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Egoismo — il nostro grande assistente

Dr. Michael LaitmanLa linea di sinistra ci aiuta a costruire la connessione tra di noi. Senza l’ego non saremmo in grado di ottenere una forma, per questo essa è importante. È come avere un foglio d’oro o di rame e martellarci sopra finché prende la forma giusta.

Si dice che la strada dell’inferno sia lastricata di buone intenzioni, questa è la motivazione dei nostri peccati, perché effettivamente le nostre intenzioni sono buone. Sei desideroso di lavorare con l’intenzione di dare agli altri, ma poi avviene uno choc, un corto circuito e tutto va in fumo; all’improvviso cadi nell’oscurità. Noi sperimentiamo stati di salita e discesa durante il lavoro spirituale, nel passaggio da Lo Lishma (non per il Suo Nome) a Lishma (per il Suo Nome), l’intenzione di dare. Abbiamo bisogno di questi momenti al fine di equilibrare correttamente i due stati, in modo che entrambi, la Luce e l’oscurità, il dare e il ricevere, siano armonizzati e una persona comprenda che è impossibile farne a meno. L’attributo di buio e l’attributo di Luce si equivalgono nel conseguimento del Creatore, e non è possibile usare l’uno senza l’altro.

Una persona deve andare sopra al proprio desiderio, e dare anche di più. Come se tutti noi ti dicessimo, ad esempio, “quanto sei fantastico e bravo”, perché hai fatto un favore a qualcuno, e sotto l’influenza di queste parole, sull’onda dell’entusiasmo, vuoi dare ancora di più! Ma poi, improvvisamente cadi, ci ripensi, e accade proprio come in quel gioco che facevamo da bambini: ti fanno camminare in avanti e poi, di colpo, ti gettano all’indietro e cadi. Tuttavia, al fine di migliorare, ci è dato un periodo di tempo durante il quale queste due forze devono essere bilanciate in noi correttamente.

Il desiderio di ricevere è la mente superiore poiché è solo grazie all’ego che cominciamo a capire e percepire il modo in cui stanno veramente le cose. La linea di destra, è dazione e amore, qui non c’è Din (Giudizio), non c’è limitazione, nessun contrasto, nessun dominio o controllo. La linea di sinistra invece include tutte le altre cose. È impossibile scoprire la Luce del Creatore senza di essa. L’ego è il nostro grande aiuto “contro”…noi stessi.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 31.12.2014

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Simboli sulle bandiere di Israele

Dr. Michael LaitmanGli emblemi ricamati sulle quattro bandiere principali sono conformi alle quattro creature terrestri che circondavano il Trono di gloria celeste.

1. L’immagine umana in basso al Trono corrisponde alla bandiera Ruben ricamata con piante che hanno le radici che recano una somiglianza esterna con un essere umano;

2. L’esterno del leone sotto il Trono replica la bandiera di Yehuda con un leone raffigurato su di essa;

3. La bandiera di Efraim ricamata con un toro corrisponde all’immagine celeste del toro;

4. L’aquila ricamata sulla bandiera di Dan somiglia all’immagine dell’aquila al Trono.

La spiritualità è un mondo di forze. Così i quattro emblemi sugli striscioni rappresentano le qualità spirituali: Hesed, Gevura, Tifferet, e Yesod.

Quando queste forze interagiscono e influenzano l’ego, ognuno di loro dimostra le sue determinate proprietà. L’egoismo di per sé non ha forma, né desidera altro che ricezione. Mentre, quando la qualità di dazione e amore lo influenza, l’ego manifesta i suoi impulsi egoistici.

Pertanto, l’immagine di un leone o la faccia di un’aquila, ecc., indicano gli stati che si possono ottenere se una persona è pronta a diventare uno strumento per la manifestazione delle proprietà del Creatore.

Questo denota un elevato livello qualitativo perché la faccia della bestia diventa il volto di un umano–Adamo (cioè simile al Creatore).

