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Il mondo intero soffre perché siete di cattivo umore

Dobbiamo costantemente fare attenzione di essere di buon umore. E non perché avete sentito qualcosa di divertente o perché avete avuto un drink, ma perché siete stati assegnati a giustificare il Creatore in tutto ciò che accade, in ogni stato, in ogni momento, per qualsiasi domanda che può venire nel vostro cuore o nella vostra mente. Allora siete di buon umore.

Si giustifica il Creatore per aver creato un mondo meraviglioso. E più avanzata è l’immagine, più si vede il mondo in un maggiore controllo e profondità, più si vede la sapienza e la benevolenza della superiore Provvidenza, e si giustifica il Creatore e si giudica il mondo intero alla scala di merito. Così si diventa una benefica parte attiva dell’anima generale del mondo.

Tuttavia, chiunque abbia un “viso aspro” condanna la Provvidenza superiore nei confronti di se stesso e soprattutto per quanto riguarda tutto il mondo. Abbassa non solo se stesso ma anche tutto il mondo e capovolge la scala contro se stesso e il mondo intero.

Questa è la ragione di tutto il male del mondo, per tutte le sofferenze. Dopo tutto, solo la nazione di Israele, coloro che bramano per il Creatore (Yashar-El = Dritto al Creatore), possono cambiare qualcosa. Loro sono gli unici responsabili per giustificare la Provvidenza del Creatore nei vasi di tutto il mondo, e se non lo fanno, allora sono chiaramente i primi a farsi male. La punizione inizia anche con i giusti, dal momento che sono responsabili per il mondo di essere in questo stato.

Quindi dobbiamo capire che questo è un sistema chiuso e tutto dipende dai desideri che fanno parte del vaso generale che ha creato il Creatore. Hanno bisogno di correggere tutto e giustificarlo e portare il mondo intero in uno stato perfetto. Loro devono aiutare i desideri che non possono correggere se stessi ad essere corretti e portare Luce alle loro vite fino a quando finalmente tutto è corretto.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2013, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot

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Lavorando in un cuore spezzato

Dr. Michael LaitmanRamchal, “Possente nel Cielo”: I saggi dissero “Il lavoro del cuore è una preghiera”. Così la Nukva, a causa di come gestisce tutti i mondi, si chiama il cuore. E si scopre che tutti i cuori in tutte le persone non sono che parti di quel cuore. Significa che tutti i cuori derivano dalla Nukva e quindi sono chiamate le sue parti. E qui la questione del cuore è interpretata in tutte le anime che derivano da essa.

E si scopre che non c’è un cuore intero, salvo che se si includono tutte le fasi del cuore che derivano da esso in tutte le anime. Poi quando esso comprende (tutti loro), si capirà nel senso di “il cuore capisce” tutto della Provvidenza generale.

Dobbiamo capire che siamo parti della Malchut comune che si chiama il cuore comune, e che dobbiamo unire i nostri cuori, e così correggerli. Nessuno di noi ha bisogno di una correzione privata; non c’è nulla da correggere in una persona, solo la sua attitudine verso gli altri.

Questo è il primo discernimento che dobbiamo realizzare: Nessuno è corrotto; solo le connessioni fra noi sono corrotte. Correggendo queste connessioni fra noi, ci possiamo unire in un cuore comune. Capiremo Colui che dona, secondo la nostra connessione, il Suo livello e il Suo attributo, perché diventeremo come Lui.

In questo dobbiamo impegnarci, nella nostra connessione sopra tutti i discernimenti egoistici rivelati che ci separano,ci tengono lontani, e ci causano repulsione l’uno dall’altro. Tutti gli eventi nella nostra vita hanno lo scopo di mostrarci il posto del nostro lavoro e dove finora non c’è una connessione fra noi.

Tutto ciò che succede a noi in questo mondo è la somma di tutto lo stato individuale che deriva dalla mancanza di connessione. Quando questi stati si connettono, sentiremo questa realtà come questo mondo, il che significa la mancanza di connessione in discernimenti diversi. Si è rivelato a noi nella misura in cui possiamo sopravvivere sotto queste condizioni di mancanza di connessione e cominciare la nostra connessione da esso.

