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Buona vacanza di concepimento spirituale!

Più ci addentriamo nella spiegazione della festa di Hanukkah, più ci convinciamo che essa contenga l’intero percorso, tutti gli eventi e tutti gli stati attraversati da chi vuole rivelare il mondo spirituale, la forza superiore.

Potrebbe sembrare una storia antica che si è trasformata in una festa popolare o per bambini: accendere delle candele, mangiare delle ciambelle dolci…..

Tuttavia, in realtà, Hanukkah racchiude l’intera lotta di ogni essere umano nel tentativo di tirarsi fuori da questo mondo, elevandosi al di sopra di esso. L‘essere umano supera tutti gli ostacoli che il Creatore gli pone davanti per rivelare, al di sopra di essi, il mondo superiore, il suo stato eterno e perfetto, il “vantaggio della Luce proveniente dall’oscurità”.

Questo vantaggio si rivela proprio in contrapposizione con gli stati transitori e imperfetti che ci giungono in tempi di grandi calamità e guerre, la realizzazione della natura umana egoistica.

Discernimenti, discernimenti, discernimenti… attraverso tutti gli stati che siamo destinati a sperimentare. Nessuno può aggirare o saltare qualsiasi discernimento od ostacolo; bisogna percorrerli tutti uno dopo l’altro. Nessuno riceverà più o meno lavoro degli altri: ognuno può avere i propri toni e misure, ma in realtà, ognuno di noi percorre ogni passo di questo cammino.

Non solo siamo tutti parti di un unico corpo, ma attraverso la frammentazione siamo anche diventati inclusi l’uno nell’altro e ogni persona si trova all’interno di tutti. Una volta, prima di questa frammentazione, la reciproca inclusione si verificava solo nei desideri di dazione.

Tuttavia, dopo la caduta a seguito del peccato di Adam HaRishon, i desideri di ricevere e di dare si mescolarono l’uno con l’altro, insieme alla Luce superiore che li aveva colmati al momento della frammentazione. Come risultato, ogni stato include tutti gli altri e viene percepito solo attraverso la mancanza di correzione. Pertanto, ogni persona deve passare attraverso tutti gli stati.

La qualità della dazione, Bina, deve essere rivelata durante Hanukkah. Ci spiega tutte le nostre caratteristiche, il nostro percorso, l’uscita della persona dalla rivelazione di questo mondo verso la rivelazione del mondo superiore che le mostra da cosa deve separarsi e liberarsi, da cosa deve allontanarsi e a cosa deve avvicinarsi, aderire, connettersi e in quali forme.

Tutto questo è contenuto nella festa di Hanukkah, nelle correzioni che dobbiamo affrontare. Potremmo chiamarla “la festa del concepimento spirituale e dell’allattamento” che è, per ora, un piccolo livello. Eppure è già uno stato spirituale: anche se una persona non può ancora usarle praticamente, sta già raggiungendo la comprensione e le forze che appartengono al mondo superiore, al mondo spirituale.

Si entra nel livello di Bina, e questo è l’ingresso al giardino dell’Eden! Da questo stadio in poi, costruiamo noi stessi in equivalenza di forma con il Creatore. Prima della festa di Hanukkah, egli correggeva se stesso solo per elevarsi al di sopra del suo egoismo, per liberarsene e separarsene. Leggendo articoli su Hanukkah, ci sforziamo di controllare, discernere e comprendere le condizioni che ci permettono di acquisire la qualità della dazione: Bina.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15/12/2017, lezione sull’argomento: Hanukkah secondo la Kabbalah

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L’Ebraico – il linguaggio per percepire il Creatore

L’Ebraico è molto più appropriato per esprimere la scienza della Kabbalah di qualsiasi altro idioma. Ha molte più parole che esprimono con maggior precisione il sentimento interiore. Infatti, l’Ebraico ha origine dalla scienza della Kabbalah. Questa scienza, il suo approccio e il desiderio verso il Creatore, generarono e crearono il linguaggio.

Pertanto, l’Ebraico contiene tutti i simboli per svelare il Creatore. La forma delle lettere, la forma nella quale sono scritte, la grammatica, tutto è stato creato solo per spiegare l’essenza del desiderio nel quale il Creatore può essere percepito.

Non c’è altro idioma, per esprimersi nella saggezza della Kabbalah, che possa essere paragonato all’Ebraico. Altri idiomi non hanno le stesse proprietà.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/10/2018, lezione sul tema “La saggezza della Kabbalah nel mondo moderno – la reale percezione della realtà”

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Le splendenti Sefirot

La Sefira è il desiderio di ricevere piacere che si restringe e si riapre per dare ad un amico, cioè possiede uno schermo e una Luce riflessa, un calcolo per dare. Nella misura in cui esso è in dazione si considera splendente e, pertanto, si chiama Sefira. Il desiderio si divide allora in dieci Sefirot che desiderano splendere, donarsi l’un l’altro, e quindi si uniscono per dare al Creatore. In questa connessione il Creatore splende su di loro. Allora cominciano a brillare e si chiamano le dieci Sefirot.

