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Un ricercatore imparziale

Un kabbalista si rallegra del male proprio come del bene. Tuttavia, questo non significa che sia un masochista, perché non attribuisce la sofferenza a se stesso ma solo all’egoismo, che è stato creato dal Bore’. Egli percepisce l’egoismo non come il proprio desiderio di godere, ma come una forza proveniente dal Bore’.

Allo stesso modo guarda il suo corpo animalesco come un ricercatore. Nel corpo animalesco si rivela la forza della ricezione, l’egoismo, ma un kabbalista al contrario vuole che la forza della dazione sia rivelata in lui. Si considera un ricercatore completamente imparziale, che non è sotto l’influenza né della ricezione né della dazione.
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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/11/2020, “Work with Faith Above Reason”

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La gioia del comandamento

Un comandamento è un’opportunità per fare qualcosa per compiacere il Bore’. E più difficile è la condizione, che nel mio egoismo non percepisco come piacevole, meglio è. Dopotutto, questo significa che non ho una motivazione egoistica in questa azione, ma agisco contro il mio egoismo.

Quindi è davvero chiamato un comandamento, cioè io eseguo le istruzioni del Bore’ per avvicinarmi a Lui nonostante la resistenza del mio egoismo.

La gioia del comandamento è che posso agire contro il mio desiderio di ricevere sempre di più ogni volta. Potrebbe sembrare un piccolo risultato, ma la cosa principale è che dovrebbe riguardare l’unificazione. Tutto ciò di cui ho bisogno è la connessione con gli amici e la lezione quotidiana: questi sono due strumenti per avvicinarmi al Bore’.

Se soddisfi sia la prima che la seconda condizione ogni giorno, la giornata non è andata sprecata. È così che devi considerare la tua vita, che così fluirà in modo significativo e porterà un risultato speciale.

 

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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17/11/2020 “Work With Faith Above Reason”

 

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Il movimento verso la spiritualità

Domanda: In linea di principio, lavoriamo costantemente in decine. Cosa ci manca adesso, una specie di sforzo impulsivo, un attacco attraverso il nostro lavoro interno nell’unità esterna? Cosa dobbiamo aggiungere nel nostro lavoro sulle decine per avere successo?

Risposta: Stiamo gradualmente cambiando. Lo vedo dal materiale che vi presento e da come scorre. Questo non è materiale casuale. Lo prepariamo prima di ogni lezione mentre passiamo da una fase all’altra. Quindi formatto i miei pensieri su Twitter.

Vedo che stiamo avanzando, le decine sono ben strutturate e gli amici partecipano con entusiasmo. All’inizio erano costretti a lavorare in decine, poi si sono resi conto che non avevano scelta perché doveva davvero essere così.

Ora, non sono nelle decine solo perché devono esserlo, ma anche in senso egoistico sentono che iniziano a percepire qualcosa attraverso la decina. Capiscono che attraverso la decina riveleranno la forza della redenzione, la forza della rivelazione, dell’ispirazione, tutti i desideri, tutta la luce e tutta la spiritualità. Vedo che si riferiscono alla spiritualità come qualcosa di prezioso, almeno come qualcosa di essenziale.
Almeno nessuno può essere indifferente alla decina, e questo è il motivo per cui sentiamo questo movimento, ed è molto buono.
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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 5/02/2019

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Allenati ad indebolire il tuo ego

Più un atleta si allena, più diventa forte, cioè, si rafforza il suo egoismo, perciò, è sempre compiaciuto dei suoi risultati.

Uno studente di Kabbalah, al contrario, desidera risvegliare il proprio egoismo attraverso gli studi allo scopo di elevarsi al di sopra di esso. Questo spiega perché lo stato egoistico sembra essere sfavorevole, ma per un kabbalista questo è uno stato desiderabile poiché egli vuole soggiogare il proprio egoismo.
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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/11/2020, “Il lavoro con fede al di sopra della ragione”

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La gioia può essere eterna?

Domanda: In quale stato una persona prova maggiormente gioia: dal passato, dal presente o dal futuro?

Risposta: Dal presente, naturalmente. Questa sensazione è la più forte. Quanto al futuro, è l’anticipazione della gioia. Potrebbe durare più a lungo. E la gioia del passato lascia una certa impressione e si trasforma in conoscenza, in quello che chiamiamo Reshimo (registrazione dell’informazione).

Domanda: La gioia è una conseguenza della soddisfazione dei nostri desideri. Ma l’appagamento dei desideri li spegne e si scopre che la gioia scompare. Come si può fare in modo che la gioia duri per sempre?

Risposta: È necessario separare l’emozione della gioia stessa dall’oggetto che l’ha causata. Ad esempio, se provi gioia per i successi di tuo figlio che è in costante sviluppo, allora questa gioia non scompare. E se invece sei felice di alcuni dei tuoi risultati, questa sensazione svanisce molto rapidamente.

