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Come si può prevedere il futuro?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella Torah, molte volte viene previsto il futuro: sono menzionati i sogni profetici dei profeti e vi erano persone che li interpretavano. Come si relaziona la saggezza della Kabbalah alla chiromanzia e alla previsione del futuro nei sogni?

Risposta: I kabbalisti possono davvero vedere il futuro, non in un sogno, ma in uno stato di veglia assoluta, per mezzo di una speciale ascesa al livello successivo. Questo grazie all’acquisizione della caratteristica di dazione al posto della caratteristica di ricezione, una caratteristica altruistica invece di una caratteristica egoistica. Essendo in parte liberi dal livello materiale, cominciano a sentire uno più elevato, il livello delle forze che gestiscono la materia. Entrando nel campo di queste forze, l’uomo comincia a vedere passato, presente e futuro, al di là del tempo.

Così, per un kabbalista la previsione del futuro generalmente non è una previsione; piuttosto, è una situazione attuale, proprio come tutto il resto del tempo. Io offro questa possibilità a tutti, ma prima devono salire al livello detto “profetico”. Per farlo non serve alcuna speciale capacità, a parte il desiderio. Tutte le altre profezie, compresa la chiromanzia, sono fondamentalmente “magia nera”.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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Scoprire il Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ha detto che, per riuscire a leggere nelle fonti, ci aiuterà la Ohr Yashar (Luce Diretta). Esiste un modo per percepirla, o tutto succederà all’improvviso?

Risposta: Come regola generale, avviene improvvisamente. Esiste un processo di avvicinamento ed allontanamento dal Creatore, ma quando ad un uomo giunge la Sua rivelazione, questo è sconosciuto sino al secondo prima.

Domanda: Cosa sente l’uomo quando succede?

Risposta: Egli sente un flusso di Luce nella sua mente e nelle sue sensazioni, nelle sue caratteristiche e nella sua comprensione. Il Creatore non è un concetto con qualche piacevole sensazione; piuttosto, comincia a vedere la profondità del Suo sistema naturale, e come si muove.

Il Creatore è un Sistema. Così è possibile conseguirLo solo attraverso il Suo operato su di noi, attraverso la nostra integrazione all’interno di questo sistema.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo, 13/03/16

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Un rigido programma di gestione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se il Creatore è una forza, una legge e un codice nascosto, i Kabbalisti sono dei programmatori spirituali che imparano a leggere il codice nascosto dell’universo per inserire modifiche nel programma di gestione?

Risposta: I Kabbalisti non inseriscono cambiamenti nel programma di controllo. Non hanno il diritto di farlo e non possono farlo.

Il rigido programma di gestione è immutabile. L’unica cosa che i kabbalisti possono fare è cambiare se stessi! Così loro inseriscono un parametro positivo nel sistema con cui affrettano e accelerano il sistema in modo da essere più piacevole e facile per tutti.

Vi è un certo campo nel programma all’interno del quale è possibile cambiare il suo movimento in una direzione più positiva o più negativa inserendosi e partecipando correttamente in quel campo.

Se il programma funziona in un certo modo e poi ad un certo punto viene cambiato e tu cominci a muoverti tra il più e il meno, un po’ su e un po’ giù, accelerando i tuoi movimenti o rallentandoli, tu raggiungi finalmente l’ultimo traguardo.

Un rigido programma di gestione

Essendo parte di esso, correggendo te stesso e diventando un elemento positivo in quel sistema, questi influenza tutti gli altri in modo positivo.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 13/03/16

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Due sistemi di controllo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la radice spirituale della crudeltà?

Risposta: Esistono due sistemi di controllo: destra e sinistra. La sinistra è il sistema crudele e atroce e la destra è esattamente il suo opposto; quest’ultima ammorbidisce tutto gentilmente, con affetto, accoglienza, incoraggiamento e sostegno. E noi avanziamo nella linea di mezzo, più o meno intorno ad essa.

A volte la linea di sinistra prende il controllo del mondo e iniziano le guerre e l’annientamento, e con essi una profonda sofferenza. Se la linea destra prende il controllo del mondo allora percepiamo che tutto va bene.

