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Legati strettamente alla fonte

La saggezza della Kabbalah differisce da tutte le altre scienze per il fatto che questa conoscenza e questa realizzazione sono trasmesse di generazione in generazione, da kabbalista a kabbalista, dalla catena continua che è partita da Adam HaRishon. Adamo è chiamato il primo uomo perché è stato il primo a ricevere la rivelazione del Creatore. Dopo di lui, questa conoscenza è passata attraverso tutte le generazioni: venti generazioni da Adamo ad Abrahamo e da Abrahamo in poi. In ciascuna di queste fasi: Adam HaRishon, Noè, Abrahamo e così via, questa saggezza è stata tramandata e sviluppata.

La Kabbalah è speciale perché lo studente non riceve conoscenza ma una connessione con la fonte. Lo studente deve connettersi all’insegnante e ricevere tutto attraverso di lui. Non ha altro modo perché l’insegnante è davanti a lui nella catena che si collega alla fonte di questa saggezza che si estende da Adam HaRishon e oltre, al mondo dell’infinito.

Il trasferimento delle conoscenze kabbalistiche dipende dalla connessione tra lo studente e l’insegnante. Il mezzo di trasporto principale e più elevato è “da bocca a bocca” (“Peh el Peh“), cioè attraverso gli schermi reciproci che lavorano fra loro. Tuttavia, dovrebbe esserci almeno il passaggio “dalla bocca all’orecchio” (“Peh el Awzen“) – la prima fase dell’allenamento.

“Kabbalah” significa ricezione della luce che riforma e quindi della luce interiore. L’apertura del percorso per la luce è possibile solo attraverso uno schermo reciproco, attraverso gli sforzi reciproci dello studente e dell’insegnante. Tuttavia, studiando questa saggezza da solo, uno studente può ricevere solo conoscenze astratte. Comunque, se parliamo della vera saggezza della Kabbalah, cioè della trasmissione della saggezza spirituale, allora è possibile solo attraverso il trasferimento da insegnante a studente o gruppi di studenti. Qui è necessario formare un vaso speciale (Kli), uno strumento per ricevere il messaggio spirituale passato da una fonte superiore a una inferiore.

Ciò non significa che uno studente debba trovarsi più in basso rispetto all’insegnante nella sua realizzazione spirituale. Un esempio di questo è l’Ari, che si è elevato al di sopra di tutti i kabbalisti che lo hanno preceduto. Non è necessario che ogni elemento successivo in questa catena sia inferiore ai precedenti. Questo si riferisce solo alla trasmissione di questa conoscenza, ma la sua rivelazione in ogni kabbalista corrisponde alla radice della propria anima e agli sforzi che ha compiuto.

Questo filo conduttore della trasmissione della saggezza della Kabbalah si estende da Adam HaRishon attraverso altri kabbalisti, e tutti coloro che vogliono diventare kabbalisti, cioè ricevere la realizzazione, devono connettersi con l’insegnante. Non si può valutare quanto sia alta la realizzazione dell’insegnante, e non importa. Se questo filo è sceso in modo tale e gli è stato rivelato, lo studente deve legarsi il più strettamente possibile alla fonte, all’insegnante e provare a ricevere la saggezza della Kabbalah da questa fonte.

La cosa più importante nella Kabbalah è: da chi hai imparato? Questa è la prima domanda: chi è il tuo insegnante? La principale preoccupazione dello studente è di chiarire se sta imparando ciò che gli viene insegnato. Cioè, deve essere il più vicino possibile al messaggio che l’insegnante vuole trasmettere a lui per connettersi con l’insegnante e attraverso di lui a tutta la catena che si estende fino ad Adam HaRishon.1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/11/2019, Fede nel Rav

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Il virus addolcisce i nostri cuori

Ci troviamo in un periodo speciale, in preparazione per l’uscita dall’Egitto. Questa è una preparazione multilaterale perché dobbiamo realizzare che siamo catturati nella schiavitù egizia sotto il dominio del faraone, il nostro ego, che ci mantiene e non ci fa fuggire.

Dobbiamo sentirci connessi, come se fossimo nelle camicie di forza, nella cattività del nostro egoismo che governa tutti i nostri pensieri, desideri e movimenti. Quanto più sentiremo questa forza estranea, tanto più saremo in grado di avanzare verso l’uscita e ottenere il desiderio di scappare dall’egoismo.