In altre parole, quando la gioia giunge da una causa esterna, può essere di lunga durata, quasi infinita.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/08/2020

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Una porzione di Luce

Domanda: Si comincia a ricevere una porzione di luce non appena si comincia a studiare la Saggezza della Kabbalah?

Risposta: Si comincia a ricevere una parte della luce superiore  nella misura in cui si partecipa al  gruppo, si studia con il gruppo, e si portano a termine attività con il gruppo. Questi fotoni hanno un effetto su di noi e i risultati evidenti della loro influenza cominciano a vedersi molto presto su di noi.

Non voglio anticiparne gli effetti, sono molto interessanti, per cui noi sperimentiamo qualcosa in noi che non è di questo mondo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 11/11/2018

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Come possiamo trasformare la sofferenza in piacere?

Domanda: Perché, con la costante rivelazione del male in me, provo una grande sofferenza? È perché non sono soddisfatto del mio progresso e del mio fallimento nell’avvicinarmi al Creatore?

Risposta: E’ perché la discrepanza tra ciò che si desidera e ciò che è in realtà, invoca sofferenza. In questo caso, vuoi avanzare, ma ti senti inferiore rispetto allo stato in cui vorresti essere.

Ma d’altra parte, queste sono sofferenze positive. Ti insegnano ad andare avanti correttamente. È quindi vietato immergersi in esse e sedersi e piangere, ma è necessario attuarle correttamente.

Domanda: Quindi, la rivelazione del male implica la sofferenza?

Risposta: No. Dipende da come la percepisci. Se non senti la differenza tra ciò che vuoi e ciò che hai, come sofferenza, non avanzerai. Ma questa non è la via della sofferenza.

Il percorso della sofferenza è quando sei inconsciamente in loro e non sai come muoverti e cosa fare. Tutta l’umanità si trova in questo stato.

Solo le persone che studiano la saggezza della Kabbalah sono consapevoli delle sofferenze che ricevono e possono usarle per mirare allo scopo della creazione. Ascendono al di sopra delle sofferenze e la percepiscono anche come dolcezza, come guida verso l’obiettivo auspicabile.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 18/11/2018

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Il rapporto dell’uomo con la natura e con se stesso

Domanda: Nella classificazione delle relazioni interpersonali, il fattore principale è considerato il contatto tra l’uomo e la natura. Qual è il principio fondamentale della connessione tra l’uomo e la natura superiore?

Risposta: Il principio è molto semplice: una persona deve portarsi alla convergenza con la natura superiore. La natura superiore o interiore si basa sulla qualità della dazione, dell’amore e dell’assistenza reciproca. In questo, è l’opposto di una persona che è nell’amore egoistico per se stessa. Se ci sintonizziamo correttamente con i sentimenti della natura, la scopriremo.

Domanda: Una persona come dovrebbe relazionarsi con se stessa, con il suo “io”?

Risposta: Come ad un determinato rivelatore, un dispositivo ricettivo, che si trova in determinate condizioni e deve utilizzare se stesso e queste condizioni per rivelare l’essenza di tutto ciò che sta accadendo, la vera natura del nostro mondo.

Domanda: La maggior parte delle volte una persona parla a se stessa, conduce un dialogo interno. Sebbene ciò avvenga inconsciamente, esiste un modo per controllare di cosa dovrebbe riguardare questo dialogo?

Risposta: Nella Kabbalah, c’è tutta una tecnica sul dialogo interiore di una persona con se stessa, con gli amici, con un gruppo, con il mondo e con il Creatore. A questo proposito, dobbiamo sempre trovarci nel flusso continuo di informazioni.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 30/07/2020

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Nel giardino dell’Eden

Domanda: Se tutto il mondo è stato creato per me ed è dentro di me, come può essere che la mia vita sia una lotta e che sembri che tutto il mondo sia contro di me?

Risposta: E’ tutto strutturato così in modo che tu, un egoista, cambierai e correggerai questo mondo nel mondo opposto. Questa è l’unica ragione per cui tutto è così.

Questo mondo è il riflesso delle tue caratteristiche interne. Cambia te stesso e il mondo cambierà e tu ti troverai in un mondo chiamato il Giardino dell’Eden. Questo significa che il tuo desiderio, corretto da egoistico in altruistico, è completamente simile al Creatore; è riempito con la luce e si trova in uno stato di eternità e completezza.

Tu puoi conseguire questo nel nostro mondo, durante la tua vita terrena. E’ tutto proprio davanti a te e dipende solo dalla richiesta corretta.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 11/04/2018

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La dipendenza dell’anima individuale dall’anima comune

Domanda: Quali sono i limiti dell’anima individuale come parte dell’anima comune? Come si esprime la sua dipendenza dall’anima comune?

Risposta: Un’anima individuale si sviluppa solo fino al volume necessario per il suo ripristino nell’anima comune. Se prendiamo un’anima individuale, femmina o maschio, vedremo che le fasi del suo sviluppo avvengono sempre nel quadro generale dell’anima di Adamo e non in altro modo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 16/09/2018

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