Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Cosa significa “cambiare il mondo”?

Domanda: Possiamo noi adesso in maniera efficace e veloce cambiare il mondo?

Risposta: Cambiare il mondo significa spiegare al mondo come è, e come deve essere. Se io correggo me e cerco di essere parte integrale in tutto questo spazio, in questo sistema, allora con questo io cambio il mondo. Quando io inizio a spiegare a tutto il mondo cosa gli stia succedendo e in che maniera dobbiamo correggerci per portare il mondo all’equilibrio , allora io lo cambio.

Ma essenzialmente io gli spiego in modo che loro cambino da soli , ed in questo non c’è nessuna violenza. Io non li posso obbligare, non posso inventarmi una nuova società , “introdurli” là dentro e allora il mondo diventerà migliore. Per niente!

Noi ci troviamo in una fase quando nessun’altro cambiamento può esserci. La natura tutto il tempo ci ha spinti in avanti. Noi pensavamo di stare per cambiare il mondo, ma in realtà ci rincorrevamo come si dice col bastone della felicità. Noi tutto il tempo cercavamo di fare qualcosa ed in conclusione siamo arrivati a uno stato quando possiamo andare verso il miglioramento del mondo soltanto attraverso il miglioramento di noi stessi: della nostra consapevolezza, comprensione ragionevole della natura e della connessione con lei, equilibrio con lei.
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La donna è un desiderio

Domanda: Tutti noi, uomini e donne, stiamo cercando un modo per ascendere al prossimo grado. Come può una donna arrivare alla comprensione corretta di questo? Dopotutto, gli uomini si uniscono e discutono queste questioni nei gruppi, mentre la donna non partecipa a questo processo.

Risposta: La donna è il vaso che l’ uomo ha bisogno di riempire con il suo lavoro verso il Creatore. Con che cosa riempie questo vaso? Con il Creatore. Qui l’Uomo agisce solo come un mezzo. Questo è ciò che chiamiamo uno schermo per la luce riflessa. Questo è il lavoro degli uomini. E il lavoro delle donne è un enorme desiderio per la rivelazione del Creatore.

Allora, dove vedete voi una piccola parte di una donna, se lei è in realtà il desiderio stesso, senza il quale l’uomo non ha nulla da fare?  E’ per questa ragione che gli uomini scapoli non venivano accettati nella kabbalah. Cos’hai da fare lì, se non hai una sposa? Questo è chiamato “la metà di un corpo”. C’è un concetto nella kabbalah: un uomo scapolo è la metà di un corpo. Con la metà di un corpo solamente, non puoi venire a studiare.

E’ per questo che dobbiamo capire qual è la parte della donna.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03. 2012, Lezione 3)

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Il Volo sopra il cratere del vulcano

In tutto il mondo nessun problema può essere risolto dall’interno, con un procuratore o un avvocato, o cercando di separare le parti in conflitto. L’unico modo – tracciare la linea sotto tutto ciò che era accaduto, e ripartire da zero. Questo non è un business e non sono le cause legali, qui non si determina chi ha ragione e chi ha la colpa, chi è il cattivo e chi è buono. In definitiva, la “colpa” è del Creatore. Egli disse a Mosè: “Va dal Faraone, perché ho indurito il suo cuore.” Il Creatore ha creato l’inclinazione del male.

Quindi cerchiamo di raggiungere almeno la punta del filo dal lato corretto: Il Creatore formò l’attuale stato. Cosa facciamo? Sappiamo che tutto questo viene da Lui, e noi vogliamo stabilire un collegamento sopra tutte le brutte cose che egli fa tra di noi, per guidarci alla comprensione dell’essenza del nostro male. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno per costruire una benedizione.

Non guardare indietro a quello che era almeno un attimo fa – anche la coda dell’occhio, anche brevemente, sopra la spalla. Guarda solo in avanti, apertamente e senza pensarci due volte. Voglio salire a Binà, dazione pura.

Allo stesso tempo, io non rinnego tutto ciò che è accaduto. Sento questo bagaglio e tutto il tempo lo tengo con la forza interiore dell’anima. Ho sempre voglia di esplodere, ma ogni volta mi trattengo e guardo sopra al fatto che è sopra di me. Io so perché ciò sia necessario – per arrivare al Creatore, che mi organizza tutto questo.

