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Conquistatori di vette spirituali

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli Israeliani amano l’avventura. Molti di loro viaggiano fino agli estremi confini della terra per fare escursioni lungo i sentieri “estremi”. Amano il richiamo della natura, sia l’agghiacciante ‘rafting’ o trekking nel circuito dell’Annapurna, non i percorsi turistici più pericolosi, i quali all’ improvviso diventano una tragedia come recentemente riportato dalle notizie.

In genere la gente prova a dominare la natura, a raggiungere le sue vette nel senso figurato e letterale, le quali possono costargli la loro vita. Da dove viene questo desiderio?

Risposta: Ci sono veramente quelli che sono molto attratti dalle sfide della natura. Per esempio, qualcuno sente veramente che deve attraversare l’oceano su una zattera fragile o navigare intorno al mondo.

La consapevolezza e la conquista della natura dà ad una persona la sensazione di soddisfazione interiore. Nonostante gli ostacoli difficili sul sentiero, la natura non ci esaurisce mentalmente, ma al contrario, soddisfa, rinnova, guarisce, e ci fa rivivere. Dopo tutto, siamo fisicamente suoi figli, e solo nel nostro sviluppo sul livello umano ci allontaniamo da essa e vogliamo esserle al di sopra.

Per quanto riguarda i viaggi e le avventure, suppongo che nessuna nazione può paragonarsi a quella israeliana andando sulle spedizioni estreme, in “fughe dalla civilizzazione” o la penetrazione senza tempo in luoghi dove si può sperimentare se stessi attraverso la natura. Si possono trovare gli israeliani in tutte le estremità della terra, e qualche volta è difficile per le persone credere che la nostra popolazione [di Israele] è pari solo a sei milioni.

Questo impulso è il risultato della nazione che è molto piccola, ma con un desiderio molto sviluppato. Eppure, in linea di principio, le persone sono soddisfatte con un viaggio a Parigi o Londra, ma è un desiderio con radici profonde. Vogliamo conoscere il mondo, dove viviamo, e attraverso esso, la realtà superiore, la forza che gestisce il mondo.

Questa spinta è radicata in noi, poiché nel passato abbiamo toccato la forza universale. Abbiamo costruito una connessione con essa e il sistema intero di creazione. E ora, questa memoria si chiama Reshimo (reminiscenza) della saggezza della Kabbalah, è latente in noi e ci risveglia ad aspirare a tale connessione.

Così guardando alle avventure moderne degli israeliani rispondendo al richiamo della natura, vedo questo come una fase di transizione che alla fine ci risveglierà al riconoscimento della natura, non solo in larghezza ma anche in profondità.

Con il passare del tempo, la gente capirà che non c’è nulla di speciale in questi tour; sono abbastanza vuoti, privi di contenuto. Invece di familiarizzare con cascate e negozi esotici – anche se questo ha il suo fascino – si può prendere confidenza con il sistema globale possente della natura che riposa su un’armonia più alta, divina.

Acquisire familiarità con questo sistema, essere integrato al suo interno, è veramente un piacere meraviglioso. Lo sviluppo dell’umanità porta a questo, e speriamo che non ci sia molto altro da fare fino a quel momento.

Allora cercando per nuovi sentieri, la gente si girerà verso una nuova guida: la saggezza della Kabbalah.

Domanda: In altre parole, è possibile sostituire le sfide connesse con pericoli fisici con qualcos’altro?

Risposta: Si, questo è nelle sfide spirituali, i viaggi dell’anima e la prospettiva verso vette spirituali. Si tratta di un’avventura incredibile, che tuttavia richiede più coraggio ed eroismo che scalare l’Himalaya. Perché quando uno scalatore sale il Monte Everest, egli, infatti, soddisfa il suo ego, andando man mano con la sua spinta egoistica. Qui deve lottare con se stesso nella sua ascesa alla vetta spirituale.

Questa vetta spettacolare apre davanti a lui un mondo infinito e una vita senza fine. Rivela aree di natura che non si trovano nella nostra dimensione. Comunque, allo scopo di arrivare lì, una persona deve cambiare le sue fondamenta, lavorare contro il suo ego, lasciando la montagna della sua natura in basso, odiandola.

