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L’anno 6.000 è la fine della storia

Dr. Michael LaitmanQuando studiamo la Kabbalah iniziamo a comprendere che nel mondo spirituale il tempo non esiste, ma esiste uno stato chiamato “6.000 gradi” che dobbiamo passare, e unire 6000 anime in una sola.

Tutto questo esiste nel mondo di Atzilut dentro il Partzuf Zeir Anpin (il Creatore).

Tuttavia, quando esso arriva negli stati spirituali, questi non cambiano.

Se diciamo “6.000 anni” intendiamo 6000 gradi; se diciamo “600.000 anime”, vuol dire 600.000 così dette Reshimot (registri delle informazioni) che dobbiamo realizzare tra noi stessi. Nel mondo spirituale tutto è distribuito molto chiaramente, e definito da formule e grafici.

E tutto ciò che è relativo agli anni fisici ed al riflesso degli stati spirituali nella nostra vita accadono in maniera diversa. Dopo tutto, nel livello materiale possiamo ridurre gli anni, e se, diciamo, in questo anno 5777 facessimo una completa correzione, allora il nostro anno si chiamerebbe 6.000 anni. Faremmo un salto nel tempo, ad esempio, porteremmo la Luce della correzione così vicina a noi da farci fare un salto negli anni con la sua velocità.

È abbastanza difficile spiegare esattamente l’incontro tra le strutture spirituali, fisiche, geografiche, storiche ed altre ancora, perché queste assi temporali e spaziali non sono adatte ad una persona normale.

Questo è il problema che anche Einstein, Hugh Everett ed altri scienziati molto conosciuti hanno trovato difficile da spiegare. Tuttavia, nessuno nel mondo lo comprende, ma sono d’accordo, perché nel nostro stato animato solito (materiale) non abbiamo la capacità di percepire e sentire l’accelerazione del tempo.

Io spero che vivremo per vedere il tempo in cui parteciperemo assieme alla correzione finale e saremo onorati di partecipare al “banchetto” in onore della fine della correzione al quale il Creatore, come lo sposo, inviterà la creazione intera, come sposa.

Per incontrare lo sposo, la sposa ha bisogno di correggersi, di vestirsi con l’abito bianco e di essere bellissima. La bellezza è la qualità della dazione.

Questo è un evento molto serio che sarà percepito come un qualcosa di veramente grande: 6.000 anni è la fine della storia.
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Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 03/02/16

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La correzione alla fine dei giorni

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio 4:29-30):E da lì tu cercherai il Signore tuo Dio e Lo troverai, se Lo cercherai con tutto il tuo cuore e tutta la tua anima. Nella tua angoscia, quando tutte queste cose ti saranno accadute, alla fine dei giorni, farai ritorno al Signore tuo Dio e obbedirai a Lui”.

Oggi siamo solo all’inizio del nostro percorso verso il Creatore. Davanti a noi ci sono molte correzioni.

Domanda: Cosa significa “con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima”?

Risposta: “Con tutto il tuo cuore” significa con tutti i tuoi desideri non corretti. Una volta corretti, insieme ai pensieri ed alle intenzioni, essi saranno chiamati “con tutta la tua anima”. L’anima è il desiderio completamente corretto di una persona, quando ella rivela la percezione del Creatore.

Alla fine dei giorni significa alla fine dell’esistenza dell’egoismo, quando salirai in cima alla scala spirituale attraverso 125 livelli, correggendo l’egoismo e gestendolo in modo appropriato. Allora ti fonderai col Creatore, conseguirai tutti i mondi insieme ed inizierai ad esistere in perfezione ed eternità.

Oggi ci troviamo nello stato chiamato “alla fine dei giorni” che può durare molti anni. Siamo nell’anno 5777, in base al calendario ebraico; restano 223 anni fino alla fine dei 6000 anni.

Comunque noi possiamo accelerare il nostro sviluppo spirituale se attivamente attraiamo più Luce Superiore. A partire dalla nostra generazione in poi, ciò sarà possibile e preferibile per noi ed agli occhi del Creatore.

Il sistema superiore, chiamato Creatore, è progettato in modo tale che noi lo possiamo influenzare per accelerare il nostro sviluppo e la nostra correzione. Per questo motivo ci è stata data la Kabbalah.