Poi i compagni diventano un mezzo nelle mani del Creatore, e vedo quanta miseria hanno sopportato, i poveri, per insegnarmi a salire sopra di sé. Chi era contro di me, chi mi ha creato il problema – questo l‘ha fatto il Creatore attraverso lui. Ora sono pronto per abbracciare e baciare questo uomo che ha passato tante difficoltà, condizioni molte tragiche , così imparo dai suoi guai.

Cosi dobbiamo salire. E chiedere una correzione. Ad esempio, una persona, smettendo di fumare, “seduto su un vulcano”: lui vuole aspirare e anche vietarselo , lui “frena” il suo desiderio, realizzabile, ma inutile. Quindi dobbiamo fermare il nostro egoismo, costruendo su di esso un nuovo atteggiamento verso i compagni – da parte di Binà, dazione.

Lasciate lì dentro il fuoco che brucia, lasciate l’ego soffrire, lasciate ballare “i demoni” intorno al fuoco – e io sono sopra tutto questo “volo tra le nuvole”. Entrambi queste “immagini” sono necessarie: un fuoco ribolle dentro, la rabbia, l’invidia, l’odio, e sopra a tutto questo – l’amore e la gentilezza. Devo sentire, comprendere sia questo che altro. Al contrario, senza questo non seguo la via spirituale.

Quindi è chiaro, come passare facilmente da un polo all’altro, da un capo della scala ad un altro, e di essere in entrambi simultaneamente. Poi capirò me stesso, capirò gli altri, e allora non mi vergognerò di queste differenze, e calcoli associati.
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(Dalla lezione “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, 07.02.2012)

Il Male – Il servizio per il Buono

Domanda: Come condurre il chiarimento nel gruppo per non occuparsi del suo ego e volgere il male nella Klipà?

Risposta: Quando chiarisco il nostro rapporto, vengo solo fino al punto della partizione – e subito chiedo la correzione.

Nello stesso tempo a questo dovrebbe partecipare il gruppo. Dopotutto, io non solo semplicemente rivelo il male tra te e me, ma voglio che questo diventi disponibile per tutti, così scopriremo il collegamento tra noi tutti.
 Tutti questi peccati sono un luogo su cui l’amore sarà rivelato, senza peccati non può esserci amore.

Questo è tutto il metodo di lavoro delle tre linee, che non troviamo in nessuna religione o convinzioni. Usiamo il nostro ego – proprio usiamo, piuttosto che distruggerlo.
 Infatti, la Klipà – questo è la riluttanza ad utilizzare l’ ego. L’errore delle religioni, delle fedi e di tutti gli approcci umani nella vita è che l’uomo non capisce che il potere del male è il fondamento della vita. E’ proibito sorvolare, evitare e cambiare questo male. Devi solo coprirlo con un buon atteggiamento – e basta. La forma del male rimane, tu solo lo copri con la proprietà  di Hassadim – e ottiene un vaso di santità, un vaso di dazione.
 Ma io non devo semplicemente svegliare il male in sé, “Dov’è il mio odio per tutti!”.

L’approccio corretto è che ci sforziamo per il bene, e non scendiamo nel male. Non c’è comandamento di risvegliare un litigio. Dobbiamo aggiungere il desiderio di unità – e poi, naturalmente, riveliamo il difetto.

Bisogna solo aspirare verso l’alto, e riguardo questo si rivela la caduta.
 Se non cerciamo verso l’alto, poi dall’alto verranno dei guasti, che possono essere di vario tipo – problemi improvvisi in famiglia o tra amici in un gruppo – qualsiasi cosa. Ma tutto questo sono le indicazioni che il gruppo non cerca verso l’alto, e poi si rivelano i problemi e le difficoltà a livello materiale. Anche se il gruppo non è unito, ma si sforza per l’unità, si rivelano i difetti di collegamento. E se esso non stà cercando verso l’alto cosi poi si riveleranno carenze nel livello della terra o anche meno.
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(Dalla lezione sul Libro dello Zohar, 06.02.2012)

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Abbassarsi significa elevare la dazione

Domanda: Che significa abbassare se stessi?

Risposta: Abbassare se stessi non significa chinarsi e cadere, ma cercare vari mezzi per far sì che la Luce superiore ti dia la possibilità di sentire che la dazione è più importante della ricezione.

Tutti i cambiamenti avvengono grazie alla Luce che ritorna alla sorgente. Per questo, abbassare sé stessi significa fare tutto il possibile da parte propria (che si chiama Preghiera), che dentro di me la qualità della dazione sia più apprezzata e più elevata di qualunque ricezione, che qualunque ricezione sia disprezzata, che invece la dazione sia santa ai miei occhi.