Gli alpinisti salgono anche sopra se stessi, sperimentando un tipo di odio verso la montagna, essi stanno arrampicandosi e vogliono conquistare. Questo ricorda in parte una ascesa spirituale, in cui devo conquistare la montagna del mio ego, odiarlo, ma non così tanto da annullarlo. Invece sarà possibile salire sopra di esso. Per me, questa è la sfida più grande.

Si spera che la gente capirà che meravigliose escursioni li attendono, i picchi abbaglianti che assicurano l’ avventura, in modo che non possano essere paragonati a ciò che può offrire la madre Terra.

Infatti, non ho conquistato montagne di 8 000 metri, però durante la mia vita ho visto quasi tutte le meraviglie del mondo. Posso dire che l’avventura che proviamo quando conquistiamo la montagna dentro di noi è più meravigliosa di quella.

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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.10.2014

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Racconti Brevi: Giacobbe e lo sviluppo del gruppo di Abramo

Dr. Michael LaitmanLa corretta restrizione dell’ego che porta all’equilibrio tra la qualità di Abramo di Hesed (misericordia) e la qualità di Isacco di Gvura (forza) è necessaria per avanzare spiritualmente e per prendere ciò che queste due qualità hanno in comune.

Ciò che hanno in comune è la fase successiva nello sviluppo del gruppo di Abramo che si chiama Giacobbe, poiché la connessione tra la linea di destra (Abramo) e la linea di sinistra (Isacco) disegna gradualmente la linea di mezzo (Giacobbe).

E’ proprio a questo punto che possiamo parlare dell’inizio della effettiva realizzazione del metodo della Kabbalah, perché ora comprende le due linee, quella di destra e di sinistra, la qualità di Hesed (dazione) e la qualità di Din (ricezione), che crea una terza forza che le connette nel modo corretto. La terza forza è chiamata Giacobbe.

La formazione della linea di mezzo (la qualità di Giacobbe) nel gruppo Kabbalistico che uscì da Babilonia è la base per lo sviluppo della saggezza della Kabbalah. Ogni movimento nello sviluppo spirituale è realizzato gradualmente ed è possibile ascendere al livello successivo solamente quando aggiungiamo la linea di sinistra alla linea di destra.

Se io mi trovo ad un certo livello, devo aggiungere la linea di sinistra e tutti i diversi tipi di desideri egoistici e di problemi ed elevarmi al di sopra di essi per ascendere al livello successivo. Questo è il solo modo con cui posso comprendere il livello successivo. In altre parole, gli spazi piatti sui gradini della scala sono le qualità del bene e l’ascesa da un livello al successivo sono le qualità della dominazione, del rispetto e del potere, al di sopra delle quali ascendo.

Questo è il modo in cui viene costruita la scala dell’ascesa spirituale chiamata la scala di Giacobbe. Giacobbe include sia le forze del bene che del male e le unisce correttamente realizzando interiormente il metodo della graduale ascesa lungo la scala. Giacobbe è proprio l’inizio dello sviluppo spirituale che è corretto e che ha un suo significato.

Questo spiega l’esistenza della linea di sinistra nel nostro mondo. Origina dal Creatore che ce la dona in modo che possiamo ascendere ancora più in alto al di sopra di noi stessi, fino a quando non conseguiremo il Suo livello.

La giusta combinazione tra la linea di destra e di sinistra, la qualità di Abramo e di Isacco, è compresa nella qualità di Giacobbe e che viene chiamato anche Israele. Se prendiamo queste due forze della natura e le colleghiamo correttamente e saliamo lungo la scala di Giacobbe, in questo modo diventiamo Israele (Yashar- El), che significa diritto al Creatore. Quando usiamo queste due forze, ci possiamo concentrare accuratamente sull’obbiettivo e dirigerci, porci, e lavorare costantemente sulla linea di mezzo.
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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 05.10.2014

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La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 2

L’inizio di questo articolo può essere Trovato  in La Verità sulle Tre Religioni del Mondo, Parte 1.

Domanda: Come possiamo fermare la diffusione dell’Islam radicale ed eliminare questa minaccia dal mondo?

