Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Le molteplici crisi dell’egoismo

L’egoismo cresce sempre di più e rivela desideri tali che presto la gente morirà di fame e si ucciderà a vicenda con bombe nucleari; ci sarà una guerra globale di distruzione di tutti per mano di tutti. Il desiderio egoistico si sta intensificando oltre ogni limite. Deve sia soddisfare se stesso con tutto ciò che desidera, che distruggere gli altri, ritenendo che siano i colpevoli dei suoi problemi. Questo è lo stato che il mondo inevitabilmente raggiungerà.

Più cresce il desiderio di ricevere, più crescono le armi, le guerre ed i problemi del mondo. Inoltre, anche la minaccia di una guerra nucleare, come ha scritto Baal HaSulam, è già storia antica. Oggi, un attacco informatico è sufficiente per portare tutti i computer offline, ed il mondo intero sprofonderebbe nell’oscurità. Non ci sarebbe più luce e niente funzionerebbe. È così che i super potenti del mondo si tengono reciprocamente per la gola.

Non avremo nemmeno bisogno di armi nucleari. Anche senza di loro moriremo di fame, non ci sarà ossigeno negli ospedali, niente acqua nei rubinetti, le amate app che usiamo sui nostri smartphone non funzioneranno, tutti i sistemi smetteranno di lavorare. Questo è anche peggio di un’esplosione nucleare. Non possiamo più immaginare un mondo senza una rete di computer.

Questo è il modo in cui il Creatore costringe l’umanità ad accettare il Suo programma. Altrimenti, sarà impossibile portare noi piccoli egoisti primitivi in uno stato migliore. Non abbiamo nulla per incolpare il Creatore. Ha dato al mondo ogni possibilità di realizzare una vita migliore, ci ha dato un gruppo speciale chiamato la nazione di Israele e la metodologia che potrebbe salvare l’umanità.

Ma osserviamo un po’ che cosa sta succedendo ora a questo gruppo, ovvero la nazione di Israele. Siamo schiavi del nostro desiderio di ricevere e non vogliamo tirar fuori la testa dalla sabbia. L’umanità soffre perché la nazione di Israele non sta mettendo in pratica le opportunità che gli vengono date. Ci hanno dato i mezzi per correggere questo stato, ma non lo stiamo correggendo.

Dobbiamo passare la gestione superiore da negativa a positiva. Con l’aiuto di un piccolo interruttore è possibile illuminare il mondo intero.

Un interruttore può spegnere l’elettricità in tutto il mondo. Ma c’è questo piccolo blocco che sta sul sentiero dal Creatore all’umanità, e si chiama Israele. Il destino dell’umanità dipende dal fatto che questo blocco funzioni correttamente o meno. “Israele” è chiunque abbia un punto nel cuore che lo risveglia verso la connessione per giungere a un grido verso il Creatore, per obbligarLo a cambiare il controllo superiore da male apparente a bene.

Sotto la guida misericordiosa, la creazione riceve più Luce superiore e inizia a comprendere da dove proviene tutto e perché, e poi vorranno anche unirsi. Poiché in ogni persona esiste una scintilla spirituale, ognuna è una parte dell’anima collettiva frantumata di Adamo.

La scintilla, tuttavia, non si è risvegliata in tutti nella misura in cui possono percepire l’influenza della Luce. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di risvegliare la Luce e rafforzarla, che è l’unica cosa che Israele possa fare. Allora, anche le scintille che si trovano in tutte le persone si risveglieranno e vorranno unirsi ed esistere in un’unica unione. Alla fine diventeranno anch’esse Israele, in altre parole “dritte al Creatore” (Yashar-Kel).

La Luce che riforma risveglia il bisogno per il Creatore, il bisogno di unione e la necessità della dazione all’interno della creazione. La scintilla spirituale può essere su uno dei quattro livelli: inanimato, vegetale, animale e umano. Se la scintilla si trova al quarto livello umano, allora per avanzare è necessario superare ostacoli, problemi e dubbi.

Tuttavia, nel resto dell’umanità, questo progresso sarà molto più facile, come quello degli angeli. Abbiamo solo bisogno di sostenere la Luce circostante e, con il suo aiuto, le persone saranno in grado di compiere atti di dazione, connessione e amore. Non affronteranno lotte interiori; non ci saranno livelli tra Bina e Malchut. Tutto questo esiste solo tra i kabbalisti e quindi tutto dipende da noi.

Questo è il motivo per cui l’atteggiamento del mondo nei confronti di Israele peggiorerà sempre più e alla fine raggiungerà lo stesso livello della Germania nazista. Eppure questo atteggiamento dipende solo da noi. Le nazioni del mondo ci incolpano già di controllare il mondo. Cominciamo quindi davvero a gestirlo e portiamo al mondo più Luce di quanta non ce ne sia ora.

Tutto il controllo arriva solo attraverso la Luce; la Luce risveglia tutto (la natura inanimata, vegetale, animale e umana) verso lo sviluppo. Più luce, più veloce sarà lo sviluppo. Se la Luce ci fa avanzare più velocemente, allora i geni informativi spirituali (Reshimot) si riveleranno, e quindi questo è chiamato “Achishena“, l’accelerazione del tempo grazie al sentiero positivo, quello preferito dal Creatore e da noi.

