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La responsabilità di un Kabbalista

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel corso della storia umana, non vi è stato neanche un solo giorno senza guerra nel mondo. Anche ai nostri giorni ci sono molte guerre crudeli. Perché anche uomini evoluti come i Kabbalisti soffrono per questo?

Risposta: I Kabbalisti soffrono ancora di più degli altri perché si sentono responsabili verso tutti. Loro sentono l’enorme massa di sofferenze che la guerra porta con sé. Inoltre, sperimentano anche l’enorme massa di piacere che l’umanità potrebbe ottenere al posto della sofferenza se investisse un po’ di sforzo per correggersi.

Il Kabbalista in relazione all’uomo normale è come un adulto in relazione ad un bambino. Un bambino malato soffre solo a causa della malattia, mentre l’adulto vicino a lui soffre molto di più ed è pronto a prendere su di sé tutto il dolore del bambino.

A proposito di questo è detto: “Chi accresce la conoscenza, accresce il dolore” (Ecclesiaste 1:18). A questo proposito dobbiamo unirci, superare rapidamente questo periodo di sofferenza e di guerra, ed entrare nella sensazione del mondo superiore.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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Portare il bene al mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come ci si può perdonare se sappiamo di esserci comportati in modo terribile, cattivo e basso?

Risposta: Questo non è l’approccio giusto. Non hai fatto nulla di proposito. È il Creatore che ha fatto tutto attraverso di te, poiché “Non esiste nulla tranne Lui”.

Pertanto, non ci si deve incolpare per niente, e nessuno deve incolpare gli altri intorno a sé in quanto non hanno fatto niente di proposito. Il Creatore fa tutto!

Egli porta la bontà nascosta nel mondo, la quale si rivela nel nostro mondo come male. Se ci comporteremo correttamente, ovvero, nel Suo nome, inizieremo a portare all’umanità la bontà rivelata e il mondo diventerà buono.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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La Rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torah descrive le caratteristiche spirituali, non quelle fisiche dell’uomo. Per esempio, in ognuno esiste la caratteristica di “Mosè”. Persino il Creatore esiste in ognuno di noi. Dopo tutto, l’uomo è un mondo nel quale c’è assolutamente ogni cosa!

Pertanto, la Torah parla di come ognuno può bilanciare il proprio mondo interiore e connetterlo, correggerlo, regolarlo e calibrarlo correttamente.

Solo allora l’uomo lo potrà usare per rivelare il Creatore attraverso la corretta interazione di tutte le sue parti. L’armonia interiore che si è formata dentro l’uomo, gli dà la sensazione dell’esistenza del superiore. Questa è la forza che sistema, bilancia e governa ogni cosa.

Quando tutte le parti si bilanciano e si completano l’una con l’altra dentro di noi, non rimane nulla che possa lavorare in maniera corrotta, così prende forma la caratteristica corretta chiamata il Creatore. Questa è la rivelazione del Creatore.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 12/04/15

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Nel percorso della correzione

Dr Michael LaitmanDomanda: Perché l’uomo che inizia il percorso della correzione continua a soffrire? E quindi, qual è la differenza tra il “percorso della Torah” ed il “percorso della sofferenza?”

Risposta: L’uomo nel percorso della correzione deve anche discernere che la sofferenza che ottiene, che lo attira verso la correzione, è chiamata sofferenza d’amore.

Quando si dà ad un bambino un compito, lui non soffre. Queste sono azioni che il bambino deve realizzare, ed in questo modo lui avanza verso uno stato migliore. Se egli percepisce questo correttamente, tutto il percorso diventa un modo per scoprire se stesso.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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Il Mare Finale: Yam Suf

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa rappresenta il Mare Finale [Mar Rosso]?

Risposta: Il Mare Finale (in ebraico Yam Suf) è il confine tra l’ego e la liberazione da esso. Non è ancora altruismo, non è amore e dazione, ma l’uscita dall’ego.

Al confine tra l’egoismo e l’altruismo si trova la barriera d’acqua. L’acqua ha due qualità: da un lato la qualità del cosiddetto Gevurot, cioè le leggi severe, le forze rigide, e dall’altro le forze della misericordia e dell’amore.

L’acqua composta di queste due forze rappresenta il confine che divide l’Egitto (il mondo egoistico) e il mondo altruistico. Pertanto, è necessario passare, cioè sfondare la parte dell’acqua che rappresenta la forza rigida che protegge l’Egitto e che non permette di uscirne.

Se l’uomo riesce a passare questo muro d’acqua, entra nel liquido amniotico che inizia a svilupparlo come un feto nel grembo della madre. Ma egli deve odiare l’ego così tanto da essere in grado di sbarazzarsene. E allora le acque si divideranno.
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L’egoismo e le piaghe d’Egitto

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo l’ego percepisce le piaghe d’Egitto?

Risposta: Le piaghe d’Egitto si percepiscono una volta che l’ego è costruito nella forma di Egitto e nell’uomo viene creato il Faraone, il quale è l’opposto della nazione di Israele e di Mosè. Questi colpi sono necessari per strapparci via dall’ego e per prepararci a staccarci da esso.

Domanda: Non capisco come possiamo salire al di sopra dell’ego e amarlo allo stesso tempo. Siamo abituati a sopprimere il nostro ego per sradicarlo in ogni modo possibile, quindi cosa significa salire al di sopra di esso?

Risposta: Significa che devi concentrare i tuoi desideri a riempire gli altri, e a riceverne piacere.

Domanda: Come posso capire che l’ego è il male, se i gruppi non ne parlano e cercano di offuscarlo giocando ai giochi dell’amore?

Risposta: Dobbiamo parlarne!
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Lavorare con il Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: In quale momento si può dire che l’uomo abbia iniziato a lavorare alla realizzazione di una connessione con il Creatore?

