, dal grado in cui lavoriamo per l’unione. Non esiste altra soluzione per il mondo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011)

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Vi suggerisco di “unirvi al bene”!

Ogni persona deve sentire l’influenza dell’ambiente tutti i giorni e non solamente durante il Congresso, dove sei talmente ispirato che ti sembra d’innalzarti al di sopra di te stesso, per uscire da te verso l’esterno ed essere incluso nello stato d’animo comune, dimenticandoti del tuo ego. Dobbiamo dare a tutto il mondo questa sensazione di confidenza, ispirazione, ascesa e aspirazione per il traguardo. Altrimenti, come possiamo consigliare al mondo di “unirsi al bene”?

Tuttavia, ho sentito che molte persone stanno sperimentando la discesa e lo scoraggiamento. Questo significa che ci aspettiamo di ricevere qualcosa per le nostre azioni ma non lo riceviamo e allora il nostro stato d’animo è rovinato. Comunque, la persona che desidera donare (Jaféz Jésed) è contenta della propria sorte. Cos’ha? Niente!! Lui non ha nemmeno una camicia sulle spalle, come nella parabola dell’uomo giusto che viveva nel bosco. Questo significa che non c’è la protezione della Luce di Hochmà.

Lui non ha la Luce di Hochmà o altro riempimento, comunque sia continua a essere felice perché è salito al di sopra del proprio ego. Questa è la correzione che deve acquisire prima di tutto. Ovviamente il Creatore non cederà mai alla nostra ostinata persistenza e Lui non si rivela. La Sua rivelazione significa la nostra correzione. Se raggiungiamo la correzione chiamata “ricezione con il fine di donare” allora iniziamo a rivelarLo.

Io sono le azioni del Creatore, e se io ricevo con il fine di donare, allora, quest’azione che io compio si chiama il Creatore, la forza della Guida che opera all’interno di chi viene guidato. È cosi che dobbiamo lavorare una volta dopo l’altra, separando il nostro desiderio egoista sempre di più, dal calcolo: quanto ho guadagnato?

Soltanto allora la società può fermarmi, sicché m’innalzo nel cielo senza cadere mai. Solamente questo può darmi la forza e la stabilità per giustificare il cammino, perfino se non ricevo niente. Mi sentirò orgoglioso di non avere niente e continuare ancora. Posso essere felice precisamente perche non ricevo niente per me stesso e mi concentro in donare! Posso comprovare tutto questo e valutarlo in relazione all’ambiente. Pertanto, dobbiamo costruire quest’ambiente per sentire costantemente, senza sosta, la stessa ispirazione che nella sera più emozionante del Congresso, e ancora di più una volta dopo l’altra.

Da una parte, dobbiamo avere dei Congressi e riunirci. Dall’altra dobbiamo aspirare a che questo stato ispirato rimanga costantemente in noi al posto delle salite e le discese. È scritto sullo Shabbat che completa la settimana, che il traguardo è raggiungere lo stato in cui ogni giorno sarà come il Shabbat, il che significa che non ci saranno più discese per altro tempo, ma ci sarà un’ascesa che non si fermerà, la fine della correzione (Gmar Tikkun).
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.03.2011, preparazione per il Congresso WE!)

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Corretto significa unito

Il primo principio da imparare per crescere: la Natura è unita e noi siamo l’esatto opposto.

Prima parte: Ricerche compiute sulla natura e sulla società mostrano che noi tutti siamo interconnessi. Gli uomini sono un singolo organismo o un singolo sistema dentro il sistema della natura.

Proprio come le parti di un corpo traggono beneficio dall’interconnessione, così noi ci dovremmo unire gli uni con gli altri al di sopra di tutte le differenze e per il bene di tutto il corpo.

Oggi stiamo gradualmente scoprendo questa necessità e perciò chiamiamo lo stato in cui si trova attualmente l’umanità globale o completo-integrale. E’ globale perché nei giorni nostri l’interconnessione tra tutte le popolazioni del mondo viene rivelata con forza. Tra tutte le sue parti e con tutte le sue differenze, non importa quali siano, la connessione è in fase di rivelazione come fattore necessario.