Il volto di un uomo, come la faccia del sole, emana energia quando raggiunge lo stato di “dare in assoluto”.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.12.2014

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Cosa succede all’anima dopo la morte?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa succede a una persona dopo la sua morte? Che succede all’ anima?

Risposta: Coloro che sono capaci di percepire la loro anima, questa vive dentro di loro perché essa non è collegata con la morte del corpo.

E per coloro che non hanno mai ottenuto la loro anima, resta solo una Reshimot (dall’ebraico “roshem” – un ricordo), che è un pezzo di informazione simile al DNA, un codice preciso che include tutto ciò di cui una persona consisteva.

Quando il corpo muore, questa parte informativa (Reshimot) deve connettersi con un corpo nuovo in questo mondo e ricominciare da capo. Ogni persona ha una Reshimot, che è la particella da cui eventualmente può sviluppare un’ anima.

Commento: Lei ha detto che le persone che hanno un’anima sono solo coloro che la costruiscono.

Risposta: Si è vero. Costruiscono dai loro desideri egoistici che sono basati sulle Reshimot, alcune particelle d’informazione che lavorano dentro il desiderio costringendo le persone a costruire l’anima.

Domanda: Che cosa ho? Che manca? Cosa dovrei costruire?

Risposta: Il nostro desiderio egoistico di ricevere è tutto quello che abbiamo. Però può essere che all’ improvviso un desiderio speciale si illumini in noi. Questo è il desiderio di percepire la nostra anima e capire perché viviamo, qual è lo scopo della nostra esistenza e la fonte della vita.

Significa che una Reshimot, quella piccola scintilla, il cosiddetto punto nel cuore, si sveglia dentro di noi. In questo momento, cominciamo a contemplare che cosa dovremo fare dopo, poiché quest’ aspirazione fa pressione su di noi e non ci lascia soli.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 10.05.2015

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Le dodici tribù dell’anima comune

Dr. Michael LaitmanLa Luce emana da Est, perché è da lì che sorge il sole. Da lì arriva il vento dell’est, il più dannoso di tutti i venti. Da ovest arriva la neve, la grandine, il caldo, il gelo e la pioggia torrenziale.

Il sud è la fonte della pioggia e della rugiada benedette. Da Nord vengono mandate l'”oscurità” e le forze malevole.

(La Torà, “Bamidbar”)

Il posizionamento degli stendardi degli accampamenti dei Giudei corrisponde ai quattro lati della Luce.

Il sistema unificato chiamato l’anima comune è composto da dodici parti (le dodici tribù) che si rapportano e che sono collegate tra di loro in base ai quattro punti cardinali del mondo, i quali indicano le quattro parti-

Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut

E le insegne devono porsi l’una contro l’altra:

Bina – Hochma

Malchut – Zeir Anpin

Ogni parte è composta da 3 linee, con un totale di 12 parti (le 12 tribù). Il loro posizionamento rappresenta l’unione del vaso e dell’anima comune.

La Torà specifica sotto quale posizionamento devono stare. Lo stendardo indica lo scopo proprio di ogni campo che ha le sue qualità e caratteristiche. Perciò, lo scopo comune unico è espresso in essa attraverso un focus che è leggermente diverso, che ha una diversa angolazione.

Come esempio, diciamo che il corpo umano è composto da vari organi. Ognuno percepisce a proprio modo i movimenti, gli aiuti e tutto il resto che riguarda il corpo. Allo stesso modo, grazie alla varietà delle caratteristiche e al modo in cui si connettono tra di loro, si mostrano le qualità della forza generale, il Creatore.

La proprietà della dazione si mostra come conseguenza di enormi differenze egoistiche. La dazione è assoluta come l’amore di una madre: fa quello che vuoi; io ti amo comunque.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.12.2014

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Guardando il mondo attraverso un prisma di desiderio

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 27:11 – 27:12: Se invece si tratta di qualunque animale impuro di cui non si può fare offerta al SIGNORE, l’animale sarà presentato davanti al sacerdote. Il sacerdote ne farà la stima, secondo che l’animale sarà buono o cattivo; l’interessato si atterrà alla stima fatta dal sacerdote”.

