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Il potere del Libro dello Zohar

Domanda: Perché leggiamo Il Libro dello Zohar?

Risposta: Lo usiamo come mezzo di avanzamento spirituale nel gruppo.

Prima di tutto,i desideri che ricevono si manifestano in un certo gruppo di persone. Discreti, i desideri frammentati si considerano reciprocamente nella loro forma fisica; si permette loro di stabilire un contatto primario. Si riuniscono in un gruppo e studiano Il Libro dello Zohar.

Un desiderio frammentato genera “un’aspirazione” verso coloro che sono superiori. Studi comuni e corretta esplorazione congiunta del livello superiore sotto la guida di un insegnante innescano nuovi cambiamenti negli amici. Essi cercano di ottenere i vasi da una linea diretta; poi, la Luce dai vasi circolari sarà pronta per entrarci.

Finora, la Luce viene fuori dai cerchi nel vuoto dei loro desideri da lontano sotto forma di Luce Circostante fino a quando si trasformano in una linea diretta.

Questo, infatti, è lo scopo dei nostri studi. Quando succede, studieremo gli stessi testi e le Luci che fanno una transizione dagli stati esterni a quelli interni e cambiano dai vasi circolari ai vasi di linea diretta nei nostri vasi modificati, vasi corretti.

Così, Il Libro dello Zohar è un rimedio speciale che usiamo senza avere esattamente un’idea chiara di come ci influenza. Comunque, non ha importanza, poiché funziona ancora.

Domanda: Perché Lo Zohar è più potente in questa situazione che la Torà?

Risposta: Il Libro dello Zohar è più forte della Torà perché il suo stile e la forma sono dovuti al periodo che segue la distruzione del Tempio.

Prima, il popolo di Israele era al livello di Mochin de Haya, cioè, al termine della loro personale correzione. Poi, sono caduti da quest’altezza all’occultamento. In seguito, i Kabbalisti erano nello stato frantumato di tutti e nello stesso momento, sono saliti sopra tutti. Essi squarciano questa differenza fra i due “lati” della realtà, fra il mondo dell’infinito e il nostro mondo. I figli di Israele sono caduti in profondità, nell’ egoismo più duro, mentre i Kabbalisti del gruppo di Rabbi Shimon erano in cima. Di conseguenza, il divario fra loro e la gente di Israele si estendeva da meno infinito a più infinito.

Più tardi, durante l’esilio fino alla piena completezza, i vasi del popolo di Israele si dovevano mischiare con le altre nazioni e portare loro le scintille spirituali.

La Torà è diversa. Mosè ha scritto il Pentateuco dal livello della correzione finale. Lui era superiore a tutti gli altri; comunque, in quel tempo il resto della nazione non era nello stesso stato come lui. La gente era appena uscita dall’Egitto; lo stato chiamato “Egitto” non è ancora la frammentazione. In “Egitto” uno semplicemente rivela una piccola tappa, non la distruzione completa durante la quale la santità si mescola con l’impurità, “svuotando”, lasciando così la gente a correggere i propri difetti, e a “gonfiare come lievito”. A causa del fatto che la gente non aveva raggiunto questi stati Mosè non poteva rivelare e spiegare il processo intero di correzione nel Pentateuco. Lui ha rivelato soltanto quello che è successo fino ad allora.

In genere, ogni passo include tutti gli altri. Una parte e un tutto sono uguali. E per questo la Torà, naturalmente, contiene tutto, ma, è presentata in un modo impossibile da utilizzare nella massima misura per la correzione delle anime. Uno non può estrarre la Luce che Riforma suddividendo le anime dal Pentateuco, poiché l’esilio dall’Egitto è accaduto prima della frammentazione. Soltanto una piccola parte è stata rivelata nell’ Antica Babilonia; permettendo di collegare gli “antenati” (GAR), apprendendo nel cuore, e poi dando vita ai “figli” (le tribù d’Israele) dopo che l’esilio dall’Egitto ha avuto luogo. Le epoche dei due Templi e l’ultimo esilio hanno seguito questi eventi.