Tutto questo succede per conto della natura piuttosto che per il nostro desiderio di essere interconnessi oppure no. E’ semplicemente un fatto che giorno per giorno scopriamo di avere sempre più legami tra di noi.

Una domanda si pone: Questa connessione esisteva prima? O prima eravamo disconnessi e adesso la nostra interconnessione si è formata e si manifesta?

Questa domanda deve essere divisa in due parti. Da una parte, siamo e siamo sempre stati interconnessi ed esistiamo in una totale e perfetta unione. Questo è il nostro stato rispetto al Creatore e non è un criterio per misurare nulla. Questa unione è chiamata Infinito (Ein Sof): lo stato dell’infinito, il mondo dell’Infinito, Malchut dell’Infinito. Però, dobbiamo ancora raggiungere questa percezione dentro di noi.

In questo preciso istante, noi, tutta l’umanità, stiamo attraversando i livelli dello sviluppo. Dobbiamo rendere attuale la nostra interconnessione in ogni momento. Nel corso della storia ci siamo sviluppati lungo il livello inanimato, vegetativo, ed animato, finché non abbiamo conseguito il livello umano, dopo essere giunti qui, abbiamo ancora attraversato gli stessi sotto-livelli: inanimato, vegetativo, ed animato, fino a raggiungere l’era moderna del livello umano nel livello umano : “L’essere umano nell’uomo”.

Questo è il modo in cui abbiamo attraversato tutto il percorso della preparazione umana e abbiamo incominciato a sviluppare l’essere umano in noi. “L’essere umano nell’uomo” è la somiglianza con il Creatore che dobbiamo acquisire oggi. Oggi ci troviamo all’inizio delle fase dell’unione – l’unione che si concretizza dalla realizzazione, dalla consapevolezza e dal desiderio. E’ questo il modo in cui ci dobbiamo impegnare.

Questa è la ragione per cui ora non ci mettiamo in relazione al mondo dell’Infinito, ma in relazione a quanto comprendiamo, realizziamo, e in che misura siamo pronti a prendere la forma dell’unione che la natura o il Creatore ci mette davanti agli occhi. Non cerchiamo di essere degli uomini giusti, indipendentemente dall’idea che abbiamo di questo concetto. Dobbiamo realizzare la correzione in base alle condizioni in cui ci troviamo. “Corretto” significa unito. C’è una sola cosa che dobbiamo fare – unirci tra di noi.

Lungo il cammino dell’unione attraversiamo la fase della dazione per il bene della dazione (“Non fare agli altri ciò che tu stesso detesti”) e poi la fase della ricezione per il bene della dazione (“Ama il prossimo tuo come te stesso”). Questo principio rimane sempre lo stesso: tutta la crescita dell’uomo consiste nell’unione con il suo prossimo.

La natura si sta manifestando come sempre più globale e perciò dobbiamo essere globali ed uniti con essa.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011)

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Uno tsunami nell’estensione più profonda della tua anima

Domanda: Quale deve essere la nostra attitudine di fronte ai disastri naturali ai quali stiamo assistendo, così come di fronte ad altri problemi?

Risposta: Stiamo vivendo in un’epoca particolare, nella quale il nostro desiderio egoista comincia a mostrarci la nostra mancanza di equilibrio con la natura in tutti i suoi livelli.

La parte inferiore della natura è il livello inanimato, nel quale adesso stiamo rivelando la nostra mancanza di equilibrio ed armonia con la natura generale e lo stesso è vero nei seguenti livelli della natura: quello vegetale ed animato. Solo che per ora non lo notiamo.

