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Essere libero nella propria terra

Domanda: Come è possibile prendere decisioni indipendenti e annullare al tempo stesso se stessi davanti alla natura?

Risposta: È la stessa cosa. Annullare te stesso, ossia la tua intenzione egoistica, e adempiere i comandi del Creatore con il cuore e l’anima, significa essere indipendente.

Una persona ha bisogno di riflettere sul perché è così. Questo le consente di definirsi come “una nazione libera nella propria terra”, poiché cessa di essere schiava del suo desiderio (la parola “terra” o “Eretz” deriva dalla parola “desiderio” o “Ratzon“).

Egli vuole essere lo schiavo dell’intenzione altruistica e questo è chiamato essere uno “schiavo del Signore”. Egli vende se stesso per essere uno schiavo per la dazione, poiché nel frattempo, egli non è in grado di dare in modo indipendente. Ma questo è già il suo primo passo verso l’indipendenza, e in seguito egli diventerà completamente indipendente.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.03.2012, Shamati 9)

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Scegliere di nascere

Domanda: Qual è il significato della frase “non c’è coercizione nella spiritualità”?

Risposta: Non c’è coercizione nel mondo spirituale perché alla fine tutto dipende dallo sforzo della persona.

In questo mondo ricevendo regole, e nel mondo spirituale, dazione. In entrambi i casi io sono obbligato a ubbidire, e questo è coercizione. Dopo tutto, queste sono leggi naturali.

Prendiamo ad esempio la legge di gravità, questa è una forza fissa che mi tira verso il suolo. Puoi resistere a questa coercizione? “Io non voglio che agisca in me, ho i miei propri piani”. Questo non funziona. La legge agisce in me, che lo voglia o no. È la stessa cosa con le leggi di dazione e di ricezione. Tutto nella realtà è pieno di coercizione.

Sei libero unicamente quando scegli. Che tipo di scelta è questo? La scelta è di spostarti dalla ricezione alla dazione con l’aiuto del gruppo, la Luce che Riforma e l’insegnante. Di fatto ricezione e dazione sono una legge, una forza. La tua scelta è come ubbidirla: positiva o negativamente. Tu fai questa scelta da te.

E quindi, qual è la tua scelta? Vale la pena o no unirti alla dazione? Conosci tutto quello che è accaduto in precedenza e qualche cosa di quello che accadrà in futuro. Non possiamo ancora sentire né toccare il posto dove ha luogo questa scelta. Tuttavia, in realtà un vuoto sorprendente si apre lì per te.

Menzioniamo frequentemente la favola del bruco che vive dentro il ravanello. Quando fa un buco nella pelle, gli viene rivelato un vasto mondo. È un’apertura molto stretta, ed è scelta del bruco di nascere o no. Ogni volta che fai questa scelta, nasce un’altra piccola parte di te, e tu entri nel nuovo mondo che è già stato preparato per te.

 

Anche se è un’azione sottile e fine da parte mia, è come se io operassi un vasto sistema semplicemente premendo un bottone. Il posto per il quale faccio la scelta è effettivamente la “spiritualità” dove non c’è coercizione. Io apro un mondo nuovo per me, e la mia attitudine verso di esso diventa libera.

La legge opera in entrambi i posti, ma quando entro nel mondo della dazione, io acquisto la libertà: Tutto questo è mio – il desiderio corretto di ricevere con l’intenzione per donare, ed io lo controllo. Io sono veramente libero; con questo desiderio, io posso fare qualsiasi azione di dazione che io voglio. Questa è l’unica cosa che io voglio, e non ci sono delle restrizioni.

Perciò è detto: “Non c’è coercizione nella spiritualità”. Io sono nato e trascendo da una mela marcia verso un mondo meraviglioso, luce del sole, aria fresca e uccelli che cantano. Quando attraverso questo passaggio stretto, io acquisto una nuova attitudine che si basa nella dazione e divento adatto a un grande mondo, e in esso io sono libero.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”)

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Dalla totale lontananza dal Creatore alla completezza

Noi iniziamo dal punto più basso, dal più lontano. Non c’è niente di più lontano dal Creatore dell’uomo.