Cosi, Il Libro dello Zohar è scritto da uno stato polare totalmente diverso con una estrema differenza fra l’altezza di centoventicinque gradini e la frammentazione finale dei figli di Israele. Non entriamo nei dettagli e nelle condizioni spirituali di quell’epoca. Tutto ciò che conta è che il libro completo corrisponde completamente a quello che è integrato in natura.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana della Kabblaha 19.12.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Il declino di Babilonia, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Diamo uno sguardo al momento della creazione della nazione ebraica e uniamoci al gruppo di Abramo che lasciò Babilonia e si diresse verso la Terra d’Israele secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Tutte queste persone si elevarono già al livello spirituale o fu solo il loro capo a raggiungere la spiritualità?

Risposta: L’intera nazione sapeva cosa stava succedendo e percepiva i cambiamenti interiori. Ma nel complesso, la loro connessione reciproca non era ancora ad un livello egoistico così elevato così che la Luce Superiore che porta alla realizzazione interiore potesse essere rivelata in esso. Ebbero solo delle illuminazioni generali.

Possiamo paragonare questo al nostro livello: in che misura una pietra, un fiore, un coniglio, e l’uomo sentono la vita? Tutti sentono una sorta di esistenza. È difficile giudicare il livello della natura inanimata.

Il vegetativo, percepisce la vita in qualche modo. Il livello animato deve muoversi per stabilire uno stato di equilibrio con l’ambiente, e su questo livello, la vita è sentita in misura maggiore. Un essere umano percepisce la vita in modo ancora più forte.

La stessa cosa avviene qui: quando uscirono da Babilonia erano come la natura inanimata della creazione spirituale. Poi, quando si riunirono e scesero in Egitto entrarono nel livello successivo dell’ego, e correggendolo cominciarono a sentire la loro esistenza ad un livello vegetativo.

Ciò significa che la realtà spirituale è già sentita da una persona come la vita o la morte. La rivelazione del Creatore, come il sole dietro le nuvole, e la sua luce è vivificante e mi da’ il giorno che mi attrae. Posso anche cadere nella notte, e sprofondare in uno stato di depressione, ecc…

Oggi, il mondo intero è in uno stato di depressione, il che significa che le persone già iniziano a sentire che manca qualcosa. Saranno in grado di riempire se stesse e sostituire la sensazione di depressione con sentimenti positivi se la luce le illuminerà un po’. La Luce è la rivelazione del Creatore.

Questo è ciò che sentirono gli studenti di Abramo dopo l’esodo dall’Egitto. Sentirono molto chiaramente di dover rivelare il Creatore, poiché senza non sarebbero stati in grado di connettersi. In altre parole, il loro ego crebbe così tanto che solo il Creatore che si rivela tra di loro poteva aiutarli a superarlo. A poco a poco il gruppo di Abramo si trasformò nel gruppo di Mosè, e questo stato crebbe sempre di più in esse.
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Da KabTV “Babilonia Ieri e Oggi” del 27.08.14

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Il concepimento di una nuova entità

Ci sono due forze egoistiche nel mondo, una negativa e una positiva, e noi siamo nel mezzo, siamo il piccolo animale chiamato uomo (Adamo).

Queste due forze agiscono su di noi spontaneamente. Noi non conosciamo il sistema in base al quale ci guidano in avanti sbattendoci da una parte all’altra, ma nel 21° secolo, abbiamo raggiunto un livello in cui sembra che le abbiamo esaurite.

Ci sentiamo stanchi, alienati, indifferenti, frustrati, senza motivazioni, e depressi. Di fatto questa è la malattia più comune del secolo ed influenza il mondo intero. Gli amministratori di tutte le istituzioni si lamentano dell’indifferenza delle persone; le persone non vogliono lavorare; non hanno alcuna motivazione per farlo. Una persona non riesce a fare niente di se stessa perché queste due forze si sono indebolite dentro noi ed insieme non ci spingono più in avanti.

Quindi adesso incominciamo a percepire e a studiare una nuova entità, un nuovo ordine, una nuova dimensione che viene costituita anche attraverso l’azione di queste due forze.

Nel momento in cui incominciamo a desiderare ardentemente il centro del gruppo, per creare quella che chiamiamo la giusta Babilonia, al fine di diventare un solo insieme, sentiremo immediatamente come ne veniamo respinti.

Ed inoltre, la forza che respinge (P2) è molto più grande della forza che attrae e che è sviluppata da noi (P1).