Se c’è Luce insufficiente per illuminare lo stato rivelato dalle Reshimot, allora questo viene vissuto come avversità, persino come guerra. Spero molto che non arriveremo a una guerra mondiale totale. Penso che lo stato si materializzerà in modo diverso, ma non sarà molto più facile per noi.

Immagina che non ci siano rifornimenti, niente attività commerciali, niente benzina, niente cibo, niente acqua dal rubinetto. Per la persona che vive nel mondo moderno, questa è una catastrofe. Questa è la via della sofferenza.

Tuttavia, esiste un sentiero di Luce da percorrere: le persone hanno bisogno di sentire che esiste la metodologia della saggezza della Kabbalah, che è in grado di salvarle dalla morte, e di essere pronte a studiarla e realizzarla. È meglio non aspettare una crisi, ma fare subito il salto dallo stato odierno a quello spirituale, in questo momento. Altrimenti, nel prossimo futuro, avremo crisi in economia e nelle relazioni umane, insomma una crisi multipla.1

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/07/2018, Gli Scritti di Baal HaSulam, “L’Ultima Generazione”

1 minuto 5:00

Materiale correlato:
La realizzazione finale dell’egoismo
New Life n.51 – L’egoismo e la società
Nel succo aspro dell’egoismo

Preparare le fondamenta per un buon futuro

La Kabbalah è la scienza della connessione. Dobbiamo unirci perché la natura ci spinge verso l’unione, ci spinge a stare insieme. Se non lo facciamo da soli, allora la natura ci obbligherà con la forza. Non c’è dubbio che la natura vincerà, dal momento che ogni essere umano, da solo, è molto debole contro i colpi della natura. Ecco perché non vale la pena aspettare i colpi, che diventeranno sempre più forti, poiché all’orizzonte ci sono già nuvole pesanti.

Il nostro gruppo kabbalistico mondiale è all’avanguardia in questo movimento, avanza davanti a tutti e apre le porte all’unione per l’intera umanità. Stiamo testando su noi stessi come raggiungere l’unione, poiché una tale condizione non è mai esistita prima nel mondo. Una volta, migliaia di anni fa, questo tipo di unione esisteva, ma in condizioni completamente diverse, tra persone che non ci assomigliavano in alcun modo.

Il nostro gruppo chiamato “l’ultima generazione”, che vive nel mondo dell’egoismo, serve da laboratorio per tutta l’umanità. Su di noi viene testato il metodo attraverso il quale arrivare all’unione nel modo più semplice e veloce. Dalla nostra esperienza, stiamo costruendo le basi per coloro che seguiranno le nostre orme nel prossimo futuro. Questo può richiedere altri dieci o venti anni, ma alla fine, tutta l’umanità arriverà all’unione. Perciò, speriamo che questo progresso venga da un percorso misericordioso e non da uno di sofferenza.

La natura è un unico sistema. Tutte le sue parti si sviluppano da un unico desiderio come da un piccolo granello di sabbia. La forza superiore, la Luce, ha fatto esplodere questo piccolo granello di desiderio, dal quale è emerso il Big Bang, e da questo è iniziato lo sviluppo sul pianeta Terra di tutta la materia: inanimata, vegetale, animale e poi gli esseri umani. Oggi siamo già alla fine di questa evoluzione.

Lungo il percorso, la materia è passata attraverso molteplici metamorfosi e frammentazioni e noi abbiamo bisogno di correggerle. Dopotutto, correggendo la frantumazione, otteniamo la qualità della Luce. La Luce ha infranto il granello del desiderio e dobbiamo raccogliere quei frammenti di desiderio e scintille di Luce. Quindi, tutta la Luce sarà in grado di entrare nel desiderio e, invece di un piccolo granello, diventerà enorme. Ecco perché è così importante per noi raggiungere questa unione. Significa ricostruire l’anima frammentata del primo essere umano, Adam HaRishon.

L’Europa oggi testimonia quanto questa frammentazione ha iniziato a rivelarsi. I kabbalisti negli ultimi secoli hanno scritto del nostro tempo, della nostra “ultima generazione”. Il mondo si è mosso verso la rivelazione del male dell’egoismo così tanto che nei prossimi anni sarà chiaro a tutti che una crisi globale si potrà verificare non a causa di problemi che hanno a che fare con la tecnologia, con l’economia o con l’ecologia, ma solo a causa delle cattive relazioni tra le persone, che ci impediscono di unirci. L’umanità sta portando la natura fuori dall’equilibrio perché non ci sono equilibrio o unione tra di noi. Questo equilibrio è ciò che dobbiamo ristabilire.

Baal HaSulam scrisse nell’articolo “L’Arvut” (“La Garanzia Reciproca”) che la correzione finale del mondo è possibile solo dopo l’unificazione dell’intera umanità. Non abbiamo bisogno che di questo. Stiamo apprendendo di grandi sistemi, della distruzione che ha avuto luogo nei mondi superiori, ma in sostanza, stiamo apprendendo come unire il singolo desiderio che è stato frammentato in una moltitudine di pezzi opposti gli uni agli altri.

Noi siamo quei pezzi sbriciolati che devono unirsi, non fisicamente, ma nei nostri desideri e pensieri. Dobbiamo unire queste scintille spirituali dentro di noi in un sistema, dobbiamo sentire come ci completiamo a vicenda, pensare all’unico obiettivo, aiutandoci l’un l’altro a diventare un unico desiderio. Questo desiderio reciproco consiste di molte parti differenti, ma sono queste differenze a creare la possibilità della realizzazione. Nessuna parte sembra uguale all’altra, ma unendosi insieme creano la perfezione.