Possiamo lavorare con queste dieci Sefirot a molti livelli, tanto quanto riusciamo ad elevarci al di sopra del nostro desiderio e trasformarlo in splendore, una fonte di Luce.

Ovviamente, non possiamo essere la fonte della Luce, ma quanto più vorremo essere in dazione, tanto più la Luce inizierà ad apparire in noi per portarci la forza della dazione. Così ci convertiremo nel canale per dirigere la Luce superiore sugli altri. Tutti dobbiamo diventare un canale di questo tipo, connettendo il Creatore con gli altri. Così si ricostruirà il sistema frammentato di Adam HaRishón, l’anima comune dell’umanità.

Facciamo parte dell’ultima generazione che ha un enorme desiderio di ricevere piacere, che è molto difficile da correggere. Pertanto, noi facciamo molta resistenza a questa correzione e allunghiamo i tempi.
Dall’altra parte questo è un processo così lungo e difficile perché stiamo realizzando una correzione collettiva. Molto tempo fa, una sola persona o un piccolo gruppo di persone erano sufficienti per avvicinarsi al Creatore, rivelare la forza superiore e riuscire nella correzione giacché esse stesse si stavano correggendo. Tuttavia oggi, siamo all’inizio del processo della correzione collettiva e, pertanto, esiste la necessità di costruire un adattatore di transizione di noi stessi per l’umanità nel suo insieme. Per tutte le anime.

È per questo che la nostra correzione è così ampia e vasta, a differenza di qualsiasi altra nella storia. Ed è per questo motivo che c’è bisogno di realizzare grandi sforzi, incluso quello per raggiungere il primo gradino del mondo spirituale.

Accelerare lo sviluppo è possibile soltanto attraverso la connessione tra di noi. Inoltre è importante sapere perché abbiamo bisogno di questa connessione, come è scritto: “La fine dell’atto sta nel pensiero iniziale”. Noi viviamo nell’era della correzione finale (Gmar Tikkun). Pertanto, dobbiamo avanzare verso questo stato desiderato e da lì iniziare “a girare la ruota” per sapere cosa dovremmo fare oggi. In ogni caso, sin dal principio dobbiamo comunque puntare all’obbiettivo finale. 1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27/09/2018, lezione sul tema “Sukkot”, 1 minuto 35:22

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Una sagola di salvataggio per tutti

Il desiderio di godere è la materia della creazione, per cui non può essere buono o cattivo. È solo materia che non può essere lodata né condannata, poiché è esattamente così che è stata creata.

Se il desiderio di ricevere è fine a se stesso e danneggia gli altri viene chiamato egoismo. Se il desiderio di ricevere riceve dall’alto la capacità di donare, ossia la capacità di lavorare sul proprio desiderio in contrasto con la caratteristica naturale di desiderare per se stessi piuttosto che per gli altri, allora si chiama desiderio di dare.

Un desiderio è capace di comportarsi in questo modo se considera colui a cui dà, più importante di se stesso. Se io valuto te più importante di me, invece di prendere per me, io darò a te.

Nel nostro mondo è facile da mettere in pratica. Dopotutto se io vedo che dipendo da qualcuno che è superiore, più importante e più forte di me, allora sono pronto a dare a lui. Lo faccio sempre in base allo stesso calcolo egoistico, perché io so che donando a lui riceverò di più di ciò che posso prendere per me stesso.

Vi sono, però, due condizioni per una vera dazione non egoistica. La prima è che ciò che voglio donare deve essere nascosto. Non devo sentire la sua importanza, altrimenti darò sicuramente con intenzioni egoistiche, come succede in questo mondo. Ho bisogno, inoltre, di ottenere più forza per tale dazione, nonostante la totale mancanza di motivazione egoistica.

Inizialmente veniamo supportati dall’alto, l’importanza del superiore è nascosta. In seguito l’uomo ha bisogno di cavarsela da solo. Oltre a questo l’uomo deve ricevere la capacità di dare dall’alto. Allora avremo la possibilità di dare al Creatore, anche se secondo il nostro punto di vista Lui non ha importanza. Al contrario, vediamo che tutto il mondo ed io stesso siamo molto più importanti. Comunque riceviamo il potere della dazione in cima alla nostra natura, e questo è ciò che viene chiamato fede sopra la ragione, al di sopra della nostra convinzione. È un vero miracolo dall’alto.1

È detto: “Il Creatore ci ha mandato una sagola di salvataggio”. Come mai ci sono tante persone depresse che non hanno conseguito nulla? Perché non vogliono aggrapparsi alla sagola. Viene gettata ad ognuno di noi, ce l’abbiamo davanti, ma non vogliamo notarla.

Nel momento in cui afferriamo la fune, ci avviciniamo ad un gruppo di Kabbalah, ne veniamo assorbiti e la sagola sparisce. Noi persone pensiamo l’opposto, di essere pronte a poter fare qualunque cosa da sole e che queste azioni ci aiuteranno.

