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Chi può essere chiamato eroe?

Domanda: Chi può essere definito un eroe?

Risposta: Il Bore.

Osservazione: Ma nei testi kabbalistici è scritto che un eroe è un uomo con il cuore spezzato.

Risposta: Questo è un diverso genere di eroe: si tratta dell’uomo che, malgrado tutti gli ostacoli, vince tutte le difficoltà ed è in grado di raggiungere la somiglianza con il Bore. Il suo eroismo è misurato dal fatto che è capace di superare tutti gli ostacoli sul suo cammino.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 22/04/2019

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Entrare in Egitto

Domanda: Quando un individuo si impegna per l’unificazione comincia ad analizzare la propria natura, si accorge che sperimenta delle resistenze. Si tratta dello stato chiamato l’entrata in Egitto?

Risposta: Si. Comprende che, da una parte, deve tendere all’unificazione. Questa proprietà è chiamata “Yosef” (Giuseppe). Ma il resto delle sue proprietà, che sono impersonate dai suoi fratelli, sono egoistiche. Essi sono completamente in disaccordo con questo.
Come risultato, ognuno si ritrova in Egitto (nell’egoismo) e comincia a lavorare in qualche modo contro gli altri, per l’unione, per accrescere, vale a dire, elevare la connessione. Il singolo comincia a capire quanto sia egoista e quanto i suoi desideri lo stiano distruggendo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 15/04/2019

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Verso una percezione illimitata

Domanda: Si dice che il mondo superiore non può rivelarsi a una singola persona. Ciò significa che essa non è perfetta, ma che il mondo spirituale lo è. Qual è la contraddizione?

Risposta: No, questa non è una contraddizione. Il fatto è che il mondo spirituale si rivela solo nella percezione corretta di una persona. Nel nostro mondo, la sensazione di una persona è egoistica, chiusa e limitata. Pertanto, semplicemente non siamo in grado di assorbire l’intero, enorme quadro della natura.

Dobbiamo rendere illimitata la nostra percezione e per questo dobbiamo imparare a uscire da noi stessi. L’uscita da se stessi si attua in un gruppo in cui ognuno può unirsi agli altri e creare così in se stesso un desiderio illimitato di realizzarsi, in combinazione con gli altri.

Quando una persona, attraverso l’unificazione con gli altri, può espandere i suoi desideri e le sue capacità a loro spese, diventa allo stesso tempo un vero e proprio organo di percezione dello spazio spirituale, dal momento che tale spazio non è limitato in nessun arco temporale triassiale. Cioè, è uno spazio completamente n-dimensionale. Ma come si inizia a percepirlo? Per fare questo, bisogna adattarsi, cambiare.

Qui sorge un problema. Dobbiamo lavorare su noi stessi per creare un senso di percezione dell’ambiente che non introduca errori da parte della persona che percepisce ma che sia assolutamente sintonizzato in modo corretto sulle sue sensazioni: l’oggetto e ciò che egli percepisce.

In altre parole, dobbiamo raggiungere un tale livello di percezione in cui la nostra sensazione e la sensazione del mondo che ci circonda saranno le stesse, uguali. Per questo bisogna lavorare molto duramente sul proprio egoismo, uscirne e superarlo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Ask a Kabbalist”,  20/03/2019

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Devozione verso il maestro

Domanda: Come può esserci una connessione tra un maestro e uno studente senza devozione? Lei non era connesso al suo maestro?

Risposta: La devozione non deve necessariamente essere fisica. Essere nello stesso gruppo non vuol dire che devi sederti di fronte a me.

Del resto, molto dipende da te. Personalmente, io non mi avvicino a nessuno studente in particolare; sono vicino a tutti. Comunque, uno studente può provare a essere connesso con me avvicinandosi a me e questo è il modo in cui il contatto viene creato.

Questo contatto non ha nulla a che vedere con le immagini visive, né mie né sue. La persona può essere un uomo o una donna, una persona anziana o giovane. Non fa nessuna differenza come e cosa. Tutto dipende solo dal desiderio, dal grado in cui i nostri desideri corrispondono nel loro anelito per lo scopo comune.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 2/12/2018

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Le sensazioni del nostro mondo possono essere confrontate con quelle spirituali?

Domanda: Nel nostro mondo, ci sono emozioni come il primo amore, la nascita di un bambino, la risoluzione di alcuni opposti, e la soluzione di problemi complessi. Queste sensazioni possono essere confrontate con quelle spirituali?

Risposta: Si, tutto avviene nella comprensione del mondo superiore, ma in una forma molto più evidente e più forte. Questa è già Kabbalah pratica.

Quando una persona comprende le proprietà, le forze e le azioni superiori che avvengono in una forma latente, al di fuori dei nostri organi di senso terrestri, in base a ciò comincia a cambiare se stessa per sentire meglio le forze che segretamente controllano il nostro mondo.
Perciò ha l’opportunità di influenzare il suo destino e tutto ciò che succede in questo mondo. Tutti i suoi desideri nascosti iniziano a manifestarsi. Comincia a controllare il suo destino, ad andare oltre i confini del tempo, dello spazio, e del movimento.

Non lavora più con quelle forze della natura che le scienze terrestri studiano nell’ambito del nostro mondo né interagisce con esse, ma con forze e interazioni al di sopra del nostro mondo.
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Dalla trasmissione di KabTV ”Spiritual States”, 12/11/2018

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Come possiamo liberarci dalle emozioni negative?

Domanda: Come possiamo liberarci delle forti emozioni negative che ci fanno soffrire? Come possiamo superarle ed essere veramente grati al Creatore?