Creando un laboratorio in cui pratichiamo questa connessione, riveliamo gradualmente in essa la manifestazione del potere dell’unione, la forza superiore della natura chiamata Creatore. 1

Dalla lezione preparatoria del Congresso di Kabbalah in Italia – “All As One”, 26/07/18

1 Minuto 2:00

Materiale correlato:
Chi rivela i segreti dell’universo?
La Kabbalah è la scienza dell’ amore
L’obbiettivo della società del domani

Amare gli altri, perché ne abbiamo bisogno?

Perché abbiamo bisogno di passare attraverso l’amore per gli esseri creati con il fine di raggiungere l’amore per il Creatore? Tutti sono d’accordo nell’amare il Creatore perché è la forza superiore che ha creato e controlla tutto. È utile per noi, amare ed essere amichevoli con questa forza, ma solo per ragioni egoistiche. Gli esseri creati, che sono l’altra parte, li odiamo e pensiamo che non ci sono necessari. A volte sogniamo anche di non avere nessuno al mondo. E questo non accade solo nei sogni, ma nella vita quotidiana, tutti pensano solo a se stessi e prendono in considerazione solo il proprio beneficio.

L’amore per gli esseri creati è qualcosa di completamente artificiale; perché ne abbiamo bisogno? Anche se abbiamo tante motivazioni per convincerci che dovremmo amarci a vicenda e siamo d’accordo sul fatto che dovremmo essere in reciproca armonia con tutti nella nostra mente, queste continuano ad essere ancora solo buone intenzioni. In realtà, niente funzionerà perché la nostra natura non ci permetterà di amarci o semplicemente unirci in maniera amichevole.

Perché il Creatore ha fatto in modo che dobbiamo essere opposti a Lui? Se vogliamo raggiungere la perfezione, elevarci al livello del Creatore che include tutta la creazione dentro di Sé, dobbiamo acquisire le Sue caratteristiche. Ovvero dobbiamo includere ambedue le qualità e, pertanto, il Creatore in origine ci ha creati in maniera opposta affinché al di sopra di questa opposizione, arrivassimo alla somiglianza con Lui.

Ne risulta che l’essere umano deve includere dentro di sé due caratteristiche opposte: nel livello terreno c’è la nostra evoluzione corporea, con ogni tipo di ostacoli (questo mondo, i nostri problemi, il desiderio di ricevere) e noi dobbiamo cercare di elevarci al di sopra di questo, pienamente fiduciosi del fatto che “Non esiste nulla tranne Lui”, la forza superiore, il mondo superiore, la dazione. In seguito alla fusione di queste due parti l’una nell’altra, riceviamo una terza linea nella quale le altre due esistono in armonia ed equilibrio. È così che raggiungiamo l’adesione con il Creatore.

Raggiungiamo l’adesione con il Creatore mentre abbiamo due nature: una che è opposta al Creatore ed una che Lo vuole emulare. Così restando, come creazione, raggiungiamo la somiglianza con il Creatore. Anche il cammino verso questa meta avviene per mezzo dell’amore per gli esseri creati e, solo da lì, all’amore per il Creatore.

Al di sopra di tutti gli ostacoli che il Creatore ci presenta in questo mondo, che noi percepiamo come problemi interni ed esterni nella nostra vita, ci manteniamo saldi nel credere che: “Non esiste nulla tranne Lui”, ci rafforziamo a vicenda ed allora cominciamo a renderci conto della necessità di elevarci al di sopra delle nostre sensazioni, come è scritto: “Hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono”. Al di sopra di tutto questo, dobbiamo accettare che tutto viene dal Creatore, e non affinché correggiamo il mondo, ma solo perché dobbiamo davvero ricondurre tutto al Creatore. Questo è ciò che implica la nostra correzione.

Non ci rivolgiamo a questo mondo, non vogliamo cambiare nulla di esso: né la nostra natura, né le relazioni con le altre persone. L’unica cosa che cambia è il nostro atteggiamento: riconosciamo che tutto proviene dal Creatore; questo è ciò che definisce la correzione.

Quando stabiliamo questo, ci rendiamo conto della necessità dell’amore per gli esseri creati, cominciando dagli amici ed espandendo questa sensazione a tutto il mondo. 1

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/07/2018, lezione sul tema: “Dall’amore per gli esseri creati all’amore per il Creatore”.

1 Minuto 0:20

Materiale correlato:
Il percorso verso la dazione
Il sistema della dazione
Le vibrazioni elettriche della dazione

La grandezza del Creatore

Il Creatore è una forza che riempie e organizza tutto ciò che pensiamo, vediamo, sentiamo e diciamo. Gli esseri creati non hanno nulla in sé e per sé. Il Creatore ha creato e ha sviluppato il desiderio di ricevere, che Egli riempie, guida, aziona. Pertanto, noi non eseguiamo azioni indipendenti, sono tutte azioni del Creatore. Non esiste nulla tranne Lui.

