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Il segnale che il Creatore si è occultato

Ogni giorno, devi tenere in mente un solo pensiero: “Non c’è nulla oltre il Creatore, il Bene che fa il bene”; ritorna sempre a questo pensiero e cerca di aggrapparti ad esso per non perdere le piacevoli sensazioni che provi. Se ti senti male, se qualcosa va storto nella tua vita, questo è il segnale che il Creatore si sta occultando.

Se hai qualche tipo di problema, ti senti male o sei di cattivo umore, questo accade solo perché il Creatore non è presente nella tua vita. Se riconduci tutti i tuoi stati a Lui, poi ti sentirai grande, confortato, percepirai la luce della speranza, una connessione con la realtà vera ed eterna. Tutto ciò è dovuto al fatto che ti sei ricordato del Creatore.

Tuttavia, il Creatore può giocare con te inviandoti sensazioni spiacevoli in modo che tu possa iniziare a cercarLo e a giustificarLo. Egli sa in anticipo che sarai in grado di giustificarlo, ed è per questo che ti manda queste prove.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03/12/2018, lezione sul tema del Soggiogamento

1 Minuto 55:30

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Energia dall’aria sottile

Il desiderio egoistico funziona perfettamente in questo mondo quando vede chiaramente una ricompensa davanti sé, può soppesare i benefici delle sue azioni e poi decidere dove e quanto applicarsi. L’egoismo può lottare per una ricompensa.

Tuttavia, per ciò che riguarda il desiderio di dare, non abbiamo la forza di crearlo. Non vediamo ricompensa e non abbiamo motivo di agire. La necessità di compiere un’azione per il bene della dazione, annulla in noi il desiderio di ricevere e con questo non possiamo muoverci. Ci sentiamo come se non avessimo né braccia, né gambe, né testa e fossimo senza energie. Se non c’è stimolo, non posso muovermi, resterò a letto.

Serve qualche tipo di incentivo per alzarmi. A questo punto, allora, arrivano i problemi che mi affliggono. Quindi capisco che i problemi sono, in realtà, un bene per me perché mi svegliano per farmi agire.
Se non lavoriamo con il nostro desiderio di ricevere, allora non possiamo fare nulla. Si fermerebbe tutto. Immaginate il desiderio di ricevere, l’egoismo, il fondamento del mondo, di ogni atomo e particella, disattivato all’improvviso in tutto il mondo. Il mondo rimarrebbe completamente immobile perché il movimento ha luogo solo per soddisfare una mancanza. Se l’ego non vuole nulla, resterà inattivo.
Il mondo si fermerebbe. Ci sarebbe silenzio totale e ciò significa che sparirebbe tutto. Se gli elettroni smettessero di ruotare attorno all’atomo, questo sparirebbe perché non ha altro che queste rotazioni, una mancanza. Solo la mancanza muove la materia e, se la mancanza sparisse, si fermerebbe il movimento e la materia scomparirebbe. La materia è una mancanza.

Com’è possibile compiere azioni di dazione? Come si può costruire un secondo piano d’azione, quello altruistico, senza soffocare la condizione materiale? Lasciamo che la materia continui a funzionare, essa non interferisce con noi; al contrario, ci aiuta. Dopo ogni ascesa cadremo sempre a livello materiale in modo che, da quel livello, possiamo elevarci ancora più in alto. Dove troviamo un nuovo carburante non basato sul desiderio di ricevere ma sul desiderio di dare?

Come possiamo desiderare la dazione? Questa è la domanda più importante. La risposta è la chiave del successo perché l’umanità si è sviluppata abbastanza da poter raggiungere la fine della correzione. L’unico problema è come trovare la forza della dazione in ogni stato. Questa forza già esiste, ma noi dobbiamo tirarla fuori. Non arriverà da sola, altrimenti sarebbe stata rivelata nel mondo tanto tempo fa.

La necessità di essa è già intrinseca in ogni persona, perché chiunque si chiede: “Che tipo di vita è questa? Per che cosa viviamo? Qual è il significato della nostra vita?” Tuttavia, non si va oltre perché vogliamo ricevere in modo egoistico perfino la forza di dazione, ma essa non arriva in questo modo.