La caratteristica del Creatore è la dazione, mentre la caratteristica dell’essere creato appartiene al livello inanimato. Praticamente non c’è nessuna differenza tra i due, tranne che per il fatto che il livello inanimato è sotto l’assoluto controllo del Creatore e al 100% in abnegazione, e non ha niente di suo.

Poi appaiono i livelli vegetativo e animato che sono in qualche modo diversi dal livello inanimato, non nelle intenzioni e desideri, ma nel movimento che sembra essere opposto a quello del Creatore.

I livelli vegetativo e animato crescono, si muovono e si sviluppano, e quindi si allontanano dal Creatore. Tuttavia non lasciano il Suo controllo, ma il Creatore semplicemente “permette” loro di essere incorporati nelle due forze e di svilupparsi essendo sotto il Suo controllo. È per questo che tutti questi livelli vengono chiamati natura.

Poi appare il livello dell’uomo e anch’esso attraversa i diversi stati: inanimato, vegetativo, animato e parlante. È in quest’ultimo stato che inizia il libero arbitrio.

Il concetto di libertà è relativo e dipende dall’oggetto osservato. Noi non giudichiamo le pietre né gli alberi, ma giudichiamo gli animali e questo ci permette di allenarli e quindi a usarli. L’uomo può già essere giudicato completamente.

Alla fine l’uomo si trova completamente distante dal Creatore, è talmente lontano che chiamiamo questa natura “l’inclinazione al male”, mentre gli stati precedenti sono chiamati natura, perchè    sono sotto il controllo del Creatore.

E allora la domanda è: Se la maggior parte delle persone appartiene ad un naturale livello di sviluppo, come fanno ad avanzare? In fondo tutti iniziamo dal livello inanimato.

Per poterlo fare esiste uno strumento speciale: la sofferenza, che opera in noi e ci fa avanzare.  Associamo la sofferenza ad un sentimento negativo, ma dovremmo comprendere che non è solamente uno strumento, ma un intero sistema che fa iniziare lo sviluppo. Attraverso il quale tutto si sviluppa verso la completezza.

Allora negli stati successivi, il nostro sviluppo si trova anche nella stessa direzione, più lontani dal Creatore in base al nostro libero arbitrio. Nella nostra natura, nell’inclinazione al male, ci allontaniamo sempre di più dal Creatore, e per avvicinarci a Lui abbiamo l’aiuto dell’intenzione. Iniziando dal punto chiamato “Lishma” (Per il Suo bene) iniziamo ad avvicinarci al Creatore e a entrare in Lui.

È in questo punto iniziale dell’intenzione altruista che per la prima volta acquisiamo il vero libero arbitrio, mentre in precedenza avevamo unicamente un sostituto egoista.
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(Dalla 4° parete della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2012, “La libertà”)

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Il passaggio alla dazione come processo naturale

La nostra divulgazione dovrebbe essere semplice: noi abbiamo bisogno di portare l’umanità alla realizzazione del fatto che l’attuale economia sta collassando a causa di ragioni che sono al di fuori del nostro controllo, a causa di circostanze oggettive. Nessuno è da biasimare; questa fase è impiantata nella natura della società umana in sé e si propone di unirci e di causare la creazione di una nuova società integrale che vivrà in accordo alle leggi della garanzia mutua.

Prima cominciamo a studiare e nel frattempo il nostro processo di pensiero ed il nostro approccio cambiano: da stretto e diritto essi divengono complessi ed allora cominciamo a capire come costruire dei sistemi di interazione tra le persone, tra i partner commerciali, tra i sistemi di governo e così via.

