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Le lezioni sull’Olocausto

Viviamo un tempo unico, un tempo in cui ci viene data la possibilità di avere successo. Ma non vi è alcuna garanzia che ci riusciremo. Questa volta però siamo stati “programmati” per guadagnare forza e capire dove siamo e cosa dobbiamo fare.

Baal HaSulam definisce questo “Il tempo delle opportunità aperte per la liberazione”.
Ci è stata data questa possibilità, e tutto il nostro lavoro consiste nel cercare di metterla in pratica e di portare in vita tutto ciò che è scritto nei libri kabbalistici. Nessuno sa come questo risulterà alla fine. Baal HaSulam scrisse a proposito dell’esistenza del pericolo che questa possibilità rimanga irrealizzata e che lo Stato di Israele cadrà a pezzi. Dopotutto, ci sono forze molto potenti contro di noi.

Il Creatore ha organizzato questi nemici per noi, nemici che possiedono pazienza, potenza, grande quantità e qualità. Dobbiamo capire che abbiamo bisogno del potere del Creatore per combattere contro di loro. Se capiamo questo, vinceremo. Ma se non lo facciamo, allora lo Stato di Israele non ha futuro.

Questo perché l’unica condizione per l’esistenza dello Stato di Israele è la nostra unione. Pertanto, né una potenza militare né l’America con Trump ci aiuteranno: nessun altro potere, se non il potere della nostra unione.

L’unica questione è se la nazione di Israele è pronta a sentire questo e quando lo sentirà. Finora, è solo cresciuta più forte nel suo orgoglio e sempre più lontana dalla verità, le persone sono sempre più distanti le une dalle altre, e sono sempre più odiate da tutti gli altri.

Gli ebrei sono molto orgogliosi del loro successo materiale, che non ha alcun collegamento con la loro missione innata. Gli ebrei israeliani, europei e americani, hanno ciascuno i loro particolari sintomi della malattia, ma sono tutti ancora uniti da una cosa: l’odio per le nazioni che li circondano. Speriamo che questa strada non ci porti ad un Olocausto simile a quello che è già avvenuto in passato.

Il tempo stringe, ne abbiamo sprecato la gran parte e la nazione di Israele non è ancora cambiata internamente per il meglio; anzi al contrario, è peggiorata. Non c’è nessuno che dipenda da altro se non da noi stessi e dal Creatore. È un problema terribile quando c’è la possibilità di correggere e completare la nostra missione, ma la gente non lo sente. Sono passati solo 70 anni dall’Olocausto e le sue lezioni sono apparentemente già state dimenticate.

Ci è stata data l’opportunità di unirci, di lasciare i paesi dove siamo stati odiati e di iniziare insieme a scoprire l’essenza interiore della nazione di Israele conosciuta da tutti, sia religiosi che secolari, di cui è scritto: “L’amore copre tutti i crimini.” Ma nessuno vuole accettare questa legge; al contrario: la separazione ed il conflitto interpersonale continuano a rafforzarsi. Vediamo che la storia non ci insegna nulla.

Solo attraverso la diffusione della saggezza della Kabbalah e attraendo la Luce che riforma, le cose possono migliorare. Il mondo intero soffre e continuerà a soffrire ancora di più.

Stiamo tutti scivolando su un piano inclinato. Speriamo che con la nostra partecipazione alla correzione, la pressione del mondo su di noi sarà relativamente morbida, ma ciò nonostante ci obbligherà ad unirci.

Se non risvegliamo noi stessi, i nostri egiziani interiori, se non sentiamo che essi si nascondono dentro di noi, ostacolando la nostra connessione, allora forse il mondo ci aiuterà in questo e richiederà la metodologia della connessione.

Un tempo non era così evidente, ma oggi tutti capiscono che l’unione creata negli ultimi 30-40 anni sta distruggendo il mondo. Inizialmente, tutti erano elettrizzati dal fatto che la società fosse diventata globale e integrata, pensando che questo ci avrebbe portato prosperità. Ma ora è già chiaro che non è così. Oggi stanno già iniziando vere guerre: Cina, Stati Uniti, ecc.