Il problema è che quando ci sentiamo bene, siamo inclini ad ammorbidirci e a diventare deboli, così il mondo ritorna di nuovo alla linea dura.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 14/02/16

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La traversata del Mar Rosso (Yam Suf), parte 2

Dr. Michael LaitmanCi sono diversi livelli nel rapporto tra le persone e la forza superiore, il pensiero della creazione.

Alcune persone pensano nel seguente modo: “A quanto pare, esiste una forza superiore che ha un grande obiettivo. Questa forza ci chiede di fare ciò che vuole nella nostra vita. Riceveremo una ricompensa se noi facciamo ciò che desidera almeno nella forma semplice, nella nostra vita materiale e osserviamo i comandamenti”.

Per alcuni, il premio può essere sentirsi bene in questa vita, e quindi loro considerano che valga la pena farlo. Altri considerano che avranno un mondo futuro dopo la morte.

Ci sono ancora altre persone che non sono d’accordo con questo e la pensano diversamente: “La forza superiore non vuole che noi ci relazioniamo a questo sistema in cui oggi esistiamo in una forma così semplice, ovvero, avere solo qui una vita migliore o anche acquisire un cosiddetto mondo futuro dopo”.

Al contrario, questa forza superiore vuole che noi la conosciamo, per raggiungere il suo livello, per diventare simile ad essa, prenderci cura di tutto il sistema nel modo in cui essa lo fa, e attraverso questo, di diventare suoi compagni. Essa vuole che ogni piccola parte all’interno di questo sistema, ogni persona assuma il peso della cura di tutto il sistema comune e influenzi l’intero sistema dal suo personale punto, nel modo in cui la forza superiore influenza e supporta questo intero sistema con la dazione e l’amore, perché essa è buona e benefica.

Esiste quindi una differenza tra questi tre tipi di persone. I primi due tipi che hanno a cuore la loro vita personale in questo mondo o nel mondo futuro, rimangono nel loro egoismo con il Faraone e non vogliono lasciarlo. Ma loro sono pronti a soddisfare i comandi della forza superiore pur rimanendo all’interno del proprio egoismo.

Solo le persone del terzo tipo non sono d’accordo con questo e dicono: “La forza superiore ci vuole come lei, per raggiungere la dazione e l’amore per gli altri, perché ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’ è la regola principale della Torah’”. Queste persone sono pronte ad uscire dall’Egitto e a fuggire con Mosè lontano dal loro egoismo, sono disposti ad uscire dal controllo dell’ego. Questo significa che escono dall’Egitto.

Quando scappano, desiderando di disconnettersi dalla cura di sé, la cura per i loro parenti, per salire un po’ verso la cura del sistema comune, non abbandonano le loro preoccupazioni personali, ma comprendono che tutto questo può esistere solo in un unico spazio insieme a tutti quanti, e che tutta l’umanità, tutte le persone e tutte le anime sono un sistema globale, e l’uomo non può occuparsi solo del suo benessere personale perché questo lo renderà simile ad un animale.

Poi, durante il tentativo di pensare a grandi cose, di rompere con il controllo del proprio egoismo e quindi disconnettersi da esso, loro sentono improvvisamente che questo egoismo arriva, li afferra e dice: “No! Perché hai bisogno di scollegarti completamente da me? Tu puoi, insieme a me guadagnare il mondo futuro e un po’ di questo mondo. Ti prego, puoi osservare tutti i comandamenti, anche ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’, ma pensa anche a come far sentire bene te stesso, prendi per te stesso il mondo futuro e tutto il resto!”.

Questo significa che nell’uomo si stanno risvegliando certe forze che gli dicono di non avere bisogno di scollegarsi completamente dall’egoismo, perché con questo dove vorresti andare, in quale mondo, in che tipo di strano spazio? Prenditi cura di tutti, ma assicurati che sia per il tuo bene!