Le persone rimangono nell’illusione per dieci, venti, trenta e anche quaranta anni, fino a quando sono d’accordo a doversi inchinare. La loro forza arriva dall’alto ed esse cominciano ad annullarsi in ogni cosa, abbassano la testa e si uniscono alla decina. Sono pronte a fare qualunque cosa, a lasciare tutto per unirsi al gruppo.

È un passo molto difficile perché richiede conoscenza di sé, chiarimenti e superamento. Bisogna essere diretti e onesti verso se stessi e verso il gruppo.2

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29/08/2018, “Gli Scritti del Baal HaSulam – Discorso sul completamento dello Zohar

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Le molteplici crisi dell’egoismo

L’egoismo cresce sempre di più e rivela desideri tali che presto la gente morirà di fame e si ucciderà a vicenda con bombe nucleari; ci sarà una guerra globale di distruzione di tutti per mano di tutti. Il desiderio egoistico si sta intensificando oltre ogni limite. Deve sia soddisfare se stesso con tutto ciò che desidera, che distruggere gli altri, ritenendo che siano i colpevoli dei suoi problemi. Questo è lo stato che il mondo inevitabilmente raggiungerà.

Più cresce il desiderio di ricevere, più crescono le armi, le guerre ed i problemi del mondo. Inoltre, anche la minaccia di una guerra nucleare, come ha scritto Baal HaSulam, è già storia antica. Oggi, un attacco informatico è sufficiente per portare tutti i computer offline, ed il mondo intero sprofonderebbe nell’oscurità. Non ci sarebbe più luce e niente funzionerebbe. È così che i super potenti del mondo si tengono reciprocamente per la gola.

Non avremo nemmeno bisogno di armi nucleari. Anche senza di loro moriremo di fame, non ci sarà ossigeno negli ospedali, niente acqua nei rubinetti, le amate app che usiamo sui nostri smartphone non funzioneranno, tutti i sistemi smetteranno di lavorare. Questo è anche peggio di un’esplosione nucleare. Non possiamo più immaginare un mondo senza una rete di computer.

Questo è il modo in cui il Creatore costringe l’umanità ad accettare il Suo programma. Altrimenti, sarà impossibile portare noi piccoli egoisti primitivi in uno stato migliore. Non abbiamo nulla per incolpare il Creatore. Ha dato al mondo ogni possibilità di realizzare una vita migliore, ci ha dato un gruppo speciale chiamato la nazione di Israele e la metodologia che potrebbe salvare l’umanità.

Ma osserviamo un po’ che cosa sta succedendo ora a questo gruppo, ovvero la nazione di Israele. Siamo schiavi del nostro desiderio di ricevere e non vogliamo tirar fuori la testa dalla sabbia. L’umanità soffre perché la nazione di Israele non sta mettendo in pratica le opportunità che gli vengono date. Ci hanno dato i mezzi per correggere questo stato, ma non lo stiamo correggendo.

Dobbiamo passare la gestione superiore da negativa a positiva. Con l’aiuto di un piccolo interruttore è possibile illuminare il mondo intero.

Un interruttore può spegnere l’elettricità in tutto il mondo. Ma c’è questo piccolo blocco che sta sul sentiero dal Creatore all’umanità, e si chiama Israele. Il destino dell’umanità dipende dal fatto che questo blocco funzioni correttamente o meno. “Israele” è chiunque abbia un punto nel cuore che lo risveglia verso la connessione per giungere a un grido verso il Creatore, per obbligarLo a cambiare il controllo superiore da male apparente a bene.

Sotto la guida misericordiosa, la creazione riceve più Luce superiore e inizia a comprendere da dove proviene tutto e perché, e poi vorranno anche unirsi. Poiché in ogni persona esiste una scintilla spirituale, ognuna è una parte dell’anima collettiva frantumata di Adamo.

La scintilla, tuttavia, non si è risvegliata in tutti nella misura in cui possono percepire l’influenza della Luce. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di risvegliare la Luce e rafforzarla, che è l’unica cosa che Israele possa fare. Allora, anche le scintille che si trovano in tutte le persone si risveglieranno e vorranno unirsi ed esistere in un’unica unione. Alla fine diventeranno anch’esse Israele, in altre parole “dritte al Creatore” (Yashar-Kel).

La Luce che riforma risveglia il bisogno per il Creatore, il bisogno di unione e la necessità della dazione all’interno della creazione. La scintilla spirituale può essere su uno dei quattro livelli: inanimato, vegetale, animale e umano. Se la scintilla si trova al quarto livello umano, allora per avanzare è necessario superare ostacoli, problemi e dubbi.

Tuttavia, nel resto dell’umanità, questo progresso sarà molto più facile, come quello degli angeli. Abbiamo solo bisogno di sostenere la Luce circostante e, con il suo aiuto, le persone saranno in grado di compiere atti di dazione, connessione e amore. Non affronteranno lotte interiori; non ci saranno livelli tra Bina e Malchut. Tutto questo esiste solo tra i kabbalisti e quindi tutto dipende da noi.