E allora io la vorrò! E in base alla quantità del mio desiderio attirerò la Luce che ritorna alla sorgente, che costruirà dentro di me il Partzuf spirituale: la “testa” (rosh), cioè la dazione in alto e il “corpo” (guf), la ricezione in basso. La testa bisogna che stia sopra tutto e questo significa che anche la ricezione in basso nel corpo si fa con lo scopo di Dare. Questo è il Partzuf spirituale corretto.

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L’accelerazione dello sforzo

Domanda: Se l’avanzamento spirituale è possibile soltanto con una continua accelerazione. allora come lo raggiungiamo?

Risposta: Bisogna ”accelerare” i propri sforzi, aumentandoli continuamente e sempre di più. Ogni prossimo gradino contiene già,  nella sua sefirà più inferiore malchut, tutto il gradino precedente. In questo modo lo sforzo aumenta ogni volta.

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Il nostro rogo comune

Congresso mondiale “Arvut”. Lezione n.8

Baal Ha Sulam, lettera n.13: Voi dovevate sapere che tantissime scintille di dazione ci sono in ogni gruppo. Se voi aveste raccolto tutte queste scintille in un posto, in unione fraterna, in amore e amicizia, allora certamente voi avreste avuto a quest’ora un livello spirituale di luce della vita molto importante.

A noi manca solo una cosa, infittire ancora di più tra di noi le nostre scintille. Non ci sono ostacoli, non ci sono barriere, incollarci soltanto un po’ di più in una cosa unica, per ardere insieme.

Dal libro “Lo stendardo di Efraim”: Coloro che hanno tendenza verso il Creatore fanno sempre bene ad unirsi insieme in un gruppo. Unendosi in basso loro richiamano l’unione della loro radice in alto.

Allora questa radice farà la sua influenza su di noi e concluderà ciò che ha iniziato, come è detto: “Colui che organizza il mondo nelle Sue altezze, allora costui organizza il mondo su di noi”. Noi innalziamo la preghiera della correzione (MAN), svegliamo in basso i propri desideri e allora dall’alto vengono verso di noi le forze dell’unione che concludono le azioni.

In questo modo da noi si chiede soltanto “mezza moneta”, mezzo lavoro e desiderare l’unione, ma la sua realizzazione sarà dall’alto quando la nostra richiesta diventerà giusta.

Rabash “La necessità dell’’’amore verso gli amici”: C’è una qualità speciale nell’unione degli amici. Perché con l’unione i loro pareri e i pensieri passano dall’uno all’altro per questo ciascuno penetra con le forze dell’altro. Grazie a questo ognuno ha la forza del suo gruppo e anche se ciascuno è da solo, nonostante ciò, lui possiede tutte le forze del gruppo.

Mentre ciascuno è uno, tuttavia, ciascuno è diverso dagli altri, ma l’unione gli dà la forza di tutti i suoi compagni. Immaginatevi com’è questo quando ognuno acquisisce le forze di tutti. In realtà questa è già la forza dell’infinito. Noi ci uniamo ad un grande gruppo, agli amici di tutto il mondo, e non abbiamo bisogno di altro.

Nessuno da solo ha le forze per passare nemmeno sul primo, il più piccolo, gradino spirituale. Soltanto unendoci qualitativamente acquisiamo le luci di NARANHAI, attraversiamo i mondi ABYA e A’’K sul cammino nel mondo dell’infinito.

Tutti i 125 gradini dell’ascesa spirituale si raggiungono con il cammino della crescita dell’unione. Io trovo ogni volta in questo un vaso speciale capace di una dazione ancora più grande ed in corrispondenza rivelo ancora più luce.
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125 Gradi di amore e odio

Domanda: Cosa succede dopo la fine della correzione, quando avremo asceso tutti i 125 gradini? Comincia qualche nuovo processo lì?

Risposta: Quando ci eleveremo alla fine della correzione, vedremo. Adesso non capiamo nemmeno cosa sia il primo grado spirituale, fino a che punto il mondo spirituale sia opposto al mondo materiale. Su questo è detto: “Ho visto un mondo al rovescio”.

Non possiamo immaginare cosa succede passando attraverso tutti i gradi spirituali e raggiungendo la fine della correzione. Lì, avremo degli strumenti di percezione assolutamente diversi. Essi non saranno semplicemente più grandi, i quali potranno paragonarsi agli strumenti che abbiamo attualmente.