Tutto quello che hanno fatto i kabbalisti nel corso della storia dell’umanità, è stato necessario per condurci alla realizzazione del metodo spirituale e così abbreviare il tempo dello sviluppo spirituale.

Quindi è detto “Chi è chiamato Israele? Chiunque abbrevi il tempo del suo sviluppo spirituale”.

Domanda: È possibile superare i 223 anni in un anno?

Risposta: Anche in meno tempo. È scritto ne Il Libro dello Zohar ed in altre fonti kabbalistiche che non vi sono restrizioni in questo senso. Possiamo farlo molto rapidamente. Ci è stato dato tutto: la Kabbalah, il metodo spirituale, il sistema e le istruzioni per la sua realizzazione. Il resto dipende totalmente da noi.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 03/02/15

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Senza desiderio non c’è preghiera

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile elevare una preghiera e attrarre la Luce se non sento affatto disperazione e sofferenza?

Risposta: Com’è possibile pregare se non senti alcuna sofferenza? Come puoi chiedere se non hai necessità? La preghiera è la rivelazione del desiderio. Se non hai desiderio allora non c’è nemmeno la preghiera.

Domanda: Io posso pregare solo a partire dal mio proprio desiderio (Chissaron). Come posso pregare dalla mia decina?

Risposta: Non c’è un modo, naturalmente puoi farfugliare qualcosa, ma non ha alcuna influenza. Non puoi annullarti se non esisti in una decina. Non puoi in nessun modo diventare simile al Creatore.

Non puoi pregare dalla decina senza un desiderio comune. Puoi creare l’intenzione comune chiamata preghiera solo insieme agli amici, quando vi unite in un unico insieme.
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Congresso di Mosca, Lezione 3, 02/05/16

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I nuovi desideri della nuova generazione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 4:20): “Ma voi l’Eterno vi ha presi, v’ha tratti fuori dalla fornace di ferro, dall’Egitto, perché foste un popolo che gli appartenesse in proprio, come oggi difatti siete”.

In primo luogo Mosè lascia l’Egitto da solo e dopo ritorna per il suo popolo. Tuttavia teme il Faraone: in verità trema davanti a lui!

E il Creatore gli dice “Vieni dal Faraone perché ho indurito il suo cuore”, ovvero, il gioco adesso è semplice e aperto. “Non aver paura, vieni! Ho preparato il Faraone a divorarti ma sono con te!”

Anche se Mosè teme il Faraone, comprende che il popolo è dietro di lui, pertanto non chiede la sua liberazione ma dice “Lascia andare il mio popolo!”

Domanda: Perché Mosè dopo aver portato fuori il popolo dall’Egitto, disse loro nuovamente attraverso cosa erano passati e cosa stava per succedere?

Risposta: Perché la generazione precedente fu rimpiazzata da una nuova ed egli dovette ripetere tutto alla nuova generazione che era nata nel deserto. La ripetizione è un’implementazione del metodo spirituale nel livello successivo, all’ingresso nella terra di Israele.

Domanda: Ma la nuova generazione non passò per la stessa situazione di quella precedente?

Risposta: La nuova generazione è la stessa di quella precedente ma in loro morirono tutti i desideri egoistici che hanno preso dall’Egitto e furono rimpiazzati dai desideri del deserto “essere nella qualità della dazione”, e adesso essi entrano nella qualità dell’amore e recuperano la terra di Israele.

Non hanno bisogno di attraversare nuovamente gli stessi stati. Hanno solo bisogno di sapere attraverso cosa passarono e cos’hanno. Mosè rivela in loro tutte le qualità di cui hanno bisogno nella battaglia per la conquista e lo sfruttamento dei loro desideri, cosicché non sono neutrali ma lavorano nella qualità della dazione. In seguito saranno chiamati “Yashar Kel”, ovvero, “Diretto al Creatore”.

Solo Mosè può farlo, Giosuè non può. Giosuè guiderà il processo stesso.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 17/02/16

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Perché il Creatore si nasconde?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se il Creatore vuole darci piacere, perché si nasconde?