Tuttavia, anche se il Creatore ci controlla completamente e compie tutte le azioni attraverso di noi, ci è stata data un’opportunità speciale per essere indipendenti. Possiamo essere chiamate creature indipendenti nella misura in cui diventiamo simili al Creatore, ma ciò è vero solo per quegli individui che acquisiscono la fede nel Creatore: la sensazione della forza superiore.

Questi individui unici nel loro genere, agiscono esattamente nel modo in cui il Creatore vuole che facciano, ma di loro spontanea volontà. Tutte le altre persone agiscono come il resto della natura: intuitivamente, inconsciamente e sotto il pieno controllo del Creatore. Solo che si considerano “libere” a causa della loro percezione limitata. Comunque, quando le persone scoprono il Creatore e desiderano assomigliare completamente a Lui, allora diventano esattamente come Lui e quindi indipendenti e libere.1

Il Creatore ha creato il desiderio di ricevere, Egli guida, sviluppa e organizza tutte le sue azioni. Invero, questo desiderio di ricevere dipende totalmente dalla Luce e intuitivamente esegue tutte le azioni dettate dalla Luce. Vediamo che in questo modo si comportano gli oggetti inanimati, le piante, gli animali e persino gli esseri umani.

Il Creatore, tuttavia, sceglie alcune persone e dà loro l’opportunità di acquisire il potere del Creatore, di compiere azioni per proprio conto, ma solo allo scopo di assomigliare a Lui.

Allora, diventano libere. A seconda del grado in cui è ascesa la persona, il Creatore smette di gestirla (sia parzialmente che completamente) perché la persona agisce esattamente secondo il desiderio del Creatore.2

Il Creatore governa completamente tutta la natura nei livelli inanimato, vegetale e animato. È come se il livello umano non esistesse. Tuttavia, quando una persona diventa simile al Creatore e comincia a comportarsi come il Creatore, quando cioè impara questa gestione dal Creatore e perciò viene chiamata “discepolo saggio”, ascende al grado successivo e diventa “umana” (“Adam“). Ciò la eleva al di sopra del livello animato, rendendola simile alla forza superiore e consentendole di raggiungere il Creatore.3

La sensazione che il Creatore si riveste in una persona, dentro ai suoi desideri, ai pensieri, alle azioni e alle impressioni, viene chiamata grado del raggiungimento della fede. La persona sente che il Creatore governa il mondo intero per mezzo del bene che fa il bene.

La fede sopra la ragione è la sensazione del Creatore in tutti i nostri organi, nella nostra intera essenza. Una persona deve cercare di sentire che il Creatore governa lei e il mondo intero attraverso il bene che fa il bene, nonostante il fatto che il Creatore le rovini questa sensazione e le mostri l’esatto contrario.4

Lo stato di correzione finale è il totale rivestimento del Creatore in una persona, quando la forza superiore è avvertita in tutti i nostri organi. Dobbiamo sentire che tutto il mondo è governato dalla forza superiore e che noi abbiamo sempre eseguito e stiamo eseguendo azioni del Creatore: prima con la costrizione e poi per nostro volere, col nostro consenso. Questo è il modo per diventare devoti servi del Creatore, lavorando con amore.5

Il lavoro di una persona è cercare di assomigliare al Creatore, come se Egli fosse rivestito in noi e ci gestisse completamente. Nella misura in cui riusciamo ad immaginare questo stato, ne siamo ispirati e trasformiamo lo stato desiderato in esistente. Il Creatore ci ha scelti, e noi stiamo facendo dei passi verso di Lui. Egli ci ama. Ci ha risvegliati per amore, desiderando che somigliassimo a Lui e che raggiungessimo il Suo stato. Non dovremmo solo immaginarlo, ma sentire veramente come farlo.

Dovremmo cercare di stabilire tra noi tali relazioni, come se già il Creatore fosse rivestito in noi. Allora sentiremo quanto il nostro stato desiderato non riesce a corrispondere al nostro stato esistente ed eleveremo una preghiera (MAN) al Creatore, volendo essere nella realtà del Creatore, non solo nella nostra immaginazione.

Questo è il lavoro della persona: forzarci ad immaginare che il Creatore è rivestito in noi e tutte le nostre azioni sono definite dalla sensazione del Creatore in tutti i nostri organi, nelle nostre relazioni, nelle nostre menti e nei nostri cuori. Tuttavia, dato che questa non è ancora la nostra realtà, ma solo immaginazione, l’egoismo ci aiuta a capire il divario tra lo stato desiderato e quello attuale e noi eleviamo questa mancanza al Creatore come richiesta di correzione.

Dopo tutto, in effetti, non abbiamo ancora fede, la sensazione del Creatore in tutti i nostri organi, perché non abbiamo organi spirituali che agiscano da connessione tra noi e dove il Creatore possa dimorare. Pertanto, ci rivolgiamo al Creatore con la preghiera di correggerci e di connetterci affinché Egli possa rivestirsi in noi.6

La preghiera include due stati: lo stato esistente, che vediamo con i nostri organi sensoriali esistenti, e lo stato desiderato in cui ci immaginiamo come se fossimo già connessi con tutti gli altri e che il Creatore ci sia rivelato e dimori in noi. Il divario tra questi due stati crea una grande mancanza con la quale ci rivolgiamo al Creatore.7

La preghiera deve essere costruita sulla base della chiara differenza tra lo stato desiderato e lo stato esistente. La preghiera non è solo il desiderio di mangiare una mela deliziosa. Attraverso i nostri sforzi, dobbiamo costruire lo stato desiderato dentro di noi, cioè immaginare la connessione tra noi allo scopo di rivelare il Creatore e di portare contentezza a Lui.

