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Il vero successo è portare al mondo la consapevolezza del Creatore

Il popolo di Israele ha fatto ritorno nella terra di Israele, ma se restiamo ancora sopraffatti dai pensieri sul piacere materiale come cibo, sesso, famiglia, denaro, potere e conoscenza, che assorbono tutta la nostra attenzione e oscurano la nostra visione, allora ci ritroveremo ancora una volta in esilio. La vittoria di Israele nella Guerra dei Sei Giorni del 1967 ci assestò un duro colpo perché inaspettatamente acquisimmo territorio e popolazione aggiuntiva per i quali non eravamo preparati e che non sapevamo come trattare.

Questo ha portato ad un grande ristagnamento del nostro sviluppo tecnologico, poiché abbiamo acquisito molta forza lavoro a basso costo e non qualificata e non abbiamo avuto bisogno di sviluppare nuove tecnologie nel settore edile e in altri settori. Questo ci ha davvero rallentato. Ci è voluto molto tempo per superare questo colpo e iniziare a sviluppare nuove tecnologie e un nuovo stile di vita in queste nuove condizioni.

La Guerra dei Sei Giorni è stato un duro colpo per Israele perché eravamo troppo orgogliosi del nostro successo e della nostra forza. Avremmo dovuto raggiungere la rivelazione del male, ma questo deve ancora accadere. Tutta la storia dello Stato di Israele dimostra come il Creatore ci insegna di volta in volta che tutti i nostri successi, risultati, ricchezza e intelligenza non ci aiutano. Di conseguenza, ci troviamo ancora come pecore circondate da lupi che non sanno dove nascondersi.

Questo è ciò che tutta la nostra storia ci insegna e presto sentiremo di nuovo che il mondo intero è armato contro di noi. Oggi ci sentiamo al top grazie al nostro potere tecnologico. Ma questo serve solo per farci salire fino ad una certa altezza, come in una corsa sulle montagne russe e poi spingerci verso il basso. E si tratterà di un’arma a doppio taglio, perché il mondo intero precipiterà nelle tenebre e perderà il proprio equilibrio in questa discesa. Non ci sono sistemi tampone per gli enormi sbalzi della finanza, delle relazioni internazionali, ecc. Questo succede sullo sfondo della completa interdipendenza globale di ognuno su tutti. La situazione è molto allarmante.

Secondo la connessione tra la radice ed il ramo, non c’è posto migliore per la correzione della Terra di Israele. Pertanto, noi siamo obbligati a lavorare qui. Gerusalemme, Safed e Tiberiade sono tutte zone di speciale influenza spirituale. Pertanto, non vi è dubbio che sia più semplice applicare la correzione nella Terra di Israele. 1

Baal HaSulam scrisse della divisione nel popolo di Israele che ha portato al crollo del Secondo Tempio: le dispute ideologiche tra i Farisei e i Sadducei riguardo alla necessità di lavorare per il Creatore. Ma al giorno d’oggi, non c’è altra lotta se non quella per un posto nella leadership, per il potere, il denaro e basta. Da generazioni, siamo alla fine del processo di discesa. Pertanto, nella nostra generazione non c’è più una lotta ideologica, ma semplicemente tutti combattono per la loro posizione, per la loro influenza sugli elettori. Questo non ha nulla a che fare con l’ideologia e i kabbalisti non vi prendono parte.

Oggi abbiamo raggiunto l’ultimo punto nella discesa delle generazioni. Non c’è posto più basso dove andare, resta sono solo la guerra mondiale e la crisi globale. Non c’è nessuna via d’uscita; ora dobbiamo trovare un modo per uscirne. L’unica cosa che dobbiamo capire è da dove viene questa crisi, cioè, quale ne è lo scopo, dove ci condurrà e cosa dovrebbe essere fatto per usare tutto ciò che accade a beneficio del popolo di Israele (perché se si tratta davvero di Israele, significa che aspira al Creatore).

Questo ci porterà alla realizzazione del male da cui capiremo quale dovrebbe esserne l’opposto, lo stato buono e come raggiungere questo bene proprio dall’interno del male. Siamo consapevoli della necessità della nostra connessione e della realizzazione del dono che abbiamo ricevuto: la Torah, la scienza della saggezza della Kabbalah, il metodo dell’unione. Non c’è niente di più grande dell’unione fra noi. Tutti gli slogan su “Ama il tuo prossimo come te stesso” dovrebbero praticamente incarnarsi in noi oggi.

Il nostro egoismo è l’unico nemico che ci impedisce di raggiungere una buona vita corporea e ci ruba la vita eterna e spirituale. A causa dell’egoismo, nasciamo come animali e viviamo e moriamo come animali. Il nostro corpo muore e si decompone senza aver sviluppato un’anima, e scopriamo che le nostre vite sono state vissute invano.

La vita ci viene data per sviluppare un’anima durante la nostra esistenza in questo mondo terreno. L’anima è parte della Divinità dall’alto, e quindi è eterna. Il desiderio di dare al prossimo, che è fuori dei miei interessi personali, è di diventare come il Creatore, e quindi è eterno. Dobbiamo sviluppare questo desiderio il più possibile.