Questo parla del desiderio sul livello animato. In ogni persona c’è un grande numero di desideri: inanimato e parlante, cioè, cinque livelli da zero a quattro. Ognuno dei desideri deve essere integrato con gli altri per lavorare in dazione piena con l’intenzione per il bene del Creatore.

Però alcuni di loro non possono essere corretti in modo da lavorare con l’intenzione per il bene di dazione da soli. Non possono agire direttamente, ma in alternativa. Diciamo che l’asino è una bestia impura che non può essere portata al tempio come un sacrificio. Così può partecipare nel sistema generale di gestione portando avanti suo compito, ed è così che è in tutta la natura.

Nulla deve essere annullato; è solo necessario utilizzare ciò che ci viene a noi nel modo giusto. Poichè la Torà sta parlando dei desideri interiori, abbiamo bisogno d’investigarli dentro di noi, classificando e distinguendoli in base alla loro natura e correggendoli gradualmente in modo che ognuno di loro sarà diretto verso la dazione in qualche modo.

Tutti i desideri devono passare attraverso la prova del Cohen (sacerdote). Il sacerdote è il punto di connessione con il Creatore. Allora una persona ha bisogno di trovare il sacerdote dentro se stesso, questo è il punto più alto nel suo stato, e vedere il mondo attraverso quello. Solo allora lui esaminerà e chiarirà tutto correttamente.

Vedere il mondo attraverso il sacerdote significa che sto guardando il mondo attraverso la caratteristica di dazione e vedo che tutti tranne me, sono in uno stato corretto. A poi costantemente continuo a portare me stesso a vedere chiaramente che il mondo intero dipende da me e come ho bisogno di dare a esso, per venire alla giusta cooperazione reciproca con tutta l’umanità. E questo è il punto del sacerdote. Così lui diventa un insegnante. E’ detto: “E voi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa”, cioè gli insegnanti che si  preoccupano per tutta l’umanità.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 10.12.2014

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Il rimborso dei debiti nel Giubileo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 27:20 – 27:21: Ma se non riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non si potrà più riscattare; quel pezzo di terra, quando rimarrà franco al giubileo, sarà consacrato al Signore come una terra consacrata e diventerà proprietà del sacerdote”.

Posiamo dare o vendere il nostro campo agli altri nel nostro mondo e nel cinquantesimo anno i debiti vengono cancellati e tutto torna com’era prima. Nel mondo spirituale questo è un sistema molto complicato, ma che funziona anche in questo modo. Lavoriamo molto sui nostri desideri per un lungo periodo e nel cinquantesimo anno (il giubileo) raggiungiamo un livello, dove questi desideri salgono al prossimo livello.

Rimborsando i debiti nel cinquantesimo anno (il livello di Bina) non è una discesa e un’ascesa ma una salita a un nuovo livello perché tutto ciò che si è accumulato durante questo tempo diventa il prossimo livello grazie al lavoro della Luce Superiore. Si corregge ciò che volevamo ma che non siamo riusciti a correggere. Questo stato speciale si chiama “Giubileo”. Se fosse mantenuto anche sul piano corporale potrebbe portare il mondo a uno stato completamente diverso. Sfortunatamente, una persona in questo mondo pensa che quello che possiede è la sua proprietà privata, ma tutto è temporaneo e, dopo un certo periodo tutto ritorna alla sua radice, al Creatore.

Domanda: Questo significa che quando penso “Voglio comprare una casa e lasciarla ai miei figli” è un errore dal punto di vista spirituale?

Risposta: Una persona deve prendersi cura di se stesso per non pesare sulla società. Lui deve prendersi cura dei suoi figli e insegnare loro una professione e lasciare a loro qualche eredità. Però la Torà ci consiglia di non dire a loro dell’eredità perché questo li può rovinare. Se un figlio sa che riceverà tutto dai suoi genitori, è portato a vivere una vita spensierata semplicemente aspettando: “Arriverà il tempo e riceverò tutto da loro, così posso prendere facilmente”.

