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Il rimborso dei debiti nel Giubileo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 27:20 – 27:21: Ma se non riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non si potrà più riscattare; quel pezzo di terra, quando rimarrà franco al giubileo, sarà consacrato al Signore come una terra consacrata e diventerà proprietà del sacerdote”.

Posiamo dare o vendere il nostro campo agli altri nel nostro mondo e nel cinquantesimo anno i debiti vengono cancellati e tutto torna com’era prima. Nel mondo spirituale questo è un sistema molto complicato, ma che funziona anche in questo modo. Lavoriamo molto sui nostri desideri per un lungo periodo e nel cinquantesimo anno (il giubileo) raggiungiamo un livello, dove questi desideri salgono al prossimo livello.

Rimborsando i debiti nel cinquantesimo anno (il livello di Bina) non è una discesa e un’ascesa ma una salita a un nuovo livello perché tutto ciò che si è accumulato durante questo tempo diventa il prossimo livello grazie al lavoro della Luce Superiore. Si corregge ciò che volevamo ma che non siamo riusciti a correggere. Questo stato speciale si chiama “Giubileo”. Se fosse mantenuto anche sul piano corporale potrebbe portare il mondo a uno stato completamente diverso. Sfortunatamente, una persona in questo mondo pensa che quello che possiede è la sua proprietà privata, ma tutto è temporaneo e, dopo un certo periodo tutto ritorna alla sua radice, al Creatore.

Domanda: Questo significa che quando penso “Voglio comprare una casa e lasciarla ai miei figli” è un errore dal punto di vista spirituale?

Risposta: Una persona deve prendersi cura di se stesso per non pesare sulla società. Lui deve prendersi cura dei suoi figli e insegnare loro una professione e lasciare a loro qualche eredità. Però la Torà ci consiglia di non dire a loro dell’eredità perché questo li può rovinare. Se un figlio sa che riceverà tutto dai suoi genitori, è portato a vivere una vita spensierata semplicemente aspettando: “Arriverà il tempo e riceverò tutto da loro, così posso prendere facilmente”.

Egli deve guadagnare da solo. Pertanto, i genitori dovrebbero essere severi con i loro figli, succede così a noi quando veniamo allevati spiritualmente. Ci vengono date certe condizioni e dobbiamo mantenerle, ma se non lo facciamo, ci vengono date condizioni anche più dure.
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Da Kab.TV “I Segreti del libro Eterno” 10.12.2014

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Quattro angeli

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, dall’articolo, “Introduzione al Libro, Panim Meirot uMasbirot,” Voce 14:

Ora abbiamo trovato l’apertura allo studio sopra per quanto riguarda le quattro denominazioni, Misericordia, giustizia, verità e pace, che vengono concordate con il Creatore rispetto alla creazione dell’uomo. Questi angeli sono i servi dell’anima dell’uomo; quindi, Lui ha negoziato con loro, poiché l’atto intero della Creazione è stato creato secondo loro, come ogni anima è composta di dieci Sefirot in Ohr Pnimi e Ohr Makif.

• La misericordia è la Luce Interiore (Ohr Pnimi) dei primi nove dell’anima.

• La giustizia è Ohr Pnimi della Malchut dell’anima.

• La verità è la Luce Circostante (Ohr Makif) dell’anima.

E la Pace è l’integrazione fra le tre caratteristiche precedenti che sono impossibili da raggiungere. La Pace dichiara che la persona “è tutta lotta.” In altre parole, l’opposto fra Ohr Pnimi (La Luce Interiore) e Ohr Makif (La Luce Circostante) è così enorme che è impossibile superarla.

I quattro angeli sono le quattro parti del Kli che vuole ricevere allo scopo di dare e in questo modo assomiglia al Creatore. L’Ohr Pnimi e l’Ohr Makif agiscono all’interno delle prime nove Sefirot e dentro Malchut dell’interno ed esterno.

Con il completamento della correzione, tutti questi angeli diventeranno assolutamente soddisfatti e fino a quel momento, tutti loro non avranno piacere. Questo perché i Kelim non sono riempiti con le loro luci previste. Ohr Pnimi e Ohr Makif si oppongono l’un l’altro e vengono ad abbattere l’altro.

L’angelo della Pace ha lo scopo di mettere insieme l’intera struttura con l’aiuto di tutti gli elementi, ma non capisce come farlo. Non c’è un modo di risolvere questo problema. Questa è la nostra situazione. Tutti gli stati descritti nei libri dei Kabbalisti sono rapporti fra Zeir Anpin e Malchut, l’ascesa di Malchut e la sua discesa, i sette periodi di Nukva, gli stati di Katnut (Piccolezza), Gadlut (Età adulta), e così via; tutti questi stati sono l’anelito della persona per la connessione con gli altri.