Ma prima di tutto c’è l’istruzione: un’educazione integrale. Come scrive Baal HaSulam, possono volerci fino a tre generazioni prima che l’umanità cominci praticamente a costruire una nuova società. Questo è il tempo di cui una persona ha bisogno per realizzare i cambiamenti e cominciare a pensare differentemente.

Ma fino ad allora, noi vivremo producendo tutto quello che è necessario per le nostre necessità basilari e gradualmente avanzeremo verso una visione del mondo integrale. La crisi si sbarazzerà di tutto ciò che è in sovrabbondanza e ci abbasserà al livello di produzione di beni per le necessità vitali. È già chiaro: il rialzo della disoccupazione nel singolo complesso dell’economia mondiale sottrae gradualmente i profitti a tutti, inclusi a quelli al vertice. Gli yacht, i diamanti ed i grandi conti bancari, tutto questo sparirà. Che lo vogliamo oppure no, il mondo arriverà ad un’economia diversa.

Noi, in cambio, abbiamo bisogno di preparare come possiamo ogni persona per l’imminente giro di eventi. Certamente abbiamo bisogno di investigare in che modo costruire la nuova economia, ma generalmente essa si costruirà da sé. Dopotutto, l’economia è una replica dell’interconnessione tra la gente. Il sistema finanziario e quello economico sono essenzialmente una copia del nostro egoismo. Quindi, cambiando noi stessi, automaticamente cominciamo a cambiare le nostre relazioni in tutte le sfere, incluso quella economica.

Non abbiamo bisogno di movimenti improvvisi. Non abbiamo bisogno di accelerare l’onda. Non abbiamo bisogno di rivoluzioni o metodi forzati. Tutto avverrà naturalmente, è proprio come scrisse Baal HaSulam ne “Gli Scritti dell’Ultima Generazione”: “Il concetto di collettività ha bisogno di catturare e di maturare nella mente umana in non meno di tre generazioni complete di pace e di accordo. Quindi il mondo deve ancora sperimentare molte rotazioni ed esperimenti prima di raggiungere la fase finale. E non c’è un cammino più semplice per la maturazione delle idee del cammino della Kabbalah”.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 8.01.2012, “La Libertà”)

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Un approccio integrale: La piccolezza del grande e la grandezza del piccolo

Baal HaSulam: “La Libertà”: Le più vere e sviluppate visioni non sono mai nelle mani del collettivo nell’autorità, ma piuttosto nelle mani del più debole, cioè nelle mani della minoranza impercettibile. Questo perché ogni saggezza ed ogni cosa preziosa viene al mondo in piccole quantità. Quindi, noi siamo avvertiti di preservare l’opinione di tutti gli individui, a causa dell’inabilità del collettivo di rivelare il male dal bene tra di loro.

Tutta la creazione costruisce un Partzuf che è diviso in cinque livelli di rudezza (Aviut). Le Luci sono rivestite in esso nell’ordine inverso: la Luce più grande è rivestita nei vasi più puri, quelli più deboli. Questo è riflesso anche nella struttura della società umana: le Luci più piccole, più deboli sono tipiche delle forze più grossolane e più forti, mentre le Luci più grandi sono nei livelli superiori, sono quelle che hanno le forze più grandi ma sono quelle più raffinate.

Il potenziale di una collisione meccanica è irrilevante comparato all’intensità di un’esplosione atomica, nella quale hanno luogo processi più sottili. Così, ovviamente, in un chilogrammo di una bomba atomica c’è molta più grande energia che in molte tonnellate di esplosivi ordinari. Dipende tutto dalla qualità del materiale, non dalla quantità.

Così, il particolare ed il generale sono reciprocamente opposti, ma essi sono all’interno di una struttura e quindi devono completarsi a vicenda. In questo modo, in qualunque cosa si relazioni al generale, uno deve assomigliare al collettivo, mentre in qualsiasi cosa riguardi il particolare ed il quadro come un insieme, è proprio l’individuo che lo esamina e così uno dovrebbe assomigliare al particolare.

