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Una generazione di cercatori

Dr. Michael LaitmanUna persona deve affrontare molte domande come agire, lavorare, e accelerare il suo sviluppo, cioè, accelerare la rivelazione del Creatore. Rivelando il Creatore, la forza che gestisce tutta la realtà e la nostra parte in essa, è l’unica cosa che una persona fa in questo mondo.

Allo scopo di raggiungerlo, seguiamo il consiglio delle persone che hanno già attraversato questo processo e che hanno raggiunto la rivelazione del Creatore. Questa è la ragione che studia la saggezza della Kabbalah, la quale per definizione è il metodo di rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. Tutto ciò che dobbiamo fare è quello di realizzare e mettere in atto ciò che ci dicono i Kabbalisti.

Certo, più ci è vicino un Kabbalista dei nostri tempi, più utile il suo consiglio è per noi perché lui ci capisce meglio poiché lui vive lo stesso stile di vita ed è come un nostro contemporaneo.

Così, cominciamo a studiare il sistema che include, non solo il sistema di occultamento fra noi e il Creatore. Loro hanno rivelato il Creatore durante la loro vita in questo mondo, il che significa che hanno rimosso l’occultamento.

Non sono più in questo mondo, però i frutti del loro lavoro non sono persi, e usandoli, possiamo sviluppare un senso speciale e un riconoscimento al di là dei nostri sensi fisici ordinari e della nostra mente.

La nostra percezione fisica del mondo è ancora più limitata rispetto a quella degli animali. Tutti gli animali possono sentire uno tsunami che si avvicina con tre giorni di anticipo e fuggire verso le montagne. Sono solo gli esseri umani che non sospettano nulla. Non sentiamo neanche la natura e siamo i più lontani da essa rispetto a tutti gli animali. Comunque, non si tratta dell’esistenza del corpo fisico ma della nostra attitudine verso la forza superiore.

Il desiderio di raggiungere la forza superiore si sveglia solo nell’ uomo e anche quello non succede in tutti. Però in ogni generazione dall’esistenza dell’umanità c’era gente nella quale tale necessità di rivelare il Creatore si risvegliava ed essi hanno soddisfatto questo desiderio.

Oltre a rivelare il Creatore loro anche ci lasciano i loro scritti tramite libri, lettere, e articoli. Ognuno scrive nel suo stile di come rimuovere l’occultamento, il sistema di occultamento, e come usare il sistema.

È perché non viene rivelato tutto in una volta e non completamente, ma gradualmente. Così si devono attraversare certe azioni. I Kabbalisti ci dicono come possiamo aiutarci reciprocamente a fare questo se c’è gente della nostra generazione con lo stesso desiderio di rivelare il Creatore.

Ci sono state molte generazioni di Kabbalisti, dal primo uomo (Adamo), che fu il primo Kabbalista a raggiungere il Creatore e che ha rimosso l’occultamento. Possiamo usare la loro eredità, e oltre i loro scritti, possiamo anche usare il loro aiuto.

Quando entriamo in un sistema dove il Creatore è presente, ma invisibile, possiamo usare l’aiuto dei Kabbalisti che hanno già ottenuto la Sua rivelazione. Sono attivamente incorporati all’interno di questo sistema e lo sostengono su un certo livello di rivelazione e raggiungimento aiutandoci a diventare incorporati al suo interno.

Abbiamo bisogno solo di raggiungere la sensitività e il riconoscimento necessario per rivelarla in modo che possiamo usare il sistema correttamente con l’aiuto dei Kabbalisti.

Dobbiamo anche svolgere tutte le loro raccomandazioni in questo mondo. Nella nostra generazione ci sono tante persone che vogliono rivelare il Creatore. Stiamo vivendo in un tempo speciale in cui è permesso di rivelare la saggezza della Kabbalah a tutti. Chiunque voglia rivelare il Creatore può venire e rivelarLo.

Così abbiamo un’opportunità unica. Se ci uniamo nella nostra ricerca del Creatore, sarebbe come cercarlo insieme per qualcuno che si è perso nel bosco. Possiamo uscire tutti insieme, tante persone, e cercare in tutta la foresta. Tutti possono andare e gridare: “Ehi, dove sei??!” e così aiutandosi l’un l’altro, eventualmente possiamo trovare quello che si è perso.

