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La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo i nostri sforzi per raggiungere la connessione tra le persone, l’unione, e da esse creare tutto un esercito di educatori e preparatori si pongono in linea con il complessivo processo della correzione?

Risposta: Noi siamo in questo mondo e per prima cosa dobbiamo essere connessi con il Creatore. Per questo ci connettiamo e formiamo un gruppo tra di noi. Ma così è impossibile ascendere alla spiritualità se non lo facciamo per la liberazione di tutte le anime che si trovano nell’ego.

La passione del Creatore: Fare del bene alle Sue Creature

Abbiamo raggiunto uno stato chiamato la redenzione finale. Abbiamo già iniziato a raggiungere questa rivoluzione nel passato quando abbiamo lasciato la Babilonia 1500 anni prima di Cristo fino all’anno 2014.

Domanda: In questo mondo, dov’è Abramo che ha lasciato la città di Babilonia con i suoi studenti?

Risposta: Abramo è in noi, tutto il nostro gruppo che vuole avanzare verso la dazione e la rivelazione del Creatore da sé e che si tira dietro tutto il mondo. La missione di questo gruppo si chiama Abramo.

Pensate che Abramo di cui ci parla la Torà sia il nome di una persona o di un concetto, di una missione, di una scuola, o di un movimento? Vi immaginate Abramo come un uomo vecchio con un bastone, un rivoluzionario che voleva cambiare il mondo?

Abramo è il nome di un’inclinazione, di un movimento, di un’idea, di una filosofia, di una prospettiva, e quindi egli è chiamato il padre della nazione. Grazie a questa conoscenza, a questo approccio, a questa filosofia, gli uomini possono gestire la loro vita in modo diverso – non secondo i desideri dei nostri corpi fisici ma secondo il nostro spirito che desidera ardentemente uscire verso uno spazio più grande. Noi ce lo abbiamo dentro, e dobbiamo scoprirlo e viverlo.

Domanda: Perché ci dovremmo rivolgere alle persone e insegnare loro questa ideologia?

Risposta: E’ impossibile completare la correzione diversamente. Dobbiamo attraversare lo stato in cui ci troviamo tutti nel mondo adesso, dall’anti-amore e dall’anti-dazione all’amore e alla dazione. Acquisiamo i vasi, le mancanze, i desideri, con i quali potremo poi scoprire una diversa realtà.

Domanda: Chi richiede questa correzione? E’ stata una spinta di Abramo?

Risposta: Si tratta della passione del Creatore, Egli vuole la nostra correzione! Il suo desiderio di fare del bene alle Sue creature.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2014, Conversazione sulla Divulgazione: Domande e Risposte con il Dr. Laitman

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Boomerang

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se non ho trovato un compito nella divulgazione che mi sia congeniale, sarebbe possibile occuparsi della “divulgazione interna” invece di quella esterna, il che significa mantenere l’intenzione?

Risposta: No, quello non è un sostituto. Noi non sappiamo qual è la nostra intenzione. Le intenzioni si costruiscono dentro di noi attraverso la Luce che da. Le persone non sono collegate o in controllo della loro intenzione.

Le mie intenzioni sono determinate dalla mia situazione corrente. Non sono capace di creare un’intenzione dentro di me a mio piacimento. Non mi possono nemmeno sedere provare a non pensare ad un elefante bianco e sforzarmi di pensare ad un alligatore verde senza distrarmi.

Tutte le mie intenzioni sono il risultato dello stato in cui mi trovo. Non posso transformarmi in un pulsante per poter accedere o spegnere la mia intenzione, per cambiare intenzione da una parte o dall’altra. Questo è impossibile.

Devo lavorare con l’ambiente, con la disseminazione e lo studio, e grazie alla mia energia ai miei sforzi e impegno la Luce che Riforma arriverà e cambierà la mia intenzione. Non posso controllare la mia intenzione. Solo attraverso i miei sforzi e le mie preghiere posso richiamare una risposta riguardo al mio desiderio di cambiare che tornerà a me come un boomerang e la Luce Superiore mi cambierà.

Non posso costruire me stesso; è come se uno facesse nascere se stesso. E’ solo possibile esercitare un’influenza che renderà possibile questa nascita. Ma quell’influenza è tutto il mio lavoro. Come posso svegliare la Luce in modo tale che produca l’intenzione corretta dentro di me?