La domanda è: che tipo di meccanismo dovremmo costruire per ricevere, attraverso di esso, la forza di dazione che riempirebbe l’intera realtà? Gli astrofisici dicono che l’energia riempie tutto l’universo. Noi pensiamo che lo spazio sia vuoto, ma in realtà è pieno di energia.
Ora stanno cercando di estrarre queste informazioni dagli scritti del famoso ricercatore Tesla, che ai suoi tempi le aveva secretate. Pensano di aver trovato un modo per estrarre energia direttamente dall’aria. In effetti, non esiste uno spazio vuoto, è pieno di energia. La domanda è: come dischiudere questa fonte di energia? Le istruzioni su come farlo sono davanti a noi e sono racchiuse nei libri di Kabbalah.

I saggi kabbalisti dicono che questa energia si può ricevere attraverso la decina. Attraverso la decina ci connettiamo allo spazio, pieno di forza di dazione, chiamato “Creatore”. La decina funziona come un modem o un adattatore che ci connette a questa forza nascosta.
Questa forza rimarrà sempre in occultamento, si palesa solo all’interno della decina come fosse un rivelatore di questa forza superiore. In base alla misura della mia inclusione nella decina, della mia connessione con essa e dei miei sforzi per risvegliarla alla connessione con la forza superiore, io ricevo questa energia di dazione. È come se inserissi la spina nella presa e iniziassi a ricevere energia. Questo è l’unico modo in cui tutto funziona.

Allora scopriremo di essere all’interno del campo della forza superiore, che è “il bene che fa il bene”. Questa è l’unica forza, non esiste nient’altro. Tutte le forze di opposizione sono concentrate solo dentro di me al fine di connettermi a questa forza superiore e cominciare a ricevere energia da essa.1

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’01/04/2019, “Costruire la società futura”
1 Minuto 01:30

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Teletrasporto interiore

Guardo le notizie su ciò che sta accadendo nel paese e nel mondo e mi rallegro per la rivelazione dell’indole maligna, ossia per la rivelazione del male, del desiderio egoistico che chiede di essere corretto. L’ego sta gridando, ci prega: “Perché non mi state correggendo?! In che misura devo rivelarmi e immergermi nel mondo?”

Mi rallegro del fatto che il mondo sta finalmente iniziando il suo graduale approccio alla rivelazione del male. Le persone già capiscono che, da un lato, non si può fare nulla riguardo l’ego perché questa è la natura umana ma, dall’altro lato, se si fallisce nello sradicarlo, ci ucciderà.

Perciò la gente ha iniziato a pensare come eliminarlo. Lentamente sta provando tutti i metodi possibili e realizza che nessuno di essi funziona. La nostra è una situazione senza speranza. Stiamo da qualche parte ai margini di una galassia, girando intorno ad una stella nana su un minuscolo pianeta insudiciato dal nostro pattume. La vita sta finendo e non ci sono prospettive. Siamo soli nell’universo e a breve non ci sarà neanche più vita sul pianeta Terra. Come si suol dire, si spengono le luci.

Francamente la situazione appare così, ma questa è la rivelazione del male ad un punto in cui si può iniziare a pensare a cosa poter fare. Qualcuno forse potrebbe ancora dare consigli su come salvarci. Quindi l’ascolto inizierà a sintonizzarsi su frequenze che precedentemente erano impercettibili e questo ci rivelerà che c’è vita al di là della nostra realtà.

La nostra realtà è multidimensionale e la rivelazione dello strato superiore che è al di là della nostra realtà, dipende dalla nostra percezione. Se cambiamo la nostra percezione della realtà interiore, ci troveremo improvvisamente a vivere in un altro mondo, come fosse un teletrasporto dove di colpo ci sentiamo in una condizione differente, in un altro luogo.

Questo accade perché abbiamo cambiato i nostri valori interiori ed abbiamo iniziato a vivere in un altro mondo. Di fatto, il mondo materiale esiste solo per essere lasciato. La fuga dal nostro mondo è l’unica ragione dell’esistenza dell’universo, del nostro pianeta e degli abitanti della Terra. In generale questo mondo è immaginario e noi iniziamo a vivere nel mondo reale.