Dobbiamo capire che stiamo scendendo giù dalle montagne russe, nella discesa più ripida e con un muro all’estremità contro il quale ci schianteremo. Quindi vale la pena pensare a come fuggire da questo Olocausto globale, quando tutte le nazioni del mondo si rivolteranno contro Israele.

La salvezza è solo nell’unione del popolo di Israele, nella sua disponibilità ad unirsi per poter dare l’unione a tutta l’umanità. Dobbiamo essere il più vicino possibile alla dazione, almeno nel mondo corporeo. Ciò implica assistenza reciproca, equa distribuzione dei mezzi e tutte le condizioni della società futura, anche se per ragioni egoistiche. Se non lo facciamo, ne scaturirà una situazione peggiore per noi. Non vogliamo portare il mondo ad una tale sofferenza fisica: sarebbe meglio se questa decisione venisse presa in seguito alla realizzazione del male prima che arrivino i colpi. 2

La crisi all’interno del popolo di Israele risiede principalmente nel fatto che nessuno sente di essere in esilio. Al contrario, tutti la considerano come libertà perché Israele è un paese forte e prospero. Tutto è fantastico e abbiamo qualcosa di cui essere orgogliosi. Non capiscono che questi non sono dei parametri con cui Israele potrebbe essere misurato. Non si tratta del successo materiale. Lo stato in cui Israele esiste ora si chiama “distruzione”.

Sembra che tutto vada bene e che Israele sia la patria delle tecnologie più avanzate. Ma noi esistiamo nella natura, in cui tutto è chiuso ed è globale. La natura è il Creatore e noi agiamo contro di Lui sia in senso spirituale che materiale. Dal punto di vista della spiritualità, siamo completamente opposti al Creatore perché ci comportiamo nel modo più egoistico, il peggiore di tutti.

Il nostro desiderio di ricevere è così sviluppato che riusciamo a manipolare il mondo intero. Ma in realtà, ci è stato dato il potere di avere successo esattamente nel modo opposto: per servire il mondo intero, per dare, per insegnare e diventare un canale di collegamento tra il Creatore e gli esseri creati. Invece noi usiamo il nostro egoismo per sviluppare l’hi-tech e far così guadagnare quanti più soldi possibili ai capitalisti e ai produttori di armamenti. Nel frattempo i bambini vengono trascurati e le famiglie ne escono distrutte. Questo è un approccio completamente sbagliato perché stiamo andando contro il programma generale della natura.

Giorno dopo giorno, ci allontaniamo sempre dalla natura comune, e così facendo perderemo sotto tutti i punti di vista. Prima di tutto, questo riguarda la natura in generale, cioè l’ecologia e l’atteggiamento delle nazioni del mondo verso Israele. Sentiamo che l’antisemitismo sta crescendo ogni giorno, sta attraversando tutti i confini e stiamo diventando sempre più “persone dal collo rigido”, che in realtà vivono non nella Terra di Israele ma in Egitto, ridotti in schiavitù dal Faraone.

Abbiamo avuto molto successo nello sviluppo di tutti i valori corporei del mondo: nell’hi-tech, negli armamenti e nell’economia, usando le nostre qualità egoistiche ed enfatizzandole a tal punto che siamo diventati i primi nell’uso dell’egoismo. Ne consegue che abbiamo raggiunto il livello del Faraone. La sofferenza arriverà inevitabilmente presto perché noi abbiamo costruito un mondo del genere. Tuttavia, possiamo trasformare questo incombente tsunami in un’onda gentile e benigna. E allora non sarà l’onda di uno tsunami che lava via tutto il mondo e annega tutti, ma un’onda positiva, per esempio, di cioccolatini e fiori.

Cominciamo con la realizzazione del male e smettiamo di idealizzarci solo come esseri umani tagliati per il successo….perché è per questo motivo che ci ritroviamo in un buco profondo. Israele deve dare al mondo il metodo della correzione, la consapevolezza del Creatore e portare tutti allo stato finale della correzione. 3

Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30/06/2019, Gli Scritti di Baal HaSulam, “L’esilio e la redenzione”
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2 minuto 36:00
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Tutto da un pensiero, e viceversa

Non esiste nient’altro che un pensiero: il pensiero della creazione, che include tutto. Solo noi, gli esseri creati, ancora non lo capiamo e non lo sentiamo, ma esistiamo all’interno di questo pensiero e ne siamo governati. Tutto il nostro lavoro si svolge al suo interno. Questo pensiero è l’intera creazione, il suo piano, e non c’è nient’altro.

Tutto è risolto nel pensiero e tutto è creato dal pensiero. Non importa; tutta la realtà è inclusa nel pensiero. È interessante che gli scienziati moderni, essendo materialisti assoluti, affermino che l’universo sia un pensiero. I ricercatori del cervello umano sostengono che tutti i nostri pensieri, desideri e decisioni sono al di fuori di una persona e che il cervello è solo un dispositivo che cattura questo pensiero e lo trasferisce a noi.