Tutti i giorni sentiremo sempre più la forza dell’egoismo. Il Coronavirus ci aiuterà a capire che siamo sempre stati schiavi del faraone, anche se non ci avevamo fatto caso. Tutta la nostra vita passata è stata organizzata a seconda delle leggi, regole di condotta e programmi del faraone.

Tutto il mondo è l’Egitto, ma le persone non si sentono come schiavi di un sovrano malvagio, ma considerano le loro vite normali, sotto un re buono che si prende cura di loro. Il faraone non ci chiede niente tranne di onorare le sue leggi e di venerare i suoi valori.

Così è come stavano le cose, poi all’improvviso una forza esterna chiamata Coronavirus ci ha dimostrato quanto sono brutte le nostre relazioni e quanto è insopportabile il potere del faraone. Questo diventa evidente soprattutto se uno lo guarda da un aspetto invece che accettarlo come inevitabile e come legge della natura.

È necessario rivalutare tutti i legami industriali e familiari che abbiamo costruito prima e il nostro comportamento verso la vita e la morte. Non dobbiamo tornare alle nostre abitudini passate. Questo virus ci sta dando l’opportunità di risolvere il nostro passato. Analizziamolo e vediamo se vogliamo continuare con la nostra vita senza che sia successo niente.

Ci piaceva quel tipo di vita ? Che tipo di gioia abbiamo sperimentato viaggiando da un posto all’altro tutto il tempo comprando tutto quello che la pubblicità ci dice di comprare? Tutta la nostra vita è stata costruita a seconda di quello che hanno imposto su di noi i media e le pubblicità che dettano cosa pensare, cosa comprare e come comportarci. Il primo passo verso la correzione è una revisione completa.

Noi proveremo a valutare cosa era buono e cosa era sbagliato. Poi, ci immagineremo un altro stato, una nuova vita e come possiamo cambiarla. Dopotutto, anche prima dell’epidemia, le nostre vite non erano senza nuvole.

Noi non abbiamo deciso come vivere; il nostro egoismo lo ha fatto per noi e ci ha spinto a costruire il tipo di società, l’ambiente, in un mondo conveniente per lui. Ci ha trasformato in nemici della natura. L’abbiamo distrutta, abbiamo bruciato e ucciso piante e animali così che non c’è più un posto sulla terra in cui possiamo vivere normalmente.

Abbiamo costruito case di cemento dove ci nascondiamo da tutti e abbiamo paura l’uno dell’altro. I nostri figli sono andati anche oltre e si nascondono dentro i computer, così che non gli resta niente se non il mondo artificiale che gli abbiamo creato.

Il Coronavirus che ci ha scosso così tanto, ci dà l’opportunità di vedere dove siamo, dove siamo arrivati, chi siamo, così orgogliosi delle nostre menti, illuminati e liberi, potremmo costruire un’altra vita per noi stessi.

Forse siamo solo animali che si sono sviluppati a seconda del programma egoistico che la natura ha istallato in noi? L’egoismo ci porta a costruire relazioni che ci portano alla guerra, alla distruzione e alla crisi globale. Abbiamo aspettato a lungo che scoppiasse una crisi. Ma il Coronavirus si è presentato al posto suo.

Questo è qualcosa di nuovo, non è una crisi finanziaria oppure una guerra, ma una crisi tra le nostre relazioni. Prima di tutto il virus sta rompendo i nostri legami, ci sta forzando ad isolarci e ad avere un solo nemico comune. Oggi tutti gli abitanti del mondo hanno paura della stessa cosa. È una cosa buona che non abbiamo paura l’uno dell’altro ma di un solo nemico.

Forse grazie alla paura del Coronavirus, possiamo connetterci meglio tra di noi, aiutarci l’uno con l’altro, riavvicinarci e sentire che siamo parte di una sola umanità? Ne viene fuori che il Coronavirus è nostro amico e assistente, mandato dal Creatore dal cielo. In fin dei conti è stato capace di eliminare le nostre discordie e di unirci!

Immagina di avere tanti figli che litigano tra di loro, bestemmiano e non sai come calmarli. Adesso, all’improvviso, appare qualcosa che risolve la questione, separa i bambini e invece di arrabbiarsi tra di loro, arriva qualcosa dall’esterno che li mette in allarme generale. Una sfortuna comune, che ci unisce e ci dà un motivo per pensare a qualcosa per sentirci uniti. Vediamo in questo virus un modo per essere uniti gli uni con gli altri addolcendoci il cuore.

Anche se lo associamo alla privazione e alla paura, non è così, proviene dall’amore. Viene da noi con amore e non come un bastone, un ricatto o una minaccia.