Questo è il motivo per cui l’atteggiamento del mondo nei confronti di Israele peggiorerà sempre più e alla fine raggiungerà lo stesso livello della Germania nazista. Eppure questo atteggiamento dipende solo da noi. Le nazioni del mondo ci incolpano già di controllare il mondo. Cominciamo quindi davvero a gestirlo e portiamo al mondo più Luce di quanta non ce ne sia ora.

Tutto il controllo arriva solo attraverso la Luce; la Luce risveglia tutto (la natura inanimata, vegetale, animale e umana) verso lo sviluppo. Più luce, più veloce sarà lo sviluppo. Se la Luce ci fa avanzare più velocemente, allora i geni informativi spirituali (Reshimot) si riveleranno, e quindi questo è chiamato “Achishena“, l’accelerazione del tempo grazie al sentiero positivo, quello preferito dal Creatore e da noi.

Se c’è Luce insufficiente per illuminare lo stato rivelato dalle Reshimot, allora questo viene vissuto come avversità, persino come guerra. Spero molto che non arriveremo a una guerra mondiale totale. Penso che lo stato si materializzerà in modo diverso, ma non sarà molto più facile per noi.

Immagina che non ci siano rifornimenti, niente attività commerciali, niente benzina, niente cibo, niente acqua dal rubinetto. Per la persona che vive nel mondo moderno, questa è una catastrofe. Questa è la via della sofferenza.

Tuttavia, esiste un sentiero di Luce da percorrere: le persone hanno bisogno di sentire che esiste la metodologia della saggezza della Kabbalah, che è in grado di salvarle dalla morte, e di essere pronte a studiarla e realizzarla. È meglio non aspettare una crisi, ma fare subito il salto dallo stato odierno a quello spirituale, in questo momento. Altrimenti, nel prossimo futuro, avremo crisi in economia e nelle relazioni umane, insomma una crisi multipla.1

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/07/2018, Gli Scritti di Baal HaSulam, “L’Ultima Generazione”

1 minuto 5:00

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Preparare le fondamenta per un buon futuro

La Kabbalah è la scienza della connessione. Dobbiamo unirci perché la natura ci spinge verso l’unione, ci spinge a stare insieme. Se non lo facciamo da soli, allora la natura ci obbligherà con la forza. Non c’è dubbio che la natura vincerà, dal momento che ogni essere umano, da solo, è molto debole contro i colpi della natura. Ecco perché non vale la pena aspettare i colpi, che diventeranno sempre più forti, poiché all’orizzonte ci sono già nuvole pesanti.

Il nostro gruppo kabbalistico mondiale è all’avanguardia in questo movimento, avanza davanti a tutti e apre le porte all’unione per l’intera umanità. Stiamo testando su noi stessi come raggiungere l’unione, poiché una tale condizione non è mai esistita prima nel mondo. Una volta, migliaia di anni fa, questo tipo di unione esisteva, ma in condizioni completamente diverse, tra persone che non ci assomigliavano in alcun modo.

Il nostro gruppo chiamato “l’ultima generazione”, che vive nel mondo dell’egoismo, serve da laboratorio per tutta l’umanità. Su di noi viene testato il metodo attraverso il quale arrivare all’unione nel modo più semplice e veloce. Dalla nostra esperienza, stiamo costruendo le basi per coloro che seguiranno le nostre orme nel prossimo futuro. Questo può richiedere altri dieci o venti anni, ma alla fine, tutta l’umanità arriverà all’unione. Perciò, speriamo che questo progresso venga da un percorso misericordioso e non da uno di sofferenza.

La natura è un unico sistema. Tutte le sue parti si sviluppano da un unico desiderio come da un piccolo granello di sabbia. La forza superiore, la Luce, ha fatto esplodere questo piccolo granello di desiderio, dal quale è emerso il Big Bang, e da questo è iniziato lo sviluppo sul pianeta Terra di tutta la materia: inanimata, vegetale, animale e poi gli esseri umani. Oggi siamo già alla fine di questa evoluzione.

Lungo il percorso, la materia è passata attraverso molteplici metamorfosi e frammentazioni e noi abbiamo bisogno di correggerle. Dopotutto, correggendo la frantumazione, otteniamo la qualità della Luce. La Luce ha infranto il granello del desiderio e dobbiamo raccogliere quei frammenti di desiderio e scintille di Luce. Quindi, tutta la Luce sarà in grado di entrare nel desiderio e, invece di un piccolo granello, diventerà enorme. Ecco perché è così importante per noi raggiungere questa unione. Significa ricostruire l’anima frammentata del primo essere umano, Adam HaRishon.

L’Europa oggi testimonia quanto questa frammentazione ha iniziato a rivelarsi. I kabbalisti negli ultimi secoli hanno scritto del nostro tempo, della nostra “ultima generazione”. Il mondo si è mosso verso la rivelazione del male dell’egoismo così tanto che nei prossimi anni sarà chiaro a tutti che una crisi globale si potrà verificare non a causa di problemi che hanno a che fare con la tecnologia, con l’economia o con l’ecologia, ma solo a causa delle cattive relazioni tra le persone, che ci impediscono di unirci. L’umanità sta portando la natura fuori dall’equilibrio perché non ci sono equilibrio o unione tra di noi. Questo equilibrio è ciò che dobbiamo ristabilire.