Questo è un segno evidente che l’unione non è possibile finché l’egoismo non viene corretto. E finché ciò non accadrà, l’unione sarà sempre dannosa, come è scritto: “L’unione dei peccatori porterà danni a loro e al mondo.” Alla fine, porterà guerre tremende.

Oggi, a poche settimane dalla Giornata della Memoria dell’Olocausto, il mondo ha davvero bisogno di chiarimenti (e dell’antidoto).

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8/04/2018, Shamati articolo n.190, “Ogni azione lascia un’impronta”

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Celebrare la festa guardando al futuro

Dovresti sempre rimanere nella linea di mezzo, invece di saltare da un estremo all’altro, dall’esaltazione e dall’euforia al massimo sgomento e critica. Questo non è l’approccio giusto. Riesco a rimanere gioioso durante una grande discesa e calmo durante una forte ascesa, perché continuo a mantenere l’obiettivo.

Il mio umore è determinato dalla misura in cui i miei stati sono mirati all’obiettivo. Pertanto, non ci possono essere forti sbalzi d’umore se tutto è connesso e porta a un obiettivo. Sono al sicuro da bruschi cambiamenti di umore, come un bambino che ride o piange, ma controllo costantemente i miei stati sul fatto che stiano servendo l’obiettivo.

Se ci teniamo all’obiettivo, poi, nel bene o nel male, non soccomberemo agli umori momentanei, ci sentiremo allo stesso livello.

In onore della celebrazione del 70 ° anniversario di Israele, abbiamo ricordato molto della nostra grande storia. Ma avrei celebrato questa festa in modo diverso, non scavando nel passato, ma sottolineando il futuro, dimostrando che lo Stato di Israele è il simbolo di un nuovo inizio per tutta l’umanità, l’unione attorno all’idea di conseguimento del Creatore che fa riferimento assolutamente a tutti allo stesso modo.

Questo è esattamente ciò per cui il popolo di Israele è tornato nella sua terra. Celebriamo il fatto che noi e tutta l’umanità abbiamo ricevuto l’opportunità di un nuovo inizio, un nuovo rinascimento. Questo è ciò che vogliamo mostrare a noi stessi e al mondo; questa è la vera festa, non la sofferenza che abbiamo sopportato in passato.

Dobbiamo fare pubblicità non al nostro passato, ma al nostro futuro che appartiene al mondo intero. Israele è un paese speciale, diverso da qualsiasi altro. Quindi non dovremmo essere troppo orgogliosi dei nostri risultati materiali nei settori dell’high tech e dell’agricoltura. La cosa principale che ci porta gioia è la capacità di garantire all’umanità un futuro felice. Sarebbe una vera festa e un’ascesa nello spirito!

La scienza della Kabbalah è un’antica scienza con migliaia di anni di storia. Ma la cosa principale è che garantisce al mondo un buon futuro. (1)

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20/04/2018, lezione sul tema “Scoprire la forza del Creatore nella decina” (Preparazione al congresso “All As One” in New Jersey 2018)

(1) Minuto 1:45

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Ammirare gli amici, non gli idoli

All’inizio Abrahamo era un adoratore di idoli e costruiva idoli, ossia, lui venerava i desideri per il denaro, l’onore e la conoscenza, che sono tutti accettati in questo mondo. Tutte le nostre azioni in questo mondo sono definite come creare idoli o venerare degli idoli. Dopotutto noi lavoriamo per il nostro egoismo, che morirà insieme a noi e questo significa che il lavoro non produce risultati, proprio come l’adorazione degli idoli. Non lavorare per un idolo significa lavorare per qualcuno che reagisca al tuo lavoro, qualcuno con il quale tu vivi e ti sviluppi insieme. 1

L’unione non è un obiettivo di per sè ma un mezzo per rivelare la forza superiore. É la stessa rete nella quale catturiamo una grande preda che abbiamo sognato: un leviatano. Se realizziamo l’unione nella decina, allora essa si moltiplica, si allarga, “s’ingrossa”: un pesce diventa sempre più grosso finchè non diventa un leviatano. Un leviatano è l’intero desiderio per il piacere che è stato creato dal Creatore. Arriviamo quindi al momento di mangiare il leviatano e lì riceviamo tutta l’abbondanza che ci sazia. Lo percepiamo nella mente e nel cuore.