Io guardo le notizie solo da questa angolazione e quindi non verso nessuna lacrima. Come possiamo cambiare la realtà? La realtà può cambiare solo se ognuno di noi cambia. La realtà dipende da me e si percepisce dentro di me. Quindi due persone possono vedere la stessa cosa ma una piange e l’altra se ne rallegra. Tutto dipende da come percepiamo ciò che sta accadendo. Io vedo ogni cosa che accade come dei passi necessari verso la correzione, passi che ci stanno avvicinando sempre più alla divinità.(1)

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5/04/2019 sul tema “Costruire la società futura”
(1) Minuto 13:15

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La vera vita inizia solo nella decina

Come risultato della discesa dei mondi, il nostro desiderio di ricevere si sta allontanando sempre più dal Creatore, passando attraverso restrizioni, filtri, frammentazioni e vari occultamenti lungo questo percorso. Avendo raggiunto questo mondo, il desiderio di ricevere si trova sotto cinque mondi (Olamot) – occultamenti (Alamot), cioè, nella peggiore condizione.

Questo mondo, menzionato nei libri kabbalistici, è il più basso di tutti i possibili stati spirituali, e il nostro mondo corporeo è perfino più basso.

Il desiderio di ricevere piacere scende i gradini di tutti i mondi e raggiunge uno stato in cui si materializza, si trasforma in materia; perde la connessione con i mondi superiori. Pertanto, non ha importanza in quale corpo materiale, animale, esista una persona che vuole raggiungere il mondo spirituale. Può anche farsi amputare un braccio o una gamba oppure lasciarsi trapiantare un organo di un’altra persona totalmente estranea alla spiritualità, ma ciò non avrà effetto sulla sua realizzazione spirituale.

Si può rimanere stupiti del fatto che si potrebbe perdere anche la mano destra se, secondo le leggi spirituali, questo è in relazione alla dazione e bisogna sempre cominciare dal lato destro. Tuttavia, il nostro corpo è un semplice animale, assolutamente separato dalla realizzazione spirituale. Naturalmente, ha una sua funzione importante perché ci viene dato in modo che possiamo iniziare il nostro sviluppo spirituale esprimendo il desiderio di rivelare il Creatore.

L’amore non può essere forzato, altrimenti, non si chiamerebbe amore ma “calcolo.” Pertanto, il Creatore non poteva crearci con un desiderio di amarLo precostituito. Questo è il motivo per cui siamo stati costretti a scendere in questo mondo completamente staccato dal sistema spirituale e cominciare la via di ritorno proprio da questo punto.

Nel nostro mondo, esistendo ora in un corpo animale, isolati da tutti i mondi spirituali e dal Creatore, dobbiamo cominciare a sviluppare il desiderio di amare il Creatore come Lui ama noi. Se una persona ha un punto nel cuore che la risveglia a ciò, allora può sentire che qualcuno la sta chiamando e inizia il suo viaggio di ritorno verso il Creatore.1

La decina è la base della struttura dell’universo, come una cellula dell’organismo che è fonte di vita. Non comprendiamo che entrando nella decina apriamo i cancelli del mondo superiore. Quindi, vediamo che il nostro stato presente è immaginario, esiste solo allo scopo di darci l’opportunità di entrare nella spiritualità da soli, per nostra scelta. Dobbiamo desiderare spontaneamente di svilupparci e diventare uguali al Creatore. Tutta la precedente vita corporea perderà di significato.

Tutto ciò che viene prodotto da noi con mani, piedi e bocca in realtà non esiste. Viviamo in un mondo immaginario. La nostra vera vita comincia solo dalla decina in poi e questo è ciò che rimane per sempre con noi. Perciò, decidiamo se lo desideriamo o no.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17/03/2019, Baal HaSulam ,“Prefazione alla saggezza della Kabbalah,” Articolo 1

1 Minuto 2:00:25
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Da qualche parte, lontano da qui…

L’antisemitismo nel mondo continua a crescere. Lo scorso 27 Aprile, in una sinagoga della California, durante la preghiera alla fine della Pasqua ebraica, è stato messo in atto un attacco terroristico nel quale ha perso la vita una persona e molte altre sono rimaste ferite. Tuttavia le persone ancora non ascoltano, sembra che quello che accade non le riguardi. Dopotutto, accade “da qualche parte, lontano da qui…”. Questo dimostra quanto il Creatore indurisca il cuore delle persone, al punto tale che rimangono indifferenti anche davanti ad eventi del genere. Soltanto sei mesi fa, in una sinagoga di Pittsburgh è avvenuta una tragedia simile, ma tutti se ne sono già dimenticati.