Quindi vediamo che il nostro stato attuale è insufficiente e impreciso. Il divario tra stato desiderato e stato esistente comincia ad apparirci e noi lo eleviamo al Creatore. In risposta alla nostra preghiera, riceviamo nuovi desideri, bisogni che non avevamo prima e che abbiamo formato da soli.

È attraverso questi desideri che costruiamo il nostro livello umano, che non avevamo prima. Da parte del Creatore, ci vengono dati solo i gradi inanimato, vegetale, animato. Il grado umano non esiste nella materia, ma solo nel pensiero e nel desiderio, ed è proprio questo che stiamo costruendo ora.

Il grado di una persona, Adam, è l’inclinazione ad avvicinarsi al Creatore. Dobbiamo immaginarlo come immaginiamo qualsiasi cosa che vogliamo in questo mondo: sono in un certo stato e voglio cambiarlo in uno migliore: questo è il desiderio di ogni creatura vivente.8

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/05/2018, lezione sul tema: “La grandezza del Creatore”

1 Minuto 2:30
2 Minuto 6:03
3 Minuto 14:20
4 Minuto 17:20
5 Minuto 27:10
6 Minuto 31:50
7 Minuto 44:10
8 Minuto 48:45

Materiale correlato:
Vedere da un capo all’altro della Terra
Una briciola di materia accanto ad una scintilla di Luce
L’Occultamento della perfezione e anche della sua assenza

Le lezioni sull’Olocausto

Viviamo un tempo unico, un tempo in cui ci viene data la possibilità di avere successo. Ma non vi è alcuna garanzia che ci riusciremo. Questa volta però siamo stati “programmati” per guadagnare forza e capire dove siamo e cosa dobbiamo fare.

Baal HaSulam definisce questo “Il tempo delle opportunità aperte per la liberazione”.
Ci è stata data questa possibilità, e tutto il nostro lavoro consiste nel cercare di metterla in pratica e di portare in vita tutto ciò che è scritto nei libri kabbalistici. Nessuno sa come questo risulterà alla fine. Baal HaSulam scrisse a proposito dell’esistenza del pericolo che questa possibilità rimanga irrealizzata e che lo Stato di Israele cadrà a pezzi. Dopotutto, ci sono forze molto potenti contro di noi.

Il Creatore ha organizzato questi nemici per noi, nemici che possiedono pazienza, potenza, grande quantità e qualità. Dobbiamo capire che abbiamo bisogno del potere del Creatore per combattere contro di loro. Se capiamo questo, vinceremo. Ma se non lo facciamo, allora lo Stato di Israele non ha futuro.

Questo perché l’unica condizione per l’esistenza dello Stato di Israele è la nostra unione. Pertanto, né una potenza militare né l’America con Trump ci aiuteranno: nessun altro potere, se non il potere della nostra unione.

L’unica questione è se la nazione di Israele è pronta a sentire questo e quando lo sentirà. Finora, è solo cresciuta più forte nel suo orgoglio e sempre più lontana dalla verità, le persone sono sempre più distanti le une dalle altre, e sono sempre più odiate da tutti gli altri.

Gli ebrei sono molto orgogliosi del loro successo materiale, che non ha alcun collegamento con la loro missione innata. Gli ebrei israeliani, europei e americani, hanno ciascuno i loro particolari sintomi della malattia, ma sono tutti ancora uniti da una cosa: l’odio per le nazioni che li circondano. Speriamo che questa strada non ci porti ad un Olocausto simile a quello che è già avvenuto in passato.

Il tempo stringe, ne abbiamo sprecato la gran parte e la nazione di Israele non è ancora cambiata internamente per il meglio; anzi al contrario, è peggiorata. Non c’è nessuno che dipenda da altro se non da noi stessi e dal Creatore. È un problema terribile quando c’è la possibilità di correggere e completare la nostra missione, ma la gente non lo sente. Sono passati solo 70 anni dall’Olocausto e le sue lezioni sono apparentemente già state dimenticate.

Ci è stata data l’opportunità di unirci, di lasciare i paesi dove siamo stati odiati e di iniziare insieme a scoprire l’essenza interiore della nazione di Israele conosciuta da tutti, sia religiosi che secolari, di cui è scritto: “L’amore copre tutti i crimini.” Ma nessuno vuole accettare questa legge; al contrario: la separazione ed il conflitto interpersonale continuano a rafforzarsi. Vediamo che la storia non ci insegna nulla.

Solo attraverso la diffusione della saggezza della Kabbalah e attraendo la Luce che riforma, le cose possono migliorare. Il mondo intero soffre e continuerà a soffrire ancora di più.

Stiamo tutti scivolando su un piano inclinato. Speriamo che con la nostra partecipazione alla correzione, la pressione del mondo su di noi sarà relativamente morbida, ma ciò nonostante ci obbligherà ad unirci.

Se non risvegliamo noi stessi, i nostri egiziani interiori, se non sentiamo che essi si nascondono dentro di noi, ostacolando la nostra connessione, allora forse il mondo ci aiuterà in questo e richiederà la metodologia della connessione.