Attraverso lo studio della Kabbalah uno si prepara a catturare la più grassa e grossa preda. É un lavoro super egoistico. Un kabbalista non corre dietro al premio Nobel o a miliardi di dollari, che domani perderanno di valore, ed anche se così non fosse, non puoi portarli con te nella tomba. Un kabbalista spera in una vera vincita, che va oltre le possibilità di questo mondo.

La gente che è lontana dalla Kabbalah deride la nostra aspirazione a raggiungere l’unione, considerando questo tipo d’impegno ingenuo e non serio. In realtà, sono Ie loro occupazioni ad essere un gioco da bambini, che non porta nessun beneficio: simili a castelli di sabbia costruiti sulla riva. Prima o poi un’onda arriverà e porterà tutto via con sè. E questo è quel che chiamiamo “una seria occupazione nel nostro mondo”? 2

Se una persona stabilisce una connessione con il Creatore, significa che essa appartiene al Kli (vaso) che è collegata a Lui, ossia il Kli comune di tutta l’umanità. Questo significa che è impossibile essere connessi al Creatore se non associ te stesso all’intera umanità. Uno è connesso con l’altra. 3

Un segnale di avanzamento è quello di vedere che i tuoi amici hanno molto più successo di te. Io credo che stanno sfondando la barriera, stabilendo una connessione interiore l’uno con l’altro, stanno dicendo cose profonde, non parole vuote ma che vengono davvero dal cuore e questa è la loro vita.

Nel contempo, sto ancora guardandoli in maniera scettica e sto sentendo che sono chiuso in una corazza, che non mi permette di sentire così bene come loro, di gioire e addolorarmi insieme a tutti. Sono arrivati ad una svolta nelle loro sensazioni; hanno rotto il guscio; sono emersi da esso, come un verme fuori da un ravanello, ed essi sentono qualcosa al di fuori del loro egoismo.

Da un lato sono pieno d’invidia e dall’altro sono orgoglioso e gioisco del fatto che mi trovo in una tale società e mi posso relazionare con queste grandi persone. Ne deriva che, se non oggi, allora domani anche io raggiungerò questo traguardo.

L’invidia mi sprona a fare sempre del mio meglio. L’invidia è molto sana se è un’invidia positiva. Non voglio che gli amici cadano dal loro livello perchè loro sono la fune che mi viene lanciata perché io sono quello che sta affogando nel fiume. Mi tengo saldo a questa fune e per questo voglio che gli amici siano il più in alto ed i più forti possibili; sono la mia unica speranza.

Incomincio a gioire d’essere dietro a loro. Improvvisamente vedo che il gruppo ed il Creatore rivelato fra gli amici, sono la mia salvezza e non può essere altrimenti. Perciò è un bene che io sia il più piccolo di tutti. Certo voglio crescere ma sono pronto a servire loro ed il Creatore: ho già il giusto approccio verso la forza che mi fa progredire. É un grande successo iniziare a sentirsi in questo modo 4

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’1/04/2018, Gli scritti del Rabash, “Quali sono le Luci-Mizvot che una persona calpesta con i propri talloni, nel lavoro?”, Articolo n.41, 1990 (versione in inglese)

1(Minut0 51:30)
2(Minuto 53:25)
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4(Minuto 58:00)

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Il mondo intero è l’Egitto

Tutto il nostro mondo, tutta la nostra vita, è l’Egitto, il luogo dell’esilio. Siamo nati qui e cresciuti sentendo noi stessi in una realtà sbagliata, molto lontana dal potere della dazione, dell’amore, dell’auto-sacrificarsi, dell’unione, cioè dalle proprietà del Creatore.

Lo studio della saggezza della Kabbalah ha lo scopo di darci una visione sempre più corretta del mondo in modo che possiamo vedere che c’è una sola persona al mondo.