Baal HaSulam scrisse nell’articolo “L’Arvut” (“La Garanzia Reciproca”) che la correzione finale del mondo è possibile solo dopo l’unificazione dell’intera umanità. Non abbiamo bisogno che di questo. Stiamo apprendendo di grandi sistemi, della distruzione che ha avuto luogo nei mondi superiori, ma in sostanza, stiamo apprendendo come unire il singolo desiderio che è stato frammentato in una moltitudine di pezzi opposti gli uni agli altri.

Noi siamo quei pezzi sbriciolati che devono unirsi, non fisicamente, ma nei nostri desideri e pensieri. Dobbiamo unire queste scintille spirituali dentro di noi in un sistema, dobbiamo sentire come ci completiamo a vicenda, pensare all’unico obiettivo, aiutandoci l’un l’altro a diventare un unico desiderio. Questo desiderio reciproco consiste di molte parti differenti, ma sono queste differenze a creare la possibilità della realizzazione. Nessuna parte sembra uguale all’altra, ma unendosi insieme creano la perfezione.

Creando un laboratorio in cui pratichiamo questa connessione, riveliamo gradualmente in essa la manifestazione del potere dell’unione, la forza superiore della natura chiamata Creatore. 1

Dalla lezione preparatoria del Congresso di Kabbalah in Italia – “All As One”, 26/07/18

1 Minuto 2:00

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Amare gli altri, perché ne abbiamo bisogno?

Perché abbiamo bisogno di passare attraverso l’amore per gli esseri creati con il fine di raggiungere l’amore per il Creatore? Tutti sono d’accordo nell’amare il Creatore perché è la forza superiore che ha creato e controlla tutto. È utile per noi, amare ed essere amichevoli con questa forza, ma solo per ragioni egoistiche. Gli esseri creati, che sono l’altra parte, li odiamo e pensiamo che non ci sono necessari. A volte sogniamo anche di non avere nessuno al mondo. E questo non accade solo nei sogni, ma nella vita quotidiana, tutti pensano solo a se stessi e prendono in considerazione solo il proprio beneficio.

L’amore per gli esseri creati è qualcosa di completamente artificiale; perché ne abbiamo bisogno? Anche se abbiamo tante motivazioni per convincerci che dovremmo amarci a vicenda e siamo d’accordo sul fatto che dovremmo essere in reciproca armonia con tutti nella nostra mente, queste continuano ad essere ancora solo buone intenzioni. In realtà, niente funzionerà perché la nostra natura non ci permetterà di amarci o semplicemente unirci in maniera amichevole.

Perché il Creatore ha fatto in modo che dobbiamo essere opposti a Lui? Se vogliamo raggiungere la perfezione, elevarci al livello del Creatore che include tutta la creazione dentro di Sé, dobbiamo acquisire le Sue caratteristiche. Ovvero dobbiamo includere ambedue le qualità e, pertanto, il Creatore in origine ci ha creati in maniera opposta affinché al di sopra di questa opposizione, arrivassimo alla somiglianza con Lui.

Ne risulta che l’essere umano deve includere dentro di sé due caratteristiche opposte: nel livello terreno c’è la nostra evoluzione corporea, con ogni tipo di ostacoli (questo mondo, i nostri problemi, il desiderio di ricevere) e noi dobbiamo cercare di elevarci al di sopra di questo, pienamente fiduciosi del fatto che “Non esiste nulla tranne Lui”, la forza superiore, il mondo superiore, la dazione. In seguito alla fusione di queste due parti l’una nell’altra, riceviamo una terza linea nella quale le altre due esistono in armonia ed equilibrio. È così che raggiungiamo l’adesione con il Creatore.

Raggiungiamo l’adesione con il Creatore mentre abbiamo due nature: una che è opposta al Creatore ed una che Lo vuole emulare. Così restando, come creazione, raggiungiamo la somiglianza con il Creatore. Anche il cammino verso questa meta avviene per mezzo dell’amore per gli esseri creati e, solo da lì, all’amore per il Creatore.

Al di sopra di tutti gli ostacoli che il Creatore ci presenta in questo mondo, che noi percepiamo come problemi interni ed esterni nella nostra vita, ci manteniamo saldi nel credere che: “Non esiste nulla tranne Lui”, ci rafforziamo a vicenda ed allora cominciamo a renderci conto della necessità di elevarci al di sopra delle nostre sensazioni, come è scritto: “Hanno occhi e non vedono, hanno orecchie e non sentono”. Al di sopra di tutto questo, dobbiamo accettare che tutto viene dal Creatore, e non affinché correggiamo il mondo, ma solo perché dobbiamo davvero ricondurre tutto al Creatore. Questo è ciò che implica la nostra correzione.