Pertanto, la scienza si sta gradualmente uniformando a ciò che i kabbalisti hanno scoperto molto tempo fa: non c’è nulla nell’universo tranne il pensiero della creazione, e tutti noi esistiamo al suo interno. Sebbene dividiamo la realtà in forze, materia, sentimenti e ragione, in sostanza, tutto accade solo in base al pensiero del Creatore, all’interno del quale esistiamo.

Dobbiamo raggiungere questo pensiero del Creatore in relazione all’essere creato e allora Lo raggiungeremo – non Lui Stesso, ma la Sua attitudine verso gli esseri creati. Questo è l’unico pensiero che esiste. Tutte le varie proprietà opposte che sentiamo sono destinate a rivelare la profondità e l’unicità di questo pensiero.

Non esiste nulla tranne Lui, ma noi realizzeremo questo dall’ opposto, dalle numerose azioni e manifestazioni del Creatore in relazione a noi, che sono molto diverse e contraddittorie. Questi paradossi e discrepanze ci impediscono di renderci conto di ciò che sta accadendo, di essere d’accordo, e ci spingono a uno sviluppo tale che unendo tutte le contraddizioni al di sopra della ragione, raggiungiamo il Creatore. È impossibile raggiungerLo se non dai due opposti che si uniscono e si completano a vicenda1.

Da parte del Creatore, l’azione potenziale, chiamata pensiero, è sufficiente. Per il Creatore, la fine dell’azione è nel pensiero iniziale, ovvero lo stato non corretto e corretto dell’essere creato esistono insieme creando un punto nero chiamato essere creato. Il resto è lo sviluppo di questo punto e della sua autocoscienza, e dalla sua autocoscienza alla consapevolezza del Creatore per capire da dove proviene, chi l’ha creato e chi lo sta sviluppando.

È come un film che ruota attorno a questo punto. Tutti noi, l’intero universo e tutti i mondi ci sono dentro. L’atteggiamento del Creatore, la luce superiore, è chiamato “il pensiero della creazione”.
Esiste, pertanto, un solo pensiero da cui è emerso l’intero universo: il pensiero della creazione, che definisce già tutte le nostre ricompense, i nostri sforzi e tutto ciò che abbiamo vissuto lungo il nostro cammino.

Da parte del Creatore non c’è niente di più grande di questo pensiero. Ma noi, gli esseri creati, siamo in grado di raggiungerLo solo quando ci separiamo da Lui e iniziamo ad agire in modo indipendente. All’interno di questo pensiero compaiono altri pensieri aggiuntivi: le quattro Bechinot (fasi), i Partzufim, i mondi. Noi studiamo ciò che in pratica viene fuori dal punto nero, che potenzialmente include l’intero pensiero del Creatore, l’intero processo inizialmente investito lì2.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/08/2019, “Non esiste nulla tranne Lui”

1 minuto 3:39
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Perché studiare Pticha?

Perché studiare Pticha (Prefazione alla Saggezza della Kabbalah) o Lo Studio delle Dieci Sefirot? Devo proprio sapere quanti angeli ci sono in cielo e quali sono i loro nomi?

Il fatto è che, dato che vogliamo vedere un sistema completo di fronte a noi, è molto importante studiarlo. Vogliamo capire come viviamo in questo sistema e diventarne inclusi interagendo con esso. Io influenzo il sistema e il sistema influenza me, quindi sento la nostra connessione. Pertanto ho bisogno di studiarlo, percependolo come un sistema intero, chiuso, integrale e globale, compresi tutti i mondi e gli oggetti spirituali e tutte le forze.

Tutto ciò che studiamo è incluso in un unico sistema in cui voglio vedere me stesso, capire come lo influenzo e come mi influenza. Voglio vedere ciascuno dei miei stati come conseguenza di questo sistema, perché esso include la vita in questo mondo e in altri stati: tutto è incluso in un unico sistema.
È importante ricevere informazioni sul mondo, sulla sua storia, l’economia e la crisi in modo da percepire il quadro nella maniera più completa possibile e capire dove ci troviamo. Sappiamo che Baal HaSulam si interessava di scienza e che ha usato tutte le informazioni che aveva nelle sue spiegazioni. Non è scritto invano che un kabbalista deve prima studiare tutte le scienze del mondo e solo dopo capirà cosa accade al di sopra di questo mondo.
Per questo è importante studiare la Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, in modo da percepire il quadro generale per esserne inclusi, avviando un’interazione consapevole con la realtà.1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16/07/2019, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, Articolo 92
1 Minuto 0:20

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Essere d’accordo che ogni cosa ci giunge dall’alto

Soggiogamento significa essere d’accordo con ogni cosa che ci arriva dall’alto e cercare costantemente di associarla a: “Non esiste nulla tranne il Creatore”. Vogliamo poi vedere che il Creatore è il buono che fa il bene, questo è già il prossimo stato. Abbiamo bisogno di due correzioni per procedere verso il livello spirituale dell’embrione.