Risposta: In quale altro modo potrebbe riempirci se non abbiamo un desiderio per il piacere?! Quindi è necessario. All’inizio il Creatore si nasconde, crea il desiderio per il piacere e in seguito questo desiderio si sviluppa per sentire un grande necessità, un desiderio di riempimento!

E allora nella misura in cui viene corretto l’enorme l’egoismo, l’uomo sente il Creatore. In caso contrario, non apprezzerà l’immenso piacere che il Creatore ha preparato per lui. Inoltre, ora questo riempimento esiste intorno a noi e dentro di noi, ma non lo sentiamo! Quindi per tentarci il Creatore si nasconde e ci crea ogni tipo di problema.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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Timore del Creatore

Dr. Michael LaitmanTorah, Deuteronomio 4:9 – 4:10: Ma presta attenzione ed abbi cura di non dimenticare le cose che gli occhi tuoi hanno veduto, e che non ti escano dal cuore per tutti i giorni della tua vita e falle conoscere ai tuoi figli ed ai figli dei tuoi figli. Non scordare il giorno che comparisti innanzi al Signore tuo Dio all’Oreb, quando il Signore mi disse: Radunami il popolo ed io farò intendere i miei ordini, affinché imparino a temermi per tutti i giorni che vivranno sulla terra ed insegnino ai loro figli.

Il timore non è paura del Creatore o delle persone ma il timore che io non sarò in grado di fare tutto ciò che mi è richiesto per Lui.

Commento: Allora perché si dice “affinché imparino a temermi per tutti i giorni che vivranno sulla terra”?

Risposta: In questo caso particolare si parla del timore animalesco delle persone. Il modo in cui una persona teme il tuono, il fulmine, le bestie feroci, i ladri ed i nemici è lo stesso col quale teme il Creatore. Ma il timore animalesco non può essere paragonato in alcun modo al timore spirituale, in base al quale fai un calcolo non per te stesso ma relativamente al tuo atteggiamento nei confronti del Creatore.

Una persona che esiste nel mondo spirituale non può permettere a se stessa di non provare timore del Creatore. Semplicemente essa non può avere altro atteggiamento nei confronti di tale grande ideale se non timore.

Il Creatore non è una persona né un qualche tipo di immagine, bensì un modello di dazione, amore e l’abilità di uscire da se stessi.

Commento: Prima di oltrepassare il confine dello spirituale, il Creatore è celato a noi. E dopo averlo oltrepassato, la persona stessa inizia a nascondersi, come Mosè, che è sempre nascosto sotto una roccia. E la gente percepisce ciò come timore del Creatore.

Risposta: Innanzitutto non dovrebbe esserci timore del Creatore. Il fatto è che il Creatore non ci punisce ma ci conduce, ci insegna e ci educa. Dato che è la qualità di dazione assoluta ed amore, la qualità superiore della natura, Egli non intende fare qualcosa di specifico con nessuno di noi ma, con amore ed affetto infiniti, Egli ci mostra costantemente come dobbiamo cambiare.

Se noi capiamo questo, allora avremo una connessione col Creatore molto chiara, diretta e sentita ed ogni volta potremo correggere noi stessi, in modo da giungere sempre a questo stato con una conoscenza migliore della missione superiore, consciamente e non per timore.

Domanda: E’ possibile dire che questo timore è un timore di non amare abbastanza, di non dare abbastanza?

Risposta: Il fatto è che è impossibile descrivere qualità spirituali con le parole. Solo quando una persona le riceve può iniziare a capire di cosa parla la Torah, altrimenti è inutile.
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Da “I Segreti del Libro Eterno” su Kab TV 10.02.2016

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La traversata del Mar Rosso (Yam Suf), parte 3

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cos’è il passaggio del Mare Finale (Yam Suf – Mar Rosso)?

Risposta: La traversata dello Yam Suf significa che fugge dall’Egitto solo chi è davvero capace di muoversi verso la disconnessione da qualsiasi interesse personale, da qualsiasi pensiero su se stesso, e chi vuole staccasi dal Faraone e di fugge via; il mare si divide solo per queste persone.

Domanda: Cos’è il “mare”?

