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Cosa significa connettersi ad un Amico?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa connettersi ad un Amico?

Risposta: Questo è quando il mio amico ed io siamo fuori dai nostri desideri in un collegamento reciproco che è chiamato il vaso di garanzia reciproca. Il mio desiderio di sostenere un amico ed il suo desiderio di sostenermi esistono, e così noi siamo nel centro tra noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 08.04.2014, Scritti di Rabash)

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Lo Shabbat Spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: La nostra comprensione interiore dello Shabbat è diversa dalla comprensione religiosa del giudaismo che è basata sulla materializzazione dei comandamenti.

Risposta: Gli impegni fisici che i religiosi Giudei osservano ogni giorno sono delle repliche materiali di azioni spirituali, la Kabbalah raccomanda di seguirli.

Tuttavia, la Kabbalah non ci insegna solamente ad adempiere delle azioni fisiche in questo mondo materiale, nemmeno ci raccomanda di sederci e di non fare niente di sabato. La Kabbalah ci insegna a correggere il nostro ego durante i sei giorni della settimana, cioè, a connetterci con gli altri. Quando stabiliremo una chiara connessione con gli altri, ci renderemo conto che siamo incapaci di connetterci con loro da soli al settimo giorno.

Vediamo che il comunismo, il socialismo, le comuni, e i kibbutzim non possono cambiare lo stato delle relazioni nel mondo. Questo è possibile solamente se ci comportiamo in base allo schema che ci dà l’opportunità di raccogliere insieme correttamente tutte le parti che sono state rotte durante i primi sei giorni, risultando, al settimo giorno, in tutti i nostri desideri e le aspirazioni di rimettere insieme tutte le parti riunendoci e incollandoci insieme sotto l’influenza della forza superiore che una volta le ha rotte. Perciò, riunendo insieme le parti dell’anima comune, permettiamo alla Luce che una l’ha mandata in pezzi di re-incollare insieme questi pezzi.

Così facendo, cosa conseguiamo? Quando lavoriamo per sei giorni, iniziamo a capire esattamente come esattamente queste parti possono essere rimesse insieme, vediamo se combaciano, come si influenzano ed aiutano a vicenda, come si auto-annullano l’una davanti all’altra e poi si connettono al di sopra del loro egoismo.

Ma stiamo soltanto provando! Gli uomini non sono capaci di fare nulla da soli, il che è ciò che la Russia Sovietica e altri paesi del mondo hanno cercato di fare; alcune società stanno cercando di farlo adesso.

Ma questo è impossibile perché ci manca la forza che è in grado di cambiare le cose, perché ci troviamo solamente nel nostro desiderio di ricevere. Ma se lo facciamo correttamente, piano piano accumuleremo la Luce Superiore, allora, dopo aver finito la costruzione di questo sistema, la Luce ci influenzerà e ci completerà.

Se lasciamo le cose come stanno o se soltanto le ignoriamo, non realizzeremo la giusta connessione con la Luce. Infatti, questo è ciò a cui è servita la frantumazione, di modo che ora, dal punto più basso in cui si è realizzata la rottura, potessimo incollare insieme le parti rotte in un nuovo insieme. La frantumazione è avvenuta per farci capire le qualità della Luce, per connetterci, ed elevarci al suo livello. Questo è lo scopo della creazione, la ragione per cui tutto succede rispetto a noi e all’universo intero.

Perciò, il settimo giorno della settimana è la pietra angolare ed è chiamato “Shabbat – Shabbat” dalla parola Ebraica “shvitah,” che significa dispensa dal lavoro. Noi permettiamo alla Luce di lavorare al posto nostro e di essere compresa in esso. I sei giorni non si riferiscono ai giorni comuni; si tratta di azioni che possono essere compiute, per esempio, in 15 minuti, ma potrebbero servire due mesi.

Ogni settima fase dovrebbe essere sempre la fase aggiunta ai propri sforzi, si guarda all’azione della Luce e si inizia a comprendere le sue qualità. In altre parole, le qualità della Luce entrano nel sistema della reciproca connessione che noi abbiamo creato. E allora ascendiamo al livello successivo e conseguiamo le qualità della Luce nella misura dei nostri sforzi fatti durante i sei giorni della settimana.