Egli deve guadagnare da solo. Pertanto, i genitori dovrebbero essere severi con i loro figli, succede così a noi quando veniamo allevati spiritualmente. Ci vengono date certe condizioni e dobbiamo mantenerle, ma se non lo facciamo, ci vengono date condizioni anche più dure.
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Da Kab.TV “I Segreti del libro Eterno” 10.12.2014

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Quattro angeli

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, dall’articolo, “Introduzione al Libro, Panim Meirot uMasbirot,” Voce 14:

Ora abbiamo trovato l’apertura allo studio sopra per quanto riguarda le quattro denominazioni, Misericordia, giustizia, verità e pace, che vengono concordate con il Creatore rispetto alla creazione dell’uomo. Questi angeli sono i servi dell’anima dell’uomo; quindi, Lui ha negoziato con loro, poiché l’atto intero della Creazione è stato creato secondo loro, come ogni anima è composta di dieci Sefirot in Ohr Pnimi e Ohr Makif.

• La misericordia è la Luce Interiore (Ohr Pnimi) dei primi nove dell’anima.

• La giustizia è Ohr Pnimi della Malchut dell’anima.

• La verità è la Luce Circostante (Ohr Makif) dell’anima.

E la Pace è l’integrazione fra le tre caratteristiche precedenti che sono impossibili da raggiungere. La Pace dichiara che la persona “è tutta lotta.” In altre parole, l’opposto fra Ohr Pnimi (La Luce Interiore) e Ohr Makif (La Luce Circostante) è così enorme che è impossibile superarla.

I quattro angeli sono le quattro parti del Kli che vuole ricevere allo scopo di dare e in questo modo assomiglia al Creatore. L’Ohr Pnimi e l’Ohr Makif agiscono all’interno delle prime nove Sefirot e dentro Malchut dell’interno ed esterno.

Con il completamento della correzione, tutti questi angeli diventeranno assolutamente soddisfatti e fino a quel momento, tutti loro non avranno piacere. Questo perché i Kelim non sono riempiti con le loro luci previste. Ohr Pnimi e Ohr Makif si oppongono l’un l’altro e vengono ad abbattere l’altro.

L’angelo della Pace ha lo scopo di mettere insieme l’intera struttura con l’aiuto di tutti gli elementi, ma non capisce come farlo. Non c’è un modo di risolvere questo problema. Questa è la nostra situazione. Tutti gli stati descritti nei libri dei Kabbalisti sono rapporti fra Zeir Anpin e Malchut, l’ascesa di Malchut e la sua discesa, i sette periodi di Nukva, gli stati di Katnut (Piccolezza), Gadlut (Età adulta), e così via; tutti questi stati sono l’anelito della persona per la connessione con gli altri.

Attraversiamo stati come questi, e il libro dice che cosa dobbiamo fare con le nostre caratteristiche interiori per connetterci agli altri con il loro aiuto. Con la connessione, raggiungiamo le dieci Sefirot complete e otteniamo la divinità.

Gli angeli sono le forze attive in noi. Ci sono forze con le quali posso connettermi leggermente, e sono chiamate misericordia e giustizia. C’è una forza con la quale non posso connettermi fra loro, e il suo nome è verità. Non sono preparato a raggiungere la verità perché sto vivendo una bugia assoluta. E’ impossibile per tutto l’Ohr Makif entrare in me.

Anche con l’angelo della Pace, non so che cosa fare. Quale tipo di pace può esserci in me se non vi è il completamento e l’integrità dentro di me? Questi stati vengono scoperti nei miei rapporti con il gruppo o con tutta l’umanità. Al grado della scoperta del giusto rapporto, chiarifico che il gruppo è solo l’involucro in cui scopro il potere superiore, il potere di dazione, il Creatore.