Per questo gli ebrei vengono chiamati il “popolo testardo”. L’individuo non risponde a questi avvertimenti e pensa che ciò che è accaduto nella strada accanto non può capitare a lui. Dimentichiamo quello che è successo ieri, per non parlare di qualche mese fa, e non notiamo che la tensione sta crescendo. Essere testardi significa ricevere un colpo, svegliarsi per un istante e poi dimenticare tutto come se nulla fosse accaduto.

Il problema è che non esiste una sensazione di dolore accumulato, che poi porti ad un punto in cui l’individuo è costretto a rispondere. Tutto scompare come acqua nella sabbia.

È importantissimo comprendere che questo non è un evento sporadico ma naturale, che va avanti secondo il fondamento della creazione. Questo processo continuerà e non cesserà a meno che non cominciamo a fare qualcosa a riguardo. La Kabbalah spiega questo fenomeno su base scientifica e avverte del pericolo da molti anni, mentre tutti hanno sempre riso di tale possibilità. Ora non c’è nulla da ridere, ma ancora nessuno vuole ascoltare i kabbalisti. Arriverà il momento in cui non ci sarà scelta e tutti dovranno ascoltare.
Indipendentemente da quanto possa essere stato testardo il popolo d’Israele, il Creatore li ha sempre guidati, nonostante tutto, fuori dall’Egitto colpendoli e facendoli soffrire. Oggigiorno si sta verificando la stessa situazione. I kabbalisti continuano ad avvertire, ma essi non ci credono, così come in passato non hanno creduto a Mosè.

Trovo molto simbolico il fatto che lo scorso 2 Maggio il mondo abbia marciato per la Giornata del ricordo dell’Olocausto, mentre lo stesso Olocausto si sta ripresentando.. O gli ebrei si uniscono, oppure sarà peggio per loro. L’unione è la soluzione non soltanto per l’antisemitismo, ma anche per la correzione generale del mondo, per la correzione dell’umanità, per la crescente crisi globale e per la prossima guerra mondiale, di cui è stato già detto molto.(1)

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28/04/2019, lezione sul tema “Divulgazione della Saggezza della Kabbalah”

(1) Minuto 00:20

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Tutto arriva solo da Lui

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot“: ‘C’è un grande bisogno di spiegare una volta per tutte perché l’arrivo del Messia dipende dallo studio della Kabbalah nelle masse, che è così prevalente nello Zohar e in tutti i libri della Kabbalah. Il popolo ne ha già discusso inutilmente e tutto questo è diventato insopportabile.

Anche tutti coloro che studiano la Torah, ogni abbellimento che fanno, lo fanno per loro stessi. In quel tempo, lo spirito se ne va e non ritorna al mondo. Questo è lo spirito del Messia.

Il problema è che le persone separano tutto ciò che accade dalla radice superiore e non vogliono vedere che la forza superiore agisce su tutto. “Non c’è posto libero dal Creatore”, non c’è alcuna azione che avrebbe luogo senza la Sua partecipazione. Questo accade in ogni momento della nostra vita. L’uomo deve rendersi conto che tutti i suoi desideri, pensieri e azioni, anche i peggiori, sono dettati dal Creatore e che deve determinare il proprio atteggiamento attraverso le Sue azioni. Allora arriverà all’adesione con la forza superiore, nel suo stato attuale.

L’uomo giustifica il Creatore, rendendosi conto che Egli sta agendo per correggere il suo atteggiamento nei confronti di ciò che sta accadendo. Il Creatore lo conduce attraverso tutti i tipi di stati che non sono giustificati dal punto di vista di una logica animalista e razionale. Ma cercando di attribuire tutto al Creatore “Non esiste nulla tranne Lui”, l’uomo cambia il proprio atteggiamento verso ciò che sta accadendo. La cosa principale da fare è attribuire tutto al Creatore al fine di compiacerLo. Non deve mai tenere conto dei suoi sentimenti spiacevoli, paure, ferite, orgoglio, ecc.

Per prima cosa, decide che tutto viene dal Creatore, ma non può giustificarLo per il suo dolore. Quindi è d’accordo con lo stato spiacevole, rendendosi conto che è necessario. Cioè, giustifica già il Creatore che lo corregge in questo modo, ma si sente ancora male. E, alla fine, si innalza al di sopra della propria amara sensazione dovuta all’importanza dell’obiettivo, che copre il dolore materiale provato nel desiderio di ricevere. In questo modo raggiunge la devozione al Creatore.