La base di tutto il lavoro interiore è nella decina: nelle sue costruzioni e sensazioni e nella connessione degli amici nella decina. Non lavoriamo con il Creatore individualmente, personalmente. Sarebbe un errore più grande e serio che rimanere disconnessi dal Creatore, usare la decina in modo egoistico senza pensare alle proprie connessioni e sperare di stabilire una connessione con il Creatore, scavalcandola.

Se ho compreso che la mia connessione con il Creatore e la Sua connessione con me, passano soltanto attraverso la decina, ci connettiamo in un intero; io, la decina e la forza superiore siamo come Israele, la Torah ed il Creatore che sono uno.1

Essere in Lo Lishma (non per il Suo nome), attraverso il quale raggiungiamo Lishma (per il Suo nome), significa che in ogni posto, in ogni stato e in ogni cosa pensata, vista e sentita, tu cerchi di identificare il Creatore come fonte di ogni cosa che ti sta accadendo. Questo è anche definito Lo Lishma, perché dà all’individuo buone sensazioni, benessere e gioia dal fatto che egli dipende dal Creatore e non da nemici e detrattori o da scelte fatte a occhi chiusi.

Ogni cosa che giunge all’individuo dalla natura inanimata, vegetale e animata, e dalle persone, è un’influenza del Creatore e di nessun altro. Ne consegue che egli è felice di essere sotto il corretto governo che cerca di portarlo verso la correzione finale. Egli si aggrappa costantemente al Creatore come un bambino aggrappato a sua madre.

E nell’amplificare la propria abilità, in ogni momento, a non lasciare andare il Creatore come la causa di tutto ciò che accade, egli sente tutto come bene. Questo stato è chiamato: “Lo Lishma” perché c’è ancora un proprio interesse; questo stato aiuta l’individuo a sentirsi bene.

Inoltre, se l’individuo vuole essere connesso con il Creatore senza un personale beneficio, rispetto a un suo piacevole o spiacevole sentire, poi vorrà muoversi verso lo stato di Lishma. In questo stato egli innalza la grandezza del Creatore così tanto che smette di pensare completamente a se stesso. Non è importante per lui come si sente, la cosa principale è stabilire che il Creatore è la fonte di tutta la realtà e, attraverso questo, portarGli contentezza, senza alcuna considerazione per se stesso. Questo significa da Lo Lishma arrivare a Lishma.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2019, lezione sul tema del Soggiogamento

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2: Minuto 7:00

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Una lezione dall’Olocausto

La Giornata della Memoria dell’Olocausto è un giorno speciale ma molto triste nella storia del popolo ebraico e di tutta l’umanità, poiché siamo tutti connessi gli uni con gli altri. In questo giorno, dobbiamo parlare delle cause di questa tragedia e delle sue lezioni in modo che “le azioni dei padri diventino un segnale per i figli”1.

Non esiste nulla tranne la forza superiore che è il buono che fa il bene; essa ci governa sempre. Non esiste azione oltre a questo buon governo. Pertanto, se nella nostra ricerca non superiamo la nostra natura egoistica e al contrario cominciamo a condannare il Creatore, dubitando del Suo buon governo, cadremo in errore. In questo caso, tutta la nostra ricerca non porterà alcun beneficio e ci ricondurrà alla stessa amara realtà di cui oggi dobbiamo parlare.

Il Creatore sente ciò che noi sentiamo. Se siamo uniti e felici, il Creatore gioisce. Egli non ha sentimenti personali: è dentro di noi, come una madre che vive dentro al suo amato bambino. Attraverso la nostra connessione, creiamo un posto per il Creatore dove Egli possa esistere. Se non siamo connessi, allora non c’è posto per il Creatore e noi sentiamo le sue azioni in forma inversa, come se non provenissero da Lui. Ogni azione viene vissuta in noi secondo l’intensità della connessione o della disconnessione.2

Il Creatore vive all’interno della nostra connessione reciproca. Questa connessione dovrebbe svilupparsi sempre, a partire dalla prima frammentazione causata dal Creatore fino alla correzione finale, fino all’adesione completa. Finché non resteremo indietro nel progresso delle fasi di correzione che dobbiamo passare, staremo tutti bene. Tuttavia, se rimaniamo indietro, ci troviamo in uno stato negativo che noi stessi abbiamo provocato.

Se in ogni momento non correggiamo la connessione tra noi, sentiamo la differenza tra lo stato desiderato e quello effettivo. Diciamo che oggi avrei dovuto essere corretto del 20% nella mia connessione con tutta l’umanità, ma invece ho raggiunto solo il 15% della connessione. Perciò, quel rimanente 5% mi viene rivelato sotto forma di pressione e problemi. In realtà, queste sono forze finalizzate ad accelerare il mio avanzamento per compensare il ritardo, per eliminare la differenza tra il desiderato e il reale.

Queste forze non indicano la bontà o il male del Creatore, ma sono semplicemente una conseguenza naturale dell’operato del sistema, come è scritto: “La legge è data e non può essere trasgredita”. Cioè, non dobbiamo valutare quanta sofferenza o piacere sentiamo, ma quanto queste forze che ci vengono rivelate come bene o male ci aiutano ad avanzare correttamente.