Ognuno deve vedere se stesso come questa unica persona. Se ognuno incorpora tutta l’umanità in se stesso, grazie all’unione e all’amore e alle varie correzioni che deve eseguire, vedrà davvero solo una persona esistente nel mondo.

Nel frattempo, scopriamo una moltitudine di forze nel mondo che si contraddicono e si oppongono l’una all’altra. Abbiamo bisogno di associarle tutte ad una fonte, ad un desiderio, ad una forza accanto alla quale non c’è nulla. In questo modo, arriveremo gradualmente alla conclusione che solo l’auto-annullamento è l’unica azione che noi dobbiamo fare in ogni momento, abolendo tutte le forze che provengono da me, dagli altri, da chiunque altro, in modo che rimanga solo una sola forza superiore che domina completamente su tutto.

Questo è lo stato che ci pone di fronte al Creatore, al Suo fianco, per aderire a Lui e per essere inclusi in Lui.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27/03/2018, “Gli scritti di Rabash

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La cosa più importante è avere tanta pazienza

La cosa difficile nello studiare la Kabbalah è che ci richiede di acquisire nuovi valori. Ecco perché coloro che non sono pronti o disposti a farlo per mancanza di pazienza, abbandonano. Non credono che questo studio porterà loro risultati reali e non capiscono veramente di cosa tratti questa scienza.

Qui c’è bisogno di tanta pazienza per lasciare che la Luce superiore agisca su di te, perché è la forza che ti trasforma in un nuovo essere. Gradualmente, iniziamo a sentire, a capire e a giudicare attraverso nuove definizioni.

Anche se dall’esterno sembra che un individuo sia sempre lo stesso, in realtà egli è completamente diverso. Egli è impossibile da definire con i chiarimenti, i valori e le normali regole corporee. Ora egli pensa in termini di uguaglianza della forma con la forza superiore, in modo completamente diverso.
Tale cambiamento qualitativo è ricevuto attraverso l’influenza della Luce superiore, attraverso il passare un’intricata rivoluzione interiore. Ciò richiede molti anni perché tali cambiamenti avvengono in una persona gradualmente, a piccoli passi.

E anche questo è difficile da ottenere. È molto più facile avanzare con il gruppo a cui puoi aggrapparti. Se una persona si stringe al gruppo con gli occhi chiusi, supera tutte le difficoltà.

Chiude la porta ai suoi vecchi valori e ne riceve di nuovi dal gruppo, dall’unificazione degli amici, che significa il nuovo Kli, dove dieci diventano come uno: riceve così una nuova mente e nuovi sentimenti, una nuova attitudine, nuove unità di misura.

È un periodo molto delicato e difficile di cui è scritto: “Mille entrano in casa, ma solo uno esce alla Luce”. Devi avere molta pazienza affinché la Luce superiore lavori su di te e ti dia nuove qualità. Quando si dice: “Fa di tutto, solo non abbandonare”, questo è ciò di cui si sta parlando.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5/03/2018, Talmud Eser Sefirot

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I libri sull’eterno

Se cominciamo a spiegare ad un bambino di tre o quattro anni i nostri problemi di adulti, ovviamente in base al suo sviluppo mentale, psicologico e spirituale, sarà incapace di capirli. Non è interessato ad essi e non sono inclusi assolutamente nelle sue sensazioni.

Così quando leggiamo i libri scritti dai kabbalisti dobbiamo accettare il fatto che non capiamo assolutamente ciò che dicono.

Se per esempio leggiamo l’articolo “Riguardo all’Amore per gli amici”, non sappiamo cosa siano gli amici, né cosa sia l’amore. “Gli Amici” nella spiritualità sono parti della mia anima; tuttavia non li sento in questo modo. Immediatamente confondo la parola “amici” con l’amicizia usuale di questo mondo: con i conoscenti, qualcuno con il quale mi sento bene a passare una serata o a viaggiare, o con gli amici di infanzia.