Invece di separarci, il virus ci darà l’opportunità di costruire relazioni nuove tra di noi. Il virus esprime il nostro egoismo perché arriva dove vi è egoismo, ne consegue che dobbiamo stare attenti non al virus, ma all’egoismo. In questo modo riveleremo il nostro male sempre di più e ce ne allontaneremo, e avendo cambiato il nostro comportamento in positivo, guariremo tutto con questo.

Saremo in grado di abbracciarci senza paura di infezioni e di virus. Tutto il mondo sarà connesso con legami buoni e amichevoli.

Tutti penseremo, prima di tutto a cosa è bene per gli altri e ci approcceremo nel modo più adatto. Ovvero, io vado al di sopra del mio egoismo e scopro cosa c’è di buono nell’opinione degli altri e costruisco delle connessioni con loro su queste basi. Questo assomiglia all’ordine del lavoro spirituale: restrizione, osservazione, (rifiuto di lavorare con i propri desideri) e la luce riflessa (il desiderio di dare a seconda della propria percezione del bene).

Ne consegue, che ogni crisi ci è stata data per il nostro bene. È scritto: “Nessuno è crudele nel dominio del re”. Bisogna solo avanzare velocemente, giorno dopo giorno, e la cosa più importante non sono le azioni fisiche, ma quelle spirituali.

Altrimenti l’opportunità di correzione che ci è stata data da questo virus scompare. E quindi la natura ci spinge con misure più dure, ma non dobbiamo aspettare questo. Avanziamo nella sua direzione e alimentiamola con il nostro libero arbitrio.

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Dalla prima parta della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020 Lezione sull’argomento di Pesach (Pasqua)

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Facciamo in modo che l’epidemia di Coronavirus diventi un’epidemia di gentilezza

La pesantezza del cuore ci è stata data per garantire la nostra libertà di scelta. La crisi globale che ha travolto il mondo a causa dell’epidemia di Coronavirus mostra come la forza superiore affronta ogni persona, lasciandoci l’opportunità di una libera scelta, in modo da bilanciare il bene e il male costruendo una linea di mezzo, dirigendoci sempre verso il bene.

Il Coronavirus rivela ad ogni persona, ogni paese e a tutto il mondo la verità sui nostri rapporti. Ci costringe a sederci a casa rinchiusi e a pensare al perché questo sta accadendo e per quale scopo?

Se comprendessimo di poter vivere diversamente, non nel modo in cui vivevamo, ma in armonia con la natura, in buoni rapporti reciproci, elevandoci al di sopra del nostro egoismo, allora non dovremmo attraversare una crisi lunga e dolorosa. Possiamo uscire da questa epidemia molto rapidamente. Il virus ci mostra quanto abbiamo portato fuori equilibrio il mondo.

Ogni volta il Creatore organizza la situazione più efficace per la nostra correzione. Pertanto, l’epidemia di Coronavirus e la quarantena sono utili per la correzione del mondo. Il virus ci mostra che non siamo in grado di stare insieme.

Invece di trasmettere reciprocamente cose buone e utili, trasmettiamo malattie e ci condanniamo a morte. Quindi impariamo come connetterci con buoni collegamenti per trasmettere reciprocamente emozioni, piacere, gioia, amore, unione e calore. Tra le persone dovrebbe essere così.

Analizziamo perché ci stiamo trasmettendo un virus mortale e come trasformare questo male in bene per andare verso un nuovo mondo. Spero davvero che lo capiremo tutti e che saremo in grado di spiegarlo a tutti.

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Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 17/03/20, lezione sull’argomento “Pesach”

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Come sarà il mondo dopo l’epidemia?

Dopo l’epidemia di Coronavirus il mondo sarà diverso e nuovo. Il virus è arrivato per ripulire tutta la nostra spazzatura. Non c’è nulla di nocivo in natura. Il virus crea il posto per far apparire la bontà.

Tutta la spazzatura che riempie la società umana che abbiamo costruito sarà lavata via e aprirà l’opportunità per riempire le nostre relazioni con gentilezza e amore, costruendo un mondo bello, luminoso per i nostri bambini e nipoti.

Speriamo che possiamo fare questo, che non trascineremo tutto l’odio e la competizione nel nuovo mondo, vale a dire, il comportamento con il quale distruggeremmo il globo e condanneremmo alla morte noi stessi dai disastri climatici e guerre. Siamo capaci di costruire un nuovo mondo subito.