Attraversiamo stati come questi, e il libro dice che cosa dobbiamo fare con le nostre caratteristiche interiori per connetterci agli altri con il loro aiuto. Con la connessione, raggiungiamo le dieci Sefirot complete e otteniamo la divinità.

Gli angeli sono le forze attive in noi. Ci sono forze con le quali posso connettermi leggermente, e sono chiamate misericordia e giustizia. C’è una forza con la quale non posso connettermi fra loro, e il suo nome è verità. Non sono preparato a raggiungere la verità perché sto vivendo una bugia assoluta. E’ impossibile per tutto l’Ohr Makif entrare in me.

Anche con l’angelo della Pace, non so che cosa fare. Quale tipo di pace può esserci in me se non vi è il completamento e l’integrità dentro di me? Questi stati vengono scoperti nei miei rapporti con il gruppo o con tutta l’umanità. Al grado della scoperta del giusto rapporto, chiarifico che il gruppo è solo l’involucro in cui scopro il potere superiore, il potere di dazione, il Creatore.

Tutto lo Studio delle dieci Sefirot parla di che sta succedendo dentro di noi, dentro i nostri desideri e in rapporto agli altri, ma in termini di psicologia superiore. Non sentiamo che sta succedendo dentro di noi, e i Kabbalisti ci vogliono spiegare questo per aiutarci a scoprire le nostre caratteristiche interiori e le forze, e cominciare a lavorare con esse.

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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 25.03.2014, Scritti di Baal HaSulam

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La redenzione della Shechina dall’Esilio

Dr. Michael LaitmanLo scopo della creazione è di fare il bene alle creature, che significa di permettere ad esse di raggiungere il livello del Creatore. Non può esserci un regalo più grande o più piccolo di questo – il desiderio di ricevere deve essere uguale alla Luce, al desiderio di dare.

L’intero processo dell’evoluzione del desiderio avviene all’interno del desiderio stesso, nella comprensione, nel suo ottenimento e nelle sue impressioni. Non ci sono cambiamenti fisici; tutti i cambiamenti sono nelle impressioni interne del desiderio di ricevere rispetto alla Luce. Ma l’essere creato percepisce invece questi cambiamenti come movimenti nello spazio e nel tempo e discerne questi cambiamenti interiori ed esteriori.

Anche se l’essere creato può vedere le cose in modo completamente opposto in ogni momento e può pensare di muoversi da un mondo all’altro da un livello all’altro, mentre tutto avviene solo nei suoi attributi interiori. Questo è molto difficile da capire al momento perché non abbiamo ancora compiuto i cambiamenti che ci portano da un mondo ad un altro o da un livello al prossimo. Il processo che il desiderio di ricevere deve compiere è un processo di chiarimento e correzione che avviene grazie agli sforzi che compie il desiderio. Allora l’essere creato costruisce il vaso. Se il processo continua naturalmente e senza alcuno sforzo, si tratta dei livelli della natura inanimata, vegetale e animale che sono gestiti dalla Luce.

Ma se l’essere creato inizia a fare uno sforzo d’innanzi alla Luce, allora questa lo influenza, un po’ come se lui stesso dirigesse la Luce e quindi esprime un libero arbitrio, la sua indipendenza. Quindi, di tutto quello che passiamo, viene considerato solo quanto è stato compiuto con i nostri sforzi secondo le nostre decisioni nei brevi momenti di libero arbitrio che abbiamo ricevuto.

Questo è tutto quello che dobbiamo fare. Ma possiamo sempre diventare più forti per raggiugere l’equivalenza di forma con la Luce,, possiamo realizzare il nostro libero arbitrio. Siamo in uno stato speciale, circondati da moltissime persone, e abbiamo per ora l’opportunità di compiere delle azioni corporali invece che spirituali.

Queste azioni al momento non sono per la dazione ma sono egoistiche, ma attraverso di queste possiamo esprimere il nostro desiderio di raggiungere la dazione, la mutua garanzia, l’aiuto mutuo, supporto e la connessione. Quindi mostriamo di voler raggiungere l’equivalenza della forma con il Creatore e di voler raggiungere il livello degli esseri umani.

La connessione tra di noi è chiamata Shechina, il posto per la rivelazione del Creatore. Noi desideriamo costruire una rete di connessioni tra di noi, di aiuto reciproco, supporto ed unità sino a che la rete non sarà così stretta e piena da tramutarsi in un vaso, un volume nel quale è rivelato l’attributo dell’amore mutuo e della dazione.Il nostro vaso conterrà la Luce sino al punto che faremo uno sforzo per assomigliare alla vera dazione.