Tutti i livelli precedenti sono chiamati “schiavo”, o “ancella che aiuta l’amante”, il suo desiderio corretto, Malchut.1

Nello stato di Lo Lishma, io attribuisco tutte le azioni al Creatore, cerco di aggrapparmi a Lui con tutti i miei pensieri e desideri, attribuendo a Lui tutto ciò che accade nel mondo. Dopo tutto, “Non esiste nulla tranne Lui”. Ma allo stesso tempo aggiungo ancora i miei sentimenti a questo, sentendo eventi piacevoli e spiacevoli, bramando alcuni di loro e rifiutandone altri. Cioè, in tutto ciò che accade, il mio interesse personale è presente consciamente o inconsciamente.

Mi trovo a pensare che mi piacerebbe un risultato diverso degli eventi e rimpiango quello che è successo. La tristezza e il rimpianto testimoniano il fatto che non sono soddisfatto del governo del Creatore. Non c’è dubbio che solo Lui mi governa, ma io ancora non sono d’accordo con Lui, non sono devoto a Lui. Se non riesco ad essere sempre allegro in qualsiasi stato, cattivo e buono, significa che non sono in adesione con il Creatore.

Questo stato si chiama Lo Lishma perché vorrei trasformare leggermente ogni stato verso una direzione più piacevole per i miei sentimenti e la mia comprensione. Questo indica mancanza di adesione.2

È necessario decidere, nella pratica, se tutti gli stati che io sento provengano dal Creatore o meno. Qui sono possibili diverse fasi: maggiore occultamento o maggiore rivelazione. Questa decisione viene presa nella mente, e inoltre è necessario definire nella sensazione: ciò che sta accadendo è piacevole o spiacevole per me? Sono d’accordo con esso più o meno? Sono gioioso o no?

Devo essere d’accordo nella mia mente, nel cuore, nei sentimenti e con la mia ragione che tutto viene dal Creatore e tutto è bello; cioè, il Creatore è buono e fa il bene e non c’è nessun altro al di fuori di Lui. Il buono che fa il bene, secondo i miei sentimenti, e non c’è nessun altro al di fuori di Lui, secondo la mia ragionevole conclusione, la mia azione. Questo è tutto ciò che devo fare.

Se non ho ancora raggiunto questo obiettivo, devo attirare una maggiore quantità possibile di luce che riforma attraverso la decina e dobbiamo rivolgerci tutti al Creatore con una preghiera. E la cosa principale è aumentare l’importanza del Creatore, la Sua singolarità in tutto: Lui è il primo ed è l’ultimo; tutto arriva solo da Lui.3

Dalla prima parte della Lezione di Kabbalah dell’01/03/2019, Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot, Articolo 31”
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Il punto critico nella connessione

Le persone sono sempre pronte a creare ogni sorta di sindacato, club e comunità per parlare di connessione e amore per i propri vicini e per costruire connessioni fra loro. Eppure, tutto questo è possibile solo fino a un certo limite: fino a quando il male dell’egoismo non si rivela fra loro. Non appena la natura egoistica delle persone si rivela, è qui che tutto finisce e l’unione va in mille pezzi.

Il lavoro spirituale deve iniziare da questo punto della rivelazione del male. È un momento critico anche per un gruppo kabbalistico in cui noi possiamo inciampare se non riusciamo a superare il male rivelato e a costruire una decina.

La decina deve essere fatta di “mattoni”, cioè da tutti noi che ci annulliamo e ci uniamo per costruire un “edificio comune”. La domanda è se possiamo superare questo punto critico o rimanere in esso come in un comune club o sindacato. È molto interessante vedere come varie alleanze e metodologie hanno collassato tutte nello stesso punto, incapaci di superare questa barriera e continuare ad avanzare ulteriormente verso una connessione interiore ancora più forte per costruire una struttura fatta di unione al di fuori di se stesse.

Questo punto, che deve uscire dal desiderio di ricevere per se stessi e cominciare a prendersi cura degli altri, è chiamato Israele, (Yashar-El) perché qui l’individuo vuole assomigliare al Creatore, ed essere il Suo rappresentante in questo mondo, un canale di collegamento. 1

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2019, lezione sul tema del Soggiogamento

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Come un missile che sfugge alla gravità terrestre

Nella saggezza della Kabbalah, studiamo l’azione della Luce superiore sul nostro desiderio di ricevere, nella misura in cui siamo pronti a tali cambiamenti. Non c’è coercizione nella spiritualità. L’uomo deve sottoporsi a tutti i cambiamenti con totale comprensione, sensazione, accordo e sottomissione, in relazione al proprio desiderio. I cambiamenti interiori non possono verificarsi automaticamente, senza partecipazione, impressione e reazione da parte sua. Deve fare degli sforzi per questo. Pertanto, i cambiamenti seri avvengono gradualmente e richiedono molta preparazione.