I governi ora stanno investendo miliardi di dollari sperando di ritornare al passato. Ma il Creatore ci proibisce di ritornare al nostro precedente stato. Non penso sarebbe buono per nessun paese. Dopotutto, anche prima del virus, eravamo già in crisi di fronte alla minaccia di guerra, collasso finanziario e industriale. Lo scontro tra America, Russia, China ed Europa cresceva.

Non dovremmo ritornare al vecchio mondo; non c’era nulla di buono in quello per cittadini, paesi, esercito, finanza, industria o commercio. Abbiamo devastato il pianeta risucchiando da esso tutte le risorse . Non dobbiamo addirittura permettere di pensare ad un ritorno al mondo di ieri; solo un pazzo può pensare a questo.

Nessuno gradiva una vita così; abbiamo illuso noi stessi come se stessimo agendo bene. Ma cosa c’era di positivo in questo? Cosa abbiamo visto nella vita? Ora è il tempo di pulire la società umana da tutta la spazzatura con cui era ostruita. Come abbiamo riempito gli oceani con plastica e rifiuti radioattivi così abbiamo messo in disordine la società umana.

Dobbiamo costruire un nuovo mondo, uno buono. Lasciamo che questo virus ci aiuti a pensare e a realizzare dove siamo finiti. Comparato ai problemi che ci minacciavano prima, l’epidemia di oggi non è assolutamente nulla. E’ una grande misericordia del Creatore che ci corregge in una maniera così dolce.

Mai ritornare al vecchio mondo, ma solo andare avanti, verso un nuovo mondo in cui non ci sarà lavoro per dieci ore al giorno, tante ore di tempo perso in ingorghi stradali, bambini abbandonati e una vita attanagliata dai debiti. Lasciateci considerare come possiamo muoverci solo in avanti e al di sopra di tutto, pensando a nuove relazioni.

Ora noi siamo a casa in quarantena e dobbiamo venirne fuori come persone nuove al fine di iniziare a connetterci l’uno con l’altro in un modo nuovo.
Qual è il modo nuovo? Mentre siamo forzati a stare a casa, acquisiremo una buona parte della nuova educazione per vivere in un nuovo mondo, in una nuova società. Ognuno comprende che questo è necessario, quindi facciamolo. Altrimenti che tipo di mondo lasceremo ai nostri figli e nipoti?
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19/03/20, Estratti selezionati

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Sentire più oscurità è sintomo che davvero c’è più luce

Se sentiamo che l’oscurità si sta addensando, significa che la luce è arrivata; è per questo che vediamo l’oscurità.1

Dalla preparazione per la lezione quotidiana di Kabbalah del 2/01/2020, Gli Scritti di Baal HaSulam “La Libertà”
1 minuto 5:26

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Saltare in un solo cuore

Il virus ci separa fisicamente e, per questo motivo, cominciamo a cercare nuove vie per connetterci più interiormente. La mancanza della connessione fisica ci risveglia e ci aiuta a comprendere che abbiamo bisogno di vicinanza interiore.

Lasciate che ci sia un’infinita distanza tra noi, la supereremo e ci sentiremo come “un solo uomo con un solo cuore” e non solo se ci troviamo nella stessa stanza. In seguito, in questo cuore comune, sentiremo il Creatore dentro di noi.
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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah, lezione sull’argomento “Pesach” (Pasqua)

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L’epidemia non è una punizione ma il rimedio

Nel corso della storia, abbiamo ricevuto molti segni di attenzione dal Creatore, il bene che fa il bene. Ma esistendo in qualità egoistiche che sono opposte al Creatore, abbiamo percepito queste manifestazioni di amore e cura come colpi e non come necessità di cambiare.

Questo è il modo in cui i genitori amorevoli costringono il proprio figlio ad imparare mentre lui vorrebbe solo giocare, non li ascolta e pensa che i suoi genitori lo odino.

Questo è esattamente ciò che sta succedendo nel mondo – crisi, guerre, disastri, epidemie – il percorso di sofferenza che l’umanità sta attraversando. E questo perché abbiamo rifiutato di accettare il governo del Creatore come bene assoluto che porta sempre il bene, cioè di adattarci a questo governo.

Volevamo scappare dalle istruzioni del Creatore come bambini che non ascoltano i genitori e si nascondono e lamentano di continuo. Ecco perché la nostra vita è stata così amara fino ad oggi.