Se i nostri sforzi non sono ancora veri e non sono diretti alla vera dazione ma per il nostro solo vantaggio, allora la Luce non può rivelarsi nel vaso e ci illumina dall’alto come Luce Circostante. In realtà è dentro di noi ma noi vediamo la sua illuminazione da lontano perché non possiamo usarla ancora correttamente.

Grazie alla Luce che ci circonda, correggiamo gradualmente i nostri desideri sino al punto di avere veramente l’intenzione di dare su di uno dei 613 desideri, il che significa connettersi per per il bene comune e non per il nostro vantaggio privato come tutti pensavano prima. Di seguito la Luce viene gradualmente rivelata sino al punto in cui siamo equivalenti nella forma alla Luce. Poi il vaso generale è chiamato Shechina, la Luce interiore si chiama Shochen (l’abitante) e la rivelazione della Luce è chiamata “redenzione”. La Luce è rivelata dentro il vaso.

Nel frattempo, il nostro vaso non può ricevere la Luce, il che significa che i suoi componenti (gli amici) non sono connessi nella dazione e nella mutua garanzia ma che si sforzano di raggiungere questo in uno stato che è chiamato “Esilio”. L’Esilio può essere su diversi livelli in stati diversi. L’accrescere dello sforzo e del desiderio per la Luce determina il dolore per il fatto di essere in esilio. Se il nostro dolore non è egoistico ma oer via del fatto che non possiamo raggiungere la connessione per deliziare il Creatore, la sorgente della Luce, invoca l’azione della Luce Circostante, che ci corregge e che ci porta il potere di connetterci e di innalzarci al livello della Shechina. Allora lasciamo l’esilio e ci connettiamo con il Creatore.

Questi stati cambiano; esilio-redenzione e poi di nuovo esilio – redenzione. Oggi siamo alla fine dell’ultimo esilio, sull’orlo dell’ultima redenzione. Le leggi della correlazione tra la Luce ed i vasi ci hanno portato alla fine di questo processo, all’ultima azione. Speriamo di poter sentire che la Shechina è in esilio e che, di conseguenza , raggiungeremo la redenzione!
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Dalla Preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah 27.03.2014

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I Leviti – La parte del Creatore dentro di me

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Numeri” 1:46 – 1:47: La somma di tutti coloro che sono stati contati: era di seicentotremila cinquecentocinquanta uomini. Ma i Leviti, secondo le tribù dei loro padri non erano stati contati tra di loro.

I leviti sono la parte del tutto separata che c’è in ogni persona che si impegna in un lavoro spirituale.

L’anima è divisa in più parti:

  • Keter, Hochma , Bina
  • Hesed, Gevura , Tifferet
  • Netzah, Hod, Yesod, e Malchut .

Inoltre, è divisa in linee: la linea destra, la linea sinistra e la linea di mezzo.

I Leviti appartengono alla parte della testa che non possiamo contare e calcolare perché sono solo una parte del processo della nostra correzione. Quando raggiungeremo lo stato completo della fine della correzione, anche loro entreranno a far parte del conto generale. Questa è la ragione per cui il cammino spirituale dei Leviti non viene preso in considerazione. Noi li usiamo, ma sono in realtà la parte del Creatore dentro di me.
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Da Kab.TV  “I segreti del Libro Eterno” 17.12.2014

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Il valore del desiderio

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 27:1 – 27:4, 27:7: “Il Signore disse ancora a Mosè: dicendo, “Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Se qualcuno farà un voto per consacrare una persona al Signore, tu ne stimerai il costo. Per un maschio dai venti ai sessant’anni, la tua stima sarà di cinquanta sicli d’argento, secondo il siclo del santuario; se si tratta di una donna, la tua stima sarà di trenta sicli; Dai sessant’anni in su, la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina.”

Il valore si riferisce alla dimensione del desiderio, alla sua intensità, la quale deve essere espressa da una persona nel suo rapporto con il Creatore. Il significato di “Se qualcuno farà un voto per consacrare una persona al Signore,” è secondo questo valore.

Un siclo rappresenta il desiderio, ciò che è richiesto ad una persona chiamata un uomo o una donna di una certa età. Viene determinato secondo l’intensità del loro lavoro allo scopo di dazione e quindi essi sono simili al Creatore e sono connessi a Lui.
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Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” 10.12.2014

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Un piano impossibile che ha portato al disastro

Dr. Michael LaitmanDopo la prima restrizione in ogni Partzuf che inizia a lavorare con la Luce Superiore, c’è una testa (Rosh) che calcola la quantità di Luce che può essere ricevuta al fine di dare, e quindi il corpo (Guf) riceve quella Luce in pratica, secondo la decisione della testa.