Tutto lo Studio delle dieci Sefirot parla di che sta succedendo dentro di noi, dentro i nostri desideri e in rapporto agli altri, ma in termini di psicologia superiore. Non sentiamo che sta succedendo dentro di noi, e i Kabbalisti ci vogliono spiegare questo per aiutarci a scoprire le nostre caratteristiche interiori e le forze, e cominciare a lavorare con esse.

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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 25.03.2014, Scritti di Baal HaSulam

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La redenzione della Shechina dall’Esilio

Dr. Michael LaitmanLo scopo della creazione è di fare il bene alle creature, che significa di permettere ad esse di raggiungere il livello del Creatore. Non può esserci un regalo più grande o più piccolo di questo – il desiderio di ricevere deve essere uguale alla Luce, al desiderio di dare.

L’intero processo dell’evoluzione del desiderio avviene all’interno del desiderio stesso, nella comprensione, nel suo ottenimento e nelle sue impressioni. Non ci sono cambiamenti fisici; tutti i cambiamenti sono nelle impressioni interne del desiderio di ricevere rispetto alla Luce. Ma l’essere creato percepisce invece questi cambiamenti come movimenti nello spazio e nel tempo e discerne questi cambiamenti interiori ed esteriori.

Anche se l’essere creato può vedere le cose in modo completamente opposto in ogni momento e può pensare di muoversi da un mondo all’altro da un livello all’altro, mentre tutto avviene solo nei suoi attributi interiori. Questo è molto difficile da capire al momento perché non abbiamo ancora compiuto i cambiamenti che ci portano da un mondo ad un altro o da un livello al prossimo. Il processo che il desiderio di ricevere deve compiere è un processo di chiarimento e correzione che avviene grazie agli sforzi che compie il desiderio. Allora l’essere creato costruisce il vaso. Se il processo continua naturalmente e senza alcuno sforzo, si tratta dei livelli della natura inanimata, vegetale e animale che sono gestiti dalla Luce.

Ma se l’essere creato inizia a fare uno sforzo d’innanzi alla Luce, allora questa lo influenza, un po’ come se lui stesso dirigesse la Luce e quindi esprime un libero arbitrio, la sua indipendenza. Quindi, di tutto quello che passiamo, viene considerato solo quanto è stato compiuto con i nostri sforzi secondo le nostre decisioni nei brevi momenti di libero arbitrio che abbiamo ricevuto.

Questo è tutto quello che dobbiamo fare. Ma possiamo sempre diventare più forti per raggiugere l’equivalenza di forma con la Luce,, possiamo realizzare il nostro libero arbitrio. Siamo in uno stato speciale, circondati da moltissime persone, e abbiamo per ora l’opportunità di compiere delle azioni corporali invece che spirituali.

Queste azioni al momento non sono per la dazione ma sono egoistiche, ma attraverso di queste possiamo esprimere il nostro desiderio di raggiungere la dazione, la mutua garanzia, l’aiuto mutuo, supporto e la connessione. Quindi mostriamo di voler raggiungere l’equivalenza della forma con il Creatore e di voler raggiungere il livello degli esseri umani.

La connessione tra di noi è chiamata Shechina, il posto per la rivelazione del Creatore. Noi desideriamo costruire una rete di connessioni tra di noi, di aiuto reciproco, supporto ed unità sino a che la rete non sarà così stretta e piena da tramutarsi in un vaso, un volume nel quale è rivelato l’attributo dell’amore mutuo e della dazione.Il nostro vaso conterrà la Luce sino al punto che faremo uno sforzo per assomigliare alla vera dazione.

Se i nostri sforzi non sono ancora veri e non sono diretti alla vera dazione ma per il nostro solo vantaggio, allora la Luce non può rivelarsi nel vaso e ci illumina dall’alto come Luce Circostante. In realtà è dentro di noi ma noi vediamo la sua illuminazione da lontano perché non possiamo usarla ancora correttamente.