Un tempo non era così evidente, ma oggi tutti capiscono che l’unione creata negli ultimi 30-40 anni sta distruggendo il mondo. Inizialmente, tutti erano elettrizzati dal fatto che la società fosse diventata globale e integrata, pensando che questo ci avrebbe portato prosperità. Ma ora è già chiaro che non è così. Oggi stanno già iniziando vere guerre: Cina, Stati Uniti, ecc.

Questo è un segno evidente che l’unione non è possibile finché l’egoismo non viene corretto. E finché ciò non accadrà, l’unione sarà sempre dannosa, come è scritto: “L’unione dei peccatori porterà danni a loro e al mondo.” Alla fine, porterà guerre tremende.

Oggi, a poche settimane dalla Giornata della Memoria dell’Olocausto, il mondo ha davvero bisogno di chiarimenti (e dell’antidoto).

[224648]

Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8/04/2018, Shamati articolo n.190, “Ogni azione lascia un’impronta”

Materiale corelato:
Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 1
Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 2
Essere un modello per le nazioni

Celebrare la festa guardando al futuro

Dovresti sempre rimanere nella linea di mezzo, invece di saltare da un estremo all’altro, dall’esaltazione e dall’euforia al massimo sgomento e critica. Questo non è l’approccio giusto. Riesco a rimanere gioioso durante una grande discesa e calmo durante una forte ascesa, perché continuo a mantenere l’obiettivo.

Il mio umore è determinato dalla misura in cui i miei stati sono mirati all’obiettivo. Pertanto, non ci possono essere forti sbalzi d’umore se tutto è connesso e porta a un obiettivo. Sono al sicuro da bruschi cambiamenti di umore, come un bambino che ride o piange, ma controllo costantemente i miei stati sul fatto che stiano servendo l’obiettivo.

Se ci teniamo all’obiettivo, poi, nel bene o nel male, non soccomberemo agli umori momentanei, ci sentiremo allo stesso livello.

In onore della celebrazione del 70 ° anniversario di Israele, abbiamo ricordato molto della nostra grande storia. Ma avrei celebrato questa festa in modo diverso, non scavando nel passato, ma sottolineando il futuro, dimostrando che lo Stato di Israele è il simbolo di un nuovo inizio per tutta l’umanità, l’unione attorno all’idea di conseguimento del Creatore che fa riferimento assolutamente a tutti allo stesso modo.

Questo è esattamente ciò per cui il popolo di Israele è tornato nella sua terra. Celebriamo il fatto che noi e tutta l’umanità abbiamo ricevuto l’opportunità di un nuovo inizio, un nuovo rinascimento. Questo è ciò che vogliamo mostrare a noi stessi e al mondo; questa è la vera festa, non la sofferenza che abbiamo sopportato in passato.

Dobbiamo fare pubblicità non al nostro passato, ma al nostro futuro che appartiene al mondo intero. Israele è un paese speciale, diverso da qualsiasi altro. Quindi non dovremmo essere troppo orgogliosi dei nostri risultati materiali nei settori dell’high tech e dell’agricoltura. La cosa principale che ci porta gioia è la capacità di garantire all’umanità un futuro felice. Sarebbe una vera festa e un’ascesa nello spirito!

La scienza della Kabbalah è un’antica scienza con migliaia di anni di storia. Ma la cosa principale è che garantisce al mondo un buon futuro. (1)

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20/04/2018, lezione sul tema “Scoprire la forza del Creatore nella decina” (Preparazione al congresso “All As One” in New Jersey 2018)

(1) Minuto 1:45

Materiale correlato:
“La vera forza di Israele è l’unione: un dono per l’umanità”
New Life #959 – L’esperienza della vita in Israele
Il desiderio: il motore della storia

Ammirare gli amici, non gli idoli

All’inizio Abrahamo era un adoratore di idoli e costruiva idoli, ossia, lui venerava i desideri per il denaro, l’onore e la conoscenza, che sono tutti accettati in questo mondo. Tutte le nostre azioni in questo mondo sono definite come creare idoli o venerare degli idoli. Dopotutto noi lavoriamo per il nostro egoismo, che morirà insieme a noi e questo significa che il lavoro non produce risultati, proprio come l’adorazione degli idoli. Non lavorare per un idolo significa lavorare per qualcuno che reagisca al tuo lavoro, qualcuno con il quale tu vivi e ti sviluppi insieme. 1

L’unione non è un obiettivo di per sè ma un mezzo per rivelare la forza superiore. É la stessa rete nella quale catturiamo una grande preda che abbiamo sognato: un leviatano. Se realizziamo l’unione nella decina, allora essa si moltiplica, si allarga, “s’ingrossa”: un pesce diventa sempre più grosso finchè non diventa un leviatano. Un leviatano è l’intero desiderio per il piacere che è stato creato dal Creatore. Arriviamo quindi al momento di mangiare il leviatano e lì riceviamo tutta l’abbondanza che ci sazia. Lo percepiamo nella mente e nel cuore.

Attraverso lo studio della Kabbalah uno si prepara a catturare la più grassa e grossa preda. É un lavoro super egoistico. Un kabbalista non corre dietro al premio Nobel o a miliardi di dollari, che domani perderanno di valore, ed anche se così non fosse, non puoi portarli con te nella tomba. Un kabbalista spera in una vera vincita, che va oltre le possibilità di questo mondo.