In seguito, l’uomo vede di essere perseguitato da queste forze, da questi pensieri che sono chiamati “ministri del Faraone timorati di Dio”. Da un lato, essi sono apparentemente pronti a fare tutto ciò che la forza superiore gli dice, osservare i comandamenti, ma non per staccarsi dall’auto-amore e per non muoversi verso l’amore universale, verso l’amore per gli altri.

Coloro che vanno con Mosè chiedono: “Allora, cosa facciamo?”. E loro rispondono: “Osservate solo i comandamenti fisici, ma senza l’intenzione di dare al fine di fare del bene agli altri. Fatelo solo per fare il bene a voi stessi, per guadagnare questo mondo e il mondo futuro. Osservate i comandamenti, ma le vostre intenzioni devono rimanere egoistiche”.

Questo contraddice assolutamente i desideri e i pensieri che vanno con Mosè, perché ciò che è più importante per loro è staccarsi dai pensieri di beneficiare se stessi e passare ai pensieri di beneficio per gli altri, e da loro ai pensieri verso il beneficio del sistema comune, cioè il Creatore.

Tra loro, qui, esiste una grande lotta. Queste forze egoistiche perseguono le forze che vanno con Mosè, le vogliono catturare, fermare e farle tornare in Egitto, ovvero, al lavoro materiale, puramente egoistico. Dopo tutto, il Faraone era intelligente e diceva: “Vuoi eseguire tutte le azioni che il Creatore ti ha comandato qui? Per favore fallo!”.

Questo significa che l’uscita dall’Egitto è esattamente quando io mi scollego dall’intenzione di ricevere per me stesso, per il beneficio di me stesso, e penso solo e puramente al beneficio per gli altri, lasciando da parte me stesso. Questo si chiama l’uscita dall’Egitto e l’attraversamento del Mar Rosso. Questi desideri egoistici chiamati “servitori del Faraone timorati di Dio” non sono in grado di farlo. Quindi, non hanno altre correzioni, tranne l’annegamento nel Mar Rosso sulla strada.

Il Mar Rosso è l’attraversamento tra l’Egitto, nel quale io sono sotto il controllo del Faraone, e un luogo in cui sono staccato da lui, in cui non posso pensare al beneficio di me stesso. Forse non riesco ancora a pensare al beneficio per gli altri, ma sto uscendo dal controllo dell’amore per me stesso.

Pertanto, non vi è altra correzione per questi desideri se non l’annegamento nel Mar Rosso. In questo modo sacrificano se stessi e poi vengono gradualmente corretti. Naturalmente, i desideri non possono morire. Questo è solo un modo per elaborarli quando si perdono, si correggono e poi si innalzano per correggere il lavoro, completamente in dazione e amore, e nella forza della luce della fede.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Nella storia dell’uscita dall’Egitto degli Israeliti, uno degli eventi più grandi e più significativi è la traversata del Mar Rosso. Questo evento si verifica quando gli Israeliti, dopo aver ricevuto il permesso dal Faraone, lasciano l’Egitto in fretta e una settimana dopo raggiungono il Mar Rosso.

Il Faraone, dopo pochi giorni, si rammarica della sua decisione di liberare gli ebrei e manda tutto il suo esercito con carri e cavalli per inseguirli. La situazione sembra senza speranza per gli ebrei, si trovano di fronte al mare e sono stati circondati su tre lati.

A questo punto il Creatore dice a Mosè di alzare il suo bastone e il mare si divide, viene diviso in due metà. Non appena gli Israeliti passano nel mezzo e raggiungono la sponda opposta, il mare torna al suo solito stato e gli Egiziani che li stavano inseguendo affogano. Cosa simboleggia questa storia riguardo l’attraversamento del Mar Rosso?

Risposta: Penso che la Torah sia stata donata all’uomo per scoprire le sue qualità, tendenze, desideri, intenzioni e pensieri, per rendersi conto che l’uomo è un piccolo mondo che contiene tutto l’Egitto, il popolo d’Israele, il Monte Sinai, il deserto del Sinai e il Mar Rosso. Tutto ciò che esiste nel mondo si trova dentro l’uomo.