La testa è la parte principale, mentre il corpo porta soltanto fuori le sue decisioni. Così è sempre stato, tranne per una volta, quando il corpo improvvisamente non ha attuato la decisione presa dalla testa; questo è accaduto al momento della rottura dei vasi. La testa voleva ricevere tutta la Luce al fine di dare, mentre il corpo non era in grado di farlo.

La rottura dei vasi è uno stato di incompatibilità tra la testa e il corpo, non l’azione di frantumazione. Nel mondo spirituale, tutto è determinato in base alle qualità. Un vaso in frantumi è un vaso che non può prepararsi in anticipo per eguagliare il corpo. Non è un vaso reale che viene frantumato ma la connessione tra il desiderio di ricevere e il pensiero. Siamo in grado di elaborare grandi progetti nei nostri pensieri, ma quando vogliamo adempierli, scopriamo che è impossibile realizzarli.
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Dalla 3 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.03.20 14 , Gli scritti di Baal HaSulam

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Kosher, adatto per servire il Creatore

Dr. Michael Laitman“(Levitico 1:2):”… un animale scelto fra il bestiame domestico, offrirete un capo di bestiame grosso o minuto”. Benedetto sia l’Onnipresente che disse di Se Stesso attraverso il primo Tzaddikim, Adamo portò un toro sull’altare, come è detto (Salmi 69:32): “e che per il Signore è meglio di un giovane toro”. Noè osservò ciò che è scritto nella Torà, come è scritto, (Genesi 8:20), “E Noè costruì un altare per il Signore”. Abramo osservò tutta la Torà, come è detto, (Genesi 26:5): “Perché Abramo ha obbedito”, per cui egli fece un sacrificio e portò un ariete, Isacco fece ciò che è scritto nella Torà e si gettò davanti a suo padre, come l’agnello davanti all’aguzzino. Giacobbe fece ciò che è scritto nella Torà, come è detto, (Genesi 35:4): “Essi consegnarono a Giacobbe tutte le divinità delle nazioni…“(VaYikra Rabbah 2:10)

I tre tipi di animali simboleggiano le tre linee del lavoro spirituale. Una persona deve selezionare tutti i desideri dentro di sé e scegliere quelli che lo aiuteranno a raggiungere il lavoro più elevato. Questa è la linea di Giacobbe, la “linea di mezzo” che comprende in sé sia il più che il meno.

Abramo è Hesed, Isacco è Gevura, e Giacobbe è Tifferet. Per ognuno di loro, c’è un animale Kosher adatto, nel senso che è adatto a servire per donare al Creatore attraverso il gruppo.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 13.11.2013

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Sono pronto a tuffarmi nel Mar Rosso

Dr. Michael LaitmanRabash, “Qual è la Benedizione ‘Che un miracolo è accaduto a me in questo luogo ‘nel Lavoro’”: Pertanto si dice dell’esilio in Egitto: “Ricorda che eri uno schiavo in Egitto,” il che significa che essere uno schiavo è così male, perché Israele ha sofferto in Egitto.

Ciò significa che da un lato, hanno sentito un po’ che significa essere Israele (Yashar-El, diritto al Creatore), e dall’altro lato, hanno capito che la forza opposta li governa. Così, hanno iniziato a sentire che erano schiavi, che erano tenuti lì contro la loro volontà.

Pertanto si dice “ricorda” significa che dobbiamo ricordare le sofferenze che hanno sofferto lì. Poi c’è un motivo per gioire della redenzione dall’Egitto.

Dovrebbero veramente rimpiangere la schiavitù e voler cambiare la situazione allo scopo di cambiare il dominio da una forza a un’altra forza, al dominio del Creatore. Tanto quanto le regole del Faraone, noi vogliamo il dominio del Creatore, e quindi aumentiamo l’uno riguardo all’altro finché attraversiamo i 49 cancelli dell’impurità dietro i quali c’è la forza di dazione, il Creatore viene rivelato, questo viene chiamato l’esodo dall’Egitto.

È impossibile uscire dall’Egitto con scarso riconoscimento del male che il nostro ego ci fa. Deve essere uno stato insopportabile, dove la mia morte è meglio che questa vita. Sono pronto a tuffarmi nel Mar Rosso e a fare tutto in modo da non dover rimanere dentro il mio ego.