Allora, tutto il nostro lavoro è nel sollevare MAN per questa connessione utilizzando tutti i mezzi che abbiamo. Poi la Luce che una volta ha riempito il vaso intero dell’anima influenza tutte le nostre parti e le riconnette, come torniamo ad essere una sola anima, un solo cuore.

Tutto il nostro lavoro è fatto in un cuore spezzato allo scopo di connettere i nostri cuori in esso, e in conformità del presente, sentiamo e capiamo che cosa vuol dire essere un intero cuore comune.

Se sentiamo di essere come un’ospite davanti a lui che ospita e da questo stato tiriamo le linee verso il nostro stato attuale, non sbaglieremo mai in qualsiasi di questi stati ci troveremo.
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Dalla preparazione alla Lezione qquotidiana di Kabbalah del 3.07.2014

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Shavuot è piena di Luce

Dr. Michael LaitmanRabash, Lettera 52: E per l’esodo dall’Egitto hanno ricevuto il livello di Fede … e dopo la Pasqua, il lavoro di purificazione inizia in preparazione per la ricezione della Torà. E quando l’anima di una persona è rivestita con la Torà, è la volta di Shavuot, il tempo del dono della nostra Torà.

Fino a Pasqua, il periodo di “schiavitù in Egitto” continua, il che significa che una persona sente le difficoltà e i colpi a causa del suo egoismo in modo che vorrà distaccarsi da esso ed elevarsi sopra di esso all’ attributo della dazione. Una persona fa nuovi sforzi ogni volta attraverso il gruppo, volendo superare il suo ego ed essere inclusa nella connessione. Questo è il lavoro in Egitto che continua fino alla sua piena misura, e quindi la Luce dà alla persona il potere della correzione.

Ma è solo la salita sopra l’ ego che la festa di Pasqua simboleggia. Poi cominciamo a contare 49 giorni fino alla festa di Shavuot, quando ci stacchiamo dal nostro ego e ci eleviamo al livello di Bina. I latticini che mangiamo in Shavuot simboleggiano la dazione, una vacanza piena di luce.

Pertanto, nella Pasqua lasciamo la “linea di sinistra”, e in Shavuot riceviamo l’ inizio della “linea di destra.” Allora riceviamo la Torà, che significa “linea di mezzo.” Allora possiamo collegare il nostro ego con il potere della Torà, con la luce che riforma che riceviamo da Bina e continuiamo a costruire noi stessi.

La festa di Shavuot appare luminosa e “ariosa”: Indossiamo abiti bianchi e mangiamo latticini; tutti simboleggiano dazione, Luce, e la “linea di destra.” Una persona non ha ancora acquisito i vasi, ancora non ha scoperto l’ego. Il primo contatto con la “linea di destra”, con la Luce, non è reale finché non lo realizziamo nella “linea di mezzo”, che dobbiamo costruire da noi stessi. Una persona che prende le parti dalla “linea di sinistra”si può collegare alla “linea di destra”, e con l’aiuto della Luce, realizza questa collegamento ricevendo un’ anima, un vaso che gli permetterà di dare.

Ogni vacanza che abbiamo simboleggia un certo livello in cui, dopo aver soddisfatto la precedente fase di sviluppo in una linea, passiamo all’ altra linea, in modo da formare la terza linea. Poi vestiamo queste tre linee nella nostra percezione della realtà secondo la sequenza temporale.
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(Dalla 3 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 24.05.2012, Scritti di Rabash)

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L’umano è la parte interiore del sistema dei mondi

Dr. Michael LaitmanAll’inizio fu creato un grande vaso per mezzo delle quattro fasi della Luce Diretta, chiamato il mondo dell’Infinito. E poi questo mondo ha cominciato a estendersi verso il basso, fino al nostro mondo.

Prima di tutto, è apparso il mondo di Adam Kadmon dal mondo dell’Infinito, e dopo il mondo di Nekudim è stato creato, il quale è scomparso, è stato frantumato.