Risposta: Il mare sono quelle acque, quella forza potente (Gevura) e quella legge della natura che tu non puoi attraversare con i pensieri e le intenzioni egoistiche, per percepire la realtà che esiste nelle intenzioni altruistiche e nei pensieri al di fuori di te.

Domanda: Perché questo mare si chiama Suf (fine – finale)?

Risposta: Perché questa è la fine del potere del Faraone, la fine dell’Egitto. La fine del cosiddetto “questo mondo”; tutto il resto è parte del mondo futuro.

Domanda: Che cosa significa che il mare si divide in due parti?

Risposta: È davvero un miracolo, il miracolo dell’esodo dall’Egitto, perché qui opera la forza speciale che nella saggezza della Kabbalah si chiama GAR di Chochma. Le acque del mare, queste potenti forze, si dividono nel mezzo; questo significa che la forza della dazione passa tra loro.

Stiamo parlando delle forze interiori dell’uomo. Dopo tutto, non si tratta di persone sulla riva del mare, ma di tutto ciò che accade all’interno dell’uomo.

Egli percepisce improvvisamente di avere qui l’opportunità di allontanarsi dal controllo del Faraone, di innalzarsi al di sopra di lui, e allora si dividono le acque che egli vede come una potente forza di fronte a lui.

Le acque non sono solo la bellissima forza di Chassadim, che significa misericordia. Le acque sono anche una forza potente. Le acque si dividono per alcuni desideri, per gli altri invece si chiudono e li annegano.

Domanda: Quindi, come fa il mare a “spaccarsi nel mezzo”?

Risposta: Il mare viene diviso dalla forza della fede quando io sono pronto ad andare sopra la mia conoscenza, sopra i miei sentimenti, quando voglio andare secondo la dazione universale, la forza all-inclusive dell’amore, la legge che opera in tutto il sistema come contrappeso al mio attuale e personale sistema egoistico.

E improvvisamente accade un miracolo, nel momento in cui sono davvero in grado di connettermi al sistema comune con la mia piccola sfera e di vedere l’intero sistema. E nella mia piccola sfera vedo un vero e proprio miracolo, quando una parte dei miei desideri è in grado di connettersi alla forza universale della dazione, all’anima comune, e una parte di essi “sta affogando nel mare”, cioè subisce una correzione speciale nel momento in cui “annega” e dopo, a causa di questo, si sveglia e comincia a correggersi.

Domanda: La forza della fede dell’uomo può forzare il mare a dividersi?

Risposta: Sì. Accade un miracolo se io sono d’accordo che questo avvenga, davvero d’accordo, e sono pronto a pagare per questo con la mia schiavitù e la mia fuga. Questo è chiamato miracolo perché succede a me non secondo l’ordine dei gradi ma improvvisamente e non secondo l’ordine di causa ed effetto. Comunque sia, quando raggiungo un tale stato questo accade sicuramente.

Vi sono leggi che si applicano. Tu arrivi ad un punto in cui se soddisfi queste condizioni, accade un miracolo anche a te, come ad un qualsiasi altro uomo. Perché è un miracolo? Perché tu non puoi immaginare come questo accade. Ma tu puoi raggiungere questo punto in cui il miracolo accadrà.

Domanda: Lei ci sta dicendo che viviamo all’interno di un programma che ci attira come raggi laser; tutto ciò che vediamo intorno a noi in realtà non esiste ed esiste solo un pensiero che proietta un film di fronte a noi …

Risposta: Questa è la nostra vita, un gioco della fantasia.

Domanda: Qual è la traversata dello Yam Suf in questo film?

Risposta: È il distacco dal nostro egoismo e l’affiliazione ad un sistema comune che vediamo, sentiamo e di cui diventiamo inclusi. In noi vengono rivelati i desideri integrali, i pensieri e le capacità che sono comuni a tutto il sistema. Comprendiamo tutto ciò che accade nel mondo da un capo all’altro, come dobbiamo comportarci e come da questo momento in poi raggiungiamo l’obiettivo comune per l’intero sistema in cui finalmente possiamo rispondere alla domanda: “Per cosa stiamo vivendo?”

L’attraversamento del Mar Rosso è una transizione verso una nuova visione della parte di questo sistema che ci sta proiettando questo film.