La mia preghiera, la mia MAN (Mayin Nuvkin – acque femminili) lavora con i miei desideri. Allora ho bisogno del contatto con il gruppo, con il lavoro reciproco,l’invidia, la lussuria e l’onore verso gli amici e l’ammirazione per quello che loro apprezzano o non apprezzano. In questo modo acquisisco almeno una qualche manzanza per la dazione, anche se siamo egoisti nel frattempo, Lo Lishma (non nel suo Nome).

Ma io non posso cambiare la mia interiorità da solo, non posso darmi la direzione verso determinati pensieri ed intenzioni. Non ho questo sistema di controllo in modo da potermi calibrare nel modo corretto.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, Domande e Risposte con il Dr. Laitman

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Non possiamo capire e misurare il Creatore

E’ scritto nello Zohar: “Non c’è nessuno come te tra tutti i saggi delle nazioni del mondo”. Si sta parlando dei discernimenti interiori di una persona. Cohen (il sacerdote), Levi, ed Israele sono chiamati Giudei perché sono attratti verso l’unione (che ha la stessa radice in Ebraico). Gli scienziati o i filosofi hanno il desiderio umano di raggiungere lo stesso traguardo, ma è pura teoria se non c’è l’aspirazione per il cambiamento e la correzione di se stessi.

Questo lavoro è solamente della mente e non del cuore. Ma noi dobbiamo correggere il cuore, vale a dire i desideri dell’uomo. I filosofi, invece, vogliono fare la stessa cosa ma nella mente, e perciò si confondono e si buttano nell’ “idolatria”, creando ogni genere di fantasia nella propria mente.

Tutte le qualità, tranne Israele (coloro che puntano a Yashar- El, diritti al Creatore), sono chiamate le nazioni del mondo, poiché non sono attratte all’adesione con il Creatore al fine di donarGli piacere. Le nazioni del mondo sono divise in settanta nazioni ed Israele è diviso in 12 tribù ed in molte altre parti, il che significa che la divisione è infinita. Allo stesso tempo, ognuno di noi è inserito in tutti gli altri. Questo succede come conseguenza della frantumazione del vaso, che va visto come la nostra preparazione.

Così, quando leggiamo nel Libro dello Zohar di qualche filosofo o di un giusto dobbiamo considerarli come proprietà che sono dentro di noi. L’intera Torà è scritta rispetto ad una sola persona che racchiude in sé l’intero mondo. La domanda è se questa persona è creata come qualcuno che può conseguire il Creatore attraverso i vasi interiori che gli sono stati dati: il suo desiderio di ricevere e la saggezza della mente.

Naturalmente no! L’espansione dei nostri vasi, attraverso i quali conseguiamo il Creatore senza filosofeggiare su di Lui, come i saggi delle nazioni del mondo fanno, avviene solamente attraverso la forza superiore che ci fornisce il Masach (schermo) e la Luce che Ritorna. Si tratta di un’espansione totalmente diversa dei vasi rispetto a quelli che possiamo espandere con la saggezza.

Se un uomo studia qualcosa con la logica, acquisisce della saggezza, il pensiero, ed una conoscenza generale. Ma i suoi vasi di percezione per conseguire il sistema divino, il sistema superiore di funzionamento, non ne vengono allargati. Egli non impara a conoscere le forze che operano in lui; non studia il Creatore. Infatti, il Creatore può essere conseguito solamente attraverso l’acquisizione dei Suoi attributi. Se un uomo non cambia le sue qualità, allora egli rimane ancora colui che riceve sotto il dominio del suo desiderio di ricevere e la mente, che serve il desiderio di riceve, tenta di appagarlo.

Questo è il modo in cui ci comportiamo in questo mondo e non c’è niente che possiamo farci. A meno che non riceviamo aiuto dall’alto, un aiuto che espande i nostri vasi di percezione e ci fa avere i nuovi vasi della dazione, non conseguiremo il Creatore. Noi non abbiamo idea di cosa sia il mondo Divino o spirituale.
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Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2013, Il Libro dello Zohar-Introduzione

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Addestrando l’asino

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come posso arrivare al punto dove ricevo ogni sensazione in ogni momento correttamente?

Risposta: La cosa più importante è che devi essere staccato da te stesso e provare ad aderire emotivamente e mentalmente all’Elyon (Unico Superiore). Voglio vedere me stesso come mi vede il Creatore.