L'umano è la parte interiore del sistema de mondi-1

Dopo questa frantumazione dei mondi, ABYA (Atzilut, Beria, Yetzira, Assiya) fu creato e da essi nacque un sistema interno particolare, chiamato Adam HaRishon (Il Primo Uomo). I sistemi dei mondi si possono imparare dalle prime quindici sezioni del libro Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES), e solo l’ultima, la sedicesima sezione parla dell’ Adam HaRishon in una forma molto limitata.

L’idea è che tutto ciò che succede con il sistema del mondo che si estende dall’alto verso basso, dopo succede anche con Adam HaRishon. Il sistema superiore si chiama il sistema dei mondi e la parte interiore si chiama Adam, un essere umano o Neshama (l’anima).

L’umano è la parte interiore del sistema di mondi– 2

Il sistema di Adam HaRishon si evolve anche dall’alto verso il basso ed è frantumato come il mondo di Nekudim. Però noi stessi dobbiamo compiere la correzione di questo sistema intero, perché questo è il nostro lavoro.

Il sistema esterno dei mondi è già preparato, esiste e ci influisce, mentre dobbiamo correggere il sistema interno.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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Un Kabbalista vede il mondo come un posto più corretto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Un Kabbalista vede il mondo nello stesso modo come una persona comune, o come un posto più corretto?

Risposta: Da un lato, un Kabbalista vede il mondo come un posto più corretto nella misura in cui scopre che il Creatore è già vestito nel mondo, e poi non ha pretese o reclami. Tuttavia anche lui nota posti nei quali il mondo ha bisogno dell’azione del Creatore dove il Creatore non può essere vestito poiché non esiste la mancanza.

Comunque, devo dire che anche se un grande o piccolo Kabbalista o uno che non è entrato ancora nel mondo spirituale e non ha ancora rivelato il Creatore dipende da ciò che gli viene mostrato. Qui un grande uomo non differisce da uno piccolo; la forza superiore, la forza di occultamento o la rivelazione, domina completamente tutti.

A un grande Kabbalista gli può essere concesso un tale occultamento che cadrà. Qualsiasi cosa può essere fatta con lui dall’Alto. Quanto più una persona avanza, più si rende conto che non c’è nulla dentro di lui che può gestire da solo e che può controllare.

In questo modo, prima il Creatore rivela progressivamente il dominio su di una persona, affinché finalmente la persona possa riconoscere il Creatore sentendo che si veste in lui. “Veste in lui” significa che lo controlla completamente.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2014)

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Tutto o niente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché un Partzuf diventa “raffinato” ed espelle la Luce quando riceve il 20% della Luce e capisce che non può ricevere di più? Ottenere il 20% è meglio di non ottenere niente?

Risposta: Nella spiritualità non ci sono mezze misure: è tutto o nulla. Immagina di dire a tua moglie che la ami il 20%. Puoi immaginare come ti avrebbe risposto?

Qualcosa di simile non può essere. In amore e dazione, in donazione e nel cuore, è impossibile dare una parte e non il resto. Qui non ci possono essere compromessi. I compromessi possono essere in tutto tranne che per l’odio vero e l’amore vero, i quali sono Achoraim (schiena) e Panim (viso) della stessa aderenza.

Domanda: Tuttavia gradualmente ci alziamo e cresciamo. Allora com’è possibile?

Risposta: Nella tua ascesa graduale, si sta sempre andando per il tutto. Non si prende metà o un quarto, anzi investi tutto il tuo potere o altrimenti non sali.

Domanda: Però, io non ho familiarità con il prossimo livello.

Risposta: Questo si chiama andare con la fede sopra la ragione, con i tuoi occhi chiusi. Può essere che si accetti il 20% di una situazione dopo un calcolo, diciamo, Galgalta, ma questo 20% corrisponde all’intero 100% dei tuoi poteri. Se si vuole successo nell’ avanzamento spirituale o anche nell’ amore corporeo, senza dubbio si ha bisogno di dimostrare che si sta dando tutto il proprio potere a esso.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.05.2014, Dagli Scritti di Baal HaSulam)

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Il valore più elevato dell’ ambiente

Dr. Michael LaitmanDomanda: Al fine di tenere il bastone in mano e non lasciare che si trasformi in serpente è necessario lavorare sul nostro ambiente costantemente?