Questa contraddizione è solo apparente. Quando capiamo che è una sola forma, vediamo immediatamente cosa appartiene a cosa, cioè a cosa le persone importanti devono abbassarsi per piacere alla loro gente, e nei confronti di cosa le persone devono abbassare le loro teste ed ascoltare i grandi.

Per prima cosa noi dobbiamo sapere il fatto che siamo tutti uniti da una forma (Partzuf). Poi potremo capire i principi della dipendenza reciproca e le sue parti e la cooperazione tra loro sulla strada del successo generale.

Prima dobbiamo capire che siamo tutti connessi in un insieme. Nessuna “linea di povertà” può dividerci in superiori ed inferiori. Nessuno può guardare gli altri indifferentemente e fingere che non lo riguardino. Questo significa che noi non possiamo “distruggere” nessuno, al contrario, tutti dovrebbero essere presi in considerazione e noi dovremmo capire che non possiamo amministrare gli uni senza gli altri. Il nostro successo non dipende dall’oppressione ma piuttosto dal completamento reciproco.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.01.2012, “La Libertà”)

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Sintonizzarci bene alla giusta frequenza

Che cos’è il mio “io”? Io esisto, sento, vivo, e percepisco la realtà…Ma non so che cosa sia l’”io”. Io so solamente che è il modo in cui percepisco me stesso: c’è l’”io” e c’è l’ambiente. Da dove arriva questa sensazione? Arriva dal mio desiderio di ricevere. Io sento, in un modo o nell’altro, tutti i generi di piaceri e di mancanze, e sono parte delle mie percezioni, sensazioni, cognizioni e della mia capacità di comprendere.

Nell’insieme, i miei vasi formano il desiderio di ricevere. In una certa misura questi vasi sono pieni e in una certa misura sono vuoti. Il desiderio, che è diviso nei cinque livelli di sviluppo (inanimato, vegetale, animato, parlante e la radice), forma la sensazione del mio corpo specifico, della mia vita, del mio “io” e del mio ambiente. In definitiva devo conseguire l’essenza del mio desiderio con qualunque cosa vi si trovi dentro. Che cos’è il desiderio? Che cosa significa percepirlo?

Io ci sono dentro, e mi irradia la sensazione di se stesso e della realtà esteriore. La sensazione dell’io è il mio corpo. La sensazione della vita esteriore è formata da molti uomini e dall’intero universo. Tutto questo è delineato e presentato dentro il mio desiderio.

Queste cose dovrebbero essere chiarite alla luce del libero arbitrio: come le posso usare? Che direzione dovrei dare loro? Posso fare quello che voglio con queste sensazioni? O le posso usare solamente se prendo una certa direzione? Devo trovare la giusta “frequenza”, il giusto raggio di frequenze nelle quali potrò vedere il quadro completo e la strada per raggiungere lo scopo? In questo caso, tutte le altre strade sono chiuse. Non fanno per me.

A questo punto è necessario ricorrere ad un approccio molto delicato, un approccio che mi renderà capace di vedere il quadro nella giusta luce. Tutti gli altri percorsi mi forniscono dei quadri d’insieme falsi e distorti, e pagherò caro il prezzo di questa falsità. Il punto principale qui è di capire cosa dovrei fare e dove dovrei andare. Per riuscirci, mi devo sintonizzare sul raggio di frequenze più favorevole, scegliere la giusta inclinazione per vedere la mia realtà interiore ed esteriore. Questo approccio mi porta così alla sola azione possibile che dovrei compiere: quella della libera scelta.

Tutto il resto è irrilevante. Anche se non so nient’altro, non fa differenza. Il punto principale è che lo so. Tutta la mia vita ed il mio futuro dipendono da questo. Mettendo in pratica questo “sottile” principio, posso anche cambiare tutto il resto, in modo incisivo. Dovrei occuparmi di cosa è importante e non di tutto il resto, perché così non farei che confondere le cose.