Perché amiamo i bambini piccoli? È perché si comportano onestamente e naturalmente, senza ipocrisia. Un bambino vuole qualcosa, lo afferra. Con lui, ogni cosa è semplice e aperta, in altre parole, entro uno stato di comportamento: lui sente riempimento dalla natura, si comporta così. Gli adulti fanno tanti tipi di calcoli, quindi non possono tollerare se stessi o gli altri.

Comunque, quando guardiamo un bambino, immediatamente vediamo ciò che lo motiva e quel che lo dirige. Vediamo il suo carattere. Dopo tutto, lui si comporta molto semplicemente e nel presente. Questo è un comportamento unidimensionale, dietro il quale niente viene nascosto. Dobbiamo cominciare a guadare noi stessi in questo modo, dal punto di vista del Creatore e come Lui mi ha creato, mi adempie, e cambia le Reshimot (reminiscenze) in me in ogni momento, grazie ai quali costantemente scopro me stesso in una situazione nuova e in un mondo che cambia.

La Reshimo definisce chi sono dentro e come ricevo il mondo. Devo continuamente realizzare il Reshimo come se fosse “Non c’è nessun altro oltre a Lui,” il buono che fa il bene. In rapporto con il mio stato interiore, il mondo esteriore, e in rapporto con tutti, l’unità della provvidenza viene rivelata.

Se provo a guadare tutto ciò che sta succedendo attraverso gli occhi del Creatore per quanto sia possibile, poi grazie a questo, comincio a imparare e diventare come Lui, come un bambino che imita un adulto. Apparentemente, il bambino non riceve nessun beneficio da questo, ma nonostante tutto, lui vuole essere come l’adulto. Cresciamo anche noi in questo modo.

La cosa principale è quella di dividere i due strati di pelle: quel che è connesso alla carne e lo strato esteriore. Dobbiamo poi acquisire una visione più obiettiva di noi stessi dal lato.

Tutti i consigli sono derivati da lì: accettando l’opinione dell’ambiente, l’opinione del gruppo, invece dell’opinione di me stesso, e aderendo ad un amico e facendo il mio desiderio come suo desiderio. In una forma come questa, gradualmente cominciamo a separarci da noi stessi e vediamo noi stessi dal lato.

Chiedo che la Luce mi influenzi e mi dia comprensione, sensazione, e il riconoscimento della necessità di fare qualcosa con me stesso. Voglio cambiare anch’io.

Una bestia aderisce alle Reshimot che sale dentro di lui e lo realizza senza alcuna richiesta esterna. Si chiama istinto, un comportamento naturale sul livello dell’ inanimato, vegetale, e animato.

Se voglio andare via da questo comportamento e guardare a quel che sta succedendo a me dal lato, comincio ad esaminare il mio comportamento e a cambiarlo. Qui, ho bisogno della Luce che Riforma: ho bisogno del gruppo. Questo è il punto da cui ho cominciato a svilupparmi sul livello di Adamo (Uomo/umano), il primo punto dal quale Adamo comincia a crescere in me sopra al comportamento istintivo, bestiale.

Può essere che continuo ad agire sotto l’influenza dei miei istinti perché non ho la possibilità di essere liberato da essi. Tuttavia, costantemente provo a vedere me stesso dal lato, come una persona che cammina accanto al suo cane e lo tiene con un guinzaglio.

Nel frattempo, vediamo che la bestia gestisce la persona. Tuttavia, egli coscientemente lascia fare al suo asino questo in modo che, intanto, può insegnargli. Quando addestriamo un animale selvaggio, prima di tutto, facciamo quel che vuole in modo che si abitui alla persona accanto ad esso, e dopo questo, siamo in grado di montarlo e gradualmente cavalcarlo.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 04.05.2014, Scritti di Rabash

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Il percorso verso la dazione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa spinge una persona ad andare avanti, l’impurità o la santità?

Risposta: Una persona che è ancora nell’intenzione allo scopo di ricevere, il quale si chiama Egitto, è spinta ad avanzare dall’impurità. Dopo tutto, lui non ha ancora alcun desiderio allo scopo di dare. Lui non dà valore alla dazione poiché non sembra molto attraente, e così avanza solo perché vede una perdita corporale e un guadagno spirituale.