Allo stesso modo, possiamo cercare il Creatore insieme. Tale ricerca collettiva è molto più facile che cercare individualmente. In realtà è impossibile trovare il Creatore da solo, però insieme lo faremo rapidamente e facilmente.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 05.10.2014

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Il timore spirituale non può essere senza amore

Dr. Michael LaitmanDalla 1° lezione del Congresso a San Pietroburgo del 19.09.2014

È scritto nello Zohar: “E’ necessario risvegliare il timore da due lati dell’amore; sia durante il giudizio, sia durante la misericordia e fortuna nelle Sue vie.

Durante la misericordia e la fortuna nelle Sue vie, è necessario risvegliare il timore del Creatore: Come non cadere nel peccato e non raffreddarsi nell’amore per il Creatore.”

Non c’è la paura della punizione, qualsiasi punizione non esiste.

Noi percepiamo attraverso il nostro desiderio egoista, che se facciamo qualcosa di sbagliato, allora riceveremo una punizione per questo.

Dato che siamo egoisti, pensiamo che in conseguenza a come ci comportiamo tra di noi in questo mondo, riceveremo una ricompensa o una punizione.

Noi viviamo tra questi due calcoli egoistici: come posso sentirmi bene premiando noi stessi, o come possiamo evitare qualunque punizione.

Un percorso spirituale è al di sopra di questi calcoli.

Nella spiritualità non esistono calcoli egoistici di qualunque genere, ne di ricompensa, ne di punizione.

Dobbiamo crearci da soli la nostra personale scala spirituale di ricompensa e punizione.

Quando ho l’opportunità di prendermi cura degli altri, ho una ricompensa, e se per qualche motivo non posso esprimere la mia preoccupazione, di fare qualcosa per il bene degli altri, la percepisco come punizione.

Il vero universo è percepito quando portiamo i nostri sensi al di là di noi stessi e cominciamo a sentire tutto ciò che ne è al di fuori.

Dobbiamo comprendere  questo, perciò è detto: “vedrai il mondo avvenire già in questa vita.”

Possiamo raggiungere questo grado solo connettendo la paura all’amore.

Dagli articoli del Rabash e Baal Sulam e dall’esperienza della nostra vita, sappiamo che l’amore non esiste senza timore, ed una vera paura spirituale non può esistere senza amore.

Non dobbiamo avere il timore di indebolire il Suo amore, e l’amore non è indebolito da Colui che ci ama, non perché ci sentiamo bene come due egoistici amanti, ma perché io do godimento al Creatore se gli do la possibilità d’amarmi.

Questi sono sentimenti reciproci, che si percepiscono solo nel livello della paura spirituale, è necessario superare il proprio egoismo lavorando con esso inversamente per la dazione.

“…Come non cadere nel peccato e non raffreddarsi nell’amore per il Creatore.”

“…e così l’uomo collega la paura con l’amore.”

E proprio al di là dell’amore, durante il severo giudizio, quando l’uomo giudica se stesso per le proprie azioni, che esso dovrebbe risvegliare la paura davanti al Creatore, per non indurirsi il cuore, per non cadere in uno stato in cui inizia a valutare se stesso con criteri egoistici.
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Dalla Lezione 1 del Congresso a San Pietroburgo 19.09.2014

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Il segreto dell’unione

Dr. Michael Laitman Rabash, Lettera 40: E quando l’uomo inizia a sentire l’amore del suo amico, in lui iniziano immediatamente a svegliarsi la gioia e il piacere…perché aveva sempre saputo di essere l’unico a curarsi del proprio benessere. Ma nel momento in cui scopre che il suo amico si prende cura di lui, questo gli procura una gioia incommensurabile, e non può più preoccuparsi per se stesso, poiché l’uomo può lavorare duramente solo quando sente piacere. E dato che inizia a sentire piacere preoccupandosi del suo amico, non può naturalmente pensare a se.

Non possiamo mai soddisfare noi stessi, anche se ci sembra  che stiamo facendo tutto per il bene di questo. Il nostro Kli comune generale è costruito in modo tale che solo ciò che otteniamo da fuori può soddisfarci e non quel che ognuno di noi produce. Allora abbiamo bisogno di soddisfare ogni altro.