Dunque, il libero arbitrio dovrebbe proteggermi dalle azioni false e dannose che richiedono un grande sforzo per correggerle. Devo raggiungere l’essenza nel modo più breve possibile e metterla in pratica.

A questo proposito Baal HaSulam spiega che ogni stato in cui mi trovo è diviso in quattro parti. Se conosco me stesso, mi trovo allora sotto il loro controllo. Queste parti o fattori sono:

  • La fonte;
  • Il principio fisso della causa ed effetto;
  • Il principio interiore della causa ed effetto;
  • Il principio della causa ed effetto delle cose esteriori;

La fonte è la natura che non cambia, l’essenza, che ho ricevuto ancora prima di arrivare a percepirmi qui e adesso. Un uomo potrebbe farsi delle domande a questo proposito come, perché, e a che scopo, ma non cambierebbe la realtà. Noi siamo quello che siamo e andiamo avanti percorrendo una strada a senso unico, dal principio alla fine. La strada che abbiamo attraversato è il passato, e non ha alcun senso protestare del passato. Tutto quello che dobbiamo fare è scoprire come rendere migliore il futuro.

Come per il principio della causa ed effetto, anche qui, come dice Baal HaSulam, non c’è niente che possiamo fare. Naturalmente, il grano crescerà da un seme di grano, ed il riso germoglierà da un seme di riso. Questi cambiamenti sono aggiunti alla fonte, la rivestono. Oltre alle iniziali informazioni che si trovano nei Reshimo, nelle “particelle informative” che contengono tutto, c’è anche il resto dello sviluppo, il secondo fattore che è anch’esso predeterminato. E questo significa che un uomo dovrebbe cercare il libero arbitrio nei fattori terzo e quarto.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011 “Il libero arbitrio”)

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Il mondo materiale come una garanzia di sicurezza

Domanda: Perchè abbiamo bisogno dei desideri del livello animato se non li corregiamo? Qual è il loro utilizzo?

Risposta: Abbiamo bisogno di questi desideri per esistere fuori dal mondo spirituale e ci danno l’opportunità di salire senza essere dipendenti dal mondo spirituale, senza esserne corrotti.

Questo ci permette di vivere senza “favori spirituali” e decidiamo continuamente se dovremmo unirci o no ai nostri vicini, al gruppo. Alcune volte vogliamo lasciare tutto e andarcene, e ne abbiamo l’opportunità.

Dall’altra parte, se avessimo solamente dei desideri relazionati al gruppo, saremmo simili, diciamo alle formiche. Senza avere altro, vivremmo la vita della società involontariamente, e saremmo ancora nel livello animato, corporeo.

Tuttavia, io vivo nel mio corpo e posso aspirare o no alla spiritualità. Questo mi permette di essere una persona spirituale perché io raggiungo la forma di dazione per conto mio a dispetto del mio naturale e iniziale desiderio. Il Creatore ha creato in me l’inclinazione al male in modo che, una volta sormontata, io possa diventare una persona libera. Io decido se lo voglio oppure no, di mia libera scelta.

Altrimenti potrei vivere nel mondo spirituale, ma nel livello animato. Io sarei “un angelo”, un “animale spirituale” che istintivamente ama tutti quanti.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2011, La Garanzia Mutua)

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La scelta delle masse

Domanda: Le masse hanno la libertà di scelta per unirsi nella dazione?

Risposta: Né l’AHP né Galgalta ve Eynaim hanno la libertà di scelta. Loro trovano la libera scelta nel terzo medio di Tifferet solo unendosi l’uno con l’altro.

Certamente, la scelta dell’AHP non è la stessa di Galgalta ve Eynaim. La scelta delle masse si esprime quando queste si rendono conto di dover completare il lavoro sull’unione il prima possibile, non attraverso il cammino della sofferenza, ma attraverso una connessione cosciente e volontaria con i leader spirituali.