Non ci rivolgiamo a questo mondo, non vogliamo cambiare nulla di esso: né la nostra natura, né le relazioni con le altre persone. L’unica cosa che cambia è il nostro atteggiamento: riconosciamo che tutto proviene dal Creatore; questo è ciò che definisce la correzione.

Quando stabiliamo questo, ci rendiamo conto della necessità dell’amore per gli esseri creati, cominciando dagli amici ed espandendo questa sensazione a tutto il mondo. 1

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/07/2018, lezione sul tema: “Dall’amore per gli esseri creati all’amore per il Creatore”.

1 Minuto 0:20

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La grandezza del Creatore

Il Creatore è una forza che riempie e organizza tutto ciò che pensiamo, vediamo, sentiamo e diciamo. Gli esseri creati non hanno nulla in sé e per sé. Il Creatore ha creato e ha sviluppato il desiderio di ricevere, che Egli riempie, guida, aziona. Pertanto, noi non eseguiamo azioni indipendenti, sono tutte azioni del Creatore. Non esiste nulla tranne Lui.

Tuttavia, anche se il Creatore ci controlla completamente e compie tutte le azioni attraverso di noi, ci è stata data un’opportunità speciale per essere indipendenti. Possiamo essere chiamate creature indipendenti nella misura in cui diventiamo simili al Creatore, ma ciò è vero solo per quegli individui che acquisiscono la fede nel Creatore: la sensazione della forza superiore.

Questi individui unici nel loro genere, agiscono esattamente nel modo in cui il Creatore vuole che facciano, ma di loro spontanea volontà. Tutte le altre persone agiscono come il resto della natura: intuitivamente, inconsciamente e sotto il pieno controllo del Creatore. Solo che si considerano “libere” a causa della loro percezione limitata. Comunque, quando le persone scoprono il Creatore e desiderano assomigliare completamente a Lui, allora diventano esattamente come Lui e quindi indipendenti e libere.1

Il Creatore ha creato il desiderio di ricevere, Egli guida, sviluppa e organizza tutte le sue azioni. Invero, questo desiderio di ricevere dipende totalmente dalla Luce e intuitivamente esegue tutte le azioni dettate dalla Luce. Vediamo che in questo modo si comportano gli oggetti inanimati, le piante, gli animali e persino gli esseri umani.

Il Creatore, tuttavia, sceglie alcune persone e dà loro l’opportunità di acquisire il potere del Creatore, di compiere azioni per proprio conto, ma solo allo scopo di assomigliare a Lui.

Allora, diventano libere. A seconda del grado in cui è ascesa la persona, il Creatore smette di gestirla (sia parzialmente che completamente) perché la persona agisce esattamente secondo il desiderio del Creatore.2

Il Creatore governa completamente tutta la natura nei livelli inanimato, vegetale e animato. È come se il livello umano non esistesse. Tuttavia, quando una persona diventa simile al Creatore e comincia a comportarsi come il Creatore, quando cioè impara questa gestione dal Creatore e perciò viene chiamata “discepolo saggio”, ascende al grado successivo e diventa “umana” (“Adam“). Ciò la eleva al di sopra del livello animato, rendendola simile alla forza superiore e consentendole di raggiungere il Creatore.3

La sensazione che il Creatore si riveste in una persona, dentro ai suoi desideri, ai pensieri, alle azioni e alle impressioni, viene chiamata grado del raggiungimento della fede. La persona sente che il Creatore governa il mondo intero per mezzo del bene che fa il bene.

La fede sopra la ragione è la sensazione del Creatore in tutti i nostri organi, nella nostra intera essenza. Una persona deve cercare di sentire che il Creatore governa lei e il mondo intero attraverso il bene che fa il bene, nonostante il fatto che il Creatore le rovini questa sensazione e le mostri l’esatto contrario.4

Lo stato di correzione finale è il totale rivestimento del Creatore in una persona, quando la forza superiore è avvertita in tutti i nostri organi. Dobbiamo sentire che tutto il mondo è governato dalla forza superiore e che noi abbiamo sempre eseguito e stiamo eseguendo azioni del Creatore: prima con la costrizione e poi per nostro volere, col nostro consenso. Questo è il modo per diventare devoti servi del Creatore, lavorando con amore.5

Il lavoro di una persona è cercare di assomigliare al Creatore, come se Egli fosse rivestito in noi e ci gestisse completamente. Nella misura in cui riusciamo ad immaginare questo stato, ne siamo ispirati e trasformiamo lo stato desiderato in esistente. Il Creatore ci ha scelti, e noi stiamo facendo dei passi verso di Lui. Egli ci ama. Ci ha risvegliati per amore, desiderando che somigliassimo a Lui e che raggiungessimo il Suo stato. Non dovremmo solo immaginarlo, ma sentire veramente come farlo.

Dovremmo cercare di stabilire tra noi tali relazioni, come se già il Creatore fosse rivestito in noi. Allora sentiremo quanto il nostro stato desiderato non riesce a corrispondere al nostro stato esistente ed eleveremo una preghiera (MAN) al Creatore, volendo essere nella realtà del Creatore, non solo nella nostra immaginazione.