Se capiamo che dobbiamo raggiungere un risultato in cui una sola forza della connessione sarà rivelata in noi, rimarremo con un’altra forza, la forza della preghiera o la forza della richiesta, gli sforzi che dovremmo fare nel desiderare, di modo che questa forza sarà rivelata in noi. Si chiama preghiera, ma di fatto è il potere del nostro desiderio. Non è una preghiera nel senso usuale.

Vogliamo aggiungere a noi un’altra forza che ci aiuterà a desiderare grandemente la connessione e l’unione tra di noi.

Naturalmente otteniamo una forza molto piccola basata su un certo desiderio egoistico, un vantaggio egoistico, poiché questa è la nostra natura. Ma quando tentiamo di attirare una nuova forza, vogliamo che la forza dell’amore e della dazione risieda tra di noi di modo che perderemo noi stessi, la nostra essenza animale, nella nostra connessione collettiva.

Noi agiamo secondo le istruzioni che i Kabbalisti ci hanno lasciato su come costituire un gruppo e la connessione tra di noi, e su come concentrarci sulla forza segreta, attirarla a noi, e volere che sia rivelata tra di noi come una cosa sola così che ci assomiglieremo tra di noi in base al sistema del sostegno reciproco.

“Amare l’altro” significa sentire i desideri dell’altro e realizzarli quando lui realizza i miei desideri. Questa è la reciproca incorporazione l’uno nell’altro, la connessione reciproca. Quando ci muoviamo in questo modo nel gruppo sommiamo l’influenza della forza superiore su di noi che viene rivelata nella prima fase, sebbene non ancora molto chiaramente, e sentiamo internamente certe nuove emozioni e delle nuove forme della dazione.

Inconsciamente incominciamo a comprendere che il mondo è costruito in modo tale che sia possibile muoversi verso uno stato totalmente nuovo, al livello successivo, nel quale esistiamo in una maniera totalmente nuova, nella reciproca cooperazione tra di noi, come un solo insieme, mentre la nostra intera essenza egoistica rimane in basso. Non se ne andrà, ma la forza egoistica che ci connette tutti ci dominerà.
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(Dal Congresso in Bulgaria “Alba del Nuovo Mondo” 01.11.2013, lezione 1)

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La benevolenza sotto i raggi X

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) è il più importante giorno dell’anno per il popolo di Israele. Qual è il significato spirituale di questo giorno speciale? Come dovremmo rapportarci ad esso in modo da corrispondere le sue radici spirituali e trasferire la nostra vita a un nuovo grado?

Risposta: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) non è semplicemente una tradizione. Riflette uno stato speciale dello sviluppo di una persona. Non dobbiamo vedere questa giornata separatamente, ma come una parte del ciclo dell’intero anno.

Al completamento di un anno, che è cominciato con il ciclo di cambiamenti interni, valutiamo tutto quello che abbiamo attraversato, il quale si chiama “pentimento”. Così si decide che è necessario salire a un nuovo grado, per cominciare l’anno nuovo (Rosh Hashanah), attraversare uno stato nuovo, l’uno più alto, puro, esaltato. In questo modo incoroniamo il Creatore, la forza di dazione ed amore, mettendolo a regnare su di noi come la proprietà più sublime.

Questo è quando cominciamo a giudicare noi stessi: siamo veramente nella proprietà di dazione? Tutte le nostre proprietà sono divise in dieci parti, dieci Sefirot. E stiamo chiarendo quale desiderio in quelle dieci parti può essere corretto, e quale no.

In essenza, l’anima di una persona ha bisogno di essere corretta. E l’anima è tutti i nostri desideri, i quali sono ancora corrotti e hanno bisogno di correzione.

Domanda: Che cosa ha bisogno esattamente di essere corretto: le proprie azioni o l’anima?

Risposta: nel nostro mondo, le azioni sono eseguite con mani e piedi, o attraverso le parole. Però la saggezza della Kabbalah spiega che quella più importante è l‘intenzione corretta, la quale è il desiderio vero di una persona.

Le sole azioni non sono sufficienti, perché io posso eseguirle semplicemente per abitudine. Poi, in realtà è più difficile per me il non farle che farle. E queste possono essere le azioni che altrimenti io non avrei mai fatto in vita mia se non fossi stato abituato a loro dall’infanzia.