Il Creatore non desidera farci del male, ma esiste la legge della natura; rispettandola, sentiamo la nostra connessione e, infrangendola, proviamo sofferenza, e oggi è in tal misura che dobbiamo ricordare l’Olocausto: l’evento più triste nella storia del popolo ebraico. Naturalmente non è stato causato dal Creatore ma dalle persone che dovevano correggere la connessione tra loro e non l’hanno fatto. Il ritardo nella correzione era così grande che ha determinato sofferenze terribili.

Quali lezioni possiamo imparare da questo? Dall’antica Babilonia fino ad oggi ci sono stati molti eventi tristi e tutti per una ragione. Dato che il Creatore è la legge generale della natura, il sistema ci mostra il bisogno di connessione. Ma noi non l’ascoltiamo e non ci affrettiamo ad eliminare il ritardo, così riceviamo gli effetti che ne derivano. In realtà, siamo noi stessi a causarli e non possiamo incolpare il Creatore.

Ci sono condizioni a noi note, ma non le rispettiamo e, così facendo, attiriamo su di noi forze che ci spingono verso l’obiettivo in modo più deciso e risoluto. Durante la storia siamo stati afflitti da pressioni e problemi: l’esilio, la schiavitù in Egitto, il deserto, la distruzione del Tempio. Tuttavia, l’Olocausto è una situazione molto diversa. Il popolo d’Israele nel suo sviluppo storico ha già raggiunto il bisogno del quarto livello di connessione nell’anima di Adam HaRishon, ma non l’ha realizzato. Anche oggi, non stiamo raggiungendo questo obiettivo, allora cosa ci possiamo aspettare? Possiamo aspettarci solo stati peggiori di quelli precedenti. Dobbiamo imparare dalla storia in modo da non ripetere le stesse situazioni.

Dopo l’antica Babilonia e l’Egitto, siamo stati afflitti da un colpo dopo l’altro, in ogni momento in cui non abbiamo stabilito la connessione reciproca nella misura richiesta. La punizione sarà collettiva, per tutto il popolo di Israele. Oggi noi siamo responsabili non solo di noi stessi ma di tutto il mondo. Un tempo era possibile fare una correzione in un gruppo limitato, ossia la Comunità ebraica europea. Gli stessi nazisti volevano aiutare gli ebrei a ricostruire lo stato di Israele. All’inizio hanno agito come forze di aiuto alla correzione. Tuttavia, se non usiamo l’occasione che ci viene data, queste forze si trasformano in negative.

Anche oggi, se non usiamo le forze di risveglio che già stanno agendo negativamente, esse diventeranno più terribili di prima. L’Olocausto di oggi sarebbe su una scala differente: non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Pertanto, vale la pena comprenderlo e sbrigarsi con la correzione prima che sia troppo tardi.

Se ci connettiamo, la forza superiore attraverso di noi passa a tutte le nazioni del mondo, a tutta la realtà e, gradualmente, tutto il mondo raggiunge l’unione. Quindi, tutto si calma e il Creatore comincia a rivelarsi agli esseri creati, e il mondo raggiunge la correzione desiderata.

Tuttavia, se noi, il popolo di Israele, non ci connettiamo almeno all’interno di Israele dove abbiamo le migliori condizioni per la connessione, se non diventiamo un solo uomo con un solo cuore, non amiamo il prossimo come noi stessi, non diventiamo una luce per le nazioni del mondo mostrando loro un esempio di unione, allora passeremo degli stati così terribili da far impallidire l’Olocausto a confronto.3

I meriti si trasformano in debiti e i debiti in meriti. Perciò, dobbiamo credere che ora abbiamo l’opportunità, il tempo, il posto e tutti i mezzi per non ripetere l’errore commesso dagli ebrei quasi cento anni fa. Non dobbiamo perdere l’occasione di connetterci tra noi allo scopo di essere in contatto con la forza superiore, che è buona e fa del bene e, attraverso di noi, questa forza che vuole apparire a tutti gli abitanti di questo mondo potrà rivelarsi. Dobbiamo aiutarla in questo e diventare un canale tra essa e l’umanità.

Cerchiamo di non ripetere gli errori del passato. La saggezza della Kabbalah parla delle leggi della natura che non dipendono da quanto siano piacevoli o spiacevoli per noi e non tengono conto degli interessi politici o economici di qualcuno. Non c’è dubbio che se gli ebrei allora si fossero comportati in modo differente, il mondo oggi sarebbe completamente diverso.

Tutto è nelle nostre mani, noi determiniamo il nostro destino e il destino di tutto il mondo. La legge della natura è immutabile e deve essere soddisfatta. Il Creatore non prova pietà o ci punisce, ma realizza la legge generale. Il Creatore è la natura e, secondo il programma della natura, dobbiamo essere connessi in un solo desiderio, un’unica intenzione, secondo l’unica formula di dazione reciproca. Noi dobbiamo portare questa connessione al mondo; questa è la nostra missione.