Questo è il modo in cui lavoriamo, settimana dopo settimana, fino a quando non raggiungiamo la completa riunificazione di tutte le parti rotte in una sola anima riunificata e non conseguiamo la Luce che agisce dentro il sistema, cioè, il Creatore: la forza originaria che ha creato l’intero universo. Questo è il nostro lavoro, il nostro scopo, il nostro progresso.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 10.10.2013)

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Quanto durerà il vostro esilio di 400 anni?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa rappresentano i 400 anni di esilio che il Creatore ha promesso per i discendenti di Abramo?

Risposta: Esilio è la scoperta del desiderio di ricevere che deve essere corretto. Viene scoperto gradualmente attraverso la Luce Superiore, strato dopo strato, nel grado che possiamo tollerarlo.

Qualcuno grida su quanto sia difficile, un altro dice che dorme nella lezione, un terzo scappa totalmente da qui, ma nonostante tutto questo, qualcuno rimarrà per poter scoprire la sua malignità.

Questo si chiama 400 anni di esilio: chiarire e scoprire che non siamo pronti per la connessione, ma la vogliamo tanto, nonostante tutto. Pertanto, questo avviene in fasi e non tutti insieme.

I 400 anni (anno – Shana) rappresentano 400 cambiamenti. Ogni cambiamento è una pesantezza nel cuore e una nuova oscurità che arriva come ricompensa per il mio impegno, il desiderio di connettersi con gli amici. E ora sento anche più difficoltà, capisco cha nulla mi può aiutare. Respingo la connessione, non la voglio, sono completamente schiacciato dentro e manco di potere.

Non sento alcun sapore in connessione; non ho nessun rapporto e l’interesse in questo e in tutto all’ interno è completamente trasformato per me! Una volta ero in fiamme perché capivo l’importanza della connessione, mentre ora sono totalmente estinto.

Abbiamo bisogno di vedere come il Creatore lavora su di noi, come Lui è pronto a dividerci in un momento, a svuotarci completamente. Una volta pensavo e sognavo questo; sono stato attratto con tutto il cuore; ero pronto a bruciare me stesso solo per raggiungere l’obiettivo desiderato. E ora sono pronto a parlare di tutti tipi di sciocchezze, anche peggio della persona più primitiva in strada.

Però se supero questa discesa attraverso la connessione con gli amici, garanzia reciproca, e così via, questo si chiama che ho attraversato uno stato di esilio. Quanti stati come questi devo attraversare affinché questo sia considerato 400 anni per me? Non lo so, la redenzione avviene in fretta, all’improvviso come il miracolo dell’Esodo dall’Egitto.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 26.03-2014, Talmud Eser Sefirot)

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Detronizzare il vecchio pazzo Re

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa c’è che non va nelle azioni di dazione che risultano essere per noi stessi?

Risposta: Non c’è nulla di sbagliato da parte della persona, ma solamente dalla parte del Creatore Il Creatore organizza per noi una condizione nella quale a noi può sembrare di stare donando: compiamo delle azioni e pensiamo di stare donando, ma poi scopriamo che si era trattato di un’azione egoistica al fine di ricevere.

Ma io volevo donare con tutto il mio cuore e allo stesso tempo non avevo capito che agivo egoisticamente, al fine di ricevere, allora perché la mia azione non è considerata in base alle mie intenzioni? Viene fatto di proposito, in modo che una persona cresca. Mi deve essere mostrato che il mio ego continua a crescere.

Se vedo che ho fatto qualcosa per me stesso, significa che sono già asceso ad un livello superiore e da lì vedo le mie precedenti azioni e stabilisco che erano al fine di ricevere. Stabilire questo fatto è già un segno di avanzamento.

Il Creatore continua ad innalzare il Faraone dentro di me e mi dà la forza per affrontarlo. E’ una specie di gioco che finisce quando prendo la giusta decisione e sono pronto per il cambiamento nel quale, invece di lasciare che sia il Faraone che mi soddisfa, dovrebbe essere il Creatore che mi riempie totalmente, non lasciandomi alcun modo per ritornare al vecchio io.