Risposta: La soluzione è semplice. Non è il Giudaismo, il Cristianesimo o L’Islam. E’ la saggezza della Kabbalah un metodo che fornisce alle persone uno strumento per lavorare con la forza superiore.

L’uomo la usa per connettersi al programma, alla radice, e all’obiettivo finale del piano della Creazione. Egli è connesso alla forza superiore sin dall’inizio sino al completamento della Creazione ad ogni passo lungo la via. Ed egli vedrà questo ad un certo punto in questa vita e non in qualche altro mondo.

La Kabbalah non dice che tutte le persone che praticano la stessa religione sono fratelli ma parla di amare l’intero genero umano come te stesso.

Le religioni sono state diffuse con lo scopo di portare le persone all’unità, ma nella forma errata, attraverso la Klipà, le forze egoistiche, ovvero con una bugia. Il Cristianesimo richiedeva di unirsi allo scopo di aiutarsi gli uni con gli altri e di pregare degli dei comuni. L’Islam dice lo stesso: “Abbiamo un solo potere superiore, forza diventiamo fratelli!”

Tutte le ideologie che sono basate sull’unità dicono lo stesso. Ma non hanno una connessione con la forza superiore e questo è il motivo che porta questi metodi a svanire. Devono essere rimpiazzati con la Kabbalah, che era in origine la sorgente di tutti questi movimenti temporanei.

La loro esistenza era necessaria per un certo tempo nella storia per rivelare una verità che non avremmo compreso senza di loro. Ed ora possiamo realizzare la saggezza della Kabbalah usandola per mostrare il metodo che è corretto per il momento presente all’umanità. Dopo tutto, essa contiene la forza superiore.

La Kabbalah non cerca di connetterci al livello egoistico del mondo, a differenza di tutte le religioni. Ecco perché queste non possono essere realizzate ed esistono solo per un tempo limitato, solo fino a quando le persone si confondono con loro. Ma non appena diviene rivelato che la connessione è impossibile attraverso un determinato metodo, scompaiono.

Invece la Kabbalah permette alle persone di connettersi alla forza superiore e di diventare come questa. Innalza l’uomo al di sopra di questo mondo, sopra la sua natura. In questo modo, invece di connettere al livello di questo mondo, come i fratelli mussulmani o l’esercito del Cristo, otteniamo l’unità ad un livello superiore, ottenendo la dazione e l’amore reciproco.

Questo non è l’amore nel suo senso corporale e non unisce tutti sotto una stessa grande bandiera ma ci innalza al più alto grado spirituale, mentre siamo ancora vivi in questo corpo materiale. Questo corrisponde direttamente alla definizione della Kabbalah come un metodo per la rivelazione del Creatore alle sue creature in questo mondo.

Tutti i metodi erano tesi verso l’unità, ma lavoravano dentro l’egoismo. Solo la Kabbalah lavora sopra l’egoismo e questo è il motivo per cui è rivelata dopo tutti questi metodi. La Kabbalah innalza l’uomo sopra il suo egoismo, e questo è il motivo percui è in grado di connetterci tutti, e in questa connessione otteniamo un grado più elevato.

Non è necessario morire fisicamente per poter andare in paradiso perchè non c’è alcuna vita paradisiaca dopo la morte. Il corpo fisico non è un ostacolo, visto che non è null’altro che un pezzo di carne che non frena la nostra esperienza del paradiso interiore. Ecco perché è scritto che vedrai il tuo mondo nel tempo della tua vita.

Questo attrae le persone, ma bisogna capire che devono cambiare per poter sconfiggere la morte in questo senso. Andare in paradiso significa dissolversi nell’amore verso l’umanità. Questo stato è chiamato il paradiso, il livello più alto dove mi connetto con gli altri al punto di perdere completamente il mio “Io”. L’intero mondo diventa me stesso, ed in questo modo, ottengo tutti. Questo è quello che chiamiamo il mondo a venire, il grado più elevato.

L’uomo internamente ha sempre lavorato verso questo, e questo è il motivo per cui ha avuto bisogno di fare l’esperienza del Cristianesimo e dell’Islam. In questo modo ha compreso il suo vero fine e come realizzarlo. Ed egli deve voler ottenere questo senza che ci sia il bastone e la carota, ma solo perché lui stesso desidera crescere a questo livello.