Io posso dirti quanto meravigliosa sia la spiritualità a tempo indeterminato, ma non puoi sentirlo perché non hai nessun sapore di essa. Così sarete d’accordo che sembra essere molto allettante, ma non si può percepire in modo da capire che è attraente secondo i piaceri a cui sei abituato: cibo, sesso, famiglia, denaro, rispetto e sapienza, o almeno una parte di essa!

Il percorso verso la dazione-1

Così a una persona gli vengono dati problemi in modo da spingerlo alla spiritualità, ma sono intenzionali. Eventualmente è il Faraone che subisce i colpi, ma prima di questo, la nazione d’Israele soffre durante i setti anni di fame. Non sono dati mattoni, ma si è forzati a prepararli da soli e lavorare dalla mattina alla sera senza riposo.

Tutto è secondo il percorso di sofferenza e tutto dipende dalle sofferenze che scegliamo. Le sofferenze spirituali sono il risultato del mio disegno della spiritualità. Più avanzo, più qualitative diventano le mie sofferenze fino a che eventualmente raggiungo l’esodo, ma ci sono ancora sofferenze. Una persona non può avanzare vivendo una vita confortevole. Se lui sente piacere, il piacere si riempie e si ferma. Questo succede in tutto il mondo. Date alla gente abbondanza e vivranno senza pensare a nulla, come le bestie.

È solo se la mancanza in loro cresce, che sono forzati a cercare un modo per riempire o scappare dal dolore che non solo manca di qualcosa ma che fa male veramente. In questo caso raggiungono il riempimento. Guidare l’essere creato con i colpi e le sofferenze è il modo più sicuro, perché la natura di creazione è un desiderio di ricevere e non di dare.

Dobbiamo sia aumentare la sensazione di mancanza nel desiderio di ricevere che aumentare la tentazione di ricevere. Una persona è una macchina che sente il vuoto nella sua pancia. Invece possiamo preparare una tavola piena di delizie e così risvegliare l’appetito di una persona, anche se non ha veramente fame.

Ciò significa che possiamo aumentare le mancanze in due modi, ma entrambi operano dall’aspetto di ricevere e non dall’aspetto di dazione. Possiamo tirare una persona con la forza di dazione solo attraverso il gruppo. Se sono incorporato nel gruppo, comincio a capire che il mio progresso non dipende dal vuoto che sento nella mia pancia e non nel piatto bello davanti a me. Il progresso prende luogo su una dimensione più sublime e comincia dalla mancanza di dazione e avanza verso una capacità sempre maggiore di dazione.

Così comincio a lavorare con il gruppo, ignorando quello che sento nella mia pancia o sul piatto che sta davanti a me, e passo a una nuova dimensione. Finora avanzavo su una dimensione a seconda del percorso su un livello basso. Sono scappato dal vuoto che sento nella mia pancia verso il pieno.

I cancelli d’impurità di ricezione, sono sul livello più basso e i cancelli della santità, di dazione, sono sul livello superiore.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 28.04.2014, Scritti di Rabash

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49 cancelli sul percorso per la redenzione

Dr. Michael LaitmanPrima dell’Esodo dall’Egitto una persona attraversa “49 cancelli d’impurità.” Cioè, non crede più in nulla; non aspetta per qualsiasi cosa; vede che lui non ha quasi nessuna connessione con la forza superiore e che è impossibile cambiare qualcosa nella sua vita. Dove si trova questa forza superiore, che è “Non c’è nulla tranne Lui”? Tutto sta sotto il controllo del Faraone ed è impossibile fare qualcosa contro l’ego che lo controlla.

Una persona non capisce e non crede nel “buono che fa il bene.” Solo un filo sottile rimane che lo connette alla spiritualità; è così fragile che non crede che qualcosa verrà da esso. La disperazione è così grande, e il filo che lo sostiene è la pazienza che è oltre l’intelletto e la logica.

Questa situazione si accumula gradualmente, e se la persona veramente raggiunge i 49 cancelli d’impurità, poi il potere superiore agisce contro di loro, richiedendo acquisizione di redenzione per lui.

Qui va detto che “ogni azione lascia un’impressione,” tempo dopo tempo, un po’ di più e ancora di più, e così contiamo i 400 anni durante il periodo in cui una persona accumula chiarimenti, sforzi, anche le debolezze, e più carenze, che riesce a fare da solo o con l’aiuto del Creatore.