La gente che è lontana dalla Kabbalah deride la nostra aspirazione a raggiungere l’unione, considerando questo tipo d’impegno ingenuo e non serio. In realtà, sono Ie loro occupazioni ad essere un gioco da bambini, che non porta nessun beneficio: simili a castelli di sabbia costruiti sulla riva. Prima o poi un’onda arriverà e porterà tutto via con sè. E questo è quel che chiamiamo “una seria occupazione nel nostro mondo”? 2

Se una persona stabilisce una connessione con il Creatore, significa che essa appartiene al Kli (vaso) che è collegata a Lui, ossia il Kli comune di tutta l’umanità. Questo significa che è impossibile essere connessi al Creatore se non associ te stesso all’intera umanità. Uno è connesso con l’altra. 3

Un segnale di avanzamento è quello di vedere che i tuoi amici hanno molto più successo di te. Io credo che stanno sfondando la barriera, stabilendo una connessione interiore l’uno con l’altro, stanno dicendo cose profonde, non parole vuote ma che vengono davvero dal cuore e questa è la loro vita.

Nel contempo, sto ancora guardandoli in maniera scettica e sto sentendo che sono chiuso in una corazza, che non mi permette di sentire così bene come loro, di gioire e addolorarmi insieme a tutti. Sono arrivati ad una svolta nelle loro sensazioni; hanno rotto il guscio; sono emersi da esso, come un verme fuori da un ravanello, ed essi sentono qualcosa al di fuori del loro egoismo.

Da un lato sono pieno d’invidia e dall’altro sono orgoglioso e gioisco del fatto che mi trovo in una tale società e mi posso relazionare con queste grandi persone. Ne deriva che, se non oggi, allora domani anche io raggiungerò questo traguardo.

L’invidia mi sprona a fare sempre del mio meglio. L’invidia è molto sana se è un’invidia positiva. Non voglio che gli amici cadano dal loro livello perchè loro sono la fune che mi viene lanciata perché io sono quello che sta affogando nel fiume. Mi tengo saldo a questa fune e per questo voglio che gli amici siano il più in alto ed i più forti possibili; sono la mia unica speranza.

Incomincio a gioire d’essere dietro a loro. Improvvisamente vedo che il gruppo ed il Creatore rivelato fra gli amici, sono la mia salvezza e non può essere altrimenti. Perciò è un bene che io sia il più piccolo di tutti. Certo voglio crescere ma sono pronto a servire loro ed il Creatore: ho già il giusto approccio verso la forza che mi fa progredire. É un grande successo iniziare a sentirsi in questo modo 4

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’1/04/2018, Gli scritti del Rabash, “Quali sono le Luci-Mizvot che una persona calpesta con i propri talloni, nel lavoro?”, Articolo n.41, 1990 (versione in inglese)

1(Minut0 51:30)
2(Minuto 53:25)
3(Minuto 57:15)
4(Minuto 58:00)

Materiale correlato:
Racconti Brevi: Giacobbe e lo sviluppo del gruppo di Abramo
La Kabbalah da Abramo fino ad oggi
La salvezza si trova nella connessione

Il mondo intero è l’Egitto

Tutto il nostro mondo, tutta la nostra vita, è l’Egitto, il luogo dell’esilio. Siamo nati qui e cresciuti sentendo noi stessi in una realtà sbagliata, molto lontana dal potere della dazione, dell’amore, dell’auto-sacrificarsi, dell’unione, cioè dalle proprietà del Creatore.

Lo studio della saggezza della Kabbalah ha lo scopo di darci una visione sempre più corretta del mondo in modo che possiamo vedere che c’è una sola persona al mondo.

Ognuno deve vedere se stesso come questa unica persona. Se ognuno incorpora tutta l’umanità in se stesso, grazie all’unione e all’amore e alle varie correzioni che deve eseguire, vedrà davvero solo una persona esistente nel mondo.

Nel frattempo, scopriamo una moltitudine di forze nel mondo che si contraddicono e si oppongono l’una all’altra. Abbiamo bisogno di associarle tutte ad una fonte, ad un desiderio, ad una forza accanto alla quale non c’è nulla. In questo modo, arriveremo gradualmente alla conclusione che solo l’auto-annullamento è l’unica azione che noi dobbiamo fare in ogni momento, abolendo tutte le forze che provengono da me, dagli altri, da chiunque altro, in modo che rimanga solo una sola forza superiore che domina completamente su tutto.

Questo è lo stato che ci pone di fronte al Creatore, al Suo fianco, per aderire a Lui e per essere inclusi in Lui.

[224071]

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27/03/2018, “Gli scritti di Rabash

Materiale correlato:
Quando arrivare alla terra di Israele?
Cosa ci dice La Torah?
Rinunciare all’ egoismo

La cosa più importante è avere tanta pazienza

La cosa difficile nello studiare la Kabbalah è che ci richiede di acquisire nuovi valori. Ecco perché coloro che non sono pronti o disposti a farlo per mancanza di pazienza, abbandonano. Non credono che questo studio porterà loro risultati reali e non capiscono veramente di cosa tratti questa scienza.

Qui c’è bisogno di tanta pazienza per lasciare che la Luce superiore agisca su di te, perché è la forza che ti trasforma in un nuovo essere. Gradualmente, iniziamo a sentire, a capire e a giudicare attraverso nuove definizioni.