Questo è il lavoro della persona: forzarci ad immaginare che il Creatore è rivestito in noi e tutte le nostre azioni sono definite dalla sensazione del Creatore in tutti i nostri organi, nelle nostre relazioni, nelle nostre menti e nei nostri cuori. Tuttavia, dato che questa non è ancora la nostra realtà, ma solo immaginazione, l’egoismo ci aiuta a capire il divario tra lo stato desiderato e quello attuale e noi eleviamo questa mancanza al Creatore come richiesta di correzione.

Dopo tutto, in effetti, non abbiamo ancora fede, la sensazione del Creatore in tutti i nostri organi, perché non abbiamo organi spirituali che agiscano da connessione tra noi e dove il Creatore possa dimorare. Pertanto, ci rivolgiamo al Creatore con la preghiera di correggerci e di connetterci affinché Egli possa rivestirsi in noi.6

La preghiera include due stati: lo stato esistente, che vediamo con i nostri organi sensoriali esistenti, e lo stato desiderato in cui ci immaginiamo come se fossimo già connessi con tutti gli altri e che il Creatore ci sia rivelato e dimori in noi. Il divario tra questi due stati crea una grande mancanza con la quale ci rivolgiamo al Creatore.7

La preghiera deve essere costruita sulla base della chiara differenza tra lo stato desiderato e lo stato esistente. La preghiera non è solo il desiderio di mangiare una mela deliziosa. Attraverso i nostri sforzi, dobbiamo costruire lo stato desiderato dentro di noi, cioè immaginare la connessione tra noi allo scopo di rivelare il Creatore e di portare contentezza a Lui.

Quindi vediamo che il nostro stato attuale è insufficiente e impreciso. Il divario tra stato desiderato e stato esistente comincia ad apparirci e noi lo eleviamo al Creatore. In risposta alla nostra preghiera, riceviamo nuovi desideri, bisogni che non avevamo prima e che abbiamo formato da soli.

È attraverso questi desideri che costruiamo il nostro livello umano, che non avevamo prima. Da parte del Creatore, ci vengono dati solo i gradi inanimato, vegetale, animato. Il grado umano non esiste nella materia, ma solo nel pensiero e nel desiderio, ed è proprio questo che stiamo costruendo ora.

Il grado di una persona, Adam, è l’inclinazione ad avvicinarsi al Creatore. Dobbiamo immaginarlo come immaginiamo qualsiasi cosa che vogliamo in questo mondo: sono in un certo stato e voglio cambiarlo in uno migliore: questo è il desiderio di ogni creatura vivente.8

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/05/2018, lezione sul tema: “La grandezza del Creatore”

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2 Minuto 6:03
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5 Minuto 27:10
6 Minuto 31:50
7 Minuto 44:10
8 Minuto 48:45

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Viviamo un tempo unico, un tempo in cui ci viene data la possibilità di avere successo. Ma non vi è alcuna garanzia che ci riusciremo. Questa volta però siamo stati “programmati” per guadagnare forza e capire dove siamo e cosa dobbiamo fare.

Baal HaSulam definisce questo “Il tempo delle opportunità aperte per la liberazione”.
Ci è stata data questa possibilità, e tutto il nostro lavoro consiste nel cercare di metterla in pratica e di portare in vita tutto ciò che è scritto nei libri kabbalistici. Nessuno sa come questo risulterà alla fine. Baal HaSulam scrisse a proposito dell’esistenza del pericolo che questa possibilità rimanga irrealizzata e che lo Stato di Israele cadrà a pezzi. Dopotutto, ci sono forze molto potenti contro di noi.

Il Creatore ha organizzato questi nemici per noi, nemici che possiedono pazienza, potenza, grande quantità e qualità. Dobbiamo capire che abbiamo bisogno del potere del Creatore per combattere contro di loro. Se capiamo questo, vinceremo. Ma se non lo facciamo, allora lo Stato di Israele non ha futuro.

Questo perché l’unica condizione per l’esistenza dello Stato di Israele è la nostra unione. Pertanto, né una potenza militare né l’America con Trump ci aiuteranno: nessun altro potere, se non il potere della nostra unione.

L’unica questione è se la nazione di Israele è pronta a sentire questo e quando lo sentirà. Finora, è solo cresciuta più forte nel suo orgoglio e sempre più lontana dalla verità, le persone sono sempre più distanti le une dalle altre, e sono sempre più odiate da tutti gli altri.

Gli ebrei sono molto orgogliosi del loro successo materiale, che non ha alcun collegamento con la loro missione innata. Gli ebrei israeliani, europei e americani, hanno ciascuno i loro particolari sintomi della malattia, ma sono tutti ancora uniti da una cosa: l’odio per le nazioni che li circondano. Speriamo che questa strada non ci porti ad un Olocausto simile a quello che è già avvenuto in passato.