Questo richiede che l’uomo sia interiormente maturo; possiamo solo capire, accettare e realizzare tutto questo attraverso un processo così lungo.

Domanda: Tutti possono ottenere questo?

Risposta: Tutti devono ottenerlo! Secondo il piano della creazione tutto il genere umano deve fare l’esperienza dell’intero processo della diffusione della religione: una parte sperimenta il Cristianesimo, l’altra parte l’Islam. Ma alla fine, tutti vengono alla realizzazione della verità, innalzandosi sopra la nostra natura e connettendoci sopra di essa, dove otteniamo un più alto grado di esistenza.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 31.08.2014

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La mancanza di consenso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Potreste dirci come avete deciso di assumervi la missione di diffondere la Kabbalah ampiamente in tutto il mondo, in modo da poter seguire il vostro esempio?

Risposta: Oggi, non avete un altra scelta in quanto vivete in un’altra generazione. Io ero ancora in un momento di transizione, stando con un piede nel momento in cui i kabbalisti di tutte le generazioni vivevano preparando i loro studenti in piccoli gruppi, nascosti da tutti gli altri.

Così è stato con il mio insegnante Rabash, prima del mio arrivo. Poi sono arrivato e ho cambiato quel luogo. All’inizio, tutta la sua famiglia mi ha accolto molto calorosamente, perché mi ero preso cura di lui.

Ma ben presto sono diventati freddi verso di me, perché attraverso di me, quaranta persone assolutamente laiche da Tel Aviv sono venute a studiare. Nel campo religioso di Bnei Brak, era inusuale avere questo tipo di studenti e questo ha gettato un’ombra sulla loro casa. Rabash era l’unico che era felice rispetto ai nuovi studenti, ma tutti i membri della sua famiglia sono stati sconvolti.

Io ero ancora nel processo di transizione e in qualche modo ho contribuito che questa rivoluzione abbia avuto inizio. Ma oggi, si vive in un’altra epoca e in una nuova generazione. Quindi, avete solo bisogno di unirvi tra di voi e trascinare tutto il mondo verso questo, a cominciare dai più vicini, unendovi strettamente in circoli verso i quelli più ampi.

In caso contrario, la pressione e i colpi supereranno i vostri progressi e rotoleranno su di voi con grande velocità, non come è stato nel secolo scorso. I politici e i sociologi affermano che il problema principale oggi è la salute della società, e l’intera lotta politica sarà effettuata intorno a questo problema.

Ma nessuno di noi ha i mezzi per migliorare la società; tutti gli altri modi hanno da tempo dimostrato di essere inefficaci. L’umanità è stata costretta a controllare all’esterno e scoprire che non solo non c’è aiuto, ma peggiora la situazione.

Così, ci viene mostrato che l’intera società può avere successo solo attraverso il percorso della Kabbalah. E se lo facciamo insieme, allora il miglioramento interesserà tutte le aree della vita della nazione, come la sicurezza e l’istruzione.

Domanda: Come noi possiamo prendere una tale decisione di fare davvero questo passo?

Risposta: Io non posso decidere per voi! Voi guardate me e aspettate che vi dico qualcosa. Ma non ho più niente da dire. Vi ho già detto cosa fare e l’implementazione spetta a voi.

Domanda: Che cosa ci impedisce di prendere questa decisione?

Risposta: Dovrebbe essere una decisione di unanime consenso, un impegno, firmate un accordo l’uno con l’altro, e poi chiedete a tutti di eseguire questa azione.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 14.11.2014, Workshop

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Racconti Brevi: La Fonte delle pratiche spirituali

Dr. Michael LaitmanL’Antica Babilonia è stata la culla di diverse correnti e di diversi metodi spirituali. Prima del tempo di Abramo, i Babilonesi vivevano in pace, in amore e amicizia come i discepoli di Noè avevano insegnato loro. Tuttavia, dopo la crescita dell’ego, iniziarono ad allontanarsi gli uni dagli altri e si divisero in molti gruppi.

Ogni gruppo iniziò ad adorare un proprio dio (una qualità o forza) come conseguenza di una propria inclinazione interiore. Non si trattava di adorare semplicemente delle pietre o degli alberi, ma di adorare le forze della natura. In questo modo, apparvero molti dei che includevano la magia bianca e nera, l’astrologia e altri metodi, e questi dei esistono ancora al giorno d’oggi.