Questa è la ragione per cui questo lavoro può essere fatto solo in un gruppo dove tutti lavorano insieme e si è incorporati a vicenda. Ognuno raccoglie tutti gli sforzi e i sentimenti della schiavitù da tutti gli altri e così sente che deve uscire e che non può rimanere lì. Questa è la ragione, per cui lavorare sulla connessione dà a tutti un tale forte sentimento di dolore che si è forzati a chiedere l’uscita alla redenzione.

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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 2.04.2014, Scritti di Rabash

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Allontanarsi dalla via della sofferenza

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 26:36 – 26:37: A quelli che fra di voi saranno superstiti infonderò nel cuore costernazione, nel paese dei loro nemici: il fruscio di una foglia agitata li metterà in fuga; fuggiranno come si fugge di fronte alla spada e cadranno senza che alcuno li insegua. [37] Precipiteranno uno sopra l’altro come di fronte alla spada, senza che alcuno li insegua. Non potrete resistere dinanzi ai vostri nemici.

Se la nazione di Israele non sceglie di correggersi volontariamente, allora si viene a creare la necessità di una forza molto potente che sopprima l’ego e che lo forzi a comportarsi in modo adeguato. Questa è detta la via della sofferenza. Lungo questa via le persone realizzano quello che stavano facendo e come si sono allontanate dal loro obiettivo e che devono comprendere tutto questo in modo completo per poter tornare a fare il loro dovere. Ma per far questo, i loro occhi devono essere aperti in modo da diventare consapevoli delle due forze della natura e di come questo operino.

Puoi richiedere qualcosa a qualcuno solo nella misura del suo grado di sviluppo. Quad’è che un bimbo comincia a capire di essere in un certo sistema? Prima va all’asilo dove gli viene insegnato quello che è permesso e quello che è vietato. Questo continua a scuola. Solo a 14-15 anni diventa responsabile per le sue azioni e capisce che ci sono certe leggi del comportamento e che, se le infrange, può essere arrestato dalla polizia. Dopo l’età di 18 anni egli è un adulto, anche se non è ancora completamente maturo.

In ogni caso dobbiamo portare una persona a riconoscere quello che è necessario fare in modo che egli possa realizzare questo requisito. Solo allora potremo ritenerlo responsabile. Questo è il motivo per cui dobbiamo trascorrere un periodo di preparazione così lungo per migliaia di anni. Il problema oggi è che anche le sofferenze che subiamo non ci aiutano.

Il punto è capire se sono state abbastanza. Per esempio all’inizio del diciannovesimo secolo sono arrivati i primi coloni ad Israele. Erano pronti a vivere in condizioni difficili come un clima secco e molto caldo, paludi che avevano bisogno di essere drenate, e le sofferenze della Malaria, per poter costruire i Kibbuzim. In 10 o 20 anni le persone hanno iniziato a dimenticare tutto. La seconda Aliya (ondata di immigrazione) iniziò e poi la terza, ma queste erano persone diverse visto che l’ego continua a rinnovarsi. Una persona non crede che quello che le è successo ieri possa tornare a ripetersi oggi. Non è nemmeno colpa sua visto che tutto viene cancellato dalla sua memoria visto che è una nuova persona ogni giorno. Quindi, la cosa principale è l’educazione e l’insegnamento dei principi dell’unità nazionale e globale.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 10.12.2014

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Conflitto pianificato tra gli Stati Uniti e Israele

Dr. Michael LaitmanDomanda: Dal primo giorno di presidenza in carica di Obama era chiaro che lui avrebbe cercato di cambiare la politica statunitense in Medio Oriente, avvicinandosi al mondo islamico in generale, e alle nazioni arabe, in particolare, migliorando le relazioni con l’Iran.

La violenza e la crisi che sono arrivate una dopo l’altra in Medio Oriente hanno costretto Obama a deviare leggermente dalla direzione che aveva scelto. Ma sia per quanto riguarda la questione palestinese e nei ripetuti tentativi di avvicinarsi all’Iran a scapito dei tradizionali alleati degli Stati Uniti nella regione, vediamo che la sua linea di condotta è rimasta com’era. Come possiamo e quanto saremo in grado di opporci a questo?

Risposta: E’ stato proprio quando il faraone era diventato cattivo che abbiamo lasciato l’Egitto. Non si può dire in modo inequivocabile che Obama è un male per noi, il suo odio verso gli ebrei e Israele in particolare rappresenta un potenziale per il nostro sviluppo.

Il suo odio e le sue politiche accelerano la nostra veglia e influenzano sul nostro destino attraverso la Luce Superiore, come è scritto in Proverbi 21: 1: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore“. Quindi, noi determiniamo il nostro destino, non Obama. [158429]

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