Ci troviamo in una terribile crisi, “una crisi delle relazioni”, con un angelo che si chiama “Domem” (inanimato), così come con un angelo che si chiama “Tzomea” (vegetale) e con l’angelo chiamato “Chai” (animato). Tutte queste forme della natura si trovano in un’immensa mancanza di corrispondenza con noi ed in opposizione con noi. È nostro obbligo correggerle perché solo l’uomo può correggere il resto della natura, se corregge se stesso.

Di conseguenza, le catastrofi che vediamo intorno a noi sono il nostro stesso riflesso. Tutta la responsabilità è nostra. Non c’è niente da reclamare dai livelli, inanimato, vegetale ed animato del mondo; essi ascendono e discendono insieme all’uomo.

Mediante i problemi nei livelli, inanimato, vegetale ed animato della natura che ci circonda, possiamo vedere come non siamo corretti. Tutte queste catastrofi sono un riflesso o la dimostrazione del nostro stesso difetto, per non menzionare il livello “parlante” della natura, la società umana. Guardate cosa sta succedendo nel mondo!

Abbiamo l’opportunità di organizzare una vita davvero paradisiaca su questa terra, ma guardate cosa stiamo facendo! Se un visitatore di un altro pianeta potesse vedere ciò che stiamo facendo al pianeta Terra, penserebbe semplicemente che siamo sconvolti. Dove sono andate a finire l’intelligenza e la sensibilità umana? È davvero in questo modo che un umano pensante e ragionevole organizza la sua vita? Solo uno stupido oppure un essere pieno di odio farebbe una cosa simile.

Vale a dire, proprio adesso stiamo gradualmente rivelando il nostro vero stato e soltanto attraverso la correzione interiore, raggiungeremo l’armonia con il mondo esterno.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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La sicurezza si rivela nell’unità

Domanda: Come possiamo acquisire la sicurezza nel livello materiale, includendo l’aspetto economico, medico e sociale?

Risposta: Questi problemi possono essere risolti solo attraverso la dazione, con l’aiuto della Luce. Se vuoi essere sano ed immune dai problemi imminenti, allora devi vivere in una società che abbia il potere della garanzia mutua.

Potresti pensare: cosa hanno di tanto speciale questi amici? Cosa hanno? Hanno dei conti bancari in Svizzera? Le loro compagnie? Degli affari di successo? O forse tutti sono dottori, avvocati, banchieri o grandi esperti in generale? Il fatto è che non hanno nessuno stile, ma se hanno la connessione corretta, quella buona, allora non puoi vincerli. Hanno una fiducia totale. Ricevono una tale “carica” dall’alto che nessuno può usarla egoisticamente oppure avere più successo degli altri. Questo perché hanno un riempimento senza pari. La sicurezza si esprime solo all’interno dell’unità.

Lo vediamo anche nel nostro mondo: di cosa è capace una persona? Anche se porti Schwarzenegger e anche se hai due persone, o tre o mille, anche se le vesti con armature metalliche, ti sentiresti sicuro allora?

Oggigiorno non abbiamo fiducia in niente, incluso nel potere. Quante armi possiamo continuare a produrre? Quanti mezzi abbiamo per proteggerci? Alla fine non importa quanto ci armiamo, questo non ci da nessuna sicurezza. È solo che la popolazione si sente più tranquilla.

Per esempio, in Israele, vengono date periodicamente delle maschere alle persone, anche quando ho sentito dire che in questo momento non ne vogliono più ricevere. Tutti sono oramai stanchi di questo. Le persone hanno bisogno di un altro tipo di sicurezza.

A cosa serve avere dei milioni in banca? Oggi significa ancora qualcosa, ma la società del futuro dovrà fare attenzione a differenti basi, mediante la legge della dazione. La dazione totale tra tutti i suoi membri convertirà la preoccupazione materiale sul domani nel richiamo delle leggi spirituali, perché le persone non avranno nell’interiorità nessun desiderio reale per questo. Le preoccupazioni sulle necessità vitali diventeranno un obbligo che viene ordinato dall’alto alla persona come “se osservasse un comandamento”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.03.2011, sulla sicurezza)

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