Abramo visse una tragedia reale quando si rese conto che doveva separarsi da tutti e che doveva creare una scuola radicalmente nuova. La differenza tra la sua scuola e le altre era enorme perché la sua metodologia si basava sull’uso delle forze negative per conseguire un’inclinazione positiva. Gli insegnamenti di tutte le altre scuole erano costituiti su un metodo per placare le forze negative della natura e per vivere in accordo e in armonia con queste forze.

Abramo credeva che non c’è nulla di negativo nel mondo. Se una cosa sembra negativa, è solamente perché non la usiamo nel modo corretto. Nel momento in cui iniziamo ad usare le forze negative correttamente, elevandoci al di sopra di esse con l’aiuto delle forze positive, iniziamo immediatamente ad ascendere. In questo modo le forze negative sono proprio essenziali, poiché esse originano tutte dal Creatore che è buono e generoso. E’ solamente l’uso che facciamo di queste forze ad essere sbagliato. Il sistema spirituale obbliga un uomo a lavorare su se stesso in modo da collocare le sue qualità positive e negative in modo corretto.

Con la divulgazione e la spiegazione del suo metodo, Abramo incontrò dei periodi molto difficili con i suoi concittadini. Di conseguenza, egli dovette lasciare l’antica Babilonia e staccarsi totalmente da ciò che nel cuore e nella mente conosceva dal precedente livello, cioè, doveva rinunciare totalmente al politeismo e a tutti i tipi di pratiche spirituali. Egli sapeva che c’è solamente l’uomo, e la società nella quale l’uomo vuole assomigliare al Creatore, ed il Creatore stesso.
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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 15.10.2014

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La saggezza di rivelare il Mondo

Come ha detto il grande Kabbalista Ari 300 anni fa prima di Darwin, l’Uomo si è originato dalla scimmia e si è sviluppato gradualmente. L’Ari ha detto che il corpo fisico di una persona è derivato dalla scimmia, mentre l’interiorità, il contenuto spirituale è determinato dalla combinazione delle forze superiori. La Kabbalah tratta con la persona stessa e non con il corpo materiale.

Ogni persona si sviluppa grazie ad una connessione con il suo ambiente, attraverso cui assorbe attributi e opinioni degli altri. Una persona non si può sviluppare se vive sola nel bosco. Ci sviluppiamo grazie alla nostra incorporazione reciproca.

E’ detto, “Vai e guadagnati da vivere con l’altro” questo, in spiritualità significa che tutti includono tutti gli altri e così ci si sviluppa. Al punto che una persona assorbe i desideri degli altri,egli sviluppa la conoscenza e le regole di comportamento. Nessuno si può sviluppare da solo. Una persona non si sviluppa perché diventa più sveglia, ma assorbendo dagli altri.

Nella misura in cui ci arricchiamo attraverso la nostra reciproca incorporazione, raggiungiamo scoperte scientifiche nuove e scopriamo una nuova società. Non c’è nessun altro fattore per il quale possiamo scoprire la nuova realtà, sia in senso corporeo che in senso spirituale, se non per la quantità della nostra incorporazione e connessione fra le persone. Così, espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo tutti arricchiti grazie agli altri, e cominciamo a vedere un’immagine sempre più complessa. Questo include la rivelazione di nuove forze e leggi, lo sviluppo della scienza e tutto ciò si rivela a una persona secondo la complessità della sua incorporazione in tutti gli altri.

Viviamo in una realtà perfetta, e tutto quello che c’è da sapere su di essa già esiste. Comunque, allo scopo di scoprire questo, ci dobbiamo incorporare e connettere in modo più forte con tutte le parti che sono dentro ognuno di noi. Quando inizieremo a raccogliere queste parti dopo la frantumazione, questa connessione ci permetterà di scoprire la saggezza della realtà, la vera forma che si chiama lo sviluppo della scienza.

Scopriamo di più e ancora di più perché ognuno di noi è incorporato in tutti gli altri. Questa complessità, questa connessione, ci permette di capire l’immagine della realtà nonostante la separazione, paragonando il più e il meno, confrontando le condizioni e gli attributi opposti.