Ma ora stiamo vivendo un colpo speciale senza precedenti che è arrivato per calmare il mondo intero, tutta l’umanità, e per renderci un tutt’uno. Proprio come i genitori che perdono la pazienza e dicono ai figli: “Basta, ora calmatevi!”. E adottano misure così rigorose che veramente i figli si calmano.

Il governo superiore discende e si richiude su di noi sempre più, comincia a lavorare con noi da vicino, individualmente e direttamente.

Perché l’umanità ha subito questo duro colpo? Perché il Coronavirus ci spaventa tanto? Siamo abituati a tante persone che muoiono e nascono ogni anno in ogni paese. Perché siamo così spaventati da questo virus?

Sappiamo che in un centinaio di anni l’intera popolazione del mondo cambierà: tutti moriranno e nuove persone nasceranno, ma non ne facciamo una tragedia. Il virus, tuttavia, è un colpo psicologico. Una peste invisibile è tra noi, non la vediamo ne la sentiamo e non sappiamo da dove ci colpirà.

Il virus agisce veramente a nostro beneficio ordinando di allontanarci gli uni dagli altri e di non uscire di casa. È come se mi dicesse: “Se non tratti bene il tuo prossimo, stai a casa! E se apparisse un po’ di bontà, potrai uscire ma mantenendo una distanza di dieci metri”.

Il virus ci mostra le nostre vere relazioni, ossia che siamo incapaci di stare insieme e se ci connettiamo ci trasmettiamo il virus perché siamo egoisti. Questo virus è la rivelazione del governo superiore.

Il virus separa gli individui nella misura del loro egoismo. Li obbliga a stare a casa anziché impegnarsi in ogni sorta di cose inutili ed assurde.
Ci mostra che possiamo avere un tipo di connessione migliore. E non è arrivato per danneggiarci e ucciderci ma per organizzare correttamente le nostre vite. Questa è la mano del Creatore che ci educa con misericordia.

L’epidemia non è una punizione ma il rimedio. Il virus raffredda le nostre relazione alimentate dall’egoismo, dal desiderio di vincere, di avere successo e di sfruttare il prossimo per il proprio tornaconto. Interrompe l’intera corsa.
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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020, Lezione sull’argomento “Pesach (Pasqua)”

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La linea rossa

L’epidemia di Coronavirus tocca ogni persona del mondo, non importa dove ci si trovi: Italia, Israele, Corea o Russia. Tutto il mondo è preoccupato. Il virus si diffonde senza distinguere i confini e non c’è fine al suo espandersi. Gli esperti prevedono che l’epidemia durerà un anno, fino a che non si troveranno i mezzi più efficaci per combattere il virus.

Il Coronavirus ha cambiato in modo significativo le relazioni fra le persone, nella società umana, facendoci porre delle serie domande. Cosa dobbiamo fare per tornare alla vita normale? Cosa ci sta chiedendo la natura e perché ci ha fatto questa sorpresa? Qual è la soluzione a tutti i problemi che stiamo affrontando nelle nostre vite?

Da un lato questi problemi ci mostrano quanto siamo realmente connessi e dipendenti l’uno dall’altro. Dall’altro lato, la nostra connessione non è benevola e abbiamo bisogno di imparare come cambiarla. Il Coronavirus ha appena cominciato a rivelare la severità della nostra condizione. La situazione non è ancora molto negativa.

Vedremo cosa accadrà quando il Nord e il Sud America così come i paesi Europei chiuderanno i loro confini. L’umanità tornerà alle barriere dei confini.

L’unica soluzione è immaginare totalmente quale deve essere la corretta connessione tra di noi e come costruire queste buone relazioni in modo che nessun virus potrà spezzarle. Il virus è il segno che la nostra connessione reciproca non è corretta.

Il Coronavirus è un problema comune a tutti e, tuttavia, richiede da parte dell’umanità l’unificazione corretta e la garanzia reciproca. Perché attiriamo continuamente nuove disgrazie? Perché la natura colpisce continuamente con una frustra ognuno di noi separatamente e poi tutti insieme?

Perché questi colpi diventano sempre più forti di anno in anno e perché si espandono così tanto da avvolgere tutta l’umanità?

La natura sta cercando di guidarci verso la consapevolezza della mutua garanzia affinché diventiamo come una persona, un sistema.

Ogni persona nel mondo ha bisogno di comprendere che:

– Il Coronavirus non è una coincidenza ma è parte di un processo attraverso il quale le forze della natura guidano la società umana forzandoci ad unirci in un unico sistema.