Ciò significa che attraverso 49 porte di impurità, scopro che sono totalmente sommerso nel mio ego, e voglio che il suo controllo sia sostituito dal controllo del Creatore. Siamo in schiavitù; siamo semplicemente il desiderio di ricevere che sa solo una cosa: di essere guidato.

Questo è ciò che dobbiamo capire. Oggi, l’umanità deve comprendere attraverso la sofferenza che siamo sotto il dominio della natura e non al di sopra della natura; cioè, è la natura che ci fa funzionare. Possiamo solamente scegliere sotto quale dominio vogliamo essere. Primo, noi amiamo il nostro desiderio di ricevere e vogliamo stare in esso. Facciamo di tutto per questo desiderio e non lo distinguiamo da noi. Per noi è la cosa più preziosa.

Il problema è che io non lo distinguo da me stesso. Cerco di separarlo da me e di vedermi da un lato, come se fossi guidato da una forza aliena; salgo le scale per comprendere l’impurità, passo attraverso le 49 porte dell’impurità. Questa è la cosa più importante.

La Luce di AB-SAG che arriva dall’Alto compie la differenziazione mostrandomi che io non sono il desiderio di ricevere. Sebbene questo desiderio sia in me e controlli la mia mente ed il mio cuore, io mi voglio staccare da esso, separarmene. In questo modo, mi rendo chiaro che attraverso le 49 porte dell’impurità fino a che non percepisco il bisogno di sostituire un dominio con l’altro.

Io voglio essere governato, ma non voglio che sia il dominio egoistico che mi è stato dato dal Creatore dalla nascita, dal “vecchio pazzo re”. Se voglio essere dominato dal Creatore, devo attirarLo verso di me con la forza, per portarLo dentro di me di modo che Egli mi dominerà. Allora, mi aspetterò un’altra lotta rispetto all’acquisizione delle qualità della ricezione al fine di donare.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.04.2014, Gli Scritti del Rabash)

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Trasformare un insieme di persone in un gruppo

Il gruppo deve essere un mezzo per l’ascesa, per raggiungere il piccolo stato (dazione assoluta), per raggiungere l’importanza della Meta. Essere nel gruppo non significa che uno si scopre in compagnia di un centinaio di persone. Un gruppo è un sistema in cui si desidera essere nella linea di destra, dopo il punto di scelta.

Prima della scelta, questo non è ancora un gruppo, ma semplicemente un insieme di persone come la folla che lasciò l’Egitto, che ancora non si è trasformata in un popolo, ma è solo una massa. Solo in seguito al ricevimento la Torah, entrano in mutua garanzia e allora vien detto di loro: “Oggi siete diventati il mio popolo.”

Dopo l’ ego si scopre e il Monte Sinai (peccato – odio) si rivela tra tutti, pensieri che causarono la separazione tra coloro che erano radunati nella parte inferiore della montagna, e solo allora la persona sente la necessità del gruppo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.03.2014)

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Ottenere il fine della vita

Domanda: Come possiamo proteggierci dalla possibilità di cadere nei desideri materiali durante la lettura del libro dello Zohar?

Risposta: Lo studio della Torà significa che io mi aspetto la Luce che Riforma, come è scritto “Ho creato l’inclinazione verso il male e la Torà come la spezia”. Questo sino al punto di rendermi conto di avere una tendenza cattiva e che desidero liberarmene ma che non posso farlo in nessun modo se non attraverso quello che imparo con gli amici, quando raggiungo uno stadio in cui studio e mi aspetto la Luce che Riforma. Questa è detto studiare la Torà.

Ovvero, studiare la Torà richiede una preparazione, un grande desiderio di connettere qualcosa in me che solo la Torà può fare e nessun altra cosa. Non ci sarà medicina da qualche dottore che mi può aiutare quì, nessun allenamento, o particolare abilità in qualcosa. Questo è semplicemente al di là delle possibilità di un solo essere umano. Non siamo pronti per questo.