Non ripetiamo gli amari errori e cerchiamo, in questo triste giorno, di assumerci la responsabilità di condurre il mondo all’unione.4

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2/05/2019, La Giornata della Memoria dell’Olocausto
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2 Minuto 4:40
3 Minuto 27:28
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Il segnale che il Creatore si è occultato

Ogni giorno, devi tenere in mente un solo pensiero: “Non c’è nulla oltre il Creatore, il Bene che fa il bene”; ritorna sempre a questo pensiero e cerca di aggrapparti ad esso per non perdere le piacevoli sensazioni che provi. Se ti senti male, se qualcosa va storto nella tua vita, questo è il segnale che il Creatore si sta occultando.

Se hai qualche tipo di problema, ti senti male o sei di cattivo umore, questo accade solo perché il Creatore non è presente nella tua vita. Se riconduci tutti i tuoi stati a Lui, poi ti sentirai grande, confortato, percepirai la luce della speranza, una connessione con la realtà vera ed eterna. Tutto ciò è dovuto al fatto che ti sei ricordato del Creatore.

Tuttavia, il Creatore può giocare con te inviandoti sensazioni spiacevoli in modo che tu possa iniziare a cercarLo e a giustificarLo. Egli sa in anticipo che sarai in grado di giustificarlo, ed è per questo che ti manda queste prove.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03/12/2018, lezione sul tema del Soggiogamento

1 Minuto 55:30

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Energia dall’aria sottile

Il desiderio egoistico funziona perfettamente in questo mondo quando vede chiaramente una ricompensa davanti sé, può soppesare i benefici delle sue azioni e poi decidere dove e quanto applicarsi. L’egoismo può lottare per una ricompensa.

Tuttavia, per ciò che riguarda il desiderio di dare, non abbiamo la forza di crearlo. Non vediamo ricompensa e non abbiamo motivo di agire. La necessità di compiere un’azione per il bene della dazione, annulla in noi il desiderio di ricevere e con questo non possiamo muoverci. Ci sentiamo come se non avessimo né braccia, né gambe, né testa e fossimo senza energie. Se non c’è stimolo, non posso muovermi, resterò a letto.

Serve qualche tipo di incentivo per alzarmi. A questo punto, allora, arrivano i problemi che mi affliggono. Quindi capisco che i problemi sono, in realtà, un bene per me perché mi svegliano per farmi agire.
Se non lavoriamo con il nostro desiderio di ricevere, allora non possiamo fare nulla. Si fermerebbe tutto. Immaginate il desiderio di ricevere, l’egoismo, il fondamento del mondo, di ogni atomo e particella, disattivato all’improvviso in tutto il mondo. Il mondo rimarrebbe completamente immobile perché il movimento ha luogo solo per soddisfare una mancanza. Se l’ego non vuole nulla, resterà inattivo.
Il mondo si fermerebbe. Ci sarebbe silenzio totale e ciò significa che sparirebbe tutto. Se gli elettroni smettessero di ruotare attorno all’atomo, questo sparirebbe perché non ha altro che queste rotazioni, una mancanza. Solo la mancanza muove la materia e, se la mancanza sparisse, si fermerebbe il movimento e la materia scomparirebbe. La materia è una mancanza.

Com’è possibile compiere azioni di dazione? Come si può costruire un secondo piano d’azione, quello altruistico, senza soffocare la condizione materiale? Lasciamo che la materia continui a funzionare, essa non interferisce con noi; al contrario, ci aiuta. Dopo ogni ascesa cadremo sempre a livello materiale in modo che, da quel livello, possiamo elevarci ancora più in alto. Dove troviamo un nuovo carburante non basato sul desiderio di ricevere ma sul desiderio di dare?

Come possiamo desiderare la dazione? Questa è la domanda più importante. La risposta è la chiave del successo perché l’umanità si è sviluppata abbastanza da poter raggiungere la fine della correzione. L’unico problema è come trovare la forza della dazione in ogni stato. Questa forza già esiste, ma noi dobbiamo tirarla fuori. Non arriverà da sola, altrimenti sarebbe stata rivelata nel mondo tanto tempo fa.

La necessità di essa è già intrinseca in ogni persona, perché chiunque si chiede: “Che tipo di vita è questa? Per che cosa viviamo? Qual è il significato della nostra vita?” Tuttavia, non si va oltre perché vogliamo ricevere in modo egoistico perfino la forza di dazione, ma essa non arriva in questo modo.

La domanda è: che tipo di meccanismo dovremmo costruire per ricevere, attraverso di esso, la forza di dazione che riempirebbe l’intera realtà? Gli astrofisici dicono che l’energia riempie tutto l’universo. Noi pensiamo che lo spazio sia vuoto, ma in realtà è pieno di energia.
Ora stanno cercando di estrarre queste informazioni dagli scritti del famoso ricercatore Tesla, che ai suoi tempi le aveva secretate. Pensano di aver trovato un modo per estrarre energia direttamente dall’aria. In effetti, non esiste uno spazio vuoto, è pieno di energia. La domanda è: come dischiudere questa fonte di energia? Le istruzioni su come farlo sono davanti a noi e sono racchiuse nei libri di Kabbalah.