In questo caso, non è più l’adempimento di un comandamento ma tradizioni instillate nell’infanzia che sono eseguite automaticamente. Per qualcuno può essere difficile eseguirle, però per qualcun altro, è difficile non farle.

Questo è il motivo per cui non stiamo parlando di un’azione, piuttosto di un’intenzione. Un’azione, dopo tutto, non cambia: Come abbiamo fatto, così continueremo. Però l’intenzione, in un’attitudine di una persona verso l’azione eseguita, c’è sempre cambiamento.

La chiave è l’atteggiamento di una persona verso coloro che lo circondano. Dopo tutto, amore per il proprio vicino come per se stesso è la grande legge della Torah. Questo è il punto di vista dal quale ho bisogno di controllare me stesso allo scopo di vedere quanto sono capace ad amare il mio vicino.

La forza superiore è una forza di dazione ed amore, e il nostro obiettivo è diventare come essa. Per questo dobbiamo raggiungere il grado di uomo, Adam, il quale significa somiglia a (Domeh) il Creatore. Però come posso controllare questo? Dov’è quel medico che m’irradia con un raggio x e mi dice esattamente quanto sono simile al Creatore?

Tale medico non esiste, per questo una persona deve controllare se stesso da solo. Questo tipo di macchina a raggi-x richiede una luce speciale, la quale ci controlla. Questa Luce si chiama la Luce Riformante.

Se sto studiando la Torah vera, vale a dire la saggezza della Kabbalah, poi grazie ad essa, comincio a vedere la verità. Vedo come sono egoista, che cosa c’è dentro di me che è male, da che cosa bisogna essere corretto, come se brillasse un raggio-x su di me.

Ciò è solo visibile a me e gli altri forse non lo notano. E dopo aver visto me stesso sull’immagine raggi-x, mi diventa chiaro quello che ha bisogno di essere corretto. La Torah predispone quest’immagine dove posso vedere solo le intenzioni, e solo al livello di profondità nel quale sono capace di correggere. Tutto il resto non lo vedo, e può rimanere fino all’anno prossimo.

Immediatamente dopo l’inizio dell’anno nuovo, mi trovo in queste sessioni di raggi-x, che sono chiamate i dieci giorni di pentimento. Si irradia il mio cuore, chiarendo le mie intenzioni in ogni azione rispetto a quelli intorno a me, e torna quest’immagine.

La Kabbalah spiega che Malchut ascende a Bina e si confronta con essa. Malchut è il nostro desiderio egoista, il quale sale a Bina, il desiderio per la dazione, chiarendo la misura in cui differisce da essa, quanto siamo lontani nel volere bene ai nostri vicini, da rapporti buoni, e come stiamo pensando solo al nostro bene.

Domanda: Che cosa ci viene mostrato nelle immagini a raggi X?

Risposta: Quest’immagine è in bianco e nero. Mostra quanto bianco c’è in te, cioè, le intenzioni per il bene del tuo vicino. E il colore nero indica le intenzioni per il bene tuo, che si può correggere.

Così, lo scopo del nostro lavoro si rivela a noi. Questo è un lavoro personale cioè che spetta ad ognuno di noi, però esso è finalizzato alla comunanza, alla dazione per tutti, e attraverso loro, al Creatore, che è dall’amore dell’essere creato, per amore del Creatore. Il Creatore è una forza, che integra tutto insieme, e non qualcosa che esiste fuori. È scritto: “Il Creatore risiede tra il suo popolo.”

Così, se mi sforzo di unirmi con tutti e mi voglio cambiare in un tutto uno con loro, poi rivelo il sistema integrale generale che generalizza la nostra unità, la quale si chiama il Creatore. Questo è come si rivela nella nostra percezione.

Pertanto, durante lo Yom Kippur abbiamo bisogno di sforzarci ad amare il nostro vicino quanto più è possibile e più ampiamente, e anche al di là del popolo d’Israele, estendendola a tutta l’umanità. Questo è il motivo per cui, durante lo Yom Kippur si è soliti leggere la storia del profeta Giona, il quale ha incaricato il Creatore di guidare la città di Ninive, che simboleggia il mondo, la correzione.
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Dal programma TV “La Vita Nuova” #438. del 30.09.2014

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Abbinato al Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: sono stato a Sochi per dieci giorni e ho visto come gli amici hanno lavorato duro, come le api che raccolgono il nettare dai fiori. Voglio trasmettere tutto questo non solo al gruppo dei dieci, ma a tutti! Comunque, mi sembra che non posso fare questo, è difficile per me.