Devo avvicinarmi al Libro dello Zohar in questo stato. Poi certamente dovrò aspettarmi che questo studio mi renda sano, che corregga in me quello che determina la mia inclinazione verso il male. Può addirittura darsi che quanto sento al momento non sia la vera inclinazione verso il male, ma adesso è quello che penso.

Che cos’è l’inclinazione maligna? Essa sono tutti quei tipi di desideri che mi impediscono di raggiungere la correzione. La Torà dice che sono come delle istruzioni per raggiungere la correzione. Se non correggi questi desideri, allora non raggiungerai il fine della creazione.

E visto che questi desideri mi impediscono di raggiungere il fine della creazione io li chiamo “cattivi”. Non li cancello; piuttosto mi aspetto che la Torà li corregga. Come? Non lo so. Infatti è scritto “Visto che la luce che vi è in esso lo porterà verso il bene”. Questo significa che questi desideri rimangono, ma che prendono un carattere diverso.

Domanda: Di cosa ho bisogno per raggiungere la disperazione riguardo alle mie sole forze?

Risposta: Cerca di fare tutto il possibile. “tutto quello che la tua mano riesce a fare [sino che] hai forza per farlo, fallo …” (Ecclesiaste 9:10). Devi esaminare cosa ti disturba dal raggiungere la spiritualità, il fine della vita. Qual è il fine della vita? Raggiungi questo stato alla fine della tua vita o prima di essa e puoi andare ancora avanti.

Non vedi la tua vita come unica e irripetibile. Vedi la tua vita come un frammento della tua esistenza, e in questo frammento vui raggiungere uno stato in cui entrare nel prossimo livello. Questo è detto raggiungere il fine della vita, raggiungere il fine della creazione. Ecco perché esistiamo qui per questo periodo di qualche decennio.

Tutti possono raggiungere questo. Cosa ti ferma? Questo è quanto devi capire e vedere affinchè tu possa raggiungere uno stato oltre questa vita solo e solamente alla condizione che tu sia dotato del desiderio di dare.

Devi acquisire questo desiderio attraverso lo studio della Torà e sotto certe condizioni, attraverso un avanzamento nella connessione, lavorando in un gruppo, con la disseminazione, facendo tutto per poter raggiungere la dazione. Dopo tutto l’intero mondo è immerso nel desiderio di ricevere come tutto il tempo della nostra esistenza mentre gli stadi che sono oltre questo mondo esistono nel desiderio di dare.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 25.03.2014, Lo Zohar)

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Gli errori più comuni

L’errore più comune è “mangiare te stesso” sopra le tue mancanze, e questo può continuare per anni se non siamo preparati ad essere liberati da esso tramite la garanzia reciproca. Per fare questo, è necessaria la pressione del gruppo per influenzare la mia mente e liberare la mia testa dall’auto-preoccupazione di quello che ho fatto, il tipo di danni che ho causato, il tipo di persona malvagia che ero, e gli errori che ho fatto.

Questa è una Klipa che prende possesso di una persona, e solo con l’aiuto della garanzia reciproca è possibile essere liberati da essa. Il gruppo deve influenzarmi in modo che smetterò di pensare a me stesso, in modo da obbligarmi a pensare ad esso.

Tutti noi passiamo attraverso gli stessi stati – non simultaneamente, ma uno dopo l’altro– tutti devono attraversare questo. Se vedi che un amico sta mangiando se stesso e incolpa se stesso per le sue mancanze, allora deve dirgli che non c’è nulla di cui dispiacersi. Piuttosto, deve essere preoccupato per il gruppo. Il vaso spirituale è specificamente all’interno del gruppo e non all’interno di se stesso.

In genere, per quanto riguarda tutto ciò che è successo nel passato, è necessario dire, “Non c’è nulla tranne Lui,” e tutto è accaduto secondo una decisione della supervisione superiore. Fino a questo momento, non ho fatto e non ho deciso nulla, e da questo momento “Se io non sono per me stesso, chi è per me?”