Non dovremmo sottovalutare l’AHP per il fatto che è diretto da un pastore. Anche Galgalta ve Eynaim sta seguendo il Creatore, la forza della dazione, il programma della creazione, come un gregge. Non è questo che ci rende speciali, siamo speciali perché acceleriamo il tempo cercando un’opportunità di chinare le nostre teste noi stessi. Si tratta della nostra libertà di scelta.

Tuttavia, l’AHP non è meno significativo di Galgalta ve Eynaim, al contrario, è più importante.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.09.2011, “La Nazione”)

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L’adattatore tra me e il Nuovo Mondo

Noi comprendiamo già che siamo tutti connessi tramite uno stretto legame reciproco e che questa connessione funziona nel mondo in modo differente rispetto al passato. Una nuova condizione, un nuovo coefficiente e’ stato aggiunto alle nostre relazioni, fattore che noi non siamo ancora in grado di tenere in considerazione a causa della nostra natura. Noi non ci intendiamo con il sistema in cui siamo stati gettati e così non possiamo fare nulla al riguardo.

Perciò i Kabbalisti dicono: Noi dobbiamo prima di tutto imparare che cos’è il sistema e capire la situazione. Poi sapremo come sistemare la nostra vita.

Noi non possiamo continuare ad avanzare tramite i nostri stessi poteri. Se noi ci rifiutiamo di imparare, impareremo tramite colpi tremendi che ci mostreranno quanto testardi ed ignoranti siamo. In ogni caso dobbiamo “tornare a scuola” e studiare la scienza della Kabbalah. Essa non ci è stata data senza ragione – riguarda il sistema della realtà opposto a noi, riguarda il mondo superiore.

Non dobbiamo illuderci: Tramite lo studio di questo sistema noi non saremo capaci di correggere il sistema finanziario o di trovare nuovi metodi di conduzione d’impresa nelle nuove condizioni. Con lo studio della scienza della Kabbalah noi realizzeremo solamente che dobbiamo chiedere il potere della correzione.

Il metodo della Kabbalah non ci permetterà di continuare a “migliorare” il mondo con il nostro spietato egoismo. Ci permetterà solo di acquisire un nuovo potere, il potere della dazione, in aggiunta al nostro potere di ricevere. Solo quando il potere della dazione dominerà il potere della dazione noi sapremo cosa fare con noi stessi e con il mondo.

La saggezza della Kabbalah non è un manuale pratico per risolvere tutti i problemi usando l’usuale approccio egoistico. Gli studi ci mostreranno soltanto come chiedere un cambiamento interiore. Solo essendo cambiati interiormente capiremo cosa fare con il mondo.

Questo è il motivo per cui il metodo della Kabbalah doveva essere rivelato esternamente, artificialmente. Non cresce in noi naturalmente dall’interno. Ci viene dato dall’esterno cosi’ che noi eserciteremo uno sforzo e chiederemo di correggere noi stessi.

Qui ci è dato il libero arbitrio: Sto affrontando un nuovo sistema, un nuovo metodo, e ora devo sviluppare la volontà di cambiare dentro di me. Io sono nel mio ego e sto affrontando un nuovo sistema, un nuovo mondo. La scienza della Kabbalah è ciò che che mi fa adattare al nuovo mondo. Mi aiuta a raggiungere uno stato in cui io chiedo la correzione. Allora cambierò: Oltre al mio egoismo, avrò anche l’attributo della dazione, e capirò come approcciare il nuovo mondo correttamente.

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Prendiamo il giusto percorso verso l’unità

Domanda: Che cosa pensa sugli eventi attuali, sulle attuali tendenze, e in particolare, come si sente dopo lo sviluppo dei fatti accaduti un paio di giorni fa in Cile e in Inghilterra?

Sfortunatamente, tra non molto il mondo intero sarà coinvolto in un grandissimo caos, perché non esiste alcun rimedio per quello che sta succedendo, e nessuno lo può trovare. Perché non aspetta finché le persone si rendano conto che niente è d’aiuto, e allora saranno interessate ad ascoltare?