Risposta: Questa paura è buona; la preoccupazione per gli altri è molto utile. Però, allo stesso tempo, deve essere insieme all’attitudine giusta verso il Creatore.

Dobbiamo lavorare con Lui come le coppie; questo è quello che manca. Questo è quando diamo metà e Lui da metà. Diamo i nostri desideri, la nostra mancanza, e Lui ci da il Suo potere di correzione per questa mancanza. Allora dobbiamo sentire che siamo con Lui in un’unica danza, in un unico movimento, collegato con Lui tutto il tempo.

La saggezza della Kabbalah ti mette davanti al Creatore e comincia a mostrarti in che modo si può donare a Lui, in quale maniera Lui a te, perché non c’è nessun altro oltre a noi due. Questo è ciò che manca nella nostra preoccupazione, nella nostra ansia e apprensione, sentire che siamo in questo insieme con il Creatore. Prova a sentire che stiamo lavorando con Lui come una coppia.
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Dal Congresso di San Pietroburgo 18.09.14, Lezione preparatoria- Lezione 2

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Non mangiare te stesso!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come dovrei passare correttamente attraverso gli stati del lavoro sul mio ego in modo da non danneggiare il gruppo? In un sentimento immenso di vergogna risulta che, attraverso i miei stati, sto “forando la barca” perché è impossibile superarli costantemente durante la salita.

Risposta: La cosa più importante nella vita non é rimproverarti, non dare per scontato che sei da biasimare.

Sono come sono: dannoso, insensibile, privo di comprensione, non do ascolto, un’egoista che è insensibile agli altri. Gli altri possono essere così premurosi, così sensibili. Quando ci troviamo fra cento persone, che sempre stanno prestando attenzione a qualcosa riguardo i loro amici. Essi rispondono velocemente a tutto e questo è tutto vivo in loro. Per me, è come se mi trovo nel bel mezzo di un campo vuoto: chiuso, non influenzato dalle persone. Sono stato creato in questo modo.

Devo capire che questo è il mio ruolo nel Kli generale (il Kli spirituale), e non devo avere lamentele. Non ho bisogno di essere come qualcun’altro, e la cosa più importante è che non devo dimenticare di ringraziare il Creatore in ogni momento anche se, insieme a questo sono in situazioni molto deplorevoli.

Lui mi fa passare attraverso questa situazione. Se mi vergogno di loro, questo è un segno che non ho ancora corretto me stesso. Non mi sono portato in adesione con Lui; non sono salito al suo livello. Comunque, già mi sto muovendo verso di Lui e capisco quello che devo fare. Il prossimo stato sarà un po’ meglio, più corretto, ed è così che sono fino a quando raggiungo la possibilità in cui, con tutta la mia anima, benedirò il Creatore per quello che sta facendo con me.

Però è necessario abbandonare velocemente questo stato di divorare te stesso. Tante volte diamo la colpa a noi stessi, “Sono una tale nullità! Loro sono così grandi! Allora, che dire di me?” A me, tutti i miei amici sembrano essere perfetti e premurosi. Si capiscono l’un l’altro, invece io non capisco niente. Non penso mai a nessuno. Perché all’improvviso dovrei essere preoccupato per qualcuno? Niente di tutto questo sono io. Sono un’egoista! Presto attenzione solo a quel che hanno di più ed io ho di meno.

Questi sono stati molto buoni. Da loro, impariamo a conoscere la nostra natura, e dal nostro essere opposto, otteniamo il Creatore. Tuttavia, è necessario realizzare correttamente questa natura. Impariamo gradualmente.

Qualche volta la distanza fisica dal gruppo ci aiuta, essendo coinvolto in qualche modo unico di lavoro che mi porterà tutti gli stati precedenti. È necessario fare qualcosa, perché a volte noi combattiamo il fuoco con il fuoco che è lo stesso, ma il suo opposto, così come il fuoco si spegne con il fuoco.

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Dal Congresso di Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Avvicinandosi all’interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa significa annullare se stessi per quanto riguarda un altro?