Tuttavia, la persona sola non è preparata ad essere distaccata da questi pensieri. La Klipa potrà sempre trascinarlo verso la stessa palude, nel pentimento e rimorso, e sui livelli superiori la condizione è molto peggiore. Soltanto il potere dell’ambiente può rinforzare la persona e tenerla sopra tutti i calcoli. Oppure, può cadere nella Klipa e soffrire gravemente per un lungo periodo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014)

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La ricerca interiore

La Torà, “Esodo” (Pekudei), 39:1-39:2, 39:22, 39:27: Con porpora viola e porpora rossa, con scarlatto e bisso fece le vesti  per officiare nel santuario. Fecero le vesti sacre di Aronne, come il Signore aveva ordinato a Mosè. E fecero l’efod con oro, porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. Fece il manto dell’efod, lavoro di tessitore, tutto di porpora viola. E fecero le tuniche di bisso, lavoro di tessitore, per Aronne e per i suoi figli.

Gli indumenti per gli assistenti, l’Efod, Choshen (l’abito), sono tutti indumenti di una persona del tutto corretta che simboleggiano diversi Masachim (schermi).

Si tratta di livelli a cui dovremmo innalzate i nostri desideri, livelli di inanimato, vegetale e animale, in modo di creare il giusto Masach che ci permetterà di lavorare al livello del parlante, a livello del sacerdote.

Dobbiamo correggere i 613 desideri secondo l’amore e la dazione come attributi che la Luce Superiore richiede da noi.

Leggendo la descrizione, che è un’allegoria delle azioni spirituali, dobbiamo capire cosa succede durante queste azioni: quindi la porpora, lo scarlatto, il Choshen , l’efod, e il Tabernacolo sono dentro di noi, e dobbiamo cercare tutto internamente.
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(Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” del 16.10.2013)

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Dieci Sefirot deliziose

Domanda: Come posso sentire dentro di me le dieci Sefirot spirituali dell’amico e come si sviluppano quando io penetro nell’amico?

Risposta: Quando penetri nell’amico tu cominci a sentire le sue dieci Sefirot. Esse vengono percepite come gusti diversi, come se tu ti trovassi in un buon ristorante e ricevessi la portata principale, e accanto ad essa molti altri piatti: diverse insalate e dessert. Tu cominci a sentire negli amici molti sapori, diversi attributi.

Quando la tua connessione continua a svilupparsi, in te non svanisce nulla. Nel mondo materiale, di solito, quando riceviamo un grande piacere tendiamo a dimenticare i sapori deboli. Succede spesso con i bambini piccoli che quando vedono un nuovo giocatolo, gettano via quello vecchio. Ma è diverso nella spiritualità, dove la Luce di NRNHY opera e comprende molti livelli.

È detto: “L’amore coprirà tutti i peccati”. Questo significa che dobbiamo sentire i peccati, i conflitti e l’amore contemporaneamente, e non ci può essere l’uno senza l’altro. Questa è la struttura delle dieci Sefirot della Luce Diretta e della Luce che Ritorna che si rivestono a vicenda e che dobbiamo sentire in tutte le loro forme e attributi opposti. Uno non estingue l’altro. Questa è la meraviglia del mondo spirituale, dove non ci può essere “un po’” di qualcosa, ma piuttosto il massimo. Non esiste passato, non esiste presente, né futuro; tutto si connette simultaneamente in un unico sensazione.

Nel mondo materiale noi vorremmo dimenticare le liti in famiglia e voltare pagina come se nulla fosse accaduto, ma questa non è correzione. La correzione avviene in realtà quando tutte le divergenze restano e niente viene dimenticato e su di esso noi costruiamo uno stato ancora più grande. Questo è in realtà il motivo per il quale tutto fiorisce. Noi non abbiamo una tale opportunità nel mondo materiale, ma solo nel mondo spirituale. Quando due opposti esistono insieme allo scopo di dare, essi si amplificano reciprocamente.
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Che cosa esattamente deve essere corretto?

Domanda: Una persona che vive in società ha tanti tipi di connessioni: a lavoro, in famiglia, e così via. Qual è il tipo di connessione che egli deve correggere?