Inoltre, studiando la saggezza della Kabbalah in modo corretto, noi riveliamo che al di fuori dell’uomo non esiste nessun mondo. Mi sembra di trovarmi in una camera chiamata studio e in essa vi sono altre persone e vari soggetti oltre me. Ma tutto questo si trova in me, dentro di me. Le mie qualità disegnano questa figura sul mio schermo interiore. Tuttavia, questo quadro è sensoriale.

Cerchiamo di fantasticare un po’. Diciamo che siamo in grado di vivere altri 100-200 anni. Chi pensava alla televisione 100 anni fa? Nessuno! Improvvisamente è apparso il primo piccolo televisore in bianco e nero, poi uno più grande e poi uno a colori con alcuni canali.

Supponiamo che in 100 anni produrremo una televisione che creerà l’illusione completa di un film, come se tu fossi lì, all’interno, tra la gente, e anche poter sperimentare scene diverse. Tu guardi questo gioco ed esso ti coinvolge, e tutte queste immagini create da supponiamo dei raggi laser in aria, interagiscono con te.

Tu progetti i tuoi pensieri e desideri rispetto a loro, e loro rispetto a te, e tutto questo è un programma speciale in cui tu partecipi e giochi insieme alle immagini artificiali. E all’improvviso scopri di essere esattamente uguale a loro, quindi che cosa ti rende diverso da loro? E anche loro, a quanto pare, si guardano a vicenda e guardano anche te nello stesso modo. Questo è l’uomo.

In definitiva, noi siamo una sorta di programma che si materializza in una certa forma e niente di più. Allora, qual è la differenza tra l’interiorità e l’esteriorità? Nessuna. Siamo tutti una sorta di ologramma, un’immagine tridimensionale che può anche essere multidimensionale. E noi viviamo in questo modo.

In realtà, questo è ciò che ci spiega la Torah. Finora è difficile per noi immaginarlo, ma quando ci avviciniamo realmente alla percezione spirituale, essa ci sta gradualmente rivelando proprio questo. Noi sviluppiamo la capacità di capire e sentire la verità, di viverci e di essere in una costante interazione con essa.

La saggezza della Kabbalah ci permette di farlo; per questo è chiamata la saggezza della ricezione (in ebraico Kabbalah significa ricezione), la saggezza della percezione. Questo è il motivo per cui la Torah ci racconta tutte le situazioni in tale forma, il che significa che sta parlando di una persona che capisce di trovarsi all’interno di una rappresentazione o di un gioco in cui il pensiero superiore, il programma superiore, crea tutte queste immagini e lui esiste insieme a loro in questa vita.

Allora sorge una domanda spontanea: come fa lui a relazionarsi a questa grande mente e al grande desiderio che controlla questo teatro? Esiste in esso e capisce questo fatto, e cerca il modo più corretto di giocare il suo ruolo, o vive a suo piacimento, seguendo in ogni momento i suoi sensi e selezionando ciò che è meglio per se stesso.

La persona che vive dentro di sé è apparentemente scollegata dagli altri; egli non si preoccupa di queste immagini, il processo che subisce ognuno, e di questa intenzione generale, il cosiddetto scopo della creazione. Egli vive ogni minuto solo a proprio beneficio, secondo il suo profondo sentimento interiore. A lui è permesso realizzare il suo programma personale interiore.

Ma a lui è chiaro che esiste un programma comune in cui può giocare insieme ad altri in base a questo programma. E allora si muove insieme al pensiero e al desiderio superiore globale chiamato il pensiero della creazione. Tra queste due cose, l’uomo può essere in connessione con il pensiero della creazione o in connessione con il suo “corpo animale” in misura differente, a patto di essere felice.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Nuova Vita” 21/04/16

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Il destino delle figlie di Selofead

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 36:01-03): “I capostipiti della famiglia dei figli di Galaad, il figlio di Machir, il figlio di Manasse delle famiglie del figlio di Giuseppe si congiunsero e parlarono davanti a Mosè e davanti ai capi, i capostipiti dei figli di Israele. Essi dissero: ‘Il Signore comandò al mio maestro di dare la Terra come un’eredità tramandata ai figli d’Israele, e al nostro maestro fu comandato dal Signore di dare l’eredità di Selofead, nostro fratello, alle sue figlie.