Allora, anche su ogni livello del mondo corporeo, il nostro successo dipende soltanto dalla connessione tra tutte le parti strane. Questo determina il nostro sviluppo mentale ed emotivo, sia il corporeo che lo spirituale, come risultato della frammentazione e la sua correzione.

Solo attraverso la connessione e la complementarietà reciproca giusta scopriremo l’essenza generale della realtà cioè quello che si chiama il Creatore, la forza che è al di là di tutta la realtà. Com é scritto, “Dalle Vostre azioni Vi conosceremo” significa che raggiungeremo l’idea originale che tutto è stato creato da Lui come il risultato della scoperta della realtà, delle sue forze e dei suoi differenti fenomeni.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  22.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Domanda: Durante il workshop, come si fa a ricordare la necessità del lavoro interiore? Mi sento come se fossi un computer con due processori e uno di loro si dimentica dell’obiettivo, il lavoro, tutto il tempo. L’altro mi ricorda questo tutto il tempo e mi ricorda l’intero processo che ho attraversato.

Risposta: Non possiamo ricordare l’obiettivo costantemente, il lavoro, e scollegarci da esso tutto il tempo. Questo distacco è necessario per esistere, ma non dobbiamo essere in accordo con esso. E poi sarà utile per la nostra correzione, com’è detto: “Ogni cosa si trova al di fuori.” In altre parole, non si accetta di essere separati.

Siamo separati in modo da poterci connettere di nuovo sul livello successivo. Inoltre, non riesco a tenermi su tale livello alto, tranne solo che per mezzo dell’ambiente.

Qualsiasi circuito elettrico funziona in base a questo principio; ogni elemento trasmette la sua energia all’esterno e prende nuova energia in sé, trasmette poi nuovamente verso l’esterno, e la riceve di nuovo dentro. E’ come una bobina e un cavo che continuamente si scambiano l’energia nei circuiti fra loro; ecco come funzionano reciprocamente.

Non riesco a mantenermi in un buono stato; ho bisogno di un lavoro comune con il gruppo. Ecco come ci alterniamo nel nostro lavoro. Inoltre, ognuno dei miei amici passa attraverso i propri stati. E poi all’interno di questo sistema, il Creatore dispone il tasso con il quale gli stati si alternano in ognuno di noi e tutti insieme.

Dobbiamo sentire che noi non esistiamo in isolamento; anzi, noi apparteniamo ad un unico sistema con due processori, che lavorano alternativamente, qualche volta questo e qualche volta quello. Abbiamo bisogno di mettere in comune la nostra energia in modo da poter caricare se stessi ed essere nutriti con l’energia del lavoro reciproco. Nel gruppo, tutti gli stati che avete attraversato spariscono, tutti i livelli precedenti, tutta la vostra storia. Tutto succede solo dentro il gruppo, all’interno del Kli collettivo, finché in esso raggiungiamo la forma dell’infinito. Solo allora, in un’azione chiamata la fine della correzione, scopriremo tutto quello che abbiamo attraversato.

Tutto questo si trova all’interno del gruppo. Il primo stato spirituale comincia in relazione al gruppo, nella mia abilità a connettermi con esso. E’ così la mia prima e più piccola scoperta dell’inclinazione al male ha occupato un posto, e così via, fino all’ultima inclinazione al male, il grande ego sulla cima della scala di livelli. Pertanto, tutti i risultati del lavoro sono inghiottiti dal gruppo. Il gruppo è Malchut dell’infinito.

Il progresso spirituale viene misurato unicamente e solo in contrasto all’inclinazione maligna che cresce costantemente: cresce con qualsiasi tasso e con qualsiasi potere, da questo il rifiuto di connessione cresce in noi. Il rifiuto e l’oscurità diventano sempre più grandi, più forti, ma noi interpretiamo, capiamo, sentiamo, e riceviamo uno stimolo a lavorare con loro allo scopo di connetterci con il gruppo a fronte di questo buio. Siamo interessati a questo rifiuto; altrimenti, non accetteremmo i nostri “segnali di lavoro.” Il nostro avanzamento viene misurato con questo.