Risposta: Annullando se stessi l’un l’altro e reciprocamente entrando l’un l’altro secondo il principio di amare il prossimo tuo come te stesso ci dovrebbe portare a una connessione con il Creatore. Così, non solo annullo me stesso e divento nessuno, uno zero, ma effettivamente eseguo azioni che mi aiutano a connettermi all’amico in modo che lui poi sarà in grado di entrare in contatto con me facilmente. Faccio quello che è buono per lui annullando il mio ego e permettendogli di stabilire un contatto con me naturalmente.

Non fa nessuna differenza che lui è un egoista o no. Non lo giudico e non cerco di capire nulla di lui, però semplicemente annullo me stesso in modo che lui sarà in grado di contattare me. Se lui raggiunge lo stesso stato, sono felice che le mie azioni di auto-annullamento rispetto a lui ci abbiano portato vicino, ed è lo stesso con le altre persone.

Però quando l’amico viene in contatto con me, sento il bisogno di cooperare con lui reciprocamente, sento come lui viene vicino a me e come si è incorporato, come viene in contatto con me, e in qualche modo si veste in me. Adesso posso cominciare a cooperare più attivamente con lui. Qui devo accendere il mio anti-ego, non sopprimere l’ego, ma piuttosto operare nella direzione opposta: cosa vorrebbe il mio amico da me? Non che mi è semplicemente divenuto facile prendere contatto, ma piuttosto facile e conveniente da essere usato, in modo che egli potrebbe usare me. Poi comincio a crescere.

In altre parole, non solo opero secondo il principio di non fare più al tuo amico ciò che è odioso a te, significa che uso il mio ego in modo da dare. Vengo in contatto con l’amico, lavoro per i suoi desideri, e faccio del mio meglio per soddisfarli. Queste sono alte acrobazie.
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Dal Congresso in Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Un eroe fra gli eroi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se vedo qualcosa di negativo in un amico, è meglio non prestare attenzione ad esso, e prestare attenzione solo al positivo, in modo che questo sarà considerato come un’ascesa spirituale?

Risposta: Rabash spiega nei suoi articoli che non si ha bisogno di prestare attenzione alle caratteristiche negative in una persona proprio come una madre non presta attenzione alle caratteristiche negative nel suo bambino che per lei è l’ideale. Guardo questo bambino e non trovo niente di speciale in lui, ma per lei, tutto in lui è buono, piacevole, e bello. Questo è il fondamento per la nostra visione del mondo. Ecco come si dovrebbe guardare i tuoi amici.

Quando salendo sopra l’ego, ci sono le condizioni che dobbiamo seguire per cambiare le caratteristiche negative in quelle positive. Come risultato di questa azione, possiamo distinguere due tipi: un “eroe” e un “eroe fra eroi,” il quale è il livello successivo quando cambi il tuo nemico non in una persona neutrale, ma in un amico, qualcuno amato. Questo è il livello più alto.

In altre parole, quando saliamo sopra l’ego, siamo chiamati eroi, e quando cambiamo l’ego in dazione e amore, diventiamo eroi fra gli eroi, e qui non dobbiamo essere intelligenti. La Luce fa tutto. Se proviamo a portare avanti le azioni più semplici di connessione e unità fra noi, poi tutto il resto sarà Luce.
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Dal Congresso di Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Una felice unione con le festività della Natura

Dr. Michael LaitmanI cambiamenti interiori necessari ad una persona per connettersi con gli altri per una completa adesione con la connessione, l’unità e la reciproca condivisione che ci equilibra con la natura non è un processo semplice. Le fasi dei cambiamenti di questo tipo sono collegati ad un ciclo che si chiude definitivamente al punto di inizio.

Spetta a noi a passare attraverso questo intero ciclo, per correggere noi stessi, e trasformarci in una parte utile della natura, non in un tumore all’interno di essa che divora tutto intorno a se e distrugge il mondo. Una persona deve essere una fonte di salute e comfort per tutto il bene e l’equilibrio della natura.

Ogni anno questi stati ritornano, come una spirale e si ripetono sui livelli più alti. In sostanza, un anno è il numero di fasi attraverso le quali dobbiamo passare nella nostra connessione al fine di raggiungere l’obiettivo.

Questo ciclo di fasi di correzione è stato scoperto da Abramo in tempi antichi. Lui ha insegnato ai suoi studenti che divennero la fonte della creazione del popolo ebraico. Quindi questi sono espressi nel ciclo annuale delle feste ebraiche.