Tuttavia l’amicizia qui ha un significato completamente differente. Voglio rivelare la mia anima, la parte eterna della realtà, però fino ad ora ho vissuto soltanto un’esistenza temporale, illusoria nel nostro mondo immaginario che in realtà non esiste. Pertanto devo capire che i libri parlano della mia anima eterna, il che appare davanti a me nella forma di certe persone speciali alle quali sono stato portato mediante il governo superiore, mediante la rete frammentata di connessioni fra di noi.

È necessario formare una rappresentazione di questo sistema dentro di noi, anche quando è ancora immaginario, ma tanto vicino alla spiritualità quanto sia possibile. A parte questo, abbiamo bisogno di definire in maniera precisa chi è “una persona” in generale e “gli amici” in particolare, e cos’è “L’amore per gli amici”. Gli amici non sono coloro con i quali è gradevole convivere, andare a bere qualcosa, a cena, a ballare o a studiare.

Gli amici sono una connessione spirituale speciale, che non avviene con il proposito di dare soddisfazione reciproca. Il piacere può risiedere solo nel mezzo; però in realtà, l’amore per gli amici si ha quando ognuno agisce per soddisfare l’altro.

Questa è una delle difficoltà dello studiare la saggezza della Kabbalah.

La seconda difficoltà è che percepiamo la Torah come una storia che riguarda il nostro mondo: come se esistessero il tempo, il movimento e lo spazio, che in realtà non esistono nel mondo spirituale. Pertanto, questa “storia” che ascoltiamo della Torah, nemmeno esiste! Non esiste l’Egitto, né l’esilio in Egitto.

La Torah non descrive eventi storici, ma la sequenza di stati preparatori attraverso i quali passarono i kabbalisti, con il fine di ottenere la vera ed unica percezione della realtà che esiste.

Allora anche io devo costantemente immaginarmi non a studiare la storia che avvenne nei tempi antichi, con un gruppo di persone che scappavano da un luogo all’altro. Non riguarda questo, ma delle impressioni sensoriali di una persona che si trova in uno stato che definisce come esilio spirituale, esilio dal mondo spirituale. Allora è possibile immaginare cosa siano la redenzione e lo sviluppo spirituale. Si tratta solo di quello che succede all’interno di una persona.

Ogni giorno voglio separarmi sempre di più dalle narrazioni, dalla storia e dalla geografia e spiegarlo a livello interiore, sensoriale: il mio o quello di qualcun altro che vuole svilupparsi spiritualmente. Tutto questo si applica solo al periodo dello sviluppo spirituale di una persona. Pertanto, “l’amore degli amici” ed in generale tutta la Torah, devono essere considerati solo nella forma interna, in relazione al nostro sviluppo.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/03/2018, lezione sul tema: “Preparazione per Pesach”

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Come si può misurare la devozione dell’anima?

Quando una persona studia la saggezza della Kabbalah, dovrebbe sforzarsi non solo di accrescere la propria saggezza ricevendo nuove conoscenze, ma soprattutto, di cambiare le proprie sensazioni in modo che il cuore cambi e si espanda. Il cuore impara a sentire i più alti fenomeni che sono inaccessibili a noi ora, le azioni di dazione e unificazione. Loro sono al di sopra della nostra ragione.

Nella Kabbalah c’è un concetto di “fede al di sopra della ragione“. La conoscenza è ciò che corrisponde alla ragione. Nella misura della mia comprensione, io sono in grado di dare, sapendo che questo mi farà bene. Io vado al supermercato e do dei soldi in cambio di prodotti. Non c’è nessun problema con questo.

Ma non c’è fede al di sopra della ragione nel nostro mondo. Dove posso ottenere la potenza extra per dare al di sopra della ragione? Secondo la mia comprensione, sono pronto a pagare un euro per una tazzina di caffè, e mi viene chiesto di pagare venti euro anziché uno, per qualche buona causa. Dove ottengo la forza di rinunciare ai diciotto euro in più?