Ora, se sposano un membro di un’altra tribù dei figli di Israele, la loro eredità sarà tolta dall’eredità del nostro padre, e sarà aggiunta all’eredità della tribù in cui si sposano e, quindi, sarà tolta dal totale della nostra eredità’”.

Alle ragazze era vietato sposarsi al di fuori della propria tribù. Tuttavia, se una di esse non fosse riuscita a creare una famiglia all’interno della propria tribù, le sarebbe stato permesso di diventare la moglie di un uomo di un’altra tribù, ma solo per una specifica ragione ed entro certi limiti. Allora la sua parte di eredità della tribù, la dote, veniva trasferita all’altra tribù insieme a lei.

Ed essa era persa per sempre e non sarebbe mai stata restituita, perché ella aveva lì una famiglia, figli ed una casa. In altra parole, era così tanto detratta da un tribù e trasferita ad un’altra che nemmeno la morte dell’alto sacerdote o il raggiungimento del cinquantesimo anno aveva il permesso di ridare nulla indietro.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 12/08/15

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Evitare gli errori

Dr Michael LaitmanDomanda: Impegnarsi nella spiritualità significa che l’uomo non commette più errori, che è diventato razionale e tutto ciò che fa è saggio e sensato?

Risposta: L’uomo spirituale è colui che sviluppa un attributo spirituale dentro di sé e quindi avanza.

Nel movimento dell’uomo spirituale non esistono errori, poiché egli riceve guida, istruzioni e assistenza costanti lungo il cammino e avanza di conseguenza, tuttavia il ritmo dell’avanzamento dipende da lui.

Il percorso dell’uomo diventa semplice, facile, piacevole e breve se egli mira seriamente ad accelerare il suo sviluppo spirituale. Se non potrà farlo, vagherà e si sottoporrà a molti problemi, ma avanzerà comunque lentamente.

Nel nostro mondo anche la gente comune avanza costantemente nella direzione giusta, inconsapevolmente, ma sotto l’influenza dei colpi della natura, e questo è ciò che li rende diversi dallo sviluppo indipendente.

[181991]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 21/01/16

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La responsabilità di un Kabbalista

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel corso della storia umana, non vi è stato neanche un solo giorno senza guerra nel mondo. Anche ai nostri giorni ci sono molte guerre crudeli. Perché anche uomini evoluti come i Kabbalisti soffrono per questo?

Risposta: I Kabbalisti soffrono ancora di più degli altri perché si sentono responsabili verso tutti. Loro sentono l’enorme massa di sofferenze che la guerra porta con sé. Inoltre, sperimentano anche l’enorme massa di piacere che l’umanità potrebbe ottenere al posto della sofferenza se investisse un po’ di sforzo per correggersi.

Il Kabbalista in relazione all’uomo normale è come un adulto in relazione ad un bambino. Un bambino malato soffre solo a causa della malattia, mentre l’adulto vicino a lui soffre molto di più ed è pronto a prendere su di sé tutto il dolore del bambino.

A proposito di questo è detto: “Chi accresce la conoscenza, accresce il dolore” (Ecclesiaste 1:18). A questo proposito dobbiamo unirci, superare rapidamente questo periodo di sofferenza e di guerra, ed entrare nella sensazione del mondo superiore.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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Portare il bene al mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come ci si può perdonare se sappiamo di esserci comportati in modo terribile, cattivo e basso?

Risposta: Questo non è l’approccio giusto. Non hai fatto nulla di proposito. È il Creatore che ha fatto tutto attraverso di te, poiché “Non esiste nulla tranne Lui”.

Pertanto, non ci si deve incolpare per niente, e nessuno deve incolpare gli altri intorno a sé in quanto non hanno fatto niente di proposito. Il Creatore fa tutto!

Egli porta la bontà nascosta nel mondo, la quale si rivela nel nostro mondo come male. Se ci comporteremo correttamente, ovvero, nel Suo nome, inizieremo a portare all’umanità la bontà rivelata e il mondo diventerà buono.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 14/02/16

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