Il tempo stringe, ne abbiamo sprecato la gran parte e la nazione di Israele non è ancora cambiata internamente per il meglio; anzi al contrario, è peggiorata. Non c’è nessuno che dipenda da altro se non da noi stessi e dal Creatore. È un problema terribile quando c’è la possibilità di correggere e completare la nostra missione, ma la gente non lo sente. Sono passati solo 70 anni dall’Olocausto e le sue lezioni sono apparentemente già state dimenticate.

Ci è stata data l’opportunità di unirci, di lasciare i paesi dove siamo stati odiati e di iniziare insieme a scoprire l’essenza interiore della nazione di Israele conosciuta da tutti, sia religiosi che secolari, di cui è scritto: “L’amore copre tutti i crimini.” Ma nessuno vuole accettare questa legge; al contrario: la separazione ed il conflitto interpersonale continuano a rafforzarsi. Vediamo che la storia non ci insegna nulla.

Solo attraverso la diffusione della saggezza della Kabbalah e attraendo la Luce che riforma, le cose possono migliorare. Il mondo intero soffre e continuerà a soffrire ancora di più.

Stiamo tutti scivolando su un piano inclinato. Speriamo che con la nostra partecipazione alla correzione, la pressione del mondo su di noi sarà relativamente morbida, ma ciò nonostante ci obbligherà ad unirci.

Se non risvegliamo noi stessi, i nostri egiziani interiori, se non sentiamo che essi si nascondono dentro di noi, ostacolando la nostra connessione, allora forse il mondo ci aiuterà in questo e richiederà la metodologia della connessione.

Un tempo non era così evidente, ma oggi tutti capiscono che l’unione creata negli ultimi 30-40 anni sta distruggendo il mondo. Inizialmente, tutti erano elettrizzati dal fatto che la società fosse diventata globale e integrata, pensando che questo ci avrebbe portato prosperità. Ma ora è già chiaro che non è così. Oggi stanno già iniziando vere guerre: Cina, Stati Uniti, ecc.

Questo è un segno evidente che l’unione non è possibile finché l’egoismo non viene corretto. E finché ciò non accadrà, l’unione sarà sempre dannosa, come è scritto: “L’unione dei peccatori porterà danni a loro e al mondo.” Alla fine, porterà guerre tremende.

Oggi, a poche settimane dalla Giornata della Memoria dell’Olocausto, il mondo ha davvero bisogno di chiarimenti (e dell’antidoto).

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8/04/2018, Shamati articolo n.190, “Ogni azione lascia un’impronta”

Materiale corelato:
Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 1
Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 2
Essere un modello per le nazioni

Celebrare la festa guardando al futuro

Dovresti sempre rimanere nella linea di mezzo, invece di saltare da un estremo all’altro, dall’esaltazione e dall’euforia al massimo sgomento e critica. Questo non è l’approccio giusto. Riesco a rimanere gioioso durante una grande discesa e calmo durante una forte ascesa, perché continuo a mantenere l’obiettivo.

Il mio umore è determinato dalla misura in cui i miei stati sono mirati all’obiettivo. Pertanto, non ci possono essere forti sbalzi d’umore se tutto è connesso e porta a un obiettivo. Sono al sicuro da bruschi cambiamenti di umore, come un bambino che ride o piange, ma controllo costantemente i miei stati sul fatto che stiano servendo l’obiettivo.

Se ci teniamo all’obiettivo, poi, nel bene o nel male, non soccomberemo agli umori momentanei, ci sentiremo allo stesso livello.

In onore della celebrazione del 70 ° anniversario di Israele, abbiamo ricordato molto della nostra grande storia. Ma avrei celebrato questa festa in modo diverso, non scavando nel passato, ma sottolineando il futuro, dimostrando che lo Stato di Israele è il simbolo di un nuovo inizio per tutta l’umanità, l’unione attorno all’idea di conseguimento del Creatore che fa riferimento assolutamente a tutti allo stesso modo.

Questo è esattamente ciò per cui il popolo di Israele è tornato nella sua terra. Celebriamo il fatto che noi e tutta l’umanità abbiamo ricevuto l’opportunità di un nuovo inizio, un nuovo rinascimento. Questo è ciò che vogliamo mostrare a noi stessi e al mondo; questa è la vera festa, non la sofferenza che abbiamo sopportato in passato.

Dobbiamo fare pubblicità non al nostro passato, ma al nostro futuro che appartiene al mondo intero. Israele è un paese speciale, diverso da qualsiasi altro. Quindi non dovremmo essere troppo orgogliosi dei nostri risultati materiali nei settori dell’high tech e dell’agricoltura. La cosa principale che ci porta gioia è la capacità di garantire all’umanità un futuro felice. Sarebbe una vera festa e un’ascesa nello spirito!

La scienza della Kabbalah è un’antica scienza con migliaia di anni di storia. Ma la cosa principale è che garantisce al mondo un buon futuro. (1)

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20/04/2018, lezione sul tema “Scoprire la forza del Creatore nella decina” (Preparazione al congresso “All As One” in New Jersey 2018)

(1) Minuto 1:45

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