Dobbiamo capire che le festività ebraiche non sono la tradizione di una particolare nazione o di un popolo. Piuttosto, essi sono simboli di stati spirituali unici in cui raggiungiamo la reciproca dazione, l’amore tra di noi su livelli più alti, e una maggiore profondità di integrazione a questo proposito nel cuore e nella mente.

Queste non sono celebrazioni di particolari eventi storici che sono stati sperimentati da alcune persone isolate e non rilevanti per il programma generale della natura. Queste festività riflettono gli stati spirituali del popolo come comunità. Loro sono già latenti nella natura come particolari livelli della nostra equivalenza di forma con la natura, nella maniera in cui noi avanziamo verso stati di equilibrio e armonia.

Se ci identifichiamo come persone e ci colleghiamo tra di noi in un grado o nell’altro con il raggiungimento di un particolare livello di unità che è latente nella natura, allora noi celebriamo espressamente questo evento. Quando ci innalziamo un po’ di più al prossimo livello di connessione con la natura e l’equivalenza della forma con essa, celebriamo ancora una altra volta questa realizzazione.

Una persona non stabilisce delle festività per se stesso secondo la sua decisione; piuttosto, egli celebra il raggiungimento di somiglianza e di adesione che già esiste in natura. Quindi queste festività non possono essere modificate.

Nel nostro stato di oggi siamo completamente opposti alla natura integrale. Tutte le parti della natura sono legati al cento per cento in un sistema unificato. Solo la specie umana si trova nella distruzione totale e opposta all’unità naturale.

Tuttavia, se l’umanità, o almeno parte di essa, inizierà a trasformarsi in divenire simile alla natura, avvicinerà la sua forma in unità e totalità, quindi raggiungerà un particolare grado di connessione. Prima di tutto, sta a noi riconoscere che ci odiamo a vicenda. Questa è la natura con la quale siamo nati.

Questo è chiamato “il riconoscimento del male”, la consapevolezza che la nostra natura opposta non ci permette di raggiungere l’armonia e l’equilibrio con essa. Per questo abbiamo bisogno del controllo interno, e dobbiamo pregare per Lehitpalel (incriminare – Lehaplil) noi stessi. Una tale confessione prima di Rosh Hashanà è chiamata il “mese di Elul.”

In questo tempo, esaminiamo il nostro vero stato in relazione a quello buono e meraviglioso stato di connessione che dobbiamo raggiungere. Questo significa che scopriamo ciò che si dice essere lo stato corretto, lo confrontiamo con il nostro stato attuale, vediamo l’immenso divario tra di loro, e così preghiamo Mitpalelim (giudichiamo noi stessi).

Noi capiamo quanto siamo dei criminali e cosa dovremo fare con noi stessi, quindi cominciamo a organizzare il lavoro per cominciare ad avanzare verso la connessione. Il potere che si trova in natura e connette tutte le sue parti noi lo proclamiamo come il potere dominante che ci controlla! Questo potere domina l’insieme dell’intero sistema e diventa il nostro obiettivo. Noi desideriamo assomigliarci ad esso. Questo è chiamato Rosh Hashanà, il principio (Rosh) dei nostri cambiamenti (Shinuim) e il nuovo ciclo al termine del quale noi vogliamo essere come il potere generale che permea la natura.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 14.09.2014

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Un nuovo Abramo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, Levitico,” 18:1-5: Ed il SIGNORE disse a Mosè: “Parla ai figli di Israele e dì loro: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Non comportatevi secondo i costumi d’Egitto, dove avete abitato; e non comportatevi secondo i costumi della terra di Canaan, dove vi conduco; e non comportatevi secondo le loro leggi. Metterete in pratica i Miei precetti e osservarete le Mie leggi, seguendole: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Osserverete le Mie leggi e i Miei precetti, se un uomo lo farà, egli vivrà: Io sono il SIGNORE.”

In nessun caso dovremmo usare i desideri egoistici che abbiamo tirato fuori da Babilonia, dall’Egitto, o dalla terra di Canaan, alla quale presto dovremo ritornare. Se useremo adeguatamente tutti i nostri desideri correggendoli piano piano e ascendendo al livello precedente di Canaan, incominceremo a trasformare questa terra nella terra di Israele, il che significa concentrare tutti i nostri desideri sul Creatore e sulla dazione.