Risposta: È giusto, ma è necessario lavorare sull’ ambiente non tenendo il bastone in mano, ma perché vediamo il nostro futuro stato corretto in esso. Ciò significa che l’ambiente non è un mezzo, ma ha valore in sé: è un sistema superiore.

All’ interno dell’ ambiente “bastone” e “serpente” si rivelano, e anche la forma del Borè (Creatore), che si chiama “Bo-Re” (Vieni e Vedi). Nella giusta connessione tra gli amici, la Luce Superiore comincia ad essere rivelata e splende, e scopriamo il vaso con la Luce.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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Non Fuggire dal lavoro ma da te stesso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la schiavitù di una persona in Egitto?

Risposta: Egli cerca di connettersi con gli altri e ogni volta ha un po’ di successo attraverso qualche nuova prova, ma i frutti di questa connessione vanno al Faraone che li succhia da dietro il collo. Questo significa che l’ego ruba tutto e lo tiene all’interno di se stesso. Una persona sente di non avere nulla. Questo è ciò che ci accade.

Poi, come è detto, (Giobbe 20:15): “Egli vomiterà le ricchezze che ha inghiottito”. Il potere dell’ego ingoia i frutti del lavoro e poi li sputa fuori, vomita dando tutto indietro alla persona, tutto insieme.

Domanda: Quando accadrà questo finalmente?

Risposta: Quando si accumula una quantità sufficiente di sforzi che sono stati inghiottiti dall’ego, questo consente alla persona di salire al bene della dazione. Non è possibile fare una scorta di sforzi negativi, impressioni negative, in qualsiasi altro modo. Non puoi lavorare se sono tutti davanti a te.

Anche se un po’ ti viene mostrato, prendi in considerazione quello che hai, questo è male e ciò che è male ti scappa immediatamente. E in questo modo non scappi ma continuerai a lavorare, le tue delusioni scompariranno. Questo ci da’ l’opportunità di continuare a ritornare ripetutamente sulle delusioni delle nostre abilità.

In seguito, la delusione accumulata e di conseguenza la necessità per il gruppo, deve essere così grande che tu gridi e vuoi andar via. Non significa scappare dal lavoro, ma scappare dal tuo ego!

Ci sono alcune condizioni che devono maturare e accumularsi. Questo è un processo cumulativo; nulla può essere fatto su di esso. Allo scopo di aiutarti con questo, ci sono il buio e l’assorbimento dei tuoi fallimenti. E poi devi essere ispirato dal gruppo, dallo studio, e dall’insegnante, e ogni giorno hai bisogno di alzarti in piedi di nuovo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.04.2014, Scritti del Rabash)

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Un Kli per la ricezione della Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Scrive Rabash: Questo è come la Luce e il Kli – la sofferenza che viene sopportata per qualcosa è il Kli che può ricevere la Luce se esso si libera dalla sofferenza. (Dall’articolo, “Che cosa è una benedizione,” … chi ha fatto i miracoli per me in questo posto nel lavoro? Come posso liberare me stesso dalla sofferenza anche prima di ricevere la Luce? Pensavo che la Luce è specificamente quella che ci libera dalla sofferenza.

Risposta: Il Kli per la ricezione della Luce non è il desiderio di essere riempito con piacere ma il desiderio di sentire come gli altri hanno piacere da me. Il mio piacere è in questo. Però non lavoro per il suo bene. Piacere per me è solo un indicatore, un mezzo per misurare quello che ho veramente raggiunto la dazione per gli altri.

Si chiama “liberando me stesso dalla sofferenza,” perché non ho nessun altro pensiero o intenzione per quanto riguarda me stesso. Sono interessato solo a quello che è fuori di me; pertanto merito là di scoprire il Creatore.

Queste sofferenze di amore ci sono quando non mi trovo nel desiderio di dare. Soffro per questo, e non per il mio bene. Se soffri per te stesso, ti trovi in questo mondo materiale e non sei per nulla diretto verso il Creatore. Essere diretto verso il Creatore significa voler essere come Lui, identificare te stesso con Lui, e prendere esempio da Lui. Ed essere come il Creatore significa pensare a ciò che è fuori di te.