Allo stesso modo, oggi non siamo capaci di parlare del mondo integrale, nel quale io penserò a tutti e percepirò tutte le persone solamente come una totalità. Adesso non sappiamo cosa sia questo. Non possiamo immaginare che percepiremo il mondo intero come un organismo unico.

Automaticamente, dal mio interno, percepirò ogni pensiero, ogni supplica e desiderio come mio. Succede così, visto che “l’Io” sarà l’amore verso il prossimo! Sarà come se tutti si trovassero dentro di me.

Tuttavia, loro si trovano in realtà dentro di me? No! Sento che tra di noi c’è una distanza di 125 gradi di odio. È così grande l’odio che si rivela, poiché è detto: “Quanto più in alto si trova una persona, più egoismo avrà”.

Perché i vasi “rotondi” (Kelim Igulim) occupano uno spazio così grande? A causa della grandezza dell’odio! Tutto questo spazio è l’odio che si sta rivelando e devo riempirlo con amore, al di sopra di quest’odio.

L’odio gonfia le sfere, le allontana dal punto centrale all’esterno (“extra”) e adesso, con l’aiuto del mio amore, devo comprimerle di ritorno all’interno (“intro”), però, lo faccio al di sopra dell’allontanamento.

Voglio avvicinare il mio prossimo a me: lo faccio e sento che lui è vicino, come se fosse dentro di me. Comunque, tutto questo succede “come se”: al di sopra della distanza che c’è tra di noi. Accorcio soltanto questa distanza, la correggo, ma non la elimino!

La profondità del desiderio (Aviut) non si elimina. Per questo, invece di un punto piccolo, ottengo delle sfere enormi coltivate dall’odio, che allontana soltanto i nostri punti gli uni dagli altri.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.08.2011, Prefazione alla saggezza della Kabbalah)

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Verso il vento!

Siamo stati creati come un solo sistema dell’anima collettiva e siamo interdipendenti. Tuttavia, la Luce Superiore porta questa vaso collettivo verso una rottura e dopo questi pezzi rotti cadono sempre più in basso, dividendosi sempre di più e distanziandosi tra loro.

Quando raggiungono il fondo cominciano a svegliarsi, dal fondo della caduta. La stessa Luce che li ha obbligati a cadere comincia a risvegliarli ed a tirarli verso l’alto.

Questa ascesa è composta da diverse tappe e si realizza principalmente nei gradi della natura inanimata, vegetale ed animata, laddove il vaso opera inconsciamente, essendo completamente schiavizzato dalla Luce. Tuttavia, nel grado umano, dobbiamo rivelare i nostri stessi desideri.

Il desiderio esiste in tutti ed è creato dalla Luce “a partire dall’assenza” come un’impressione inversa della Luce. Il desiderio è ciò che dobbiamo sviluppare dentro di noi per mezzo di noi stessi. Questo desiderio è la vera “creatura”, che si risveglia ed aggiunge le sue intenzioni, i suoi sforzi e l’amore per se stessa.

Tutto questo non arriva come una risposta diretta all’influenza della Luce, ma è il risultato della propria ricerca del vaso. Senza dubbio, la Luce lavora qui, anche se in maniera occulta, comunque, qui c’è ancora l’aggiunta necessaria da parte del vaso che si è sviluppato alla quarta ed ultima tappa. Questa aggiunta è il suo stesso desiderio e l’amore.

Per noi, si esprime nella nostra lotta contro il desiderio egoista rivelato in noi quando vogliamo unirci. Non sentiamo la resistenza del nostro ego in nient’altro che in ciò che si riferisce all’unione nel gruppo, nell’annullarci davanti alla sua forza per raggiungere la qualità della dazione generale che giace dentro di noi, che è chiamata la rivelazione del Creatore.

Se una persona si dirige in questa maniera, che è chiamata “Israele, la Torà ed il Creatore sono uno”, in questo sforzo, rivela la resistenza del suo ego nei confronti della correzione. Tuttavia, deve continuare con tutti i mezzi e cercare ancora di rivelare dentro di sé almeno una certa disposizione ad unirsi.

È come un veliero che non può navigare direttamente contro vento. Tuttavia, ci sono delle veli speciali che aiutano la sua navigazione a zigzag, nella forma di una curva di ascesa e discesa ed in questo modo avanza verso il vento.