La nostra intera lotta per lasciare l’Egitto è sotto il controllo del Creatore. Non c’è nessuno tranne Lui e Lui è buono che fa il bene. E la Klipa (la forza egoistica) nega la provvidenza superiore di Non c’è nessuno tranne Lui in ogni modo possibile.

La servitù, l’esilio (in ebraico, Galut) differisce dalla redenzione (Geula) sostanzialmente a causa della lettera “Aleph,” la quale è il Signore del Mondo. Uno si deve concentrare su questo punto costantemente e non su qualcos’altro. Specificamente è necessario per affinare costantemente il nostro chiarimento, lottare contro la nostra natura, contro il faraone, perché non c’è nessuno tranne Lui, il buono che fa il bene.

Non chiediamo a qualcuno di cambiare qualcosa; non ci appelliamo al nostro destino. Invece ci giriamo solo verso il Creatore con le nostre richieste. Questo è ciò che significa, non c’è nessun altro all’infuori di Lui, perché tutto ciò che succede lo connettiamo solo a Lui. Solo Lui fa ogni azione, la preparazione in modo che da dentro la lotta contro tutti i disturbi nei quali Egli stesso ci ha avvolto, scopriremo Lui e ci gireremo verso di Lui.

Esilio significa che non siamo ancora pronti, ma bramiamo molto di scoprire la fonte di tutto ciò che sta succedendo, come detto, “Io e non un messaggero.” Questo è un momento molto importante. Questo è il nostro unico lavoro, e spetta a noi essere pronti per questo.

È molto importante rimanere in questo punto come una nave o un aeroplano che dobbiamo costantemente far navigare per rimanere sulla strada giusta nonostante il vento e i vari disturbi. Questo è possibile solo con un buon equipaggio.

Tutto è costruito in modo che una persona non è preparata a mantenere la sua posizione da solo. I problemi cadono su di lui, e poi si ha pietà di lui e gli viene data un’altra opportunità. Però questa possibilità è specificamente per costruire l’equipaggio giusto per se stesso in modo che insieme con loro egli manterrà la sua direzione.

Si deve sempre ricordare che tutti i disturbi vengono dal Creatore e non dal faraone o dal suo esercito e che non ci sono casi e nessun messaggero. Invece tutto viene direttamente dal Creatore. Il nostro compito è di scoprire il Creatore invece di tutte le fonti di potere e altre azioni. Attraverso questo, la nostra servitù, i colpi, e tutti gli eventi del racconto dell’esodo dall’Egitto sono rivelati. Tutto questo è una lotta per localizzare il Creatore attraverso tutti i disturbi che si trovano fra il Creatore e noi.

All’inizio non c’è connessione fra il Creatore e noi perché siamo opposti. E i disturbi vengono precisamente in modo che li useremo per costruire una connessione con il Creatore. Così vediamo che il Faraone ci porta più vicino al Creatore; l’inclinazione del male è un aiuto contro di noi (Genesi 2:18) e lo trasformiamo in una connessione con il Creatore.

Se costantemente lavoriamo in questo modo e proviamo a costruire una connessione, poi gradualmente ci alziamo ad una connessione ancora più forte, come i pioli di una scala, e cadiamo anche in più grandi disturbi, in un ancora più grande mancanza di connessione. E di nuovo proviamo a costruire Pitom e Ramses e di nuovo cadiamo, perdendo la connessione, piangendo, e diventando confusi, negando qualsiasi controllo da parte del Creatore.

Come risultato dei nostri sforzi si attraversano i 49 cancelli d’impurità. Se raggiungiamo il cancello 49, significa che abbiamo fatto una moltitudine di correzioni nella nostra connessione con il Creatore. Però questo ci è nascosto. Per una frazione di un secondo scopriremo qualcosa e poi cadremo immediatamente. In questo modo dobbiamo scoprire tutti i disturbi che sono contrari al fatto che non vi è nessun altro tranne Lui.

E la scoperta viene fatta secondo il principio di “Io e non un messaggero” se siamo pronti a rappresentare la forza superiore malgrado tutti i disturbi. L’esilio ci è dato in modo che possiamo sentire il Creatore, localizzarlo all’interno “dal nulla.” In questo modo raggiungiamo la redenzione.

Allora è impossibile dimenticare che tutto il lavoro verso la redenzione è di determinare che non c’è null’altro tranne Lui di fronte a tutti i disturbi che di certo vengono dal Creatore.

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Dalla prima parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah 01.04.2014, Shamati 190

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