La mia sofferenza diventa completamente diversa perché diventa sofferenza d’amore dalla mia mancanza d’abilità di donare agli altri e dalla preoccupazione che dando agli altri, sto facendo questo per il mio bene e non per il Suo bene, significa non per il bene della dazione, e senza l’intenzione di ricevere una ricompensa. Domando il potere al Creatore che mi aiuti a diventare come Lui.

Domanda: E, in un caso come questo, aiuta sempre il Creatore?

Risposta: Se stai veramente chiedendo per questo, Lui ti deve aiutare. Semplicemente non hai mai chiesto. Soltanto hai bisogno di voler essere come Lui, almeno un po’.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2014, Scritti del Rabash)

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Il prossimo mondo per il faraone

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il significato interiore di “ed essi costruirono città di stoccaggio”?

Risposta: Il desiderio di ricevere costruisce queste città e avanza così verso l’obiettivo che sembra buono e utile per l’ego. Ho questo mondo, ma in esso e in questa vita,intendo anche raggiungere il prossimo mondo. Mi aspetto di salire oltre questa vita e vedere i due mondi, per sbarazzarmi di tutti i miei problemi e della questione della vita e della morte.

La morte è il problema più grave per l’uomo. Una persona ha tutto oggi e il mondo è abbondante. Se avessimo dato alla gente che ha vissuto 100 anni fa quello che ha oggi un uomo comune, non potevamo descrivere la gioia immensa che avrebbe sperimentato.

Immaginare che doveva lavare i panni nel fiume, mangiare solo pane e cipolle, bere acqua sporca e vivere senza strutture come acqua ed elettricità, e anche vivere solo un mezzo o un terzo della speranza di vita che abbiamo oggi. Oggi abbiamo tutto, e vediamo la disperazione e la perdita d’interesse nella vita che la gente dappertutto sente. Come può essere?

Oggi una persona non chiede riguardo alla vita in sé e come gestirla. Nel passato, la sua preoccupazione principale era di fornire cibo per sé e per la sua famiglia, lui non pensava al fatto che un giorno poteva morire.

Però oggi ci si pensa e ci si chiede, “Perché sto vivendo se alla fine morirò?”In questo caso, la vita non vale più di tanto e quindi c’è una domanda crescente per gli antidepressivi e i farmaci. Questa è una domanda cruciale per una persona siccome se vivessimo per sempre, non avremmo nessuna preoccupazione.

Così, le persone che vogliono scoprire il segreto della vita sono attratte dal misticismo. Il segreto della vita non fa parte della vita in sé: nella vita non c’è un segreto. Il segreto è nel punto/senso della morte, nel quale scompariamo quando lo spirito della vita ci lascia. Questo è da dove viene la domanda “qual è il senso della mia vita?” Ci si chiede, “Qual è stata la mia vita se ora è finita?”

Una persona vuole trovare una risposta a questa domanda, e se non può farlo, lui è pronto a distruggere il mondo intero. Allora quando la gente viene a studiare la saggezza della Kabbalah, sono molto felice, pensando che ora capiranno ciò che riguarda la vita e la morte e vedranno il prossimo mondo mentre vivono ancora. Se si affrettano ad acquisire nuove conquiste e acquisizioni.

Questo significa che l’ego, Faraone, inghiotte il desiderio per il Creatore chiamato YasharEl, e lo usa per se stesso. Esso permette a una persona di avanzare nello studio della saggezza della Kabbalah: per studiare di più ed essere attivo. Ancora più importante è che raggiunge il suo obiettivo, scopre il prossimo mondo, e le porte del Faraone. Questo ci dice Faraone, o l’ego. E non è forse vero che tutti voi studiate per questo obiettivo?

A volte bramiamo maggiormente per la spiritualità e poi Faraone tira tutto a sé. Poi cadiamo e saliamo ancora. Si alternano contrazioni ed espansioni, come i polmoni o il cuore, come delle pompe o le fasi di corrente alternata. Ogni processo dinamico e ogni movimento devono avere due stati polari.
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 (Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.04.2014, Shamati 86)

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