In sostanza, impariamo come aiutare la Luce superiore a realizzare il programma della creazione in noi, come eseguire la parte di processo che dipende da noi. Questo è lo scopo completo dello studio e della nostra esistenza.1

Come è possibile che il desiderio egoistico si sottometta davanti al Creatore e tragga persino piacere dall’annullarsi? La Luce superiore influenza il desiderio di ricevere e lo cambia in modo che inizi a provare piacere nel sottomettersi alla Luce. Qualsiasi cambiamento nel desiderio è possibile solo per mezzo della Luce che ritorna alla fonte.

Il desiderio vuole ancora provare piacere, ma il tipo di ricezione cambia. Prima godeva nel ricevere e ora gode per il fatto che non riceve. Il piacere precedente era una forma di soddisfazione semplice e naturale. Adesso il piacere deriva da un riempimento diverso, dalla sensazione di arrendersi al Creatore.

Il desiderio non sente ancora il Creatore, ma sente già che si sta sottomettendo davanti a Lui, davanti a qualche tipo di qualità superiore. La vera azione di sottomissione dà al desiderio soddisfazione, piacere, calma e gioia per il suo stato. Questa è l’influenza della Luce superiore sul desiderio. Ciò accade anche prima di entrare nel mondo spirituale (prima del Machsom), prima di acquisire la qualità della dazione.

Prima di questa sottomissione, in genere una persona sperimenta stati opposti: rabbia, irritazione, collera. È furiosa per essere costretta ad arrendersi. L’egoismo sta cercando con tutti i mezzi di fuggire dalla sua gabbia. Questo è tutto un periodo alla fine del quale, all’improvviso, sopraggiunge la calma e la persona sente quanto sia bello arrendersi.

Essa sperimenta questi due stati opposti in modo molto forte ed emotivo: una grande rabbia e, subito, una calma totale. Capisce che la sottomissione è la cosa migliore. Questa è la prima correzione che poi la accompagna lungo tutto il percorso.

Se è in grado di sopportare un lungo periodo di frustrazione, irritazione, dolore per l’invidia e le ambizioni pungenti che bruciano dentro e sconvolgono la sua anima, allora in un certo istante, ad un tratto, la persona esce come se si trovasse all’aria aperta.

Come un missile che, con sforzi enormi, sfugge alla forza gravitazionale della Terra e all’improvviso si trova nello spazio esterno dove tutto è quiete, calma e assenza di peso.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07/03/2019,“Gli Scritti di Baal HaSulam, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Articolo 74”

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È difficile da credere, ma succederà

Se una qualsiasi parte del mondo non funziona perfettamente è segno che c’è un difetto in me. La fine della correzione dovrebbe essere messa in pratica nel mondo in cui viviamo ora. L’intenzione di dare, una corretta distribuzione, buone relazioni: tutto ciò deve essere realizzato qui. Tutti saranno occupati a soddisfare gli altri. Questo diventerà il loro lavoro, il loro più grande desiderio. L’intenzione deve essere unita all’azione. L’amore guiderà le persone e costringerà il desiderio di ognuno a diventare come il desiderio del Creatore.

È difficile da credere, ma succederà. Secondo il programma della creazione, la Luce superiore deve discendere attraverso tutti i mondi fino al punto più basso e trasformare l’intera creazione nel mondo dell’infinito. Non una singola parte può essere lasciata incorretta e non trasformata in dazione. Come i profeti scrissero: “Il lupo dimorerà con l’agnello …”, così sarà. Due opposti coesisteranno pacificamente insieme.

Tutti i mondi spirituali ed il mondo fisico raggiungeranno la correzione completa. Cioè, io devo raggiungere la connessione reciproca con tutte le persone, in modo che il Creatore si rivelerà tra noi e, dall’unione di Israele, la connessione si diffonderà a tutte le altre nazioni. E tale connessione si estenderà dall’umanità a tutti gli animali, quindi alle piante e infine alla natura inanimata.