Questo è il segreto fondamentale dell’unione, quando le persone cominciano a sentire di poter soddisfarsi l’un l’altra: ognuno include all’interno di se i desideri degli altri e comincia a lavorare su di loro, e la Luce riempie tutti. Quando ognuno viene integrato nel desiderio dell’altro, la Luce riempie questi desideri.

La regola principale per l’elevazione vera nel senso del Creatore è una condizione di unione tra amici. E quando gli amici sono uniti? Quando si riuniscono insieme e ognuno si umilia davanti agli altri vedendo la grandezza degli amici. Anche se qualcuno non vede i suoi amici come grandi, lui deve obbligare se stesso a vedere la loro grandezza. Se una persona non vede gli altri come più alti, deve esaminarsi.

In un gruppo kabbalistico, una persona che studia correttamente deve sempre vedere gli altri come più alti di lui. Questo non rappresenta un qualche tipo di stato unico di elevazione, ma il normale stato del gruppo.

Egli invidia gli amici di un’invidia buona; viene trascinato dietro di loro, prende  esempio da loro. E se non c’è invida, non va bene. Una persona deve avere paura che tutti scoprano che lui non ha nessun valore e di nulla, e che inizieranno a disprezzarlo.

Questo sentimento deve essere permanente, perché è molto utile per l’avanzamento. Tutti devono essere felici che lui sta procurando tale sentimento, il quale è un mezzo utile per l’avanzamento. Allora è necessario  essere preoccupato che sarà costante: vedendo come gli amici sono dediti, come si sacrificano essendo in situazioni molto peggiori di te, e allo stesso tempo investono più sforzi di te.

Da piccoli esempi come questi si crea un desiderio da “me” a “noi”, perché se gli amici sono più alti di me, voglio essere con loro,  essere incluso in loro, in modo da sciogliermi completamente in loro.

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Dal Congresso di San Pietroburgo “Giorno Due” 20.09.14, Lezione 4

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Le lacrime sono un eccesso di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ci è stata data l’opportunità di essere in un buon gruppo di dieci. Durante i tre giorni del congresso, abbiamo capito con quanta forza ci amiamo a vicenda. Perché quando confessiamo il nostro amore verso l’altro piangiamo?

Risposta: Si tratta di un sentimento positivo. Nella saggezza della Kabbalah ci sono una serie di articoli su questo argomento che spiegano quando e perché vengono create le lacrime di felicità o di tristezza per gli amici, per le emozioni, e tutto il resto. L’uomo non può contenere dentro di sé un eccesso di emozioni, e queste diventano lacrime.

Nella sezione 13 de “Lo Studio delle Dieci Sefirot“, viene spiegato da dove vengono le lacrime, in che modo vengono create. Le lacrime rappresentano un eccesso di Luce che entra in un Kli che non può trattenerla, e la Luce apparentemente trabocca al di là dei limiti del Kli.
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Dal Congresso a San Pietroburgo “Terzo Giorno” 21.09.14, Lezione 6

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La percezione della realtà all’interno di una luce semplice

Dr. Michael LaitmanLa Luce Superiore è a riposo assoluto, e il Creatore è buono e benefattore. Significa che siamo sempre in presenza della Luce, del bene assoluto che non cambia mai. Siamo gli unici che cambiano.

È possibile solo pregare per la mia correzione. Chiedere al Creatore di cambiare non ha valore perché Lui è buono e assoluto con tutti, senza esenzione, senza eccezione, e non può essere diversamente.

La corretta percezione della realtà è la comprensione che non può esserci cambiamento nella Luce e neanche in noi, ma solo in me. Questo perché il modo in cui sento ognuno nel mondo e tutti i cambiamenti che ognuno subisce sono determinati solo da come io stesso sono cambiato. Invece di chiedere che tutti gli altri cambino, attraverso la cooperazione reciproca con loro, devo evocare un cambiamento in me, e poi il mondo intero verrà cambiato.

Da tempo le persone sagge hanno capito dalle loro esperienze di vita che non ha senso provare a cambiare gli altri. Nessuno sta cambiando e tutto dipende da me. La saggezza della Kabbalah porta una persona alla percezione semplice della realtà e spiega che ognuno deve correggere solo se stesso e non gli altri.