In questa maniera deve comportarsi una persona quando scopre che è incapace di andare contro il suo ego, che questo impedisce la sua unione con il gruppo per annullarsi davanti ad esso e rivelare la qualità della dazione generale in lei. Tuttavia, è capace di farlo con ogni tipo di mezzi indiretti, ausiliari.

Questi mezzi ausiliari sono costituiti dall’ambiente che una persona costruisce nella forma che la influenza. L’ambiente diventerà la candela che la porterà a zigzag verso il vento e così avanzerà!
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.09.2011, Shamati 232)

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La molla continua a contrarsi

Tutte le leggi della nostra esistenza, tutto quello che succede in migliaia di situazioni differenti, avviene solo allo scopo di raggiungere la similitudine con la natura, è un processo graduale che porta la persona alla meta mediante la catena di causa ed effetto. Non c’è nient’altro che questo, perché dal principio tutto è venuto da una decisione superiore, perché il desiderio di ricevere piacere deve raggiungere la forma della dazione “a partire dall’assenza”.

Così, quando sei in corrispondenza con questa legge, significa che finirai nel migliore stato possibile, ed in base alla misura in cui non corrispondi ad essa, soffrirai in accordo al livello del tuo sviluppo. La persona che non è molto sviluppata non soffre molto, ma quando qualcuno si sviluppa senza osservare le leggi della corrispondenza delle qualità in accordo al suo livello, la sua sofferenza si incrementerà. La natura ci castiga in accordo a questo, come un giudice che vede tutto.

La natura è lo stesso Creatore, la stessa legge della corrispondenza che abbiamo davanti. Non c’è altro Creatore, desiderio superiore o piano. Tutto questo è esistito nel momento stesso della creazione, laddove la decisione è stata presa e da allora si è realizzata. È come se queste due forze principali opposte, la dazione e la ricezione, mettessero in tensione una molla ed ora questa abbia cominciato a rilasciarsi e gli estremi si avvicinino.

Il cambiamento avviene perché l’uomo cambia se stesso e comincia a vedere il mondo in maniera differente.

Dopotutto, in realtà, viviamo nel mondo dell’Infinito; però c’è una legge della natura che stabilisce che, in base alla misura nella quale corrispondo a questa legge naturale, in questa stessa misura, vedrò tutto in maniera più perfezionata, perché io stesso mi sono avvicinato di più alla perfezione. Tutta la natura si rivela dentro di me ed in nessun altro luogo. Non è possibile fare un passo in avanti, verso l’equilibrio, la connessione e la somiglianza delle qualità e sentirmi male dentro. Questo non succede!

Tuttavia, se non faccio questo passo in avanti, mentre il meccanismo continua a funzionare, la molla continuerà a rilasciarsi ed il misuratore si muoverà di un punto; cioè, il mio ritardo continuerà ad aumentare ed io, naturalmente, mi sentirò peggio. Non ci sono lacune qui, questa è una legge assoluta. Quanto più ti avvicini alla sua osservazione, tanto più ne guadagnerai e quanto più ti allontani da essa, tanto più ne perderai.

Perché adotto delle buone misure e mi sento peggio? Mi sentirò male dentro solo nella misura in cui penso che non sto dando a sufficienza, che non ho raggiunto ancora una grande connessione. Queste sono conosciute come le sofferenze dell’amore. In questo senso, continueremo davvero a soffrire di più: quanto più si avanza, maggiore sarà la perfezione che sentiamo e sentiremo una mancanza ancora più grande di perfezione. Come uno scienziato che cerca una micro particella persa e non può rilassarsi finché non risolve questa discrepanza che lui considera come un problema mondiale, mentre allo stesso tempo, un’altra persona vive in pace, senza nessuna preoccupazione per la sua esistenza. Ogni persona percepisce in accordo al suo grado.

È per questo che il progresso ci farà sentire dei buoni cambiamenti, tanto nel mondo fisico, quanto in tutti gli altri aspetti. Non avremo bisogno di sentire il male, perché la natura non avrà bisogno di spingerci attraverso la sofferenza. Sentiremo solo: “Perché non sono arrivato ancora ad una maggiore connessione?”; la sofferenza dell’amore, ci tira in avanti! Questa è la sofferenza interna che arriva nel momento stesso della sensazione del proprio buon avanzamento, la Luce.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 2 Settembre 2011, articolo di Rabash)