Domanda: Il moderno mondo materiale vive principalmente in base alle leggi dell’Egitto, di Babilonia e di Canaan ma non in base alla leggi spirituali di Israele. Perché la rivelazione spirituale in Israele è intesa solo per delle persone e non per tutta l’umanità?

Risposta: No! L’umanità rivela l’abisso egoistico in cui siamo tutti così come l’incapacità di ritornare ai bei tempi del passato. Ma la condizione per questa bella vita era che l’ego fosse più piccolo. Perciò noi diciamo i “bei vecchi tempi” quando pensiamo con nostalgia al passato.

Infatti, se ritornassimo indietro di 50 anni, vedremmo che allora eravamo meno egoisti. Gli uomini erano soddisfatti con molto meno e vivevano molto più felicemente. Comunicavano di più tra di loro e non si sedevano dietro lo schermo dei loro computer e non avevano i problemi o i gas velenosi del marcio che è tipico dei nostri tempi. Tutto era molto più semplice.

Non si può ritornare a quei tempi e non c’è bisogno di farlo! Dobbiamo andare avanti. La cosa principale è di imparare ad arrivare alla radice dei problemi che sentiamo e capire che originano dall’ego dell’uomo e da nessun’altra fonte. Perciò, dobbiamo riconoscere che l’ego è il male.

Commento: Ma il mondo che è uscito da Babilonia e dall’Egitto era alla rovescia e ci è ritornato, visto che oggi viviamo seguendo le stesse leggi.

Domanda: Il mondo non è andato da nessuna parte. L’umanità che si è dispersa da Babilonia in tutto il mondo, ha creato la stessa Babilonia ovunque. Oggi siamo ritornati alla piccola Babilonia, ma su scala globale. Ancora una volta abbiamo di fronte l’enorme ed egoistica Torre di Babele che ci fa pressione, ci uccide e ci distrugge, e noi non sappiamo cosa fare.

E’ adesso che Abramo dovrebbe manifestarsi e chiamare tutti a sé: “Tutti coloro che non accettano il nuovo stato, vengano a me! Abbandoniamo questo stato. Non stiamo andando da nessuna parte, ma ascenderemo moralmente e spiritualmente al di sopra di questo terribile stato di odio ed incominceremo a costruire una terra completamente diversa con un nuovo cielo sopra di noi.”

Spero che questa persona arriverà. Dobbiamo preparare il terreno a questa persona più che possiamo. Siamo ad un punto storico molto interessante nel quale è come se fossimo accerchiati ed intrappolati. In questo stato, dobbiamo concimare il suolo per la prossima generazione. Vede questa cosa come la mia missione, senza la quale non ha senso vivere.

Domanda: A dire il vero, ad ogni passaggio egoistico della storia c’è sempre stata una guida che è emersa ed ha guidato le nazioni. Deve arrivarne una anche adesso?

Risposta: Penso di sì. Spero che i miei studenti saranno in grado di manifestarsi insieme come una sola guida. Non penso che si tratterà di una persona. Potrebbe esserlo in un certo senso, ma nell’insieme deve essere qualcosa di più grande e di collettivo. Vedo la nuova guida come un gruppo di persone, e penso che sarà il gruppo dei miei studenti.

La situazione sta cambiando ed il mondo sta cambiando, compreso il suo atteggiamento verso se stesso e su come vivere. Vediamo in quale misura oggi tutto sia il risultato della pubblicità. Tutti lo capiscono che questo mondo è basato su una bugia e che è impossibile trovarci dentro la verità. Nessuno ha ragione e nessuno è da incolpare, poiché semplicemente la nostra natura ci manipola in un modo tale che anneghiamo un questa “fiera delle vanità”.

Quando finalmente ci renderemo conto che sotto la pressione delle circostanze esterne, di cui noi siamo la somma, la Luce Superiore rivelerà in noi i veri problemi egoistici interni e da qui vedremo che non c’è via d’uscita. Allora incominceremo a correre in cerchio e non riusciremo a ritrovarci in nessun modo, come è detto, “alla sera aspetterai che arrivi il mattino e al mattino aspetterai che arrivi la sera.” Ma questo succederà probabilmente dopo di noi, e adesso dobbiamo lavorarci.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2014

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