I saggi kabbalisti dicono che questa energia si può ricevere attraverso la decina. Attraverso la decina ci connettiamo allo spazio, pieno di forza di dazione, chiamato “Creatore”. La decina funziona come un modem o un adattatore che ci connette a questa forza nascosta.
Questa forza rimarrà sempre in occultamento, si palesa solo all’interno della decina come fosse un rivelatore di questa forza superiore. In base alla misura della mia inclusione nella decina, della mia connessione con essa e dei miei sforzi per risvegliarla alla connessione con la forza superiore, io ricevo questa energia di dazione. È come se inserissi la spina nella presa e iniziassi a ricevere energia. Questo è l’unico modo in cui tutto funziona.

Allora scopriremo di essere all’interno del campo della forza superiore, che è “il bene che fa il bene”. Questa è l’unica forza, non esiste nient’altro. Tutte le forze di opposizione sono concentrate solo dentro di me al fine di connettermi a questa forza superiore e cominciare a ricevere energia da essa.1

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’01/04/2019, “Costruire la società futura”
1 Minuto 01:30

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Teletrasporto interiore

Guardo le notizie su ciò che sta accadendo nel paese e nel mondo e mi rallegro per la rivelazione dell’indole maligna, ossia per la rivelazione del male, del desiderio egoistico che chiede di essere corretto. L’ego sta gridando, ci prega: “Perché non mi state correggendo?! In che misura devo rivelarmi e immergermi nel mondo?”

Mi rallegro del fatto che il mondo sta finalmente iniziando il suo graduale approccio alla rivelazione del male. Le persone già capiscono che, da un lato, non si può fare nulla riguardo l’ego perché questa è la natura umana ma, dall’altro lato, se si fallisce nello sradicarlo, ci ucciderà.

Perciò la gente ha iniziato a pensare come eliminarlo. Lentamente sta provando tutti i metodi possibili e realizza che nessuno di essi funziona. La nostra è una situazione senza speranza. Stiamo da qualche parte ai margini di una galassia, girando intorno ad una stella nana su un minuscolo pianeta insudiciato dal nostro pattume. La vita sta finendo e non ci sono prospettive. Siamo soli nell’universo e a breve non ci sarà neanche più vita sul pianeta Terra. Come si suol dire, si spengono le luci.

Francamente la situazione appare così, ma questa è la rivelazione del male ad un punto in cui si può iniziare a pensare a cosa poter fare. Qualcuno forse potrebbe ancora dare consigli su come salvarci. Quindi l’ascolto inizierà a sintonizzarsi su frequenze che precedentemente erano impercettibili e questo ci rivelerà che c’è vita al di là della nostra realtà.

La nostra realtà è multidimensionale e la rivelazione dello strato superiore che è al di là della nostra realtà, dipende dalla nostra percezione. Se cambiamo la nostra percezione della realtà interiore, ci troveremo improvvisamente a vivere in un altro mondo, come fosse un teletrasporto dove di colpo ci sentiamo in una condizione differente, in un altro luogo.

Questo accade perché abbiamo cambiato i nostri valori interiori ed abbiamo iniziato a vivere in un altro mondo. Di fatto, il mondo materiale esiste solo per essere lasciato. La fuga dal nostro mondo è l’unica ragione dell’esistenza dell’universo, del nostro pianeta e degli abitanti della Terra. In generale questo mondo è immaginario e noi iniziamo a vivere nel mondo reale.

Io guardo le notizie solo da questa angolazione e quindi non verso nessuna lacrima. Come possiamo cambiare la realtà? La realtà può cambiare solo se ognuno di noi cambia. La realtà dipende da me e si percepisce dentro di me. Quindi due persone possono vedere la stessa cosa ma una piange e l’altra se ne rallegra. Tutto dipende da come percepiamo ciò che sta accadendo. Io vedo ogni cosa che accade come dei passi necessari verso la correzione, passi che ci stanno avvicinando sempre più alla divinità.(1)

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5/04/2019 sul tema “Costruire la società futura”
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La vera vita inizia solo nella decina

Come risultato della discesa dei mondi, il nostro desiderio di ricevere si sta allontanando sempre più dal Creatore, passando attraverso restrizioni, filtri, frammentazioni e vari occultamenti lungo questo percorso. Avendo raggiunto questo mondo, il desiderio di ricevere si trova sotto cinque mondi (Olamot) – occultamenti (Alamot), cioè, nella peggiore condizione.

Questo mondo, menzionato nei libri kabbalistici, è il più basso di tutti i possibili stati spirituali, e il nostro mondo corporeo è perfino più basso.

Il desiderio di ricevere piacere scende i gradini di tutti i mondi e raggiunge uno stato in cui si materializza, si trasforma in materia; perde la connessione con i mondi superiori. Pertanto, non ha importanza in quale corpo materiale, animale, esista una persona che vuole raggiungere il mondo spirituale. Può anche farsi amputare un braccio o una gamba oppure lasciarsi trapiantare un organo di un’altra persona totalmente estranea alla spiritualità, ma ciò non avrà effetto sulla sua realizzazione spirituale.