Però allo scopo di convincere me stesso a cambiare, io necessito di un ambiente. Influenzando la società, influisco me stesso. Sembra che voglio migliorare l’ambiente, ma alla fine l’ambiente mi influisce e mi cambia.

Gioco con il Creatore e con l’ambiente ma questo avviene per influenzarmi. Ultimamente cambio me stesso in questo modo, divento simile al Creatore. Poi ottengo una percezione vera della realtà e lì vedrò come si vede dal lato della Luce, dal lato del Creatore.

Il Creatore ci ha dato questa opportunità di cambiare noi stessi gradualmente, per produrre costantemente cambiamenti all’interno di noi stessi e per diventare più come Lui, attraverso l’ambiente. Se percepisco il mondo intero e tutti gli amici come perfetti e solo me stesso come colui che richiede correzione, per adattare me stesso a loro, mi troverò in un lavoro costante che mi porta più vicino al livello del Creatore.

E in verità, non importa cosa succede nell’ambiente, chi ha ragione e chi ha torto. Percepisco tutto ciò come il gioco del Creatore con me. Lui è l’unico che organizza tutto questo teatro che mi circonda per aiutarmi ad adattare me stesso a Lui. Perché se non c’è nulla tranne Lui e Lui è il buono che fa bene, poi ogni altra immagine che non viene dalla sola forza buona, testimonia la mia corruzione interiore che devo correggere.

Allora devo essere nel processo di scrutare me stesso tutto il tempo, in un dialogo interno con il Creatore che esamina che cosa mi sta dando per vedere, sentire, gustare, toccare, pensare, e immaginare. Quali memorie galleggiano su di me, quali pensieri girano al mio interno?

Il Creatore crea un mondo intero intorno a me in modo che non dimentico, anche per un momento, che tutto questo è fatto da Lui, che sto conducendo un dialogo incessante con Lui, che voglio scoprirlo, e capire! Questo è come un’infante a cui viene detto qualcosa, però lui non capisce nulla, e guarda solo con eccitazione a bocca aperta. Questo è come dobbiamo capire in ogni momento quello che il Creatore vuole dirci tramite questo intero mondo che Lui ci mostra.

Essenzialmente ci sono solo un desiderio molto piccolo per il piacere di ricevere, che sente se stesso come se esiste in un corpo fisico con mani e piedi, e intorno ci sono altre forme, altri corpi, un mondo intero. Questo mondo immenso sta cambiando tutto il tempo, ogni cosa che fa in giro, all’interno. Tutto ciò esiste solo nella mia percezione interiore, nel mio desiderio di ricevere che viene rappresentato all’interno della mia immaginazione, ma in realtà non esiste.

Viviamo in un mondo immaginario come questo. Tutte le sue immagini vengono formate all’interno del nostro ego in modo da poterle interpretare in modo corretto. Se accettiamo l’intenzione di dazione al di sopra del nostro desiderio di ricevere, dopo, invece di tutte le forme di questo mondo, sentiamo la Luce Superiore che riempie tutta la realtà. Dobbiamo raggiungere tale forma finale di percezione.

Tutto il lavoro è nel correggere la nostra percezione interiore, per essere liberati dall’immaginazione patologica nella quale esistiamo adesso, questo mondo immaginario, e arrivare alla semplice Luce Superiore. Attraverso il lavoro con l’ambiente, immaginiamo noi stessi come ancora più vicini alla Luce Superiore, che significa dazione, “Ama il prossimo tuo come te stesso,” possiamo cambiare la nostra percezione; e invece di questo mondo, sentire il Mondo Superiore.

Questa percezione distorta che rappresenta questo mondo fisico per noi scomparirà e al suo posto sentiremo il Creatore unico, e vedremo che accanto a Lui, non c’è nulla. E noi esistiamo in Lui e tutto è immerso in un oceano di Luce bianca. Questa sarà la percezione vera, e non la realtà immaginaria nella quale viviamo ora.
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Dal Congresso in Chile “Primo Giorno” 30.07.14, Lezione 2

Il piacere spirituale nell’azione fisica

Dr. Michael LaitmanDomanda: Posso imparare a scoprire il Creatore attraverso il piacere fisico?