Nel frattempo, noi giudichiamo solo secondo i nostri sentimenti senza una misurazione oggettiva, ma dopo di questo, misureremo i nostri propri stati.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.02.2014)

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Tutto ciò non è facile

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro, Panim Meirot uMasbirot,” Punto 1: Chi oserebbe estrarlo dal cuore delle masse e scrutare i loro modi, quando il loro raggiungimento è incompleto in entrambi le parti della Torà chiamate Peshat (letterale) e Drush (interpretazione)? S’intende, a loro avviso, l’ordine delle quattro parti della Torà (PARDESS) che comincia con Peshat, poi Drush, poi Remez (insinuò), e infine Sod (segreto).

Tuttavia, nel libro delle preghiere del Gaon di Vilna è scritto che il raggiungimento comincia con il Sod…”

Infatti, niente è così semplice come sembra. Il raggiungimento della Torà è diviso in quattro parti e anche loro sono disposte in un ordine opposto rispetto a ciò che è accettato dalla gente comune. La gente pensa che stanno imparando Peshat mentre, in realtà, la Torà è nascosta da loro e nella migliore delle ipotesi viene convogliata nella forma di Sod.

Il Gaon di Vilna scrive che cominciamo ad imparare dal Sod perché all’inizio non sappiamo nulla. La Torà descrive la disposizione dei mondi; la loro gestione da parte del Creatore è destinata a rivelare il Creatore alla creatura. Questo è, in essenza, l’obiettivo della Torà, e questo è possibile farlo solo tramite la correzione della creatura alla condizione di “e tu amerai il tuo amico come te stesso.”

La Torà è stata data come mezzo per la realizzazione spirituale e il suo apprendimento è pratico, e in questo modo, la persona va di pari passo secondo l’ordine dei livelli di Sod, Drush, Remez, Peshat.

In altre parole, prima afferro solo alcuni piccoli accenni dal grande segreto, il buio che mi avvolge e che mi impedisce di capire qualcosa.

Poi, il primo filo mi connette con la Luce, con il Creatore, con la gestione superiore, a poi comincio a capire e sentire un po’.

Lo sviluppo passa attraverso quattro fasi con quattro livelli di Aviut, in questo modo, e finché non li abbiamo assorbiti, questo non significa che abbiamo acquisito e capito la Torà, per la Torà veste il Creatore e attraverso di essa la persona coregge se stesso. Per questo, lui abita qui in questa vita, e solo in questo modo continua nella giusta direzione, la via dei quattro livelli per raggiungere il sistema che include i vasi e la Luce.

La gente pensa di stare imparando Peshat, anche se rimane nella “superficialità” del testo e preferisce capirlo “come è” e non andare più in profondità. Tuttavia, in realtà, tutto ciò è l’opposto tramite questo approccio, una persona non capisce nulla di quello che vi è scritto e la verità gli è nascosta.

Peshat simbolizza la rimozione del “rivestimento” della Torà, dal sistema dei mondi, quando li scopro completamente. La loro scoperta significa la rimozione dei Masachim, i rivestimenti, e gli occultamenti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Accettando lo standard del superiore

Il lavoro della mente è la chiarificazione della verità e delle bugie, e per questo abbiamo bisogno di lavorare sotto l’aspetto della “fede”, con la “fede dei saggi”. Dopo tutto, una persona non può chiarire il concetto della verità o falsità per se stesso. Dobbiamo convincerci ad accettare lo standard più alto, che la dazione è verità. Non saremo mai pronti a conoscere noi stessi.

Ci siamo trovati ad un livello più basso e siamo collegati con la nostra parte più alta (Galgalta ve Eynaim) al livello più alto tramite la sua parte più bassa (AHP). In seguito possiamo attirare la Luce verso di noi soltanto tramite l’AHP del più alto. E’ impossibile conoscere che cos’é il livello più alto, finché non siamo ascesi ad esso.

All’inizio ci siamo trovati interamente su un livello ancora più basso, completamente al di sotto del superiore; questo è il mio primo stato. Dopo di che saliamo ad un secondo stato e siamo già rivestiti dell’AHP del superiore. Ma non possiamo sapere veramente di cosa si tratta e che cosa è la dolcezza del superiore. Abbiamo sempre bisogno di cercare come trovare e acquisire nuove osservazioni e sensazioni allo scopo di salire al livello successivo.