Grazie alla Luce che ci circonda, correggiamo gradualmente i nostri desideri sino al punto di avere veramente l’intenzione di dare su di uno dei 613 desideri, il che significa connettersi per per il bene comune e non per il nostro vantaggio privato come tutti pensavano prima. Di seguito la Luce viene gradualmente rivelata sino al punto in cui siamo equivalenti nella forma alla Luce. Poi il vaso generale è chiamato Shechina, la Luce interiore si chiama Shochen (l’abitante) e la rivelazione della Luce è chiamata “redenzione”. La Luce è rivelata dentro il vaso.

Nel frattempo, il nostro vaso non può ricevere la Luce, il che significa che i suoi componenti (gli amici) non sono connessi nella dazione e nella mutua garanzia ma che si sforzano di raggiungere questo in uno stato che è chiamato “Esilio”. L’Esilio può essere su diversi livelli in stati diversi. L’accrescere dello sforzo e del desiderio per la Luce determina il dolore per il fatto di essere in esilio. Se il nostro dolore non è egoistico ma oer via del fatto che non possiamo raggiungere la connessione per deliziare il Creatore, la sorgente della Luce, invoca l’azione della Luce Circostante, che ci corregge e che ci porta il potere di connetterci e di innalzarci al livello della Shechina. Allora lasciamo l’esilio e ci connettiamo con il Creatore.

Questi stati cambiano; esilio-redenzione e poi di nuovo esilio – redenzione. Oggi siamo alla fine dell’ultimo esilio, sull’orlo dell’ultima redenzione. Le leggi della correlazione tra la Luce ed i vasi ci hanno portato alla fine di questo processo, all’ultima azione. Speriamo di poter sentire che la Shechina è in esilio e che, di conseguenza , raggiungeremo la redenzione!
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Dalla Preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah 27.03.2014

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I Leviti – La parte del Creatore dentro di me

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Numeri” 1:46 – 1:47: La somma di tutti coloro che sono stati contati: era di seicentotremila cinquecentocinquanta uomini. Ma i Leviti, secondo le tribù dei loro padri non erano stati contati tra di loro.

I leviti sono la parte del tutto separata che c’è in ogni persona che si impegna in un lavoro spirituale.

L’anima è divisa in più parti:

  • Keter, Hochma , Bina
  • Hesed, Gevura , Tifferet
  • Netzah, Hod, Yesod, e Malchut .

Inoltre, è divisa in linee: la linea destra, la linea sinistra e la linea di mezzo.

I Leviti appartengono alla parte della testa che non possiamo contare e calcolare perché sono solo una parte del processo della nostra correzione. Quando raggiungeremo lo stato completo della fine della correzione, anche loro entreranno a far parte del conto generale. Questa è la ragione per cui il cammino spirituale dei Leviti non viene preso in considerazione. Noi li usiamo, ma sono in realtà la parte del Creatore dentro di me.
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Da Kab.TV  “I segreti del Libro Eterno” 17.12.2014

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Il valore del desiderio

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico,” 27:1 – 27:4, 27:7: “Il Signore disse ancora a Mosè: dicendo, “Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Se qualcuno farà un voto per consacrare una persona al Signore, tu ne stimerai il costo. Per un maschio dai venti ai sessant’anni, la tua stima sarà di cinquanta sicli d’argento, secondo il siclo del santuario; se si tratta di una donna, la tua stima sarà di trenta sicli; Dai sessant’anni in su, la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina.”

Il valore si riferisce alla dimensione del desiderio, alla sua intensità, la quale deve essere espressa da una persona nel suo rapporto con il Creatore. Il significato di “Se qualcuno farà un voto per consacrare una persona al Signore,” è secondo questo valore.

Un siclo rappresenta il desiderio, ciò che è richiesto ad una persona chiamata un uomo o una donna di una certa età. Viene determinato secondo l’intensità del loro lavoro allo scopo di dazione e quindi essi sono simili al Creatore e sono connessi a Lui.
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Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” 10.12.2014

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