Risposta: Dipende da che cosa s’intende per piaceri fisici: piacere per se stesso o quei piaceri rivestiti nelle azioni fisiche del nostro mondo.

Se il piacere è rivestito da un’azione fisica di questo mondo, è possibile scoprire il Creatore in esso, però se s’intende per se stesso, allora è impossibile. Ogni azione che viene compiuta “per se stessi” si chiama fisica, e “da se stessi” si chiama spirituale.

Quando ci connettiamo fra noi per completare l’adesione, allora percepiamo veramente questo stato in sostanza del quale il Creatore viene scoperto. Però questo avviene solo a condizione che lo usiamo per la nostra unione sopra l’anelito personale e il desiderio. La Luce fa tutto il resto, non è necessario essere coinvolti in particolare con questo, questo serve a confondere solamente la persona.

È necessario studiare gli articoli di Rabash e del Baal HaSulam, che sono intervallati da poche informazioni sulle condizioni del lavoro spirituale, e cercare di non lasciarli. Devono diventare la condizione fondamentale che uno deve mantenere tutto il tempo, quando si esegue secondo questi, verifichi te stesso secondo loro.

Poi la Luce creerà le caratteristiche appropriate dentro di te, inizierai a sentire che l’intero mondo fisico non è essenzialmente fisico, ma sembra solo che sia così. Infatti, è così che le forze spirituali ritraggono le nostre sensazioni per noi. Quando il potere unico della natura comincia ad essere scoperto attraverso questo, finalmente cominciamo a capire i segreti e le caratteristiche della nostra percezione.

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Dal Congresso di Sochi “Secondo Giorno” 14.07.14, Lezione 6

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In anticipo

Dr. Michael LaitmanÈ scritto, “Non esiste nessuno tranne Lui.” Tutto il nostro lavoro è focalizzato su questo. In ogni mia azione, ogni sentimento, ogni desiderio, ogni pensiero, voglio rivelare Lui, Colui che mi manda tutto questo.

Egli è l’organizzatore, l’agente autentico. Qualsiasi cosa faccio, infatti, Lui la fa tramite me, e devo scoprire come Lui sta lavorando in me, come la forza superiore, il Creatore, in qualità di un “derivato” nell’essere creato.

Arrivando a questo, raggiungo l’adesione. Sperimentando l’azione, concordo con quel che fa il Creatore attraverso me, e poi divento un tutt’uno con Lui.

Sulla via dell’adesione, attraverso tanta resistenza, sono particolarmente mandato in occultamento e in varie forme. Questo mi permette, nei minimi dettagli, di portarmi in linea con il Creatore, per unirmi a Lui, aderire a tal punto da non sentire nemmeno Lui che produce i miei pensieri, le mie azioni, e desideri che si trovano all’interno di me, però io, me stesso, come se fossi davanti alla Sua creazione; tutto ciò perché sono in adesione con il Creatore e Lo conosco.
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Da KabTV “Una vita nuova” 10.05.14

Dove troviamo la connessione tra noi?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Durante i workshop nelle nostre decine abbiamo raggiunto una connessione tale che è stata sollevata una domanda. Che altro si può fare? Che altro possiamo aggiungere a questo?

Risposta: Penso che è impossibile per noi avvicinarci di più l’un l’altro da soli. Abbiamo sperimentato il limite di avvicinarci da soli e ora abbiamo bisogno di attirare il Creatore verso questo.

Abbiamo attraversato una fase di sentimenti e capito che significa a un certo grado essere un tutto unico, e ora abbiamo bisogno di imparare che cos’è la Forza Superiore, provare a sentirla, entrarvi, e scioglierci in essa con le decine intere in modo che essa possa regnare su di noi. Quando ci immergeremo totalmente in essa, lì troveremo la connessione tra noi.

Domanda: Che significa attrarre la Forza Superiore? Avviene con dei pensieri o con delle azioni?