Domanda: Qual è la condizione per l’uomo per poter stare davanti allo Yam Suf (Mar Rosso), per essere in grado di compiere il miracolo del mare che si dividerà davanti a lui e che lui entrerà in questo pensiero superiore che proietta l’intera realtà per noi?

Risposta: Il requisito è molto semplice! Egli deve unirsi a Mosè, a quel pensiero e a quel desiderio dentro di lui. Egli deve ascoltare la sua voce ed essere proprio aderito a lui senza controllo, criticismo, senza niente! Solo per seguirlo!

Mosè è la qualità della dazione e dell’amore, l’unione tra tutti, ovvero, il gruppo in cui noi realizziamo questo metodo. Solo l’unione! Con il suo aiuto scappiamo dal Faraone che vuole dividerci tutti.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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Un esempio di vita felice

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 4:5-6): “Guardate, io vi ho insegnato leggi e norme, come il Signore, il mio Dio, mi ha ordinato, per applicarle in mezzo al paese in cui state per entrare per prenderne possesso. E voi [le] osserverete e [le] attuerete, perché questa è la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali vorranno ascoltare tutte queste leggi e dire: “Solo questa grande nazione è fatta di persone sagge e intelligenti”.

Questo comandamento suggerisce che se il popolo d’Israele inizia realmente ad eseguire i comandamenti in modo corretto e svolge tutte le sue azioni, non per se stesso, ma per il bene della dazione, per il bene degli altri, e attraverso loro per il Creatore, allora tutte le nazioni del mondo, tutte le proprietà della natura entreranno in armonia tra di loro e il mondo arriverà all’equilibrio universale.

E vedendo l’esempio di vita felice, l’umanità dirà: “Come sono sagge e intelligenti queste grandi persone!”
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 10/02/16

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Sono salito nella Spiritualità o mi sembra soltanto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se l’uomo pensa di essere salito nella spiritualità e poi, improvvisamente, gli viene il pensiero che gli possa solo sembrare che sia così, significa che è veramente salito o che gli sembra solo?

Risposta: Molto probabilmente gli sembra solo.

Un’ascesa spirituale è un’azione molto seria che risulta dall’assoluta vicinanza dell’uomo ad un gruppo e dal ricevere una forza speciale dal gruppo, il quale eleva gradualmente chi collabora con esso. Questa è un’ascesa verso l’attributo di amore e dazione, sopra la nostra natura egoistica.

Inoltre in questo stato nulla “sembra” all’uomo, poiché egli ha delle sensazioni molto precise fino al dettaglio più elementare dei diversi desideri e forze.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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La Nazione Divisa

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei soci in affari sanno molto bene come essere subdoli e truffare i propri clienti. Mentre io, al contrario, cerco di essere onesto e faccio quindi affidamento sull’onestà degli altri. E alla fine vengo lasciato da parte senza nulla, e inizio ad invidiare gli altri: “Perché io non riesco a realizzarmi nei miei affari come gli altri?”, si tratta di una Klipa, di un difetto?

Risposta: La Klipa è il lavoro contro la santità, contro il Creatore, un lavoro molto sofisticato in effetti.

Per quanto riguarda il tuo esempio, posso dirti che l’uomo che inganna la gente, alla fine, inganna il Creatore, e allunga le distanze che lo separano da Lui. Su questo non ci sono dubbi.

Se prendo quello che non merito dalla gente o dalla natura, ovvero il Creatore, allora questo è già l’inizio di una Klipa. E cosa merito? Io merito qualcosa se lavoro al fine di dare, se io esisto per raggiungere la dazione. In questo caso, anche le necessità che ho, sono solo per esistere e per essere in dazione, al fine di essere simile al Creatore e fare il lavoro di Dio. Non posso prendere per me tutto il resto che si trova al di fuori delle mie necessità vitali. Tutto il resto mi serve solo per dare agli altri. Questo deve essere il calcolo che fa l’uomo, e lo determina per sé: “Questo è ciò di cui ho bisogno per esistere al fine di portare soddisfazione al Creatore”. Tutto inizia con questa decisione, e continuando nella stessa direzione si arriva alla Kedusha (Santità).