Tanti anni fa, quando occupava il posto di Primo Ministro in Gran Bretagna, lo storico Gordon Brown insieme con altri influenti individui, disse che il mondo è soltanto uno. Loro avevano capito che l’unificazione di tutte le persone avrebbe portato al mondo la soluzione a tutte queste domande e crisi. Perché, allora, non hanno risolto queste questioni attraverso l’unificazione, introducendo una nuova rinascita e promulgando la garanzia mutua, proprio come fa lei?

Risposta: Attraverso tutta la storia del mondo, l’umanità è andata avanti a forza di gomitate dall’egoismo che si è sviluppato individualmente in ognuno di noi. Abbiamo aspirato a realizzarlo e a riempirlo. La nostra intera esistenza si è basata su questo. Ma in questi tempi la natura non ci sta più guidando a sviluppare ancora l’egoismo perché questo è già arrivato al suo massimo sviluppo e ci ha mostrato la sua vacuità negli ultimi cinquant’anni.

Il nostro egoismo è diventato interconnesso ed è per questo che stiamo scoprendo di essere interconnessi. È quello che chiamiamo il “mondo globale”. In realtà non è il mondo ma siamo noi che siamo diventati globali. E quindi, come sostengono gli scienziati, non dobbiamo svilupparci egoisticamente, ma globalmente, cioè dobbiamo correggere le connessioni tra di noi.

È qui che si sono bloccati gli scienziati del mondo perché nessuno al mondo sa cosa fare. E più disordini sorgono nel mondo, più significa che il mondo ha bisogno di una correzione urgentemente.

Una volta che il mondo sarà diventato globale e interconnesso, sarà governato da due forze: non soltanto la forza dell’egoismo che ci spinge in avanti sistematicamente, dal programma della natura, nel modo in cui ha fatto attraverso la storia del mondo; ma anche attraverso della forza dell’attrazione verso il traguardo -al nostro stato unificato. Comunque, dobbiamo costringere questa forza a influenzarci in maniera similare a come un bambino potrebbe rimanere una bestia se non aspirasse a diventare un adulto.

Il metodo della Kabbalah è inteso per evocare in noi la forza che aspira in “avanti”, verso l’unità. Altrimenti subiremmo unicamente la pressione della forza negativa “dal dietro”, che evocherà ancora delle sofferenze globali, fino alle guerre. È per questo che la Kabbalah è rivelata precisamente in questi tempi. Tutti i Kabbalisti hanno scritto su questo. Guardate per esempio gli articoli di Baal HaSulam “La rivelazione della Santità”, “Garanzia Mutua“, “Pace nel Mondo”.

Inoltre, dobbiamo capire che più sofferenza è espressa nel mondo sotto l’influenza della forza negativa che ci spinge avanti, più ci indica che il mondo ha bisogno di una forza che lo spinga in avanti, verso l’unificazione che non accadrà come risultato di una forza che ci insegue, ma dal giusto percorso, dalla buona forza che ci fa avanzare.

Giacché la nazione d’Israele è stata creata con il metodo delle persone in unità, d’accordo con il principio di “Ama il tuo prossimo come te stesso”, perciò anche cadendo da questo livello morale, ha mantenuto un “gene altruista” che può evocare una forza che accelera il processo e muove le persone in avanti, verso l’unità. Ma se Israele non evoca questa forza e il mondo si muove verso il traguardo sotto la pressione della sofferenza, allora le nazioni del mondo sono nel giusto nel dichiarare che Israele è la fonte di tutte le sofferenze del mondo.

Anche se questa nazione non ha scelto di essere il conduttore del metodo della correzione, è incapace di liberarsi da questa missione. Le sofferenze delle nazioni del mondo evocheranno una pressione cosi forte cosi come una tale furia verso Israele, che Israele si verrà obbligato a diventare il capo nella correzione del mondo.
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