Si può rimanere stupiti del fatto che si potrebbe perdere anche la mano destra se, secondo le leggi spirituali, questo è in relazione alla dazione e bisogna sempre cominciare dal lato destro. Tuttavia, il nostro corpo è un semplice animale, assolutamente separato dalla realizzazione spirituale. Naturalmente, ha una sua funzione importante perché ci viene dato in modo che possiamo iniziare il nostro sviluppo spirituale esprimendo il desiderio di rivelare il Creatore.

L’amore non può essere forzato, altrimenti, non si chiamerebbe amore ma “calcolo.” Pertanto, il Creatore non poteva crearci con un desiderio di amarLo precostituito. Questo è il motivo per cui siamo stati costretti a scendere in questo mondo completamente staccato dal sistema spirituale e cominciare la via di ritorno proprio da questo punto.

Nel nostro mondo, esistendo ora in un corpo animale, isolati da tutti i mondi spirituali e dal Creatore, dobbiamo cominciare a sviluppare il desiderio di amare il Creatore come Lui ama noi. Se una persona ha un punto nel cuore che la risveglia a ciò, allora può sentire che qualcuno la sta chiamando e inizia il suo viaggio di ritorno verso il Creatore.1

La decina è la base della struttura dell’universo, come una cellula dell’organismo che è fonte di vita. Non comprendiamo che entrando nella decina apriamo i cancelli del mondo superiore. Quindi, vediamo che il nostro stato presente è immaginario, esiste solo allo scopo di darci l’opportunità di entrare nella spiritualità da soli, per nostra scelta. Dobbiamo desiderare spontaneamente di svilupparci e diventare uguali al Creatore. Tutta la precedente vita corporea perderà di significato.

Tutto ciò che viene prodotto da noi con mani, piedi e bocca in realtà non esiste. Viviamo in un mondo immaginario. La nostra vera vita comincia solo dalla decina in poi e questo è ciò che rimane per sempre con noi. Perciò, decidiamo se lo desideriamo o no.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17/03/2019, Baal HaSulam ,“Prefazione alla saggezza della Kabbalah,” Articolo 1

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Da qualche parte, lontano da qui…

L’antisemitismo nel mondo continua a crescere. Lo scorso 27 Aprile, in una sinagoga della California, durante la preghiera alla fine della Pasqua ebraica, è stato messo in atto un attacco terroristico nel quale ha perso la vita una persona e molte altre sono rimaste ferite. Tuttavia le persone ancora non ascoltano, sembra che quello che accade non le riguardi. Dopotutto, accade “da qualche parte, lontano da qui…”. Questo dimostra quanto il Creatore indurisca il cuore delle persone, al punto tale che rimangono indifferenti anche davanti ad eventi del genere. Soltanto sei mesi fa, in una sinagoga di Pittsburgh è avvenuta una tragedia simile, ma tutti se ne sono già dimenticati.

Per questo gli ebrei vengono chiamati il “popolo testardo”. L’individuo non risponde a questi avvertimenti e pensa che ciò che è accaduto nella strada accanto non può capitare a lui. Dimentichiamo quello che è successo ieri, per non parlare di qualche mese fa, e non notiamo che la tensione sta crescendo. Essere testardi significa ricevere un colpo, svegliarsi per un istante e poi dimenticare tutto come se nulla fosse accaduto.

Il problema è che non esiste una sensazione di dolore accumulato, che poi porti ad un punto in cui l’individuo è costretto a rispondere. Tutto scompare come acqua nella sabbia.

È importantissimo comprendere che questo non è un evento sporadico ma naturale, che va avanti secondo il fondamento della creazione. Questo processo continuerà e non cesserà a meno che non cominciamo a fare qualcosa a riguardo. La Kabbalah spiega questo fenomeno su base scientifica e avverte del pericolo da molti anni, mentre tutti hanno sempre riso di tale possibilità. Ora non c’è nulla da ridere, ma ancora nessuno vuole ascoltare i kabbalisti. Arriverà il momento in cui non ci sarà scelta e tutti dovranno ascoltare.
Indipendentemente da quanto possa essere stato testardo il popolo d’Israele, il Creatore li ha sempre guidati, nonostante tutto, fuori dall’Egitto colpendoli e facendoli soffrire. Oggigiorno si sta verificando la stessa situazione. I kabbalisti continuano ad avvertire, ma essi non ci credono, così come in passato non hanno creduto a Mosè.

Trovo molto simbolico il fatto che lo scorso 2 Maggio il mondo abbia marciato per la Giornata del ricordo dell’Olocausto, mentre lo stesso Olocausto si sta ripresentando.. O gli ebrei si uniscono, oppure sarà peggio per loro. L’unione è la soluzione non soltanto per l’antisemitismo, ma anche per la correzione generale del mondo, per la correzione dell’umanità, per la crescente crisi globale e per la prossima guerra mondiale, di cui è stato già detto molto.(1)

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28/04/2019, lezione sul tema “Divulgazione della Saggezza della Kabbalah”

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