Nella Klipa mi trovo nella situazione opposta perché prendo dagli altri, anche se non lo merito e forse non l’ho nemmeno guadagnato. Questo vale anche per quella parte del popolo d’Israele che non lavora ed è immersa completamente nello studio della Torah.

In generale, a causa dell’errore di calcolo in questo senso, stiamo tutti annegando nel mare dell’egoismo e dell’allontanamento dalla forza superiore. Anno dopo anno questo errore colpisce tutti in maniera sempre più forte e in questa fase stiamo iniziando a cadere in uno stato che abbiamo già sperimentato nel secolo scorso.

Ma ciò non significa che ognuno di noi deve andare al lavoro, o al contrario, che dobbiamo tutti vivere alla giornata. Una parte della popolazione ha davvero bisogno di studiare, così come un’altra parte ha bisogno di lavorare. Forse ci dovrebbe essere una certa rotazione. Perché non organizzarsi in modo tale che tutti abbiano la possibilità di lavorare e studiare?

Naturalmente, nel periodo del Tempio, molti nel paese si dedicarono allo studio. E non si trattò quindi di una questione di quantità, ma di discernimento. Questo è il nostro lavoro.

Inoltre, l’epoca che si prospetta davanti a noi non richiederà lo stesso numero di lavoratori com’è accaduto in passato. Quindi abbiamo solo bisogno di organizzare tutto in forma corretta.

Il problema è che le due metà della nazione, il sacro e il profano, non sanno come comunicare fra loro, non si capiscono a vicenda. Questo è l’unico ostacolo. Dopo tutto, se fossimo stati in grado di trovare un terreno comune e posizioni corrispondenti, credo che tutti avrebbero capito: chi studia deve continuare nel proprio studio. Ma non c’è alcun contatto tra le due parti della nazione, non ci sono buoni rapporti, non esiste un dialogo costruttivo e reale; esiste solo un odio reciproco, e quindi ci manca la corretta analisi della situazione.

In realtà il paese non ha bisogno di decine di migliaia di lavoratori e soldati. La dimensione del mercato del lavoro si contrarrà nel corso degli anni, e l’esercito moderno ha bisogno di più tecnologia che di persone.

Pertanto, l’attuale conflitto in Israele è causato dai giochi politici. I poteri che stanno dietro le quinte, stanno deliberatamente alimentando il fuoco.

E d’altra parte il grave problema dei religiosi è che non possono creare un corretto contatto con la parte laica della nazione per spiegare la propria posizione. La parte religiosa non apre una finestra di dialogo per paura di essere influenzata dalla cultura esterna. Ma la mancanza di dialogo fomenta la guerra fra fratelli.

Da Notare: Questo anche se i muri si stanno sgretolando e le influenze esterne sono penetrate all’interno.

Risposta: Ma questo non porta al contatto, alla comprensione reciproca. I muri si stanno sgretolando, non secondo la nostra volontà, ma per volere del tempo.

Le parti devono mettersi in contatto ed iniziare un chiarimento reciproco. Il nostro problema deriva dall’avere un unico “paniere”. Negli Stati Uniti non vi è alcuna collisione tra il popolo laico e quello religioso; essi “non mangiano dallo stesso piatto”, non hanno lo stesso esercito, non ci sono punti di contatto, non c’è alcun conflitto che qualcuno vive per conto di qualcun altro, e non c’è mancanza di comprensione fra loro.

In Israele la nazione è divisa, spaccata, e quindi continuiamo la distruzione del Tempio. In realtà le due parti partecipano a questo processo, compresi quelli che studiano la Torah. Essi chiamano la parte laica “il bambino viziato”. Ma se è un bambino, allora ha bisogno di un atteggiamento particolarmente paziente, e va da sé che richieda più attenzioni. Non è questo quello che dice la Torah? Dov’è il cuore grande, l’approccio simpatico e attento, dove non ci sono litigi e conflitti.
Alla fine tutto questo ci indebolisce e ci porta al collasso.

Domanda: Cosa diresti alla parte religiosa della nazione?

Risposta: Ai loro occhi io non sono nessuno, perciò non ho niente da dire o nessuno con cui parlare.
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Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/02/14, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 55