Anche se dall’esterno sembra che un individuo sia sempre lo stesso, in realtà egli è completamente diverso. Egli è impossibile da definire con i chiarimenti, i valori e le normali regole corporee. Ora egli pensa in termini di uguaglianza della forma con la forza superiore, in modo completamente diverso.
Tale cambiamento qualitativo è ricevuto attraverso l’influenza della Luce superiore, attraverso il passare un’intricata rivoluzione interiore. Ciò richiede molti anni perché tali cambiamenti avvengono in una persona gradualmente, a piccoli passi.

E anche questo è difficile da ottenere. È molto più facile avanzare con il gruppo a cui puoi aggrapparti. Se una persona si stringe al gruppo con gli occhi chiusi, supera tutte le difficoltà.

Chiude la porta ai suoi vecchi valori e ne riceve di nuovi dal gruppo, dall’unificazione degli amici, che significa il nuovo Kli, dove dieci diventano come uno: riceve così una nuova mente e nuovi sentimenti, una nuova attitudine, nuove unità di misura.

È un periodo molto delicato e difficile di cui è scritto: “Mille entrano in casa, ma solo uno esce alla Luce”. Devi avere molta pazienza affinché la Luce superiore lavori su di te e ti dia nuove qualità. Quando si dice: “Fa di tutto, solo non abbandonare”, questo è ciò di cui si sta parlando.

[222616]

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5/03/2018, Talmud Eser Sefirot

Materiale correlato:
Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re
Abbiate pazienza!
Il gruppo è la piattaforma per scoprire il Creatore

I libri sull’eterno

Se cominciamo a spiegare ad un bambino di tre o quattro anni i nostri problemi di adulti, ovviamente in base al suo sviluppo mentale, psicologico e spirituale, sarà incapace di capirli. Non è interessato ad essi e non sono inclusi assolutamente nelle sue sensazioni.

Così quando leggiamo i libri scritti dai kabbalisti dobbiamo accettare il fatto che non capiamo assolutamente ciò che dicono.

Se per esempio leggiamo l’articolo “Riguardo all’Amore per gli amici”, non sappiamo cosa siano gli amici, né cosa sia l’amore. “Gli Amici” nella spiritualità sono parti della mia anima; tuttavia non li sento in questo modo. Immediatamente confondo la parola “amici” con l’amicizia usuale di questo mondo: con i conoscenti, qualcuno con il quale mi sento bene a passare una serata o a viaggiare, o con gli amici di infanzia.

Tuttavia l’amicizia qui ha un significato completamente differente. Voglio rivelare la mia anima, la parte eterna della realtà, però fino ad ora ho vissuto soltanto un’esistenza temporale, illusoria nel nostro mondo immaginario che in realtà non esiste. Pertanto devo capire che i libri parlano della mia anima eterna, il che appare davanti a me nella forma di certe persone speciali alle quali sono stato portato mediante il governo superiore, mediante la rete frammentata di connessioni fra di noi.

È necessario formare una rappresentazione di questo sistema dentro di noi, anche quando è ancora immaginario, ma tanto vicino alla spiritualità quanto sia possibile. A parte questo, abbiamo bisogno di definire in maniera precisa chi è “una persona” in generale e “gli amici” in particolare, e cos’è “L’amore per gli amici”. Gli amici non sono coloro con i quali è gradevole convivere, andare a bere qualcosa, a cena, a ballare o a studiare.

Gli amici sono una connessione spirituale speciale, che non avviene con il proposito di dare soddisfazione reciproca. Il piacere può risiedere solo nel mezzo; però in realtà, l’amore per gli amici si ha quando ognuno agisce per soddisfare l’altro.

Questa è una delle difficoltà dello studiare la saggezza della Kabbalah.

La seconda difficoltà è che percepiamo la Torah come una storia che riguarda il nostro mondo: come se esistessero il tempo, il movimento e lo spazio, che in realtà non esistono nel mondo spirituale. Pertanto, questa “storia” che ascoltiamo della Torah, nemmeno esiste! Non esiste l’Egitto, né l’esilio in Egitto.

La Torah non descrive eventi storici, ma la sequenza di stati preparatori attraverso i quali passarono i kabbalisti, con il fine di ottenere la vera ed unica percezione della realtà che esiste.

Allora anche io devo costantemente immaginarmi non a studiare la storia che avvenne nei tempi antichi, con un gruppo di persone che scappavano da un luogo all’altro. Non riguarda questo, ma delle impressioni sensoriali di una persona che si trova in uno stato che definisce come esilio spirituale, esilio dal mondo spirituale. Allora è possibile immaginare cosa siano la redenzione e lo sviluppo spirituale. Si tratta solo di quello che succede all’interno di una persona.

Ogni giorno voglio separarmi sempre di più dalle narrazioni, dalla storia e dalla geografia e spiegarlo a livello interiore, sensoriale: il mio o quello di qualcun altro che vuole svilupparsi spiritualmente. Tutto questo si applica solo al periodo dello sviluppo spirituale di una persona. Pertanto, “l’amore degli amici” ed in generale tutta la Torah, devono essere considerati solo nella forma interna, in relazione al nostro sviluppo.

[222724]

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/03/2018, lezione sul tema: “Preparazione per Pesach”

Materiale correlato:
Cos’è eterno?
Come si consegue l’anima?
La Torah: cambia te stesso per rivelare il Creatore