Il potere che mi dà l’opportunità di fare del lavoro extra, di compiere ulteriori sforzi e di sacrificare il mio egoismo è chiamato “fede”. Questo è ciò per cui dobbiamo lottare. Solo in questo modo si può misurare quanto io realmente do. E questo non deriva dal mio ragionevole calcolo, ma dal desiderio di dare al mio ospite.

In altre parole, io do al di sopra del calcolo di quanto io ho ricevuto da Lui e sono pronto a ricompensarLo, ma del tutto disinteressatamente. Questo è ciò che è chiamato la devozione dell’anima quando io sono pronto a darGli il mondo intero anche se non ottengo nulla da Lui.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21/03/18, Talmud Eser Sefirot

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ll corridoio dell’Egitto

Baal HaSulam scrive che il vantaggio che una persona ha rispetto ad un animale è che, in una persona, si risveglia il desiderio per la spiritualità. Se non fosse per questo, un uomo vivrebbe un’esistenza animale. L’aspirazione spirituale è quello che fa di una persona un uomo (Adam).

“La schiavitù dall’Egitto” è lo stato che precede la spiritualità, come un corridoio che dobbiamo attraversare allo scopo di entrare nel mondo spirituale. Perciò prima entriamo in Egitto. Una volta lì, incominciamo a chiarire i nostri desideri ed a preparare noi stessi per il livello spirituale.

L’Egitto è caratterizzato da un immenso aumento in termini di egoismo fino al punto che una persona vuole inghiottire il mondo intero. La persona inizia allora a chiedersi: “Qual è il senso della mia vita?” e si mette in cerca della risposta. Alla fine vede che l’egoismo la domina completamente, rendendola schiava del Faraone. Lei però non lo accetta e vuole invece lavorare per il Creatore.

Ma scopre che non può farlo. Perciò grida e richiede con forza finchè non si trova in una disperazione assoluta dovuta al fatto che i suoi sforzi non portano a nessun risultato, come è scritto: “Ed i figli di Israele sospirarono a causa del lavoro”.

La persona sente i colpi perchè si sta impegnando nel lavoro spirituale ma vede che non ne viene fuori nulla ed allora un grido di dolore esce fuori. Ossia il giusto desiderio, la richiesta sorge in lei ed allora esce dall’Egitto.

Quante volte durante gli anni del nostro lavoro abbiamo provato a dare, ad unirci, a pensar bene degli altri e a preoccuparcene, ma finora, non abbiamo visto nessun risultato? Dove vanno tutti i nostri sforzi? Dopotutto nulla svanisce senza lasciare traccia. Ci troviamo in un sistema chiuso dove opera la legge della conservazione dell’energia. Ma dov’è il frutto del mio lavoro, dove sono i miei desideri, le preoccupazioni, i successi e gli insuccessi? Realmente, dov’è che sparisce proprio tutto?

Nulla sparisce. Tutto si accumula: il mio, il tuo ed il lavoro di tutta l’umanità nel corso di tutti i tempi. Perciò ci sono persone che ricevono un tale peso al cuore che le guida all’esodo dall’Egitto. Altre continuano la schiavitù in Egitto per adesso, ma ciononostante, di generazione in generazione, esse accumulano i loro sforzi. Questo concerne tutta l’umanità senza eccezione.

Persino un minuscolo pidocchio che si sforza di mangiare e sopravvivere, anche lui, contribuisce al “salvadanaio comune”, perché anch’esso appartiene al desiderio comune creato dal Creatore.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11/3/2018, lezione sul tema “Preparazione per Pesach”, Parte 1

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Porto tutto il mondo dentro di me

Io mi muovo sempre verso “Non esiste nulla tranne Lui”, perché Lui è la causa di tutto quello che mi sta succedendo, però tra il Creatore e me vedo anche questo mondo immaginario, quello che mi dà ogni genere di problemi. Devo immaginare questo mondo come un riflesso delle mie qualità interiori. Visto che dipendo dalla mia percezione della realtà, vedo le mie qualità interne al di fuori di me, intorno a me.

Se ti vedo di fronte a me, significa che esisti dentro di me come un desiderio particolare con determinate qualità. Mentre correggo la mia relazione esteriore con te, apparentemente ti porto dentro di me. Adesso sei incluso in me e non ti vedo più all’esterno.