– In questo unico sistema ci sono le leggi che la natura ci obbliga ad adottare, poiché se non sarà in modo volontario allora sarà “con il bastone”. Il Coronavirus è una delle disgrazie inviate all’umanità per scuoterla e per forzarla attraverso l’introspezione affinché impari a vivere correttamente.

Idealmente, dobbiamo diventare come un solo uomo con un solo cuore in un unico sistema. L’epidemia del Coronavirus è la prima piaga di una catena di colpi che saranno svelati prossimamente. Dopo tutto, quando ci trattiamo con cattiveria, diamo spazio al virus, il quale appare lì dove c’è una mancanza di garanzia reciproca che invece avremmo già dovuto stabilire.

Lo scopo della creazione è portare l’uomo verso la buona connessione con gli altri, ad amare il suo prossimo come se stesso. Se questo non accadrà, si presenteranno diversi problemi come rimedi atti a spingerci tutti verso la connessione.

Noi ci guardiamo e non ci auguriamo il bene. Sguardi scortesi e parole di giudizio si materializzano e passano da persona a persona sotto forma di virus.

Il genere umano dipende moltissimo, più di ogni altro, dall’industria, dal commercio e quant’altro, ma, in ogni caso, le persone non migliorano le proprie relazioni. Le nostre relazioni sono in contraddizione con i crescenti legami fra noi; mi connetto con tutti sulla Terra ma con l’obiettivo di sfruttarli per il mio solo tornaconto. Quando queste connessioni diventano insopportabili, la natura ci colpisce e le spezza.

Immagina se il mondo si staccasse dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea del Sud, come questo colpirebbe il settore manifatturiero. Anche se solo la produzione di alcuni piccoli elementi elettronici si fermasse, metà del mondo si fermerebbe. Tutto questo perché non ci organizziamo correttamente a livello umano. Noi non seguiamo la legge della mutua garanzia. Le ultime gocce vengono spremute dalle persone in modo che l’élite possa guadagnare qualche miliardo di dollari in più.

Il virus ha già portato a licenziamenti di massa e non sembra che quest’ondata si calmerà. Sembra che scuoterà tutta l’umanità per farci sentire che abbiamo raggiunto la linea rossa e che la natura non ci lascerà più vivere così.

Per la prima volta nella storia dell’umanità realizzeremo che ciò che sta accadendo è un colpo dall’alto, proprio come i maghi egiziani raccontarono al Faraone che una delle piaghe era per mano di Dio. Ognuno sentirà che è la più alta punizione e che veniamo fermati dall’alto.

Quando io guardo crudelmente un’altra persona, la sto già infettando, le sto già trasmettendo il virus. Dopo tutto, siamo tutti legati in un unico sistema e quando penso a qualcuno in modo malevolo, porto il virus negativo, un segnale negativo nell’intero sistema, rompendo la mutua garanzia. Può sembrare “solo” un pensiero ma siamo tutti interconnessi attraverso i pensieri, le conversazioni e le azioni.

Tuttavia, volenti o nolenti, siamo bloccati dentro una sfera comune. Per questo non è importante come io parlo, scrivo, penso o faccio qualcosa con le mie mani. L’effetto del pensiero è più grande, proprio come è stato detto: “Ogni cosa è risolta nel pensiero”. Dopo tutto, il pensiero si materializza in azioni fisiche.

Le minacce invisibili si estendono tra di noi. Esistiamo in un campo di connessioni. Il livello più alto di connessione è il pensiero, il quale poi discende ai livelli più semplici.
Non possiamo correggere tutti i virus nel pensiero. La mutua garanzia è l’interconnessione corretta tra di noi sul livello del pensiero. Se noi la stabilizziamo non ci sarà bisogno di altro, incluse le medicine.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah, 07/03/2020

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Il centro della decina è il vaso spirituale

Io non devo cancellare i miei sentimenti come se non esistessero. Se faccio di me stesso uno zero assoluto per non pensare affatto a me, allora distruggo l’intera profondità del desiderio. Al contrario, io ho bisogno di elevarmi al di sopra del mio egoismo. Altrimenti, ne risulta che io sono uno zero e quindi il Creatore è un po’ più dello zero e niente di più.1

Non è sufficiente decidere semplicemente che non c’è nessun altro oltre al Creatore. Ci vuole la forza speciale della fede per elevarmi un po’ al di sopra di me. Altrimenti posso dire quanto voglio che non vi sia nessun altro oltre alla forza superiore, ma questo non mi aiuterà. Io attribuirò comunque tutto a me stesso o agli altri.