Risposta: Noi, collettivamente, abbiamo bisogno di immaginare noi stessi come esistenti nella qualità di dazione completa che regna su di noi, che ci avvolge e ci governa. Venendo più vicino al mio amico e desiderando di includermi in lui, mi preparo affinché il Creatore discenda su di me. Questo deve essere chiaro nei sentimenti, non nelle azioni.
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Dal Congresso in San Pietroburgo del 21.09.14, Lezione 5

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Il declino di Babilonia, Parte 4

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’ego dopo essersi acceso costrinse i Babilonesi a diffondersi sulla faccia della Terra. L’umanità allora si è sviluppata solo sotto la spinta di questa forza negativa?

Risposta: Non è che non esiste alcuna forza positiva nella persona. Questa esiste in ciascun essere umano, ma non è evidente e non ci dirige o spinge in modo diretto.

La differenza tra i discepoli di Abramo e quelli di Nimrod sta nel fatto che quelli di Abramo avano trovato dentro se stessi due forze; l’ego esplicito ed una tendenza implicita a sforzarsi verso qualcosa, la dazione e l’amore. Ma essi non sentivano subito questa cosa, all’inizio erano semplicemente alla ricerca del senso della vita. La seconda forza fu scoperta all’interno del significato della vita, che si trova oltre questo pianeta fisico, al di sopra dell’egoismo.

Secondo questo piano, l’ego ci mostra cosa si può ottenere qui e come è possibile essere soddisfatti e realizzare se stessi. La seconda forza si protende oltre questo piano visto che è costruita sulla connessione, sull’unione. Questo è il prossimo livello.

Si, questa forza esiste in tutti, ma nei discepoli di Nimrod, non era ancora rivelata in modo chiaro. Come conseguenza fecero quello che era per loro possibile nello stato in cui si trovavano. Si dispersero o crearono nuove connessioni, si mescolarono o si misero a combattere, fecero alleanze, matrimoni e l’opposto. Comunque tutto questo avveniva ad un livello fisico.

E solo oggi si inizia a risvegliare dentro di loro il richiamo sul significato della vita. Comunque, visto che non vedono Abramo tra di loro, stanno affondando nelle droghe, in tutti gli eccessi possibili, nelle guerre, ecc. Tutto solo per potersi riempire e colmare il loro vuoto.
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Da KabTV “Babilonia Ieri ed Oggi” 27.08.14, Parte 4

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Chiedere spiegazioni al Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Diciamo sempre, “Non vi è nessun altro oltre a Lui,” e usiamo questo ovunque come un tappo. Se, per esempio, qualcuno mi ha ferito o mi ha fatto arrabbiare, di conseguenza reagisco, però poi ricordo “Ah, ma questo è venuto dal Creatore. Allora, poiché viene da Lui, allora va bene.”

Come possiamo arrivare a un tale stato quando vorrei reagire all’amico con lo stesso timore come faccio verso il Creatore, “Ah, ma questo è il mio amico!”

Risposta: Questo non è corretto. Non possiamo raggiungere il Creatore, ed è per questo che dici, “Ah va bene,” rassicuri te stesso, concordando con ciò che sta accadendo. Questo è compiacimento, come dicono, “Oppio per le masse.”

In realtà, ci deve essere il raggiungimento dell’assoluto perfetto. Quando capisci veramente, senti, e raggiungi il Creatore, poi il tuo accordo con Lui acquisirà una forza reale.

Fino ad allora, continuerai a consolare te stesso con, “Non c’è niente da fare.. Il Creatore è …” Come scrivono nelle polizze assicurative, “Colpito da un fulmine; niente da fare. Chi incolpiamo? Si tratta di una forza esterna.”

Domanda: Forse qui vi è una mancanza di analisi?

Risposta: È solo una mancanza di raggiungimento! Non è una questione di mente, ma di organi di raggiungimento, i Kelim (vasi). Serve una reazione giusta.

In primo luogo, abbiamo bisogno di chiedere che diventi chiaro esattamente ciò che sta succedendo. La domanda, e non semplicemente il concordare, dato che, attraverso quello, si sorvola tutto ciò che Lui sta facendo con te. Vuole sfidarti a un sentimento reciproco serio, un chiarimento, ma preventivamente d’accordo, “No, no, non c’è bisogno per quello; va tutto bene.”

Chiedi dei chiarimenti al Creatore!

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Dal Congresso di San Pietroburgo “Terzo Giorno” 21.09.14, Lezione 6

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