Risposta: È comprensibile che dobbiamo mantenere e lavorare in buoni rapporti in famiglia. Però, la correzione principale è fra gli amici nel gruppo. Attraverso essa si otterrà la Luce Circostante. Si ha bisogno di correggere la connessione con quelli con cui si sta costruendo la Divinità.

Domanda: Però, Io vengo in contatto quotidiano solo con alcune persone, mentre il resto non è incluso nella mia sfera. Come posso correggere la mia connessione con tutti? Ne consegue che spetta a me correggere qualcosa che non ho ancora sentito?

Risposta: Dovete chiedere e pregare per sentire la connessione con tutti i nostri amici in tutto il mondo. Ho bisogno di vedere persone con le quali sto costruendo la Divinità, il posto per scoprire il Creatore. Chi sono quelli con i quali dividiamo una parte importante della scoperta del Creatore? Penso che questo sia di tutti, altrimenti il Creatore non li avrebbe portati qui.

Il Creatore mi ha dato queste persone come un gruppo, quindi voglio connettermi con tutti, né più né meno. Saranno sempre loro che mi daranno l’ottimo numero di amici, a seconda delle condizioni esterne che non capiamo. Non sono responsabile per questo, e così, lo accetto così com’è. Il Creatore li porta a me, e spetta a me pensare a come costruirli in una rete di connessione mutuale. Questa è la connessione spirituale e la connessione materiale, a secondo della necessità, allo scopo di costruire la Divinità insieme con loro.

Spetta a noi connetterci con interesse reciproco l’un l’altro con l’aiuto di tutti. Ecco come costruiremo il centro del gruppo fra noi, una connessione reciproca, la preoccupazione secondo le regole di “ama il tuo amico come te stesso” e “chi prega per il suo amico riceve il primo.” Se agiamo così, allora una rete che prende la forma della dazione reciproca sarà scoperta e costruita fra noi.

Anche se questa dazione è egoistica, Lo Lishma, attrae la Luce che Riforma. Non è importante che non abbiamo ancora l’intenzione di dazione. La cosa principale è che aneliamo a raggiungerla. Vogliamo che il Creatore sia scoperto attraverso la connessione fra noi perché aneliamo a sapere, a capire, a sentirlo, a uscire verso il mondo superiore.

La nostra intenzione non è corretta ed egoistica, ma siamo connessi. Nella nostra condizione, non siamo pronti ancora a non pensare al nostro beneficio personale. Questo è chiamato Lo Lishma. Allora, la Luce che Riforma ci illumina a distanza, anche se siamo danneggiati. La cosa principale è che il nostro gruppo diventa come Lui, significa che costruiamo la connessione fra noi.

Domanda: Comunque, che cosa esattamente devo correggere in rapporto con gli amici?

Risposta: Quello che deve unirci è un interesse reciproco a scoprire il potere superiore in connessione fra noi, significa dazione e amore. Interesse reciproco è un desiderio condiviso per il Creatore. Il desiderio per Il Creatore non si trovato in ognuno di noi, ma è scoperta fra noi. Non esiste dal nulla; sta a noi costruirlo. Non c’è un vaso! Ci sono solo i desideri personali di ognuno, ma non c’è un desiderio diviso chiamato Divinità.

Domanda: Che dire della correzione delle mie caratteristiche, delle mie qualità?

Risposta: Soltanto la connessione con gli amici richiede correzione. Non vi è nulla da correggere in me; sono una bestia lì, e una bestia non può essere corretta. Hai già provato a connetterti con qualcuno e hai scoperto il tuo ego. Sei già entrato in Egitto? Se appena qualcuno si infastidisce, è perché non è connesso al lavoro spirituale.

Solo se investo lo sforzo in connessione con altre persone per raggiungere una connessione fra noi chiamata Arvut – all’interno della quale il nostro interesse a scoprire il Creatore, la caratteristica di dazione e amore, viene scoperta – poi sentirò come odio tutti e non sono pronto a connettermi, e questo è ciò che spetta a me per correggermi.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2014)

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