Risposta: Solamente con la connessione con il gruppo. Quando avverti un’emozione negativa e vuoi restare solo, isolarti e chiuderti in te stesso, devi andare al gruppo, dedicarti ad esso e fonderti in esso. E’ il metodo migliore per liberarsi della sofferenza.

Domanda: Se è così, allora le persone che non appartengono ad un gruppo sono condannate a soffrire?

Risposta: Senza un gruppo non c’è progresso. Devi trovare un gruppo, può essere fisico o virtuale, perché l’uomo deve rimanere connesso agli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 18/11/2018

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La realizzazione del potenziale spirituale

Domanda: Perché una persona, per natura e per educazione, diventa una grande egoista ed un’altra una piccola egoista? La persona con l’ego più grande soffrirà di più, ed è dovuto ai suoi antenati o alle sue azioni nelle vite passate?

Risposta: Tutto quello che dici è vero, ma non ha senso.
Il tuo attuale libero arbitrio, la libertà per realizzare il potenziale spirituale, è dentro di te e devi provarci. Provaci con tutte le tue forze e vedrai quello che ti succede e perché. Vedrai che il tuo potenziale spirituale e il potenziale spirituale dei tuoi antenati hanno un effetto su di te e tu hai effetto su tutti gli altri. Accadrà tutto questo. Non fare attenzione a quanto è successo prima. Nel momento presente tutto dipende solo da te.
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Dalla trasmissione di KabTV «Fundamentals of Kabbalah», 18/11/2018

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Investire nella propria anima

Domanda: Molte fonti kabbalistiche parlano di dazione. Di che tipo di donazione stiamo parlando se noi, come creature, non possiamo dare?

Risposta: E’ molto semplice. Devi cambiare il tuo atteggiamento verso le persone, considerarle vicine, care, necessarie per te. E poi potrai dare a loro come faresti con tuo figlio.

Domanda: Ma se tratto un bambino in questo modo naturalmente, con gli adulti devo fare uno sforzo… Dopotutto, è del tutto innaturale trattare un totale estraneo allo stesso modo di mio figlio e trarne piacere.

Risposta: Sì. Ma per questo ho bisogno di vedere il quadro generale dell’universo, di sentire come siamo tutti interconnessi, come attraverso i miei amici posso raggiungere uno stato spirituale più elevato. E poi vado da loro e li contatto. Mi diventano cari, perché scopro all’improvviso che fanno parte della mia anima. Quindi glielo dono davvero? In effetti, non do loro, ma investo nella mia anima. Questo è amore.

Domanda: Quindi, l’amore per il prossimo, l’unità, che è descritta in migliaia di fonti kabbalistiche, è impossibile finché una persona non vede che fa parte di un sistema comune, un’anima?

Risposta: Sì. Altrimenti, semplicemente non posso donare. Non avrò il coraggio di farlo. Questo è contro la legge della natura.
Per fare questo, dobbiamo vedere che ognuno di noi fa parte di un enorme sistema globale e siamo tutti completamente dipendenti l’uno dall’altro in un modo tale che coloro che sono fuori di me definiscono tutto me stesso. E quindi, se mi prendo cura di loro, mi assicurerò il mio futuro. E se entro in uno stato in cui penso solo a loro, e non a me stesso, allora mi assicurerò un futuro perfetto.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 28/01/2019

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Due forme di governo: il cielo e la terra

Ci sono due forme di governo nel mondo: celeste e terrestre. Da un lato si agisce dalla parte della natura, portando avanti il programma di evoluzione come pianificato: “a tempo debito”, portando ognuno e tutti insieme a uno stato predeterminato. Di conseguenza, le due forze, il bene e il male, devono unirsi, rifornirsi a vicenda e rivelarci completamente il Bore’.

La forza superiore ha creato il bene e il male e li ha impressi nella creazione. E ora devono unirsi per rivelare il Bore’ all’interno di questa unità. Questo è il piano del governo celeste, e il mondo certamente lo attuerà; non ci sono dubbi.

La natura ci spingerà brutalmente verso questa correzione. Dinosauri estinti, vulcani in eruzione, ondate di tsunami, guerre, tutto questo dimostra che la natura porta avanti il programma celeste senza alcuna pietà, indipendentemente dal fatto che causi sofferenza al nostro egoismo.

Ma l’essere umano, la parte più sviluppata della natura, ha l’opportunità di familiarizzare con questo processo, con il programma della creazione e il suo scopo, e diventare un assistente del Bore’ nella sua attuazione. In questo caso, verrà chiamato “umano”.

Se una persona prende il controllo e si sforza di diventare come il Bore’, accelera lo sviluppo e riduce la sofferenza. E sta cercando non per se stesso, ma solo per sostenere il programma della creazione e di provare a tutti la giustizia del Bore’, per giustificarLo in ogni cosa.

 

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Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/11/2020, “Connecting the World in the Last Generation”

 

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Un ricercatore imparziale

Un kabbalista si rallegra del male proprio come del bene. Tuttavia, questo non significa che sia un masochista, perché non attribuisce la sofferenza a se stesso ma solo all’egoismo, che è stato creato dal Bore’. Egli percepisce l’egoismo non come il proprio desiderio di godere, ma come una forza proveniente dal Bore’.

Allo stesso modo guarda il suo corpo animalesco come un ricercatore. Nel corpo animalesco si rivela la forza della ricezione, l’egoismo, ma un kabbalista al contrario vuole che la forza della dazione sia rivelata in lui. Si considera un ricercatore completamente imparziale, che non è sotto l’influenza né della ricezione né della dazione.
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Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/11/2020, “Work with Faith Above Reason”

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