Pertanto, noi ci sforziamo di connetterci tra di noi al centro della decina, nel punto in cui ciascuno si annulla verso gli altri, verso la connessione e verso il Creatore. Pertanto, noi attiriamo gradualmente la luce riformatrice che compie questa azione su di noi.2

Ognuno di noi proferisce solo parole belle e corrette, ma non colleghiamo le nostre inclinazioni al Creatore e, quindi, non possiamo offrirgli il nostro desiderio comune (Kli), per dargli l’opportunità di rivelare se stesso e di gioire. I nostri desideri non si connettono e, pertanto, non possono rivelare il Creatore. Individualmente, tutto è corretto, ma non c’è abbastanza connessione.

Dieci persone si siedono insieme e ognuna di esse parla dal cuore, ma non siamo connessi l’uno con l’altro. Il problema è che noi non connettiamo la nostra aspirazione al Creatore e la nostra connessione reciproca, non vediamo che sono la stessa cosa. La connessione corretta tra di noi è la connessione con il Creatore.

Dovremmo cercare di avvicinarci sensorialmente all’amico e all’interno di questa connessione di immaginarci il Creatore, la qualità della dazione e dell’amore che io voglio scoprire tra me e il mio amico. Finora, al contrario, c’è stata una barriera tra di noi: la frammentazione invece della connessione, l’odio invece dell’amore.

Dobbiamo connettere tutto questo insieme: l’adesione con il Creatore, la rivelazione che non c’è nessun altro oltre a Lui, la connessione tra gli amici e la fede al di sopra della ragione. Tutto si connette all’adesione tra noi e al Creatore.

Con ciascuna delle nostre azioni nel pensiero e nel desiderio, dobbiamo attrarre, invitare il Creatore a controllarci, provare a sentire e scoprire il Suo governo. Dobbiamo pianificare i nostri pensieri e le nostre azioni in modo che siano mirati alla rivelazione del governo del Creatore su tutto ciò che sta accadendo. Tale azione è chiamata comandamento.

La nostra aspirazione al centro della decina è diretta esattamente in modo tale che attraverso i nostri sforzi comuni vorremmo farci governare dal Creatore.3

Gradualmente, inizieremo a rivelare che all’interno della decina esiste un certo concetto. In precedenza non pensavamo né volevamo rivelarlo, ma ora vediamo quanto sia importante, cioè che questo sia il centro, l’obiettivo principale del nostro lavoro. Il centro della decina è il Tempio, il vaso spirituale. Ognuno individualmente non è un Kli, mentre lo siamo tutti noi insieme, connessi correttamente e diretti a dare al Creatore. Nella misura in cui desideriamo raggiungere questo centro, inizieremo a sentire da esso come il Creatore ci sta gestendo.4

Desiderando ardentemente il centro della decina, noi ci rivolgiamo al nostro stato corretto che esiste già davanti a noi, il futuro buono che ci sta davanti. Nella misura in cui ci sforziamo di immaginarlo nel modo più giusto e corretto possibile e desideriamo ardentemente raggiungere questa connessione con amore e aiuto reciproco, noi entriamo nella prossima struttura, nel quadro futuro. È così che avanziamo passo dopo passo, livello dopo livello.

Proviamo ad immaginare lo stato corretto e chiediamo al Creatore di correggere la nostra direzione. Il Creatore è il nostro principale aiuto. L’intero percorso è già aperto fino alla fine della correzione, ma dobbiamo attraversarlo in modo da sentire quanto abbiamo bisogno del Creatore. Tutte queste fasi sono solo i mezzi, la ragione per rivolgersi a Lui. Unendoci a Lui per il nostro progresso, realizziamo correttamente la correzione.

Pertanto, l’obiettivo principale non è lo stato futuro in sé, ma la connessione con il Creatore che è necessaria per raggiungerlo. Lo stato in se stesso è solo la ragione, dopo tutto, non ho bisogno di questo stato ma ho bisogno del Creatore.5

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22/11/2019, “Il centro della decina”

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La Kabbalah: il dono della connessione con la forza superiore

L’unicità dei nostri tempi è nel fatto che la saggezza della Kabbalah sta cominciando ad essere parte della vita della nostra società generale; sta cominciando a mostrarsi come il cammino speciale verso la correzione comune dell’umanità. Per questo ha qualcosa da dire riguardo al mondo e per questo interviene in ambiti diversi della nostra vita. Questi non sono tempi in cui una persona legge un libro kabbalistico senza connettere i suoi studi con questo mondo. Non ha niente a che vedere con la politica, l’economia, la storia, la geografia, l’ecologia o la società in cui viviamo.