Risposta: Nel momento in cui l’uomo sente che il Creatore lo ha svegliato per connettersi a Lui.

Comincia dallo stato che si chiama, com’è scritto, “Tu hai nascosto il tuo volto e io sono diventato timoroso” (Salmi 30:8), ovvero, questo è il modo in cui comincia il lavoro del Creatore con l’uomo. È uno stato in cui il Creatore attrae l’uomo a Sé, suscitando in lui la paura. L’uomo deve investire immediatamente uno sforzo in ogni momento per rivelare il Creatore dentro di lui, fino a quando raggiunge lo stato in cui è pronto a tutto per allontanarsi da se stesso e apparentemente non esistere. La cosa più importante è sentire il Creatore e sentire che lui Gli sta dando soddisfazione con questo.
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Cosa ci rende più forti

Dr. Michael LaitmanCommento: Gli scienziati ritengono che il mantra “Ciò che non ti uccide ti rende più forte” è molto preciso e corretto. Il 70% della popolazione mondiale concorda sul fatto che tutto ciò che accade loro nella loro vita li renda più forti.

Risposta: Tutte le afflizioni a cui siamo sottoposti ci fanno diventare più forti, ci rinvigoriscono, ci sollevano e ci spingono in avanti. Questo è un principio kabbalistico preciso! Sono molto contento che la gente stia finalmente arrivando alla conclusione corretta. Ora la domanda è come possiamo usare questa funzione in modo realistico, significativo e produttivo.

Quando io incontro una serie di problemi, devo sapere come trarne un beneficio, proprio come nelle arti marziali orientali in cui si usa la forza, l’energia e il peso dell’avversario per sopraffarlo. Noi dobbiamo imparare come fare questo in tutto ciò che incontriamo nella vita.

In realtà, l’uomo deve approfittare delle situazioni negative, al fine di elevarsi al di sopra. Se vuoi sbarazzarti di un impatto negativo, devi salirci in modo corretto, e allora inizierai a capire che questo è un principio biblico chiaro: il male che tu incontri è un aiuto contro, il che significa che il male è stato inviato a te e tu lo usi come aiuto. Così l’uomo può salire nella spiritualità poiché può utilizzare in modo positivo tutte le esperienze negative che ha nella vita. Questo è il modo più rapido di innalzarci al di sopra di noi stessi.

Domanda: Possiamo applicare questo alla nostra carriera o ai nostri rapporti con i parenti e gli amici?

Risposta: Sì, con tutte le esperienze negative! Questo vuol dire che io salgo ogni giorno su tutto ciò che mi succede nella vita, sopra decine o centinaia di sensazioni, esperienze negative e colpi.

Domanda: Che cosa significa salire su di loro?

Risposta: Ascendere al Creatore, che è la fonte di tutto ciò che sperimentiamo. Egli mi chiama a salire su di loro e ad avvicinarmi a Lui mandandomi tutte le esperienze negative, e quindi io Lo rivelo.

Domanda: Questo significa che il Creatore si troverà davvero nelle esperienze negative?

Risposta: Sì. Il Suo pensiero si trova in questi colpi, e se li risolvo e li utilizzo correttamente, io Lo scopro. Si tratta di una regola molto semplice, ascendere!
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Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 20/03/16

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Quanto é efficace il Workshop?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quanto é efficace il workshop se gli amici durante I workshop stanno solo ripetendo da anni le sue parole durante, usando infatti le loro teste (egoismi) senza includere i sentimenti? Dobbiamo aggiungere degli esercizi sulle emozioni?

Risposta: L’uomo, come un bambino, ripete in automatico cosa dicono i libri oppure cosa ha udito, e solo una volta ogni tanto ha una grande comprensione di ciò che letto o di ciò che parla.

É un normale processo sia nel nostro mondo sia nel mondo superiore. In entrambi i casi, ci sviluppiamo sotto l’influenza della Luce Circostante, ma nel caso dello sviluppo spirituale, invochiamo e chiamiamo la Luce circostante attarverso sforzi speciali: il gruppo, il desiderio ardente per la connessione e l’unione, i testi kabbalistici, ecc.
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Leggere un testo Kabbalistico

Dr. Michael LaitmanDomanda: Può lo stesso testo o lo stesso libro essere capito diversamente quando lo si legge di nuovo? Se sì, per quale motivo?

Risposta: Dipende solo dalla persona, in quanto due persone che leggono lo stesso testo sono in stati totalmente differenti.

Il libro fu scritto da un Kabbalista che sentì il mondo spirituale ed espresse le sue impressioni dal suo elevato livello, in parole, frasi e personaggi. Quindi, mentre leggiamo un testo babbalistico, dobbiamo assomigliare più che possiamo a quel kabbalista, per riuscire a sentire, almeno in qualche misura, lo stato in cui si trovava.

Al tempo stesso, facciamo tutto quello che possiamo per osservare quello che è detto negli scritti con l’aiuto del nostro insegnante, in base al consiglio dato agli student di Kabbalah, letto dalle sorgenti kabbalistiche e, quindi, discusso in questi argomenti.

Dobbiamo focalizzarci sulle sorgenti kabbalistiche e desiderare di assomigliare ai vasi spirituali più che possiamo nelle nostre relazioni nella completa connessione tra noi, quando siamo insieme, dieci persone che studiano da una sorgente. Dobbiamo cercare di raggiungere la radice spirituale, ovvero, la statura della persona che lo scrisse.

Dobbiamo connetterci ed assomigliare allo stato spirituale, aspettandoci di essere influenzati dalla stessa Luce che il Kabbalista scoprì e descrisse nei suoi scritti.

Dalla Lezione di Kabbalah in russo, 07/02/16

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