Ne consegue che non ho altra scelta ma solo di accettare questo con la “fede dei saggi”, con la fede del superiore, che si trova sopra di me. Secondo me lui è considerato un saggio, perché ha la saggezza che io non ho. Devo alimentarmi con Hassadim e poi sarò in grado di accettare le condizioni del superiore, il Suo consiglio.

Dalla 1a. parte della Lezione di Kabbalah quotidiana 30.07.2013, Shamati 148 “Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso”

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Dr. Michael LaitmanL’essenza del metodo Kabbalistico funziona nel modo appropriato con l’ego che cresce attraverso l’utilizzo della linea di destra e, allo stesso tempo, salendo attraverso i livelli dei mondi spirituali. In questo modo la prossima fase dell’evoluzione spirituale è la rivelazione dell’ego gigante che c’è dentro di noi.

La domanda è da dove arriva il grande ego che può farci salire su per tutti i livelli fino al Creatore?

Se apparisse nelle prime fase della formazione spirituale, non potremmo lavorarci ed inconsciamente scapperemmo dal nostro livello. Perciò, l’affondare nell’ego e la sua crescita interna avviene in modo graduale.

Questo graduale avvicinamento all’ego, che alla fine viene rivelato in tutto il suo enorme vuoto oscuro e nella forza che ingoia tutto, è descritto nella storia di Giuseppe e dei suoi fratelli.

All’inizio, il piccolo e non dannoso ego dei fratelli che invidiavano Giuseppe crebbe fino a diventare delle enormi dispute chiamate Egitto. Egitto (Mitzraim) deriva dalla parola Ebraica “Mits Rah – succo cattivo” che significa la concentrazione del male.

Da una parte, non sembrava così male, ma dall’altra, essi incontrarono un problema: se non si fossero avvicinati al male e non lo avessero accumulato dentro di sé per azzittite le dispute che avevano, non sarebbero riusciti ad andare avanti. Perciò si dice nella Torà che c’era una carestia nella Terra di Israele.

Quindi, cosa avrebbero potuto fare se, senza l’ego, non ci sarebbe stato alcun modo di avanzare nella spiritualità? Questo è il modo in cui iniziarono a percepire il bisogno di un ego crescente e del suo corretto appagamento. In questo modo essi sprofondarono in Egitto, il che fu per il loro una cosa positiva, poiché esso li nutrì e li fece risvegliare.

Inoltre, loro padre Giacobbe entrò nello stesso stato quando comprese che questa è la linea di mezzo senza la quale è impossibile avanzare e che essi avevano bisogno di un grande ego con cui lavorare in seguito. La costruzione dell’ego è chiamata i sette anni delle vacche grasse.

Durante questi anni l’ego sembra molto attraente perché non mostra di essere contro il cammino spirituale. La vita nella prigionia dell’ego sembrava dolce, bella e sensibile ed essi diventarono degli schiavi.

Durante questo periodo Israele si sviluppa, cresce e si moltiplica, il che significa che il metodo dell’uso corretto dell’ego e la sua giusta guida durante i primi sette anni dà molti frutti. Questo succede perché l’ego, come parte della natura femminile, all’inizio è dimesso e suggerisce: “usami e avanzerai”.

Ma, avendo assorbito l’ego al massimo durante i sette anni buoni, il suo assorbimento è arrivato alla fine. Sette anni è il livello completo HGT NHYM, i sette anni buoni sono sostituiti dai sette anni cattivi (di fame).

Essi incominciano a riconoscere il male nell’ego. Tutto il vantaggio che all’apparenza sembrava raggiunto è in realtà il vuoto totale. Anche il riconoscimento del male avviene durante i sette anni, poiché essi sono gli stessi livelli di HGT NHYM. In ognuno di essi, gli uomini devono riconoscere che l’ego li guida sempre a dei risultati negativi.

Verso la fine sei sette anni brutti, gli uomini ricevono l’ultimo tratto, quello più egoistico, Malchut. Qui essi trovano già ad affrontare dei colpi seri, le dieci piaghe d’Egitto, al fine di abbandonare il precedente uso dell’ego.
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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 15.10.2014

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