La Kabbalah era una saggezza speciale, non rilevante a questo mondo, ma apparentemente parla di angeli in paradiso, che sono le forze superiori, con il loro aiuto una persona può sviluppare nuovi organi sensoriali e raggiungere il Creatore e i mondi superiori personalmente senza connettersi con nessun’altro. I kabbalisti studiavano in segreto, senza lasciare il loro posto. La saggezza era occultata, le persone si nascondevano e così i loro studi.

Questo ha continuato per migliaia di anni fino all’arrivo dell’Ari, quando la rivelazione della Kabbalah ebbe inizio, anche se in modo lento e modesto, anche se c’erano kabbalisti come Baal Shem Tov che ha dato inizio ad un’educazione di massa della Kabbalah aprendo molti centri di insegnamento. Questo movimento prese il nome di ‘Chassidismo’ e cominciò a diffondersi tra il popolo di Israele.

Tuttavia, ai nostri tempi, la saggezza della Kabbalah va al di là del popolo di Israele e comincia a diffondersi ampiamente in tutto il mondo.

Il fatto è che lo sviluppo del mondo ha raggiunto un punto in cui solo la saggezza della Kabbalah può spiegare quello che sta succedendo. Il mondo integrale richiede una connessione generale e la trasformazione dell’umanità in una singola nazione.

La crisi, che sentiamo ovunque in tutto il mondo, indica che il problema non è nell’ecologia, nell’economia o nella tecnologia, ma nell’umanità stessa.

Questi problemi indicano che non c’è unione tra noi e tutte le altre parti della natura. Attraverso la nostra connessione noi creeremo unità nella natura; quindi la natura ci chiama a correggerci, e così facendo a correggere la separazione tra le forze della natura e tutti i suoi livelli, così da portare equilibrio e armonia.

Solo la saggezza della Kabbalah è capace di questo. Spiega che il mondo è un sistema singolo chiuso, e da all’umanità un metodo di connessione con la forza superiore. È difficile per una persona accettare questo metodo per la sua novità. Non ci sono analogie precedenti; non è confermato dalla storia. Non se ne è mai parlato prima che connettendo le persone è possibile influenzare la natura, le sue forze, la crisi, il clima. Eppure è necessario ascoltare cosa la saggezza della Kabbalah ha da insegnare, altrimenti la natura ci convincerà con la forza. Rivelando un crescente squilibrio in se stessa. E questo sarà il cammino della sofferenza, non quello della luce.

Noi siamo in un periodo storico che ci obbliga alla garanzia mutua, all’amare il nostro vicino come noi stessi, come legge fondamentale di tutta la natura e di tutti i mondi. Il nostro egoismo rifiuta la connessione, quindi ogni giorno dobbiamo portarci su questo, in una nuova condizione, superare la resistenza del crescente desiderio egoistico e della nostra mente, la quale non riesce a pensare nella direzione di dare. Noi dobbiamo, artificialmente, ritornare ancora e ancora alla scoperta di nuove leggi della natura.

La crisi ci mantiene ogni giorno sempre di più, chiudendo l’umanità come in una gabbia, in un pianeta piccolo e lasciandoci senza scelta, tranne quella di pensare al nostro destino comune nel quale tutti dipendiamo gli uni dagli altri. Ogni giorno questa dipendenza cresce in decisioni prese altrove, tra tutti i paesi e le nazioni.

Il mondo sta diventando più piccolo e stretto, quindi la nostra influenza gli uni sugli altri sta crescendo. Con una dipendenza così rigida, la cosa migliore è una buona cooperazione, la garanzia mutua.

Ogni giorno dobbiamo orientare la nostra direzione verso lo scopo della creazione, facendolo diventare lo scopo della nostra vita, e cercare di attrarre più persone possibili che capiscono che questa connessione è necessaria e che la nostra natura si oppone a questo. Infatti la nostra natura, per la sua resistenza alla connessione, ci aiuta a risalire più volutamente a questo.

L’egoismo è un aiuto contro se stessi, che ci aiuta a realizzare la nostra condizione, perché noi siamo molto più sensibili alle forze di separazione che alle forze della connessione. Quindi è necessario lottare per il metodo della connessione affinché sia rinnovato quotidianamente, in ognuno di noi ed in tutti noi insieme.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13/12/2019 “Le condizioni per sollevarsi al di sopra del proprio cerchio”.

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