Tutto sarà allora in equilibrio. Al momento, ogni livello della natura è fuori equilibrio a causa dell’influenza umana. Ma il mondo raggiungerà la correzione completa, la totale armonia, in cui tutti si completeranno a vicenda e saranno inclusi l’uno nell’altro. Ne consegue che anche la particella più piccola, un insetto minuscolo, che è integrato negli esseri umani, contiene tutti i mondi.

Il punto più basso, il centro di tutta la creazione, è chiamato il punto di questo mondo, la parte finale della discesa di tutti i mondi. Alla fine della correzione, questo mondo acquisirà la stessa importanza del mondo di Atzilut. Tuttavia, non stiamo parlando delle forme corporee immaginarie che vediamo ora: piante, alberi e animali. Stiamo parlando delle forze dietro di loro, di concetti. Tutti questi concetti saranno elevati al livello di dazione.

Viviamo in un mondo immaginario perché è così che ci vengono rivelate le forze spirituali. Pertanto, non abbiamo bisogno di correggere le forme corporee, ma, quando correggeremo i Kelim spirituali, questo mondo cambierà e tutte le sue parti si integreranno l’una con l’altra, si uniranno. Infatti, il lupo vivrà in pace accanto all’agnello, e tutto sarà unito in un unico HaVaYaH.1

Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/03/2019, “Costruire la società futura”

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La differenza tra paura fisica e paura spirituale

Quando si parla di paura, ci si può riferire sia alla paura della morte che alla paura generata dall’incertezza nella quale viviamo. Qual è la differenza fra paura e timore?

Quando lavoro con il mio desiderio di ricevere nella paura per me stesso, per il mio egoismo, questa si chiama paura. Se lavoro con il mio desiderio per l’amore di donare al Creatore e dubito che io sia in grado o meno di dare al Creatore, senza pensare a me stesso, questo si chiama timore.

La paura risiede dove si trova il mio egoismo (il desiderio di ricevere per me stesso), e il timore risiede dove si trova il Creatore (il desiderio di dare a Lui). La paura è una conseguenza della mancanza di fede.1

La paura fisica mi fa capire che non ho paura spirituale. Se ho paura del Creatore, non c’è spazio per la paura fisica; la eleverò allora al livello spirituale. È importante il perché lo sto facendo: voglio solo liberarmi della paura fisica o sono felice di farlo perché è un incentivo per me per raggiungere il timore nei confronti del Creatore?

La paura è una sensazione nella volontà di ricevere e il timore si trova nel desiderio di donare. Pertanto, è necessario usare la paura in forma molto prudente, nella misura minima possibile, poiché non corrisponde al desiderio corretto degli amici e al desiderio corretto del Creatore.

È necessario elevare al massimo la grandezza e l’importanza del Creatore affinché rappresentino la forza trainante che ci spinge in avanti, e non la paura che ci trattiene da dietro.

Immagino la grandezza del Creatore e, quindi, mi sforzo verso di Lui, non per nascondermi dal problema ma per cercare di raggiungere la fonte del bene. Cioè, devo orientarmi al massimo verso la dazione.2

Ho solo bisogno di avere il timore di smettere di pensare al Creatore, che non c’è nessun altro oltre Lui, che è buono e fa il bene, di precipitare in questo mondo e trascurare il Creatore invece di apprezzarlo e di disconnettermi dalla decina e dimenticare i miei amici.

Sono pronto ad essere connesso al Creatore, ma la mia connessione a Lui attraverso il gruppo è costantemente interrotta. Il Creatore è una forza immutabile, ma l’anima, cioè la decina, cambia continuamente, e per questo la perdo ogni secondo. Pertanto, ho paura di perdere la mia anima (Kli), la decina. Improvvisamente, cadrò e sarò portato via nel flusso turbolento e i miei amici non saranno capaci di salvarmi o non saranno in grado di scavare e tirarmi fuori dalla mia prigione egoistica.

Se mi allontano dalla decina, significa che mi sto allontanando dal Creatore. Se mi trovo lontano dalla decina, ma penso di essere connesso al Creatore, significa che non si tratta del Creatore ma di una direzione completamente opposta e ho perso tutti i 180 livelli, come è scritto: “Non Mi hai invocato, o Giacobbe”3.

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10/02/2019, “Per aumentare la grandezza del Creatore nei nostri occhi”

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