Nel nostro mondo, prima si sviluppa un embrione dentro la madre, poi nasce un bambino che gradualmente cresce fino a diventare un adulto. Qui avviene il procedimento inverso, perché ritorniamo alla fonte verso l’interno. Così studiamo la Torah interiore e penetriamo in essa.

Il mondo intero che vedo dall’esterno, cerco di trovarlo dentro di me, come mie qualità interiori. Se vedo diversi eventi in questo mondo, buoni o cattivi, allora dovrei cercare di immaginarli dentro di me e cercare di correggere l’atteggiamento con cui mi relaziono ad essi, per cambiare il mio desiderio di dazione. Se il mio desiderio è diretto alla dazione, divento simile al Creatore e mi unisco a Lui in un tutt’uno. Questa si chiama adesione.

È auspicabile immaginare che la realtà esterna sia visibile al di fuori di noi solo a causa dei nostri stati interiori non corretti; però, di fatto, questa realtà deve essere interna. È per questo che studiamo la parte interna della Torah, impariamo che tutto è dentro di noi e che la correzione ha luogo all’interno delle persone.

La Kabbalah ci dà un metodo pratico attraverso il quale una persona può correggere se stessa e cambiare così il mondo che la circonda, perché il mondo è la nostra proiezione. Questa non è filosofia, ma la verità. Il filosofo è colui che lo nega.

Qual è l’obbiettivo di tutti i nostri sforzi per correggere il mondo? Il nome di “riformatori del mondo” è dispregiativo nella Kabbalah, perché invece di cambiare se stessi, essi cercano di cambiare il mondo che li circonda. Sono come i bambini che pensano che il loro gioco sia la verità, che il bambino vero sia il fantoccio di pezza e non il bambino vivo.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 4/03/2018, “Gli scritti di Rabash”, Volume 2, Articolo 44

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La storia sta volgendo al termine

Tutte le scienze, tranne la saggezza della Kabbalah, lavorano all’interno di una piccola luce alla quale si può arrivare ricevendo desideri senza correzione. In questo modo tutto il nostro mondo esiste senza l’intenzione per la dazione.

Ma questo è un bagliore molto limitato, una scintilla di vita che arde a malapena e che permette ai desideri di esistere solo nell’attesa del momento della correzione.

Nel nostro tempo, la Luce ha riempito quasi tutti i desideri. Pertanto, la scienza è in crisi e si trova ad un punto morto. Non ci sono più progressi nella scienza; tutto sta svanendo. Troviamo solo connessioni tra fenomeni vari. L’umanità può scoprirlo da sé perché tutto ci conduce alla comprensione che il nostro mondo è chiuso, rotondo, globale e integrale.

Quindi dobbiamo essere connessi fra noi e con tutta la natura. Solo in questa direzione la scienza si sviluppa e rivela la nostra relazione comune fra noi. Ma oltre a questo, non ci sarà sviluppo scientifico. Solo la tecnologia sarà sviluppata, non le scienze fondamentali. Gli scienziati stanno parlando di questo da molti anni.

Abbiamo completamente esaurito il nostro desiderio di esistere e provare piacere. Sia nel diciannovesimo secolo che all’inizio del ventesimo secolo, prima della Grande Depressione negli Stati Uniti, abbiamo usato incentivi come il denaro e la carriera.

Ma ora non funzionano più. Oggi, semplicemente, conquistiamo numeri astratti nei nostri conti correnti, e il denaro sta anche perdendo il suo valore. La storia sta volgendo al termine. In altre parole, stiamo diventando consapevoli della necessità per la correzione.

Tuttavia, non ci sarà alcun ulteriore sviluppo materiale dovuto alla Luce di Hochma che entra nei desideri di questo mondo. Di conseguenza, le persone sperimenteranno disillusione, depressione e una crisi globale in tutte le aree dell’attività umana.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28/2/2018, Baal HaSulam, Shamati, Articolo 37, “Un articolo per Purim”

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